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Commento dell'8 febbraio
Dal pubblico al privato
Il prossimo pacchetto di aiuti alla Grecia, di cui si discute intensamente in questi giorni, non andrebbe in favore del popolo greco. I greci dovrebbero solo impegnarsi a ripagare questi soldi attraverso un duro programma d'austerità. È stato calcolato che quasi l'80% di questo denaro servirebbe a ripagare i debiti esistenti, in buona parte nei bilanci delle banche francesi e tedesche. Di conseguenza il pubblico (UE e FMI) presterebbe soldi alla Grecia che li rigirerebbe immediatamente ai debitori privati. Ancora una volta investitori e banche verrebbero protetti e favoriti a scapito dei cittadini contribuenti. Il risultato é un trasferimento di ricchezza e rischi dal pubblico al privato con a corto termine un'evidente effetto. I titoli delle società finanziarie guadagnano di valore - lo vediamo bene dallo sviluppo dell'indice delle banche europee SX7E passato dal minimo del 9 gennaio a 88.55 punti alla chiusura di ieri a 118.60 punti (quasi +34% in un mese !). Lo vediamo meno nei tassi d'interesse dei titoli di Stato europei, artificialmente scesi grazie al programma di finanziamento LTRO della BCE. Il maggiore creditore dell'UE é la Germania - i suoi debiti ed impegni stanno aumentando. L'obbligazione tedesca a 10 anni rende 1.92%. È probabile che in future anche il premio rischio della Germania sia destinato a salire.
La seduta di ieri in borsa é stata una copia di quanto successo lunedì. Dopo iniziali prese di beneficio gli indici azionari hanno recuperato chiudendo con ridotte plusvalenza e moderati volumi di titoli trattati. Gli indici restano fortemente ipercomperati sul cortissimo termine - questa situazione può però persistere permettendo solo continui nuovi massimi marginali. Il fatto che le borse non correggano é un segnale tipico della fase finale di un rialzo a medio termine che deve sfociare in un'esaurimento. Vi ricordiamo che la nostra previsione é ora di una salita praticamente senza sostanziali correzione, per un top delle borse sui 1370 punti di S&P500.
Abbiamo poco da aggiungere sulla seduta europea. Le prese di beneficio del mattino hanno fatto scendere gli indici sui minimi di lunedì. Ancora una volta non abbiamo visto pressione di vendita e l'azione dei venditori é stata poco convincente. La chiusura serale é stata generalmente positiva (Eurostoxx50 +0.25% a 2514 punti) con sporadiche eccezioni (DAX -0.16% a 6754 - la RSI a 74.91 impone il suo tributo). L'indice delle banche SX7E ha ancora guadagnato il +1.37%. È buffo constatare che il rialzo viene continuamente giustificato sulla base di "progressi nelle trattative con la Grecia" - la realtà invece é che il tempo scorre senza arrivare ad un'accordo e gli ultimatum (vi ricordate quello di lunedì alle 11.00?) passano senza conseguenze e senza annunci.
In America l'S&P500 é inizialmente sceso fino ai 1336 punti. Come d'abitudine sono però riapparsi subito i compratori, l'indice é risalito fino ai 1346 punti per poi muoversi lateramente, tranquillamente e stancamente fino a fine seduta. In chiusura l'S&P500 si é fermato a 1347.05 punti (+0.20%), nuovo massimo annuale marginale. La seduta é stata positiva con A/D a 3347 su 2920, NH/NL a 964 su 98 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 17.65 (-0.11) e la CBOE Equity put/call ratio é sotto la media a 0.57. Ieri abbiamo osservato un'altra divergenza: Il Dow Jones Transportation da giorni non si muove e non segue più il DJ Industrial violando la Dow Theory.
Sugli altri mercati finanziari abbiamo una sviluppo inatteso, ma previsto a livello di variante, con la rottura della resistenza a 1.32 sul cambio EUR/USD. Stamattina il cambio é a 1.3275 come conseguenza sopratutto della debolezza del dollaro americano. Vi ricordiamo che pubblichiamo un'opinione dettagliata sul cambio EUR/USD. Il prezzo dell'oro (1751 USD/oncia) oscilla intorno ai 1750 USD. Il future sul Bund é sceso a 138 punti (-0.46%). Sospettiamo che un'ulteriore pacchetto di aiuti in favore della Grecia potrebbe mettere in dubbio la solidità della Germania innescando un ribasso sul Bund - teniamo d'occhio il supporto a 134 punti.
Stamattina la situazione é la solita che ritroviamo ormai da giorni. Le borse asiatiche sono al rialzo con il Nikkei che guadagna il +1.10%. Il future sull'S&P500 sale di 2 punti a 1346 punti. Le borse europee apriranno in positivo con l'Eurostoxx50 sui 2523 punti. Fino a quando non succederà qualcosa in grado di scuotere la fiducia degli investitori, le borse continueranno a salire con nuovi massimi marginali. Ripetiamo che a livello di analisi tecnica il rialzo dovrebbe continuare fino al 20 di febbraio con l'unica possibilità di brevi e modesti ritracciamenti intermedi. Questo rialzo terminerà su un massimo significativo (top) e sarà seguito da un ribasso e non più da una moderata correzione.
Commento del 7 febbraio
Aspettando la Grecia
Ieri le borse sono rimaste in attesa delle decisioni del governo greco. L'ultimatum delle 11.00 é trascorso senza che si sapesse nulla di nuovo. La situazione é assurda. Da una parte abbiamo i greci (che non sono gli irlandesi) che non hanno l'intenzione di ripagare i loro debiti e probabilmente non ne hanno neanche le capacità. I politici non sono in grado di imporre misure d'austerità oltre un certo limite e la popolazione, non sentendosi responsabile della catastrofe, va avanti come prima, tentando di non pagare le tasse e ricevendo 14 o 15 mensilità per impieghi fantasma nell'amministrazione pubblica. Dall'altra abbiamo la Troika (UE, FMI, BCE) con in testa Germania e Francia, che hanno prestato talmente tanti soldi che non possono permettersi di lasciar cadere la Grecia senza venir travolti loro stessi. La BCE può creare liquidità attraverso programmi come il LTRO ma non può creare sostanza. La liquidità rimanda il problema e la resa dei conti - come un gruppo d'amici senza soldi che comanda un'altro giro di drinks al bar perché non ha i soldi per pagare. La solutione magica non esiste. Ricchezza effimera deve sparire prima che l'economia possa ripartire su basi più solide.
Questa introduzione é stata utile poiché oggi abbiamo poco da dire sui mercati finanziari. Ieri gli indici azionari non si sono mossi. Hanno terminato questa prima seduta di consolidamento (non si può ancora parlare di ritracciamento) in negativo ma la perdita più consistente tra gli indici che seguiamo é stata quella del FTSE MIB con un -0.30%.
In generale le borse hanno iniziato la giornata con prese di beneficio. I venditori sono però presto spariti e sono riapparsi sporadici compratori che hanno fatto risalire gli indici con volumi di titoli trattati sotto la media. In America l'S&P500 ha chiuso invariato a 1344.33 punti (-0.04%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2434 su 3805, NH/NL a 997 su 93 e volume relativo a 0.85. La volatilità VIX é salita a 17.76 (+0.66). Gli indici restano nettamente ipercomperati a cortissimo termine (RSI giornaliera a 73.16 per l'S&P500 e a 78.22 per il Nasdaq100) e quindi hanno bisogno di ritracciare. Ieri si é però visto che i venditori non sono in grado di esercitare pressione e mancano di motivazione. Di conseguenza é possibile che ci sia ancora un breve impennata prima del previsto calo di alcuni punti in percentuale, necessario ad eliminare gli eccessi. Praticamente l'S&P500 potrebbe tentare ancora un salto verso i 1350 punti prima di scendere come atteso sui 1320 punti. In Europa la situazione é paragonabile a quella dell'America con la RSI del DAX (-0.03% a 6764 punti) a 75.95 punti.
In generale vediamo apparire numerose divergenze sul medio termine e l'impressione é che i mercati si stiano avvicinando ad un importante massimo. Sapete che noi pensavamo che le borse potessero restare rialziste per tutto il primo trimestre. Ora invece cominciamo ad essere scettici e preoccupati. Preferiamo informarvi ora di questa nostra inquietudine poiché é meglio sfruttare le settimane che restano che prepararsi ad un'eventuale significativo ribasso. Al momento il trend é ancora rialzista e solido. Sembra però arrivato il momento per diminuire lentamente le posizioni long. Comperare ora azioni nell'euforia potrebbe essere un grave errore.
Anche sugli altri mercati finanziari non succede niente di nuovo o di imprevisto. Il cambio EUR/USD non passa gli 1.32 e torna stamattina a 1.3110. Con il rafforzamento dell'USD l'oro ovviamente scende e si trova stamattina a 1724 USD/oncia. Il future sul Bund (138.81) continua ad oscillare sotto la barriera dei 140 punti. Stiamo sviluppando uno scenario che prevede un aumento del premio rischio anche per le obbligazioni tedesche. Questo significherebbe un forte calo del Bund - ne riparleremo all'occasione.
Stamattina le borse asiatiche sono ferme ed il Nikkei perde il -0.13%. Il future sull'S&P500 é invariato a 1339 punti. L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 2505 punti e quindi sui livelli di chiusura di ieri. Senza novità dal fronte greco oggi ci aspettiamo una ripetizione della seduta di ieri. Il ritracciamento é solo rimandato. Alle 16.00 parla Bernanke - difficilmente dirà qualcosa di inaspettato ma questo sembra essere l'unico appuntamento giornaliero in grado di muovere i mercati.
Aggiornamento del 6 febbraio
I temi che dominano stamattina i titoli delle informazioni finanziari sono i soliti. Gli investitori attendono con nervosismo la risposta del governo Greco alle pretese della Troika (UE, FMI, BCE). Da una parte gli Europei cominciano a rendersi conto che non ha senso prestare soldi ad un Paese che non vuole cambiare mentalità e non sarà mai in grado di ripagare i suoi debiti. I Greci hanno capito che hanno solo pessime alternative a disposizione e si dibattono in cerca di una inesistente soluzione indolore. I primi segni di malessere si osservano nel cambio EUR/USD che scende a 1.3060. La Francia piazzerà oggi sul mercato 8.5 Mia. di titoli di Stato - il risultato dell'emissione é atteso con interesse.
Stamattina i mercati azionari asiatici sono misti con il Nikkei in guadagno del +1.10% e la Cina in calo. Il future sull'S&P500 scende di 5 punti a 1334 punti. Le borse europee inizieranno la giornata in leggero calo. L'Eurostoxx50 é previsto in apertura a 2502 punti (-0.5%).
Manteniamo la previsione formulata nell'analisi del fine settimana di un'inizio di settimana negativo ed un ritracciamento di un 2%-4% prima della ripresa del rialzo.
Commento del 4-5 febbraio
Est modus in rebus, sunt certi denique fines, quos ultra citaque nequit consistere rectum! (Orazio)
Con le plusvalenze di settimana scorsa e l'accelerazione di venerdì, il rialzo iniziato intorno al 20 di dicembre del 2011 ha decisamente esagerato uscendo totalmente dai parametri normali di durata ed intensità di un movimento del genere. È questo il significato del detto di Orazio citato nel titolo e che ci affrettiamo a tradurre: "C'è una giusta misura nelle cose, ci sono giusti confini - al di qua e al di là dei quali non può sussistere la cosa giusta"
Ci sono parecchi sistemi per definire la lunghezza "giusta" di una gamba di rialzo e per giudicare se un'indice é ipercomperato. C'é l'analisi di quanti punti sono stati guadagnati ed in quanto tempo. C'é la distanza dell'indice dalla medie mobili dove spesso si usa quella a 50 giorni. Ci sono degli indicatori come la RSI. Oppure c'é la percentuale di titoli sopra la media mobile ponderata (SMA) a 50 giorni. Dal minimo del 19 dicembre a 1202 punti l'S&P500 ha guadagnato fino alla chiusura di venerdì scorso a 1344.90 punti 143 punti corrispondenti a circa il +12% in 7 settimane. Nello stesso periodo l'Eurostoxx50 ha guadagnato 322 punti o circa il +14.7%. La RSI (giornaliera a 14 periodi) sull'S&P500 é arrivata a 73.59 punti. Quella sul DAX ha chiuso venerdì a 76.11 punti mentre quella sul Nasdaq100 é arrivata a 78.55 punti. Vi ricordiamo che un valore sopra i 70 punti definisce l'ipercomperato. In America ci sono l'87% dei titoli sopra la media mobile ponderata (SMA) a 50 giorni. Da qui segue una prima valutazione - a cortissimo termine ci deve essere un pausa ed un breve ritracciamento. Non parliamo di correzione ma solo di un breve passo indietro per riprendere lo slancio. Il rialzo gode infatti di ottima salute con buona partecipazione a corto e sopratutto medio termine. Venerdì sul NYSE l'usuale rapporto NH/NL a 30 giorni ha segnato un buon 2143 su 94. Un livello da record lo riscontriamo invece nel rapporto NH/NL a 90 giorni che ha raggiunto un fortissimo 1687 su 29. Questo significa che a medio termine il rialzo é intatto e che gli indici azionari sono destinati a salire ancora più in alto. Questo lo vediamo bene nelle RSI settimanali che segnalano l'ipercomperato a medio termine. Queste si aggirano intorno ai 60 punti (RSI settimanale sull'S&P500 a 61.23) suggerendo che esiste ancora parecchio spazio verso l'alto prima che si arrivi ad un'ipercomperato a medio termine.
Cerchiamo ora di capire cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane e sviluppiamo alcune interessanti ipotesi. L'inizio di settimana prossima dovrebbe essere negativo ma non aspettatevi troppo. I mercati non vogliono ora correggere e dobbiamo arrenderci all'evidenza. La nostra idea é che l'S&P500 deve tornare sui 1320 punti - una discesa quindi del 2% rispetto alla chiusura di venerdì in due fino a tre giorni. Poi il rialzo deve riprendere.
Abbiamo notato che il 2012 sta ripetendo il 2011. Già l'anno scorso eravamo impazziti per tentare di capire dove poteva fermarsi il rialzo di gennaio e avevamo sbagliato nel sottovalutare il rally del settore bancario europeo. Questa nostra impressione é condivisa da Bespoke che alcuni giorni fà ha pubblicato un'interessante studio. Usando questa similitudine abbiamo sviluppato l'ipotesi che come nel 2011 ci possa essere un massimo significativo ed importante intorno al 20 di febbraio. L'S&P500 segue spesso ritmi di 30 giorni o multipli. Il minimo e inizio del rialzo é stato il 19 di dicembre 2011 e aggiungendo 60 giorni arriviamo al 19 di febbraio. La scadenza dei derivati é sovente un'importante punto tornante. A febbraio questo appuntamento é venerdì 17 febbraio. Di conseguenza molti indizi ci suggeriscono che il top di questo rialzo a medio termine potrebbe essere tra il 19 e il 22 di febbraio. Un obiettivo ideale si situa intorno ai 1370 punti di S&P500.
Abbiamo ancora alcuni argomenti a sostegno dell'ipotesi di un massimo significativo tra un paio di settimane ma oggi preferiamo non dilungarci nei dettagli di un'analisi tecnica che diventa molto complessa. Ci vorrebbe un'articolo separato solo per spiegare cosa é il TRIN, come funziona e perché ora sta mostrando una pericolosa e sospetta divergenza con l'S&P500.
Finora abbiamo parlato di indici ipercomperati ed investitori euforici e troppo esposti al rialzo. Con questa settimana dobbiamo lentamente aggiungere anche il termine "sopravvalutati". Guardate questo grafico. Vi mostra che il P/E dell'S&P500, calcolato secondo i metodi di Shiller, é attualmente a 22.3. Per noi il mercato americano comincia ad essere caro. Questo non vuol dire che l'S&P500 deve scendere da lunedì specialmente perché ora c'é molta liquidità e le obbligazioni decennali dell'US Treasury rendono solo l'1.94% giustificando P/E superiori a 20. Un mercato caro é però un mercato pericoloso nel quale un rialzo può improvvisamente fallire e tramutarsi in ribasso.
Questo é il sunto della nostra analisi ed il nostro scenario per le prossime settimane. Vediamo ora nel dettaglio cosa é successo settimana scorsa e aggiungiamo alcune considerazioni sui mercati europei.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 +3.22% a 2515 puntiDAX +3.91% a 6766 punti
SMI +1.99% a 6153 punti
FTSE MIB +3.09% a 16439 punti
S&P500 +2.17% a 1344.90 punti
Nasdaq100 +2.74% a 2529 punti
Nell'analisi di domenica scorsa avevamo previsto per questa settimana una correzione ed una discesa dell'S&P500 fino ai 1275-1280 punti prima della ripresa del rialzo a medio termine. È evidente che questa previsione era sbagliata. Anche quest'anno abbiamo sottovalutato l'impatto delle misure di stimolo delle Banche Centrali (LTRO in Europa) e la reazione dei titoli finanziari che da ipervenduti sono velocemente passati a ipercomperati. L'indice delle banche SX7E ha guadagnato questa settimana il +5.55% arrivando a 117.15 punti. Non pensavamo che questo indice poteva superare la resistenza a 110 punti e da questo errore deriva anche la sottovalutazione a corto termine del potenziale di rialzo dell'Eurostoxx50. L'indice europeo ha chiuso venerdì sopra la resistenza a 2500 punti a 2515 punti (+1.49%). A cortissimo termine sembra esaurimento e falsa rottura al rialzo. All'inizio di settimana prossima dovrebbe esserci un breve ritracciamento di una cinquantina di punti. Poi il rialzo dovrebbe riprendere seguendo il cammino precedentemente descritto per l'S&P500 americano.
La BCE prepara un nuovo programmma LTRO e quindi arriverà un'altra ondata di liquidità a sostegno di banche e mercati finanziari. La soluzione del caso Grecia continua a essere rimandata e questa tattica sembra piacere agli investitori che preferiscono ignorare il problema. Noi sappiamo che la realtà di un'economia europea in recessione deve presto o tardi venir affrontata. Non sembra però essere ancora venuto il momento.
Gli altri mercati finanziari questa settimana non ci hanno riservato sorprese. Il cambio EUR/USD (1.3150) si tiene come previsto sotto la resistenza a 1.32. l future sul Bund (138.25) oscilla senza tendenza restando sotto i 140 punti. L'oro é ridisceso a 1725 USD/oncia dopo che il rapporto sul mercato del lavoro USA pubblicato venerdì é stato estremamente positivo. Evitiamo la polemica ma vi invitiamo a guardare questo rapporto con occhi critici. La maggior parte dei job creati sono part-time e quindi precari e sottopagati - la diminuzione della percentuali di disoccupati é conseguenza della "sparizione" di centinaia di migliaia di persone dalla lista delle persone che cercano lavoro.
Riassumendo il rialzo delle borse é intatto. Il fatto che i mercati non vogliono correggere é un segno di forza e molto probabilmente il movimento é destinato ora a continuare senza pause sostanziali fino ad un'importante massimo a medio termine. Questo potrebbe concretizzarsi intorno al 20 di febbraio a 1370 punti di S&P500. Le borse europee seguiranno e potrebbero sovraperformare. A cortissimo termine il rally di venerdì ha provocato un'evidente esagerazione che deve essere eliminata. L'inizio di settimana prossima sarà negativo con un breve ritracciamento di circa il 2% in al massimo 3 giorni.
Commento del 3 febbraio
Osserviamo ed aspettiamo
Ieri le borse non ci hanno detto niente di nuovo. Gli indici azionari hanno marciato sul posto e stranamente i pochi indici che hanno mostrato dei progressi sono proprio quelli in una situazione di estremo ipercomperato. Il DAX tedesco ha guadagnato il +0.59% a 6655 punti con la RSI a 72.72 punti mentre il Nasdaq100 ha raggiunto un nuovo massimo pluriennale a ridosso dei 2500 punti (2495 +0.31%) con la RSI a 74.71 punti! A questo punto l'analisi tecnica si divide in due scuole di pensiero. I tradizionalisti insistono sull'ipercomperato dicendo che questo rialzo é destinato ad esaurirsi presto ed in maniera drastica visto la situazione di eccesso. I progressisti invece dicono che il trend rialzista é intatto e durata ed intensità non giocano un ruolo decisivo. Non importa cosa é successo prima - bisogna solo seguire il trend ed abbandonarlo unicamente all'apparire di sostanziali divergenze o con un massimo definitivo in posizione. Noi stiamo dalla parte dei tradizionalisti per la semplice ragione che non siamo dei tecnici puri. Ci interessano anche i fondamentali e sappiamo che se un'indice é salito del 20% con utili delle aziende che ristagnano ed economie sull'orlo della recessione, esiste un problema latente di sopravvalutazione. Le borse non agiscono in un vacuum ma sono legate alla realtà economica. La liquidità delle Banche Centrali può distorcere la valutazione degli assets finanziari e creare delle bolle speculative - questi sono però effetti a corto termine. Una volta eliminata l'euforia degli investitori sparisce anche la sopravvalutazone delle borse.
Sulla giornata di ieri non abbiamo molto da segnalare. In Europa sono scesi ancora gli spreads tra il reddito dei titoli di Stato spagnoli ed italiani con quelli tedeschi. Malgrado i pessimi risultati di Deutsche Bank, il settore finanziario si é ancora rafforzato guadagnando il +1.50% (SX7E a 114.61 punti). Non sappiamo ancora se questo é un rialzo sostenibile come quello delle banche americane (indice BKX). Ne discuteremo nell'analisi del fine settimana.
In America l'S&P500 non si é mosso (1325.54 punti +0.11%). Il massimo giornaliero é stato nuovamente a 1329 punti e la teorica resistenza a 1333 punti non é stata avvicinata. Al NYSE é stata una seduta positiva con 3697 advances contro 2481 declines, NH/NL a 1422 su 133 e volume relativo a 1.0. - sembra di rivedere i dati di ieri. La volatilità VIX é scesa a 17.98 punti (-0.57). Il minimo dei giorni scorsi é stato a 16.80 punti e quindi almeno intraday esiste ancora lo spazio per un breve tuffo corrispondente ad un piccolo balzo dell'S&P500. Supporto di lungo periodo sulla VIX é a 15 punti. Fino a quando l'S&P500 resta tra i 1320 ed i 1333 punti non sappiamo cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane. Sul grafico a corto termine vediamo una bullish flag e quindi sospettiamo che l'S&P500 cercherà di superare i 1333 punti. Potrebbe farlo con un'esaurimento o lentamente e con partecipazione. Nel primo caso il rialzo potrebbe essere concluso. Nel secondo caso é probabile invece che l'S&P500 continui a salire verso i 1350-1370 punti.
Gli altri mercati finanziari sono stranamente molto tranquilli. Il cambio EUR/USD (1.3150) é fermo sotto la resistenza a 1.32. Il future sul Bund é a 139.21 e non mostra la minima voglia di accelerare sopra l'importante barriera dei 140 punti. I prezzi delle materie prime sono fermi con solo l'oro (1761 USD/oncia) a guadagnare marginalmente terreno ed il gas naturale a giocare con il minimo pluriennale.
Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei perde il -0.51%. Il future sull'S&P500 é fermo a 1323 punti. L'Eurostoxx50 dovrebbe iniziare le contrattazioni a 2479 punti. In genere il venerdì non é giornata per un cambiamento di tendenza e quindi prevediamo una chiusura stasera senza sostanziali variazioni. Attenzione unicamente ai dati sul mercato del lavoro USA prevista alle 14.30. Potrebbero provocare uno scossone ed essere presi come scusa per prese di beneficio.
Commento del 2 febbraio
S&P500 secondo previsioni mentre l'Europa é euforica - c'é qualcosa che non funziona
Cominciamo oggi a analizzare quanto successo ieri sera a New York. La borsa americana si comporta secondo l'analisi tecnica in maniera più prevedibile e per il momento rispetta lo scenario di una correzione complessa. Ieri sera l'S&P500 ha aperto in gap up salendo praticamente subito a 1328 punti. Nel corso della giornata ha ancora guadagnato un paio di punti toccando i 1330 punti. Il massimo di settimana scorsa a 1333 punti non é stato attaccato. Nelle ultime ore di contrattazioni l'indice ha perso 6 punti chiudendo infine a 1324.09 punti (+0.89%) che corrisponde al livello raggiunto la settimana prima. Di conseguenza per il momento la situazione su questo indice é invariata. L'S&P50 resta ipercomperato, l'indicatore MACD é su sell, il Money Flow piatto e la volatilità VIX é ridiscesa a 18.55 punti (-0.89) senza toccare un minimo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4978 su 1281, NH/NL a 1447 (piuttosto alto e convincente) su 130 e volume relativo a 1.1. Molto bene si sta comportando la tecnologia con il Nasdaq100 su un nuovo massimo pluriennale a 2488 punti (+0.82%). Apple ha raggiunto un nuovo massimo storico a 459 USD. L'ultima inchiesta condotta tra gli investitori privati americani (1 febbraio) mostra un 43.8% (-4.6%) di bullish contro un 24.1% (+6.2%) di bearish. Tecnicamente ora la situazione é incerta. L'S&P500 non ha toccato un nuovo massimo ma d'altra parte non sta neanche correggendo. Non si vedono segni di debolezza né pressione di vendita. Sembra quindi che le ragioni da noi addotte per un moderato calo fino ai 1275-1280 punti (ipercomperato, eccesso di fiducia degli investitori e speculazione al rialzo, periodo stagionale negativo) non bastano a bloccare il rialzo. Continuiamo ad essere scettici e pensiamo che adesso non c'é molto potenziale verso l'alto - d'altra parte dobbiamo riconoscere l'evidenza dei fatti. Da una decina di giorni parliamo di correzione. L'S&P500 ha continuato la corsa fino ai 1333 punti mentre il Nasdaq100 non si é ancora fermato. In una situazione del genere é meglio astenersi da ulteriori previsioni a corto termine prima di avere nuovi validi elementi di valutazione e poter emettere un nuovo giudizio basato su nuove basi. Insistere usando gli stessi argomenti che fino a qui non hanno funzionato é sbagliato. Restiamo positivi sul medio termine e manteniamo la previsione di una salita a 1350-1400 punti dell'S&P500. Non sappiamo (per il momento) però cosa potrebbe succedere nelle prossime una a due settimane.
Facciamo ora un passo indietro e guardiamo cosa é successo in Europa. Ieri gli indici azionari europei sono ripartiti al rialzo e questa é stata una sorpresa. I tassi d'interesse sui titoli di Stato europei dei PIS (Portogallo, Italia, Spagna) sono continuati a scendere provocando un'ulteriore rally dei titoli bancari (SX7E +4.57%). Tutti i settori dell'Eurostoxx50 hanno però terminato la giornata con guadagni spedendo l'indice a 2470 punti (+2.24%). Nel commento del fine settimana avevamo messo le mani in avanti dicendo che l'indice non era ipercomperato e che teoricamente aveva spazio verso l'alto fino alla prossima resistenza a 2500 punti. Pensavamo che il DAX invece fosse bloccato e che quindi avrebbe fermato le borse europee. Invece ieri il DAX ha guadagnato un +2.44% salendo a 6616 punti con una RSI a 71.40. È bastata la pausa di lunedì e martedì per far scendere la RSI di un paio di punti e permettere poi il balzo di ieri. È quindi pericoloso basarsi solo sulla RSI per prevedere una correzione. Questo indicatore mostra un'eccesso a corto termine che provoca con sicurezza una pausa di alcune sedute - dopo però il rialzo può riprendere specialmente quando la tendenza é forte come ora. Purtroppo l'analisi tecnica funziona come il calcolo delle probabilità. Se si prevede una correzione con una probabilità dell'80% c'é sempre una probabilità del 20% di essere sbagliati. Ora siamo perplessi ed insicuri anche perché non capiamo e non condividiamo le ragioni di questa euforia. Da 10 giorni si parla di un imminente accordo sulla Grecia e finora non si é visto niente. Quanto deciso il fine settimana a Bruxelles é deludente. È come se ci si fosse resi conto che gli automobilisti sfrecciano tutti a 80 km/h malgrado un limite a 60 km/h. Per risolvere il problema i responsabili non trovano di meglio che abbassare il limite a 50km/h. I governi europei hanno per anni ignorato i parametri imposti dal trattato di Maastricht. Cambiare le regole non serve - bisogna cambiare mentalità e imporre il rispetto dei limiti prefissati.
Il momentum del rialzo ieri é stato intenso e difficilmente le borse cambieranno direzione senza rallentare e distribuire. Di conseguenza é probabile che nei prossimi giorni ci siano dei nuovi massimi marginali e che fino alla fine di questa settimana l'impostazione dei mercati resti positiva. Teniamo ora d'occhio l'importante resistenza a 2500 punti di Eurostoxx50 ed il comportamento dell'indice delle banche SX7E (112.92 punti) che non ha ancora superato il massimo di settimana scorsa e ovvia resistenza a 113.94 punti.
Notiamo che il cambio EUR/USD (1.317o), come atteso, resta bloccato sotto gli 1.32.
Stamattina il quadro generale resta positivo e le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei giapponese guadagna il +0.76%. Il future sull'S&P500 sale a 1324 punti (+4 punti). L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni a 2484 punti (+0.6%). Avendo sbagliato la previsione ieri sottovalutando le forze dei rialzisti, preferiamo oggi evitare brutte figure.
Commento del 1. febbraio
Non é sempre rialzo o ribasso - ogni tanto ci vuole una pausa
Stamattina siamo a corto di argomenti per il semplice fatto che ieri é successo ben poco. I mercati sono vissuti di rumori ed anche questa volta si é parlato di progressi nelle trattative riguardanti la Grecia. Niente di concreto ma questo é bastato a far rimbalzare il settore bancario del +1.10% dopo la pesante perdita del giorno prima. Il risultato é stata una moderata plusvalenza sugli indici dipendenti dal settore finanziario (Eurostoxx50 +0.50% e FTSE MIB +0.48%) mentre il resto delle borse ha marciato sul posto (DAX +0.22%). Internamente le borse stanno correggendo - a livello di punti invece non succede niente e DAX (6458 punti) e Eurostoxx50 (2416 punti) rimangono sopra i supporti rispettivamente a 6400 e 2400 punti. È probabile che questa indecisione duri ancora alcuni giorni e che i mercati si trascinino in questa maniera fino a venerdì. Per ora le ragioni tecniche che ci hanno fatto prevedere una correzione a corto termine sussistono e quindi ci aspettiamo prossimamente una rottura dei supporti ed un moderato calo degli indici. Bisogna però avere pazienza.
In America per il secondo giorno consecutivo gli indici azionari hanno terminato la giornata invariati. L'S&P500 si é fermato a 1312.41 punti (-0.05%) ed il Nasdaq100 a 2468 punti (+0.11%). L'indice tecnologico resta molto forte avendo chiuso ieri su un nuovo massimo pluriennale. Nelle ultime 8 sedute ha però guadagnato solo 27 punti corrispondenti a poco più dell'1%. La tendenza é al rialzo ma l'indice talmente ipercomperato (RSI a 70.87 punti) che i progressi sono solo marginali. Questo comportamento é tipico di questa fase di rialzo. Probabilmente il Nasdaq100 uscirà da questa situazione di stallo con un paio di sedute a -2%/-3%. La giornata al NYSE é stata positiva con 3473 advances contro 2738 declines, NH/NL a 819 su 204 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é bloccata a 19.44 punti (+0.04) ed il grafico di questo indicatore mostra una buona probabilità di una imminente accelerazione al rialzo. Sapete che grazie alla correlazione inversa questo significa un calo dell'S&P500. Per il resto gli indicatori sono immobili.
Come spiegato ieri importante rimane ora il comportamento dell'S&P500 nel range 1300-1320 punti. Ieri sul massimo l'indice é salito a 1321 punti per poi venir respinto verso il basso. Il minimo é stato a 1306 punti e manca un test del supporto a 1300 punti.
Sugli altri mercati finanziari vediamo sviluppi interessanti ma niente di decisivo. Il cambio EUR/USD non ha superato gli 1.32 e ritorna stamattina a 1.3050. Il future sul Bund é risalito a 139.80 ed é fermo sotto l'importante resistenza a 140 punti.
Stamattina regna la calma. Il Nikkei ha chiuso con una minima variazione di +0.08%. Il future sull'S&P500 cala di 3 punti a 1305 punti. Le borse europee risentono ancora della chiusura a New York in recupero e apriranno in positivo. Attendiamo l'Eurostoxx50 sui 2423 punti (+0.3%). Purtroppo la seduta odierna rischia di essere noiosa e terminare senza sostanziali variazioni. Solo l'indice ISM (andamento dell'industria manifatturiera in America a gennaio) atteso alle 16.00 potrebbe scuotere i mercati dal torpore.
Commento del 31 gennaio
Patto fiscale a 25 senza Inghilterra e Cechia
A Bruxelles i membri dell'Unione europea hanno raggiunto un'accordo fiscale che prevede strette regole riguardanti il freno ai debiti e rigore finanziario. Quello di Maastricht bastava ma non é stato rispettato, neanche da Germania e Francia - alla prima occasione anche questo farà la stessa fine.
Sulla Grecia nessuna novità. Evidentemente non c'é intesa ed il problema verrà rinviato all'infinito fino a quando la pressione degli avvenimenti imporrà una soluzione di cui nessuno si sentirà responsabile - i politici potranno dare la colpa alla "speculazione internazionale".
Ieri in Europa c'é stata la prima vera seduta negativa di questa probabile correzione. Le borse sono cadute condotte dal settore bancario (SX7E -3.78%). Nell'analisi del fine settimana abbiamo scritto: "Solo l'indice delle banche SX7E (-1.19% a 110.99 punti) é decisamente
toppish e sembra aver iniziato una sostanziale (-10%?) correzione." L'andamento della seduta di ieri sembra confermare questa previsione.
L'unico grave problema per i ribassisti é che i supporti a breve termine hanno retto. l'Eurostoxx50 é sceso fino ad un minimo giornaliero a 2397 punti per poi rimbalzare dal supporto a 2400 punti e chiudere a 2404 punti con un calo del -1.31%. Anche il DAX (6444 punti -1.04%) non ha avvicinato il decisivo supporto a 6400 punti. Inoltre i volumi di titoli trattati sono stati in calo togliendo incisività all'azione dei ribassisti. Normalmente un tentativo di rompere un supporto non é mai sufficiente e segue sempre un secondo tentativo - fa parte della natura umana di riprovare.
Ieri nel commento pomeridiano sull'S&P500 abbiamo spiegato come poteva svilupparsi la correzione: "Attenzione che questa sembra essere una classica moderata correzione
ABC. La B é un rimbalzo intermedio e quindi dopo una discesa poco sopra i
1300 punti ci potrebbe essere un rimbalzo di una decina di punti prima
dell'affondo finale." La seduta di ieri a Wall Street ha seguito questo schema. L'S&P500 é sceso nella prima ora di contrattazioni fino a 1300 punti. È poi risalito ad ondate regolari fino ai 1316 punti per chiudere infine a 1313.01 punti (-0.25%). Il mercato ha fornito nuovi segnali su differenti orizzonti temporali. Il MACD é passato marginalmente su sell dicendoci che si sta sviluppando una correzione a corto termine. Sul grafico c'é però anche un golden cross (incrocio tra la MM a 50 giorni e quella a 200 giorni) che é un segnale d'acquisto a medio termine. Questo corrisponde al nostro scenario di una moderata correzione all'interno di un trend rialzista a medio termine intatto. La seduta ieri al NYSE é stata negativa con A/D a 2027 su 4227, NH/NL a 579 su 236 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é salita secondo logica a 19.40 (+0.87).
Per i prossimi giorni lo sviluppo é incerto. In teoria ora dovrebbe svilupparsi ancora una spinta verso il basso con obiettivo sui 1280 punti di S&P500. Il rimbalzo di ieri é stato però più consistente del previsto ed i puristi delle Elliott Wave riconoscono già una correzione ABC completa. Il rialzo potrebbe quindi ricomiciare già oggi. La regola per saperlo é molto semplice. Se oggi l'S&P500 supera i 1320 punti é molto probabile che il rialzo riprende immediatamente. Una seduta negativa dovrebbe invece sfociare nella rottura del supporto a 1300 punti.
Noi crediamo che la correzione non é finita e che anzi dovrebbe essere più lunga e complessa del previsto con numerosi affondi e rimbalzi.
Il future sul Bund é tornato a salire (139.55 +0.45%) insieme agli spreads - questo sviluppo favorisce una continuazione della correzione delle borse europee. Il cambio EUR/USD (1.3180) sembra voler esaurire il rimbalzo sugli 1.32. L'oro (1740 USD/oncia) dovrebbe fermarsi tra i 1750 ed i 1800 USD/oncia per poi ritornare verso il basso. Tutti questi movimenti sono coerenti tra di loro e quindi bisogna seguire lo sviluppo generale per osservare eventuali divergenze.
Stamattina le borse asiatiche sono moderatamente positive. Il Nikkei guadagna il +0.11%. Il future sull'S&P500 sale di 3 punti a 1312 punti. Ovviamente le borse europee reagiscono positivamente e l'Eurostoxx50 riprenderà le contrattazioni sui 2430 punti (+1%). Pensiamo che stamattina, dopo una buona apertura, i mercati europeei si fermeranno in attesa di indicazioni da parte di New York.
Aggiornamento del 30 gennaio
Francia - IVA al 21.2%
Durante il fine settimana il Presidente Sarkozy si é rivolto ai cittadini annunciando alcune riforme allo scopo di ridurre il costo del lavoro in Francia di 13 Mia di EUR. Per finanziare questo calo propone un'aumento dell'IVA al 21.2% contro gli attuali 19.6% ed una tassa sulle transazioni finanziarie. Il candidato dell'opposizione socialista Hollande vuole ridurre il salario del Presidente del 30% dagli attuali 240000 EUR all'anno. Non si limita a questo drastica misura. Prevede anche l'aumento delle tasse sui ricchi e sulle grandi società e spese supplementari di 20 Mia di EUR sopratutto nel campo dell'istruzione tramite l'assunzione di 60000 nuovi insegnanti. La campagna presidenziale francese é lanciata e per il momento i sondaggi danno Hollande vincente con il 31% di voti nel primo turno ed un un 60% nel turno finale.
In Grecia la situazione é più contorta e nebulosa che mai ma "si stanno facendo significativi progressi". Guardate nei cassetti se trovate delle vecchie Dracme reduci da vacanze estive - potrebbero venir buone tra poco tempo.
Stamattina si conferma il quadro descritto nell'analisi del fine settimana. I mercati asiatici sono deboli ed il Nikkei perde il -0.54%. Il future sull'S&P500 scende di 7 punti a 1305 punti. In Europa le borse apriranno in calo. Secondo le stime delle 08.00 l'Eurostoxx50 dovrebbe aprire tra un'ora sui 2422 punti (-0.5%). Il supporto a 2400 punti sembra ancora lontano ma oggi sarà meglio tenerlo d'occhio.
Commento del 28-29 gennaio
Speranza e ritorno alla realtà - é ancora il momento dell'illusione
Il mare di liquidità creato dalla Banche Centrali ha coperto tutti i problemi e permette agli investitori una navigazione senza apparenti ostacoli. La BCE presta alle banche contante all'1% e queste comprano, secondo il principio della mano che lava l'altra, titoli di Stato al 6%. Tutti sperano che col tempo questo guadagno facile (regalo fatto sulle spalle dei risparmiatori) serva a coprire le perdite di questa crisi. Gli Stati ottengono i necessari finanziamenti e restano a galla anche se per il momento si accontentano di ridurre il deficit corrente sperando che un giorno la crescita economica li aiuti a riportare equilibrio nei conti pubblici. L'attenzione é focalizzata sulla Grecia, vicina ad un'accordo con i debitori privati. Nel frattempo il Paese scivola dalla recessione alla depressione senza nessuna concreta possibilità di ripagare quella parte immensa di debito che rimarrà dopo l'haircut imposto ai debitori privati. Questo litigio infinito con l'Unione Europea sfocerà presto o tardi in un divorzio. Nel frattempo tutti preferiscono non guardare troppo da vicino i problemi di Portogallo e Spagna senza dimenticare un'Inghilterra che sembra cadere a vite in una mortale spirale debito-recessione. Per il momento l'impatto col suolo viene impedito solo dalla BoE che stampa moneta.
Adesso però é ancora il momento dell'illusione. Un mese fà l'Europa sembrava sull'orlo del baratro. Il calo dei tassi d'interesse sui titoli di Stato permette di sperare che i Paesi occidentali potranno (forse, magari, chissa quando) superare questa crisi senza troppi danni. Nelle ultime 4 settimane l'Eurostoxx50 ha guadagnato il +6.39% trascinato dal settore auto +19.95%. Le banche, di cui nessuno ormai conosce stato patrimoniale e redditività, sono crescite del +10.86%. Gli investitori agiscono solo su basi psicologiche e seguono il momentum senza grandi considerazioni riguardanti lo stato dell'economia ed i fondamentali delle aziende. La liquidità su conto corrente non rende niente ed obbliga gli investitori a prendere rischi. Il risultato sono tendenze in borsa che durano più del normale creando eccessi e sopravvalutazioni. In una situazione del genere trovare i punti tornanti diventa molto difficile e la migliore strategia é seguire i trends fino a quando non é evidente che sono terminati.
Settimana scorsa avevamo previsto l'inizio di una correzione basandoci su indicatori che mostrano ipercomperato ed eccesso di fiducia da parte degli investitori. Inoltre dal 20 gennaio inizia un periodo statisticamente negativo. La correzione é iniziata solo giovedì per fattori indipendenti dall'andamento normale delle borse. Annunci delle Banche Centrali come quello della FED di mercoledì sera possono provocare balzi eccezionali di alcuni punti in percentuale e spostare normali sviluppi di mercati di alcuni giorni. Il nostro obiettivo principale di una performance settimanale negativa per l'S&P500 é stato mancato di poco. Venerdì questo indice ha chiuso a 1316.33 punti con un guadagno su base settimanale del +0.07%. Siamo però convinti che la prevista correzione é iniziata. Vediamo insieme in quale situazione tecnica le borse sono arrivate fino a venerdì e cosa ci aspetta nel prossimo futuro.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 +0.40% a 2436 puntiDAX +1.68% a 6512 punti
SMI -1.46% a 6033 punti
FTSE MIB +2.00% a 15946 punti
S&P500 +0.07% a 1316.33 punti
Nasdaq100 +1.02% a 2461 punti
Mercoledì sera la FED ha dato un'ultima spinta esaustiva alle borse che hanno raggiunto giovedì in giornata un massimo significativo a corto termine.
L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 2479 punti e solo venerdì c'é stata la prima sostanziale seduta negativa (-0.97% a 2436 punti). L'indice europeo é tra il supporto a 2400 punti ed il prossimo possibile obiettivo del rialzo a 2500 punti. Fino a quando il supporto regge la tendenza é positiva e parlare di correzzione é ancora aleatoria mancando qualsiasi conferma tecnica. In Europa solo il DAX (RSI a 70.24 punti ) é in ipercomperato mentre le altre borse non hanno situazioni estreme che dovrebbero necessariamente provocare un calo. Solo l'indice delle banche SX7E (-1.19% a 110.99 punti) é decisamente toppish e sembra aver iniziato una sostanziale (-10%?) correzione.
Il nostro punto di riferimento resta però il mercato americano. Il DAX tedesco é strettamente correlato all'S&P500 e attraverso questo meccanismo, con il settore finanziario che amplia o attutisce le oscillazioni, possiamo capire cosa potrebbe succedere anche im Europa.
L'S&P500 ha toccato un massimo giovedì a 1333 punti scendendo venerdì ad un minimo a 1311 punti. Questa dovrebbe essere stata la prima gamba di ribasso di una moderata correzione ABC con obiettivo sui 1275-1280 punti. In genere la seduta di venerdì é stata positiva. Sul NYSE abbiamo avuto 3991 advances e 2172 declines e NH/NL a 977 su 140 con volume relativo a 1.0. Il DJ Jones Transportation ha guadagnato il +0.79% su un nuovo massimo annuale mentre il DJ Industrial perde il -0.58%. Questa é una divergenza da chiarire nei prossimi giorni. Ci sono l'83.7% di titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 71.44. Questi dati mostrano un trend rialzista intatto ma troppo esteso. La volatilità VIX é a 18.53 (-0.04) e gli indicatori tecnici mostrano una forte possibilità di un imminente sostanziale rialzo. Vista la correlazione inversa con le borse questo dovrebbe corrispondere ad un calo dell'S&P500. Continuando a livello di sentiment ricordiamo il risultato delle ultime inchieste (25 gennaio) condotte tra gli investitori. La NAAIM (gestori patrimoniali) mostra un 56% di bullish contro la media dell'ultimo trimestre a 30.9%. La AAII (investitori individuali) ha un 48.4% di bullish (+1.2%) contro un 18.9% di bearish (-4.7%). Specialmente la percentale dei ribassisti é molto bassa e ci dice che gli investitorti individuali americani sono troppo positivi. Probabilmente sono anche eccessivamente sbilanciati speculativamente al rialzo. La CBOE Equity put/call ratio é a 0.60 con la media mobile a 10 giorni a 0.58. Questo valore corrisponde ad una deviazione standart dalla media e normalmente segnala un massimo sull'indice.
Riassumendo ritroviamo oggi una situazione simile a quella della settimana scorsa con indici americani ipercomperati, investitori troppo ottimisti ed esposti al rialzo e un periodo stagionale negativo. L'unica differenza é che l'apertura in gap up di giovedì con chiusura in negativo corrisponde ad un tipico bearish reversal day e quindi é probabile che ora che un massimo sia in posizione.
Riassumendo settimana prossima la correzione dovrebbe continuare. Gli indicatori a medio termine sono positivi quindi dovrebbe trattarsi di una moderata correzione all'interno di una rialzo a medio termine intatto. L'S&P500 dovrebbe scendere sui 1275-1280 punti prima di riprendere il rialzo. Se la correzione ha le caratteristiche da noi previste, l'indice dovrebbe poi ripartira al rialzo con un'altra spinta di circa 100 punti.
Prevediamo una correzione sull'S&P500 di circa il 3%. Cosa significa questo per l'Europa? Il grafico dell'indice SX7E delle banche suggerisce che il calo nel settore finanziario dovrebbe essere sostanzioso. Significa che l'Eurostoxx50 dovrebbe perdere percentualmente di più del 3%. Un logico obiettivo, confermato a livello di grafico, si situa quindi a 2300 punti. Tenete d'occhio le medie mobili a 50 giorni che al momento costituiscono un'ottimo punto di riferimento per una correzione (per il FTSE MIB passa a 15068 punti...).
Per il momento il comportamento di divise (EUR/USD a 1.3220), Bund, e materie prime ci stanno confondendo le idee e non sappiamo bene cosa aspettarci. La salita del cambio EUR/USD é una conseguenza della debolezza del dollaro americano e non un segnale di forza dell'Euro. La logica reazione é stata l'aumento del prezzo dell'oro a 1737 USD/oncia. Esiste a livello di chart una concreta possibilità che il cambio EUR/USD si fermi a 1.32 per poi ricominciare a scendere. Sinceramente preferiamo però attendere lo sviluppo degli avvenimenti prima di ritornare eventualmente short EUR. Il future sul Bund é fermo a 139 (+0.22%). Questa settimana ha guadagnato 1 punto ma resta sempre senza tendenza sotto il massimo annuale a 140 punti.
Per settimana prossima prevediamo la continuazione della correzione. Le prospettiva a medio termine sono però buone e quindi attendiamo una buona occasione per tornare long. Operazioni short sono adatte solo a traders che operano in un'ottica a corto termine e con un'alta predisposizione al rischio. Non c'é nessun segnale tecnico che preannunci l'inizio di un sostanziale ribasso. Il nostro obiettivo di riferimento per febbraio-marzo é sui 1380-1400 punti di S&P500.
Commento del 27 gennaio
Battuta d'arresto - Reversal day in America dà inizio alla correzione?
Ieri i mercati europei si sono involati grazie ad una serie di notizie positive. A dire la verità non tutto era incoraggiante ma nelle fasi di rialzo é tipico che gli investitori guardino soprattuto a quello che gli interessa ignorando il resto. I media hanno parlato molto dei tassi d'interesse in America al 0% fino al 2014 e dei progressi fatti sul dossier dei debiti greci. Si é festeggiato il calo del reddito delle obbligazioni italiane a 10 anni sotto il 6%. Si parla invece ancora poco del Portogallo i cui tassi d'interesse a 10 anni hanno superato il 14% - questo Paese avrà bisogno a breve ulteriori finanziamenti da parte del fondo di salvataggio europeo e sta seguendo a distanza lo stesso catastrofico sviluppo negativo della Grecia. Il Giappone, Paese con il maggior rapporto debito/PIL al mondo, ha per la prima volta dal 1980 mostrato una bilancia commerciale negativa. Se un Paese non guadagna nel commercio estero, si indebita con l'estero e perde il controllo del debito interno. L'Inghilterra é in recessione, il debito pubblico esplode e la Banca Centrale stampa moneta come unica possibile soluzione per evitare il tracollo. La lista dei problemi é lunga e presto o tardi si ricomincer a parlare anche di America - nel suo discorso sullo Stato dell'Unione il presidente Obama ha "dimenticato" di dire che durante i tre anni e mezzo della sua amministrazione il debito pubblico americano é praticamente raddoppiato e la disoccupazione é aumentata. 13 milioni di americani sono ufficialmente senza lavoro e 47 milioni ricevono i Food Stamp per poter aver da mangiare. La BCE si oppone a qualsiasi forma di haircut sul debito greco in mani pubbliche. I miliardi di titoli di Stato greci comperati da Trichet e nei forzieri della BCE hanno scavato una voragine nei bilanci della banca che teoricamente dovrebbe venir ricapitalizzata dagli Stati membri.
Ieri in Europa é stato però un giorni di rialzi generalizzato. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +1.62% a 2460 punti con un massimo giornaliero e annuale a 2466 punti. Tutti i settori hanno partecipato al rialzo che in teoria potrebbe continuare. La prossima forte resistenza é solo a 2500 punti. È meglio però non perdere troppo tempo a discutere i dettagli di questa giornata in Europa. Se volete avete i commenti specifici sui vari indici a disposizione. È più importante ora analizzare la seduta in America che ha offerto un'interessante sviluppo.
Infatti per una volta gli indici azionari americani hanno chiuso in perdita. Lo hanno fatto dopo un'apertura in gap up. L'S&P500 é inizialmente salito fino ai 1333 punti per poi cadere di 20 punti sul minimo giornaliero a 1313 punti. Un lieve recupero sul finale ha provocato la chiusura a 1318.43 punti (-0.57%). Questo (bearish?) reversal day potrebbe dare inizio all'attesa correzione con obiettivo sui 1280 punti. Il condizionale é d'obbligo visto che per ora abbiamo avuto solo una seduta negativa ed oltre tutto la minusvalenza finale é stata contenuta. I dati della giornata sono solo moderatamente negativi con A/D a 2890 su 3328 e NH/NL a 1562 su 142. Il calo é avvenuto con volumi di titoli trattati di poco sopra la media (volume relativo a 1.1) e la volatilità VIX é salita solo a 18.57 (+0.26%). L'indice tecnologico Nasdaq100 ha seguito l'S&P500 con un -0.45% mentre il DJ Transportation ha guadagnato in controtendenza il +0.39%. Di conseguenza ci vuole oggi una seduta negativa per confermare l'inizio della correzione. Venerdì scorso l'S&P500 aveva chiuso a 1315 punti. Lunedì avevamo previsto, sulla base di statistiche stagionali, una performance settimanale negativa. A oggi l'S&P500 é ancora in guadagno di 3 punti. Vediamo cosa ci riserva la seduta odierna.
Stamattina le borse asiatiche sono invariate ad immagine del Nikkei giapponese che perde il -0.09%. Il future sull'S&P500 scende di 2 punti a 1313 punti. Le borse europee inizieranno la seduta in calo ma la minusvalenza iniziale é contenuta. L'Eurostox50 aprirà sui 2450 punti (-0.4%). La spinta verso l'alto dei giorni scorsi é stata possente e non ci sono notizie negative in grado di provocare un cambiamento di mentalità negli investitori. Prevediamo quindi solo moderate e prudenti prese di beneficio. Questo significa che l'Eurostoxx50 potrebbe perdere ancora una decina di punti a 2440 punti ma per oggi dovrebbe essere abbastanza.
Commento del 26 gennaio
La ricetta della FED? Comunicazione come nuovo strumento di politica monetaria e tassi d'interesse al 0% fino al 2014
Ieri sera la riunione del FOMC, l'organo della FED responsabile delle decisioni di politica monetaria, ha fornito un risultato inatteso. I tassi d'interesse sono invariati e questo lo sapevamo tutti con largo anticipo. Bernanke ha però annunciato di voler utilizzare la comunicazione come strumento di politica monetaria - a corto di argomenti sembra che intenda condurre una guerra verbale per risolvere quei problemi che un mare di liquidità, QE1 e QE2 non hanno eliminato. Di conseguenza la classica affermazione di una "politica monetaria espansiva fino a quando sarà necessario" é stata sostituita dalla sicurezza di liquidità gratuita fino al 2014. Non discutiamo in questa sede le possibili conseguenze di questa politica dissennata. La storia ci insegna cosa sono le conseguenze della distruzione del valore e credibilità di una moneta. È certo però che i mercati finanziari hanno capito il messaggio. Piuttosto che USD é meglio avere Euro (cambio EUR/USD a 1.3115), oro (balzato di 40 USd a 1711 USD/oncia) o azioni (S&P500 +0.87% a 1326.05 punti).
Dopo questo sviluppo un'analisi della seduta di ieri delle borse europee sembra superfluo. Notiamo unicamente che non é successo niente di determinante. A vendite il mattino sono seguiti acquisti nel pomeriggio. Per saldo é risultata una minusvalenza (Eurostoxx50 -0.45% a 2421 punti) che mostra unicamente che i mercati sono stanchi. Il supporto a 2400 punti di Eurostoxx50 (minimo a 2398 punti) ha però retto sventando il possibile inizio di una correzione.
In America l'S&P500 é rimasto tranquillo ed é veleggiato intorno ai 1312 punti fino a quando non sono filtrate le prime notizie dalla FED. Usiamo intenzionalmente il termine "filtrate" poiché il mercato si é mosso prima dei comunicati ufficiali che sono poi arrivati prima del previsto. L'S&P500 é salito con decisione fino ai 1328 punti per chiudere infine a 1326.05 punti (+0.87%). Al NYSE é stata ovviamente una seduta positiva con A/D a 4646 su 1602, NH/NL a 1409 su 157 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é scesa a 18.31 (-0.60). Restando a livello di sentiment, la CBOE Equity put/call ratio é stata di 0.57 (con media mobile a 5 giorni a 0.57). L'ultima inchiesta settimanale tra gli investitori privati americani (AAII - 25 gennaio) mostra un 48.4% di bullish contro un 18.9% di bearish (-4.7%). Le RSI sono intorno ai 72 punti. Gli indici azionari americani restano quindi ipercomperati e con investitori euforici e speculativamente esposti al rialzo. Malgrado ciò le borse non correggono e questo é un segnale di forza. È impossibile dire quando verrà raggiunto il punto di rottura. Osserviamo unicamente che il balzo di ieri sera é bastato unicamente a compensare il calo generale del dollaro americano. Non bisogna quindi credere che questa spinta rialzista in America verrà copiata dagli altri mercati. La medicina monetaria é molto pericolosa poiché tende a nascondere i problemi di economie sull'orlo della recessione. I problemi però rimangono.
Stamattina affrontiamo la giornata con sentimenti contrastanti. Le borse asiatiche sono miste ed il Nikkei perde il -0.39%. Il future sull'S&P500 é fermo a 1319 punti (-1 punto) senza dare l'impressione di voler proseguire il rally di ieri. Le borse europee reagiranno in maniera positiva alla buona chiusura ieri sera a Wall Street. L'Eurostoxx50 aprirà sui 244o punti (+0.8%). Il massimo di lunedì e resistenza a 2452 punti non viene avvicinato. A questo punto é possibile che l'accelerazione di ieri sera a New York sia stata di tipo esaustivo raggiungendo il possibile obiettivo a 1325 punti di S&P500, più volte indicato nei commenti tecnici dei giorni scorsi. È immaginabile che oggi ci sa un'inattesa seduta negativa a segnare l'inizio della correzione. Nessuno ormai ci crede più e quindi é arrivato il momento buono.
Commento del 25 gennaio
La ribollita
La ribollita é uno squisito piatto tipico della cucina toscana. È una zuppa di verdure che viene preparata in abbondanza e mangiata in seguito riscaldata.
Da alcuni giorni le borse ci stanno offrendo la stessa pietanza di magro. I movimenti sono limitati, le performances a fine giornata inferiori all'1% e la situazione tecnica non cambia. Le borse sono ipercomperate con investitori troppo tranquilli e fiduciosi ed il periodo stagionale é negativo. Ci vorrebbe una correzione per uscire da questa fase di stallo ma non sappiamo come, quando e perché potrebbe cominciare.
Ieri le borse europee hanno avuto un'iniziale fase di debolezza. L'Eurostoxx50 é sceso fino ai 2407 punti dando l'impressione di voler attaccare i 2400 punti e dare inizio così all'attesa correzione. Invece ancora una volta sono riapparsi i compratori e a fine giornata la minusvalenza é stata solo di una decina di punti. L'indice europeo ha chiuso a 2432 punti (-0.38%) con sopratutto banche (-1.07%) a causare la perdita. Altri indici si sono mossi ancora meno (DAX -0.27% e FTSE MIB +0.14%). Non essendoci resistenze molto vicine, gli indici europei potrebbero estendere il rialzo di un paio di punti in percentuale prima di essere obbligate a ridiscendere. Difficile dire quindi dove potrebbero essere dei massimi significativi. Più semplice é la situazione verso il basso con evidenti supporti a 2400 punti di Eurostoxx50 e 6400 punti di DAX.
Ieri sera l'S&P500 é sceso fino ai 1306 punti ma anche in questo caso le vendite si sono velocemente prosciugate e sono lentamente tornati i compratori. L'indice é risalito di quasi 10 punti per chiudere a 1314.65 punti (-0.10%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3405 su 2773, NH/NL a 955 su 197 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é salita a 18.91 (+0.24%). A questo punto é necessario ampliare la discussione fatta ieri su come potrebbe iniziare questa correzione. Il sistema più semplice é una notizia negativa in grado di destabilizzare i rialzisti ed obbligarli a decise prese di beneficio. In questo caso l'ipercomperato si scaricherebbe con alcune sedute veramente negative. L'alternativa che sembra trasparire dagli indicatori é un breve esaurimento verso l'alto come quello di un'altalena che deve prima salire in una direzione a prendere lo slancio per poi ridiscendere e superare il punto d'equilibrio. Il Money Flow sull'S&P500 é sceso a 86.05 punti ed anche il Chaikin Oscillator sta calando da alti livelli. Sembra quindi che gli investitori stiano abbandonando questo rialzo ma per il momento non ci sono conseguenze a livello di indice che é bloccato. Manca un'esaurimento. Di conseguenza ci dovrebbe essere ancora una breve impennata la cui ampiezza é difficilmente stimabile. Normalmente un'estensione verso i 1325 punti dovrebbe essere sufficiente. Più la situazione é bloccata e più il colpo per uscirne deve essere deciso - quindi una fugace estensione verso i 1340 punti é possibile. Da un punto di vista temporale la serata odierna é ideale. Spesso le riunioni del FOMC, l'organismo della FED che decide la politica monetaria, hanno dato scosse ai mercati azionari. Guardiamo quindi se stasera alle 20.15 Bernanke dice qualcosa in grado di smuovere le borse da questa situazione di stallo.
Il cambio EUR/USD é a 1.3020 e l'oro é sceso a 1667 USD/oncia. Il future sul Bund é fermo a 137.32 punti. Dagli altri mercati finanziari non arrivano impulsi né novità di rilievo.
Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo ed il Nikkei giapponese guadagna il +1.12%. Il future sull'S&P500 é a 1315 punti (+3 punti). Le borse europee inizieranno la giornata in positivo e l'Eurostoxx50 é atteso sui 2441 punti (+0.4%). Probabilmente questa plusvalenza resterà fino a sera in attesa dei risultati del meeting della FED americana.
È molto probabile che l'attesa correzione sarà moderata e complessa (da 7 a 10 giorni). Non stiamo cercato un buon momento per andare short poiché ci aspettiamo un forte ribasso. Stiamo piuttosto aspettando una buona costellazione rischio/guadagno per tornare long. Le prospettive a medio termine sono positive. È solo che questo rialzo é troppo esteso ed ha urgente bisogno di consolidare prima di ripartire su solide basi. Sui 1275 punti si S&P500 saremo più tranquilli.
Commento del 24 gennaio
Rickshaw Man
Ieri l'S&P500 americano ha aperto bene salendo fino ai 1322 punti. È poi caduto in due ondate fino al minimo giornaliero a 1309.89 punti. Nella seconda parte della seduta l'indice é ondeggiato lateralmente chiudendo infine invariato a 1316.00 punti (+0.05). Il Nasdaq100 si é comportato alla stessa maniera con un range giornaliero a 2324-2355 punti ed una chiusura nel mezzo a 2437 punti (+0.01%). Sui grafici appaiono quindi lunghe candele senza corpo con un piccolo trattino nel mezzo. Queste sono dei Rickshaw Man che nei Paesi asiatici del terzo mondo sono quegli uomini che tirano le portantine a due posti su grandi ruote. Immagini poetiche a parte queste candele rappresentano indecisione. Se collegate a mercati ipercomperati, con investitori troppo fiduciosi ed esposti al rialzo in un periodo stagionale negativo, questi Rickshaw Man potrebbero costituire un segnale di cambiamento di tendenza. Domani sera alla 20.15 termina la seduta del FOMC, il comitato della FED che prende decisioni in materia di politica monetaria. Questo potrebbe essere il momento ideale per un movimento sostanziale.
In Europa é proseguito ieri il rally dei titoli bancari (indice SX7E +3.66%) e dei titoli di Stato dei Paesi PII(G)S. Il reddito dell'obbligazione dello Stato italiano a 10 anni é sceso al 6.08% dopo essere stato solo due settimane fà sopra il 7%. Il programma di rifinanziamento LTRO orchestrato dalla BCE é, almeno a corto termine, un successo. Trascinate dai titoli finanziari le borse europee si sono ancora rafforzate. L'Eurostoxx50 é salito fino ai 2452 per chiudere infine a 2441 punti (+0.60%). Ancora meglio ha fatto un'indice come il FTSE MIB (+1.76% a 15907 punti) che ha goduto sia dell'effetto banche che di quello dei Paesi meditteranei. Lo slancio dovrebbe però ora finire e la caduta ieri sul finale é già un primo segnale d'allarme. La partecipazione al rialzo ieri é stata modesta e senza i titoli finanziari le borse non si sarebbero mosse.
In America notiamo unicamente lo svolgimento della seduta diverso dal solito. Invece che "prese di beneficio - recupero e chiusura sul massimo" abbiamo avuto "buona apertura - due spinte di ribasso - stabilizzazione e chiusura invariata". Compratori e venditori sono in equilibrio ed i ribassisti ricominciano a farsi vedere. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3393 su 2792 e NH/NL a 1329 su 140. Malgrado nuovi massimi marginali sugli indici il numero dei nuovi massimi a 30 giorni ristagna. I traders aspettano un'esaurimento del rialzo per mettersi short. Probabilmente il massimo ieri a 1322 punti di S&P500 non é stato sufficiente per motivarli. Di conseguenza la correzione inizierà in maniera naturale con un'esaurimento verso i 1325-1330 punti o partirà direttamente con una notizia negativa ed una pessima seduta. Non lo sappiamo ma ci aspettiamo sostanziali sviluppi entro la chiusura di domani sera a New York.
Il cambio EUR/USD é salito sopra gli 1.30 a 1.3020. Questa é una conseguenza di una debolezza del dollaro americano piuttosto che di un rafforzamento generale dell'Euro. Non sappiamo ancora se questo movimento verso l'alto può continuare. In teoria doveva spegnersi intorno agli 1.30 insieme al rialzo delle borse. Attenzione che molte nostre previsioni sono collegate tra di loro. Se il rialzo delle borse continua é probabile che anche il cambio EUR/USD si rafforzi insieme al prezzo dell'oro. L'oro é a 1676 USD/oncia e noi ci aspettiamo un massimo significativo sui 1675 USD/oncia. Vedete che più o meno tutti i mercati sono su livelli critici rispetto alla nostre previsioni.
Stamattina le borse asiatiche sono positive ed il Nikkei guadagna il +0.22%. Il future sull'S&P500 perde 4 punti a 1307 punti. Le borse europee inizieranno la seduta in perdita. Già ieri sera avevamo notato che l'Europa si era fatta prendere in contropiede dalle vendite iniziali in America. L'Eurostoxx50 é previsto in apertura a 2428 punti (-0.5%). Molto probabilmente oggi succederà ancora poco e per stasera non prevediamo grandi variazioni degli indici. Probabilmente dovremmo aspettare la seconda parte della settimana per veder riapparire una certa pressione di vendita.
Aggiornamento del 23 gennaio
Stamattina non c'é nessuna novità di rilievo e le borse si comportano di conseguenza. I mercati asiatici sono praticamente invariati ad immagine del Nikkei giapponese (-0.01%). Le borse cinesi sono chiuse. Il cambio EUR/USD scende marginalmente a 1.29 mentre il future sull'S&P500 perde 4 punti a 1307 punti. La buona chiusura venerdì sera a New York viene compensata dal lieve ritracciamento di stamattina. Per saldo le borse europee inizieranno quindi le contrattazioni senza sostanziali cambiamenti. L'Eurostoxx50 é atteso in apertura sui 2430 punti contro i 2427 di venerdì.
Come sapete prevediamo una settimana per saldo negativa e stamattina non vediamo niente che possa farci cambiare idea.
Commento del 21-22 gennaio
Segnale di pericolo - si avvicina un tratto di strada deformata
Per il momento il rialzo prosegue tranquillo e senza sussulti. Venerdì le borse hanno marciato sul posto (Eurostoxx50 a 2427 punti -0.33% e S&P500 a 1315 punti +0.07%) e la scadenza dei derivati di gennaio é trascorsa senza incidenti. Gli investitori che partecipano a questo rialzo sono ormai tranquilli e sicuri di sé e cominciano a non fare più attenzione allo stato della strada e non rallentano nelle curve. Le resistenze vengono passate con facilità e senza provocare ritracciamenti o accelerazioni al rialzo. Con settimana prossima inizia però un periodo sfavorevole. In genere le borse si comportano bene nella prima parte del mese di gennaio e fino alla scadenza delle opzioni. Poi statisticamente c'é un netto peggioramento - negli ultimi 13 anni l'S&P500 é sceso in 11 casi. Questo corrisponde ad una probabilità dell'85% che la performance settimana prossima sia negativa. Questo scenario si combina bene con indici che sono ormai in ipercomperato (RSI di S&P500 e Nasdaq100 sui 69 punti) ed investitori, specialmente quelli privati, che sono troppo fiduciosi. L'ultima inchiesta condotta tra gli investitori individuali americani (18 gennaio) mostra un 47.2% di bullish e un 23.6% di bearish contro le medie a lungo termine di rispettivamente 39% e 30%. Venerdì la volatilità VIX, che come sapete ha un comportamento inverso al mercato azionario, é scesa a 18.28 punti (-1.59 punti). Non ha più molto spazio verso il basso visto che il supporto é a 17.20 punti é l'ultima spinta ha già fatto scendere questo indicatore di 5.5 punti. L'ultimo fattore preoccupante concernente il sentiment é il CBOE Equity put/call ratio sceso venerdì a 0.52. La media mobile a 5 giorni é a 0.55, valore che é il più basso osservato dal luglio del 2011 (un rapporto a 0.55 vuol dire che ci sono molti più acquisti di calls / diritti d'acquisto rispetto ai puts / diritti di vendita - gli speculatori puntano su un rialzo e normalmente quando questo rapporto é nettamente sotto la media significa che un massimo sulle borse é imminente).
Gli indici azionari sono quindi lanciati al rialzo ma si avvicina un tratto di strada deformata. Gli investitori sono troppo fiduciosi, non fanno abbastanza attenzione e sono esposti speculativamente al rialzo. Cosa potrebbe quindi succedere ora? Vi lasciamo un'attimo per riflettere ed utilizziamo questo tempo per guardare da vicino cosa é successo settimana scorsa.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 +3.80% a 2427 puntiDAX +4.24% a 6404 punti
SMI +2.11% a 6122 punti
FTSE MIB +4.13% a 15632 punti
S&P500 +2.04% a 1315.38 punti
Nasdaq100 +2.74% a 2437 punti
La settimana in Europa é iniziata sotto l'insegna del downgrading generale da parte di S&P500. Come previsto questo declassamente non ha lasciato tracce ed invece abbiamo assistito ad uno sviluppo esattamente all'opposta di quanto si poteva inizialmente temere. Le aste dei titoli di Stato di Francia, Italia e Spagna sono andate bene con tassi d'interesse in netto calo insieme allo spread tra i redditi dei Bonds dei vari Paesi europei. La liquidità immessa dalla BCE nel sistema bancario sta avendo il suo effetto. Il risultato in borsa é stato un rally dei titoli bancari ed assicurativi. I subindici settoriali dell'Eurostoxx50 guadagnano questa settimana rispettivamente il +9.69% ed il +8.22%. L'indice della banche SX7E ha chiuso venerdì a 107.15 punti (+1.01%). Questo rally non ha ancora cambiato la tendenza a medio termine che resta ribassista con resistenza a 109-110 punti.
A questo punto é necessario fare un'inciso di natura fondamentale. C'é molta confusione tra liquidità e sostanza. Il fatto che la BCE innondi il sistema bancario di liquidità non elimina i debiti ma permette unicamente il loro rifinanziamento a corto termine. La situazione patrimoniale delle banche non migliora. I debiti statali andrebbero ripagati attraverso una combinazione di politica di rigore e di crescita economica. Per ora molti Paesi, tra cui l'Italia, dichiarano di voler intraprendere questa via - aumentano le tasse, riducono le spese e fanno riforme economiche. Finora però i risultati pratici sono pochi - i dati economici sono in peggioramento, l'Europa sta entrando in recessione e nessuno sta ripagando debiti. Si parla unicamente di taglio del debito (Grecia) o diminuzione del deficit. L'euforia osservata questa settimana é comparabile a quella del comandante Schettino che, dopo aver centrato lo scoglio davanti all'Isola del Giglio, vede che il Costa Concordia é ancora a galla e dichiara che é la situazione é sotto controllo ed é tutto a posto.
In America la settimana é stata corta con solo 4 sedute. L'S&P500 é balzato sopra i 1300 punti e si é tranquillamente assestato sopra questa barriera senza mostrare segni di debolezza. Abbiamo avuto quattro sedute di rialzo che si sono assomigliato visto che ogni tentativo dei ribassisti é stato velocemente annullato dei rialzisti che oggi volta hanno ricacciato l'indice verso l'alto. Malgrado premesse negative anche la seduta di venerdì é terminata in maniera positiva (+0.07% a 1315.38 punti). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3582 su 2617 e NH/NL a 1296 su 161. Ci sono 79.4% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index é a 79.4. Abbiamo tecnicamente un rialzo sano ed intatto a corto e medio termine. Non ci sono divergenze o segni di cambiamento di tendenza.
Possiamo ora tornare alla domanda che ci interessa di più. Cosa succederà settimana prossima a questo rialzo quando la strada si farà accidentata? Come reagiranno gli investitori, troppo fiduciosi ed esposti al rialzo? Quando un'auto arriva su tratto di strada sconnessa all'inizio prosegue la sua strada. Lo farà anche la borsa. È probabile che all'inizio di settimana prossima ci sia ancora una breve continuazione verso l'alto. Per il momento l'unico evidente ostacolo sono i 12800 punti sul Dow Jones Industrial (12720 punti). Di conseguenza pensiamo che sullo slancio l'S&P500 possa salire a 1225-1240 punti. Poi ci sarà un netto colpo di freni la cui conseguenza é ancora poco chiara. Il rialzo potrebbe solo bloccarsi oppure gli investitori potrebbero decidere di ritornare indietro alla prima biforcazione poiché la strada é veramente troppo dissestata e non vogliono percorrerla. Questo significa ritornare almeno ai 1280 punti. Potremmo essere più precisi solo dopo aver osservato la prima consistenta seduta negativa.
Sugli altri mercati finanziari vediamo alcuni sviluppi che si combinano in maniera ideale con quelli delle borse. Il cambio EUR/USD é salito a 1.2930 con massimo giornaliero a 1.2970. Questo rimbalzo all'interno del ribasso di lungo periodo dovrebbe tecnicamente esaurirsi tra gli 1.2930 e gli 1.30. Il future sul Bund é caduto venerdì a 137.97 (-0.76%). Fino a quando il contratto resta tra i 134 punti (neckline di una teorica testa e spalle ribassista) ed i 140 punti (massimo annuale) é per definizione senza tendenza in un movimento laterale. L'oro é fermo a 1664 USD/oncia.
Riassumendo il rialzo delle borse é intatto. Dovrebbe settimana prossima proseguire brevemente prima che sorgano problemi causati dall'aspetto stagionale, l'ipercomperato e l'eccesso di fiducia degli investitori. Dovrebbe quindi esserci una pausa nel rialzo o un sostanziale ritracciamento. A medio termine il rialzo dovrebbe riprendere visto che il problema del debito in Europa é per il momento sotto controllo ed in America c'é una moderata ripresa economica. Vi ricordiamo che il nostro scenario generale per il 2012 prevedeva un primo trimestre favorevole ed una salita dell'S&P500 a 1350-1400 punti. La direzione presa dai mercati finora é quella giusta - si stanno muovendo solo un pò troppo velocemente.
Commento del 20 gennaio
Rialzo - nessun segno di debolezza - nessun esaurimento
Ieri le borse hanno superato senza problemi i livelli ideali per iniziare una correzione. Gli indici europei hanno avuto un mini rally causato dai titoli bancari (+7.44%) ed assicurativi (+4.71%). Il DAX (6416 punti +0.97%) ha chiuso sopra i 6400 punti mentre l'Eurostoxx50 (2435 punti +1.86%) ha nettamente superato la barriera dei 2400 punti. Malgrado indicatori che segnalano ipercomperato non notiamo nessuna debolezza nel rialzo che in teoria può continuare. È evidente che ogni giorno possiamo trovare degli elementi critici in questo movimento. Per esempio ieri ci é piaciuto poco l'aspetto speculativo legato al balzo dei titoli finanziari. D'altra parte il trend rialzista é innegabile e tentare di anticipare un cambiamento di tendenza si rivela un'esercizio da oracolo piuttosto che da analista tecnico. Temporalmente la scadenza odierna dei derivati di gennaio ha buone probabilità di causare la fine di questo movimento. Statisticamente la settimana di gennaio dopo questa scadenza é negativa nell'85% dei casi.
Dopo che mercoledì l'S&P500 aveva chiuso per la prima volta sopra i 1300 punti, ieri si trattava di osservare se questo balzo non era stato un'esaurimento o una falsa rottura al rialzo. L'S&P500 ha mostrato invece una seduta positiva - una delle tante che contraddistingue le ultime 8 settimane. L'S&pP500 ha aperto bene, é sceso a 1308 punti di minimo giornaliero per poi involarsi verso i 1315 punti di massimo toccati a metà seduta. Il resto della giornata é oscillato in questo range chiudendo infine a 1314.50 punti (+0.49%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3945 su 2285, NH/NL a 1733 su 134 e volume relativo a 1.2. Oggi l'espansione dei nuovi massimi é risultata più convincente e la volatilità VIX (19.87 -1.02) é scesa sotto i 20 punti. Gli indici sono ora decisamente in ipercomperato con RSI che oscillano tra i 68 ed i 70 punti. Più gli indici salgono e più aumenta il rischio che il rialzo termini - la realtà é però che non é possibile determinare dove si trova esattamente il punto di rottura.
Il rialzo gode di buona partecipazione e sana rotazione tra settori. Titoli di peso di differenti rami economici stanno toccando nuovi massimi storici (All Time High). Esempi conosciuti sono Apple (elettronica), Mc Donald's (ristoranti) e Nike (abbigliamento sportivo).
Sugli altri mercati finanziari EUR/USD (1.2875) ed il future sul Bund (138.92 -0.67%) si comportano in maniera coerente rispetto al rialzo delle borse. La tendenza é incerta poiché il cambio EUR/USD sembra rimbalzare all'interno di un trend ribassista di medio-lungo periodo (obiettivo a 1.2930-1.30) mentre il Bund future balla sotto i 140 punti senza decidersi tra rottura al rialzo o testa e spalle ribassista.
Stamattina le borse asiatiche seguono la tendenza generale. Il Nikkei giapponese guadagna il +1.47%. Il future sull'S&P500 é invariato a 1310 punti. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con un'intonazione positiva ma senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 é atteso in apertura a 2440 punti (+0.2%). La settimana é stata molto movimentata e probabilmente i partecipanti hanno vissuto abbastanza emozioni. È probabile che oggi non succederà più niente e crediamo che la chiusura stasera sarà praticamente invariata.
Commento del 19 gennaio
Rialzo continua senza debolezze - correzione incerta
Ieri in America l'S&P500 ha raggiunto un nuovo massimo annuale a 1308.04 punti (+1.11%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4938 su 1344, NH/NL a 1274 su 187 e volume relativo a 1.05. L'espansione dei nuovi massimi a 30 giorni é suboptimale ma viene compensata da alcuni importanti settori forti (p.e semiconduttori +5.03%) che stanno tirando il rialzo. Gli indici hanno chiuso sul massimo giornaliero ed i compratori hanno tenuto il controllo della situazione durante tutta la giornata impedendo qualsiasi sostanziale ritracciamento. Il trend rialzista é regolare e non vediamo divergenze o debolezze che lascino presuporre un imminente cambiamento di tendenza. Avevamo previsto una correzione basandoci sopratutto su tre elementi:
- Durata del rialzo ed eccesso d'acquisti: il rialzo é iniziato praticamente il 25 novembre e mostra due distinte fasi rialziste. L'S&P500 ha guadagnato circa 150 punti. Indicatori di momentum come RSI (66.99 punti) e Money Flow (87.11 punti) sono su livelli che spesso segnalano ipercomperato e provocano una correzione. Temporalmente e percentualmente il rialzo é (troppo) esteso.
- Le borse sono su importanti resistenze che normalmente dovrebbero provocare una reazione. Parliamo sopratutto dei 1300 punti di S&P500 e dei 2400-2438 (massimo del 2011) punti di Nasdaq100.
- Ottimismo ed eccesso di fiducia da parte degli investitori privati: Nell'ultima inchiesta dell'AAII c'erano solo un 17.3% degli intervistati bearish, valore storicamente molto basso. Lo short interest é anche su valori minimi mentre la CBOE Equity put/call ratio é da giorni sotto la media.
Esistono quindi tutti i presupposti per una sana correzione ma questo non significa che la borsa effettivamente corregge fino a quando non appaiono evidenti segni di debolezza, forti divergenze, un'esaurimento e una seduta nettamente negativa ad interropere il trend. La realtà é che il rialzo sta continuando e specialmente se ora le resistenze vengono nettamente superate, non abbiamo idea di quando e da che livello ci sarà una correzione.
In Europa abbiamo più o meno la stessa situazione con L'Eurostoxx50 (2390 punti -0.25%) che combatte sui 2400 punti ed il DAX (6354 punti +0.34% - massimo giornaliero a 6399 punti) che é a ridosso della resistenza a 6400 punti. Ieri le borse europee hanno avuto una seduta contrastata tra le prese di profitto e l'impulso positivo fornito dagli annunci del Fondo Monetario Internazionale, pronto a correre in soccorso dei Paesi europei in difficoltà. Entrambi gli indici hanno raggiunto però durante la giornata un nuovo massimo e questo é un segnale di forza. Per ragioni tecniche legate ai derivati (certificati knock out) é molto probabile che il DAX salga ancora a toccare i 6400 punti e quindi una ulteriore spinta verso l'alto é molto probabile.
Sugli altri mercati finanziari l'Euro si comporta bene senza entusiasmare (cambio EUR/USD a 1.2855) e potrebbe ora salire fno a 1.2930-1.30. Non é invece ancora chiaro cosa intende combinare il future sul Bund (139.76 +0.05%). Restando a ridosso dei 140 punti dà l'impressione di voler rompere al rialzo e mostra una preoccupante divergenza con il rialzo delle borse.
Stamattina le borse asiatiche si rafforzano ed il Nikkei guadagna il +1.04%. Il future sull'S&P500 é invariato a 1302 punti. Le borse europee devono recuperare la buona chiusura ieri sera a New York ed inizieranno la seduta con una plusvalenza. L'Eurostoxx50 aprirà sui 2408 punti (+0.8%), sopra i 2400 punti ma sotto il massimo di ieri a 2423 punti. Stamattina alle 10.00 viene pubblicato il rapporto mensile della BCE. Osservazioni riguardanti lo stato di salute dell'economia europea e delle banche potrebbero muovere i mercati.
A livello di ipotesi é possibile che le borse restino positive fino a domani, giornata di scadenza delle opzioni di gennaio. Chi, come noi spera ancora in una correzione dovrà soffrire ancora oggi e domani e sperare in un cambiamento di tendenza lunedì. Il rialzo é però intatto e provare ad opporsi é (ancora) operazione rischiosa riservata a traders temerari.
Commento del 18 gennaio
Gli indici azionari sono su un massimo intermedio - come sarà la correzione ?
Ieri l'S&P500 ha finalmente superato i 1300 punti toccando nella prima mezz'ora di contrattazioni i 1303 punti. Probabilmente questo é stato un'esaurimento visto che da questo picco l'indice é poi scivolato verso il basso chiudendo a 1293.67 punti (+0.36%). Usiamo ancora il condizionale poiché il reversal giornaliero é stato poco convincente e l'indice ha salvato in chiusura una plusvalenza. Con questa costellazione é difficile parlare di una correzione in corso anche se é quello che pensiamo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3790 su 2455, NH/NL a 1329 su 195 e volume relativo a 1.0. Notate che l'espansione dei nuovi massimi é deludente - per sostenere il rialzo ci vorrebbero ora valori sui 1800. Il volume relativo non é salito come avrebbe dovuto su un'esaurimento. La volatilità dell'S&P500 VIX é aumentata di 1.29 punti a 22.20 punti. L'S&P500 (RSI a 62.84 e Money Flow a 86.54) mostra sempre una situazione di moderato ipercomperato che deve venir riassorbita. Con il nuovo massimo a 1303 punti il ritracciamento del 38% dell'ultima gamba di rialzo si é spostato a 1264 punti e questo diventa ora il target minimo della correzione. Notiamo infine la forza del Nasdaq100 (+0.90% a 2393) che, toccando durante la seduta i 2404 punti, ha raggiunto il target teorico a 2400 punti. Abbiamo infine dato un'occhiata al grafico dell'indice delle banche BKX che ieri é calato del -1.40% a 42.83 punti a causa dei deludenti risultati di Citigroup (-8.21%). Dopo la rottura al rialzo spiegata nell'analisi del fine settimana si sta verificando un classico test della vecchia resistenza ed ora supporto a 42.20 punti. Da qui il rialzo dovrebbe riprendere.
L'impressione generale é che la prevista correzione dovrebbe essere veramente moderata con una discesa verso i 1264 punti e non fino ai 1250 punti. Per esserne sicuri dobbiamo però vedere almeno una seduta negativa. Potrebbe inoltre essere una faccenda molto veloce e terminare già venerdì sera. In fondo parliamo di una discesa di soli 30 punti.
Discussa la seduta a New York, importante anche perché era la prima della settimana, possiamo tornare ad esaminare quanto successo in Europa. Ieri il rialzo é ripreso come un sospiro di sollievo visto che il declassamento da parte di S&P del debito di 9 Paesi europei compreso EFSF non ha creato problemi. Un buon dato congiunturale in Germania (indice ZEW) ha poi fornito una spinta particolare ai titoli tedeschi ed il DAX ha chiuso su un nuovo massimo a 6332 punti (+1.82%). L'Eurostox50 ha seguito superando in mattinata i 2400 punti (massimo a 2411 punti) ma chiudendo più in basso a 2396 punti (+1.49%). Ancora una volta il settore auto (+2.86%) ha fatto molto bene) mentre le banche (+1.19%) faticano e sottoperformano. Gli indici europei sono andati oltre le nostre aspettative. L'Eurostoxx50 non é però riuscito a superare in chiusura la resistenza a 2400 punti ed in teoria la correzione può cominciare ora e dai livelli raggiunti ieri. Ci vuole "solo" una seduta negativa oggi. Ammettiamo d'altra parte che la giornata di ieri é stata una normale seduta di rialzo e non abbiamo notato divergenze, particolari debolezze e segnali di inversione. Per ora la correzione é una bella teoria senza conferme.
Gli altri mercati finanziari mandano segnali contrastanti senza divergere dalle borse ma fornendo solo tiepido supporto al rialzo. Il cambio EUR/USD é a 1.2760. È rimbalzato dal minimo annuale a 1.2625 ma ieri non ha fatto progressi. Il Bund future é fermo a 139.80 (-0.04%) e dà l'impressione di consolidare e preparare una rottura al rialzo sopra i 140 punti. Bund tedesco forte raramente significa in questo periodo borse al rialzo - una correzione é più probabile.
Stamattina le borse asiatiche sono positive ed il Nikkei guadagna il +0.99%. Il future sull'S&P500 marcia sul posto (1291 punti / +2 punti). L'Eurostoxx50 aprirà invariato a 2396 punti. Non abbiamo elementi per pronosticare la giornata odierna anche se ovviamente vorremmo vedere a fine giornata una minusvalenza. L'Eurostoxx50 deve restare sotto i 2400 punti in chiusura.
Commento del 17 gennaio
Esaurimento sopra i 1300 punti di S&P500
Si sta concretizzando quello che abbiamo inseguito da Natale dell'anno scorso (vedi analisi del 24-26 dicembre). L'S&P500 si prepara ad esaurire il rialzo con un balzo sopra i 1300 punti. Stamattina il future é a 1298 punti, valore che corrisponde a circa 1302 punti di indice. L'S&P500 aveva settimana scorsa piu volte testato i 1296 punti trasformandoli in resistenza. Il calo di venerdì (-0.49% a 1289 punti) ci avevava indotto a credere all'inizio dell'attesa correzione anche se nell'analisi di sabato scorso abbiamo prudentemente osservato che: "Abbiamo ancora il dubbio che l'S&P500 possa provare ad esaurire il trend con un effimero balzo sopra i 1300 punti. Il triplo massimo a 1296 punti sembra troppo ovvio e visto che l'S&P500 ha chiuso venerdì a soli 7 punti da questa resistenza un'ultima impennata é possibile."
Già ieri in Europa avevamo notato che le borse non volevano ancora correggere. La notizia del declassamento di 9 paesi europei, arrivata ufficialmente venerdì notte, ha provocato solo alcune vendite in apertura. Le borse si sono però rapidamente risollevate accelerando poi al rialzo grazie alla notizia del buon esito dell'asta di titoli di Stato francesi. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 2315 punti chiudendo la sera a 2361 punti con una plusvalenza del +1.01%. Molto bene ha fatto il settore auto (+3.03%) mentre le banche (+0.30%) hanno faticato. Fino a quando l'Eurostoxx50 resta sotto l'importante resistenza a 2400 punti non vediamo ostacoli alla prevista correzione. Più ostica si presenta la situazione sul DAX tedesco. L'indice ha chiuso a 6220 punti (+1.25%), sotto il massimo intraday di settimana scorsa a 6257 punti ma, per la prima volta quest'anno, sopra i 6200 punti. In teoria questo libera un potenziale di rialzo fino ai 6400 punti. Ricordiamo però l'alta correlazione attuale tra DAX ed S&P500 americano. Se l'S&P500 esaurisce sopra i 1300 punti é logico che il DAX debba fare la stessa cosa sopra i 6200 punti.
I volumi di titoli trattati sono stati modesti ed il finale di seduta irregolare. Questa é una conseguenza dell'assenza degli investitori americani. I mercati finanziari USA erano ieri chiusi in occasione del Martin Luther King Day.
Da divise e tassi d'interesse sono venuti segnali contrastanti. Ieri il cambio EUR/USD non ha reagito al rialzo delle borse fermandosi a 1.2670. Stamattina sale però a 1.2730. Lo spread tra i titoli di Stato di paesi deboli ed il Bund tedesco sono marginalmente scesi. Il future sul Bund é però fermo vicino al massimo storico (139.92 -0.01%) segno che gli investitori sono ancora molto prudenti. Esiste quindi una divergenza tra bond, Euro e borse europee e la nostra opinione é che saranno le borse a dover correggere.
Stamattina i mercati asiatici sono al rialzo ed il Nikkei guadagna il +1.05%. Come detto l'S&P500 é a 1299 punti. L'Eurostox50 inizierà le contrattazioni sui 2390 punti. È probabile che ci sia una continuazione verso l'alto visto che molti speculatori sono short pensando che il declassamento in Europa avrebbe provocato un crollo del mercato. Ora queste mani deboli devono sparire prima che le borse possano correggere. Oggi é meglio osservare con attenzione il comportamento delle borse prima di prendere delle decisioni. Uno scenario ideale prevede oggi un'esaurimento ed un massimo. Dovrebbe poi seguire un reversal ed una chiusura lontana dal massimo giornaliero. Probabilmente non osserveremo questo effetto in Europa ma dovremo aspettare l'America. L'S&P500 deve salire almeno la prima ora e alle 16.30 sarà troppo tardi per un cambiamento di direzione in Europa. Un'avvertimento: l'S&P500 dovrebbe superare solo marginalmente i 1300 punti ma in teoria esiste la possibilità di un'estensione fino ai 1314 punti. Suggeriamo quindi ai traders ribassisti di attendere segnali di debolezza prima di buttarsi al ribasso.
Aggiornamento del 16 gennaio
Borse deboli in apertura ma nessun crollo
Stamattina le borse asiatiche sono in calo ed il Nikkei perde il -1.43%. Il future sull'S&P500 scende a 1282 punti (-7 punti). Il cambio EUR/USD é a 1.2645, poco sotto i 1.2670 di venerdì scorso. Anche il prezzo dell'oro é praticamente invariato a 1642 USD/oncia. Durante il fine settimana si sono susseguite dichiarazioni e prese di posizioni di politici dopo il declassamente di venerdì da parte di S&P - non é però emerso niente di nuovo e sostanziale.
Stamattina l'Eurostoxx50, secondo le prime indicazioni delle 08.00, dovrebbe aprire sui 2326 punti (-0.4%), nettamente sopra il minimo di venerdì scorso. Manteniamo quindi l'opinione espressa nell'analisi di sabato - dovremmo essere al'inizio di una moderata correzione delle borse. Nessun crollo e nessun ribasso ma molto probabilmente tra 5 sedute ci troveremo con una performance settimanale negativa.
Oggi in America é il Martin Luther King Day. La borsa resta chiusa.
Commento del 14-15 gennaio
Impariamo l'A, B, C
Le voci che circolavano insistentemente venerdì e che avevano causato la caduta delle borse europee nel pomeriggio, hanno trovato conferma in serata dopo la chiusura dei mercati. L'agenzia di rating Standard & Poor's ha declassato il debito di 9 Paesi europei. La Francia perde il AAA per scendere a AA+ con outlook negativo. Altri prominenti perdenti sono Spagna (A), Italia (BBB+), Portogallo (BB) e Austria (AA+). La Germania mantiene il AAA insieme alla Finlandia, all'Olanda ed al piccolo Lussemburgo. In fondo alla scala troviamo logicamente la Grecia (CC). Chi vuole tenere il controllo in questo balletto di A, B e C può guardare questa rappresentazione grafica del New York Times.
Le borse hanno terminato la seduta di venerdì in perdita e ora sorge spontanea la domanda se questo downgrading generale ed il successivo reversal in borsa sanciscono l'inizio dell'attesa correzione. La risposta é positiva ma dobbiamo subito calmare gli entusiasmi dei ribassisti. Siamo sicuri che il rialzo di dicembre-gennaio é terminato ma la prossima fase non sembra essere una sostanziale discesa del mercato come pensavamo ma piuttosto una moderata correzione.
Ma come al solito analizziamo in quale situazione tecnica le borse hanno terminato la settimana e poi vedremo quali sono le prospettive per il futuro.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 +1.71% a 2338 puntiDAX +1.41% a 6143 punti
SMI -0.29% a 5996 punti
FTSE MIB +2.50% a 15011 punti
S&P500 +0.88% a 1289.09 punti
Nasdaq100 +0.67% a 2372 punti
Il saldo settimanale é per la maggior parte della piazze borsistiche positive. L'Europa guadagna terreno grazie ad un'ottimo martedì mentre il resto della settimana é stato volatile ma senza un'evidente tendenza giornaliera. Concentriamoci quindi sulla seduta di venerdì. La mattina gli indici sono saliti vicini o sopra il massimo settimanale ed il reversal del pomeriggio ha causato un crollo superiore al 2% dal massimo. L'Eurostox50 ha toccato un massimo a 2372 punti per poi cadere fino a 2307 punti - questi 65 punti corrispondono ad un -2.7%. La caduta é avvenuta con forti volumi di titoli trattati ma gli indici non hanno terminato la giornata sul minimo giornaliero ma sono rimbalzati. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2338 punti limitando la minusvalenza giornaliera ad un -0.33%. Anche il CAC40 francese ha perso (-0.11%) mentre più pesante é stata la caduta del FTSE MIB (-1.2%). In fondo però le borse europee hanno reagito bene alle cattive notizie e retto egregiamente all'attacco dei venditori. Non vediamo considerevoli danni tecnici. L'accelerazione al rialzo é fallita ma d'altra parte nessun importante supporto é stato rotto e strutturalmente i mercati restano solidi. Notiamo poi che le banche (SX7E +1.19% - su base settimanale risulta un +6.63%), che normalmente dovrebbero essere le più colpite da un declassamento del debito, si sono rafforzate ignorando il problema. L'impressione generale é quindi che le borse europee sono in difficoltà e non riescono a salire sopra i massimi di dicembre - d'altra parte non hanno neanche voglia di scendere e mancano settori veramente deboli. Settimana scorsa quello peggiore é stato il difensivo "alimentari e bevande" (-1.36%) chiaro segno che gli investitori non temono per ora il rallentamento economico.
Come sapete noi basiamo molto le nostre decisioni sull'S&P500, l'indice che fornisce le informazioni tecniche più complete ed affidabili. Grazie poi alla stretta correlazione specialmente con il DAX tedesco riusciamo a fare previsioni valide anche per l'Europa.
Venerdì l'S&P500, dopo il doppio colpo fornito dal probabile downgrading generale europeo e dai deludenti risultati trimestrali del colosso JP Morgan, ha aperto male cadendo fino ai 1277 punti dai 1295 punti del giorno prima. Come nei giorni precedenti però il calo non ha avuto un seguito e l'S&P500 é risalito ad ondate chiudendo limitando le perdite a 1289.09 punti (-0.49%), vicino al massimo giornaliero. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1914 su 4233, NH/NL a 636 su 214 e volume relativo a 1.0. Ci sono ancora 71% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index é a 62.94. Per definizione la tendenza é quindi ancora rialzista e il MACD sull'S&P500 lo conferma. L'S&P500 mostra però eccessi d'acquisto (Money Flow a 85.99) e a questo punto é probabile che debba correggere visto che gli investitori , specialmente quelli individuali, sono troppo ottimisti ed esposti al rialzo. È probabile che la correzione si concretizzi all'inizio di settimana prossima con una discesa al massimo fino ai 1250 punti. Notate che scriviamo "al massimo" - questo significa che l'S&P500 potrebbe anche stabilizzarsi più in alto - sui 1260 punti secondo un ritracciamento del 38% dell'ultima gamba di rialzo. Abbiamo ancora il dubbio che l'S&P500 possa provare ad esaurire il trend con un effimero balzo sopra i 1300 punti. Il triplo massimo a 1296 punti sembra troppo ovvio e visto che l'S&P500 ha chiuso venerdì a soli 7 punti da questa resistenza un'ultima impennata é possibile. Sul medio termine il trend resta solido ed impostato al rialzo. Il nostro scenario di massima prevede quindi, dopo la correzione verso i 1250-1260 punti, una ripresa del rialzo verso i 1350 punti.
Un motivo di ottimismo viene fornito dal comportamento del comparto bancario. L'indice settoriale BKX (43.74 punti) ha rotto settimana scorsa al rialzo sopra la resistenza a 42 punti uscendo da un lungo consolidamento di 5 mesi. Questo é un'inatteso segnale di forza con conseguenze positive su tutto il listino. Le grandi banche americane sembrano voler iniziare un rialzo a medio termine e dovrebbero avere almeno un 10% di spazio verso l'alto prima del prossimo serio ostacolo.
Se l'S&%P500 americano corregge di 30-40 punti (ca. 3%) é probabile che anche l'Europa lo faccia e vista la debolezza relativa la perdita dovrebbe essere più consistente. Pensiamo che l'Eurostoxx50 debba scendere sui 2200 punti contro gli attuali 2338 punti. Sapete che esiste forte supporto a 2180-2200 e crediamo che questo debba venire almeno testato.
Molto interessante é la situazione su divise e tassi d'interesse. Il cambio EUR/USD é caduto venerdì a 1.2675. Restando nel canale discendente il cambio dovrebbe ora scendere insieme alle borse fino a circa 1.25. Ci sono enormi posizioni short sul cambio EUR/USD e quindi bisogna fare attenzione a non esagerare con le speculazioni al ribasso. Ad un certo momento si ricomincerà a parlare del debito pubblico americano e a questo punto non avremo più un breve rimbalzo nel ribasso ma probabilmente un rally di una decina di centesimi causato dal short covering.
Il future sul Bund (obbligazione sintentica - 6% a 10 anni) é salito venerdì a 139.94 (reddito 1.76%) toccando intraday un nuovo massimo storico a 140.23. La correzione delle borse potrebbe causare un'accelerazione al rialzo anche se l'obiettivo a 146 punti sembra troppo ambizioso. Teniamo d'occhio questo contratto poiché una continuazione del rialzo lunedì sopra i 140 punti potrebbe confermare la correzione in atto sulle borse europee.
Riassumendo siamo moderatamente negativi sul corto termine e prevediamo una correzione. Pensiamo però che non si prepari un ribasso ma che piuttosto, dopo un sano ritracciamento e consolidamento, le borse possano ricominciare a salire seguendo il nostro scenario 2012.
Commento del 13 gennaio
L'S&P500 deve salire sopra i 1300 punti prima che possa cambiare la tendenza
Da giorni la seduta a New York segue lo stesso svolgimento. Dopo vendite iniziali ed una caduta in negativo nella prima ora di contrattazioni, gli indici recuperano chiudendo poi intorno al massimo giornaliero e con una minima variazione. Per saldo i progressi sono moderati ma costanti. L'S&P500 ha chiuso ieri a 1295.50 punti (+0.23%) a ridosso del massimo giornaliero a 1296 punti. Dai 1277 punti di venerdì scorso l'indice ha guadagnato 18 punti. È evidente che il rialzo non é terminato. Non esiste nessun segno di esaurimento. Ci sembra di rivedere gennaio 2010 quando per vedere l'inizio dell'attesa correzione abbiamo dovuto aspettare il 20 di gennaio. È raro che non si scopra con anticipo che il vento sta cambiando. Normalmente dovrebbero apparire delle divergenze negli indicatori di momentum. Per ora non vediamo niente di tutto questo. La RSI sull'S&P500 é salita a 64.66 punti, il Money Flow é stabile a 94.84 mentre il volume é normale e non mostra il tipico picco di un'accelerazione esaustiva (volume relativo a 1.0). Di conseguenza lo sviluppo più probabile diventa quello di un'ulteriore accelerazione verso l'alto come quello di martedì scorso per uscire dal triangolo ascendente e sopra la resistenza a 1296 punti che si é formata a corto termine. Questo movimento deve essere almeno di una decina di punti il che ci porta a credere che l'S&P500 debba salire sui 1305 punti. Questo esaurimento potrebbe avvenire oggi o al più tardi venerdì prossimo quando scadono le opzioni di gennaio.
Per la cronaca notiamo che la seduta di ieri al NYSE é stata normalmente e moderatamente positiva con A/D a 3646 su 2321 e NH/NL a 1282 su 121. La volatilità VIX é scesa a 20.47 (-0.58).
Per quel che riguarda le borse europee non c'é molto da dire malgrado che ieri sia stata una giornata movimentata. Il trend é ancora positivo e le oscillazioni giornaliere dipendono dalla notizie provenienti dal settore bancario e dall'andamento dei titoli di Stato. Ieri le aste dei titoli di Italia e Spagna sono andate bene con tassi d'interesse in calo e spreads rispetto al Bund tedesco in diminuzione. La mattina le borse sono decollate e l'Eurostoxx50 ha toccato un massimo giornaliero nel primo pomeriggio a 2384 punti. Poi l'euforia si é smorzata ed un dato congiunturale negativo ha scatenato le vendite. L'Eurostoxx50 é caduto di quasi il 2% (minimo a 2338 punti) prima di rimbalzare. A fine giornata é rimasta una moderata plusvalenza. L'Eurostoxx50 si é fermato ad un +0.27% (2345 punti) grazie a banche (+2.53%) e Italia (FTSE MIB +2.09%). Durante la seduta il DAX ha toccato un nuovo massimo annuale a 6257 punti superando la resistenza sui 6180-90 punti. In teoria questo nuovo massimo aprirebbe la strada fino ai 6400 punti. Il DAX ha chiuso però a 6179 punti (+0.44%) dando l'impressione che si sia trattatto di una falsa rottura al rialzo.
Rimaniamo in attesa della fine di questa fase positiva di mercato e non pensiamo che esista ancora un consistente potenziale di rialzo.
Sugli altri mercati finanziari notiamo la buona reazione del cambio EUR/USD che sale stamattina a 1.2860. Crediamo si tratti di un rimbalzo tecnico che si dovrebbe esaurire intorno a 1.29. Il future sul Bund é sceso a 139.17 punti (-0.12%).
Stamattina anche i mercati asiatici reagiscono positivamente ed il Nikkei sale del +1.36%. Solo la Cina é in rosso. Il future sull'S&P500 guadagna 2 punti a 1294 punti. L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2363 punti. Non siamo superstiziosi e per venerdì 13 prevediamo una giornata positiva. Oggi l'agenda economica non prevede importanti appuntamenti e quindi l'intonazione positiva del mattino dovrebbe restare fino a sera.
Chi si interessa attivamente di analisi tecnica può dare un'occhiata al grafico dell'indice BKX americano, analizzarlo e trarre delle conclusioni. Notiamo da alcuni giorni una sviluppo interessante e ne parleremo nell'analisi del fine settimana.
Commento del 12 gennaio
Attendi ed osserva - troppi investitori si aspettano una correzione
Ieri le borse hanno marciato sul posto. Un comportamento tipico e normale quando vengono raggiunti degli importanti obiettivi. Gli investitori sono incerti sul da farsi e devono prendere delle decisioni. A questo punto la psicologia gioca un ruolo importante. L'obiettivo a 1300 punti di S&P500 era riconosciuto da molti analisi tecnici anche se la maggior parte degli investitori non ci credeva. Questo scetticismo unito a dati congiunturali in America in miglioramento hanno alimentato il rialzo. Ora la maggior parte degli operatori si aspetta una correzione e sono posizionati di conseguenza. Questo significa che sul corto termine i traders hanno chiuso posizioni long e forse hanno aperto posizioni short. Poiché queste operazioni sono già state effettuate in previsione di una correzione, non esistono le forze necessarie per iniziare questo movimento. C'é bisogno ora un'evento in grado di muovere la massa degli investitori.
Ieri le borse europee hano iniziato la seduta al rialzo grazie all'ulteriore spinta fornita dal compartimento bancario (SX7E +1.07%). In mancanza di ulteriori stimoli e con il cambio EUR/USD debole sono poi arrivate le vendite. L'Eurostoxx50 ha chiuso con una moderata perdita a 2339 punti (-0.34%). Non vediamo però motivo di preoccupazione. L'azione dei ribassisti mancava di forza e convinzione e la minusvalenza finale é stata piuttosto casuale. L'impressione che abbiamo é che il mercato é solido e in questa fase sarebbe anche salito più in alto se non ci fosse stato il problema dai titoli finanziari e dei debiti statali. Con Euro debole, tensioni nel sistema finanziario europeo e tassi d'interesse per gli Stati PIIGS in tendenziale salita la borsa in altre occasioni sarebbe precipitata - invece ora si sta comportando abbastanza bene mostrando forza relativa. Settori ciclici si rafforzano e mostrano che gli investitori credono in un'economia mondiale globalmente in crescita malgrado la sicura recessione europea.
In America l'S&P500 ha chiuso praticamente invariato (+0.03% a 1292.48 punti). Una discesa iniziale a 1286 punti é stata compensata da una risalita di 8 punti fino a 1294 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3429 su 2766, NH/NL a 1026 su 129 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é salito a 21.05 (+0.36) mentre il CBOE Equity put/call ratio é sotto la media a 0.55. Restando nel campo degli indicatori di sentiment é stato pubblicato (11.01.) il risultato dell'ultima inchiesta tra gli investitori individuali americani. 49.1% sono bullish e 17.2% sono bearish contro le medie a lungo termine a 39% e 30%. I dati mostrano un pericoloso eccesso di ottimismo. In generale gli indicatori mostrano indici moderatamente in ipercomperato e con eccesso d'acquisti (Money Flow sull'S&P500 a 94.91). Gli investitori sono troppo ottimisti ed esposti al rialzo. La tendenza é rialzista. Non avendo nessun segnale d'esaurimento la situazione può svilupparsi solo in tre maniere.
- Il mercato corregge dopo una falsa accelerazione al rialzo - probabilmente l'S&P500 deve superare i 1300 punti per poi subire un reversal e chiudere lontano dal massimo giornaliero.
- Il mercato distribuisce alcuni giorni senza sostanziali guadagni e poi inizia a correggere con una seduta nettamente negativa.
- Il mercato assorbe l'ipercomperato attraverso un movimento laterale di 4 - 7 giorni, consolida, e poi é in grado di sviluppare un'estensione verso l'alto. In questo caso l'S&P500 può salire fin verso i 1350 punti.
Per il momento non sappiamo come si muoveranno le borse nelle prossime settimane. Siamo unicamente sicuri che per parecchie sedute non esiste potenziale di rialzo mentre lo scenario più probabile é quello di una correzione. Aspettiamo ed osserviamo il mercato cercando di ottenere le informazioni necessarie per capire quale sarà la prossima mossa.
Importante é quello che sta succedendo nel campo delle divise. L'Euro resta debole ed il cambio EUR/USD é stamattina a 1.2710. Normalmente questo costituisce un'ipoteca per le borse europee. D'altra parte in questo momento si comportano abbastanza bene e quindi osserviamo un'interessante divergenza. Il future sul Bund é salito ieri a 139.29 punti (+0.41%). Questo comportamento é molto sospetto poiché se iniziasse una nuova gamba di rialzo su questo contratto (rottura sopra i 140 punti) significherebbe che in Europa esiste un grave problema che obbliga gli investitori a cercare sicurezza in un'obbligazione che rende ormai poco.
Riassumendo le borse hanno esaurito sul corto termine la spinta rialzista. Non siamo però sicuri che il rialzo a medio termine sia esaurito. Potrebbe continuare dopo una consistente pausa o una moderata correzione.
Stamattina le borse asiatiche sono in calo ed il Nikkei perde il -0.74%. Il future sull'S&P500 é invariato a 1287 punti. L'Eurostoxx50 inizia le contrattazioni in territorio positivo e sui 2348 punti. Gli investitori attendono il risultato delle aste odierne di titoli di Stato italiani e spagnoli. Non abbiamo argomenti per fare previsioni sulla giornata odierna. Crediamo però che le borse europee debbano ancora marginalmente salire prima di poter correggere e quindi supponiamo che la seduta odierna sarà moderatamente positiva. Questo per la semplice ragione che la maggioranza si aspetta un crollo da un momento all'altro.
Commento dell'11 gennaio
Obiettivi raggiunti - rialzo terminato - manca esaurimento
Ieri finalmente l'S&P500 americano ha accelerato al rialzo dopo quattro sedute di consolidamento. Il massimo giornaliero a 1296.46 punti é solo 3.5 punti dall'obiettivo teorico a 1300 punti. È però molto importante a questo punto fare due osservazioni:
- Il trend é rialzista e per il momento non abbiamo osservato nessun esaurimento né tanto meno un'inversione di tendenza. Non sappiamo ancora se c'é effettivamente un massimo significativo in posizione.
- Se una fase di rialzo a medio termine é finita questo non significa necessariamente che viene seguita da una fase di ribasso. Può seguire un lungo consolidamento. Potrebbe anche esserci, dopo una pausa, un'estensione verso l'alto. La fine di un rialzo implica la chiusura di posizioni long. Da questo punto il rapporto risk / return diventa negativo. Non c'é però nessuna ragione per aprire posizioni short. Per ora il mercato é solido ed il rialzo é intatto.
Ieri la giornata é iniziata già bene in Europa. L'apertura positiva é stata contrassegnata dall'attesa reazione dei titoli finanziari e vedere il corso dell'azione Unicredit riguadagnare terreno é stato un segnale incoraggiante. Nei giorni precedenti i tentativi di ripresa erano sempre stati bloccati dalla debolezza dei titoli bancari. Le borse europee sono salite per tutta la giornata e per una volta neanche l'arrivo degli investitori americani nel pomeriggio ha bloccato il movimento. Alla fine l'Eurostoxx50 ha chiuso a 2347 punti (+2.67%), a pochi punti dal massimo giornaliero a 2354 punti. Al rally hanno partecipato tutti i settori ed é stato sostenuto da buoni volumi di titoli trattati. Questo suggerisce che potrebbe esserci una continuazione. Non pensiamo che questa possa risultare in un'ulteriore sostanziale salita degli indici ma nuovi massimi marginali sopra quelli di ieri sono possibili. In ogni caso ieri abbiamo chiuso tutte le posizioni long in portafoglio vendendo sui limiti indicati. I guadagni realizzati sono buoni (DAX +9.56% ed Eurostoxx50 +6.58%) e considerando che l'anno é appena iniziato siamo soddisfatti. Potevamo restare long ancora uno o due giorni visto che per il momento non si vedono pericoli all'orizzonte e gli indicatori restano costruttivi. Bisogna però accontentarsi. La costellazione é instabile con titoli finanziari molto volatili ed imprevedibili. Il cambio EUR/USD (1.2760) ieri é brevemente risalito sopra gli 1.28. Graficamente abbiamo l'impressione che si tratti solo di un rimbalzo tecnico con potenziale massimo sugli 1.29 mentre la tendenza dominante resta ribassista. Senza l'Euro anche le borse europee non possono andare lontano. Il future sul Bund é sceso a 138.60 punti (-0.35%). Continuiamo a parlare di questo contratto poiché la costellazione grafica é molto interessante e l'obbligazione di Stato tedesca é al momento il bene rifugio per eccellenza. Noi crediamo che sul grafico si stia formando una testa e spalle ribassista e per il momento lo sviluppo delle quotazioni segue questo cammino. L'alternativa é un superamento dei 140 punti che scatenerebbe una nuova gamba di rialzo. A questo punto le borse dovranno cadere. Finora non sembra però il caso.
Torniamo all'America. La seduta a Wall Street ha provocato sentimenti contrastanti. Da una parte abbiamo avuto la conferma del trend rialzista e l'obiettivo che inseguivamo da settimane a 1300 punti é stato praticamente raggiunto. Dall'altra siamo delusi del fatto che l'indice non ha fornito un chiaro segnale di massimo. Ci voleva un'esaurimento o un reversal. Invece l'S&P500 é velocemente salito sul massimo giornaliero a 1296 punti per poi muoversi lateralmente e tranquillamente fino alla fine. Non sappiamo cosa significhi la chiusura a 1292.08 punti (+0.89%). La seduta é stata positiva con A/D a 4744 su 1509, NH/NL a 1444 (buono!) su 113 e volume relativo a 1.05. I dati sono quelli di una buona ma normale seduta di rialzo. La volatilità VIX é scesa a 20.69 (-0.38) - il dato non é importante. Abbiamo solo due forti elementi che suggeriscono la vicinanza di una massimo importante. Il raggiungimento dell'obiettivo a 1300 punti che graficamente é ideale e molti indicatori di momentum che indicano eccesso di rialzo. In particolare il Money Flow a 95 ci dice che salire da qui sarà a corto termine estremamente difficile. Uno sviluppo normale sarebbe ora una correzione mentre la varianto più positiva prevede 4-6 sedute di consolidamento ad alto livello senza nessun progresso negli indici.
Abbiamo chiuso anche la posizione long sul Nasdaq100 vendendo al limite indicato e guadagnando il +5.78%.
Stamattina le borse asiatiche sono moderatamente positive ed il Nikkei guadagna il +0.3%. Il future sull'S&P500 scende di 2 punti a 1284 punti. L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2343 e quindi con una minima perdita. Per stasera non prevediamo sostanziali variazioni. Se come pensiamo il rialzo é terminato dovrebbero ora esserci alcune sedute di distribuzione.
Commento del 10 gennaio
Santander contro Unicredit
Ieri la più grande banca della zona Euro, la spagnola Santander, ha annunciato di aver aumentato il capitale proprio di 15.3 Mia. raggiungendo il limite imposto dalle autorità del 9%. L'aumento é stato concretizzato attraverso differenti operazioni (emissione di azioni gratuite invece che dividendi, conversione di prestiti obbligazionari, utile di 4.89 Mia., ecc.) e senza richiedere ulteriore capitale agli azionisti. Unicredit invece ha annunciato a novembre una perdita di 10.6 Mia di EUR e nel momento meno opportuno ha lanciato un aumento di capitale da suicidio chiedendo al mercato nuovi mezzi propri per 7.5 Mia. Gli investitori hanno punito duramente l'azione che perde da inizio anno il -46%. Ancora ieri il titolo é calato del -12.81% facendo scendere la capitalizzazione in borsa a 7.7 Mia. La banca riceverà gli attesi 7.5 Mia grazie alla garanzia del consorzio di emissione. I titoli non piazzati rischiano però di mantenere pressione sull'azione e formare un nuovo e forse inatteso azionariato. Si stima che Unicredit abbia nei suoi forzieri ancora circa 40 Mia di EUR di titoli di Stato italiani. La pessima gestione del CEO Ghizzoni e colleghi sta condizionando lo sviluppo delle borse europee da inizio anno.
Ieri in Europa si é ripetuta la seduta di venerdì scorso. Dopo un buon inizio i compratori hanno rapidamente perso coraggio e gli indici sono oscillati lateralmente e a casaccio fino alle 15.00. L'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 2312 punti. Poi con l'apertura dei mercati americani sono riapparse le vendite che si sono nuovamente concentrate sul settore finanziario. Gli indici sono caduti terminando la seduta con una moderata minusvalenza. L'Eurostoxx50 ha toccato un minimo a 2279 punti per chiudere infine a 2286 punti (-0.53%). La fascia di supporto a 2280-2300 punti é stata profondamente penetrata ma non superata. L'indice delle banche ha perso il -2.67%. È stata questa la quarta seduta consecutiva in perdita - questa serie sancisce tecnicamente la fine del rialzo di dicembre-gennaio. Le banche sono ora ipervendute mentre il resto del listino regge piuttosto bene e la pressione di vendita é limitata. Dall'America continuano ad arrivare segnali positivi. È quindi probabile che ora ci sia una reazione positiva e che gli indici europei risalgano di un paio di punti in percentuale. La tendenza non é però più rialzista ma neutra e per il momento dobbiamo rassegnarci ad un movimento laterale intorno alle medie mobili a 50 giorni.
Per fortuna l'America continua a comportarsi secondo le attese ed il rialzo a Wall Street é intatto. Ieri é successo poco e l'S&P500 ha chiuso a 1280.70 punti (+0.23%) una seduta in generale positiva (A/D a 3809 su 2399, NH/NL 861 su 224, volume relativo a 0.9). Stranamente la volatilità VIX é salita a 21.07 punti (+0.44) malgrado un range giornaliero sull'S&P500 di 8 punti ed un consolidamento che dura ormai da 4 sedute. Il mercato é quindi pronto per l'accelerazione finale di tipo esaustivo e la chiusura di questo movimento. Tra oggi e domani l'S&P5000 dovrebbe salire sui 1300 punti e con un reversal chiudere il rialzo a corto termine. Attenzione che questo potrebbe anche avvenire sui futures e non nella seduta regolare. Il Money Flow a 87.73 é cominciato a scendere suggerendo che presto l'indice dovrebbe fare la stessa fine.
Dal cambio EUR/USD vengono segnali incoraggianti. Già ieri sera era salito a 1.2740 e stamattina lo ritroviamo a 1.2790. Il future sul Bund ha chiuso a 139.05 (+0.15%) e se la nostra teoria di un testa e spalle ribassita é corretta al massimo sui 139.30 punti dovrebbe invertire la direzione e cominciare a perdere di valore.
Sul fronte delle materie prime regna la calma con l'oro (1609 USD/oncia) che oscilla intorno ai 1600 USD.
Stamattina le borse asiatiche sono positive con il Nikkei che sale del +0.38%. Il future sull'S&P500 guadagna 6 punti a 1282 punti. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con una consistente plusvalenza. L'Eurostoxx50 é previsto in apertura sui 1212 punti (+1%) e sul massimo del range di ieri. Questa é un'ottima premessa per ulteriori guadagni durante la giornata.
Aggiornamento del 9 gennaio
Stamattina non c'é niente di nuovo. Oggi inizia l'aumento di capitale di Unicredit. Le vendite di diritti dovrebbero prevalere e quindi é possibile che nelle prime ore il titolo perda ulteriore terreno. Poi vedremo come reagiranno gli investitori istituzionali ed il sindacato d'emissione. Malgrado il divieto crediamo che ci siano molte posizioni short in attesa di copertura.
Stamattina i mercati asiatici sono invariati. Il Nikkei é chiuso. Il future sull'S&P500 perde 4 punti scendendo a 1270 punti. L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 2294 punti. Crediamo che lo scenario a corto termine presentato nell'analisi del fine settimana sia corretto. Inizialmente l'Eurostoxx50 potrebbe testare il minimo di venerdì a 2287 punti ma per stasera prevediamo una chiusura sopra i 2300 punti.
Il cambio EUR/USD é fermo a 1.2720.
Commento del 7-8 gennaio
Separare il grano dalla pula...
Mercoledì l'annuncio delle condizioni dell'aumento di capitale da parte di Unicredit é stato il colpo di vento che ha provocato l'inizio della separazione sui mercati azionari del buon grano dall'inutile pula. Il rialzo sui mercati azionari americani é continuato ed anche in Europa indici azionari forti come il DAX tedesco e l'SMI svizzero hanno unicamente dato segni di consolidamento mostrando l'intenzione di voler continuare la corsa verso l'alto. Sono invece crollati i titoli finanziari. L'indice SX7E delle banche europee ha perso in settimana il -8.70% fermandosi venerdì a 91.60 punti. Poiché stiamo parlando di questo importante settore lo trattiamo subito da un punto di vista tecnico. La tendenza é ribassista a lungo e corto termine. A medio termine lo sviluppo é incerto poiché l'indice si trova in un movimento laterale da settembre 2011 con la media mobile a 50 giorni piatta. Solido supporto é sugli 85.75 punti, minimo del 25 novembre 2011 rafforzato dal precedente minimo a 86.65 del 13 settembre. Ricordiamo che il 9 marzo del 2009, sul fondo del bear market, l'indice valeva 84.61 punti. Torniamo ai giorni nostri. Dai 91.60 punti di venerdì fino al supporto a 85.75 punti l'indice può ancora perdere un -6.4%. L'SX7E non é ipervenduto e quindi lo sviluppo più probabile é che l'indice settimana prossima continui a scendere con un possibile nuovo minimo a 52 settimane. Premettiamo che a queste condizioni anche il rialzo delle borse europee ed in particolare di indici come l'Eurostoxx50 ed il FTSE MIB é destinato a fallire. L'unica possibilità é che il calo iniziato mercoledì sia "solo" una classica correzione di tre giorni all'interno di un trend rialzista. Vista la dinamica e partecipazione al movimento ed i numerosi titoli su nuovi minimi a 52 settimane questa probabilità é bassa - la risposta l'avremo già lunedì mattina.
Il grano (indice, settori e titoli in solido rialzo) é però ancora abbondante e quindi i mercati azionari in generale restano impostati in maniera positiva in un periodo stagionale normalmente favorevole. Vediamo quindi come le borse sono arrivate a venerdì e come la situazione potrebbe svilupparsi nelle prossime settimane malgrado la zavorra delle banche.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 -0.77% a 2298 puntiDAX +2.71% a 6057 punti
SMI +1.31% a 6013 punti
FTSE MIB -2.94% a 14645 punti
S&P500 +1.61% a 1277.81 punti
Nasdaq100 +3.44% a 2356 punti
Le performances ci forniscono alcuno osservazioni iniziali. I segni negativi riguardano solo il FTSE MIB e l'Eurostoxx50. I problemi hanno colpito nell'ordine Unicredit (che ha perso in settimana circa il 40% del suo valore), le banche italiane e quelle europee, le assicurazioni. In America l'S&P500 é salito da martedì a giovedì mentre venerdì ha subito una battuta d'arresto (-0.25%). Wall Street ha però un buon e solido leader nella tecnologia (indice Nasdaq100) che anche venerdì ha guadagnato terreno (+0.31%) ed il cui trend rialzista sembra rafforzarsi. L'America ha sempre reagito bene alle perdite in Europa iniziando le sedute in calo ma recuperando nella seconda parte della giornata. Solo venerdì ci sono stati segni di stanchezza. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2606 su 3577 e NH/NL a 763 su 156 e volume relativo a 1.0. Ci sono 4158 titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE é a 58.38 punti. In generale abbiamo un trend rialzista sano che ha l'unico difetto di aver provocato un certo ipercomperato a corto termine. Le RSI in America sono sui 60 punti mentre il Money Flow sull'S&P500 é a 88.86 punti. La volatilità VIX scesa a 20.63 (-0.85) sembra aver spazio fino ai 17 punti prima di essere obbligata a risalire. Lo sviluppo più probabile a corto termine in America é quindi di un'attacco al massimo del 27 ottobre a 1292 punti con un'alta probabilità di un nuovo massimo marginale sui 1300 punti. Da qui dovrebbe svilupparsi una sostanziale correzione che però non dovrebbe arrecare troppi danni. Una volta visto un'esaurimento e con un massimo in posizione potremo stimare il rischio verso il basso. Al momento ci immaginiamo qualcosa sui 1250 punti di S&P500.
L'Eurostoxx50 si trova invece a dover lottare con il supporto a 2280-2300 punti. Venerdì ha chiuso a 2298 punti (-0.74%) sul minimo giornaliero. Ci sono due forze che si contrappongono violentemente. Il contrasto tra la performance settimanale di banche (-8.70%) e auto (+6.46%) non potrebbe essere più duro. È impossibile che il mercato continui in questa maniera. Una delle due forze deve prevalere. Purtroppo la somma degli argomenti sembra favorire una continuazione della debolezza complessiva dell'Eurostoxx50. Supporto ed eccesso di ribasso sulle banche potrebbero causare all'inizio di settimana prossima un rimbalzo in concomitanza con il raggiungimento da parte dell'S&P500 dell'obiettivo a 1300 punti. Nella seconda parte della settimana le forze negative dovrebbero prevalere.
In generale però le borse sono solide e non danno l'impressione di voler entrare in una fase di ribasso. Nel nostro scenario 2012 prevedevamo che il tracollo di alcuni Paesi europei ed una crisi bancaria si sarebbero concretizzati solo nella seconda metà dell'anno. Il crollo dei titoli bancari di questa settimana ci lascia il sospetto che i problemi potrebbero essere più gravi ed imminenti di quanto ci aspettavamo.
Il cambio EUR/USD ha rotto il supporto a 1.29 cadendo venerdì a 1.2715. Il ribasso iniziato a fine ottobre prosegue e se segue il comportamento avuto fino a qui, il cambio dovrebbe toccare un minimo settimana prossima sugli 1.2640 per poi rimbalzare di circa 3 centesimi. La tendenza a medio e lungo termine resta negativa.
Molto interessante é il grafico del future sul Bund. Il contratto ha chiuso venerdì 138.85 e sembra formare una testa e spalle ribassista. Resistenza é a 139.30. Se invece supera i 140 punti é destinato ad un'ulteriore gamba di rialzo di circa 6 punti con ovvie conseguenze negative sulle borse. Favoriamo lo scenario negativo poiché da settembre in Bund sembra distribuire.
Riassumendo siamo molto preoccupati dello sviluppo dei titoli finanziari e dal grafico dell'indice settoriale SX7E. Sembra esserci un grave problema in grado di influenzare negativamente il rialzo delle borse. Questo potrebbe già essere terminato sugli indici deboli (Eurostoxx50 e FTSE MIB) mentre dovrebbe esaurirsi e tramutarsi in sostanziale correzione sugli altri indici e mercati che seguiamo normalmente (America e DAX).
A livello di portafoglio conviene all'inizio di settimana prossima chiudere le posizioni long. Non sappiamo ancora che potenziale ha verso il basso la prossima fase negativa. Al momento non sembra che valga la pena cavalcarla con posizioni short.
Commento del 6 gennaio
Dr. Jekyll und Mr. Hyde
Le borse si sono divise in due gruppi distinti e dai comportamenti opposti creandoci non pochi problemi. I mercati americani proseguono il rialzo. Malgrado la debolezza in Europa e la caduta dell'Euro, l'S&P500 ha chiuso ieri sera con un guadagno del +0.29% a 1281.06 punti. Ancora meglio ha fatto il tecnologico Nasdaq100 (+0.83%). La seduta al NYSE é stata moderatamente positiva con A/D a 3607 su 2579, volume relativo in aumento a 1.1 e NH/NL a 702 su 257. Malgrado un'inizio difficile ed un minimo giornaliero a 1265 punti l'S&P500 ha quindi mantenuto il trend rialzista confermando alla perfezione la nostra previsione ("Il future é ora a 1267 punti (-6 punti). L'inizio di seduta dovrebbe essere negativo ma nel range di ieri. Prevediamo quindi una seduta senza sostanziali variazioni che, almeno statisticamente, dovrebbe chiudersi con un guadagno. Questo significa una chiusura sui 1280 punti."). L'unico elemento di disturbo é la salita del Money Flow ad un'eccessivo 88.90, valore che all'inizio di settimana prossima dovrebbe provocare una sostanziale correzione.
Completamente diversa é la situazione in Europa dove il catastrofico aumento di capitale di Unicredit (-17.27%) ha messo tutto il settore finanziario sotto pressione. La borsa si é divisa in due tronconi con banche (-5.84%) ed assicurazioni (-2.58%) molto deboli e con il resto del listino che, zavorrato da questo effetto negativo, non riesce a seguire l'America. Il DAX (-0.25%) si difende ancora bene mentre il FTSE MIB italiano é logicamente crollato (-3.65%). L'Eurostoxx50 si é fermato a 2315 punti (-1.45%). Questa caduta ci disturba molto ma per il momento non abbandoniamo l'idea che il rialzo debba riprendere. La fascia di supporto a 2280-2300 punti regge, la discesa dura da soli due giorni (una correzione di al massimo tre giorni in una fase di rialzo é possibile senza interrompere il trend) e molti settori come auto, tecnologia o alimentari hanno continuato ad apprezzarsi malgrado le difficoltà dell'indice. Rimane il grosso punto di domanda delle banche. L'indice settoriale SX7E dovrebbe stabilizzarsi dopo il crollo degli ultimi due giorni. È ipervenduto ed almeno oggi dovrebbe esserci una reazione positiva. Il caso Unicredit é per ora un'evento singolo e dopo una caduta del 30% in due giorni é probabile che adesso si fermi. Di conseguenza rimaniamo costruttivi ed osserviamo la chiusura settimanale.
Il cambio EUR/USD é caduto a 1.2780. La debolezza del settore finanziario e la rottura del supporto a 1.29 ha provocato questa ovvia lavina verso il basso. Non sappiamo ancora come questo movimento potrebbe continuare. Sapete però dallo scenario 2012 che siamo tendenzialmente negativi per la moneta europea con obiettivo a 1.20. Il future sul Bund é salito a 138.75 - resistenza intermedia é a 139.30. Potrebbe formarsi una testa e spalle ribassista. Riprenderemo il tema nell'analisi del fine settimana.
Stamattina le borse asiatiche sono deboli ed il Nikkei perde il -1.16%. Il future sull'S&P500 scende di 3 punti a 1270 punti. Le borse europee dovrebbero però aprire al rialzo visto il buon comportamento di ieri della borsa americana. L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2322 punti. Per oggi non prevediamo una sostanziale reazione ma almeno una chiusura in positivo.
Commento del 5 gennaio
Senza le banche le borse non andranno lontano
Dopo un rally di parecchi giorni ieri é arrivata l'attesa e benefica correzione. Le borse europee hanno aperto in negativo trovando durante la giornata la scusa per scendere più in basso. Alla fine il DAX ha contenuto la perdita ad un -0.89% (6111 punti) mentre l'Eurostoxx50 ha dovuto lasciare sul terreno il -1.67% chiudendo a 2349 punti. Il calo é stato superiore alle nostre attese ma non vediamo nessun danno tecnico rilevante e quindi non pensiamo che il trend rialzista sia a rischio. Abbiamo però un'altro motivo di preoccupazione al quale abbiamo già accennato nel commento di ieri mattina. Le banche (SX7E -3.57%) continuano a sottoperformare e senza l'importante settore finanziario é difficile che questo rialzo abbia ancora molto spazio verso l'alto. Ieri Unicredit ha annunciato le condizioni per il previsto aumento di capitale. Il forte discount ha spaventato gli investitori ed il titolo ha perso il -14.45% trascinando verso il basso banche europee e FTSE MIB italiano. Questo é un'evento puntuale ma purtroppo nel settore delle banche questi incidenti si ripetono e ci preoccupano. Non pensavamo che la finanza fosse l'elemento trainante del rialzo ma speravamo almeno che non costituisse un freno.
La seduta a New York é stata costruttiva. Con cattive premesse dall'Europa, l'S&P500 ha aperto in perdita scendendo fino ai 1268 punti. Poi sono tornati i compratori e l'indice ad ondate regolari é risalito fino ai 1278.73 punti , massimo giornaliero. L'S&P500 ha poi chiuso vicino a questo massimo a 1277.30 punti (+0.02%). La seduta al NYSE é stata però negativa con A/D a 2602 su 3617, NH/NL a 534 su 185 e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa a 22.22 punti (-0.75). Il Money Flow sull'S&P500 é salito a 80.91 punti e questo é un serio motivo di preoccupazione. Money Flow in aumento é normalmente un fattore positivo ma come spesso succede gli eccessi sono negativi. Ora é troppo alto e quando supera gli 80 punti causa sempre, con alcuni giorni di ritardo, una seria correzione. Di conseguenza crediamo che questo rialzo si esaurirà momentaneamente sui 1300 punti. Difficilmente l'S&P500 potrà continuare a salire direttamente verso i 1340-1350 punti senza una sostanziale pausa ed un netto ritracciamento.
Sugli altri mercati finanziari non ci piace per niente il comportamento del cambio EUR/USD tornato a 1.2920. Questo continuo tastare il supporto a 1.29 é preoccupante e suggerisce un'imminente tentativo di ribasso. Il future sul Bund é fermo a 138 punti.
Riassumendo il rialzo é intatto ma ora abbiamo tre ragioni per essere preoccupati: banche europee, cambio EUR/USD (i due temi sono correlati) e Money Flow in America. Se tra oggi e domani non vediamo un miglioramento crediamo che il rialzo possa esaurirsi presto. A questo punto conviene preparare una strategia d'uscita dalle posizioni long in portafoglio.
Stamattina le borse asiatiche sono in leggero calo mentre il Nikkei giapponese perde il -0.83%. Il future sull'S&P500 é a 1271 punti (-2 punti). Le borse europee devono ancora scontare la chiusura a New York in recupero e quindi inizieranno le contrattazioni con una plusvalenza. L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 2353 punti (+0.2%). Speriamo che questo guadagno iniziale diventi più consistente entro sera.
Commento del 4 gennaio
Rialzo solido ed intatto - target 1300 punti di S&P500 - il resto non c'entra
Ieri il rialzo iniziato lunedì in Europa é continuato ed ha contagiato anche l'America. L'Eurostoxx50 ha avuto un buon inizio seguito da prese di beneficio. È salito inizialmente sui 2380 punti per poi cadere sul minimo giornaliero a 2357 punti. Un buon dato economico dagli Stati Uniti seguiti da una positiva apertura a Wall Street hanno poi scatenato un'ulteriore spinta verso l'alto per una chiusura sul massimo giornaliero a 2389 punti (+0.83%) con volumi di titoli trattati in aumento. L'andamento sugli altri mercati europei é stato simile con un ottima performance in Germania (DAX +1.50%). La ragione é da ricercare in parte nel comportamento dei vari settori. Le banche (+0.41%) stranamente faticano mentre invece le auto (+2.99%) hanno brillato. Ora gli indici si avvicinano alle prime importanti resistenze (Eurostoxx50 sui 2400 punti - per gli altri indici leggete i commenti di dettaglio) dopo un'intenso rally di alcuni giorni ed in situazione di quasi ipercomperato (RSI sopra i 60 punti se non oltre). Di conseguenza ci dovrebbe ora essere una sana pausa di consolidamento se non un lieve ritracciamento. Crediamo però che non conviene osservare troppo da vicino cosa succede in Europa ed innervosirsi per eventuali oscillazioni a corto termine. Il nostro punto di riferimento sono i 1300 punti di S&P500. Siamo sicuri che fino a lì i mercati saliranno e questo obiettivo dovrebbe essere raggiunto entro la fine di questa settimana. Poi le prospettive sono più incerte. Escludiamo al momento un ribasso - sui 1300 punti però il rialzo potrebbe esaurirsi trasformandosi in un'oscillazione laterale.
Ieri in America é stata una buona giornata. L'S&P500 é salito nella prima ora di contrattazioni sul massimo giornaliero a 1284 punti per poi perdere 10 punti fino a metà seduta. In seguito l'indice é oscillato in uno stretto range (1276-1282 punti) e non ha più chiuso il gap d'apertura. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4886 su 1489 e NH/NL a 1403 su 150. Dow Jones Industrial e Transportation hanno toccato dei nuovi massimi a 5 mesi e questo si rispecchia in una forte espansione dei titoli con NH a 30 giorni. Il volume relativo é stato di 1.0 e la volatilità VIX é scesa a 22.97 (-0.43). Il Money Flow é in espansione. Il rialzo é intatto, solido e gode di buona partecipazione. Di conseguenza non abbiamo ragione di dubitare dell'esattezza della nostra previsione. L'S&P500 dovrebbe raggiungere entro venerdì i 1300 punti. Poi dovremo riesaminare la situazione. Questa gamba di rialzo é partita a 1202 punti. Dopo 100 punti é logico che sopravvenga una certa stanchezza. Questo livello potrebbe essere una buona occasione per chiudere le posizioni long in portafoglio.
Gli altri mercati finanziari confermano per il momento il rialzo delle borse. Il cambio EUR/USD sale a 1.3030 ed i prezzi delle materie prime aumentano. Solo il future sul Bund marcia sul posto segnalando che molti investitori restano sulla difensiva. Non possiamo ancora definire questo comportamento come una pericolosa divergenza. Vediamo una spia che segnala che qualcosa non funziona a dovere e la teniamo d'occhio.
Stamattina i mercati asiatici sono misti ed il Nikkei guadagna il +1.24%. Il future sull'S&P500 perde 2 punti a 1270 punti. In Europa si delinea un consolidamento. L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 2376 punti (-0.6%). Potrebbe ritestare il minimo di ieri a 2357 punti ma poi dovrebbe stabilizzarsi. Prevediamo alla fine una seduta moderatamente negativa.
Commento del 3 gennaio
Inizio col botto
Ieri il rialzo é subito ripreso dinamicamente e gli indici azionari europei sono decollati. In linea di massima la nostra previsione é stata rispettata: "Il nostro scenario prevede che il rialzo riprenda in maniera dinamica all'inizio del 2012." L'unica sorpresa é che non ci aspettavamo questa partenza immediata ("Di conseguenza, in mancanza degli stimoli provenienti da oltre oceano, é
probabile che lunedì in Europa regni ancora la calma ed il mercato
resti tranquillo. Per la ripresa del rialzo bisognerà aspettare martedì") ma piuttosto un'inizio d'anno senza scossoni. Poco male - il rialzo si sta sviluppando secondo le nostre aspettative e ci accontentiamo.
Ieri le borse europee sono rimaste per tutta la giornata sotto il controllo dei compratori. Gli indici hanno chiuso sul massimo giornaliero con modesti volumi di titoli trattati ma in aumento. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +2.32% a 2370 punti e tutti i settori hanno partecipato al movimento. La resistenza intermedia a 2313-2316 punti é stata agilmente superata. Graficamente tutti i nostri indici azionari si trovano in una simile situazione con l'eccezione dell'SMI svizzero. I primi obiettivi del rialzo si avvicinano (Eurostoxx50 a 2400 punti) con gli indici che stanno entrando in ipercomperato a corto termine. È probabile che nei prossimi giorni ci sia una breve pausa di consolidamento.
Ora però bisogna vedere cosa succede in America. Oggi Wall Street riapre. Dovrebbe apparire lo stesso "effetto gennaio" che ieri ha spinto le borse europee al rialzo - non crediamo però che l'inizio d'anno sarà altrettanto euforico.
Sugli altri mercati finanziari i movimenti sono ancora contenuti anche se vanno nella buona direzione. Il cambio EUR/USD é stamattina a 1.2980 ed il future sul bund é sceso a 137.89. I prezzi delle materie prime sono in ascesa con l'oro a 1563 USD/oncia e il petrolio nuovamente sopra i 100 USD/barile.
Stamattina le borse asiatiche sono positive. Il Nikkei é ancora chiuso per ferie. Anche il future sull'S&P500 non tratta ancora. L'Eurostoxx50 stamattina é previsto in apertura a 2377 punti. Dopo il rally di ieri, stamattina dovrebbe esserci una pausa in attesa delle prime mosse degli americani.
Aggiornamento del 2 gennaio
In mancanza di novità di rilievo i mercati azionari riprendono le contrattazioni al piccolo trotto dal punto in cui li avevamo lasciati l'anno scorso. Venerdì scorso New York aveva chiuso debole e stamattina le borse europee apriranno con una minuvalenza. L'Eurostoxx50 é previsto sui 2308 punti contro la chiusura del 2012 a 2316 punti. Il cambio EUR/USD é fermo a 1.2940. Ricordiamo che in alcuni Paesi europei, come la Svizzera, oggi é giorno di festa. I mercati finanziari americani restano chiusi. Di conseguenza oggi prevediamo una seduta tranquilla, con pochi volumi e senza direzione. La faccende serie ricominceranno solo domani.
Commento del 31 dicembre - 1 gennaio
Correzione laterale non ha dato segnali tecnici - attendiamo ripresa del rialzo
Questa settimana ci sono state solo quattro sedute di borsa ed é stata contraddistinta da volumi di titoli trattati di circa la metà rispetto al solito. Il window dressing di fine anno ha provocato alcuni movimenti aticipi ma per il resto la prevista correzione laterale si é svolta senza scosse e lasciando gli indici azionari praticamente invariati.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 +1.14% a 2316 puntiDAX +0.33% a 5898 punti
SMI +0.72% a 5936 punti
FTSE MIB +0.10% a 15089 punti
S&P500 -0.61% a 1257.60 punti
Nasdaq100 -0.43% a 2277 punti
La correzione ha permesso di riassorbire l'ipercomperato a corto termine (RSI dai 50.45 punti del Nasdaq100 ai 55.51 punti dell'S&P500 con gli indici europei in questo range e solo l'SMI svizzero con un picco a 68.48 punti) e di far risalire la volatilità VIX a 23.40 (+0.75). La volatilità ha ora di nuovo spazio verso il basso e gli indici verso l'alto. Il nostro scenario prevede che il rialzo riprenda in maniera dinamica all'inizio del 2012. Questa previsione é invariata rispetto a settimana scorsa e ci permettiamo di riprendere questo passaggio visto che non é cambiato nulla: "Sappiamo ora che il trend é rialzista e che i 1260 punti possono
all'inizio di questa settimana imporre una pausa ma non saranno
obiettivo finale. Fino a dove può quindi salire l'indice? La prossima
forte resistenza é sui 1285-1292 punti. Sullo slancio siamo di
conseguenza convinti che l'S&P500 debba poter salire sui 1300 punti.
È tipico che una resistenza del genere venga almeno superata per un
nuovo massimo marginale. Per il momento questi 1300 punti diventano il
nostro obiettivo ufficiale del rialzo da raggiungere entro la metà di
gennaio 2012. Vi anticipiamo però che abbiamo anche un'obiettivo
ufficioso basato su una possibile gamba di rialzo di estensione come la
precedente di circa 140-150 punti. In questo caso arriviamo ad un
incredibile obiettivo sui 1350 punti. Non lo adottiamo ufficialmente per
il semplice fatto che, sulla base di fondamentali decisamente ostili,
non sembra realista. Questo é però il risultato dell'analisi tecnica e
va tenuto in considerazione.
L'Eurostoxx50 dovrebbe poter salire sui
2400 punti, massimo di dicembre. Se l'S&P500 salisse a 1350 punti
l'Eurostoxx50 dovrebbe poter salire più in alto - l'unico obiettivo
alternativo visibile sul grafico sono i 2506 punti del 28 ottobre."
Lunedì le borse europee sono aperte con l'eccezione di quella svizzera. Wall Street invece si prende un giorno di vacanza. Di conseguenza, in mancanza degli stimoli provenienti da oltre oceano, é probabile che lunedì in Europa regni ancora la calma ed il mercato resti tranquillo. Per la ripresa del rialzo bisognerà aspettare martedì.
Oggi non vediamo il bisogno di analizzare nel dettaglio l'andamento della scorsa settimana e della seduta di venerdì. Secondo noi i movimenti, oltre che aver lasciato gli indicatori invariati, hanno scarsa valenza tecnica. I bassi volumi di titoli trattati suggeriscono di non dare troppo peso a queste oscillazioni a corto termine ed i movimenti legati alla chiusura di fine anno non hanno influsso sulla tendenza a medio termine.
Anche sugli altri mercati finanziari abbiamo notato movimenti confusi e provocati probabilmente dalla chiusura annuale. Il cambio EUR/USD si é fermato a 1.2960 e fino a quando il supporto a 1.29 tiene non ci sono rischi per il trend rialzista delle borse. Il future sul Bund tedesco é salito venerdì a 138.95 - questo contratto é ad un punto dal massimo annuale. Questa ricerca di sicurezza preoccupa ma potrebbe sparire con il nuovo anno dopo che la chiusura del 2011 non ha provocato nessuna catastrofe tra le banche europee a caccia disperata di liquidità. L'oro é oscillato paurosamente negli ultimi giorni dell'anno fermandosi infine a 1563 USD/oncia. La fascia di supporto a 1500-1550 USD/oncia é efficace.
Abbiamo utilizzato il tempo a disposizione per scrivere le nostre previsioni per il 2012. Lo scenario generale é negativo ma noterete che se autorità politiche e monetarie non fanno troppi errori, le conseguenze sulle borse potrebbero essere limitate. Esistono però considerevoli rischi e molti problemi irrisolti che potrebbero sfociare in un disastro. Speriamo bene. Sarà un'anno molto movimentato e prevediamo una forte volatilità. La nostra intenzione é di aiutarvi a cavalcarla con successo.
Settimana prossima ci prendiamo alcuni giorni di vacanza. Ufficialmente i nostri uffici sono chiusi fino a domenica 8 gennaio. Le pubblicazioni sul sito continuano normalmente anche se in maniera ridotta. Specialmente se le borse non si muovono eccessivamente e non riservano sorprese, i commenti si limiteranno all'essenziale e potrebbero venir pubblicati con un leggero ritardo rispetto al solito.
Avviso importante del 30 dicembre 2011 / 15.00 |
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Commento del 30 dicembre
Giovedì positivo annulla mercoledì negativo - accelerazione al rialzo pendente
La seduta di ieri é stata esattamente l'opposto di quella di mercoledì. Le borse europee sono rimaste tranquille per gran parte della giornata e l'Eurostoxx50 é oscillato intorno ai 2260 punti. Poi con l'apertura di New York gli investitori hanno trovato una scusa per comperare e gli indici azionari sono decollati. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2292 punti (+1.65%) salendo nel dopo borsa sopra i 2300 punti. Il movimento é avvenuto con pochi volumi di titoli trattati ed é quindi poco significativo anche se segue il trend dominante. Tutti i settori hanno partecipato al rialzo che gode quindi di partecipazione omogenea. L'unico problema é che gli indici sono ancora sotto i massimi di mercoledì scorso (Eurostoxx50 a 2313 punti) é quindi possiamo tanto parlare di rialzo ma la realtà é che nelle ultime 5 sedute le borse europee hanno marciato sul posto.
Anche in America non ci sono stati per saldo grandi progressi. L'S&P500 aveva terminato la settimana scorsa a 1265 punti ed é risalito ieri sera a 1263.02 punti (+1.07%). La seduta é stata in generale positiva con A/D a 4816 su 1507 e NH/NL a 408 su 365. Il volume relativo a 0.5 resta ovviamente basso. Il calo di mercoledi é almeno servito ad eliminare parte dell'ipercomperato (RSI sull'S&P500 a 57.26 punti). Il grafico non é molto chiaro e la mancanza di momentum ci lascia perplessi. Evitando di parlare delle solite varianti, lo scenario più probabile rimane quello di un'accelerazione al rialzo che a questo punto dovrebbe trasformarsi in un movimento dinamico. Difficile dire se questo potrebbe avvenire già oggi ma non crediamo per via della lunga pausa di fine anno. Probabilmente dovremmo aspettare le prime sedute del 2012 per vedere un'ulteriore balzo di alcuni punti in percentuale che dovrebbe permettere all'S&P500 di raggiungere i 1300 punti. Il Money Flow a 66.08 ed in aumento suggerisce che si sta preparando questa accelerazione.
Sugli altri mercati finanziari rimangono gli sviluppi strani già osservati nei giorni scorsi. Ieri il cambio EUR/USD é precipitato fino sul minimo annuale a 1.2860 e lo ritroviamo stamattina a 1.2940. Euro debole insieme ad Eurostoxx50 forte é inusuale. Anche la salita del future sul Bund a 138.65 (+0.32%) costituisce divergenza. Abbiamo però l'impressione che questi movimenti siano legati al window dressing di fine anno. Non gli diamo quindi per ora eccessivo peso e pensiamo che queste divergenze debbano sparire con il nuovo anno. L'oro é stamattina a 1555 USD/oncia. Si sta fermando troppo tempo sul supporto a 1500-1550 USD senza rimbalzare con decisione. Questo comportamento fà aumentare la probabilità di un'inatteso tentativo di ribasso. A corto termine l'ipervenduto dovrebbe però causare una reazione la cui intensità ci mostrerà le intenzioni del metallo giallo a medio termine.
Stamattina le borse asiatiche sono positive ed il Nikkei chiude con una plusvalenza del +0.67%. Il future sull'S&P500 scende di 1 punto a 1267 punti. L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2310 punti. Prevediamo una seduta dall'esito positivo. L'unica incertezza é se esiste ancora la voglia e la forza per un'accelerazione al rialzo per una chiusura sopra i massimi di settimana scorsa. Crediamo che gli operatori vogliano finire l'anno con una nota positiva e quindi ci aspettiamo una chiusura annuale sui 2320 punti.
Commento del 29 dicembre
Gli strani effetti del window dressing e dei bassi volumi di titoli trattati
Le sedute tra Natale e Capodanno sono contraddistinti da bassi volumi di titoli trattati. Molti operatori, specialmente istituzionali, sono assenti ed esiste fertile terreno per movimenti irrazionali ed emozionali. Basta poco per scuotere il mercato ed un movimento deciso in una o nell'altra direzione trova poca resistenza. Inoltre i portafogli vengono abbelliti per la chiusura di fine anno. È questo il conosciuto effetto di window dressing che consiste nell'eliminare posizioni scomode, vendere titoli in perdita per approfittare dello sgravio fiscale e comperare titoli buoni in maniera da mostrare ad investitori ignari di avere le azioni "giuste" in portafoglio. Questo effetto tendenzialmente provoca vendite in titoli con performance annuali negative e viceversa.
Ieri le borse sono rimaste tranquille fino al primo pomeriggio. Poi alcune notizie riguardanti la liquidità delle banche europee, risultati della vendita di titoli di Stato italiani e non meglio precisate tensioni con l'Iran hanno causato un'apertura debole a Wall Street ed un'ondata di vendite in Europa. Queste vendite non hanno incontrato resistenza e gli indici europei sono caduti nel vuoto con effetti strani. Il DAX tedesco ha perso alla fine il -2.01% mentre l'SMI svizzero ha guadagnato il +0.14%. Un comportamento solo spiegabile con gli effetti perversi di derivati e vendite in un mercato senza liquidità.
Non bisogna dare eccessivo peso a queste minusvalenze che lasciano il trend rialzista intatto. Questi movimenti irrazionali lanciano spesso segnali tecnici falsi e non coerenti. È meglio ignorare questi sbalzi di una giornata e concentrarsi sulla tendenza dominante. Vi ricordiamo che noi abbiamo sistematicamente escluso un rally natalizio. Abbiamo sempre parlato di moderato rialzo e quindi chi ora si aspettava una serie di giornate a +1%/+2% non deve essere deluso.
D'altra parte avevamo anche segnalato l'ipercomperato di alcuni indici a corto termine. Pensavamo che questo ipercomperato potesse venir eliminato con un semplice movimento laterale ed un consolidamento senza ritracciamento. Sembra però che ci siamo sbagliati. L'S&P500 ieri é rimasto debole per tutta la giornata chiudendo poco sopra il minimo giornaliero a 1249.64 punti (-1.25%). L'indice ha rotto il supporto a 1260 punti che a questo punto non é più significativo. La seduta al NYSE é stata negativa con 1081 advances contro 5254 declines e NH/NL a 293 su 379. Il calo non é molto importante visto che é avvenuto con volume relativo a 0.5. La volatilità VIX é salita a 23.52 (+1.61). Il calo di ieri non ha arrecato danni al trend rialzista che, a scanso di imprevedibili notizie negative, dovrebbe riprendere oggi.
Gli altri mercati finanziari mandano segnali negativi. Siamo preoccupati del calo del cambio EUR/USD a 1.2930. Supporto é a 1.29, livello che risale a gennaio di quest'anno. Un'inattesa rottura di questo supporto darebbe inizio ad una nuova gamba di ribasso con ovvie conseguenze negative sulle borse europee. Il bund future é salito a 138.36 (+0.27%). La situazione tecnica di questo contratto é conosciuta e non la ripetiamo. L'oro é caduto a 1553 USD/oncia - questa é una logica conseguenza della forza del dollaro americano. Il prezzo in Euro é fermo a 1201 EUR/oncia. L'oro in USD é ipervenduto (RSI sui 29 punti) e supporto é a 1532 USD/oncia.
Stamattina le borse asiatiche sono in leggero calo - il Nikkei perde il -0.29%. Il future sull'S&P500 risale però di 6 punti a 1250 punti. L'Eurostoxx50 dovrebbe riprire le contrattazioni con un guadagno del +0.6% a 2270 punti. Speriamo che l'asta odierna dei titoli di Stato italiani a lunga scadenza abbia successo. Secondo noi il risultato dell'asta di ieri dei titoli a 6 mesi é stato buono e non abbiamo capito la reazione negativa delle borse.
Abbiamo pubblicato la prima parte delle nostre previsioni per il 2012, che si concentra sulla situazione macroeconomica. La seconda parte riguardante i consigli di investimento e le previsioni sugli sviluppi dei mercati azionari é prevista nella prima settimana di gennaio. Se tra oggi e domani riusciamo a lavorare speditamente possiamo forse già pubblicarla venerdì sera.
Commento del 28 dicembre
Consolidamento ad alto livello - potete prendere libero fino all'anno prossimo
Ieri é stata una giornata veramente tranquilla e le performance di Eurostoxx50 europeo (-0.00% a 2290 punti) e S&P500 americano (+0.01% a 1265.43 punti) mostrano chiaramente questa situazione. Se poi aggiungiamo i volumi di titoli trattati in netto calo (volume relativo in America a 0.5) arriviamo all'ovvia conclusione che non sta succedendo niente d'importante.
Questa pausa ha però due aspetti tecnici non irrilevanti. Da una parte il momentum del rialzo é in netta diminuzione e potrebbe offrire spunto ad operatori pessimisti per prese di beneficio. D'altra parte vi avevamo segnalato che alcumi indici come l'S&P500 (RSI a 58.95 punti) si avvicinavano a livelli di leggero ipercomperato. Una pausa ora serve quindi ad eliminare questo spiacevole effetto e spianare la strada verso l'alto. Il risultato sarà un consolidamento ad alto livello o una correzione laterale. Ci saranno alcune sedute senza sostanziali variazioni e non dobbiamo stupirci se di tanto in tanto appariranno segni negativi davanti alle performances giornaliere. Probabilmente dovremmo aspettare la fine di questa settimana e l'inizio del nuovo anno per vedere le borse riprendere la strada del rialzo con decisione. Tra oggi e venerdì potete prendere libero.
C'é tecnicamente poco da annotare sulla giornata di ieri. In Europa abbiamo solo osservato una debolezza del settore bancario (indice SX7E -0.94%) che ha avuto conseguenze negative sopratutto in Italia (FTSE MIB -0.99%). Per il resto la seduta é scorsa senza scosse e nell'indifferenza generale. I massimi di settimana scorsa non sono stati attaccati e probabilmente questa settimana non verranno più avvicinati.
In America l'S&P500 ha dato segni di stanchezza. È riuscito a salire fino ai 1269 punti ma é poi stato vittima di prese di beneficio cadendo sul finale a 1265 punti per chiudere invariato. Il supporto teorico a 1260 punti non é stato attaccato (minimo giornaliero a 1262 punti) e questo é positivo. Vedete però dal range giornaliero di 7 punti che la giornata é veramente scorsa tranquilla. Notiamo l'aumento della volatilità VIX a 21.91 punti (+1.18). Questa reazione é buona per la futura continuazione del rialzo. Una discesa ora della VIX a livelli troppo bassi (supporto sui 17 punti) avrebbe precluso un'ulteriore calo e ridotto quindi il potenziale di rialzo dell'S&P500.
Sugli altri mercati finanziari vediamo solo movimenti di scarsa importanza. Il cambio EUR/USD é fermo a 1.3070 mentre il prezzo dell'oro scende a 1589 USD/oncia. Preoccupa solo il movimento del Bund future che sale contro logica a 137.97 (+0.30%). Teniamo d'occhio il grafico per la possibile formazione di una testa e spalla ribassista o un'accelerazione al rialzo con la rottura sopra il massimo annuale a 139.91.
Stamattina le borse asiatiche sono in calo ed il Nikkei perde il -0.2%. Il future sull'S&P500 scende di 3 punti a 1257 punti. L'Eurostoxx50 vale ora sulla base del future 2284 punti. Oggi prevediamo un'altra giornata senza sostanziali variazioni. La diminuzione del momentum dovrebbe provocare una contenuta minusvalenza finale.
Aggiornamento del 27 dicembre
Le feste natalizie sono trascorse nella tranquillità e oggi ritroviamo i mercati finanziari praticamente invariati. Stamattina le borse asiatiche erano in calo ed il Nikkei ha perso il -0.46%.
Il future sull'S&P50o é ancora chiuso. I mercati europei inizieranno le contrattazioni con marginali guadagni causati dalla buona chiusura a Wall Street prima di Natale. L'Eurostoxx50 aprirà sui 2298 punti (+0.3%). Ci aspettiamo una giornata tranquilla con scarsi volumi e senza sostanziali variazioni.
Il cambio EUR/USD é fermo a 1.3070 mentre il bund future é stranamente forte a 138.10 (+0.40%). Normalmente bund al rialzo significa borse europee deboli....
Commento del 24-26 dicembre
Nessuna alternativa - rialzo
Questo fine settimana l'analisi sarà corta e concisa. La ragione non sono tanto le feste natalizie ma sopratutto il fatto che l'analisi non offre molte alternative. Le borse sono nel mezzo di uno dei periodi più favorevole dell'anno. Nella settimana da Natale a Capodanno l'S&P500 ha guadagnato in media nella sua storia il +0.93%. È salito nel 77% dei casi. La media scende al 63% se si considerano solamente gli ultimi 11 anni (2000-2010) ma é ugualmente significativa. Il trend delle borse a corto termine é rialzista ed il movimento é appena iniziato. Dopo un minimo lunedì, la scorsa settimana gli indici azionari sono tendenzialmente saliti con unicamente una pausa il mercoledì. L'S&P500 ha toccato un minimo lunedì a 1202 punti per salire fino a venerdì ad un massimo a 1265.53 punti (+0.90%). Malgrado che l'obiettivo minimo a 1260 punti sia già stato raggiunto non vediamo divergenze né reazioni negative in grado di imporre un cambiamento di tendenza. Di conseguenza é facile prevedere che il rialzo continuerà - probabilmente fino a metà gennaio 2012. Ma vediamo come le borse sono arrivate a venerdì e quali obiettivi potrebbero raggiungere al culmine di questo rialzo.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 +3.98% a 2290 puntiDAX +3.11% a 5878 punti
SMI +2.80% a 5893 punti
FTSE MIB +3.44% a 15074 punti
S&P500 +3.74% a 1265.33 punti
Nasdaq100 +2.21% a 2287 punti
Gli indici europeii sono partiti a razzo raggiungendo il massimo settimanale già martedì. L'Eurostoxx50 ha toccato i 2313 punti per poi essere respinto verso il basso e chiudere venerdì a 2290 punti con un guadagno settimanale del +3.98%. L'indice ha poi terminato venerdì alle 22.00 (quotazione sulla base del future) a 2303 punti. Le banche (+5.98%) si sono comportate bene ma praticamente tutti i settori hanno partecipato al movimento che quindi poggia su basi solide. Pensiamo però che la continuazione del rialzo su nuovi massimi dipenda molto dagli Stati Uniti. Come sapete eravamo molto preoccupati dal comportamento dell'S&P500 a contatto con l'importante barriera dei 1360 punti. L'indice ha superato la prova con bravura. Venerdì ha aperto bene, é salito a metà seduta a 1262 punti restando tranquillo su questo livello fino a pochi minuti dalla chiusura. Sul finale ha accelerato terminando decisamente sopra i 1260 punti a 1265.33 punti (+0.90%). Il Dow Jones Industrial ha chiuso a 12294 punti superando la resistenza a 12450 punti e sorpassando il massimo del 27 ottobre a 12284. Il DJI é al livello più alto da inizio agosto. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3960 su 2261 e NH/NL a 760 su 155. In questa seduta prenatalizia il volume relativo é stato ovviamente basso a 0.5. A livello di sentiment notiamo l'ulteriore calo della volatilità VIX a 20.73 (-0.43). I sondaggi tra gli investitori mostrano scetticismo (NAAIM 36.62 bullish - nella media) (AAII 33.7% bullish -6.5%, 38% neutral +11.9%!, 28.2% bearish -5.4%) e questa posizione neutrale é ideale per alimentare il rialzo.
Sappiamo ora che il trend é rialzista e che i 1260 punti possono all'inizio di questa settimana imporre una pausa ma non saranno obiettivo finale. Fino a dove può quindi salire l'indice? La prossima forte resistenza é sui 1285-1292 punti. Sullo slancio siamo di conseguenza convinti che l'S&P500 debba poter salire sui 1300 punti. È tipico che una resistenza del genere venga almeno superata per un nuovo massimo marginale. Per il momento questi 1300 punti diventano il nostro obiettivo ufficiale del rialzo da raggiungere entro la metà di gennaio 2012. Vi anticipiamo però che abbiamo anche un'obiettivo ufficioso basato su una possibile gamba di rialzo di estensione come la precedente di circa 140-150 punti. In questo caso arriviamo ad un incredibile obiettivo sui 1350 punti. Non lo adottiamo ufficialmente per il semplice fatto che, sulla base di fondamentali decisamente ostili, non sembra realista. Questo é però il risultato dell'analisi tecnica e va tenuto in considerazione.
L'Eurostoxx50 dovrebbe poter salire sui 2400 punti, massimo di dicembre. Se l'S&P500 salisse a 1350 punti l'Eurostoxx50 dovrebbe poter salire più in alto - l'unico obiettivo alternativo visibile sul grafico sono i 2506 punti del 28 ottobre.
Gli altri mercati finanziari sono relativamente tranquilli e non vediamo divergenze in grado di opporsi al rialzo delle borse. Il cambio EUR/USD é salito a 1.3070, il future sul Bund é leggermente calato a 137.54 ed i prezzi delle materie prime sono stabili o in leggera ascesa (oro a 1607 USD/oncia e petrolio / Light Crude Oil a 99.80 USD/barile).
Riassumendo settimana prossima il rialzo delle borse dovrebbe proseguire. In generale vediamo un potenziale per ulteriori guadagni nell'ordine del +3%-4%. L'S&P500 dovrebbe raggiungere i 1300 punti ma ha la possibilità di estendere il movimento fino ai 1350 punti. La partecipazione al movimento sta strutturalmente migliorando e quindi potrebbero esserci sostanziali sorprese verso l'alto. L'unico elemento di forte disturbo é legato ai fondamentali che sono decisamente negativi. Le borse sono sopravvalutate e quindi piuttosto esposte ad eventali shock esterni o incidenti di percorso. Bisogna restare long con stop disciplinati e continuando a monitorare eventuali segni di esaurimento. Da metà gennaio 2012 prevediamo borse da stabili a negative con sostanziali rischi verso il basso.
Lunedì 26 dicembre le borse europee ed americane sono rimaste chiuse.
Le borse asiatiche erano miste con il Nikkei giapponese in guadagno dell'1% ed il Shanghai Composite cinese in calo del -0.67%.
Commento del 23 dicembre
Tendenza al rialzo - S&P500 a contatto con i 1260 punti - reazione incerta
Ieri il rialzo delle borse iniziato martedì é proseguito. Ora anche gli indicatori forniscono segnali d'acquisto. Il nostro sistema proprietario é passato long su DAX ed Eurostoxx50 mentre il MACD sull'S&P500 ha superato il trigger.
In Europa é stata una seduta noiosa. Gli indici hanno realizzato i guadagni giornalieri nella prima mezz'ora di contrattazioni e poi si sono buttati in un movimento laterale con poca volatilità. A fine giornata le plusvalenze si sono attestate intorno all'1% con una sovraperformance dei Paesi mediterranei (Milano la migliore con +1.40%) e del settore bancario (+2.05%). L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2273 punti (+1.28%). Vediamo ora un'interessante coincidenza. Il massimo di mercoledì e resistenza é a 2313 punti. Potrebbe venir attaccato in concomitanza con i 1260 punti di S&P500. Tutti i mercati si trovano quindi su un'importante livello tecnico.
Anche in America la seduta é stata positiva. L'S&P500 é salito in due ondate arrivando sui 1254 punti a metà giornata. Da li non é più successo nulla. Avvicinandosi il periodo festivo diminuiscono anche le velleità dei traders. L'S&P500 ha chiuso a 1254.00 punti, in rialzo del +0.83%. Questa volta anche il Nasdaq100 si é allineato (+0.79%) ed a livello settoriale ritroviamo la forte alleanza tra banche (+2.82%) e semiconduttori (+3.49%) che normalmente é in grado di trascinare un rialzo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4461 su 1792 e NH/NL a 1033 su 203. Il volume relativo é in calo a 0.8, ovvia conseguenza dell'avvicinarsi del periodo festivo. La volatilità VIX é ulteriormente scesa a 21.16 punti (-0.27). L'S&P500 si avvicina ora ai 1260 punti con un solido ed intatto trend rialzista. La RSI é a 56.42 punti - questo significa che con l'indice a 1260 punti la RSI dovrebbe trovarsi sui 60 punti, livello dove inizia l'ipercomperato durante un moderato rialzo. Non pensiamo che oggi si svilupperà un combattimento tra rialzisti e ribassisti. Per Natale cercheranno tutti di essere buoni... Di conseguenza molto probabilmente l'S&P500 salirà a ridosso di questa barriera per poi fermarsi. Non sappiamo cosa succederà a questo punto. Potrebbe esserci un netto ritracciamento di una trentina di punti - noi abbiamo però l'impressione che la reazione sarà modesta e si limiterà ad una breve pausa. Il periodo tra Natale e Capodanno può riservare delle sorprese poiché la maggior parte degli operatori é assente ed i volumi scarsi. Crediamo però che non succederà molto. Poi l'S&P500 dovrebbe ripartire verso il prossimo grosso ostacolo costituito dal massimo del 27 ottobre a 1292 punti. La nostra previsione é quindi che l'S&P500 riuscirà a superare dopo un certo lavoro i 1260 punti ma la barriera dei 1292-1300 punti potrebbe poi risultare invalicabile.
Date un'occhiata al Dow Jones Industrial ed al DJ Trasportation. Questi due indici sono già vicini al massimo di ottobre ed una loro eventuale rottura al rialzo sarebbe un segnale positivo per tutta Wall Street. Il DJ Industrial ha chiuso ieri a 12169 punti contro il massimo di ottobre a 12284 punti.
Vi ricordiamo che il periodo fino a metà gennaio é favorevole e non ci aspettiamo nessun sostanziale cambiamento di tendenza.
Il cambio EUR/USD é stamattina a 1.3070 e fatica a salire. Anche il Bund future (137.75) si muove poco. L'oro é fermo a 1610 USD/oncia. Tutti questi mercati sono caduti in letargo. Non sostengono il rialzo delle borse ma d'altra parte non mostrane neanche divergenze negative.
Stamattina le borse asiatiche sono positive. Tokio era già chiusa per ferie. Il future sull'S&P500 sale di 7 punti a 1256 punti - questo corrisponde a circa 1261 punti di cash! L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2300 punti (+1%). Prevediamo una ripetizione della seduta di ieri con poca volatilità e bassi volumi. Gli indici europei dovrebbero chiudere in guadagno e sui livelli d'apertura. Non pensiamo che gli importanti dati congiunturali attesi alle 14.30 dagli Stati Uniti possano cambiare la situazione.
Commento del 22 dicembre
489 miliardi di EUR per 3 anni all'1% - pausa di riflessione
Ieri le borse europee hanno aperto al rialzo mantenendo un'intonazione positiva per la prima parte della seduta. Alla notizia che all'asta della BCE le banche hanno ricevuto crediti per 489 miliardi c'é stata un'accelerazione verso l'alto ed un'esaurimento della prima gamba di rialzo iniziata martedì. L'Eurostoxx50 ha raggiunto i 2313 punti quando nel commento del mattino avevamo scritto: "Al più tardi sui 2300 punti lo slancio iniziale dovrebbe esaurirsi e lasciar spazio ad un sano consolidamento intermedio." Dopo questo massimo intermedio raggiunto dopo le 11.00 sono seguite prese di beneficio ed una lunga discesa culminata in un minimo intorno alle 17.00. L'Eurostoxx50 é dovuto scendere fino a 2237 punti prima di trovare solido terreno e chiudere a 2244 punti (-0.80%). A prima vista questa caduta di 76 punti dal massimo (più del 3%) é pesante ma va relativizzata - gli investitori hanno evidentemente esagerato nella prima parte della giornata e la minusvalenza finale é contenuta. Oggi però il rialzo dovrebbe riprendere. Importante e tecnicamente decisivo é però quello che sta succedendo in America.
L'S&P500 ha aperto debole e questa é anche la ragione per il calo delle borse europee sul finale. L'S&P500 é sceso fino ai 1229 punti nelle prime due ore di contrattazioni spinto al ribasso dalla debolezza della tecnologia e dal comportamento negativo dell'Europa. Dopo questa iniziale discesa del -1% sono poi tornati i compratori e l'indice é lentamente ma costantemente risalito fino alla chiusura a 1243.72 punti (+0.19%). Questa reazione e plusvalenza finale sono segnali di forza anche considerando la perdita del Nasdaq100 (-1.44%), messo sotto pressione dai risultati negativi di Oracle (-11.66%). La seduta al NYSE é stata però positiva con A/D a 3366 su 2863, NH/NL a 703 su 314 (notate l'aumento di entrambi i valori) e volume relativo a 0.9. La volatilità VIX é scesa, seguendo la previsione di sabato, a 21.43 punti (-1.79). Questo forte calo della volatilità é un segnale da non sottovalutare e suggerisce una probabile estensione di questo movimento. Se avete il tempo date un'occhiata al grafico della VIX - é molto interessante. L'impressione che otteniamo dai dati é che molti traders si stanno intestardendo in posizioni ribassiste (CBOE Equity put/call ratio a 0.73) e saranno probabilmente presto obbligati a coprire shorts in perdita alimentando questo rialzo. Riteniamo il comportamento di ieri di Wall Street costruttivo e solo ora arrivano i primi segnali d'acquisto (MACD dell'S&P500 quasi su buy).
Manteniamo il nostro scenario rialzista fino a gennaio. I 1260 punti di S&P500 verranno raggiunti e sono molto importanti. Il comportamento dell'indice su questo livello ci dirà come continuerà questo movimento. La nostra impressione generale osservando gli indicatori e confrontandoli con il sentiment é che ci potrebbe essere una sorpresa verso l'alto. Con questo pensiamo ai 1300 punti...
Per il momento i cambi, tassi d'interesse e prezzi delle materie prime si muovono secondo le conosciute correlazioni con le borse. Stamattina il cambio EUR/USD é tornato a 1.30.65- siamo convinti che la fascia di supporto a 1.29.-1.30 reggerà per settimane.
Stamattina le borse asiatiche sono in calo ed il Nikkei perde il -0.77%. Il future sull'S&P500 é invariato a 1236 punti. Le borse europee devono recuperare la buona chiusura a Wall Street. L'Eurostoxx50 aprirà quindi sui 2258 punti, in guadagno del +0.5%. Prevediamo una seduta positiva - il risultato finale é però incerto visto che il massimo di ieri e teorica resistenza a 2213 punti é lontano. Una stima senza valido supporto tecnico suggerisce una chiusura sui 2270 punti.
Commento del 21 dicembre
Più lo mandi giù e più ti tira su - é iniziato il rialzo
Il titolo, che é lo slogan pubblicitario di una nota marca di caffè, descrive esattamente la situazione tecnica che si era creata con la caduta ad inizio settimana dell'S&P500 fino ai 1202 punti. A questo riguardo nel commento di ieri abbiamo scritto a conclusione dell'analisi: "Siamo però convinti che il saldo settimanale dovrebbe essere positivo e se interpretiamo correttamente i dati sul cortissimo termine, a Wall Street potrebbe esserci un'improvviso rally con un guadagno giornaliero superiore al 2%." aggiungendo nel commento delle 14.00 "Ora il future é a 1212 punti (+13 punti). L'attesa seduta positiva potrebbe essere oggi se i dati sul mercato immobiliare USA, attesi alle 14.30, non riservano una pessima sorpresa. Oggi l'S&P500 potrebbe salire sui 1230 punti." In effetti l'S&P500 ha chiuso a 1241.30 punti con una performance giornaliera del +2.98%.
Ieri le borse europee hanno iniziato la seduta in perdita e niente lasciava presagire un'ottima giornata di borsa. Invece gli indici azionari europei si sono rafforzati per tutta la giornata chiudendo sul massimo giornaliero e con volumi di titoli trattati in aumento. Le plusvalenze finali si sono aggirate sul +3% (Eurostoxx50 +2.70%) e tutti i settori, non solo le banche (+4.70%) hanno partecipato al rally. Questo prima spinta é stata possente e quindi ci sarà sicuramente una prosecuzione. A cortissimo termine gli indici sono ipercomperati ma questo potrebbe venir riassorbito grazie ad una pausa di alcune ore. Non siamo molto in chiaro fino a dove potrebbero risalire le borse poiché l'aspetto temporale crea incertezza. Pensavamo che l'Eurostoxx50 dovesse risalire fino circa ai 2300 punti. Ieri si é fermato a 2262 punti e sembra strano che fino a metà gennaio l'indice debba guadagnare solo altri 40 punti. Sospettiamo quindi che questo rialzo possa sorprendere con obiettivi parecchio più in alto.
Anche l'America é partita al rialzo e la dinamica iniziale é (come suggerito dal titolo odierno) una conseguenza della lunga ed eccessiva discesa di dicembre. Troppo pessimismo e troppi traders speculativi al ribasso hanno compresso eccessivamente una molla che ha ieri catapultato verso l'alto l'S&P500. L'indice é salito praticamente per tutta la giornata senza dare la minima possibilità ai shortisti di coprire le posizioni contenendo le perdite. La seduta é stata nettamente positiva con A/D a 5475 su 926, NH/NL a 687 su 282 e volume relativo a 0.95. La volatilità VIX é scesa ad un nuovo minimo a 23.22 (-1.70). È superfluo oggi descrivere gli indicatori che stanno girando al bello. Il trend é cambiato e le borse salgono - almeno per questa settimana l'intonazione restarà positiva. L'S&P500 dovrebbe salire almeno fino ai 1260 punti. Da qui il cammino si farà più difficile anche se ulteriori guadagni sono possibili. Dovremo vedere quando e come l'indice arriva a questo livello - teniamo d'occhio la RSI (53.51 punti) per vedere quando l'S&P500 raggiunge un teorico ipercomperato.
Gli altri mercati finanziari confermano il rialzo delle borse. Il cambio EUR/USD é risalito a 1.3120, il future sul Bund é sceso a 137.54 (-0.61%) e stamattina l'oro é tornato a 1626 USD/oncia.
Stamattina le borse asiatiche seguono Europa ed America. Il Nikkei chiude con un guadagno del +1.48%. Il future sull'S&P500 sale ancora di 2 punti a 1238 punti. Le borse europee apriranno bene ed attendiamo l'Eurostoxx50 sui 2285 punti (+1%). Al più tardi sui 2300 punti lo slancio iniziale dovrebbe esaurirsi e lasciar spazio ad un sano consolidamento intermedio.
Non possiamo che consigliare di restare long assicurando le posizioni sui prezzi d'acquisto. La situazione del sistema finanziario europeo rimane altamente instabile ed improvvisi ed inattesi crolli sono sempre possibili.
Commento del 20 dicembre
Ritirata? No, teniamo le posizioni - stanno arrivando i rinforzi
Come sapete noi prevediamo ora un moderato rialzo fino a metà gennaio 2012. Ieri le borse europee hanno iniziato bene accumulando consistenti guadagni fino a metà seduta. Nel pomeriggio sono però ricadute chiudendo tra l'invariato (Eurostoxx50 +0.01% a 2203 punti) ed il moderatamente negativo (DAX -0.54% a 5670 punti) ma sopra i valori d'apertura. Questo ha lasciato sui grafici delle piccole candele bianche. Il problema é che la seduta a New York é stata negativa. L'S&P500 ha chiuso a 1205,35 punti, in calo del -1.17%. Per inquadrare questa seduta nel nostro scenario a corto termine rivediamo due affermazioni dei giorni scorsi.
Nell'analisi di sabato abbiamo scritto: "Non potendo troppo fidarci della seduta di venerdì non possiamo
escludere un'ultima discesa dell'S&p500 verso i 1200 punti prima
dell'atteso moderato rialzo."
Mentre lunedì mattina abbiamo aggiunto: "Oggi é però necessaria una reazione dei mercati. Anche se l'apertura
fosse negativa devono apparire dei compratori ed una candela bianca sui
grafici. Determinante é la chiusura stasera a New York. L'S&P500
deve restare sopra i 1210 punti."
Ieri l'S&P500 ha aperto al rialzo salendo a 1224 punti. Dopo un'ora sono però tornati i venditori che hanno fatto ridiscendere l'S&P500 fino ai 1209 punti. Evidentemente tutti avevano preso come riferimento il minimo a 1209 punti di settimana scorsa. L'S&P500 é rimasto in bilico sopra i 1209 punti fino ad un'ora dalla chiusura. Una ondata di vendite ha fatto poi calare l'S&P500 fino al minimo giornaliero a 1202 punti mentre la chiusura é stata a 1205 punti. In un primo momento eravamo perplessi e preoccupati da questa caduta sotto i 1210 punti. Dobbiamo abbandonare lo scenario rialzista e le posizioni long in portafoglio? O ancora peggio il ribasso deve continuare con un'accelerazione sotto i 1200 punti? Dal comportamento giornaliero si direbbe che l'attacco dei ribassisti é stato unicamente un tentativo di tastare il terreno visto che probabilmente molti traders avevano stop loss poco sotto i 1209 punti. Scattati questi stop loss ed esaurite queste vendite non c'é stata nessuna continuazione. Una discesa a 1200 punti era possibile e l'avevamo preventivata. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1291 su 5034 e NH/NL a 396 su 789. Il volume relativo é sceso a 0.85, fatto che dà poco peso al ribasso. La volatilità VIX é salita a 24.92 (+0.63) restando sotto i 26-27 punti. Il Money Flow continua a restare costruttivo ed il segnale di vendita fornito dal MACD é debole.
Riassumendo non vediamo ragioni per battere in ritirata. L'attacco dei ribassisti é stato piuttosto debole malgrado che abbiano guadagnato parecchio terreno. L'ultima linea di difesa a 1200 punti é intatta. Di conseguenza manteniamo lo scenario moderatamente rialzista e le posizioni long in Europa.
Ammettiamo di avere stamattina alcune informazioni che ci aiutano a prendere questa decisione. Ieri mattina alle 08.00 il future sull'S&P500 era a 1203 punti, in perdita di 8 punti. Stamattina lo ritroviamo a 1205 punti, in guadagno di 6 punti. Il cambio EUR/USD era ieri mattina a 1.3015, adesso si trova a 1.3010. La situazione generale é quindi stabile.
Il rialzo di ieri mattina in Europa é stato veramente costruttivo poiché avvenuto senza stimoli particolari. Sembra quindi che, se non disturbati, i mercati azionari europei siano pronti a risollevarsi. Solo le dichiarazioni di Draghi ed il cedimento a New York hanno fatto ridiscendere le borse europee che però, ricordiamo, hanno chiuso sopra i livelli d'apertura. Potrebbero ancora esserci una a due sedute di questo tipo. Siamo però convinti che il saldo settimanale dovrebbe essere positivo e se interpretiamo correttamente i dati sul cortissimo termine, a Wall Street potrebbe esserci un'improvviso rally con un guadagno giornaliero superiore al 2%.
Stamattina le borse asiatiche si risollevano ed il Nikkei guadagna il +0.49%. Il future sull'S&P500 é ora a 1204 punti (+5 punti). L'Eurostoxx50 aprirà praticamente invariato a 2200 punti. I traders europei ieri si sono bruciati le dita andando long e quindi oggi saranno più prudenti. Per stamattina non ci aspettiamo sostanziali cambiamenti - potrebbero anche esserci alcune vendite. Oggi é veramente importante osservare cosa succede a New York. Ieri l'S&P500 é sceso fino ai 1202 punti e quindi i traders potrebbero inizialmente cercare di attaccare i 1200 punti. Un'inizio di seduta in calo é possibile. La seduta odierna deve però alla fine essere positiva.
Aggiornamento del 19 dicembre
Stamattina la situazione generale é immutata rispetto a settimana scorsa - l'intonazione é negativa. Il dittatore del Nord Corea Kim Jung II é morto ed i rapporti di potere in questo instabile Paese non sono ancora chiari. Questo ha creato una certa pressione sulle borse asiatiche che sono deboli. Il Giappone chiude con una perdita del -1.26%. Il future sull'S&P500 perde 6 punti a 1204 punti - stanotte però era salito a 1214 punti. Il cambio EUR/USD é fermo a 1.3010.
La nostra opinione é invariata - continuiamo a prevedere un moderato rialzo fino alla prima decade di gennaio. Oggi é però necessaria una reazione dei mercati. Anche se l'apertura fosse negativa devono apparire dei compratori ed una candela bianca sui grafici. Determinante é la chiusura stasera a New York. L'S&P500 deve restare sopra i 1210 punti.
Le borse europee inizieranno oggi la seduta con moderate perdite. L'Eurostoxx50 é previsto in apertura sui 2180 punti.
Commento del 17-18 dicembre
Moderato rialzo fino a gennaio / nessun rally
Potrebbero esserci ancora un paio di giorni di indecisione
Settimana scorsa ci aspettavamo ancora alcuni giorni negativi, un minimo significativo a metà settimana e poi l'inizio di un recupero. In generale prevedevamo un minimo sull'S&P500 americano sui 1220 punti ed in Europa un test dei minimi della settimana precedente vale a dire una discesa dell'Eurostoxx50 sui 2240 punti. Effettivamente la settimana é iniziata in negativo e purtroppo il ribasso é stata la tendenza dominante per tutta la settimana. La pressione di vendita é stata più marcata in Europa. Il DAX ha toccato il minimo settimanale mercoledì a 5675 punti, l'Eurostoxx50 venerdì a 2202 punti. Gli investitori rimangono molto preoccupati dei destini dell'Europa che oltre alla crisi dei debiti deve anche affrontare una recessione. Gli indici azionari europei hanno perso 2-3 punti in percentuale in più di quelli americani. L'S&P500 ha toccato il minimo settimanale mercoledì a 1209 punti, 11 punti sotto il livello previsto. Ricordiamo però che i 1212 punti erano un ritracciamento del 50% del precedente rialzo e quindi un valido obiettivo alternativo. Giovedì e venerdì l'S&P500 é risalito chiudendo la settimana a 1219 punti. Lo svolgimento ha quindi seguito la previsione. Vediamo ora di analizzare in quale situazione i mercati sono arrivati a venerdì e quali sono le probabilità del rialzo natalizio.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 -5.97% a 2202 punti
DAX -4.76% a 5701 punti
SMI -1.04% a
5733 punti
FTSE MIB -5.88% a 14572 punti
S&P500 -2.83% a 1219.66 punti
Nasdaq100 -3.47% a 2238 punti
Durante la settimana gli investitori sono rimasti sulla difensiva - guardando le performances dei vari settori notiamo che in Europa le banche hanno perso il -8.25% mentre i farmaceutici solo il -0.14%. Venerdì abbiamo visto alcuni segnali incoraggianti che si scontrano con la performance giornaliera negativa degli indici. Venerdì l'indice SX7E é sceso solo del -0.13% contro il -1.00% dell'Eurostoxx50. Il cambio EUR/USD ha terminato la giornata in leggero guadagno a 1.3040 contro il minimo giornaliero a 1.2950. La fascia di supporto a 1.29-1.30 regge e sembra in grado di creare un rimbalzo dell'Euro e di conseguenza delle borse. Il future sul Bund é salito a 138.70 (+0.77%) - la resistenza a 139.50 punti non é ancora in pericolo e solo un superamento del massimo annuale a 139.91 potrebbe provocare un'ulteriore gamba di rialzo di ca. 6 punti con ovvie conseguenze negative per le borse. La nostra opinione é che il bund sta distribuendo. Notate come i valori (resistenza e massimo) riguardanti il future sul Bund sono cambiati a causa del passaggio al contratto scadenza marzo 2012.
Settimana scorsa abbiamo sbagliato le stime di minimo sull'Eurostoxx50 poiché ci eravamo basati su una normale correlazione con l'S&P500. La perdita supplementare del 3% dovrebbe essere però un'eccezione. Guardiamo quindi l'America per vedere se le borse europee saranno in grado di risalire dai minimi mensili.
Prima di tutto analizziamo i dati statistici riguardanti il famoso rally di Natale. Li trovate completi sul sito di Bespoke. Osserviamo il comportamento dell'S&P500 nella settimana prima di Natale. È salito in media del +0.43% negli ultimi 10 anni, +0.81% negli ultimi 20 anni e +0.51% negli ultimi 30 anni. Dal 2000 (11 anni) ha guadagnato in 7 casi e perso in 4. La perdita più consistente é stata nel 2008 (-4.01%) e il guadagno più alto nel 2007 (+3.59%). La probabilità che la performance settimana prossima sia positiva é di circa il 65%.
Come detto giovedì e venerdì l'S&P500 ha guadagnato terreno. Non ci fidicamo molto di quanto visto venerdì poiché é stata giornata di scadenza trimestrale di opzioni e futures. Molti movimenti sono stati puramente tecnici e di assestamento. Le due sedute però si assomigliano con una moderata plusvalenza ed una chiusura nel terzo inferiore del range giornaliero ma non sul minimo. Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 1219.66 punti (+0.32) con un movimento tra i 1215 ed i 1231 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3812 su 2427, HN/NL a 479 su 466 e volume relativo a 1.3 (ovvia conseguenza della scadenza dei derivati e quindi non significativo). Le forze di rialzisti e ribassisti sembrano in equilibrio come mostrano i doji sulle charts, RSI sull'S&P500 a 47.79, 46.3% dei titoli sopra la media mobile a 50 giorni, e Bullish Percent Index sul NYSE a 50.42. Non é quindi evidente propendere ora per un rialzo visto che finora il dicembre é stato contraddistinto da un ribasso. Pensiamo però che il trend positivo a medio termine debba riapparire (medie mobili a 50 giorni da flat ad ascendenti) favorito dall'aspetto stagionale e dalla presenza di una forte fascia di supporto sull'S&P500 tra i 1200 ed i 1220 punti. Notiamo nei dati tecnici relativi al sentiment dei comportamenti contradittori. La volatilità VIX si é attestata sotto i 26-27 punti fermandosi venerdì a 24.29 punti (-0.82). Stranamente la volatilità é scesa insieme all'indice mentre normalmente sono inversamente correlati. Propendiamo ora per un'ulteriore calo della VIX insieme ad una salita dell'S&P500. La CBOE Equity put/call ratio é scesa venerdì a 0.91 con la media mobile a 5 giorni a 0.81 e quella a 10 giorni a 0.77. Sulle opzioni vediamo speculazione al ribasso. Se il calo di dicembre delle borse é solo una correzione il put/call ratio dovrebbe essere già su un massimo e quindi l'S&P500 su un minimo.
Riassumendo la probabilità che la correzione di dicembre sia terminata o stia terminando é alta. Non potendo troppo fidarci della seduta di venerdì non possiamo escludere un'ultima discesa dell'S&p500 verso i 1200 punti prima dell'atteso moderato rialzo.
Ripetiamo il termine moderato rialzo poiché non ci aspettiamo nessun rally. La sparizione della pressione di vendita dovrebbe unicamente provocare un movimento nella direzione opposta. Normalmente questo ambiente favorevole si estende alla prima settimana di gennaio, periodo dove tradizionalmente i portfolio managers investono la liquidità arrivata a fine anno (assicurazioni e casse pensioni). Pensiamo che l'S&P500 possa risalire fino al 10-11 gennaio sui 1250-1260 punti. Dal livello attuale sarebbe una plusvalenza del +3.3%. In Europa la risalita dovrebbe essere più consistente poiché accompagnata da un rafforzamento dell'Euro contro Dollaro americano
Vi ricordiamo che abbiamo chiuso la posizione ribassista sul cambio EUR/USD aperta a marzo a 1.40. Non prevediamo un cambiamento sostanziale di tendenza ma solo un consistente rimbalzo. Restiamo negativi sull'Euro ma preferiamo fare un pò di ordine prima della fine dell'anno approfittando di questo minimo intermedio (1.2950)
Stiamo preparando le previsioni per il 2012. La situazione é molto incerta ed abbiamo bisogno di tempo per completare il nostro lavoro. La maggior parte degli analisti é negativa. Siamo abituati a prendere in considerazione scenari alternativi perché sono quelli che non sono ancora scontati nelle quotazioni attuali degli indici. Pensiamo di poter pubblicare i primi risultati tra Natale e Capodanno (scenario macroeconomico) mentre per le previsioni di borsa ed i consigli d'investimento dovrete pazientare fino a gennaio.
Commento del 16 dicembre
Correzione terminata - manca base - aspettiamo sull'S&P500 minimo discendente
Ieri, dopo tre giorni di forte calo, le borse hanno reagito. Non é stato un movimento spettacolare. Gli indici azionari europei hanno aperto bene, sono oscillati con ampi movimenti senza una tendenza ed hanno chiuso poco sopra il livelli d'apertura. Alla fine sono risultate delle moderate plusvalenze e sui grafici appaiono delle piccole candele bianche, incoraggianti ma non entusiasmanti. L'impressione é che si é trattato di una breve reazione tecnica causata sopratutto dall'entrata del cambio EUR/USD nella fascia di supporto a 1.29-1.30. Dagli 1.2950 ci sono stati acquisti ed il cambio é risalito stamattina a 1.3025 - ovvimente i titoli finanziari hanno accompagnato questo movimento e si sono rafforzati (banche +1.79% ed assicurazioni +1.86%) trascinando il resto del listino. L'Eurostoxx50 ha toccato nuovamente i 2206 punti di minimo per chiudere infine a 2224 punti (+0.86%). È sicuramente positivo che il ribasso sia terminato - stavamo cercando un minimo ed é possibile che questo minimo sia sui 2200 punti. Non pensiamo però che ora ci sarà un'intenso rally natalizio. Questa nostra opinione non é di certo una sorpresa poiché lo ripetiamo da giorni. Il balzo di ieri non ci ha fatto cambiare opinione. Abbiamo l'impressione che ci sia ora bisogno della formazione di una base e quindi crediamo che l'Eurostox50 debba oscillare alcuni giorni sui 2200-2250 punti prima di avere una moderata fase positiva fino alla prima decade di gennaio. Un nuovo minimo marginale poco sotto i 2200 punti é possibile.
La ragione della nostra diffidenza si trova in America. L'S&P500 ha iniziato la seduta al rialzo salendo velocemente sul massimo giornaliero a 1225 punti. Da lì é però scivolato verso il basso tornando tristemente fino ai 1212 punti e chiudendo poco sopra a 1215.75 punti (+0.32%). Sul grafico appare una poco convincente candela rossa. Il Nasdaq100 ha avuto una performance negativa (2226 punti -0.28%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3764 su 2437 e NH/NL a 236 su 597. Il volume relativo é stato di 0.9. La volatilità VIX é scesa a 25.11 (-0.93%) e si comporta in maniera veramente bizzarra. Crediamo che questo dipenda dalla scadenza odierna dei derivati di dicembre. Un'aspetto positivo é costituito dal Money Flow in ascesa (64.60 punti sull'S&P500) - questa divergenza positiva ci induce almeno ad escludere un ribasso. I grafici mostrano però costellazioni negative e sui grafici orari si vedono distintamente dei triangoli discendenti. Il rimbalzo ieri é stato deludente. Di conseguenza crediamo che manchi ancora un'esaurimento verso il basso. Praticamente pensiamo che all'inizio di settimana prossima ci debba essere ancora una seduta negativa o un reversal giornaliero con una discesa dell'S&P500 sui 1200-1205 punti. Perché solo settimana prossima? Perché statisticamente il terzo venerdì di dicembre, scadenza dei derivati (opzioni e futures), é una giornata positiva. Il future sull'S&P500 sta guadagnando 8 punti a 1220 punti e non abbiamo ragioni per dubitare che la tradizione oggi non venga rispettata.
Il cambio EUR/USD é a 1.3025 - pensiamo che la fascia di supporto a 1.29-1.30 reggerà per settimane se non mesi ad abbiamo chiuso le nostre posizioni long sul dollaro americano che avevamo aperto a marzo a 1.40. Ieri il Bund future é salito a 137.93 (+0.05%) - un segnale poco incoraggiante per le borse europee che suggerisce prudenza nell'apertura di posizioni long.
Stamattina le borse asiatiche sono miste ed il Nikkei guadagna il +0.29%. L'apertura in Europa sarà positiva ma senza entusiasmi e nel range di ieri. L'Eurostoxx50 é atteso sui 2236 punti. Prevediamo una seduta volatile con parecchi movimenti strani legati alla scadenza dei derivati. Per saldo dovremmo chiudere la settimana con una giornata positiva. Prevediamo di ritrovare stasera l'Eurostoxx50 sui 2240 punti.
A medio termine ci aspettiamo un moderato rialzo fino alla prima decade di gennaio e quindi evitiamo posizioni short. Magari apriremo delle posizioni long per sfruttare questo movimento. Nel parleremo nell'analsi del fine settimana. Non abbiamo fretta poiché pensiamo che all'inizio di settimana prossima si presenterà ancora una favorevole occasione d'acquisto.
Commento del 15 dicembre
S&P500 - tre giorni di pesante ribasso - una continuazione é probabile - 1200 punti?
Questa settimana ci aspettavamo la fine della correzione di settembre e avevamo fissato alcuni possibili obiettivi sull'S&P500, l'indice americano con 500 titoli e a grande capitalizzazione che normalmente meglio rispetta le leggi dell'analisi tecnica. L'S&P500 poteva scendere a 1225 punti (ritracciamento del 38%) 1220 punti (supporto) o a 1212 punti (ritracciamento del 50%). Possiamo aggiungere che una discesa sotto i 1200 punti significherebbe con sicurezza che questo scenario correttivo é sbagliato. Ieri sera l'S&P500 é sceso nella prima parte della seduta a 1209 punti. Ha mostrato nel pomeriggio un tentativo di rimbalzo di una decina di punti ma ha infine terminato poco sopra il minimo a 1211.82 punti (-1.13%). Questa mancanza di reazione collegata alla discesa costante da inizio settimana ci mostra che la pressione di vendita é forte e l'S&P500 deve scendere più in basso. Avrete notato che l'obiettivo a 1212 punti é stato raggiunto e quindi rimane solo l'ultima determinante barriera dei 1200 punti. L'indice non é ipervenduto (RSI a 45.68) e non vediamo evidenti divergenze positive.
La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1850 su 4482 e NH/NL a 125 su 864. I volumi restano sotto la media (volume relativo a 0.95). La volatilità VIX é finalmente salita a 26.04 (+0.63) seguendo la logica. Questo sviluppo é però preoccupante poiché il minimo di martedì a 23.27 punti potrebbe essere significativo e segnare l'inizio di un rialzo. Sapete che VIX al rialzo significa borsa al ribasso.
Cerchiamo di capire se il supporto a 1200 punti può reggere. Il ribasso delle borse é stato accompagnato da un rafforzamento del dollaro americano e da un crollo dei prezzi delle materie prime compreso l'oro. Il cambio EUR/USD é sceso a 1.2990 e quindi nella forte fascia di supporto a 1.29-1.30. La probabilità che da questo livello si sviluppi una reazione positiva é alta. Lo stesso vale per l'oro caduto a 1568 USD/oncia e 1206 EUR/oncia. Il minimo di agosto a 1532 USD é vicino. L'oro é nettamente ipervenduto e sotto la media mobile a 200 giorni. Una rimbalzo di un centinaio di USD é imminente. I rimbalzi di EUR/USD e oro dovrebbero corrispondere ad una risalita delle borse.
Sull'Europa c'é poco da dire. Ieri gli indici azionari sono scesi e quindi la nostra teoria di una correzione limitata ad un ritracciamento del 50% dell'ultima gamba di rialzo é sbagliata. Manca la fiducia e le borse continuano ad indebolirsi condotte dai titoli finanziari (banche -3.23%). L'Eurostoxx50 ha chiuso sul minimo giornaliero a 2205 punti (-2.44%) e purtroppo l'unico evidente supporto si trova ora sui minimi di novembre vale a dire sui 2100 punti. Potrebbe stabilizzarsi prima ma per ora il trend a corto termine é negativo e l'obiettivo é questo. Praticamente tutti gli indici (tranne l'SMI svizzero) si trovano nella stessa situazione. L'unico contratto che é vicino ad un livello determinante é il bund future salito ieri a 138.01 punti (+1.02%). Resistenza é a 139 punti (massimo annuale a 139.58). Se questa viene superata dovrebbe svilupparsi un'ulteriore gamba di rialzo di almeno 6 punti con ovvie conseguenze negative sugli indici azionari. Per ora pensiamo che sui 138-139 punti si stia formando un top.
Riassumendo il trend a corto termine é ribassista e non conviene opporsi. Gli investitori devono resistere alla tentazione di effettuare acquisti poiché non é chiaro dove gli indici si stabilizzeranno. Dovrebbe esserci un tentativo sui 1200-1210 punti di S&P500 - oro, divise e bund future ci dicono che questo tentativo di formare base potrebbe aver successo. Venerdì scadono i derivati di dicembre e spesso questa data corrisponde con un punto tornante. Temporalmente c'é una buona premessa per un minimo significativo tra oggi e domani.
Stamattina il ribasso continua in Asia e il Nikkei giapponese perde il -1.66%. Il future (marzo) sull'S&P500 scende di 2 punti a 1204 punti (corrisponde a circa 1209 punti di indice). L'Europa aprirà senza sostanziali variazioni e le prime stime danno l'Eurostoxx50 sui 1210 punti. Oggi potrebbe partire un tentativo di stabilizzazione. Nel pomeriggio dovremo osservare se l'S&P500 vuole fare un tentativo di scendere sui 1200 punti. In questo caso la chiusura in Europa sarà negativa.
Commento del 14 dicembre
Potrebbe esserci un minimo significativo a corto termine
Ieri le borse sono cadute seguendo per una volta la strada prevista. Nel tweet del mattino prima dell'apertura abbiamo scritto a proposito dell'Eurostoxx50 (future): "prevediamo rimbalzo stamattina ev fino a 90 - poi tendenziale discesa in direzione 50 per un minimo nel tardo pomeriggio". Effettivamente il massimo giornaliero é stato a 89 mentre abbiamo dovuto aspettare fin verso le 17.00 per osservare la caduta dell'Eurostoxx50 sul minimo a 2245 punti. Da qui c'é stato un rimbalzo finale per la chiusura a 2261 punti (-0.37%). Finalmente le borse europee hanno raggiunto gli obiettivi di questa correzione e noi abbiamo potuto chiudere le posizioni short in portafoglio con guadagni tra il +4.98% (Eurostoxx50) e il +6.33% (FTSE MIB). Le borse europee a fine giornata hanno contenuto le perdite ed i volumi di titoli trattati sono stati in calo. L'ipercomperato causato dal rally di novembre é stato riassorbito e quindi esistono ora la premesse per un minimo significativo. Questo vuol dire che sui livelli raggiunti ieri, che in generale costituiscono un ritracciamento del 50% secondo Fibonacci, il calo potrebbe terminare. Non siamo sicuri poiché non abbiamo nessun tipo di conferma e per ora il trend é ancora ribassista con un'impressionante serie di minimi e massimi discendenti ed un settore determinante come quello delle banche (ieri SX7E -1.85%) a trascinare verso il basso.
Oltre tutto l'Euro rimane molto debole ed il cambio EUR/USD é sceso a 1.3050. Supporto é nel range 1.29-1.30. Anche il Bund future continua a guadagnare terreno (136.90 punti +0.26%) e fino a quando l'obbligazione di Stato tedesca viene comperata é difficile che la borsa cambi tendenza. Resistenza é a 139 ma non deve necessariamente venir raggiunta.
Importante é ora osservare l'America. Siamo un pò delusi del comportamento di Wall Street. Ieri ci aspettavamo più forza ed eventualmente una chiusura in positivo. Invece l'S&P500 ha chiuso a 1225.73 punti (-0.87%) con un'accelerazione al ribasso nelle ultime due ore di contrattazioni ed un breve rimbalzo negli ultimi minuti prima della chiusura. Il minimo giornaliero é stato a 1219.43 punti ed il volume relativo a 0.95. Avrete notato che l'S&P500 ha esattamente raggiunto il livelli significativi che avevamo segnalato nelle analisi. Un ritracciamento del 38% dava come obiettivo i 1225 punti mentre noi avevamo indicato come obiettivo ideale i 1220 punti. Manca ancora un ritracciamento del 50% a 1212 punti. Senza entrare però nei dettagli, la correzione dovrebbe esaurirsi su questi livelli. Ieri al NYSE é stata una seduta negativa con 1366 advances e 4920 declines. NH/NL a 411 su 600. La volatilità VIX é nuovamente calata a 25.41 punti (-0.26). Questo comportamento divergente é molto strano e potrebbe essere conseguenza della rottura del supporto a 26-27 e l'utilizzo di derivati sulla VIX. La MACD sul'S&P500 resta marginalmente su buy mentre il Money Flow é positivo. In generale sembra quindi che ora la borsa americana possa stabilizzarsi qui. Anche il Nasdaq100 ha avvicinato sul minimo a 2158 punti l'obiettivo a 2150 punti. La base raggiunta é però stretta ed ancora fragile. Il trend ribassista é ancora valido e non c'é ancora stato nessun reversal giornaliero a mostrare una decisa reazione dei compratori.
La conseguenza per gli investitori é semplice. Ci sono motivi per chiudere posizioni short e l'abbiamo fatto. Non ci sono ragioni per aprire posizioni long specialmente perché i rischi al ribasso sono considerevoli e la tendenza sul medio termine é negativa. Non crediamo in un rally natalizio - un movimento laterale fino a fine anno ed intorno alle medie mobili a 50 giorni é però probabile.
Stamattina le borse asiatiche sono in leggero calo ed il Nikkei perde il -0.39%. Il future sull'S&P500 sale di 2 punti a 1222 punti. Le borse europee devono ancora scontare la debolezza di New York sul finale ed apriranno stamattina con una minusvalenza di circa il -0.4%. L'Eurostoxx50 é atteso sui 2250 punti. Oggi prevediamo una seduta di stabilizzazione senza sostanziali variazioni.
Commento del 13 dicembre
Volatilità VIX scende a 25.67 punti (-0.71) - segnale d'acquisto
L'accordo di Bruxelles non ha convinto nessuno e ieri le borse sono pesantemente cadute. In Europa é stato un crollo con perdite sui maggiori indici azionari superiori al 3%. Le vendite hanno coinvolto tutte le piazze finanziarie e tutti i settori anche se ovviamente i titoli bancari hanno subito le maggiori perdite (SX7E -4.98%). Come previsto le borse stanno testando i minimi di settimana scorsa e ci dovrebbero essere dei nuovi minimi discendenti. Difficilmente gli investitori fermano le vendite esattamente sullo stesso livello e quindi ci dovrebbe essere almeno un tentativo di scendere sotto i supporti. Non crediamo però che ci sia molto spazio verso il basso. La ragione viene dai mercati americani.
Ieri Wall Street ha aperto male a causa del cattivo esempio europeo. L'S&P500 é caduto con le classiche due spinte ribassiste fino ad un minimo a 1227 punti chiudendo infine a 1236.47 punti (-1.49%). I 1227 punti sono solo 2 punti dal primo possibile obiettivo a 1225 punti e 7 punti dal nostro obiettivo generale. L'indice ha chiuso lontano dai 1227 punti dopo una buona reazione con volume relativo a 0.9. In generale la seduta é stata negativa con A/D a 1322 su 4960 e NH/NL a 203 su 396. La pressione di vendita é contenuta e la MACD é ancora su buy. Stranamente la volatilità VIX invece che salire come avrebbe dovuto in una giornata negativa, é scesa sotto l'importante fascia di supporto a 26-27 punti terminando a 25.67 punti (-0.71). Insieme al calo del prezzo dell'oro a 1652 USD/oncia (-40 USD da ieri) questo é un chiaro indizio che gli investitori stanno ritrovando fiducia. Difficilmente ci sarà quindi un'ulteriore sostanziale calo delle borse americane - una discesa dell'S&P500 sui 1220 punti é ancora possibile. Tra oggi e domani gli indici azionari americani dovrebbero però toccare un minimo a corto termine e rimbalzare. Se poi segue un rialzo (l'atteso rally natalizio che noi giudichiamo poco probabile) o un movimento laterale (nostro scenario favorito) non lo sappiamo ancora con sicurezza. Dobbiamo prima osservare la formazione di una base. Più solida e larga la base, più consistente l'eventuale potenziale di rialzo.
Tornando ai mercati europei abbiamo buoni argomenti per un minimo imminente. L'Eurostoxx50 ha chiuso ieri a 2269 punti (-3.12%) e come sapete noi abbiamo un'obiettivo a 2250 punti. L'ipotesi che la correzione si esaurisca a questo livello é ancora una scommessa poiché non vediamo evidenti divergenze. Il cambio EUR/USD é sceso a 1.3190. Il supporto a 1.32 potrebbe reggere ed una risalita del cambio potrebbe corrispondere ad un rimbalzo delle borse. Se però il supporto non regge il rischio verso il basso é a 1.29. Il future sul Bund é salito ieri a 136.70 (+0.98%) ed ha spazio fino agli 139 punti.
Per il momento la situazione si sta evolvendo come da previsione. La correzione dovrebbe terminare tra oggi e domani. In America abbiamo già le prime indicazioni in questo senso - in Europa invece speriamo oggi di assistere ad una stabilizzazione dei mercati. Ci sono buoni argomenti per chiudere ora posizioni short. Evitiamo invece di aprire posizioni long in controtendenza. Per il momento il trend a corto termine é ancora negativo e l'investitore prudente attende segnali costruttivi prima di comperare.
Stamattina le borse asiatiche sono in negativo ed il Nikkei perde il -1.17%. Il future sull'S&P500 (marzo 2012) é fermo a 1230 punti (ca. 1235 punti di cash). In Europa le borse inizieranno la giornata con una moderata plusvalenza. L'Eurostoxx50 aprirà sui 2275 punti. Crediamo che oggi l'S&P500 dovrebbe inizialmente scendere a fissare un minimo. Di conseguenza crediamo che nel pomeriggio le borse europee cadranno in negativo. Potrebbero risalire in chiusura insieme all'America. Per saldo non crediamo che oggi ci saranno sostanziali cambiamenti. Importante sarà osservare l'eventuale formazione di un solido minimo.
Aggiornamento del 12 dicembre
I commenti degli analisti sugli accordi di Bruxelles sono tendenzialmente negativi. Una maggiore coesione e coordinazione e medio-lungo termine é positiva per l'Europa ma non risolve i problemi d'indebitamento e non combatte sul corto termine la crisi. In particolare imporre delle penalità automatiche a quei Paesi che non riuscissero a rispettare i parametri é un deterrente ma peggiorerebbe la loro situazione finanziaria facendoli precipitare ancora più velocemente nel baratro.
Stamattina le borse asiatiche sono in positivo, più che altro come conseguenza della buona chiusura settimanale in Europa ed America. Il Nikkei guadagna il +1.32%. Il future sull'S&P500 scende di 4 punti. Da oggi cominceremo ad utilizzare i futures scadenza marzo 2012. Di conseguenza l'S&P500 é a 1249 punti (corrispondente a 1255 punti di cash essendoci un discount di 6 punti). Il cambio EUR/USD é sceso a 1.3345 e l'oro perde più dell'1% a 1691 USD/oncia.
Le borse europee apriranno in calo e l'Eurostoxx50 é previsto sui 2332 punti (-0.4%). Non vedendo nessuna ragione per acquisti prevediamo una seduta negativa. Pensiamo che un test dei minimi di venerdì sia lo scenario corretto per i prossimi giorni. manteniamo un'atteggiamento prudente poiché crediamo che sici siano forti rischi verso il basso a fronte di un potenziale di rialzo estremamemente limitato.
Commento del 10-11 dicembre
Unione fiscale a 26 - ma cosa significa ?
Ci sono solamente tre metodi per superare una crisi dei debiti degli Stati.
- Dichiararsi insolventi e ristrutturare il debito cancellandolo in parte o totalmente.
- Risparmiare diminuendo le uscite (taglio delle spese dello Stato) ed aumentando le entrate (aumento della pressione fiscale o crescita economica). Attraverso un surplus di bilancio si riesce lentamente a contenere e ripagare il debito.
- Facendosi dare i soldi da qualcun'altro. Sono i trasferimenti di ricchezza da un Paese all'altro come avviene in parte all'interno dell'Europa o come é successo in grande stile al momento della fusione delle due Germanie.
Il trattato di unione fiscale discusso a Bruxelles persegue sopratutto la seconda via con una limitazione del deficit annuale permesso al 0.5%. Il trattato di Maastricht prevedeva un limite del 3% che non é stato rispettato - durante la crisi del 2008 é stato volutamente ignorato. Non crediamo che queste misure basteranno a salvare l'Europa e non crediamo nella volontà dei politici di rispettarle.
Per il resto é un gioco di sigle. Il fondo di salvataggio europeo si divide ora tra EFSF e EMS ed entrerà in vigore con alcuni mesi di anticipo. IL FMI avrà un ruolo più importante e verrà dotato di capitali maggiori.
I debitori privati non dovranno partecipare a programmi di ristrutturazione del debito. Questo gesto magnanimo in favore del settore bancario potrebbe essere stato la causa principale del rialzo delle borse di venerdì.
Sinceramente tra tutte queste decisioni non vediamo niente di nuovo in grado di salvare l'Europa. In ogni caso traspare netta la volontà di implementare politiche di rigore finanziario che non possono che avere conseguenze recessive. Non vediamo nessuna misura concreta per salvare quei Paesi che sono ora in una situazione insostenibile (Grecia, Irlanda e Portogallo) né capiamo cosa viene fatto in Europa per stimolare quella crescita necessaria ad aumentare le entrate.
La nostra valutazione dei risultati raggiunti a Bruxelles é nel complesso negativa. Non condividiamo l'euforia di politici e dei mercati finanziari e siamo convinti che presto o tardi saremo nuovamente confrontati con una crisi finanziaria e di fiducia e con un ribasso delle borse.
Fatta questa doverosa introduzione vediamo come le borse sono arrivate fino a venerdì ed in quale situazione tecnica.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 +0.00% a 2342 punti
DAX -1.55% a 5986 punti
SMI +1.31% a
5793 punti
FTSE MIB +0.04% a 15483 punti
S&P500 +0.88% a 1255.19 punti
Nasdaq100 +1.58% a 2318 punti
Vedete che in questa settimana per saldo le borse si sono mosse poco. Nei primi tre giorni della settimana i movimenti sono stati contenuti. Giovedì é stata una giornata molto negativa ma il calo é stato compensato venerdì da un netto rialzo. L'Eurostoxx50 ha guadagnato venerdì il +2.38% terminando la settimana a 2342 punti e quindi esattamente sul livello del venerdì precedente. Ovviamente il rialzo é stato trascinato dalla banche (SX7E +3.46%) che guadagnano anche su base settimanale (+1.22%). L'indice ha toccato mercoledì un massimo a 2402 punti fissando un'obiettivo teorico per la correzione (ritracciamento del 50% del precedente rialzo) a 2250 punti. Venerdì il future ha aperto a 2254 punti e l'indice a 2265 punti. La correzione potrebbe così essere terminata. Vediamo la stessa costellazione su diversi indici europei (FTSE MIB - obiettivo a 14800 punti - minimo venerdì a 14854 punti).
In America invece la situazione é diversa. L'S&P500 é sceso giovedì fino ai 1234 punti e venerdì é subito partito al rialzo. I compratori hanno tenuto per tutta la giornata il controllo della situazione e l'S&P500 ha chiuso vicino al massimo giornaliero (1258 punti ) a 1255.19 punti (+1.69%) con volume relativo di 0.9. La giornata al NYSE é stata positiva con A/D a 5207 su 1074 e NH/NL a 471 su 258. Gli indicatori sono contradittori e bisogna soppesare fattori positivi e negativi per tentare di capire come potrebbe ora muoversi l'indice.
La correzione doveva far ridiscendere l'indice sui 1220 punti. Questo non é avvenuto e questo esaurimento manca. Se l'S&P500 vuole salire più in alto deve prima consolidare maggiormente e quindi crediamo che settimana prossima ci sia ancora una discesa di un 2% fino ad un 3%. Poi é incerto se l'S&P500 si butterà in un movimento laterale fino a fine anno o se proverà ancora a sviluppare un movimento significativo. Dobbiamo vedere l'inizio di settimana prossima per saperlo.
Molti nostri colleghi propendono per un rally natalizio. Noi non vediamo abbastanza potere d'acquisto per una salita dell'S&P500 sopra i 1267 punti e non crediamo in uno scenario rialzista. L'unico dubbio proviene dalla volatilità VIX scesa di colpo a 26.38 punti (-4.12 punti). Un'ulteriore calo settimana prossima (supporto a 26-27 punti) significa ritrovata fiducia e questo potrebbe scatenare un'inattesa ondata d'acquisti. La VIX é da tenere d'occhio.
Il Bullish Percent Index sul NYSE é salito sopra i 50 punti (53.18) segnalando trend rialzista.
Sul fronte di divise e tassi d'interesse regna una cauta incertezza. I movimenti non confermano il rialzo delle borse. Il cambio EUR/USD si é fermato a 1.3375 mentre venerdì il future sul Bund non si é mosso. La tendenza di base resta rialzista.
Riassumendo crediamo che la correzione non é terminata e settimana prossima prevediamo ancora un'iniziale fase negativa. In Europa ci dovrebbe essere un test dei minimi di venerdì - in America una discesa dell'S&P500 verso i 1220 punti. Non crediamo che dopo seguirà un rally natalizio ma piuttosto un movimento laterale con diminuita volatilità.
A medio termine (e questo comprende l'inizio del 2012) prevediamo un ribasso. Siamo però ancora molto incerti sullo sviluppo temporale. Dovremo forse aspettare la seconda metà di gennaio prima di vedere riapparire una decisa pressione di vendita.
Commento del 9 dicembre
Mario Draghi dice la verità in maniera chiara e diretta - questo non va bene
Ieri la Banca Centrale Europea, nella sua regolare seduta, ha abbassato come atteso il tasso d'interesse di riferimento di un quarto di punto all'1%. Nel contempo ha annunciato un ulteriore piano per mettere a disposizione di banche liquidità, con scadenze fino a 3 anni, accettando una paletta allargata di colleterali a garanzia. Ci permettiamo di fare un'osservazione: le banche europee non hanno bisogno di liquidità ma di capitali propri. Non hanno una crisi di liquidità ma di sostanza. La liquidità c'é - é solo che non circola per mancanza di fiducia.
Durante la conferenza stampa Mario Draghi ha risposto apertamente alle domande dei giornalisti e tutti hanno capito la sua posizione. Gli statuti della BCE impediscono alla banca di rifinanziare direttamente gli Stati. Lui intende rispettarli e non vuole utilizzare vie indirette per aggirare questi regolamenti. A questo punto le borse sono cadute. Draghi deve purtroppo imparare ad usare il linguaggio dei politici evitando di dire verità scomode.
L'Eurostoxx50 all'inizio della conferenza stampa era salito fino a quasi il massimo giornaliero a 2373 punti. È poi caduto di 90 punti toccando un minimo a 2284 punti per chiudere infine a 2291 punti (-2.30%) con volumi di titoli trattati sopra la media. Molto deboli specialmente banche (SX7E -4.34%) e Italia (FTSE MIB -4.29%). Ora abbiamo per tutti gli indici che analizziamo normalmente dei massimi significativi in posizione e possiamo calcolare possibili targets per questa correzione. Non crediamo che le borse stiano iniziando una nuova fase di sostenibile ribasso ma pensiamo che stiano solo avendo una fase negativa all'interno di un movimento laterale. Tendenzialmente le borse devono perdere terreno fin verso la fine dell'anno ma non vediamo nessuna ragione tecnica per un crollo. Di conseguenza pensiamo che ora gli indici debbano ritracciare un 38% fino ad un 50% dell'ultima gamba di rialzo. Cercando di combinare questo target teorico con reali supporti arriviamo ad un'obiettivo sui 2250 punti per l'Eurostoxx50 e i 1220 punti per l'S&P500. Per dettagli vi invitiamo a leggere i commenti specifici sui vari indici.
Notate però che l'obiettivo per l'Eurostoxx50 é solo un 2% sotto l livello di chiusura di ieri - un tuffo di 50 punti può venir realizzato in un paio d'ore.
Ieri finalmente anche la borsa americana ha ceduto e l'S&P500 si é congedato dai 1267 punti dopo averli toccati per tre giorni consecutivi. L'indice ha aperto in negativo scendendo praticamente per tutta la seduta e chiudendo sul minimo giornaliero a 1234.35 punti (-2.11%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 854 su 5446 e NH/NL a 173 su 302 (insignificante). Il volume relativo a 1.0 é stato superiore ai giorni precedenti. La volatilità VIX é ulteriormente salita a 30.59 +1.92 punti. Ripetiamo che questo non ci sembra l'inizio di un ribasso ma solo di una correzione. Secondo Fibonacci l'S&P500 potrebbe scendere ora a 1225 o 1212 punti per poi risalire. Questo obiettivo potrebbe già essere raggiunto oggi.
Il cambio EUR/USD oscilla nel range 1.32-1.35. Ieri con le borse deboli é ovviamente sceso a 1.3325. Alcuni sistemi informatici e di fornitura dati sono già automaticamente passati ad utilizzare i futures scadenza marzo 2012 invece che dicembre 2011. Per questo ieri nel commento sul DAX abbiamo fatto un'errore segnalando il Bund future a 135.56 e dicendo che stranamente non si era mosso. In effetti in Bund future é salito a 136.91 punti e si é quindi comportato normalmente schizzando verso l'alto.
Oggi gli occhi sono puntati su Bruxelles e tutti pendono dalle labbra dei politici europei che vogliono salvare l'euro. Sarkozy continua ad utilizzare un linguaggo di guerra e parla enfaticamente di "possibile esplosione dell'Euro". Nel commento abbiamo analizzato i mercati da un punto di vista tecnico. Attenzione però che investitori nervosi reagiranno anche eccessivamente a qualsiasi decisione sorprendente. Di conseguenza anche la tecnica potrebbe non funzionare. In situazioni di incertezza si cerca di ridurre i rischi. Oggi noi cercheremo di chiudere posizioni short in portafoglio.
I mercati asiatici stamattina sono in calo ed il Nikkei perde l'1.48. Il future sull'S&P500 scende di 1 punto a 1234 punti. L'Eurostoxx50 aprirà sui 2263 punti (-1.2%). Preferiamo non fare previsioni sulla giornata odierna che si preannuncia molto incerta.
Commento dell'8 dicembre
Aspettando Merkozy...
Oggi inizia l'incontro a Bruxelles dei responsabili della politica europea. Per domani la cancelliera tedesca Merkel ed il presidente francese Sarkozy hanno annunciato un nuovo piano per combattere la crisi del debito in Europa. Probabilmente gli investitori verranno delusi. Si aspettano una soluzione miracolosa che non esiste. Troppi debiti inesigibili devono essere cancellati e con loro sparirà ricchezza. Dobbiamo solo capire quale cammino sceglieremo tra default controllati o meno, recessioni o depressioni, fallimenti o ricapitalizzazione o statalizzazione di banche, piani di austerità o risparmio o di rilancio economico, deflazione o inflazione, finanziamenti inutili (il problema é come ripagare i debiti non come far saltar fuori nuova liquidità) da parte di ESFS, BCE, FMI o altri.
Nel frattempo le borse aspettano novità e si muovono a casaccio sulla base di notizie puntuali. La realtà é che da inizio settimana marciano sul posto senza fornire segnali sulla possibile tendenza per le prossime settimane. I rialzisti puntano sul fatto di essere in vantaggio ed avere l'aspetto stagionale dalla loro. Dal 28 novembre il trend a corto termine é rialzista e malgrado alcuni segni di cedimento non abbiamo osservato un chiaro cambiamento di tendenza. Il mese di dicembre é tradizionalmente favorevole e nella seconda parte succede normalmente poco. I ribassisti invece vedono sui grafici chiare zone di resistenza, osservano indici ipercomperati, notano il momentum in calo e sottolineano che dopo un rally superiore al 10% una correzione sarebbe necessaria. L'analisi fondamentale mostra una probabile recessione mondiale in arrivo aggravata dal grave problema dei debiti statali e dall'effetto anticiclico delle politiche governative.
Probabilmente dovremo aspettare la chiusura settimanale dei mercati per avere indicazioni chiare sulla tendenza fino a fine anno.
Ieri le borse europee hanno iniziato bene e l'Eurostoxx50 é salito su un nuovo massimo a 2402 punti. Poi i compratori si sono accorti di avere esagerato e sono battuti in ritirata. I venditori hanno avuto spazio d'azione ed imposto una discesa di quesi 100 punti fino al minimo a 2311 punti. Grazie a New York gli indici europei hanno recuperato e l'Eurostoxx50 ha chiuso a 2345 punti (-0.50%). I rialzisti sono riusciti a raggiungere un significativo nuovo massimo, i ribassisti hanno mostrato che il mercato é vulnerabile - se fosse veramente robusto non sarebbe caduto di 100 punti. Per saldo tutti contenti e tutti scontenti poiché l'Eurostoxx50 é 3 punti sopra la chiusura di venerdì scorso.
In America l'andamento della giornata é stato speculare. L'S&P500 é prima sceso a 1244 punti per poi risalire a 1267 punti eguagliando ancora una volta il massimo di lunedì e martedì. Un paio di vendite sul finale hanno causato la chiusura invariata a 1261.01 punti (+0.20%). La seduta é stata equilibrata con 3184 advances contro 3023 declines e NH/NL a 438 su 195. La volatilità VIX é ancora salita a 28.67 punti (+0.54) ed il Money Flow resta mediocre - questo non sembra però avere conseguenze negative sul mercato. Gli argomenti tecnici per un rialzo o un ribasso restano gli stessi dei giorni scorsi. Il fatto che l'indice non si allontana dai 1267 punti ma continua a testarli significa che molto probabilmente manca almeno ancora una spinta verso l'alto.
Il cambio EUR/USD é fermo a 1.35 mentre il future sul Bund ieri é salito a 135.48 allontanandosi di molto dal supporto a 133 punti.
Stamattina le borse asiatiche sono in moderatao calo ed il Nikkei perde il -0.66%. Il future sull'S&P500 guadagna 2 punti a 1263 punti. Le borse europee inizieranno la giornata al rialzo e l'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 2368 punti (+1%). Oggi si riuniscono le banche centrali inglese ed europea. Non ci aspettiamo novità ma la conferenza stampa di Draghi alle 14.30 verrà seguita con attenzione. Per stasera non prevediamo ulteriori sostanziali variazioni negli indici - solo domani dovrebbero ricominciare le turbolenze.
Evitate esposizioni eccessive di tipo speculativo.
Commento del 7 dicembre
Sembra consolidamento - rialzo potrebbe riprendere dopo una pausa
Ieri la S&P ha messo sotto osservazione il rating del debito dei Paesi dell'Eurozona. Questo significa che anche Germania e Francia potrebbero perdere la tripla A. Le borse hanno reagito con indifferenza a questa pessima notizia. Le perdite sono state contenute come mostra l'Eurostoxx50 (-0.54% a 2356 punti). Se borse ipercomperate e reduci da un rally superiore al 10% non scendono quando ne hanno l'occasione significa che sono forti. Vi abbiamo segnalato che la pausa nel rialzo osservata all'inizio di questa settimana potrebbe avere differenti ragioni e sviluppi. L'idea di base é che si tratti di un normale rallentamento del momentum prima di un'inversione di tendenza. Avevamo notato sui massimi numerosi reversal giornalieri con chiusura sui minimi e alti volumi di titoli trattati. Questo era un segno di esaurimento. Ora sarebbe dovuta apparire una certa pressione di vendita. Invece le vendite sono poche. Ieri le borse europee hanno chiuso lontano dai minimi giornalieri con contenute minusvalenze. I massimi di lunedì sono stati durante la giornata ancora testati o addirittura superati. Ma vediamo cosa é successo a New York.
L'S&P500 é salito fino a 1266 punti eguagliando il massimo di lunedì. Solo a quel punto sono arrivate alcune vendite che hanno fatto ridiscendere l'S&P500 in chiusura a 1258.47 punti (+0.11%). Tra le ultime 4 sedute la peggiore é stata quella di venerdì scorso con un misero -0.19%. La seduta al NYSE é stata marginalmente negativa con A/D a 2922 su 3246 e NH/NL a 503 su 178. I nuovi massimi a 30 giorni non aumentano ma il fatto che manchi forza d'acquisto non significa necessariamente che la borsa voglia scendere. Il volume relativo é sceso a 0.8 mentre la volatilità VIX é salita a 28.13 (+0.29). L'impressione generale é quella di un mercato che sta facendo una pausa. Sul grafico orario appare un triangolo ascendente che spesso si risolve al rialzo. La realtà é che non ci sono grandi segni di cambiamento di tendenza e una pausa di alcuni giorni basterebbe ad assorbire l'ipercomperato ed eliminare uno degli elementi più importanti in favore di un massimo significativo.
A questo punto non siamo più sicuri che il prossimo movimento importante sarà al ribasso. Se vi ricordate nell'analisi del 26-27 novembre avevamo previsto un rialzo fino alla prima decade di dicembre - venerdì 9 dicembre sarebbe temporalmente una buona data per un massimo. D'altra parte il mese di dicembre é tradizionalmente positivo e nella seconda parte gli indici si bloccano e riducono la volatilità a seguito della diminuita attività degli investitori. Uno scenario alternativo potrebbe essere quindi un massimo marginale sui 1270-75 punti dell'S&P500 per venerdì seguito da un movimento laterale ed un leggero calo fino alla fine dell'anno.
Per il momento stiamo a guardare ed evitiamo massicce posizioni short. Non esiste nessun segnale per un imminente sostanziale e dinamico ribasso.
Il cambio EUR/USD (1.3425) resta bloccato sotto gli 1.35. Come le borse sembra aver incontrato un massimo ma non viene respinto con decisione verso il basso. Il future sul Bund é sceso a 134.73 punti (-0.06%). Considerando il possibile downgrading del debito tedesco la reazione é stata misera - forse una conseguenza del netto calo del DAX (-1.27%).
Stamattina le borse asiatiche sono positive ed il Nikkei guadagna il +1.71%. Il future sull'S&P500 sale di 9 punti a 1264 punti. Le prime indicazioni mostrano che l'Eurostoxx50 dovrebbe aprire in gap up a 2390 punti. Non vediamo motivi per un'accelerazione al rialzo e prevediamo una chiusura sui 2380 punti.
Commento del 6 dicembre
Gap up e poi flat o down
Negli scorsi giorni é spesso successo che le borse, specialmente in America, hanno iniziato la seduta con un consistente balzo verso l'alto (gap up) sopra la chiusura del giorno precedente. A questi acquisti iniziali, abilmente causati da una spinta sui futures, é seguito poco o niente. Normalmente c'é poi stato un movimento laterale (flat) o addirittura una caduta (down) dopo un evanescente nuovo massimo marginale. Mancano gli acquisti durante la giornata che sono premessa indispensabile per una continuazione sostenibile del rialzo. Dove sono i reali compratori?
Questo andamento si é ripetuto ieri. Nel commento delle 14.00 avevamo preannunciato questo probabile svolgimento: "L'S&P500 dovrebbe aprire testando il massimo a 1260 punti. Se non
apre in gap up dovrebbe esserci una seduta in trading range con una
chiusura sotto il livello d'apertura. Noi ci aspettiamo una
distribuzione di un paio di giorni e quindi la chiusura odierna potrebbe
essere sui 1250 punti." L'S&P500 ha effettivamente aperto a 1261 punti in gap up. È poi velocemente salito a 1267 punti trascinato dai soliti traders short obbligati a chiudere le posizioni. Sono in seguito mancati i compratori e l'indice é scivolato verso il basso fino ai 1250 punti. Un'ondata d'acquisti sul finale (la cosmesi delle banche d'affari?) ha provocato la chiusura a 1257.08 punti in rialzo del +1.03%. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4657 su 1642 e NH/NL a 923 su 192 (pochi nuovi massimi considerando che ieri l'S&P500 é salito a 1266 punti ed il massimo a 30 giorni é stato a 1277 punti). La volatilità VIX é salita contro logica a 27.84 punti (+0.32). È questa una divergenza che notiamo con piacere poiché sostiene il nostro scenario ribassista per le borse. Il volume relativo é stato di 0.9.
Malgrado la performance positiva l'andamento della seduta di ieri conferma la probabile formazione di un massimo sull'S&P500 intorno ai 1260 punti. Adesso dovrebbero arrivare sedute negative - c'é solo bisogno una ragione per vendere. L'unica cosa che ci disturba é che la maggior parte delle analisi hanno uno scenario simile - moderata correzione ora seguita da rally natalizio in direzione dei 1300 punti di S&P500. Noi crediamo che non ci sarà nessun rally per Natale e fine Anno. Tutti concordano però per la correzione e questo ci rende nervosi. Raramente le borse seguono il consenso. Un'alternativa interessante sarebbero ancora un paio di strappi verso l'alto subito - diciamo una salita fin verso i 1270-75 punti giusta per destabilizzare i shortisti. Solo in seguito un tuffo verso il basso. Vi ricordiamo che originariamente prevedevamo rialzo fino alla prima decade di dicembre - significa fino alla fine di questa settimana.
Per quel che riguarda le borse europee abbiamo poco da aggiungere a quanto già scritto ieri sera nei commenti specifici sui vari indici. I piani di Merkozy (di cui si dovrebbero conoscere i dettagli venerdì) e la manovra di Monti hanno stimolato le borse europee. Specialmente banche e borse mediterranee ne hanno approfittato. Il DAX (6106 punti +0.42%), comportandosi normalmente, non é riuscito a superare il massimo di venerdì. L'Eurostoxx50 invece, con le abbondanti partecipazioni italiane, spagnole e di titoli finanziari, ha chiuso sul massimo di venerdì (2369 punti +1.15%) dopo una puntata a 2384 punti. Solo il FTSE MIB (+2.91% a 15926 punti) é uscito dagli schemi compiendo un'inatteso rally. Dovrebbe bloccarsi sotto la resistenza a 16'0000 punti. Gli indici europei stanno entrando in ipercomperato con le RSI sui 60 punti - é questo un valore che negli scorsi mesi é sempre stato sufficiente a provocare un'inversione di tendenza.
Sugli altri mercati finanziari notiamo che il cambio EUR/USD non riesce a passare gli 1.35. Ha chiuso ieri sera a 1.3460 ed é stamattina tristemente tornato a 1.3375. Il bund future é sceso a 134.70 (-0.80%) a causa di movimenti di riassestamento sulle obbligazioni di Stato europee che hanno provocato una vistosa diminuzione degli spreads. Il supporto a 133 punti é intatto senza grandi prospettive per una rottura.
Riassumendo manteniamo il nostro scenario negativo. Le borse dovrebbero questa settimana calare dopo alcuni giorni di distribuzione. Oggi ci aspettiamo una prima seduta moderatamente negativa.
Stamattina le borse asiatiche sono deboli ed il Nikkei perde il -1.39%. Il future sull'S&P500 scende di 5 punti a 1250 punti. L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 2350 punti (-0.8%). Questa minusvalenza iniziale dovrebbe restare fino a sera.
Aggiornamento del 5 dicembre
Stamattina i mercati asiatici sono positivi ed il Nikkei guadagna il +0.6%. Il future sull'S&P500 sale di 9 punti a 1253 punti. In mancanza di novità di rilievo sembra che i mercati hanno scelto di continuare il rialzo di settimana scorsa. Non necessariamento il previsto cambiamento di direzione deve avvenire immediatamente e drasticamente. Alcuni giorni di distribuzione sui massimi di settimana scorsa (Eurostoxx50 a 2371 punti e S&P500 a 1260 punti) sarebbero normali. Il cambio EUR/USD é praticamente invariato a 1.3420 ed anche il prezzo dell'oro non si muove (1303 USD/oncia).
Le borse europee dovrebbero aprire moderatamente positive. Le indicazioni forniscono un valore teorico per l'Eurostoxx50 a 2360 punti (+0.8%). Per noi questo potrebbe anche essere il valore alla chiusura. Prevediamo una seduta senza grandi emozioni nel range 2340-2370 .
Commento del 3-4 dicembre
Bazooka
I politici europei, con Sarkozy in testa, vorrebbero utilizzare il bazooka della BCE per acquistare titoli di Stato ed aumentare con il leverage la potenza di fuoco del fondo salva Stati. Questi toni di guerra sono un goffo tentativo di mostrare forza e decisione di fronte ad un problema di lunga e complessa soluzione. I debiti non si eliminano da un giorno all'altro sparandogli addosso con un'arma anticarro né si tratta di vincere una battaglia contro la speculazione internazionale. I debiti pubblici sono il risultato di 40 anni di una condotta allegra della spesa pubblica. I politici si sono abituati ai deficit che gli permettevano di distribuire tra la popolazione una ricchezza ed un benessere che non esisteva (assicurandosi contemporaneamente la rielezione). Il popolo si é abituato a questo andazzo e pretende dallo Stato prestazioni che non sono state economicamente guadagnate. Cattiva gestione delle risorse dello Stato, evasione fiscale e corruzione hanno amplificato il problema. Ed ora politici in odore di rielezione e con gli occhi puntati agli interessi del proprio paese invocano l'uso delle armi pesanti senza nessuna considerazione dei danni collaterali? Ridicolo! Probabilmente utilizzeranno il bazooka e la BCE aumenterà gli acquisti di obbligazioni statali. Lo farà sotto la denominazione di "stabilizzazione dei mercati" come avviene già adesso o grazie ad una revisione dei propri statuti. I debiti ed i deficit strutturali però restano. Si può guadagnare tempo o si può eliminare i debiti attraverso il fuoco dell'inflazione o della perdita del potere d'acquisto della moneta. Una cosa però é certa - i debiti degli Stati sono i nostri e per colmarli parte della nostra illusoria ricchezza sparirà.
Perché questa introduzione che non ha niente a che fare con l'analisi tecnica dei mercati finanziari? Unicamente per dirvi che i debiti statali non verranno eliminati con un colpo di bazooka ma é un problema che, come dice giustamente Angela Merkel, ci accompagnerà per anni e avremo bisogno di parecchio tempo per risolverlo. In questo periodo i mercati finanziari restaranno instabili e molto volatili. Nell'ultima settimana di novembre la performance dell'Eurostoxx50 era stata una perdita del -5.61%. Questa settimana l'indice europeo é risalito del +10.95%. Gli investitori che riescono a cavalcare queste oscillazioni possono ottenere un buon reddito dal loro capitale. Chi si ferma a guardare deve accontentarsi di replicare l'indice (performance 2011 dell'Eurostoxx50 a -16.12%) o investire in maniera ultradifensiva in Bund tedeschi (reddito del Bund a 10 anni a 2.18%) o in Conf svizzeri (reddito dell'obbligazione a 10 anni a 0.96%). Nei prossimi anni solo chi é in grado di comperare e vendere velocemente seguendo le oscillazioni degli indici otterrà dei buoni risultati. Gli altri si devono accontentare di contenere le perdite e foraggiare con commissioni il sistema bancario. Il buy and hold (comperare e tenere) é superato.
Questa settimana le borse sono risalite. L'analisi tecnica aveva previsto questa reazione. Mercoledì però gli interventi delle Banche Centrali hanno ampliato ed intensificato il movimento. La nostra previsione era "Il rimbalzo dovrebbe far risalire l'S&P500 tra i 1200 ed i 1240
punti. Al momento l'obiettivo teorico é quello superiore ma visto che
nelle ultime due settimane le borse non hanno fatto che scendere
fatichiamo a credere a questo risultato dell'analisi tecnica - un
rimbalzo di 82 punti o del 7% ci sembra tanto." Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 1244.28 punti. Per le borse europee ci eravamo limitati ad un range che si é dimostrato troppo conservativo - "Siamo però convinti che all'inizio di settimana prossima si svilupperà
un consistente rimbalzo che dovrebbe far risalire gli indici in generale
del 4-8%. L'Eurostoxx50 dovrebbe indicativamente risalire a 2220 punti." L'Eurostoxx50 ha terminato la settimana a 2342 punti con una plusvalenza in 5 sedute del +10.95%. Il problema maggiore é costituito dall'aspetto temporale. Prevedevamo borse favorevoli fino circa il 10 di dicembre. Giovedì e venerdì ci siamo quindi chiesti quale poteva essere l'ulteriore potenziale di rialzo di questi mercati. Raramente una spinta così forte si esaurisce dopo un paio di giorni ma la manipolazione dei mercati causata dagli interventi delle Banche Centrali eliminava l'aspetto di normalità da questo rialzo. La nostra impressione tecnica é che il rally é terminato e settimana prossima le borse devono nuovamente indebolirsi. Ma non anticipiamo troppo e vediamo in quale situazione tecnica le borse sono arrivate a venerdì.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 +10.95% a 2342 punti
DAX +10.70% a 6080 punti
SMI +5.99% a
5718 punti
FTSE MIB +11.04% a 15476 punti
S&P500 +7.39% a 1244.28 punti
Nasdaq100 +7.03% a 2302 punti
La settimana é stata contraddistinta da due forti spinte rialziste lunedì e mercoledì. Martedì é stata una seduta di continuazione con una moderata performance positiva mentre giovedì c'é stato un ritracciamento. Venerdì invece abbiamo osservato un'importantissimo e significativo reversal giornaliero. Le borse europee ed americane sono inizialmente salite su un nuovo massimo settimanale. I compratori sono però spariti e sono arrivate vendite e prese di beneficio. Gli indici hanno infine chiuso sul minimo giornaliero. Questo andamento é secondo noi un segno di esaurimento e pensiamo che il rally sia così terminato. Ammettiamo che i segnali non sono evidenti e chiari. Questa pausa potrebbe anche essere interpretata come l'inizio di una consolidamento. Venerdì le borse europee hanno concluso la giornata ancora con una consistente plusvalenza (Eurostoxx50 +1.24%) ed il grafico del Nasdaq100, con un bullish island reversal, suggerisce che il rialzo potrebbe continuare. Gli indici non sono ipercomperati (RSI tra i 52.42 punti del Nasdaq100 ai 58.81 punti del DAX) e non ci sono evidenti resistenze su tutti gli indici in grado di costituire vera barriera contro una continuazione del rialzo. Solo la media mobile a 200 giorni sull'S&P500 costituisce un evidente tetto - questo limite non appare però in Europa e preferiamo quindi non considerarlo. Più che altro non vediamo abbastanza forza d'acquisto per salire più in alto ed evidentemente gli indici hanno fatto troppa strada in troppo poco tempo. La volatilità VIX a 27.52 é alta e non riesce a scendere sotto i 27 punti.
L'incertezza sul fronte dei debiti europei resta e l'azione concertata delle Banche Centrali non é una soluzione - combatte l'illiquidità sul corto termine ma non aiuta a risolvere il problema di solvibilità. In ogni caso gli investitori aspetteranno fino a venerdì 9 per conoscere le nuove proposte del duo Merkel - Sarkozy ed i dettagli riguardanti una revisione dei trattati europei.
In generale pensiamo che le borse abbiamo venerdì visto i massimi mensili. Il mese di dicembre é però tradizionalmente positivo e verso la fine del mese l'attività é in diminuzione. Di conseguenza non ci aspettiamo ribasso anche perché non lo vediamo come possibilità né sui grafici e né negli indicatori tecnici. Dovrebbe giusta esserci un scivolare verso il basso. Prevediamo una settimana prossima negativa - il risultato finale dipenderà però dall'inizio e quindi dobbiamo osservare la giornata di lunedì prima di azzardare previsioni precise.
Sul fronte delle divise i numerosi tentativi di rialzo dell'Euro e di superare stabilmente la barriera degli 1.35 su USD sono falliti. Il cambio ha terminato la settimana a 1.3405. Evitiamo ulteriori commenti sul Bund tedesco - conoscete il significato del supporto a 133 punti. Questo é stata avvicinato durante il rally delle borse ma la chiusura di venerdì a 135.44 (+0.41%) mostra che il trend dominante rialzista é ancora valido - e con esso il trend ribassista delle borse.
A livello di investimenti é arrivato il momento di riposizionarsi short. Il potenziale di rialzo sembra esaurito mentre i rischi di ribasso restano considerevoli.Commento del 2 dicembre
Nuovo massimo imminente - quanto ampia sarà questa spinta verso l'alto?
Ieri le borse hanno fatto una pausa e questo comportamento é normale visto il rally dei primi tre giorni della settimana. In Europa ci sono state alcune prese di beneficio (Eurostoxx50 -0.71% a 2313 punti). In America le borse hanno chiuso praticamente invariate (S&P500 -0.19% a 1244 punti) grazie alla buona performance della tecnologia.
La spinta fornita dal dinamico rialzo fino a mercoledì non può però sparire da un giorno all'altro. I mercati devono rallentare prima di poter cambiare direzione e rallentare significa una qualche continuazione verso l'alto. Quello che bisogna verificare é se questa spinta causerà unicamente un nuovo massimo marginale (1250 punti di S&P500) o se ha un potenziale maggiore. Il rialzo é iniziato lunedì - normalmente qualsiasi movimento di questo tipo dura più di 4 giorni. L'intervento delle Banche Centrali di mercoledì potrebbe però aver distorto il quadro. Praticamente ci aspettavamo una salita dell'S&P500 fin verso i 1240 punti per la prima decade di dicembre ed invece questo obiettivo é stato raggiunto mercoledì. Non abbiamo ancora un quadro tecnico chiaro. La seduta odierna é però importante. Un nuovo massimo marginale in apertura di seduta a Wall Street, un reversal ed una chiusura negativa, significa che un massimo almeno intermedio é stato raggiunto. Una chiusura settimanale in positivo e sul massimo giornaliero suggerisce invece un'ulteriore spinta rialzista, anche sostanziale. I dati di partecipazione potrebbero indicarci quanto é il potenziale di rialzo. Per oggi non possiamo che aspettare e guardare.
Ieri le borse europee erano senza direzione. Un paio di acquisti iniziali non sono bastati per nuovi massimi e prese di profitto hanno provocato delle minusvalenze finali. I sostenuti volumi di titoli trattati potrebbero indicare distribuzione ma é troppo presto per dirlo. Le RSI mostrano che non esiste ancora ipercomperato. Sui grafici non ci sono evidenti forte resistenze ed in teoria gli indici potrebbo, dopo una pausa, continuare a salire. Tecnicamente la situazione é molto incerta e dobbiamo attendere la chiusura settimanale per emettere un parere fondato.
L'Eurostoxx50 ha terminato la seduta a 2313 punti (-0.71%), lontano dal massimo a 2342 punti e vicino al minimo a 2304 punti. Considerando il balzo del +4.31% del giorno precedente il pull back é stato modesto.
Anche in America é successo poco. L'S&P500 si é mosso in un range di 11 punti chiudendo infine a 1244.58 punti (-0.19%). La minusvalenza giornaliera é risultata minima grazie alla buona prestazione del Nasdaq100 (+0.61%). Il volume relativo é stato di 0.9, A/D a 2374 su 3859 e NH/NL a 594 su 220. La volatilità VIX é ulteriormente scesa a 27.41 punti (-0.39). L'indicatore MACD sull'S&P500 sta girando solo ora ed é vicino a fornire un segnale d'acquisto.
Per il momento non abbiamo elementi per sapere con una certa sicurezza cosa potrebbe succedere nei prossimi dieci giorni. Le borse stanno facendo una breve pausa e non sappiamo ancora se intendono proseguire la strada nella direzione di marcia (rialzo) e se sono già stanche e pronte a ritornare. Sono come dei gitanti che hanno sorprendentemente raggiunto la meta già la mattina. Potrebbero approfittare del fatto che hanno tempo per cercare di raggiungere un'obiettivo più ambizioso. Oppure, visto che la metereologia é sfavorevole (fondamentali), ritornare prima del previsto a casa ed a livelli più consoni (1150 punti di S&P500).
Il cambio EUR/USD (1.3460) non fà progressi e resta bloccato sotto gli 1.35. Il future sul Bund tedesco é risalito ieri quasi dell'+1% a 135.07. Si allontana dal decisivo supporto a 133 punti. Come sapete il Bund é bene rifugio per eccellenza nella tempesta dell'Euro. Se si rafforza le prospettive per le borse non sono rosee.
Stamattina le borse asiatiche sono in leggero calo. Eccezzione é costituita dal Nikkei giapponese che sale del +0.54%. Il future sull'S&P500 guadagna 5 punti a 1249 punti. Le borse europee inizieranno la giornata in positivo - l'Eurosoxx50 dovrebbe aprire sui 2332 punti (+0.8%). Prevediamo una seduta positiva ed eventualmente un tentativo di salita verso i 2350 punti. La chiusura dovrebbe però situarsi sui livelli d'apertura.
Commento del 1 dicembre
L'analisi tecnica non può prevedere gli interventi delle Banche Centrali
Tecnicamente il rialzo non é finito - fondamentalmente i problemi rimangono
Venerdì scorso l'S&P500 aveva chiuso a 1158 punti. Nell'analisi del fine settimana avevamo dichiarato che questo era il minimo del ribasso di novembre. Da lunedì prevedevamo un rialzo di una decina di giorni con obiettivo massimo a 1240 punti. In generale avevamo parlato per gli indici azionari di guadagni nell'ordine del 4%-8% nella prima decade di dicembre. Ieri sera l'S&P500 terminato la seduta a 1246.96 punti (+4.33%). In 3 giorni l'indice ha così guadagnato 88 punti o il +7.6%. Questi movimenti sono eccezionali e la conseguenza di interventi da parte della Banche Centrali che sono quindi delle manipolazioni di mercato. I mercati finanziari stanno attraversando una grave crisi strutturale, patrimoniale e di fiducia. Molte banche sono sull'orlo del fallimento per eccesso di debiti, mancanza di capitale e carenza di liquidità. Ieri le 6 maggiori Banche Centrali mondiali hanno abbassato il tasso swap in USD per fornire ulteriore liquidità alle banche a basso prezzo. Questa operazione non risolve in nessuna maniera i problemi e secondo noi é solo un'espressione della preoccupazione delle Banche Centrali. È una misura psicologica tendente a dare fiducia - i mercati creditizi hanno reagito tiepidamente. Le borse invece hanno reagito con un rally, conseguenza dell'ipervenduto e dell'eccesso di pessimismo degli investitori. Questo movimento, che avevamo previsto nella sua direzione ed ampiezza ma non nella sua dinamica e velocità, ha radici tecniche. Troppi traders avevano speculato al ribasso e troppi investitori erano sottoinvestiti nei loro portafogli. Ora, sotto la pressione degli avvenimenti, sono obbligati a comperare - saltano gli stop loss ed i portafogli vengono ribilanciati. Fino a quando questo effetto dura le borse saliranno. Tocca a noi, analisti tecnici, vedere quando questa spinta sarà finita.
Ieri le borse hanno vissuto un'altro rally, il secondo della settimana dopo quello di lunedì. Le ragioni sono conosciute. Gli indici azionari europei sono saliti costantemente con nel mezzo due chiari impulsi rialzisti in occasione degli annunci delle Banche Centrali. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2330 punti (+4.31%) con un massimo giornaliero a 2341 punti. Il target massimo citato nel commento sui questo indice pubblicato lunedì sera é stato raggiunto. Naturalmente le banche (+4.69%), maggiori beneficiarie della manovra della Banche Centrali, si sono comportate bene. Non sono state però il miglior settore dell'Eurostoxx50. Le risorse di base sono p.e. salite del +7.49%. L'indice sta rapidamente passando da ipervenduto a ipercomperato con la RSI a 57.98 punti. Non perdiamo però troppo tempo ad analizzare indicatori nel dettaglio visto che la volatilità degli ultimi giorni li ha sconvolti.
A New York l'apertura é stata ottima e l'S&P500 é subito salito sui 1240 punti. Si é poi mosso lateralmente fino a 20 minuti dalla chiusura. Un'ondata d'acquisti sul finale ha provocato la chiusura sul massimo giornaliero a 1246.96 punti. Questo movimento finale insieme all'alto volume relativo a 1.3, ci suggeriscono una forma di esaurimento. A cortissimo termine l'S&P500 ha finito la spinta verso l'alto. Questo significa che deve fermarsi, consolidare o ritracciare. Il rialzo da lunedì é stato intenso e dinamico - probabilmente non é finito e ci deve essere una continuazione. Solo i prossimi 2-3 giorni ci possono però dire cosa potrebbe succedere. Le varianti sono molteplici - da un sostanziale ritracciamento ed un massimo definitivo sui 1250 punti fino ad un consolidamento sui livelli attuali ed un'ulteriore gamba di rialzo in direzione dei 1350 punti. I fondamentali negativi ci inducono a credere nella prima variante - l'analisi tecnica offre anche la seconda e non bisogna scartarla a priori poiché questa ha conseguenze sulle nostre scelte d'investimento. Si possono realizzare long ma non aprire massicce posizioni short prima che la situazione si chiarisca.
La seduta al NYSE é stata ovviamente ottima con A/D a 5473 su 926 e NH/NL a 612 su 224. L'unico aspetto che ci sembra significativo é la discesa della volatilità VIX a 27.80 (-2.84). La barriera dei 30 punti é stata bucata ed un valore in ulteriore discesa significherebbe continuazione del rialzo.
Sugli altri mercati finanziari notiamo che il cambio EUR/USD é salito "solo" a 1.3455 con un massimo giornaliero a 1.3525. L'intervento delle Banche Centrali avrebbe dovuto far schizzare il cambio che invece si é solo moderatamente apprezzato raggiungendo il nostro target a 1.35. Per la cronaca il bund future é salito a 133.89 (+0.37%) - anche qui l'incremento é moderato e deludente.
Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo con il Nikkei che guadagna il +1.96%. Le plusvalenze sugli indici cinesi sono più consistenti. Il future sull'S&P500 cala 2 punti a 1244 punti. Le borse europee aprono sui massimi di ieri. Le indicazioni sull'Eurostoxx50 mostrano un valore iniziale sui 2340 punti. Dopo il rally di ieri oggi dovrebbe tornare la calma. Ci aspettiamo alcune prese di benefico ma per saldo poche variazioni.
Questo ci darà il tempo per fare ordine...
Commento del 30 novembre
Rally effimero terminato - adesso segue il ritracciamento
Ieri la borse sono riuscite a guadagnare ancora qualche punto. Come previsto hanno però chiuso lontane dal massimo giornaliero esaurendo la spinta verso l'alto. In Europa c'é stata quindi la classica correzione di 3 giorni visto che venerdì scorso avevamo già avuto una reazione positiva.
Per quel che riguarda il prossimo futuro ieri abbiamo scritto: "Poi ci dovrebbe ancora essere un tuffo verso il basso per stabilire una
base. Idealmente questo tuffo dovrebbe risultare in un minimo ascendente
- per l'Eurostoxx50 ci immaginiamo un ritorno sui 2150 punti." e "Il minimo a 1158 punti (sull'S&P500) di venerdì scorso é definitivo ma necessita di
una qualche forma di conferma attraverso un test e la formazione di una
base. Ideale sarebbe quindi ancora una discesa sui 1180 punti prima di
salire in maniera più solida ed ordinata di quanto visto ieri." In fondo il commento odierno potrebbe essere finito qui. Pensiamo infatti che i mercati seguiranno questa via e possiamo confermare questa previsione. Vediamo però di entrare nei dettagli.
Ieri le borse europee hanno subìto in apertura alcune prese di beneficio. Sono però in seguito decollate toccando un massimo poco prima di mezzogiorno. L'Eurostoxx50 ha raggiunto i 2244 punti contro la nostra previsione a 2250 punti. Sono però riapparse le prime divergenze con banche (alla fine -0.13%) e borse mediterranee a sottoperformare. La discesa dai massimi é stata moderata. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2234 punti con una plusvalenza del +0.56%. Se avete letto i commenti serali vi siete resi conto che non eravamo sicuri che il rally si era esaurito. Più che essere respinti verso il basso gli indici sono stati bloccati dalle resistenze e si sono fermati. Abbiamo reso la nostra decisione dipendente dalla chiusura dell'S&P500. Concretamente alla fine del commento sull'Eurostoxx50 abbiamo scritto: "Se l'S&P500 riuscisse stasera a chiudere sopra i 1200 punti una
continuazione diretta del rialzo o perlomeno solo un debole
ritracciamento diventano più probabili."
Ed invece l'S&P500 ha terminato la seduta a 1195.19 punti (+0.22%) dopo un massimo giornaliero a 1203 punti. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 2947 su 3278 e NH/NL a 30 giorni a 165 su 384. I volumi di titoli trattati sono stati sotto la media (volume relativo 0.9). La volatilità VIX é stranamente scesa a 30.64 (-1.49). Il Money Flow continua ad essere mediocre.
Sul finale c'é stata un'ondata di vendite che normalmente corrisponde alla continuazione prevista per il giorno dopo. È facile quindi prevedere un'ultimo attacco dei ribassisti che dovrebbe corrispondere ad un test del minimo a 1158 punti. Quando parliamo di test non significa necessariamente che l'indice deve ridiscendere fino ai 1158 punti. Deve andare in questa direzione ma a seconda della forza del mercato il movimento può raggiungere un minimo discendente o ascendente. In questo caso ci aspettiamo un minimo ascendente sui 1175-1180 punti. Poi il rialzo dovrebbe riprendere verso gli obiettivi segnalati nell'analisi del fine settimana: "Il rimbalzo dovrebbe far risalire l'S&P500 tra i 1200 ed i 1240 punti." Poiché ci aspettiamo borse favorevoli nella prima decade di dicembre é evidente che dopo il ritracciamento verso i 1175-1180 punti il rialzo deve riprendere al piccolo trotto.
Le borse europee dovrebbero ovviamente seguire lo stesso schema. Ritracciamento ora e ripresa del rialzo dopo, con un'obiettivo sopra i massimi di ieri.
A livello di strategia d'investimento l'operatività é complessa ma la strategia chiara. I traders possono sfruttare con un short il previsto ritracciamento che inizierà oggi o provare dopo con un long a seguire il moderato rialzo fino al 10 di dicembre. Gli investitori dovrebbero invece posizionarsi short una volta che un massimo definitivo é in posizione - indicativamente verso il 10 di dicembre sui 1240 punti di S&P500.
Sugli altri mercati finanziari la situazione é stabile e conferma che il problema dei debiti europei é lungi dall'essere risolto. Il cambio EUR/USD non si risolleva ed é a 1.3315. Il Bund future (133.43 -0.33%) continua ad avvicinarsi al supporto a 133 punti.
Stamattina le borse asiatiche sono deboli ed il Nikkei perde il -0.51%. Il future sull'S&P500 scende a 1186 punti (-10 punti). Le borse europee inizieranno la giornata in calo. L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire a 2205 punti (-1.2%). Difficile dire cosa potrebbe ancora succedere oggi. Gli investitori sono piuttosto nervosi e reagiscono sensibilmente a tutte le notizie provenienti dai politici europei. Questi si divertono a raccontare parecchie cretinate (scusate l'espressione) provocando inutile volatilità. Ieri l'asta dei titoti di Stato italiana é andata male e questo potrebbe essere preso come scusa per l'atteso ritracciamento. Se la prevista discesa verso i 2150 punti si concretizzerà già oggi o dovremo aspettare fino a venerdì non lo sappiamo.
Commento del 29 novembre
Rally effimero destinato al fallimento
Ieri dopo due settimane di ribassi, le borse hanno reagito con un rally rabbioso e violento. Le borse europee hanno iniziato la seduta con una plusvalenza iniziale di circa il 2% senza lasciare la possibilità a chi era short di coprire le posizioni limitando le perdite. I compratori hanno tenuto per tutta la giornata il controllo della situazione. Tranne alcune pause gli indici non hanno fatto che salire terminando la giornata sui massimi e con plusvalenze del 4%-5%. È questa la tipica reazione di indici ipervenduti e di investitori troppo pessimisti e squilibrati al ribasso. In Europa é salito tutto e praticamente tutti i titoli e tutti i settori si sono rafforzati - é stato un tipico movimento condotto dai derivati. Il volume di titoli trattati é stato in aumento ma non eccezionale. L'Eurostoxx50 ha terminato la giornata a 2221 punti (+5.23%) e si trova ora a ridosso della vecchia fascia di supporto sui 2220 punti. Salire da qui sarà più difficile. A livello settoriale abbiamo osservato l'atteso buon comportamento di banche (+6.93%) ed assicurazioni (+7.51%). Gli altri settori non sono però lontani con p.e. auto a +6.93%. Questo rally é servito per eliminare l'ipervenduto a cortissimo termine e a stabilire un minimo del ribasso di novembre. Non crediamo però che sia l'inizio di un rialzo sostenibile. Pensiamo invece che questo rimbalzo, iniziato in maniera troppo baldanzosa, si debba spegnere già oggi o domani costituendo un tipica correzione di al massimo tre giorni. Poi ci dovrebbe ancora essere un tuffo verso il basso per stabilire una base. Idealmente questo tuffo dovrebbe risultare in un minimo ascendente - per l'Eurostoxx50 ci immaginiamo un ritorno sui 2150 punti.
Il rialzo in Europa é continuato in America. L'S&P500 ha aperto sui 1187 punti salendo nella prima ora di contrattazioni sul massimo giornaliero a 1197.35 punti. Poi la spinta dei compratori si é attenuata e l'indice é scivolato verso il basso perdendo circa 12 punti dal massimo fino a 10 minuti dalla chiusura. Sul finale c'é ancora stata un'ondata di acquisti che ha permesso la chiusura a 1192.55 punti (+2.92%). L'S&P500 si trova esattamente sul livello di lunedì scorso ed ha cancellato le perdite di settimana scorsa. È stata una seduta positiva con A/D a 5362 su 1011 e NH/NL a 179 su 304. Il volume relativo é stato solo di 0.9 dando anche qui l'impressione che sia stato un short covering rally avvenuto sopratutto sui futures. La volatilità VIX é scesa a 32.13 punti (-2.34). Non tutto però é andato per il meglio. Stranamente il Money Flow resta modesto e l'indicatore MACD é ancora su sell. La spinta di ieri é stata possente e quindi ci deve essere una continuazione verso l'alto. Non crediamo però che questo rally possa superare i tre giorni di durata ed i 1220 punti di S&P500. Temiamo quasi che dopo un balzo sopra i 1200 punti, i venditori cercheranno di riprendere il controllo della situazione. Il minimo a 1158 punti di venerdì scorso é definitivo ma necessita di una qualche forma di conferma attraverso un test e la formazione di una base. Ideale sarebbe quindi ancora una discesa sui 1180 punti prima di salire in maniera più solida ed ordinata di quanto visto ieri.
Il cambio EUR/USD é stamattina a 1.3360. L'Euro si é rafforzato ma meno di quello che ci si poteva aspettare. Graficamente ci aspettiamo una risalita sugli 1.35 prima della ripresa del ribasso. Il future sul Bund é sceso ieri a 133.80 avvicinandosi in maniera pericolosa al decisivo supporto a 133 punti. La rottura del supporto significherebbe l'inizio di una fase di ribasso e quindi di salita dei tassi d'interesse tedeschi. Cosa significa questo? Che l'economia si riprende e tassi d'interesse così bassi sono ingiustificati (poco realistico), che la gente pensa che la crisi é superata e si può abbandonare un bene rifugio per investire in azioni (sembra strano), o che anche i tedeschi verranno travolti presto o tardi dalla crisi dei debiti (probabile)?
Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo ed il Nikkei guadagna il +2.3%. Il future sull'S&P500 guadagna 5 punti a 1196 punti. L'Eurostoxx50 inizierà la giornata con un lieve guadagno a 2225 punti. Crediamo che oggi ci sarà ancora un'iniziale fase positiva. L'Eurostoxx50 potrebbe salire a 2250 punti e l'S&P500 sopra i 1200 punti. Poi però dovrebbero esserci le prime prese di beneficio e le borse dovrebbero chiudere lontane dai massimi giornalieri.
Aggiornamento del 28 novembre
Durante la notte sono apparse notizie, ancora senza conferma, di un piano d'aiuti da 600 Mia di EUR del Fondo Monetario Internazionale (FMI) in favore dell'Italia. Le vendite al dettaglio durante il lungo fine settimana del Thanksgiving (Black Friday) in America sono state buone. Queste due notizie sostengono stamattina i mercati azionari che sembrano voler decollare. Le borse asiatiche sono al rialzo con il Nikkei che guadagna il +1.56%. Il future sull'S&P500 sale di 24 punti a 1178 punti. Probabilmente questa euforia iniziale é eccessiva. Queste notizie erano però esattamente quello che ci voleva per spezzare la spirale ribassista e scatenare l'atteso rimbalzo tecnico.
L'Eurostoxx50 ha chiuso venerdì a 2111 punti mentre alle 22.00 valeva 2096 punti. Le indicazioni stamattina danno un'apertura sui 2145 punti. Nella nostra analisi di domenica abbiamo fissato un'obiettivo per il rimbalzo a 2220 punti. Se oggi l'indice é in grado di mantenere o addirittura incrementare questo guadagno iniziale, il rimbalzo potrebbe anche essere più consistente.
Commento del 26-27 novembre
Analisi complessa ma risultato semplice - probabile sostanziale rimbalzo
Questa settimana l'analisi tecnica dei mercati azionari ci ha preso parecchio tempo. Con i metodi abituali non si arriva a nessun risultato consistente. Abbiamo dovuto quindi fare un puzzle di diversi elementi usando indicatori poco osservati ed alcune statistiche. Bisognerebbe spiegare alcuni nuovi termini tipo "Major Distribution Day" e la loro importanza a seconda della successione e frequenza. Evitiamo oggi di presentare tutto nel dettaglio poiché diventerebbe lungo e complicato. Ci limitiamo a descrivere la situazione generale e le conclusioni compresa un road map per le prossime settimane. In fondo é questo che interessa maggiormente e per una volta manteniamo i nostri segreti.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 -5.61% a 2111 punti
DAX -5.30% a 5492 punti
SMI -3.90% a
5395 punti
FTSE MIB -8.50% a 13937 punti
S&P500 -4.69% a 1158.67 punti
Nasdaq100 -4.57% a 2150 punti
La scorsa settimana é stata quindi ancora negativa. Noi prevedevamo una discesa fino a martedì ed un recupero a partire da mercoledì. Avevamo pensato che un minimo sull'S&P500 poteva essere sui 1180 punti ed invece l'indice é sceso venerdì sul minimo settimanale a 1158.67 punti (-0.27%). Secondo i parametri tradizionali (RSI a 36.39) gli indici azionari non sono ipervenduti e quindi, seguendo la tendenza negativa, potrebbero continuare il ribasso. I 1158 punti di S&P500 sono però un ritracciamento del 61.8% secondo Fibonacci dell'ultima gamba di rialzo. Sono un'obiettivo che avevamo espressamente citato nei nostri commenti. Nell'analisi di domenica scorsa avevamo scritto che il Nasdaq100 sembrava voler scendere direttamente fino ai 2150 punti - l'indice ha chiuso venerdì a 2150 punti (-0.72%).
Noi pensiamo che questi livelli siano importanti minimi a corto termine. Notate la definizione "corto termine" che differisce dal medio termine utilizzato in precedenti analisi. Ad un minimo segue logicamente una reazione. Il rimbalzo dovrebbe far risalire l'S&P500 tra i 1200 ed i 1240 punti. Al momento l'obiettivo teorico é quello superiore ma visto che nelle ultime due settimane le borse non hanno fatto che scendere fatichiamo a credere a questo risultato dell'analisi tecnica - un rimbalzo di 82 punti o del 7% ci sembra tanto.
Le borse sono ipervendute ma solo secondo sistemi di analisi alternativi. La RSI (S&P500 a 33.89, Eurostoxx50 a 37.09, DAX a 38.27) non mostra questo effetto ma considerando il numero di sedute negative (7 consecutive per l'S&P500 - il DAX invece ne ha avute 9 e solo venerdì c'é stata una reazione) la posizione dell'indice al di fuori del limite inferiore delle Bollinger Bands, lo sviluppo dei nuovi minimi su periodi inferiori ai 30 giorni, l'espansione dei tick ed i deboli incrementi nella volatilità che resta però alta (VIX a 34.47 +0.49) si arriva ad un'alta probabilità statistica che una reazione é imminente.
La reazione non sarà purtroppo un rialzo di alcune settimane ma un semplice rimbalzo tecnico di alcuni giorni - al massimo 10. La cattiva notizia é che dopo questo rimbalzo gli indici dovrebbero scendere a testare nuovamente i minimi annuali. Per il momento il mese di novembre é stato caratterizzato da una pressione di vendita moderata ma costante. Riteniamo che questa debba riapparire verso la fine della prima decade di dicembre spingendo l'S&P500 sotto i 1150 punti.
Le inchieste condotte tra gli investitori mostrano un netto aumento del pessimismo. La NAAIM (gestori patrimoniali americani) ha un 34.77% di Bullish contro un valori di 54% la settimana prima. La AAII (investitori privati americani) dice che i suoi membri sono 32.7& bullish (-9.2% media 39%), 29% neutri e 38.3% bearish (+7.2% media 30). Questi valori sono normalmente abbastanza negativi da provocare una reazione nella direzione apposta.
La crisi del debito europeo é la maggior fonte di preoccupazione per i mercati finanziari. Provoca vendite sopratutto tra i titoli finanziari (banche -7.71% e assicurazioni -7.33%) e sulle borse mediterranee (FSTE MIB -8.50%). Questo effetto sembra però lentamente scomparire. Le differenze stanno diminuendo (quasi tutti i settori dell'Eurostoxx50 hanno perso terreno con p.e. auto a -6.92% - la debolezza relativa della finanza sta sparendo). Non sappiamo per quale ragione fondamentale ma sembra che l'indice SX7E delle banche, dopo un nuovo minimo annuale marginale, potrebbe rimbalzare trascinando tutto il listino.
Gli altri mercati finanziari si stanno sviluppando come atteso confermando i movimenti dei mercati azionari. Il cambio EUR/USD é sceso a 1.3235. Manteniamo l'obiettivo a 1.29-1.30 a medio termine. Adesso però il cambio ha toccato il bordo inferiore del canale discendente e potrebbe rimbalzare 3-4 cts come precedentemente visto a metà settembre. Il Bund future é sceso venerdì a 134.32 (-0.54%) e si avvicina al supporto a 133 punti. Abbiamo ampiamente discusso questo tema con le sue implicazioni nelle ultime due analisi del fine settimana. Non crediamo che il supporto venga bucato al primo tentativo.
Riassumendo la tendenza di fondo é negativa. Siamo però convinti che all'inizio di settimana prossima si svilupperà un consistente rimbalzo che dovrebbe far risalire gli indici in generale del 4-8%. L'Eurostoxx50 dovrebbe indicativamente risalire a 2220 punti. Andare long ora é però operazione di corta durata riservata a traders e speculatori. In seguito il ribasso deve riprendere e sfociare in livelli inferiori a quelli attuali. Il ribasso non si é esaurito (Bullish Percent Index sul NYSE a 44.50) e non c'é solida base. Vediamo solo un'esagerazione verso il basso che deve venir riassorbita. Gli investitori devono restare lontani dalle borse che per il momento offrono poche possibilità di guadagno a lungo termine.
L'obiettivo a 1150 punti di S&P500 per fine dicembre, che avevamo fissato ad inizio anno, é ancora valido. Ad oggi mancano 8 punti ed un mese...
Commento del 25 novembre
Eurobonds si o no - l'Unione Europea non é unita
La cancelliera Merkel rifiuta ancora una volta la proposta degli Eurobonds ed il DAX (-0.54%) perde terreno per la nona seduta consecutiva.
Ieri l'Europa, orfana dell'America chiusa in occasione della festa del ringraziamento, si é mossa sulla base delle solite notizie contradittorie provenienti dalla politica. Una delle ragioni per cui siamo negativi da mesi sull'EUR contro USD é la prevista incapacità dell'Unione Europea di trovare coesione ed una linea d'azione coerente, coordinata ed univoca. L'Unione Europea comprende 27 Paesi ogniuno con i suoi sistemi fiscali, politici ed amministrativi. Gli interessi divergono ed il risultato si vede. L'America ha gli stessi problemi di indebitamento - ha però un Presidente, un congresso ed una FED - ha maggiori capacità di prendere misure immediate ed efficaci.
La mattina le borse europee sono salite grazie ad un rimbalzo tecnico o un rally di sollievo. Diciamo che l'assenza di notizie negative ha stimolato gli speculatori a caccia di azioni a basso prezzo. Gli indici azionari hanno guadagnato fino al primo pomeriggio quasi il +2%. Dopo l'annuncio della Merkel sono precipitate insieme al cambio EUR/USD ed al future sul Bund tedesco (135.06 -0.55%). Minusvalenza finale a parte (Eurostoxx50 -0.31% a 2090 punti) abbiamo notato un paio di aspetti tecnici positivi. Per una volta le borse hanno chiuso lontano dai minimi giornalieri ed il settore finanziario si é risollevato - l'indice delle banche europee SX7E ha guadagnato il +1.23%. Altro aspetto positivo é stata la buona tenuta delle borse mediaterranee con il FTSE MIB italiano a +0.03%. Per il resto gli indici non sono ipervenduti, non vediamo divergenze significative e nessuna formazione di base. Il trend resta negativo e vista l'assenza di forti supporti e punti tornanti é meglio non provare a comperare. La pressione di vendita continua ad essere moderata e quindi in ogni istante potrebbe presentarsi un minimo significativo. Questa pressione é però anche costante e fino a quando non si nota una diminuzione dell'azione dei venditori é meglio non opporsi alla tendenza negativa.
Per il resto é meglio non dare troppo peso alla seduta di ieri che é stata caratterizzata da modesti volumi di titoli trattati e dall'assenza degli investitori americani. È mancato l'influsso di Wall Street e si é visto.
Stamattina le borse asiatiche sono in negativo. Il Nikkei giapponese si salva con un -0.06%. Il future sull'S&P500 é in calo di 5 punti a 1154 punti. Le borse europee inizieranno la giornata con un piccolo guadagno. L'Eurostoxx50 é atteso sui 2095 punti (+0.2%). Probabilmente oggi sarà una giornata noiosa e senza grandi variazioni. Gli europei hanno sparato le loro cartucce ieri mentre gli americani si stanno godendo il lungo fine settimana del Thanksgiving. La seduta a New York terminerà già alle 13.00 ora locale, buona parte degli operatori sono assenti ed i volumi saranno miseri.
Commento del 24 novembre
Comperare quando regna il pessimismo?
Solo se esistono le conferme tecniche di un minimo.
Ieri le borse sono nuovamente pesantemente cadute e questo potrebbe essere stato un'esaurimento del ribasso. Gli ultimi minuti di contrattazione sono stati convulsi con volumi di titoli trattati e sopratutto volumi sui derivati in forte aumento. I dati sul sentiment non hanno però ancora raggiunto valori estremi. Le volatilità (VIX a 33.98 +2.01, VDAX a 36.27 e VSTOXX a 40.79) sono alte ma non segnalano panico, la CBOE put/call ratio a 0.72 é poco sopra un valore normale. Solo i sondaggi effettuati presso gli investitori individuali americani (AAII) mostrano un'abnorme diminuzione dei bullish (32.7% -9.2% / media storica 39) ed un forte aumento dei bearish (38.3% +7.2% / media storica 30). In generale c'é quindi abbastanza pessimismo per un minimo significativo a medio termine e le accelerazioni di ieri in chiusura potrebbero segnalare un minimo in posizione. Tecnicamente manca però una conferma ed un solido pavimento. I 2096 punti (-1.87%) raggiunti ieri dall'Eurostoxx50 non sono supporto e nessuna indice di quelli che analizziamo normalmente é su un livello significativo. L'S&P500 ha chiuso sul minimo giornaliero a 1161.79 punti (-2.21%) mentre noi vediamo un possibile obiettivo solo a 1158 punti. Lo stesso vale per il Nasdaq100 con una chiusura a 2166 punti e possibile obiettivo a 2150 punti. Ieri le banche europee rappresentate dall'indice SX7E (-2.43% a 86.27 punti) ha raggiunto un nuovo minimo annuale. Non si compra mai un minimo annuale senza prima aver visto una reazione o la formazione di una base. Di conseguenza i livelli toccati ieri dalle borse potrebbero essere un minimo di mercati azionari dove ormai tra gli investitori regna il pessimismo. Esistono ora le premesse per un sostanziale rimbalzo tecnico ma mancano ancora le conferme. Abbiamo visto un corridore sui 100 metri piani che si é buttato su quello che potrebbe essere il nastro d'arrivo. Stimiamo che la lunghezza del percorso corrisponde al ribasso che ci aspettavamo. L'S&P500 é sceso dai 1277 punti dell'8 novembre ai 1161 punti di ieri 23 novembre - sono 116 punti (-9%) in 11 sedute. Abbastanza per una correzione. Non siamo però sicuri che la corsa sia finita.
La seduta di ieri a New York ha avuto un'andamento bizzarro. L'S&P500 ha aperto in gap down (che é un buco al ribasso) sotto i 1180 punti scendendo velocemente fino ai 1163 punti. È poi oscillato lateralmente per più di 4 ore trovandosi sopra i 1170 punti ad un quarto d'ora dalla chiusura. È poi arrivata dai derivati un'ondata di vendite che ha fatto cadere in pochi minuti l'indice di 10 punti per la chiusura a 1161.79 punti (-2.21%) che costituisce anche minimo giornaliero. La seduta al NYSE é stata ovviamente negativa con 861 advances e 5450 declines. Il rapporto nuovi massimi e minimi a 30 giorni (NH/NL) é stato di 51 su 2139 - l'espansione dei nuovi minimi é forte e preoccupante. La RSI sull'S&P500 é a 36.88 - bassa ma non ancora sotto quei 30 punti che segnala normalmente l'ipervenduto.
Riassumendo il trend a corto e medio termine é ribassista. La combinazione di accelerazione sul finale e vicinanza dell'obiettivo a 1158 punti sull'S&P500 crea delle deboli premesse per un minimo significativo ancora tutto da verificare. Secondo il principio che dice "evitate di provare ad afferrare al volo un coltello che sta cadendo" non si compra mai un movimento del genere. Si aspetta per lo meno un'evidente ipervenduto o la formazione di una base. Teniamo quindi il dito pronto sul bottone BUY perché il prossimo movimento rialzista potrebbe essere sorprendente e sostanziale e quindi interessante. Attendiamo però un segnale positivo prima di muoverci.
Ieri l'asta dei titoli di Stato tedeschi é andata male. La Germania voleva piazzare 6 Mia di EUR in Bund a 10 anni all'1.98% e ne ha venduti solo 3.9 Mia. Il future sul Bund ha reagito negativamente scendendo a 135.35 punti (-1.38%). Sembra che neanche più la Germania riesce a raccogliere denaro tra gli investitori per coprire i suoi bisogni. Questo risultato é molto preoccupante - avevamo discusso questo tema nelle ultime due analisi domenicali che vi invitiamo a rileggere. Il cambio EUR/USD é ovviamente sceso a 1.3360 mentre l'oro é calato a 1692 USD/oncia. L'oro offre una certa protezione dal calo di EUR e borse ma non é una panacea.
Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei, ieri chiuso, perde oggi il -1.8%. La Cina invece chiude in positivo. Il future sull'S&P500 sale di 6 punti a 1166 punti. Le borse europee tenteranno stamattina di reagire. L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2116 punti (+1%). Oggi i mercati finanziari americani sono chiuso per Thanksgiving. Mancando l'influsso di New York la seduta in Europa si giocherà stamattina. Dopo le forti perdite dei giorni scorsi prevediamo una chiusura in positivo.
Commento del 23 novembre
Indici europei chiudono sui minimi giornalieri - il ribasso non é finito
Ieri le borse hanno ancora terminato la giornata in perdita. La minusvalenza é stata più contenuta rispetto ai giorni precedenti ed il momentum é in diminuzione. Gli indici europei continuano però a chiudere sul minimo giornaliero senza essere ipervenduti e questo é quasi sempre un segno di continuazione. Manca un'esaurimento - un'ondata di vendite che mostra che gli ultimi ribassisti stanno gettando la spugna. Senza questo segnale di possibile cambiamento di tendenza é inutile tentare di impostare operazioni long. L'alternativa ad un'esaurimento é un consolidamento di parecchi giorni vale a dire parecchie sedute senza sostanziali variazioni e oscillazioni sopra solidi supporti. Per il momento non abbiamo avuto né l'uno né l'altro anche se in America il supporto a 1180 punti di S&P500 ha retto egregiamente per il secondo giorno consecutivo.
L'Europa non riesce a liberarsi dal problema dei debiti. Il settore bancario é ancora sotto pressione. L'indice SX7E delle banche europee ha perso ieri il -3.38% a 88.42 punti. Il minimo annuale a 86.65 punti si avvicina e le probabilità che non venga superato sono scarse. In un ribasso di questo tipo almeno un nuovo minimo marginale é d'obbligo. Di conseguenza é difficile che ora le borse europee si risollevino senza un'ulteriore sell off delle banche (una giornata a -3%/-5%) ed un successivo cambiamento di direzione. Fino a quando i titoli finanziari non si risollevano anche il resto del mercato non riuscirà ad iniziare una fase di rialzo. Qui non basta l'analisi tecnica - ci vuole una notizia in grado di infondere fiducia ed interrompere la spirale verso il basso. Le premesse tecniche per un rialzo ci sono - manca però un catalizzatore in grado di ridare coraggio ad investitori estremamente pessimisti.
Ieri in America si é ripetuta la seduta di lunedì con alcuni miglioramenti. L'S&P500 é sceso inizialmente fino ad un minimo a 1181.65 punti. È poi risalito di 15 punti ed in territorio positivo a 1196 punti. In chiusura é però scivolato verso il basso terminando a 1188.04 punti , in calo del -0.41%. Il supporto a 1180 punti é stato rispettato, la minusvalenza é stata minore di lunedì e con volume relativo in diminuzione a 0.9. Al NYSE la seduta é stata negativa con A/D a 2253 su 3941 e NH/NL a 90 su 1227. La volatilità VIX é stranamente scesa a 31.97 punti (-0.94).
Domani é Thanksgiving e normalmente la seduta prima di questa giornata di festa ( e lungo fine settimana) é positiva con bassi volumi di titoli trattati. La nostra opinione di base é quindi che dai 1180 punti l'S&P500 debba per venerdì salire verso i 1200 punti.
Stamattina vediamo però il future in forte calo e quindi é forse necessario sviluppare un'alternativa. Questa prevede oggi un sell off ed una marginale rottura sotto i 1180 punti di S&P500 nelle prime due ore di contrattazioni ed un recupero nella seconda parte della giornata per una chiusura in positivo. Se il sell off si trasformasse in un movimento dinamico a causa di una qualche notizia estremamente negativa, il rischio massimo verso il basso si situa a 1158 punti.
Attenzione che la variante sull'S&P500 significa con certezza che la seduta odierna in Europa sarà pessima con perdite sui maggiori indici superiori al 2%.
Sugli altri mercati finanziari non notiamo sviluppi fuori dalla norma. Il cambio EUR/USD é sceso a 1.3450 e si ferma sopra il minimo di martedì a 1.3430. Il prezzo dell'oro guadagna una ventina di USD a 1707 USD. Il future sul Bund risale stamattina a 137.47 - da inizio novembre oscilla sui 138 punti.
Stamattina i mercati asiatici sono in netto calo con perdite intorno al 2%. Tokio é chiusa. Il future sull'S&P500 perde 11 punti a 1172 punti. Le borse europee inizieranno la giornata al ribasso - per il momento però reggono e l'Eurostoxx50 vale 2120 punti (-0.7%).
Da alcuni giorni ripetiamo che la seduta odierna dovrebbe essere positiva e manteniamo questa previsione malgrado le premesse contrarie. Un'indice come il DAX ha avuto però 7 sedute consecutive negative perdendo quasi il 5% nelle ultime due. Una continuazione di un movimento é sempre più probabile di un cambiamento di tendenza. Di conseguenza prendete la nostra previsione positiva con la dovuta cautela. Sconsigliamo caldamente posizioni long senza segnali positivi - esaurimento, base e cambiamento di trend.
Commento del 22 novembre
Esaurimento - manca la base
Nell'analisi del fine settimana avevamo previsto borse in calo lunedì e martedì ed un'esaurimento dell'impulso ribassista iniziato una settimana fà. La seduta di ieri é però stata decisamente peggio di quanto ci aspettavamo. Prevedevamo una discesa marginale degli indici europei sotto i supporti a medio termine e al di fuori dei triangoli discendenti per un minimo. Concretamente, l'Eurostoxx50 aveva supporto sui 2220 punti e noi pensavamo che poteva cadere nel range 2180-2200 prima di fermarsi. La chiusura é stata invece a 2160 punti (-3.42%) con un minimo giornaliero a 2159 punti. Le borse europee sono crollate con uno schema conosciuto da tempo - pressione di vendita durante tutta la giornata, chiusura sui minimi giornalieri, tutti i settori e quasi tutti i titoli in calo (A/D pessima), titoli bancari con nette minusvalenze (SX7E -4.24%) e borse mediterranee peggio delle altre (FTSE MIB -4.74%). Sui grafici degli indici azionari europei non si vede nessun solido supporto nelle vicinanze e gli indici non sono ipervenduti. Dopo la rottura dei supporti e l'accelerazione al ribasso potrebbero di conseguenza continuare a scendere. Noi pensiamo però che il movimento si stia esaurendo e per questo gettiamo uno sguardo in America.
L'S&P500 é caduto nelle prime due ore di contrattazioni fino ai 1183.16 punti. Poi ha recuperato risalendo fino ai 1198 punti per chiudere infine a 1192.98 punti (-1.86%). Noi ci aspettavamo una discesa nel range 1180-1200 per esaurire il ribasso e la seduta di ieri, con la buona reazione dal minimo, rientra in questo schema. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 962 su 5396, NH/NL a 84 su 1689 e volume relativo a 1.0. L'espansione dei nuovi minimi a 30 giorni é forte ma considerando che l'S&P500 ha superato di circa 10 punti il precedente minimo a 30 giorni, i 1689 NL sono ancora pochi. Ci saremmo aspettati un numero tra i 2000 ed i 3000. La volatilità VIX é salita di poco (+0.91) a 32.91 punti. L'indicatore MACD sull'S&P500 é su sell mentre il Money Flow stranamente sale. Il limite inferiore delle Bollinger Bands é a 1198.10 punti e fornisce debole supporto.
I 1180 punti sarebbero un'obiettivo ideale per questa gamba di ribasso e ieri questo obiettivo é stato avvicinato di tre punti in una seduta che grazie al rimbalzo e la distribuzione dei volumi potrebbe essere stata un'esaurimento. Gli indicatori mostrano che un minimo é possibile (questo non significa probabile). Il momentum del calo ieri é stato però molto forte e quindi gli indici non possono direttamente cambiare direzione e risalire. Si deve formare una base e ci potrebbe essere ancora un tentativo di testare i minimi. La giornata odierna é molto importante visto che giovedì in America é giornata festiva. Statisticamente la seduta di oggi in America dovrebbe essere moderatamente positiva. Noi speriamo che le prossime due sedute segnino un consolidamento sui 1190-1200 punti di S&P500 e questo costituisca poi base per un rialzo.
Economicamente la situazione é un disastro con la crisi dei debiti europei fuori controllo. Non chiedeteci cosa potrebbe provocare una reazione positiva poiché non lo sappiamo. Questa é solo un'analisi tecnica. Ieri abbiamo chiuso posizioni short in guadagno. Non stiamo per ora consigliando acquisti e restiamo molto prudenti. Le prospettive a medio termine restano tecnicamente e fondamentalmente negative. Quello che ci aspettiamo nelle prossime settimane é solo un rimbalzo tecnico - potrebbe però essere sostanzioso.
Sugli altri mercati finanziari assistiamo a sviluppi che corrispondono al nostro scenario generale e sostengono la teoria di una prossima ripresa delle borse. Il cambio EUR/USD é stamattina a 1.3510. Già ieri sera é risalito di 1 cts dal minimo a 1.3430 su voci di interventi da parte della BCE. Il prezzo dell'oro é sceso di circa 40 USD a 1682 USD/oncia. Noi prevediamo un valore di 1600-1650 USD per fine anno e questo per molti analisti inatteso calo, va nella direzione prevista. Il Bund future ieri ha guadagnato terreno tornando a muoversi al contrario del DAX.
Stamattina le borse asiatiche sono solo leggermente negative con il Nikkei che perde il -0.40%. Il future sull'S&P500 risale di 5 punti a 1196 punti. L'apertura in Europa sarà al rialzo con l'Eurostoxx50 atteso sui 2180 punti. Non pensiamo che i ribassisti siano già pronti ad abbandonare il campo e ci aspettiamo in giornata ancora una discesa verso i 2160 punti. Per stasera però dovrebbe risultare una moderata plusvalenza.
Aggiornamento del 21 novembre
La settimana inizia con un'intornazione negativa. La borse asiatiche sono in calo ed il Nikkei chiude in perdita del -0.32% e sul minimo della seduta. Il future sull'S&P500 scende di 9 punti a 1205 punti. Il cambio EUR/USD (1.3515) ed il prezzo dell'oro (1723 USD/oncia) sono praticamente invariati. Le borse europee inizieranno la giornata in calo di circa l'1%. L'Eurostoxx50 é atteso sui 2215 punti. Per il momento la situazione si evolve secondo le nostre attese e non abbiamo ulteriori commenti rispetto all'analisi del fine settimana.
Commento del 19-20 novembre
Un minimo sembra vicino - ci vuole un'esaurimento del ribasso
Settimana scorsa eravamo nella situazione opposta. Le borse erano in una fase di rialzo e stavamo cercando di individuare un massimo. Avevamo bisogno un'esaurimento verso l'alto e pensavamo che questo si sarebbe concretizzato sui 2350 punti di Eurostoxx50 e 1270 punti di S&P500. Lunedì l'Eurostoxx50 ha toccato un massimo a 2344 punti per chiudera la seduta a 2288 punti, in calo dell'1.57%. Il raggiungimento del top sull'S&P500 é stato più complesso visto che l'indice ha perso lunedì il -0.96% ma é risalito martedì ad un massimo giornaliero a 1264 punti, livello che é poi risultato massimo settimanale definitivo. Da qui le borse poi hanno perso parecchio terreno ed un'indice come il DAX tedesco ha inanellato una serie di 5 sedute negative.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 -3.79% a 2236 punti
DAX -4.24% a 5800 punti
SMI -0.61% a
5614 punti
FTSE MIB -3.46% a 15232 punti
S&P500 -3.81% a 1215.65 punti
Nasdaq100 -4.32% a 2254 punti
Ora gli indici azionari sono sui supporti a medio termine e la pressione di vendita é limitata. Gli indicatori di momentum segnalano che potrebbe verificarsi un'ulteriore cambiamento di direzione dei mercati se come pensiamo il trend é debole e tendenzialmente le borse sono in un movimento laterale. L'alternativa invece é che le borse passeranno da un ribasso a corto termine ad uno a medio termine accelerando al ribasso. Non abbiamo ancora visto nessuna forma di esaurimento e quindi questo scenario é possibile ma meno probabile.
Passiamo ora da questa descrizione generale agli esempi concreti.
L'Eurostoxx50 ha supporto sui 2220 punti. Un'esaurimento potrebbe avvenire attraverso una falsa rottura al ribasso seguita da un reversal. L'indice potrebbe quindi scendere all'inizio di settimana prossima a 2180-2200 punti per poi rimbalzare con decisione tornando velocemente sopra il supporto. Lo stesso vale per il FTSE MIB con il supporto a 15000 punti e per il DAX con quello a 5800 punti.
In America invece la situazione é leggermento più complessa. Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 1215.65 punti, in calo del -0.04%. Il minimo giornaliero é stato a 1211 punti e quindi il supporto a 1200 punti non é stato testato. La seduta al NYSE é stata positiva (!) con A/D a 3318 su 2899 e NH/NL a 30 giorni a 137 su 626. Il volume relativo é sceso a 0.8. Malgrado il leggero calo dell'S&P500 la sua volatilità VIX é fortemente caduta a 32.00 punti (-2.51). Il Bullish Percent Index sul NYSE é positivo a 57.41 (% di titoli in un trend rialzista secondo una chart point&figure). A rovinare questo quadro di costruttiva stabilità ci ha pensato la tecnologia. Il Nasdaq100 ha perso il -0.80% allontanandosi definitivamente dal vecchio supporto a 2300 punti - questo é un problema poiché questo indice sta accelerando al ribasso e non vediamo supporto fino ai 2150 punti. Riprenderemo questo argomento dopo quando analizzeremo la variante "ribasso".
Per poter tracciare una possibile road map per settimana prossima bisogna studiare il calendario. Giovedì in America c'é la festa del ringraziamento (Thanksgiving). Venerdì la seduta sarà accorciata con una chiusura anticipata alle 12.00. Di conseguenza l'attività si concentrerà nei primi tre giorni della settimana. Statisticamente il giorno prima e dopo Thanksgiving la borsa é positiva. Se questo principio viene rispettato anche stavolta, il minimo che ci aspettiamo si verificherà tra lunedì e martedì. Crediamo che ci sarà almeno un test dei 1200 punti sull'S&P5o0 se non una discesa fino al prossimo significativo supporto a 1180 punti.
La situazione tecnica generale ci fà stimare una probabilità di circa 2/3 che il ribasso di settimana scorsa si esaurisca entro mercoledì prossimo con una qualche forma di esaurimento.
L'alternativa che viene suggerita dal Nasdaq100 e dai triangoli discendenti che notiamo sui grafici degli indici europei, é quella di un'accelerazione al ribasso con un'altra settimana fortemente negativa e minusvalenze dell'ordine del -4%/-5%. Le RSI dei 6 indici che seguiamo da vicino sono tra i 42 ed i 47 punti - nessun ipervenduto quindi ed ampio spazio verso il basso. Le Bollinger Bands sono strette e l'indicatore ADX basso. Un sensibile aumento della dinamica del movimento é quindi possibile. Le volatilità restano abbastanza alte e testimoniano di investitori nervosi che potrebbero anche cercare la fuga davanti ad una crisi dei debiti europea senza soluzioni indolori. Per fortuna i due scenari descritti sono entrambi negativi e di conseguenza gli investitori devono solo restare short ed osservare gli avvenimenti. Possono chiudere gli short sui livelli dove prevediamo un minimo cercando di anticiparlo o semplicemente seguire il trend fino a quando non si delinea un solido minimo. La tendenza é ribassista e solo traders aggressivi e con un'alta predisposizione al rischio possono osare prendere posizioni long anticicliche.
Oggi diamo un'occhiata al mercato delle obbligazioni di Stato ed ai tassi d'interesse. Ci sono sviluppi interessanti che potrebbero avere notevoli conseguenze sulle borse.
Questo é il grafico ad un'anno del future sul Bund, l'obbligazione di Stato tedesca a 10 anni.

Vedete che il trend é positivo ed in teoria dovrebbe esserci un'ultima spinta verso l'alto con obiettivo a 146. È però evidente che da settembre il rialzo il si é bloccato con forte oscillazione e progressi minimi. Un nuovo massimo annuale é stato toccato il 10 novembre a 139.58 ma subito c'é stata una correzione. Potrebbe formarsi un doppio massimo definitivo - a conferma ci vorrebbe una discesa sotto i 133 punti. In generale il Bund si rafforza quando le borse sono deboli - giovedì e venerdì é però avvenuto il contrario con DAX e Bund (136.69 -0.45%) in calo. Questo marginale aumento dei tassi d'interesse tedeschi é significativo? Potrebbe darsi che lentamente anche la stabilità finanziaria della Germania é in dubbio e quindi bisogna prepararsi ad un crollo finale delle borse. Venerdì c'é stato una diminuzione degli spreads e della tensione sul mercato dei Bonds di Stato ma stranamente questo non ha avuto sostanziali riscontri in borsa. Siamo di fronte ad una divergenza che bisogna seguire da vicino - potrebbe avere implicazioni negative.
Per il resto il cambio EUR/USD é stabilmente basso a 1.3510 mentre il prezzo dell'oro é sceso in settimana di circa 60 USD a 1723 USD/oncia.
All'inizio di settimana prossima si tratta di osservare se avviene l'atteso esaurimento del ribasso. Ci prepariamo a chiudere posizioni short. Non sappiamo ancora se conviene aprire posizioni long visto che il nostro scenario generale prevede per fine anno ancora un lieve calo rispetto ai livelli attuali. Non crediamo che convenga cavalcare un'eventuale rimbalzo e temiamo che quest'anno il rally di Natale si tramuterà in un deludente ed inconcludente oscillare poco sotto il range di novembre.
Commento del 18 novembre
Black Friday ?
Ieri l'S&P500 ha rotto come atteso il triangolo precipitando a 1216.13 punti (-1.68%). La caduta del Nasdaq100 é stata ancora più secca (-2.25%) e la rottura del supporto a 2300 punti più netta (2272 punti). Gli indici azionari americani sono arrivati sui minimi giornalieri nel primo pomeriggio. Preoccupante é che la reazione dal minimo é stata blanda. L'S&P500 é sceso fino ai 1209 punti per rimbalzare poi di soli 7 punti. La seduta é stata negativa con A/D a 1340 su 4911, NH/NL a 30 giorni a 140 su 741 (nuovi minimi in aumento - considerando che l'S&P500 é sceso nell'ultimo mese fino ai 1191 punti il livello é normale) e volume relativo a 1.0. Se come pensiamo l'S&P500 é in un trading range, il calo dovrebbe fermarsi sui 1200 punti. Il livello inferiore delle Bollinger Bands é a 1211 punti e la media mobile a 50 giorni a 1205 punti.
Gli indicatori di momentum come il McClennan Oscillator sono su livelli che negli ultimi mesi sono bastati a rispedire gli indici verso l'alto. Normalmente quindi le borse dovrebbero oggi stabilizzarsi. In Europa lo dovrebbero fare dopo una pessima apertura (Eurostoxx50 sui 2215 punti) ed eventualmente un'ondata di vendite iniziale.
Abbiamo però un dubbio - non siamo sicuri che le borse resteranno in un trading range ma potrebbero anche accelerare al ribasso e crollare. La debolezza ieri della tecnologia ed in particolare dei semiconduttori (-3.99%) é un pessimo segno. Non c'é nessuna situazione di ipervenduto in grado di bloccare un'eventuale accelerazione al ribasso. Il movimento laterale di novembre con bassi volumi di titoli trattati potrebbe essere stato di tipo distributivo. Inutile però ora porci grandi domande se non abbiamo risposte. Sappiamo che esiste questa variante e quindi non ha senso tentare oggi su eccessi di ribasso di comperare. Dobbiamo osservare come avviene (se avviene) la rottura dei supporti in Europa (tenete d'occhio i 2220 punti di Eurostoxx50 come livello di riferimento). Poi guarderemo se in America c'é un esaurimento sui o sopra i 1200 punti di S&P500. Ed infine durante il fine settimana avremo tempo di analizzare con calma la situazione e rivedere eventualmente i nostri obiettivi per fine anno. Vi ricordiamo che ci aspettiamo una moderata discesa dell'S&P500 fino ai 1150 punti.
A questo punto possiamo tornare in Europa. Le borse europee non hanno tecnicamente detto molto. Hanno perso terreno restando sopra i supporti. L'Eurostoxx50 ha chiuso una seduta movimentata a 2242 punti (-1.11%) dopo un minimo giornaliero a 2225 punti. La tendenza é leggermente negativa. I titoli finanziari si stanno lentamente stabilizzando e quindi il calo degli indici si sta fermando. La tensione a livello di tassi d'interesse sui titoli di Stato non sembra avere ulteriori ripercussioni sulle borse che sono ben lontane dai minimi annuali. L'unico aspetto preoccupante é il nostro indicatore proprietario a medio termine. Ha fornito ieri un segnale di vendita sull'Eurostoxx50 mentre resta ancora long sul DAX. Evitiamo posizioni di portafoglio in contrasto con il nostro indicatore.
Sugli altri mercati finanziari notiamo alcuni interessanti movimenti che non riusciamo ancora a classificare. Il Bund future ieri é sceso contro logica a 137.26 (-0.64%). Una giornata insolita non fà tendenza ma lo teniamo d'occhio. Il cambio EUR/USD é fermo a 1.3495 mentre l'oro improvvisamente cede terreno e scende a 1724 USD/oncia. Questo sviluppo segue le nostre previsioni e conferma che la nostra valutazione dei mercati in generale é coerente.
Ci sarà oggi un venerdì nero? L'apertura in Europa sarà negativa e l'Eurostoxx50 inizierà la seduta sui 2215 punti (-1.2%). Il minimo mensile é stato a 2211 punti ed evidente supporto é sui 2220 punti. Oggi avremo quindi una rottura che potrebbe essere marginale e rientrare per stasera. Oppure potrebbe scoppiare il panico e la diga potrebbe rompersi. Gli alti livelli di volatilità mostrano che i nervi degli investitori sono tesi. Se arrivasse una qualche notizia negativa a destabilizzare il mercato la slavina attuale potrebbe tramutarsi in valanga. Traders possono usare oggi eccessi di ribasso per coprire short. Tentare un long é contro i principi dell'analisi tecnica ed é operazione riservata a traders temerari.
Per la cronaca il Nikkei ha chiuso in calo dell'1.23% una seduta tranquilla mentre il future sull'S&P500 scende di 3 punti a 1212 punti.
Commento del 17 novembre
Le ondate di vendite nell'ultima ora di contrattazioni preoccupano
La tecnica si fà spazio anche in politica. Oltre che all'analisi tecnica in borsa ora abbiamo anche i governi tecnici. Scherzi a parte Mario Monti ha presentato ieri la sua squadra dalla quale i politici sono assenti. Questo avvenimento ha fortemente influenzato i mercati finanziari che sono oscillati secondo le notizie provenienti da Roma. A fine giornata però le variazioni sono risultate contenute. Gli investitori hanno dato fiducia all'Italia (FTSE MIB +0.79%) mentre per una volta hanno penalizzato la Germania (-0.33%). Per la prima volta una personalità europea (Juncker) ha messo in dubbio anche la solidità finanziaria tedesca provocando un coro di reazioni. Gli indici azionari restano però nel conosciuto trading range valido da inizio mese. Tendenzialmente vanno più spesso a testare i supporti mostrando una maggiore voglia di scendere - fino a quando non avviene una seria rottura la situazione é aperta. Gli indicatori tecnici, piuttosto sul neutro, non ci aiutano a prendere una decisione.
Più interessante, tecnicamente parlando, é stata la seduta in America. L'S&P500 ha aperto in negativo (1245 punti) ma ha subito recuperato andando a chiudere il gap rispetto alla seduta precedente. Nel primo pomeriggio é passato in positivo toccando un massimo a 1259 punti. Martedì l'ondata di vendite é arrivata a mezz'ora dalla chiusura senza grandi volumi di titoli trattati. Ieri l'attacco dei ribassisti é stato più deciso ed é iniziato ad un'ora dalla chiusura. Il calo é stato di circa il 2% (24 punti) con volumi di titoli trattati in netto aumento (volume relativo 0.95%). L'indice ha terminato a 1236.91 punti (-1.66%), sul minimo giornaliero e con una sostanziale perdita. L'S&P500 si é appoggiato sul bordo inferiore del triangolo e rischia ora un'accelerazione al ribasso. La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1545 su 4749 e NH/NL a 378 su 419. La volatilità VIX é salita a 33.51 (+2.29). Fino a quando non c'é una netta uscita dal triangolo lo sviluppo a corto termine é ancora incerto. Il quadro generale si sviluppa però negativamente ed una continuazione normale sarebbe ora una discesa dell'S&P500 fin verso i 1200 punti. Qui potrebbe trovarsi un minimo intermedio.
Sugli altri mercati finanziari il cambio EUR/USD (1.35) vacilla ma é fermo rispetto a ieri. Anche l'oro (1765 USD/oncia) non si muove. Continua invece a rafforzarso il petrolio (Light Crude Oil WTI 101.72 USD/barile +2.5%) che ha superato la barriera dei 100 USD. Questa ha aiutato ieri il comparto energia in borsa e permesso in rafforzamento dell'indice delle materie prime CRB (+0.51%). Il rialzo del prezzo del petrolio é iniziato ad ottobre ed ha già causato un'incremento del prezzo di circa 25 USD! Cosa potrebbe significare e quali conseguenze potrebbe avere? Ne riparliamo il fine settimana quando avremo studiato il problema.
Stamattina i mercati asiatici sono misti. Il Nikkei chiude con un guadagno del +0.19%. Il future sull'S&P500 recupera dopo la perdita di ieri sera. Sale di 5 punti a 1236 punti. I mercati europei inizieranno le contrattatzioni senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 é atteso sui 2260 punti. Secondo noi oggi in America proveranno ad uscire verso il basso dal triangolo. Di conseguenza nelle prime ore di contrattazioni a New York dovrebbero esserci delle vendite con riflessi sui mercati europei. Questo significa che stasera le borse europee dovrebbero essere sul minimo giornaliero e per logica vicine ai supporti. Questo vorrebbe dire circa 2225 punti di Eurostoxx50.
Impulsi potrebbero provenire dai dati che verranno pubblicati in America alle 14.30 (mercato immobiliare) ed alle 16.00 (Philadelphia FED Index).
Commento del 16 novembre
Le borse oscillano incerte - l'Euro debole a 1.3450 su USD mostra la strada
Come sapete preferiamo non guardare solo il grafico di un mercato per fare delle previsioni. Analizziamo giornalmente 4 mercati azionari europei e 2 indici americani. Gettiamo regolarmente un'occhiata sui grafici delle borse delle maggiori piazze finanziarie mondiali. Osserviamo l'andamento di tassi d'interesse, bonds, materie prime compresi metalli preziosi. In mezzo a questa massa di dati speriamo di trovare quelle informazioni importanti per stimare lo sviluppo dei mercati azionari sui quali operiamo normalmente.
Al momento non sappiamo in quale direzione andranno le borse nelle prossime settimane. Scommettiamo su un ribasso ma senza avere conferme tecniche - soppesando vari indicatori abbiamo l'impressione che gli aspetti negativi prevalgano. La situazione é però talmente labile ed instabile che potrebbe anche rapidamente cambiare. Solo il grafico EUR/USD ha un'aspetto veramente negativo. Da mesi parliamo di ribasso. Per saldo abbiamo ragione ma le differenze sono minime. Ora però il cambio EUR/USD sta sviluppando un'ulteriore gamba di ribasso che sembra essere decisiva. Stamattina é a 1.3450 e dovrebbe muoversi in direzione del minimo di ottobre a 1.32. Il minimo annuale é del 10 gennaio a 1.2875. L'Euro debole non promette niente di buono per le borse europee.
Ieri sui mercati finanziari é stata una giornata di ordinaria amministrazione. Le borse europee sono scese la mattina sui supporti a corto termine testandoli con successo per poi rimbalzare. L'Eurostoxx50 ha toccato i 2227 punti (supporto a 2220 punti) e il FTSE MIB i 14998 punti (supporto a 15000 punti) chiudendo poi la sera nettamente sopra questi minimi giornalieri. Sappiamo ora che il trading range é valido e per ora né rialzisti né ribassisti sono in grado di imporre una rottura - dobbiamo aspettare. A livello settoriale le banche continuano ad essere deboli (-3.18%) mentre il resto dei listini contiene le perdite. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2254 punti (-1.50%) e quindi ha avuto la seconda seduta settimanale negativa. A però perso parecchio del momentum verso il basso e non sembra pronto per scendere sotto i 2200 punti.
La seduta in America manda segnali contrastanti malgrado la plusvalenza finale. L'S&P500 é sceso fino a metà giornata raggiungendo i 1244 punti. Ha però poi cambiato direzione salendo fino mezz'ora dalla chiusura a 1264 punti. Una preoccupante ondata di vendite sul finale ha provocato una discesa a 1257.81 punti (+0.48%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4077 su 2170 e NH/NL a 366 su 431. I volumi sono stati come al solito mediocri (volume relativo a 0.8). Oltre alle vendite sul finale troviamo un'altro aspetto strano - la volatilità VIX é salita (e non scesa come avrebbe dovuto) a 31.22 punti (+0.09). L'S&P500 resta però all'interno del triangolo e il trading range 1220-1275 (circa) punti non é in discussione.
Sugli altri mercati finanziari oltre al problema del cambio EUR/USD vediamo una costante forza del Bund tedesco. Ieri il future ha chiuso in rialzo a 138.43 - la tendenza é intatta ed il Bund é pronto a testare il massimo annuale. Prevediamo un'accelerazione al rialzo che dovrebbe presto o tardi corrispondere ad un ribasso delle borse.
In generale non vediamo ragioni per essere posizionati aggressivamente al ribasso. Il quadro generale é però negativo e tendenzialmente bisogna diffidare delle azioni. Operazioni di trading a medio e corto termine devono essere preferibilmente di tipo short senza disdegnare di prendere rapidamente guadagni quando si presenta una buona occasione come negli ultimi due giorni sul FTSE MIB.
Stamattina le borse asiatiche cono in calo. Il Nikkei chiude sul minimo giornaliero ed in perdita del -0.92%. Il future sull'S&P500 scende di 14 punti a 1240 punti. Le borse europee inizieranno ovviamente la giornata in negativo e le prime indicazioni danno l'Eurostoxx50 sui 2234 punti. Crediamo però che il supporto sui 2225 punti reggerà ancora una volta.
Commento del 15 novembre
Triangolo simmetrico - bisogna attendere la rottura
Le borse si trovano in una fase di stallo. Da settimane si muovono lateralmente con forte volatilità ma poca tendenza. L'esempio classico é l'S&P500 - é bloccato nel range 1200-1300 punti ed ora sul grafico si é formato un triangolo simmetrico che punta sui 1250 punti. Ieri l'indice ha terminato la seduta a 1251 punti (-0.96%) e si avvicina alla punta del triangolo. Questo significa che nei prossimi giorni avremo un'accelerazione decisiva in una o nell'altra direzione. La giornata di ieri ci é servita per avere la conferma che al momento le borse non hanno la forza per accelerare al rialzo. Ora bisogna osservare se esiste abbastanza pressione di vendita per una rottura al ribasso. Al momento non sembra. Nell'incertezza é meglio attendere che il mercato ci mostri la buona direzione.
Ieri le borse europee hanno aperto al rialzo. L'euforia é durata però poco e subito é stato raggiunto un massimo. L'Eurostoxx50 ha toccato i 2344 punti ed il FTSE MIB i 16123 punti. Poi l'effetto Monti si é esaurito e gli investitori sono tornati alla dura realtà. Il Tesoro italiano ha dovuto pagare 6.29% per piazzare 3.4 Mia. di EUR a 5 anni ed i tassi d'interesse sui Bonds italiani sono tornati a salire. Unicredit ha annunciato ammortamenti straordinari per 9.6 Mia di EUR, una perdita trimestrale di 10 Mia di EUR ed un'aumento di capitale per 7.5 Mia di EUR - l'azione ha perso ieri il -6.18%. Gli indici azionari europei sono scesi ad ondate stabilizzandosi in serata solo grazie a New York. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2288 punti in calo del -1.57%. Ora gli indici sono tornati nel trading range di ottobre e andranno a testare i supporti. Per intenderci stiamo parlando dei 2220 punti di Eurostoxx50 e dei 15000 punti di FTSE MIB. Difficile dire se ci sarà una rottura al ribasso.
Per l'analisi tecnica significativi sono i movimenti accompagnati da aumenti del volume di titoli trattati e volumi stessi che superano nettamente la media. Le oscillazioni dei giorni scorsi sono invece avvenute con bassi volumi - non possiamo dargli quindi troppo peso. La partecipazione é troppo bassa per una accelerazione ed un movimento sostanziale e duraturo.
L'S&P500 si é comportato come previsto nell'analisi del fine settimana. Il future é salito la mattina fino ai 1270 punti. L'apertura ufficiale alle 15.30 é stata però gia in calo di 4 punti sui 1260 punti e questo é stato il massimo giornaliero. L'indice ha perso fino alla chiusura il -0.96% a 1251 punti. L'andamento giornaliero é stato però irregolare e l'azione dei ribassisti é stata interrotta da numerose fasi nelle quali sono riapparsi compratori. La seduta é stata negativa con A/D a 1454 su 4836 e NH/NL a 282 su 344. Il peggior settore é stata la finanza mentre la tecnologia ha contenuto le perdite (Nasdaq100 -0.61%). Il volume relativo é stato di 0.7 - qui risulta evidente la mancanza di partecipazione che trasforma questo calo in un'oscillazione senza grande importanza se non quella di confermarci che l'S&P500 non può accelerare al rialzo sopra le resistenza sui 1272-74 punti. La volatilità VIX resta sopra i 30 punti e termina a 31.13 punti (+1.09). A cortissimo termine é importante il livello dei 1250 punti. Noi crediamo però che i ribassisti cercheranno ora di sfruttare lo slancio di ieri e faranno scendere l'S&P500 almeno sui 1220 punti. Una discesa fino ai 1200 punti é possibile - una rottura al momento non traspare dagli indicatori che restano neutri.
Sugli altri mercati finanziari notiamo la debolezza dell'Euro. Il cambio EUR/USDF é sceso a 1.36 e conferma la tendenziale debolezza delle borse. Il grafico suggerisce nelle prossime settimane una discesa verso gli 1.29-1.30 e questo dovrebbe corrispondere ad un ribasso in borsa. I bonds mostrano le continue tensioni all'interno dell'Europa con Bund (future a 138.60) e speads in aumento.
Stamattina le borse asiatiche sono deboli con il Nikkei in calo del -0.72%. Il future sull'S&P500 perde ancora 3 punti a 1249 punti. Le borse europee inizieranno la giornata con una minusvalenza di circa il -0.5% (Eurostoxx50 a 2275 punti). Pensiamo che dovrebbe esserci ancora un tentativo di ribasso - le probabilità di una stabilizzazione sono però buone e quindi non crediamo che si ripeterà la giornata di ieri. In mancanza di novità dal fronte politico si ricomincerà ad analizzare dati economici. Oggi l'agenda é fitta e probabilmente saranno le cifre a fornire i pochi impulsi. Prevediamo una chiusura sui 2270 punti di Eurostoxx50 - moderato ribasso.
Aggiornamento del 14 novembre
Stamattina, in mancanza di notizie negative, sembra che le borse preferiscano continuare la tendenza positiva della fine di settimana scorsa. I mercati asiatici sono al rialzo ed il Nikkei guadagna il +1.05% - chiude però sul minimo giornaliero. Il future sull'S&P500 sale di 5 punti a 1266 punti.
Le dimissioni di Berlusconi e la prospettiva di un governo tecnico condotto da Mario Monti dovrebbero almeno all'inizio aiutare le borse europee. L'Eurostoxx50 dovrebbe iniziare le contrattazioni sui 2345 punti (+0.9%). Importante sarà osservare il comportamento durante la giornata. Crediamo che dopo una buona apertura mancheranno ulteriori acquisti e quindi non dovrebbero esserci ulteriori progressi. Prevediamo quindi una chiusura sotto i 2350 punti. Questa é un'opinione soggettiva con pochi supporti tecnici. In America però pensiamo che l'S&P500 non possa superare i 1272-1275 punti e quindi in generale il potenziale di rialzo é limitato.
Commento del 12-13 novembre
È colpa dell'arbitro o dell'allenatore - mai dei giocatori
Gli arbitri nei confronti dello stato di salute delle finanze degli Stati europei sono le agenzie di rating internazionali. Settimana scorsa Michel Barnier, commissario europeo dei servizi finanziari, ha proposto di vietare a queste agenzie la pubblicazione di declassamenti del debito se il momento viene giudicato poco opportuno. In poche parole se la nostra squadra sta perdendo, all'arbitro si vieta di fischiare i falli da noi commessi, ammonimenti ed espulsioni contro i nostri giocatori. Se malgrado ciò la squadra perde si licenzia l'allenatore. I governi di Grecia ed Italia vengono cambiati nella speranza che la squadra, con nuove tattiche e motivazione, giochi meglio. Forse però anche i giocatori ed i tifosi dovrebbero fare un'esame di coscienza. Lamentarsi di arbitro, dirigenti ed allenatore é in parte corretto - ma i giocatori hanno sempre dato il tutto per tutto e giocato secondo le indicazioni dell'allenatore? Hanno forse preteso un salario troppo alto con prestazioni non sempre all'altezza? E non da ultimo bisogna domandare ai tifosi che criticano la squadra del cuore e disertano lo stadio o peggio ancora causano disordini, se questo é il buon sistema per migliorare la qualità del gioco ed ottenere risultati positivi.
Tra i Paesi europei solo le obbligazioni dello Stato tedesco sono ora su un minimo di reddito - rispettivamente solo il Bund tedesco é quotato sul massimo annuale. Lo spread, vale a dire la differenza di reddito, sta invece per tutti gli altri Paesi, compresa la Francia, aumentando. Tenete d'occhio il Bund tedesco perché questo vi mostrerà quando la crisi entrerà nella fase finale e decisiva. I tassi d'interesse sul Bund potrebbero cominciare a crescere quando gli investitori considereranno che la crisi é superata e non c'é più bisogno di parcheggiare la liquidità prestandola alla Germania per 10 anni al tasso dell'1.89%. Da come si sviluppa ora la situazione questo scenario é improbabile. Più probabile é invece un'acuirsi dei problemi di indebitamento e sopratutto di rifinanziamento. Le politiche di austerità provocano un rallentamento economico ed inizialmente una diminuzione del gettito fiscale ed un peggioramento del rapporto debito/PIL. Al momento la Germania garantisce per tutti. Ad un certo punto diventerà evidente che il problema non può essere circoscritto ad un paio di Paesi ma che, con un'effetto domino, colpirà l'intera Unione Europea. In quel momento anche la solidità e credibilità della Germania verranno messi in discussione. E i tassi d'interesse sul Bund saliranno.
Noi siamo convinti che la BCE abbandonerà purtroppo il rigore monetario e comincerà a finanziare direttamente i debiti pubblici degli Stati in difficoltà stampando moneta. Ma avremo tempo di riparlarne nei prossimi mesi.
Le obbligazioni di Stato in EUR a 10 anni hanno i seguenti redditi: Germania 1.89%, Francia 3.37%, Italia 6.43%. A chi pensa che il reddito del Bund tedesco non possa più scendere ricordiamo che le obbligazioni giappponesi in JPY rendono il 0.98%, e quelle svizzere in CHF il 0.85%.
Oggi abbiamo fatto una lunga introduzione approfittando del fatto che abbiamo poco da dire di analisi tecnica. Raramente la situazione é stata così confusa e non abbiamo chiari segnali. Non vediamo indicatori in posizioni estreme e particolari, fatto che normalmente ci fornisce la motivazione per prevedere movimenti significativi in una o nell'altra direzione. La verità é che gli indici azionari si muovono lateralmente con oscillazioni caotiche da circa un mese. Il nostro scenario 2011 prevedeva per questo periodo una moderata e complessa correzione. L'S&P500 ha chiuso venerdì a 1263 punti e lo prevediamo per fine anno sui 1150 punti. Non prendete però questo obiettivo come riferimento preciso ma solo come direzione generale. Pensiamo che nelle prossime 7 settimane le borse dovrebbero indebolirsi e l'analisi tecnica ci dice che questo scenario é possibile. Vediamo ora di capire se é anche probabile.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 +1.45% a 2324 punti
DAX +1.52% a 6057 punti
SMI -0.19% a
5649 punti
FTSE MIB +2.81% a 15778 punti
S&P500 +0.85% a 1263.85 punti
Nasdaq100 -0.02% a 2355 punti
Le borse sono state irregolari e senza sostanziali cambiamenti lunedì e martedì. Mercoledì c'é stato un crollo e nel -3.67% dell'S&P500 pensavamo di aver visto un primo impulso ribassista a conferma della presenza di un top. Le reazioni di giovedì e venerdì sono state però consistenti e superiori alle attese basate su un normale rimbalzo tecnico. Il saldo settimanale é così risultato per la maggior parte degli indici positivo. In fondo questo rispecchia la nostra valutazione e previsione di settimana scorsa: "Non crediamo che esista molto potenziale di rialzo - la prossima settimana dovrebbe però essere nuovamente positiva. Evitiamo per il momento di posizionarci aggressivamente short anche se il mercato sembra molto emotivo ed esposto a sorprese negative che restano in agguato dietro l'angolo. Diciamo che se settimana prossima non c'é un'ulteriore catastrofe, le borse dovrebbero moderatamente apprezzarsi. Se però succede qualcosa di imprevisto il potenziale di ribasso é sostanziale."
Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 1263.85 punti (+1.95%) con un massimo giornaliero a 1267 punti. Il massimo settimanale é stata a 1277 punti intraday e 1275 punti in chiusura. Per poter parlare di trend negativo questi livelli non devono più essere superati e quindi la seduta di lunedì é decisiva. Venerdì la borsa é salita con A/D a 5137 su 1224, NH/NL a 425 su 198 e volume relativo a 0.7. Finora questo movimento sembra un rimbalzo tecnico dal minimo di mercoledì a 1226 punti. Deve però fermarsi qui. Se prosegue sopra i 1270 punti rischia di trasformarsi in rialzo riattivando l'obiettivo a 1300 punti.
Lo stesso ragionamento vale per gli indici europei. Venerdì hanno superato il livello di un normale rimbalzo. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2324 punti contro un'obiettivo a 2300 punti. Lunedì l'indice dovrebbe perdere terreno o almeno non superare i 2350 punti per poter credere in una ripresa della correzione. In caso contrario la formazione di un top potrebbe continuare e l'indice potrebbe risalire sui 2400 punti formando poi un testa e spalle ribassista. Al momento i grafici degli indici europei sono piuttosto negativi mostrando una paletta di costellazioni discendenti che spaziano dai triangoli, ai cunei fino ai canali. Come vedete le possibilità mostrate ora dall'analisi tecnica sono molteplici e si traducono purtroppo in una di quello famosi ed inutili frasi che si trovano presso nelle analisi di mercati: noi pensiamo che ora il ribasso debba riprendere ma se settimana prossima gli indici salgono significa che é ancora rialzo...
Gli altri mercati finanziari non forniscono ulteriori elementi di decisione. Il cambio EUR/USD a 1.3745 mostra che esiste ancora molto scetticismo nei riguardi della moneta europea. Il Bund ha chiuso venerdì a 137.27, in calo del -0.92% ma ancora in trend rialzista. Il prezzo del petrolio ha guadagnato in settimana quasi il +5% mentre l'oro (1788 USD/oncia) é salito di circa 30 USD.
Riassumendo siamo molto incerti sullo scenario per il futuro. Generalmente ci aspettiamo nelle prossime settimane una continuazione dell'oscillazione laterale con una moderata tendenza ribassista. Questa correzione verso il basso potrebbe continuare subito se lunedì avremo una seduta negativa. In caso contrario dovremo aspettare più tempo e la formazione di un top non é ancora completa. I rischi verso il basso sono però considerevoli. Malgrado che ora non si intravvede un trend ribassista sostenibile e la pressione di vendita é moderata, evitiamo posizioni long e propendiamo per posizioni short. Poiché é impossibile indovinare un massimo definitivo, bisogna sfruttare i rally per vendere, magari con due-tre operazioni distinte, ed i crolli improvvisi per prendere benefici.
Commento del 11 novembre
Jefferson County
L'attenzione degli investitori é concentrata sull'Europa, Grecia ed Italia. Non bisogna però dimenticare che quello dei debiti é un problema mondiale. L'America ha abilmente spostato il discorso su altri temi ma sappiamo che anche in questo Paese il problema é acuto e non solo a livello federale. Ieri la contea di Jefferson (670'000 abitanti in Alabama) ha dichiarato bancarotta con 4.2 Mia. di USD di debiti. Pessima gestione da parte dei politici (alcuni già in prigione con il principale responsabile condannato ad una pena di 15 anni) e finanziamenti tramite ARS (prestiti a corto termine a tasso variabile) hanno provocato il tracollo. In America parecchi contee e comuni sono troppo indebitati ed il mercato delle obbligazioni municipali vicino al crollo. Vedrete che tra poco si ricomincerà a parlare di America....
Ieri la politica ha continuato a dominare gli avvenimenti. In Grecia c'é un nuovo primo ministro, in Italia Mario Monti appare come solido candidato per la guida di un governo tecnico con l'appoggio dei maggiori partiti. La BCE é intervenuta comperando titoli di Stato italiani - il reddito é tornato sotto il 7% e le borse hanno reagito di conseguenza. Gli indici azionari sono ancora caduti in apertura facendo tremare i supporti a corto termine. Subito sono però ripartiti al rialzo concludendo la giornata, dopo un'andamento altalenante, in positivo.
L'Eurostoxx50 ha inizialmente toccato un nuovo minimo mensile a 2211 punti rompendo il supporto a 2240 punti. L'immediata reazione l'ha fatto risalire fino ai 2291 punti. Poi é tornata la calma e l'indice ha chiuso a 2255 punti, in rialzo del +0.25%. Sui grafici europei appaiono delle serie di minimi e massimi discendenti, cunei e triangoli discendenti che suggeriscono una continuazione verso il basso. Dopo il crollo di mercoledì la reazione di ieri sembra un tipico rimbalzo tecnico che ha ancora spazio verso l'alto. Non molto - come preannunciato ieri sera nell'analisi sull'Eurostoxx50 il rimbalzo dovrebbe esaurirsi sui 2300 punti. Attenzione però che abbiamo a che fare con mercati volatili ed investitori dominati dalle emozioni. Eccessi in una o nell'altra direzione sono possibili e c'é poco da fidarsi dei livelli tecnici. Funzionano bene in America - molto meno in Europa. Se stasera l'Eurostoxx50 chiude a 2320 punti non mandate subito una mail dicendo che ci siamo sbagliati e cosa bisogna fare con posizioni short aperte a 2300 punti....
In America la seduta é stata senza tendenza e contraddistinta da un'oscillazione laterale. Tra il massimo giornaliero a 1246 punti ed il minimo a 1227 punti ci sono solo 19 punti. La chiusura si é situata in mezzo a questo range a 1239.70 punti (+0.86%). Dopo la perdita del -3.67% di mercoledì la plusvalenza di ieri é servita a colmare solo una parte del calo. In teoria il rimbalzo tecnico dovrebbe far risalire l'S&P500 sui 1350-52 punti. Di conseguenza oggi dovrebbe esserci ancora una spinta verso l'alto ed una seduta positiva. Ieri ha frenato la tecnologia - il Nasdaq100 ha chiuso invariato (-0.09%). La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4025 su 2203 e volume relativo a 0.95. Il rapporto NH/NL (193 su 427) resta negativo. La volatilità VIX é scesa a 32.81 ma resta sopra i 30 punti.
In generale vediamo poca forza d'acquisto che contrasta una costante pressione di vendita. Ci sono parecchi motivi di proccupazione ed i maggiori rischi sono verso il basso. Possono esserci una serie di sedute moderatamente positive quando si cercano soluzioni e la crisi sembra stabilizzarsi. I guadagni vengono però cancellati da improvvise e sostanziali cadute che vanno a testare i supporti. Una rottura al ribasso é solo una questione di tempo. Sapete però che non ci aspettiamo un vero e proprio ribasso ma piuttosto una correzione complessa con un lento ed irregolare scivolare verso il basso.
Gli altri mercati finanziari confermano la situazione difficile delle borse. Il cambio EUR/USD é a 1.3615 ed ogni ulteriore commento é superfluo.
Stamattina le borse asiatiche sono leggermente positive ed il Nikkei guadagna il +0.16%. Il future sull'S&P500 sale a 1243 punti (+5 punti). La reazione delle borse europee é positiva ma tiepida - l'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 2270 punti (+0.6%). In teoria stasera dovremmo ritrovare l'Eurostoxx50 a 2300 punti e l'S&P500 a 1250 punti. Vedremo cosa sarà la differenza tra teoria e pratica. Buon 11.11.11 a tutti (specialmente ai superstiziosi).
Commento del 10 novembre
Credito: "Il credere, l'essere creduto. Fiducia, stima"
(da Enciclopedia Universale Rizzoli Larousse)
I tassi d'interesse sul debito italiano a 10 anni hanno ampiamente superato il 7%. Perché? Per ogni debitore, come lo Stato Italiano, c'é un creditore. Questo presta dei soldi poiché crede di essere presto o tardi ripagato. Ha fiducia e stima nel debitore. Ora noi crediamo nella capacità e volontà del popolo italiano di onorare i suoi debiti. Ne ha ampiamente le capacità economiche e finanziarie. Manca però ormai la fiducia e la stima nella politica incapace da anni di controllare la spesa pubblica per non parlare di una riduzione del debito. Nella storia un momento difficile come quello attuale veniva semplicemente superato stampando moneta. I paesi europei hanno ceduto questa facoltà alla BCE e quindi l'Italia non ha più questi strumento monetario a disposizione. Per fortuna poiché in questo caso anche l'industria ed i cittadini vedrebbero esplodere i costi di rifinanziamento dei loro debiti. Durante questa crisi arriveremo anche alla creazione di moneta da parte della BCE. Adesso é ancora troppo presto per usare questo pericoloso strumento inflazionistico e l'Italia deve cavarsela da sola. Ma deve agire molto velocemente...
Ieri gli avvenimenti politici in Italia hanno provocato un crollo dei mercati azionari. I tassi d'interesse sulle obbligazioni sono esplosi e l'aumento dei margini richiesti dalla LCH sui titoli di Stato ha creato ulteriore pressione di vendita. Il movimento si é sviluppato a valanga coinvolgendo tutti i listini. Particolarmente sotto pressione sono stati i titoli finanziari ed italiani. Il FTSE MIB ha chiuso a 15071 punti, in perdita del -3.78% - poco meglio ha fatto l'Eurostoxx50 con un -2.29% a 2250 punti. Il calo é avvenuto con forti volumi di titoli trattati e si é fermato sui supporti che si erano formati a novembre - 2230-2240 punti di Eurostoxx50 e 15000 punti di FTSE MIB per intenderci. Esiste la possibilità che da questi supporto le borse europee riescano a rimbalzare ancora una volta. I triangoli e cunei discendenti che appaiono sui grafici uniti al netto impulso ribassista osservato ieri parlano però un linguaggio chiaro. Il rialzo é concluso e la prossima fase é negativa. Non é ancora chiaro se il ribasso riprende direttamente ma in ogni caso qualsiasi rimbalzo deve essere utilizzato per vendere. La spazio verso l'alto é limitato, il rischio di ribasso considerevole.
L'America non ha resistito alle pressioni negative provenienti dall'Europa. l'S&P500 ha perso il -3.67% chiudendo a 1229.10 punti e vicino al minimo giornaliero. Un tentativo di difendere il supporto a 1340 punti é fallito dopo un rimbalzo di un 12 punti. È stata una seduta negativa con A/D a 742 su 5595 e NH/NL a 184 su 435. L'espansione dei nuovi minimi é avvenuta con volume relativo a 1 e volatilità VIX in forte aumento a 36.16 punti (+8.68). Normalmente una seduta così negativa chiude definitivamente una fase di rialzo. È molto probabile che il rialzo di ottobre sia terminato con il massimo discendente a 1277 punti di martedì. La sorpresa paventata nei commenti dei giorni scorsi é stata quindi che il rialzo é terminato prima della fascia ideale a 1280-1300 punti e non dopo. L'Italia ha probabilmente provocato questo leggero spostamento.
A corto termine il ribasso dovrebbe continuare. Un'obiettivo ideale sono i 1220 punti di S&P500. Da qui dovrebbe svilupparsi un consistente rimbalzo. Lo utilizzeremo per aprire posizioni short. Poiché il future é a adesso già a 1220 punti non conviene vendere subito.
Gli altri mercati finanziari confermano la debolezza delle borse. Il cambio EUR/USD é a 1.3520 ed anche l'oro scende a 1760 USD/oncia. Il future sul Bund tedesco é salito a 138.83 punti sfiorando il massimo annuale. Gli investitori comprano uno degli ultimi assets considerati sicuri sfuggendo le instabili borse. Nel commento sul DAX di ieri sera abbiamo scritto che la crisi sarà veramente seria quando anche il Bund comincerà a crollare. È un ragionamento logico che riaffronteremo nell'analisi del fine settimana. Pensateci nel frattempo...
Stamattina il calo delle borse continua. I mercati asiatici sono deboli ed il Nikkei perde il -2.9%. Come anticipato il future sull'S&P500 é a 1220 punti (-5 punti). L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2210 punti. Non crediamo che oggi possa risollevarsi. L'unica questione aperta é se ha ancora spazio verso il basso. Facendo una veloce simulazione incrociata con l'S&P500 diremmo di si ma non troppo - poco sotto i 2200 punti dovrebbe fermarsi.
Commento del 9 novembre
Molta politica - poca analisi tecnica - nessun fondamentale
Ieri gli avvenimenti politici italiani hanno dominato la seduta delle borse. La mattina gli indici azionari europei sono decollati nella speranza che il voto nel pomeriggio decretasse la fine del governo Berlusconi. Il parlamento ha però approvato il tema in votazione e la prima reazione dei mercati finanziari é stata di delusione. Gli indici europei hanno perso fino alla chiusura buona parte dei guadagni. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2303 punti (+1.20%) dopo essere salito fino ai 2347 punti. Un'analisi dei risultati del voto ha però chiaramente mostrato che Berlusconi non ha più i numeri per governare ed ha perso la maggioranza. Dopo un'incontro con il capo dello Stato Napolitano, ha dichiarato di voler dare le dimissioni. Questo ha dato un nuovo stimolo alle borse che sembrano giudicare in maniera positiva un'avvicendamento politico in Italia. Wall Street si é rafforzata e l'S&P500 ha terminato sul massimo giornaliero a 1275.92 punti (+1.17%).
Normalmente la politica non dovrebbe entrare in una rubrica di analisi tecnica - gli avvenimenti italiani spiegano però le oscillazioni di ieri delle borse durante la giornata. Togliendo questo influsso resta quello che per noi é significativo e costituisce trend.
Innanzitutto due osservazioni. La prima é che gli indici sono in un trend rialzista a corto termine ed hanno ancora spazio verso l'alto. La seconda é che le dimissioni di Berlusconi valgono almeno un 2% di plusvalenza sugli indici. È questa la performance di Eurostoxx50 e FTSE MIB prima che le speranze degli investitori venissero deluse. Non crediamo che il malus Berlusconi sia più consistente - dopo un balzo iniziale questo avvenimento non dovrebbe provocare un'ulteriore rialzo se non che le riforme annunciate in Italia non siano in grado di effettivamente migliorare le prospettive d'indebitamento dell'Italia.
Tornando all'analisi tecnica la nostra valutazione generale é invariata. Le borse hanno ancora spazio verso l'alto ma l'aria comincia a diventare rarefatta. Le borse si muovono grazie ai derivati ed alle operazioni dei traders. I volumi sui rialzi sono mediocri e non vediamo quegli acquisti di investitori istituzionali che normalmente muovono le borse sul medio-lungo periodo.
In America l'S&P500 sta arrivando nel range critico e nostro obiettivo a 1280-1300 punti. Ieri l'S&P500 ha chiuso a 1275 punti mentre il Nasdaq100 si é fermato a 1400 punti che eguaglia il massimo di ottobre. L'indice tecnologico si prepara ad un test importante di questa resistenza ed é poco lontano dal massimo annuale (!) a 2438 punti. Il comportamento di questo indice nei prossimi giorni é da osservare con attenzione poiché potrebbe servire da esempio per tutti e dare chiare indicazioni sul potenziale residuo di rialzo delle borse.
Ieri al NYSE é stata una seduta positiva con A/D a 4616 su 1663 e NH/NL a 30 giorni a 750 su 183. I volumi di titoli trattati restano bassi - volume relativo a 0.75. In generale vediamo un debole rialzo con partecipazione suboprimale. Il trend é intatto ma vista la sua fragile struttura é a rischio di fallimento. A livello psicologico constatiamo un problema: la maggior parte degli operatori é scettica ed impaurita dai problemi d'indebitamento e dalle prospettive congiunturali negative. Tutti sono in attesa di un ribasso ed alla ricerca di un massimo e punto tornante. La borsa non fà mai quello che si aspetta la maggioranza poiché tutti sono già posizionati in precedenza. Ci sarà quindi una sorpresa ed il mercato farà qualcosa di inaspettato. Il nostro sospetto é questa fase di incertezza e di debole rialzo potrebbe durare più del previsto. Il ribasso potrebbe iniziare solo quando i traders posizionati al ribasso avranno perso la pazienza ed abbastanza soldi (gli Hedge Funds ad ottobre erano short e le loro performances mensili sono negative!). Le coperture dei shorts provocheranno una classica accelerazione e falsa rottura al rialzo a chiudere il trend e provocare un cambiamento di tendenza.
Sugli altri mercati finanziari notiamo che le reazioni alla crisi italiana sono contenute. Il cambio EUR/USD (1.3820) si rafforza di poco e resta lontano dagli 1.40. Il Bund future tedesco scende a 137.10 ma basta dare un'occhiata alla chart per rendersi conto che il trend rialzista é intatto.
Stamattina le borse asiatiche seguono l'America e si rafforzano. Il Nikkei sale del +1.15%. Il future sull'S&P500 scende a 1268 punti (-5 punti). Le borse europee apriranno in positivo ma sotto le aspettative iniziali. L'Eurostoxx50 sulla base del future valeva alle 08.00 2348 punti - ora (08.30) é sceso a 2328 punti conservando una plusvalenza dell'1% rispetto alla chiusura ufficiale di ieri. Crediamo che la borsa americana, vicino ad importanti resistenze, debba oggi fare una pausa e consolidare. Di conseguenza pensiamo che dopo una buona apertura in Europa non dovrebbe succedere più molto se non alcune prese di beneficio. Bernanke parla alle 15.30 - in genere i suoi discorsi sostengono le borse. Negli ultimi tempi però anche le sue parole cominciano a farsi critiche.
Commento dell'8 novembre
Olympus
Per una volta, in attesa di conoscere il nome del nuovo primo ministro ellenico, non si parla di Grecia. Olympus é una società giapponese produttrice di apparecchi ottici (macchine fotografiche) che ha falsificato i bilanci nascondendo pesanti perdite sugli investimenti. Lo scandalo ha scosso i mercati asiatici ed il titolo perde il -29% spedendo la borsa di Tokio al ribasso del -1.27%. Il problema non é Olympus stessa ma il fatto che dirigenti per anni sono riusciti ad ingannare tutti compresi revisori e regolatori. Gli investitori dubitano del valore dei titoli che posseggono e la mancanza di fiducia é veleno per le borse.
Come per il caso MF Global, fallita settimana scorsa, anche quello della Olympus dovrebbe influenzare solo per poco tempo le borse che ieri sono state irregolari.
Gli indici azionari europei sono scesi la mattina a testare i supporti formatisi settimana scorsa. Questi hanno resistito e le borse sono tornate a salire. Voci su possibili dimissioni di Berlusconi hanno poi fornito una spinta supplementare specialmente per i titoli italiani. A fine giornata le minusvalenze sono state contenute per DAX (-0.63% a 5928 punti) e Eurostoxx50 (-0.68% a 2275 punti) mentre il FTSE MIB italiano é addirittura riuscito a guadagnare terreno in controtendenza (+1.32% a 15548 punti). Tecnicamente la situazione é invariata e fino a quando i supporti reggono (Eurostoxx50 a 2240 punti) il nostro scenario di un moderato apprezzamento delle borse a corto termine é ancora valido. Questi continui tentativi di rottura al ribasso ci preoccupano. Se oggi non appare un pò di forza ed i compratori non provano a combinare qualcosa di più che non solo difendersi, i rischi verso il basso aumentano.
Per fortuna l'America ha reagito secondo le nostre attese. L'S&P500 é sceso con due classiche spinte ribassiste fino ad un minimo giornaliero a 1240 punti. È poi risalito, con calma e costanza, chiudendo la giornata con una plusvalenza del +0.63% a 1261.12 punti. Sul grafico appare un mini triangolo ascendente con resistenza sui 1262 punti. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 3280 su 2920 e NH/NL a 502 su 254. Il volume relativo é stato di 0.75 - i volumi restano bassi nei giorni positivi e questo é una fattore preoccupante e di instabilità. È probabile che ci sarà ora una serie di sedute come quella di venerdì e di ieri - un'alternarsi di moderate plusvalenze e minusvalenze che per saldo faranno salire marginalmente le borse. Arriverà poi, improvviso e brutale, un netto cedimento. Stimiamo che l'S&P500 possa risalire tra i 1280 ed i 1300 punti prima di dover scendere. Non siamo però per niente sicuri di questa previsione e sappiamo purtroppo che il crolllo arriverà a sorpresa. In una situazione del genere conviene aprire posizioni short mano a mano che gli indici salgono. Indovinare il massimo é impossibile e non ci riusciremo se non con un colpo di fortuna.
Sugli altri mercati finanziari notiamo una movimento imprevisto. Il prezzo dell'oro ha accelerato al rialzo sopra i 1750 USD/oncia e quota stamattina 1791 USD/oncia. Questo balzo non é una conseguenza dell'indebolimento del dollaro americano. Il cambio EUR/USd é stabile a 1.3740. L'oro sale probabilmente per il suo status di bene rifugio e questo é un segnale preoccupante per le borse.
Stamattina, come anticipato, Le borse asiatiche sono deboli. Il future sull'S&P500 é a 1252 punti (-6 punti). Le borse europee sommano la buona chiusura ieri sera a Wall Street con la debolezza di stamattina e si decidono per un'apertura in leggero rialzo. L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2285 punti (+0.4%). Stamattina l'attenzione degli investitori europei é puntata sull'Italia ed il voto di fiducia al governo Berlusconi. Noi, indipendentemente dal risultato della votazione, speriamo in una giornata di borsa positiva. Un'altra seduta negativa diminuirebbe sostanzialmente le probabilità di una salita degli indici prima del top.
Aggiornamento del 7 novembre
Governo nuovo - problemi vecchi
In Grecia Papandreou si dimette e si forma un governo di transizione e di unità nazionale - sono poi previste nuove elezioni a marzo dell'anno prossimo. Questo non risolve i problemi di indebitamento. L'opposizione non ha ricette migliori. Questo vale in tutti i Paesi europei. Cambiare i politici può migliorare la coesione e l'immagine e la credibilità del governo. Il duro lavoro di risanamento però rimane.
Stamattina i mercati finanziari sono calmi. Le borse asiatiche sono in leggero calo ed il Nikkei perde il -0.4%. Il future sull'S&P500 scende 2 punti a 1249 punti. Il cambio EUR/USD é fermo a 1.3770. Le borse europee dovrebbero iniziare le contrattazioni senza sostanziali cambiamenti (Eurostoxx50 a 2288 punti). Gli investitori si abituano lentamente ai gridi d'allarme provenienti da Bruxelles. Visto che finora non c'é stata nessuna catastrofe, cominciano a reagire con indifferenza. Questa settimana dovrebbero concentrarsi su dati fondamentali e risultati delle imprese. La volatilità dei mercati dovrebbe diminuire.
Durante il fine settimana anche l'America é tornata all'ora solare. La differenza d'orario con New York é ora di 6 ore e l'apertura di Wall Street é nuovamente alle 14.30 con chiusura alle 22.00.
Commento del 5-6 novembre
Quadro tecnico costruttivo con fondamentali pessimi - cosa sta succedendo?
Mentre i politici europei sembrano perdere il controllo della situazione, in Grecia il governo vacilla, gli speculatori attaccano l'Italia e gli indicatori congiunturali peggiorano, l'S&P500 chiude una settimana da cardiopalma con una perdita limitata al -2.48%. Poco considerando che dal minimo del 4 ottobre a 1074 punti l'indice era reduce da un rialzo del +19% che l'aveva portato a chiudere venerdì 28 ottobre a 1285 punti (massimo di ottobre a 1292 punti). Noi domenica scorsa prevedevamo un massimo significativo a medio termine sui 1300 punti seguito dall'inizio di una lunga e complessa correzione. Settimana scorsa l'indice é caduto lunedì e martedì fermandosi a 1215 punti per poi risalire alla chiusura di venerdì a 1253 punti con un massimo giovedì a 1263 punti. Questo andamento settimanale é costruttivo. L'S&P500 non é sceso fino al supporto a 1200 punti ed ha facilmente superato l'obiettivo normale di un ritracciamento a 1250 punti. Abbiamo bisogno ancora alcune sedute per essere sicuri ma la tendenza a medio termine sembra ancora rialzista e non ribassista. Vediamo alcune divergenze positive ed una buona performance relativa di settori considerati fino a poco tempo fà come deboli - parliamo naturalmente di titoli finanziari e per esempio dei costruttori di case. Pensiamo quindi che esiste settimana prossima una buona probabilità che l'S&P500 provi a muoversi verso i 1300 punti piuttosto che riprenda il calo in direzione dei 1200 punti. Questo risultato dell'analisi tecnica ci sorprende e ci mette in una posizione psicologica difficile. I fondamentali sono pessimi e sembra difficile credere ad una continuazione della fase positiva delle borse. Inoltre la crisi del debito europeo sembra entrare in una spirale fuori controllo con le autorità politiche e monetari che inseguono gli avvenimenti senza sviluppare soluzioni creative e coraggiose .
Ammettiamo che il quadro tecnico é molto confuso. La forte volatilità e i continui cambiamenti di direzione dei mercati stanno facendo impazzire gli indicatori. A questo punto ci sono sia buoni argomenti sia per uno scenario moderatamente positivo che per un possibile crollo delle borse. Vediamo i rischi maggiori verso il basso ma le probabilità più grandi verso l'alto. Una situazione strana che potremo chiarire solo tra alcuni giorni.
In generale crediamo ancora che intorno ai massimi di ottobre le borse dovrebbero formare un top seguito da una moderata correzione. Di conseguenza, visto che i grafici sono costruttivi, pensiamo che ci sarà ancora una fase positiva ed una salita dell'S&P500 a 1300 punti e dell'Eurostoxx50 a 2500 punti. Rotture marginali sono possibili - al momento non vediamo abbastanza forza d'acquisto per salire sostanzialmente più in alto. Questa nostra opinione si basa sopratutto sui mercati azionari americani. Quelli europei sono veramente di difficile interpretazione. Le numerose notizie che hanno scosso settimana scorsa i mercati hanno creato parecchi movimenti anomali e non riusciamo a capire cosa é significativo o meno. Notiamo che molti sbalzi sono provocati dai traders che agiscono sopratutto sui derivati - lo vediamo dal comportamento giornaliero degli indici e dai movimenti compatti provocati dai derivati e dai futures. I traders però causano volatilità e non quelle tendenze che interessano a noi.
Se osserviamo l'Eurostoxx50 abbiamo sia uno scenario positivo che uno negativo.
Quello negativo mostra da lunedì scorso l'inizio di una correzione. Dopo due giorni di ribasso l'Eurostoxx50 é rimbalzato risalendo fino ai 2373 punti e quindi recuperando il 50% del primo impulso ribassista (classico ritracciamento secondo Fibonacci). Dovrebbe ora ricominciare a scendere senza più superare i 2373 punti ma bucando i 2240 punti ormai evidente supporto.
Quello positivo vede il calo di lunedì e martedì come una correzione del rialzo di ottobre ancora dominante. L'indice é sceso per soli due giorni senza superare i tre. Non ha bucato la fascia di supporto tra i 2200 ed i 2220 punti ma é ripartito verso l'alto. Una chiusura giornaliera sopra i 2275 punti chiuderebbe il capitolo correzione aprendo la strada ad una risalita in direzione 2500 punti.
Vediamo se gli avvenimenti di settimana scorsa ci forniscono altri elementi d'analisi.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 -6.94% a 2291 punti
DAX -5.99% a 5966 punti
SMI -3.29% a
5659 punti
FTSE MIB -7.84% a 15346 punti
S&P500 -2.48% a 1253.23 punti
Nasdaq100 -1.87% a 2356 punti
Venerdì le borse europee sono nuovamente cadute chiudendo però lontane dal minimo giornaliero. Il cambio EUR/USD si é stabilizzato a 1.38 mentre il Bund future, fermo a 137.65 punti oscilla tra i 133 ed i 139 punti. La tendenza dominante sembra ancora rialzista. A corto termine potrebbe però ridiscendere verso il supporto a 133 punti permettendo un'ultimo balzo delle borse.
La seduta in America é stata, malgrado il risultato finale, in favore dei rialzisti. Chi si aspettava una seduta pessima é rimasto deluso. L'S&P500 é calato inizialmente fino a 1139 punti. Le vendite però sono a questo punto evaporate e l'indice é lentamente tornato verso l'alto. Non é bastato per una chiusura in positivo ma almeno l'indice ha contenuto le perdite terminando sopra i 1250 punti a 1253.23 punti (-0.63%). La seduta al NYSE é stata moderatamente negativa con 2183 advances contro 3947 declines e NH/NL a 30 giorni a 468 su 151. Il Bullish Percent Index é salito a 63.40 che significa trend rialzista. La volatilità VIX é tornata a 30.16 punti (-0.34). Tra i segnali positivi notiamo che l'indice delle materie prime CRB mantiene il trend rialzista e termina la settimana con un calo inferiore all'1% ed un performance venerdì del +0.13%. Il petrolio ha guadagnato su base settimanale quasi 1 USD al barile (Light Crude Oil 94.42 USD).
I volumi di titoli trattati ci preoccupano. Sono generalmente più forti nei giorni negativi che in quelli positivi. Sono esplosi ad inizio settimana - da mercoledì é tornata la calma e venerdì il volume relativo era a 0.75.
Riassumendo lottiamo tra analisi tecnica moderatamente positiva e fondamentali pessimi. Specialmente in America le borse reggono bene all'impatto di pessime notizie e questo é un segnale di forza. L'Europa sembra invece più fragile come ben mostrano le differenze di performances della settimana scorsa.
Non crediamo che esista molto potenziale di rialzo - la prossima settimana dovrebbe però essere nuovamente positiva. Evitiamo per il momento di posizionarci aggressivamente short anche se il mercato sembra molto emotivo ed esposto a sorprese negative che restano in agguato dietro l'angolo. Diciamo che se settimana prossima non c'é un'ulteriore catastrofe, le borse dovrebbero moderatamente apprezzarsi. Se però succede qualcosa di imprevisto il potenziale di ribasso é sostanziale.
Siamo come conducenti esperti seduti di fianco ad allievi conducenti. Sembra andare tutto bene e l'allievo dovrebbe proseguire la strada senza incidenti. In caso di sorprese però é probabile che l'allievo, nervoso ed inesperto, perda rapidamente il controllo del veicolo con danni considerevoli. Per questo teniamo gli occhi aperti e la mano pronta sul freno a mano.
Qualsiasi posizione long é da considerarsi speculativa e da assicurare con stops stretti.
Per aprire le posizioni short sembra esserci ancora tempo.
L'apertura di lunedì sarà determinante per lo sviluppo della settimana. L'Eurostoxx50 ha chiuso venerdì a 2291 punti salendo nel dopo borsa a 2295 punti. Non dovrebbe più scendere sotto i 2240 punti.
Commento del 4 novembre
Finché la barca va, lasciala andare...
Il testo di questa famosa canzone di Orietta Berti avrebbe in questo momento parecchi significati sia leggendo la prima strofa
"Il pane per l'inverno tu ce l'hai!
Perche' protesti sempre per il vino?
Aspetta la vendemmia e ce l'avrai"
Mi sembra di sentie mio fratello che aveva un grattacielo nel Peru',
Voleva arrivare fino in cielo e il grattacielo adesso non l'ha piu"
ma sopratutto il ritornello
Finche' la barca va lasciala andare,
Finche' la barca va tu non remare,
Finche' la barca stai a guardare...
La tragedia greca si é arricchita ieri di un nuovo capitolo. Il primo ministro Papandreou ha rinunciato al referendum annunciando di voler creare un governo di unità nazionale coinvolgendo tutte le forze politiche. Oggi é atteso un voto di fiducia davanti al parlamento ed il governo potrebbe cadere. La Grecia ha vissuto per 40 anni al di sopra delle proprie possibilità falsificando i conti dello stato. I politici hanno mentito al popolo garantendo una prosperità che non esisteva. Ora non é possibile risolvere subito tutti i problemi con un piano di salvataggio europeo ed un rimpasto politico. Ci vogliono tempo e sacrifici. Draghi, a due giorni dal suo insediamento a capo della BCE, ha abbassato i tassi d'interesse guida sull'Euro del 0.25%. Questo due notizie hanno fatto ieri involare le borse dopo che al mattino sembravano sull'orlo del tracollo. Il rialzo é però iniziato subito all'apertura grazie al fatto che i supporti formatisi nei due precedenti giorni hanno retto. L'Eurostoxx50, dopo un'iniziale minimo a 2238 punti, ha avuto un'impressionante rally di 130 punti toccando i 2373 punti. Ha infine chiuso a 2348 punti (+2.45%). Finora questo movimento ha l'aspetto di un rimbalzo tecnico che dovrebbe presto esaurirsi. Non siamo però sicuri e la ragione la troviamo in America.
Le borse americane hanno aperto al rialzo ed i compratori hanno controllato la seduta dall'inizio alla fine. Gli indici sono saliti costantemente e regolarmente fino alla chiusura. L'S&P500 ha terminato la giornata a 1261.15 punti (+1.88%), nettamente sopra quei 1250 punti che dovevano essere l'obiettivo massimo di un rimbalzo tecnico. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4838 su 1383 e NH/NL a 30 giorni a 654 su 116. Il volume relativo é stato di 0.9. Il MACD sull'S&P500 ha evitato di poco un segnale di vendita - la volatilità VIX é scesa a 30.50 (-2.24 punti). L'impressione generale é che il movimento verso l'alto potrebbe continuare. Finché la barca va lasciala andare o detto in termini tecnici segui il trend e non cercare di opporti. Avete forse notato che parliamo generalmente di movimento e non di rimbalzo o rialzo. Infatti, visto che l'S&P500 nei giorni scorsi é sceso solo fino a 1215 punti senza testare il supporto a 1200 punti ed ora ha facilmente superato i 1250 punti, potrebbe essere in un rialzo. Il calo di lunedì e martedì potrebbe essere stata solo una correzione (2 giorni di ribasso rispettano la regola dei 3) ed il rialzo dal minimo del 4 ottobre essere ancora valido. Importante é come chiude oggi New York visto che siamo alla fine della settimana e a 30 giorni dal minimo. Quello che stiamo tentando di spiegare é che non siamo sicuri che le borse debbano prossimamente riprendere la strada del ribasso. Meglio quindi non opporsi ed attendere che ci sia un pò di chiarezza dopo gli sconvolgimenti ed i cambiamenti di direzione di questa settimana. Di conseguneza non bisogna ora aprire posizioni short tentando di anticipare un ribasso. Osserviamo la chiusura settimanale e poi analizziamo con calma la situazione per decidere i prossimi passi.
Anche sugli altri mercati finanziari la situazione é confusa. Il cambio EUR/USD é stamattina a 1.3815. Il rialzo delle borse europee aiuta l'Euro, il ribasso dei tassi deciso dalla BCE lo penalizza. Per saldo oscilla paurosamente restando sotto gli 1.40. Il Bund future é sceso a 136.55 ed il grafico fornisce una serie di segnali contrastanti. Per il momento il trend dominante resta rialzista e quindi tendenzialmente negativo a medio termine per le borse.
Stamattina i mercati asiatici sono positivi ed il Nikkei, ieri chiuso, guadagna il +1.86%. Il future sull'S&P500 sale di 2 punti a 1258 punti. Le borse europee inizieranno le contrattazioni al rialzo. L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 2372 punti e quindi sul massimo di ieri. Una spinta fino ai 2400 punti durante la seduta é possibile.
Commento del 3 novembre
Rimbalzo tecnico - potenziale incerto ed in seguito minimo discendente
Ieri si é concretizzato l'atteso rimbalzo tecnico dalla evidente situazione di ipervenduto a cortissimo termine che si era formata dopo il crollo di lunedì e martedì. In pratica il commento odierno potrebbe finire qui poiché tutti sanno cosa succede dopo un rimbalzo tecnico in un ribasso - gli indici scendono più in basso. Il nostro servizio non vuole però solo fare delle previsioni ma sopratutto spiegare come funziona l'analisi tecnica e perché arriviamo a determinati risultati. Guardiamo quindi cosa é successo ieri. L'importante in una seduta non é solo il risultato finale ma anche il comportamento dell'indice durante la giornata.
Le borse europee hanno aperto bene ma subito sono tornati i venditori che fin verso le 11.00 hanno imposto un test dei minimi di martedì. Questo mostra che i ribassisti sono ancora ben presenti - hanno mollato la presa solo perché sul minimo sono mancate ulteriori vendite ed i rialzisti sono riusciti a riprendere il sopravvento. La loro azione é stata però incerta e non é durata fino alla fine. Gli indici hanno chiuso marcatamente sotto il massimo giornaliero e con normali volumi di titoli trattati - in netto calo però rispetto ai giorni scorsi. A livello settoriale molto bene hanno fatto le auto (+3.17%) mentre le banche (+0.97%) restano problematiche ed hanno sottoperformato l'Eurostoxx50. Quest'ultimo ha chiuso a 2291 punti, sul livello mattutino d'apertura e con un +1.43% - poco rispetto -5.26% di martedì. Le oscillazioni sono state molto dipendenti dal flusso d'informazioni mostrando che gli investitori agiscono su base puramente emotiva. È probabile che questo comportamento continui rendendo le previsioni a corto termine aleatorie - basta che qualcuno dichiari qualcosa su Grecia, debiti, politica o altro per provocare sensibili oscillazioni negli indici. In generale esiste ancora spazio verso l'alto e gli indici dovrebbero teoricamente ancora guadagnare terreno prima di riprendere la via verso il basso. Un rimbalzo di al massimo il 50% come descritto nei commenti serali é possibile ma incerto. Decisamente più sicuro é il fatto che vedremo in seguito minimi discendenti sotto i livelli visti martedì.
Sintomatica é stata la seduta a New York dove l'S&P500 ha guadagnato il +1.61% a 1237.90 punti. Malgrado il guadagno l'indicatore MACD sta girando su sell. I guadagni sono stati contenuti malgrado una convincente A/D a 5005 su 1123. Tipici di un rimbalzo sono i modesti volumi - volume relativo a 0.8. Ora l'S&P500 é in mezzo al range 1200 - 1250 punti. I 1250 punti sono l'ovvio possibile obiettivo di un rimbalzo. I 1200 punti sono invece solido supporto. Nel commento di ieri abbiamo spiegato che i 1215-1218 punti raggiunti martedì non significavano niente e che solo una discesa a 1200 punti faceva senso. Ora abbiamo una situazione di incertezza e non sappiamo se il rimbalzo ha ancora la forza per salire a 1250 punti o se prima dovremo vedere i 1200 punti. A livello di indicatori abbiamo una situazione intricata poiché non vediamo ragioni per uscire a corto termine sostanzialmente da questo range. Dobbiamo aspettare l'evolversi della situazione per vedere come potrebbe proseguire questo movimento.
Gli altri mercati finanziari forniscono un'immagine piuttosto negativa. Il rimbalzo di EUR/USD é stato anemico e stamattina lo ritroviamo a 1.3695. Il Bund future é sceso solo a 137.55 ed é pronto a riprendere il rialzo con ovvie conseguenze negative sulle borse.
Ieri sera i politici europei europei hanno deluso le aspettative di chi si aspettava chiarezza nel dossier greco - il referendum si farà e nessuno sa se il Paese e le borse reggeranno fino all'esito. Bernanke ha dipinto un'immagine negativa dell'economia USA con una probabile diminuzione del PIL e disoccupazione che rimane ad alto livello. Le sue assicurazioni e disponibilità ad ulteriori interventi sono serviti a poco visto che i risultati finora delle sue azioni sono scarsi. I tassi d'interesse non possono scendere sotto il 0%-0.25% attuali.
Stamattina sembra che il ribasso possa già riprendere. Le borse asiatiche sono in moderato calo. Tokio é chiusa. Il future sull'S&P500 perde 16 punti e scende a 1218 punti. L'Eurostoxx50 aprirà in netto calo a 2225 punti. Se non si stabilizza nella prima ora di contrattazioni oggi rischiamo un'altra giornata a -5%.
Commento del 2 novembre
L'incertezza uccide
Ieri il primo ministro greco Papandreou ha annunciato a sorpresa di voler sottoporre il piano di salvataggio definito a Bruxelles settimana scorsa a referendum popolare. A ragione nel cercare l'appoggio e l'accordo della popolazione, che in Svizzera chiamiamo "il Sovrano", in questo difficile momento. Non si rende conto però che non ha tempo a disposizione e che l'incertezza legata all'esito del voto é in questo momento inaccettabile ed insostenibile. Indipendentemente dall'esito i mercati finanziari potrebbero nel frattempo collassare e quanto successo negli ultimi due giorni é solo un'assaggio.
Ieri i mercati azionari sono nuovamente crollati con perdite in Europa superiori al 5%. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2259 punti (-5.26%) con un minimo a 2241 punti. Questo é l'unico aspetto tecnicamente positivo della giornata. I minimi sono stati raggiunti a metà seduta ed al termine, malgrado le pesanti perdite, gli indici si sono leggermente risollevati. Per il resto rosso assoluto. Tutti i titoli e settori hanno perso terreno con forti volumi di titoli trattati. Il calo é stato ovviamente trascinato dai titoli finanziari con banche a -9.27% ed assicurazioni a -8.78% a trascinare il listino. Il movimento é stato talmente dinamico che gli indicatori faticano a seguire e sono ancora in territorio moderatamente positivo. L'unico vantaggio é che la situazione di ipercomperato segnalata nell'analisi del fine settimana é stata riassorbita e sostituita da un'ipervenduto a cortissimo termine. Questo costituisce una buona premessa per un rimbalzo tecnico che dovrebbe concrettizzarsi oggi. Ne abbiamo già parlato ieri sera nei commenti sugli indici europei - trovate lì dei dettagli.
Il ribasso é continuato in America con le stesse caratteristiche. L'S&P500 ha chiuso a 1218.28 punti (-2.79%) ed il minimo giornaliero a 1215 punti é stato toccato a metà seduta. Poi rialzisti e ribassiti si sono limitati a controllarsi a vicenda. La seduta é stata negativa con A/D a 959 su 5357. NH/NL a 177 su 181 é insignificante. La volatilità VIX é salita a 34.88 punti (+4.92). Anche in America gli indicatori sono in ritardo e non danno ancora segnali di vendita. la MACD dell'S&P500 é ancora su buy. L'ipercomperato é completamente riassorbito.
Le prime due sedute della settimana ci forniscono una certezza ed un'ipotesi. I massimi di giovedì e venerdì scorso sono significativi e definitivi a medio termine. Da questi massimi si sta sviluppando una correzione o un ribasso - il primo impulso verso il basso si é probabilmente concluso ieri ed ora deve seguire un rimbalzo. Intensità e forza di questa reazione ci permetteranno di stimare lo svolgimento di questa fase. Vi ricordiamo che settimana scorsa avevamo escluso sulla base degli indicatori un ribasso verso i minimi annuali favorendo una moderata correzione. Malgrado questo inizio "col botto" non abbiamo ancora ragioni per cambiare opinione.
Il crollo delle borse ha avuto le solite conseguenze sugli altri mercati finanziari. Il cambio EUR/USD é caduto fino a 1.36 e stamattina é risalito a 1.3735, segno che la pressione sta diminuendo. Il Bund tedesco si é involato con il future (138.15) tornato sui massimi annuali. La tendenza per le obbligazioni di prima qualità, compresi US Treasury Bonds, resta rialzista.
Stamattina i mercati finanziari cercano di stabilizzarsi anche se le borse asiatiche sono ancora deboli. Il Nikkei giapponese perde il -2.2%. Il future sull'S&P500 risale di 9 punti a 1233 punti. Di conseguenza l'apertura in Europa sarà positiva e l'Eurostoxx50 dovrebbe esordire sui 2295 punti (+1.5%). Le reazioni degli investitori sono molto emozionali ed é difficile prevedere l'esito finale delle sedute. Se però non affiorano oggi nuovi elementi negativi, é probabile che questa plusvalenza resti fino a sera.
I mercati dovrebbero attendere i risultati del nuovo summit di crisi degli europei a Cannes e l'esito della seduta del FOMC (comitato esecutivo della FED americana) atteso alle 19.15.
Commento del 1. novembre
Il rally di giovedì scorso é stato un'esaurimento
La settimana é iniziata male e peggio di quanto ci aspettavamo. Avevamo previsto una seduta negativa per riassorbire gli eccessi di giovedì scorso e la situazione di ipercomperato. Le perdite degli indici europei a fine giornata sono però risultate superiori al 3%. I venditori hanno controllato la seduta dall'inizio alla fine imponendo una chiusura sui minimi giornalieri. Quello che potrebbe essere un cambiamento di tendenza sui mercati azionari ha avuto dei paralleli sulle divise e sui tassi d'interesse. Il cambio EUR/USD é ricaduto sotto gli 1.40 e stamattina si trova a 1.3805. Il future sul Bund tedesco é risalito a 135.57 punti. Nell'analisi del fine settimana vi avevamo detto che il grafico era possibilista e una ripresa del rialzo possibile - con il ritorno sopra gli 1.35 si apre la strada per un nuovo massimo annuale. L'assets difensivo per eccellenza é ricercato e queste non sono buone notizie per le borse.
Il ribasso di ieri ha in buona parte cancellato gli effetti del rally di giovedì fornendo l'impressione tecnica che questo rally sia stato un'esaurimento. Ieri non abbiamo visto vendite sporadiche e prese di beneficio ma vendite massicce che hanno toccato tutto il listino. Giovedì l'Eurostoxx50 ha guadagnato il +6.08% e ieri ha perso "solo il -3.23% con volumi di titoli trattati nettamente più bassi. Se pero il rialzo fosse stato ancora intatto l'indice non avrebbe perso così tanto terreno senza specifiche notizie negative e senza reagire. Il -6.57% del settore bancario é una chiaro segnale di malessere e un'indizio che i problemi di indebitamento non sono stati risolti dal patto di Bruxelles.
E naturalmente negativamente pesa anche il comportamento di New York. L'S&P500 ha iniziato la seduta con un gap down e praticamente ha continuato lentamente a scendere per tutta la giornata chiudendo sul minimo giornaliero a 1253.30 punti (-2.47%). La seduta al NYSE é stata negativa con A/D a 1249 su 5055 e NH/NL a 480 su 95. I nuovi massimi a 30 giorni sono come vedete evaporati. La volatilità VIX é risalita a 29.96 (+5.43) riavvicinadosi ai 30 punti che a questo punto non sembrano più essere tecnicamente determinanti. L'unico aspetto che continua a lasciarci perplessi é il volume di titoli trattati. Ieri il volume relativo é stato di 0.8 suggerendo che le borse stanno unicamente svolgendo una correzione. Sapete che noi prevedevamo una discesa dell'S&P500 fin verso i 1260 punti e successivamente una ripresa del rialzo per un massimo definitivo sui 1300 punti. Oggi non possiamo dire se questo scenario é ancora valido o se la secca perdita di ieri corrisponde ad un cambiamento di tendenza immediato. Possiamo unicamente confermare quello che avevamo anticipato il fine settimana. È molto probabile che sui 2500 punti di Eurostoxx50 e sui 1300 punti di S&P500 ci sia un massimo significativo a medio termine e che il rialzo di ottobre é terminato. Se nei prossimi giorni ci sarà ancora un tentativo dei rialzisti di testare i massimi di giovedì scorso non lo sappiamo dopo solo una giornata negativa.
Ripetiamo che gli sviluppi degli altri mercati finanziari con Euro molto debole e obbligazioni al rialzo confermano la possibilità di un'inversione di tendenza sulle borse.
Stamattina i mercati finanziari sono deboli. Il ribasso prosegue in Asia ed il Nikkei perde il -1.7%. Il future sull'S&P500 scende a 1237 punti perdendo altri 12 punti. Difficilmente oggi l'S&P500 riuscirà a difendere il supporto a 1250 punti. Le borse europee inizieranno la giornata nuovamente in calo . L'Eurostoxx50 é previsto sui 2320 punti (-2.7%). Molti investitori andati long settimana scorsa sono stati presi in contropiede e devono invertire il senso di marcia. Questo potrebbe causare un'accelerazione al ribasso. La seduta odierna potrebbe essere molto interessante specialmente per chi, come noi, é tendenzialmente posizionato short.
Aggiornamento del 31 ottobre
Durante il
fine settimana gli analisti hanno avuto modo di esaminare l'accordo
raggiunto giovedì a Bruxelles dai capi di Stato europei. I commenti nei
media erano piuttosto negativi e regnava il scetticismo nei riguardi di
molte dichiarazioni di intenti ma pochi piani concreti se non la ferma
intenzione di utilizzare i soldi di Paesi indebitati per salvare Paesi
indebitati.
La prima reazione a freddo stamattina dei mercati
finanziari rispecchia questa valutazione. Le borse asiatiche sono in
calo ed il Nikkei perde il -0.7%. Il future sull'S&P500 é a 1270
punti e scende quindi di -10 punti.
Sul mercato dei cambi il Giappone
é intervenuto per indebolire lo Yen. Il cambio JPY/USD é velocemente
caduto da 132 a 126 (-4.5%) con conseguenze su tutte le altre
divise. IL cambio EUR/USD scende nuovamente sotto gli 1.40 a 1.3980.
L'Eurostoxx50 dovrebbe iniziare le contrattatzioni
sui 2440 punti. Il risultato della seduta odierna é incerto. Pensiamo
che ora dovrebbe esserci distribuzione e la formazione di un top. In
questa fase un test dei massimi di settimana scorsa é probabile. Oggi
quindi dovrebbe essere una seduta moderatamente negativa e senza grandi
variazioni durante la giornata.
Commento del 29-30 ottobre
Ottobre da record
Il mese di ottobre si sta concludendo - manca ancora solo la seduta di lunedì. Sappiamo però già ora che il rialzo delle borse durante questo mese é eccezionale. L'S&P500 ha toccato un minimo il 4 di ottobre a 1074 punti e ha chiuso venerdì a 1285 punti. Dal minimo annuale al massimo di giovedì a 1292 punti l'indice ha guadagnato 218 punti o il +20.3%. La performance mensile é di circa il 14%, evento che non si era visto dal lontano ottobre 1974. Dal 1928 l'S&P500 ha avuto unicamente 27 mesi con una performance superiore al 10%. La performance media il mese seguente é stata di +1.44% con 14 casi positivi e 13 negativi. Nel mese seguente la performance spazia da un +39.14% (luglio 1932) ad un -12.35% (agosto 1933). Il forte rialzo del mese di ottobre non ci fornisce statisticamente validi argomenti per stimare la performance del prossimo mese (dati dal sito www.bespoke.com).
Un rialzo a medio termine senza correzioni sull'S&P500 dura normalmente 30 o 45 giorni o multipli. Con una correzione intermedia in grado di riassorbire l'ipercomperato questo periodo può allungarsi a 90 giorni. Nella situazione attuale il rialzo dovrebbe esaurirsi quindi verso la fine di settimana prossima. Al NYSE ci sono ora il 91% dei titoli sopra la media mobile a 20 giorni e l'83.61% sopra quella a 50 giorni. Nel settore finanziario un'incredibile 100% dei titoli é sopra la media mobile a 50 giorni. Il risultato é che il Bullish Percent Index sul NYSE é a 64.70. Cerchiamo di fare ordine. Il trend di lungo termine é al ribasso e finora per definizione le borse sono ancora in un bear market. La tendenza a corto e medio termine é invece rialzista con indici sopravvalutati ed ipercomperati. Non sembra invece che gli investitori siano già talmente euforici da provocare un netto cambiamento di tendenza. La volatilità VIX é scesa a 25.53 punti ed ha quindi rotto definitivamente il supporto a 30 punti. Considerando che il minimo annuale é stato a 14.27 punti esiste ancora spazio verso il basso. I sondaggi mostrano che gli investitori sono di nuovo bullish ma senza eccessi (NAAIM a 38.12% long e AAII a 43% long/32% neutral e 25% short contro le medie di lungo periodo di 39/31/30). L'ipotesi é quindo che questo rialzo debba esaurirsi settimana prossima sui 1300 punti. Il problema é che questi 1300 punti non sono significativi - non corrispondono a nessuna evidente resistenza e si trovano 40-50 punti sopra le nostre stime iniziali. Arriviamo a questo risultato unicamente partendo dal principio che ulteriori sostanziali progressi dal livello attuale sono improbabili. In Europa abbiamo lo stesso problema. L'Eurostoxx50 ha chiuso venerdì a 2462 punti (-0.59%) con un massimo mensile a 2506 punti. Il nostro obiettivo era a 2400-2450 punti. Potrebbe o dovrebbe toppare a 2500 punti ma per ora non abbiamo nessun elemento valido per sostenere questa tesi. L'unica cosa sicura é che i mercati sono nettamente ipercomperati e quindi a rischio di correzione. Fino a dove possono salire? Conviene credere ancora in una correzione o in un cambiamento di tendenza o bisogna piegarsi al trend e attendere segnali chiari prima di posizionarci al ribasso? Cerchiamo di dare una risposta guardando come le borse sono arrivate a venerdì.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 +5.34% a 2462 punti
DAX +6.28% a 6346 punti
SMI +1.72% a
5852 punti
FTSE MIB +3.33% a 16653 punti
S&P500 +3.78% a 1285.09 punti
Nasdaq100 +2.80% a 2401 punti
Avrete forse notato che le plusvalenza settimanali sono state provocate dalla seduta di giovedì (Eurostoxx50 +6.08% / S&P500 +3.43%). Questo per noi é stata una vera sorpresa poiché da Bruxelles non é scaturito nulla di inatteso e non vediamo nessuna ragione per essere euforici. Il piano dei capi di Stato europei non risolve i problemi strutturali e di deficit ma mette unicamente a rischio somme enormi nella speranza che magari un giorno si concretizzi una crescita economica in grado di ripagare i prestiti. A Bruxelles non si é parlato di come stimolare la crescita ed i cosidetti piani di risparmio consistono in una riduzione dei deficit annuali e non nell'accumulo di surplus per la riduzione del debito totale. Non vediamo cambiamenti rispetto a quanto fatto gli anni scorsi tranne che le cifre in gioco aumentano. Gli errori commessi ed i problemi accumulati durante 40 anni non possono essere risolti con la stessa medicina che ci ha trascinato sull'orlo dell'abisso.
Una cosa é però sicura - gli Europei hanno guadagnato tempo e rinviato la catastrofe. Nel contempo i mercati finanziari nuotano nella liquidità e visto che i titoli di Stato sono diventati Assets a rischio é probabile che parte di questa liquidità, in mancanza di alternative, affluisca anche sulle azioni. È questa una ragione per non sottovalutare questo rialzo che potrebbe trasformare borse molto care in borse etremamente sopravvalutate. Concretamente l'S&P500 potrebbe anche provare a tornare a 1350 punti prima di cadere sotto i 1000 punti. Siamo convinti che l'anno prossimo l'S&P500 cadrà sotto questa barriera - non sappiamo invece cosa potrebbe succedere nel frattempo. Il rally di settimana scorsa ci ha tolto i punti di riferimento che avevamo fissato.
Venerdì le borse si sono bloccate confermando che l'ipercomperato é talmente alto da spaventare tutti. Le borse europee hanno iniziato la giornata ancora in positivo ma poi si sono spente scivolando verso il basso. In Italia lo scetticismo é stato marcato con tassi d'interesse già nuovamente al rialzo e FTSE MIB in perdita del -1.78%.
In America gli indici hanno marciato sul posto. L'S&P500 ha chiuso invariato (+0.04%) a 1285 punti imitato dal Nasdaq100 (+0.06%). Se giovedì il volume relativo era schizzato a 1.25 venerdì é caduto a 0.8. Il rally di giovedì non ha avuto un seguito e questo significa che potrebbe esserci stato un'esaurimento. Ora però ci dovrebbe essere la formazione di un top ed una certa distribuzione prima di poter dichiarare la presenza di un massimo significativo. Un nuovo massimo marginale é molto probabile e per questo parliamo di possibile massimo a 1300 punti di S&P500. Stiamo osservando attentamente il McClennan Oscillator sul NYSE (77.29 punti dopo 93.05 punti giovedì) che spesso prevede i cambiamenti di tendenza attraverso 2 o 3 massimi discendenti. Nel frattempo gli indici compiono ancora marginali progressi e questa divergenza é decisiva.
Sia nei fondamentali che nei grafici ed indicatori vediamo molti paralleli tra la situazione attuale e quella del 2007-2008. Guardate il paragone nel grafico sottostante.

L'S&P500 aveva toccato a marzo 2008 un minimo a 1257 punti. Era poi risalito fino a fine maggio a 1440 fornendo un falso segnale d'acquisto a lungo termine e tornando sul media mobile a 50 giorni. Ora la media mobile a 50 giorni é a 1268 punti (13 punti sotto la chiusura di venerdì). I grafici sono simili e la costellazione tecnica anche con indici ipercomperati a medio termine e stimolati da interventi governativi e di banche centrali. Questa volta succederà qualcosa di diverso? La risposta é si. La storia si ripete ma mai in maniera perfettamente uguale poiché la gente impara e copia. La nostra paura é che il rialzo segua il 2008 nella durata allungando questo movimento, magari con una correzione intermedia, fino all'inizio di dicembre.
La nostra impressione é che l'analisi tecnica ed il trend stia attirando gli investitori in una trappola. Il rialzo si esaurirà quando l'ultimo ribassista avrà gettato la spugna o quando notizie negative e l'evidenza dei fatti mostreranno che le borse volano a livelli insostenibili e irrealistici.
Gli altri mercati finanziari si muovono correlati con le borse come in un ballo organizzato. Il cambio EUR/USD é risalito sopra gli 1.40 (1.4145) tornando nel range 1.40 -1.45 che ci aveva accompagnato tra maggio a settembre. La debolezza dell'USD ha provocato insieme alle borse un rialzo dei prezzi delle materie prime - il petrolio ha guadagnato in settimana 6 USD al barile e l'oro quasi 100 USD/oncia. Come per le borse dubitiamo sulla base dell'analisi tecnica che il movimento possa continuare. I dubbi vengono sostenuti dai Bonds - venerdì sia US Treasury Bonds americani che Bund tedesco (future a 133.74) sono tornati a guadagnare terreno mettendo un grosso punto di domanda sull'efficacia delle misure decise a Bruxelles.
Riassumendo le borse sono in una fase di rialzo e non si vedono segni di massimo o di cambiamento di tendenza. Sono però sopravvalutate ed ipercomperate - lunghezza ed estensione del rialzo suggeriscono che un massimo é vicino. Il rally di giovedi potrebbe essere stato un'esaurimento. Settimana prossima dobbiamo osservare se si forma un top con massimi discendenti, divergenze o ribassi accompagnati da volumi. Per il momento non conviene tentare di anticipare un'ipotetico massimo e speculare massicciamente short.
Commento del 28 ottobre
Tutto sbagliato?
Le giornate come ieri fanno venire dei dubbi sulla validità dell'analisi tecnica. Questa non é purtroppo una scienza esatta. Lavora secondo il calcolo delle probabilità e cerca di interpretare tramite grafici ed indicatori il comportamento presente e futuro degli investitori. Ci sono problemi quando importanti eventi inattesi fanno inprovvisamente cambiare opinione e comportamento agli investitori. A questo punto i mercati possono svilupparsi in maniera imprevedibile e che secondo il calcolo delle probabilità aveva una possibilità molto piccola di concretizzarsi.
Ieri tra le 3 e le 4 del mattino i capi di Stato europei hanno preso importanti decisioni che hanno sostanziali conseguenze sui mercati finanziari. Non giudichiamo questo piano - vogliamo solo sottolineare il fatto che le cifre in gioco sono sostanziali ed in grado di cambiare gli equilibri e le opinioni degli investitori. Il risultato si é visto. L'Eurostoxx50 é decollato con una performance giornaliera del +6.08% arrivando a 2476 punti - 26 punti sopra ogni nostra più ottimistica previsione. Anche DAX (+5.35%) e FTSE MIB (+5.49%) si sono comportati molto bene. Ora gli indici azionari hanno tutti raggiunto un nuovo massimo mensile e hanno superato importanti resistenza. Invece che l'inizio di una fase negativa abbiamo avuto un'accelerazione al rialzo. Non sappiamo come questo movimento potrebbe continuare. Sappiamo unicamente che oggi si bloccherà dandoci il tempo durante il fine settimana di esaminare con calma la situazione e sviluppare nuovi scenari per il futuro. Noi ci aspettavamo ora la fine del rialzo iniziato a settembre-ottobre di quest'anno. Fino a fine anno prevedevamo una moderata correzione ed una stabilizzazione degli indici azionari circa un 10% sotto i livelli attuali. Se però il rialzo continua la teoria del bear market di lungo periodo potrebbe essere sbagliata. Ci sembra molto strano ed improbabile ma la metodica dell'analisi tecnica ci impone di esaminare oggettivamente questa variante.
Ieri sera il rialzo é continuato anche in America. L'S&P500 ha iniziato la seduta sull'importante resistenza a 1275 punti e questo secondo le statistiche aveva circa il 90% di probabilità di essere un massimo. Oltre che essere resistenza e possibile obiettivo secondo Fibonacci da qui passava anche la media mobile a 200 giorni ed il livello superiore delle Bollinger Bands. C'é stata quindi una reazione ed una discesa di 10 punti fino a 1265 punti e questo é stato tutto. Il rialzo é ripreso e poiché le spinte verso l'alto sono sempre almeno due ed equivalenti, l'S&P500 é salito fino ai 1292 punti prima di esaurire la spinta. Alla fine si é fermato a 1284.59 punti (+3.43%). La seduta al NYSE é stata molto positiva con A/D a 5480 su 954, NH/NL a 2865 su 96 e volume relativo a 1.25. Torniamo nel campo del calcolo delle probabilità. Ora il 91.76% dei titoli si trova sopra la media mobile a 20 giorni ed l'82.75% sopra la media mobile a 50 giorni. Questi sono i valori più alti da 5 anni a questa parte. Esiste quindi una probabilità di circa il 95% che stasera l'S&P500 chiuda in negativo e questa é la nostra previsione. Possiamo sbagliare? Certo! Con il 5% di probabilità!
La previsione per le prossime settimane é invece incerta. Le borse hanno fatto qualcosa che non ci aspettavamo e che nella tempistica e ampiezza era poco probabile. In un mese l'S&P500 é risalito dal minimo annuale a 1074 punti ad un massimo ieri a 1292 punti. Un rally di 218 punti senza correzioni nel tradizionalmente negativo mese di ottobre. Il momentum del rialzo é stato molto intenso e quindi sicuramente le borse non possono senza un rallentamento e distribuzione cambiare direzione. Sul cortissimo ci sarà un ritracciamento anche se stasera un nuovo massimo marginale intraday in America é possibile.
Per il momento crediamo che si debba costituire un top sui 2500 punti di Eurostoxx50 e 1300 punti di S&P500 - questa teoria é però ancora tutta da verificare - dateci il tempo necessario.
Il rialzo delle borse ha provocato una logica reazione di divise e tassi d'interesse. Il cambio EUR/USD é risalito sopra gli 1.40 a 1.4180 - sembra tornato nell'insulso trading range che era stato valido ma maggio. Leggete a questo proposito il commento specifico sulla chart EUR/USD. Il Bund Future é sceso a 133.47. Qui la chart é ancora poco chiara ed una ripresa del rialzo é ancora possibile. L'oro é salito a 1746 USD/oncia - sembra più che altro una conseguenza dell'indebolimento del dollaro americano. L'unico movimento molto strano ed illogico é stato il rafforzamento del Franco Svizzero (anche contro Euro).
Stamattina le borse asiatiche sono ovviamente al rialzo copiando il movimento di ieri in Europa ed America. Il Nikkei guadagna l'1.4%. Il future sull'S&P500 perde 4 punti scendendo a 1278 punti. L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2500 punti. Difficile dire dove si troverà in chiusura. In America prevediamo un'iniziale rialzo ed una caduta in chiusura per una performance giornaliera negativa. Se questa previsione é giusta, l'Eurostoxx50 dovrebbe terminare stasera sopra i 2500 punti.
Questo rialzo ha degli aspetti positivi. Nel portafoglio avevamo ancora delle posizioni residue al rialzo risalenti al 4 agosto. Chi ha avuto pazienza può chiudere i long su Eurostoxx50 (2505 punti) e FTSE MIB (17050) in pari. Talvolta bisogna solo mantenere la calma e saper aspettare.
Commento del 27 ottobre
Si curano gli effetti non le causee - per ripagare debiti ci vogliono surplus
Ieri notte i capi di Stato europei hanno stipulato un'accordo per salvare Grecia ed Euro. Trovate i dettagli nei media - é inutile e superfluo che diamo noi informazioni al riguardo. Il piano fornisce una boccata d'ossigeno alla Grecia e mette a disposizione ulteriori capitali per combattere la crisi. Non fà però nulla per curare ed eliminare le cause - in Europa gli Stati vivono al di sopra delle loro possibilità ed accumulano da decenni deficit e debiti. Devono risparmiare ed i tagli alla spesa pubblica e l'aumento della pressione fiscale avrà conseguenze recessive - questo provocherà la continuazione del bear market. L'alternativa sarebbe inflazionare il debito - per ottenere questo altrettanto spiacevole effetto bisogna stampare moneta. Visto che la BCE non é stata coinvolta in questo peroicoloso piano, per il momento questa alternativa non si pone.
A corto termine i mercati reagiranno in maniera positiva. Prima di ieri sera gli speculatori si sono divisi in due campi opposti. Chi prevedeva un'esito negativo si é posizionato short, chi credeva nella concretizzazione di un piano di salvataggio é andato long. Le decisioni prese ieri sera a Bruxelles corrispondono alle aspettative e quindi i traders sorpresi con posizioni sbagliate dovrebbero essere pochi. Questi speculatori ribassisti copriranno oggi le loro posizioni short comperando. Questo effetto potrebbe durare delle ore o dei giorni. Non di più. Se le nostre valutazioni sono corrette l'euforia dovrebbe svanire già nel corso della giornata odierna.
Non crediamo che valga la pena svolgere ancora analisi approfondite sulla giornata di ieri. Le borse europee sono rimaste in attesa del risultato del meeting di Bruxelles e si sono mosse poco con modesti volumi di titoli trattati. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2335 punti (-0.38%), al centro del range 2268-2393 punti. Stamattina riprenderà le contrattazioni sui 2400 punti. Tecnicamente sarà una giornata importante e forse decisiva. Se l'Eurostoxx50 chiude stasera sopra i 2400 punti le previsione dell'inizio di una fase negativa potrebbe essere sbagliata. Non solo il valore assoluto dell'indice é importante ma anche il suo comportamento e la reazione generale dei mercati finanziari. Stamattina per esempio l'oro sale a 1722 USD/oncia. In parte questo rafforzamento é spiegabile che l'indebolimento del dollaro americano. Se però il piano di ieri risolve i problemi, acquisti di oro sono ingiustificati. Oro forte significa scetticismo. Il cambio EUR/USD sale a 1.3990 ed avvicina la magica barriera degli 1.40. Una chiusura stasera nettamente sopra gli 1.40 avrebbe le stesse conseguenze di un'Eurostoxx50 sopra i 2400 punti.
Tecnicamente più interessante é stato il comportamento di New York e dell'S&P500. Già ieri mattina abbiamo descritto cosa doveva succedere - una continuazione del ribasso di martedì fino ai 1220 punti e poi una risalita verso i 1250 punti per un massimo discendente. Ieri sera l'S&P500 ha aperto bene sui 1241 punti. È quindi sceso secondo le attese cadendo fino a 1221 punti per poi risalire fino ad un massimo giornaliero a 1246 punti. La chiusura si é fissata a 1242.00 punti (+1.05%) con volumi di titoli trattati nella media. A/D a 4776 su 1476 mostra una seduta positiva con l'unica eccezione del Nasdaq100 che ha perso il -0.05%. I pessimi risultati di Amazon (-12.66%) hanno pesato anche se l'A/D a 63 su 37 mostra che la minusvalenza finale é ingiustificata. L'S&P500 si é rafforzato grazie ai titoli del settore energetico malgrado che il prezzo del petrolio sia sceso - strano. Tecnicamente abbiamo adesso una situazione molto interessante poiché l'S&P500 dovrebbe salire unicamente fin verso i 1250 punti (massimo discendente sotto i 1256 di lunedì) per poi riprendere il ribasso. Il future é però ora a 1256 punti (+19 punti) che corrisponde ad un valore dell'indice a 1262 punti. Di conseguenza o entro le 15.30 il future si sgonfia, o l'S&P500 apre con un gap up e su un nuovo massimo mensile. In questo caso le nostre teorie di un'imminente correzione potrebbero essere a rischio.
Una cosa é certa - la giornata odierna potrebbe essere la grande occasione per aprire posizioni short se la nostra valutazione tecnica e fondamentale del mercato é corretta. Il piano presentato ieri sera a Bruxelles potrebbe però cambiare effettivamente la situazione poiché la reazione dei mercati é legata a molti aspetti psicologici. Se venisse ristabilita la fiducia, le borse potrebbero mantenere un'intonazione positiva fino alla fine dell'anno. Gli investitori devono quindi attendere almeno alcune ore se non dei giorni prima di valutare oggettivamente e non emozionalmente la reazione dei mercati finanziari e prendere quindi delle decisioni. Oggi é meglio stare tranquilli.
La prima reazione stamattina é generalmente positiva. Le borse asiatiche sono al rialzo ed il Nikkei guadagna il +2.04%. Come scritto in precedenza l'Eurostoxx50 dovrebba iniziare le contrattazioni sui 2400 punti mentre il cambio EUR/USD é a 1.3980. Impossibile prevedere il risultato della giornata odierna che inizia con un deciso scossone. Tecnicamente pensiamo che le borse siano su un massimo e prevediamo che stasera l'Eurostoxx50 sarà sotto i 2400 punti. Le emozioni giocheranno però un ruolo importante e non escludiamo azioni concertate delle autorità politiche e monetarie a sostegno dei titoli di Stato. L'euforia iniziale potrebbe durare più del previsto. Attenzione quindi con le speculazioni al ribasso!
Commento del 26 ottobre
2011 come 2008 ?
Avrete notato che dai nostri commenti traspare una certa inquietudine. Malgrado che i grafici mandino segnali d'acquisto e gli indicatori siano moderatamente costruttivi, tendiamo ad ignorare queste indicazioni e restare orientati tendenzialmente al ribasso. Abbiamo l'impressione che il rialzo attuale sia una trappola in cui si cade talvolta seguendo solo l'analisi tecnica grafica. Il trend punta al rialzo e si ha voglia di seguirlo. Scetticismo, posizioni short che devono essere ricoperte e portfolio managers sottoinvestiti alimentano automaticamente il movimento facendogli assumere un'aspetto convincente. Normalmente questi rally in controtendenza alll'interno di bear markets si sgonfiano improvvisamente e senza preavviso - come un castello di carte senza fondamenta. Guardate le chart di primavera 2008 e confrontatele con il periodo attuale - maggio 2008 corrisponde a ottobre 2011. Ne riparleremo nell'analisi del fine settimana.
Le borse europee sono chiaramente in attesa dei risultati del meeting di Bruxelles. Ondeggiano senza tendenza e con moderati volumi di titoli trattati. In genere i movimenti sono omogenei e dettati dai derivati. Il miglior esempio é il FTSE MIB (-1.06%) bloccato sui 16000 punti. Il DAX (-0.14%) tedesco, per ragioni tecniche legate ai derivati, é andato ieri a "prendere" i 6100 punti e ha quindi toccato un nuovo massimo marginale. Dovrebbe però trattarsi di una falsa accelerazione al rialzo subito rientrata. In generale pensiamo che bisogna aspettare ancora una o due sedute per conoscere le vere intenzioni dei mercati. Il nostro scenario "Bump and Run Reversal Top" presentato domenica é ancora valido e noi attendiamo una fase di mercato negativa. Mancano ancora le conferme.
Ieri in America l'S&P500 ha perso il -2.00% scendendo a 1229.05 punti. I 1256 punti di massimo toccati lunedì dovrebbero essere un massimo significativo a medio termine. Dovrebbe esserci nei prossimi giorni ancora un test dei 1250 punti e la formazione di un massimo discendente. Un top dovrebbe però essere in posizione e da qui l'indice dovrebbe tendenzialmente scendere. Dopo una sola seduta mancano ovviamente ancora conferme.
Ieri i venditori hanno controllato la seduta che si é chiusa con un'accelerazione al ribasso. Il basso volume di titoli trattati (volume relativo a 0.8) ci dice però che questo movimento non é decisivo. La chiusura sul minimo giornaliero suggerisce una qualche forma di continuazione ma poi ci deve essere un ritorno verso l'alto. Concretamente l'S&P500 dovrebbe ora scendere sui 1220 punti per poi risalire un'ultima volta a 1250 punti - questo é lo scenario tecnico classico. La seduta di ieri in America é stata negativa con A/D a 1171 su 5081 e NH/NH a 695 su 99. La volatilità VIX é risalita a 32.22 (+2.96). Malgrado il calo gli indici restano ipercomperati sul corto termine.
Sugli altri mercati finanziari vediamo che il cambio EUR/USD é fermo a 1.3915 mentre il Bund Future é salito a 135.49. Il prezzo dell'oro ha guadagnato una cinquantina di USD salendo a 1713 USD/oncia. È evidente che gli investitori attendono con trepidazione i risultati del vertice europeo - aspettano per operare in Borsa e comprano nel frattempo assets difensivi. Stranamente i prezzi delle materie prime continuano a salire. L'indice CRB ha guadagnato il +1.41% e questo mal si combina con il nostro scenario recessivo. In parte é una conseguenza dell'aumento dei prezzi dei metalli preziosi.
Stamattina le borse asiatiche recuperano dopo un pessimo inizio limitando le perdite. Il Nikkei cala del -0.15%. Il future sull'S&P500 sale di 5 punti a 1230 punti. L'Eurostoxx50 aprirà sui 2338 punti (-0.2%). Oggi l'attenzione degli investitori é puntata su Bruxelles. Sicuramente i capi di Stato europei presenteranno una soluzione - oggi non tutto sarà sicuro ma almeno si dovrebbero conoscere i contorni del piano. Non ci aspettiamo niente di nuovo e molto di quanto verrà detto é già scontato nei corsi attuali.
Commento del 25 ottobre
Il Parlamento tedesco deve decidere - potrebbe dire no
La saga europeo si arricchisce di un nuovo capitolo. Sembra che il fondo di salvataggio europeo (EFSF) deve essere aumentato ad 1 Trilione di EUR (1000 Miliardi) tramite leveraging - la cancelliera Merkel ha deciso di fare approvare questo progetto al Parlamento. Il voto dovrebbe avvenire mercoledì. Usiamo il condizionale poiché mancano conferme ufficiali.
Questo piano é una pazzia - aumenta unicamente i rischi per i contribuenti senza nessuna garanzia di successo. Il Parlamento potrebbe opporsi malgrado che questa decisione potrebbe buttare l'Europa ed i mercati finanziari nel caos.
In attesa di novità ieri é stata una normale giornata di borsa. L'S&P500 é salito a 1254.19 punti (+1.29%) raggiungendo con anticipo l'obiettivo a 1250 punti. Dal minimo annuale a 1074 punti il 4 di ottobre l'S&P500 é salito praticamente ininterrottamente di 180 punti. Un comportamento inusuale e sinceramente inatteso. Ora il mercato é decisamente ipercomperato. Non solo la RSI é salita a 62.67 punti ma numerosi altri indicatori tipo il McClennan Oscillator sono a livelli estremi. Ieri il mercato si é rafforzato con A/D a 5248 su 1070 e volume relativo a 0.9. L'espansione dei nuovi massimi a 30 giorni é stata buona (NH/NL a 2045 su 68) ma non eccezionale e quindi poco convincente. La volatilità VIX é marginalmente scesa sotto il supporto a 30 punti raggiungendo i 29.26 (-2.06) punti. La CBOE put/call ratio é stata di 0.52 segnalando speculazione al rialzo. Il movimento é stato accompagnato da un rafforzamento dei prezzi delle materie prime (CRB +2.41%). Il NYSE Bullish Percenti Index (51.98) ha superato per la prima volta da mesi i 50 punti. L'immagine generale é quella di un rialzo intatto con numerose divergenze. È come scalare un'albero con i rami che diventano sempre più fini - non si vede la cima e per ora i rami tengono. Non riusciamo però a toglierci una fastidiosa sensazione di pericolo e di instabilità.
I mercati azionari europei non hanno fatto che seguire l'America. Sembra assurdo dire questo visto che Wall Street apre alle 15.30 ma é quello che é successo. L'Eurostoxx50 ha aperto a 2346 punti grazie al buon comportamento della borsa americana venerdì. È poi oscillato senza tendenze fino nel primo pomeriggio intorno ai 2340 punti per poi guadagnare ancora una trentina di punti grazie al rally in corso in America. L'Eurostoxx50 ha infine chiuso a 2369 punti (+1.35%) con moderati volumi di titoli trattati. È stata una seduta strana con due distinti movimenti che sembravano causati sopratutto dai derivati e non da effettivi acquisti sui titoli. Tutti i settori si sono rafforzati in maniera omogenea. Le borse europee sono però rimaste sotto i massimi di ottobre ed il nostro scenario legato alla costellazione grafica "Bump and Run Reversal Top" é ancora valido.
L'impressione che malgrado il rally americano le borse eropee non hanno potenziale d'apprezzamento viene confermata dagli altri mercati finanziari. Il cambio EUR/USD é fermo a 1.3910 e ieri un tentativo di salita verso gli 1.40 (massimo giornaliero a 1.3955) é fallito. Il Bund Future (obbligazioni di Stato tedesche) é a 134.73 e tecnicamente é ancora in una fase di rialzo corrispondente, grazie alla correlazione inversa, ad un ribasso delle borse. Solo i prezzi delle materie prime si sono rafforzati. Dovrebbe essere un'episodio passeggero e non una tendenza.
Stamattina le borse asiatiche sono miste con la Cina che si rafforza ed il Nikkei giapponese che perde il -0.92%. Il future sull'S&P500 perde 3 punti scendendo a 1245 punti. Le borse europee apriranno in calo. L'Eurostoxx50 é atteso sui 2360 punti (-0.3%). Fino a domani non si dovrebbe sapere niente di concreto sui piani europei per combattere la crisi del debito. Oggi in Borsa dovrebbe ripetersi la situazione di ieri. Nessuno spunto in Europa e reazioni unicamente secondo gli sviluppi a Wall Street. Raggiunti i 1250 punti é probabile che l'S&P500 abbia oggi una reazione negativa.
Aggiornamento del 24 ottobre
Da Bruxelles niente di nuovo
Il summit di crisi europeo non ha ancora trovato una soluzione o un'accordo. Le borse restano in attesa della buona novella e mantengono un'intonazione positiva. I mercati asiatici sono al rialzo copiando il risultato di venerdì in Europa ed America. Il Nikkei guadagna il +1.75%. Il future sull'S&P500 sale di 4 punti a 1239 punti. Noi prevediamo un'esaurimento sugli 1250 punti e siamo sulla buona strada. Le borse europee inizieranno le contrattazioni in territorio positivo. Le prime indicazioni danno l'Eurostoxx50 sui 2360 punti. Con il cambio EUR/USD bloccato a 1.3895 non crediamo che ci sia spazio per ulteriori apprezzamenti - calcoliamo oggi con una chiusura sui 2350 punti.
Commento del 22-23 ottobre
Bump and Run Reversal Top
La scorsa settimana é stata contraddistinta da parecchia volatilità e numerosi cambiamenti di direzione. Alla fine però i movimenti degli indici sono risultati per saldo contenuti e hanno rispettato le previsioni di massima e di dettaglio di settimana scorsa. Le ripetiamo poiché nella nostra analisi partiremo da queste considerazioni:
"La nostra valutazione generale é che le borse sono in un bear market di
lungo termine mentre per i prossimi mesi dovrebbero oscillare in un
largo range. Il livello superiore di questo range si dovrebbe trovare
tra i 1220 ed i 1250 punti di S&P500."
"La scorsa settimana é stata
dominata dai rialzisti che hanno per ora il controllo della situazione e
cercheranno di non mollarlo. (...) All'inizio di settimana prossima ci potrebbero essere ulteriori guadagni
di un paio di punti in percentuale. Seguire questo movimento non
sostenibile é però molto pericoloso e lo sconsigliamo caldamente.
Statisticamente la probabilità é superiore all'80% che la performance di
settimana prossima sia negativa"
"Restiamo dell'opinione che almeno una
sostanziale correzione é pendente. Crediamo che per fine anno
l'S&P500 dovrebbe trovarsi sui 1150 punti."
L'S&P500 ha chiuso venerdì a 1238.25 punti (+1.88%) mentre le performances settimanali dell'Eurostoxx50 (-0.76%) e del Nasdaq100 (-1.52%) sono state negative. Finora quindi le nostre attese sono state rispettate. Gli indici si trovano ora sul livello superiore dei trading range attesi da ora fino a fine anno. Dovrebbero da qui ridiscendere di un'8%-10%. Tecnicamente però le borse europeee ed americane si trovano in due situazioni diverse.
In Europa vediamo dei Bump and Run Reversal Tops che dovrebbero sfociare in accelerazioni al ribasso.
In America invece si profila lo sviluppo di un'ulteriore gamba di rialzo.
Vediamo di capire quale dei due segnali dovrebbe essere corretto e dominare.
Eurostoxx50 -0.76% a 2337 punti
DAX +0.06% a 5970 punti
SMI +0.13% a
5753 punti
FTSE MIB -1.06% a 16116 punti
S&P500 +1.12% a 1238.25 punti
Nasdaq100 -1.52% a 2335 punti
Le borse europee sono in balia della crisi del debito e lottano contro la sottocapitalizzazione delle banche. Gli investitori oscillano paurosamente tra l'euforia, appena viene annunciata una possibile soluzione, ed il panico quando ci si ritrova davanti all'evidenza di enormi perdite che qualcuno deve incassare. Fondamentalmente é difficile spiegare queste oscillazioni giornaliere dell'Eurostoxx50: -1.68%, -0.39%, +1.01%, -2.50%, +2.89%. Venerdì gli indici sono decollati dopo le 12.00 grazie alle attese riposte nel summit del fine settimana dei capi di governo europei. Tutti sperano in una miracolosa soluzione e sembrano voler ignorare la realtà dei fatti. Molti debiti sono impagabili e devono venir cancellati. Le banche sono sottocapitalizzate e se vengono obbligate ad incassare le perdite sono tecnicamente fallite. La tentazione dei politici di fare subire queste perdite ai contribuenti diluendole nel future é grande. Poiché questa manovra può essere bloccata dai cittadini di diversi Paesi tramite votazione, questa operazione non é questa volta realizzabile. Devono essere prese difficili decisioni dalle conseguenze negative e probabilmente recessive. Il balzo di venerdì é quindi ingiustificato. Sui grafici appaiono dei Bump and Run Reversal Top. Se volete sapere come funzionano cliccate sul link (sopra in blù ed in grassetto) per una spiegazione. L'Eurostoxx50 non dovrebbe più tornare sopra i 2393 punti ed iniziare la fase di ribasso con una chiusura giornaliera sotto 2268 punti. Pensavamo che una chiusura sotto i 2300 punti sarebbe stata sufficiente ad innescare una correzione ma non abbiamo fatto i conti con l'ultimo rimbalzo sulla neckline.
In America invece le borse hanno raggiunto un nuovo massimo mensile e sono tornate sopra il livello visto l'ultima volta il 5 di agosto scorso. L'S&P500 ha chiuso venerdì a 1238 punti (+1.88%) superando definitivamente la resistenza a 1220 punti. Il movimento dovrebbe proseguire al massimo fino ai 1250 punti. Invece che una rottura come inizio di una nuova fase di rialzo prevediamo una falsa rottura con un massimo marginale per esaurire il movimento partito il 4 ottobre dai 1074 punti. La seduta di venerdì é stata positiva con A/D a 5130 su 1117, NH/NL a 1147 su 85 e volume relativo a 1.0. L'espansione dei NH é troppo bassa per permettere una sostanziale continuazione del movimento. Il pessimismo osservato nelle scorse settimane si é affievolito ed il short squeeze and covering dovrebbe essere terminato. Notiamo invece una certa speculazione al rialzo segnalata del CBOE Equity put/call ratio a 0.5. La volatilità VIX (31.32 -3.46) rimane stranamente sopra il supporto a 30 punti malgrado il nuovo massimo dell'S&P500.
Vediamo infine parecchie divergenze su indicatori che non confermano il nuovo massimo degli indici. Di conseguenza pensiamo che ci possa ancora essere all'inizio di settimana prossima un breve esaurimento verso i 1250 punti. La tentazione di raggiungere questa barriera é troppo alta. L'ideale sarebbe che questo limite venisse raggiunto intraday e fosse accompagnato da alti volumi sui derivati e da un reversal. Questo dovrebbe concludere definitivamente il rialzo e far iniziare una fase negativa di mercato. Non ci aspettiamo un netto calo ma un scivolare verso il basso interrotto sovente da reazioni positive. Ricordiamo che il bear market deve essere una conseguenza di una recessione economica e non della crisi del debito. Di conseguenza il ribasso riprenderà quando politiche economiche restrittive provocheranno un'ulteriore rallentamento congiunturale. Il fallimento della Grecia e la ricapitalizzazione delle banche potrebbero invece per assurdo provocare un rally di sollievo delle borse - dipende dalle condizioni che verranno imposte al settore privato.
Riassumendo é evidente che favoriamo ora uno sviluppo moderatamente negativo. Pensiamo che il segnale dato dai grafici europei sia corretto e che la rottura al rialzo in America sia un segno di esaurimento e non dell'inizio di una sostanziale e sostenibile fase di rialzo. Il test dei 1250 punti di S&P500 all'inizio di settimana prossima sarà decisivo.
Gli altri mercati finanziari sono possibilisti ed offrono diverse interpretazioni. In generale però si comportano conformemente allo scenario descritto per le azioni. Il Bund Future é a 134.79 e continua a "ballare" sui 135 punti. Sembra mancare una gamba di rialzo in direzione dei 150 punti che dovrebbe corrispondere ad un ribasso in borsa. Il cambio EUR/USD é tornato a 1.3895 e non dovrebbe più superare gli 1.40 ma tornare verso il basso in direzione 1.29. I prezzi delle materie prime sono rimasti stabili seguendo nelle loro oscillazioni le borse - solo l'oro ha perso in settimana una quarantina di USD scendendo a 1637 USD/oncia. Lo aspettiamo per fine anno sui 1600 USD e questo corrisponde a borse in oscillazione laterale.
Malgrado la seduta di venerdì molto positiva non crediamo quindi che esista potenziale di rialzo. La spinta dovrebbe esaurirsi all'inizio di settimana prossima. Molto dipende nella tempistica dalle decisioni che verranno prese a Bruxelles. Sembra che oggi, domenica, un'accordo non é possibile. Decisioni importanti sono attese solo mercoledì. Lunedì potrebbe quindi essere una giornata negativa di borsa visto che l'euforia di venerdì subisce una prima delusione.
Commento del 21 ottobre
Incidente di percorso o tendenza?
Ieri le borse europee hanno avuto una pessima giornata e l'Eurostoxx50 ha chiuso sotto i 2300 punti a 2271 punti con una perdita del -2-50%. Le banche (-5.86%) hanno trascinato i listini verso il basso - la partecipazione al ribasso é stata però generale ed il movimento é avvenuto con volumi di titoli trattati in netto aumento. Sembra quindi che l'attesa correzione si sta sviluppando e dovrebbe teoricamente causare un'ulteriore calo degli indici. Sapete però che non analizziamo unicamente i singoli mercati ma cerchiamo di inglobarli in un contesto generale. Se l'Europa sembra in difficoltà, l'America é salda come una roccia e piuttosto che in una correzione é bloccata in un movimento laterale.
Ieri Wall Street ha aperto invariata per poi scendere fino a metà seduta e recuperare nella seconda parte della giornata. Il risultato finale é stato misto con S&P500 in guadagno del +0.46% a 1215.39 punti ed il Nasdaq100 in perdita del -0.45% a 2306 punti. Per saldo al NYSE la seduta é stata equilibrata con 3238 Advances contro 2917 Declines. NH/NL a 330 su 124. Il volume relativo é stato di 0.9. La volatilità VIX é stranamente salita a 34.78 (+0.34). Il MACD sull'S&P500 é su buy ed il Money Flow leggermente positivo. La borsa americana sta facendo una pausa e non mostra un chiaro trend. Dagli indicatori non traspare la prossima tendenza e per il momento il mercato rimane favorevole.
Di conseguenza fatichiamo a buttarci al ribasso in Europa che sembra avere problemi specifici ma che forse potrebbe velocemente stabilizzarsi. In situazioni del genere é meglio attendere la chiusura settimanale e la scadenza odierna dei derivati di ottobre prima di prendere delle importanti decisioni.
Sugli altri mercati finanziari vediamo che il cambio EUR/USD stamattina si riprende a 1.3795 ed il prezzo dell'oro si stabilizza a 1629 USD/oncia.
Stamattina le borse sono tranquille ed in Asia succede poco. Il Nikkei perde il -0.06%. Il future sull'S&P500 sale di 4 punti a 1214 punti. L'Eurostoxx50 ha chiuso ieri a 2271 punti, era a 2287 punti alle 22.00 e dovrebbe riaprire stamattina a 2295 punti. Si prospetta quindi una seduta positiva che l'indice europeo che potrebbe tornare sopra i 2300 punti. Analizzeremo la situazione in dettaglio durante il fine settimana. Non siamo convinti che a corto termine ci sia molto potenziale di ribasso.
Commento del 20 ottobre
Apple
Questa volta il gigante dell'elettronica Apple ha fornito un risultato trimestrale deludente ed il titolo ha perso ieri il -5.59% trascinando tutta la tecnologia (Nasdaq100 -2.03%) al ribasso. Finora si pensava che la crisi riguardasse sopratutto Stati e banche mentre l'economia reale restava quasi intoccata da questi problemi e continuava a macinare utili. L'inciampo di Apple potrebbe essere stato un'importante cambiamento di percezione dei mercati ed un possibile punto tornante.
La seduta di ieri a Wall Street non é andata così male. L'S&P500 é sceso a 1209.88 punti perdendo solo il -1.26%. Durante la seduta é ancora riuscito a toccare i 1229 punti e solo in seguito le vendite hanno prevalso con parecchia volatilità sul finale. A/D a 1476 su 4778, volume relativo a 0.95 e NH/NL a 680 su 94 non ci dicono niente di particolare. La volatilità VIX (34.44 +2.88) resta saldamente sopra i 30 punti. L'S&P500 é rimasto lontano dai 1200 punti anche sul minimo giornaliero a 1206. Non ci sono segnali negativi o di vendita e la MACD é su buy.
La ragione della nostra introduzione negativa non sta tanto nel risultato della giornata di borsa di ieri quanto nell'aspetto che stanno prendendo le charts e da come si sviluppa la situazione. Sulle charts vediamo apparire dei top rotondi - il rialzo non fà progressi e le ultime sedute sono state molto volatili con soventi cambiamenti di direzione. I volumi di titoli trattati sono sotto la media.
Le borse europee stanno sottoperformando l'America. Malgrado l'ottimo risultato di martedì sera in America ed un nuovo massimo mensile sull'S&P500 ieri l'Eurostoxx50 ha combinato poco. Ha aperto sui 2330 punti e chiuso a 2330 punti (+1.01%) senza riuscire a sfruttare le buone premesse e la spinta provenienti da Wall Street. L'indice é rimasto lontano dal massimo di lunedì a 2393 punti e sembra affaticato con gli indicatori che ruotano. Ricordiamo che fino a quando non si concretizza una chiusura giornaliera sotto i 2300 punti non abbiamo segnali di vendita. Noi però cominciamo ad avere un cattivo presentimento.
Questa sensazione negativa si accentua quando guardiamo gli altri mercati finanziari. Il cambio EUR/USD é sceso a 1.3705 e l'Euro sembra voler riprendere la strada del ribasso. Il Bund future (135.41 punti) é tornato stabilmente sopra i 135 punti confermando la tendenza rialzista di questo bene rifugio per eccellenza. I metalli preziosi sono deboli e l'oro (1616 USD/oncia) ha perso ieri una quarantina di USD. I prezzi delle materie prime sono in calo. L'immagine che abbiamo davanti agli occhi é quella di investitori che credevano in una rapida soluzione della crisi dei debiti e delle banche ed in un'economia in rallentamento ma senza gravi conseguenze per le aziende. Ora questi investitori sembrano stanchi e disillusi.
Stamattina le borse asiatiche sono deboli ed il Nikkei perde l'1%. Il future sull'S&P500 é sceso a 1202 punti (-4 punti). L'Eurostoxx50 aveva chiuso ieri sera alle 22.00 a 2304 punti. Lo ritroveremo stamattina sui 2298 punti. Ieri i rialzisti non hanno combinato molto malgrado che avessero buona premesse. Oggi tocca ai ribassisti e la nostra impressione é che potrebbero mostrare i muscoli.
Commento del 19 ottobre
Indecisione
Nel commento di ieri a proposito dell'Eurostoxx50 abbiamo scritto: "In teoria potrebbe oscillare ancora un paio di sedute tra i 2300 ed i 2350 punti prima di prendere una direzione precisa." Ieri l'Eurostoxx50 é sceso fino ai 2269 punti. L'attacco dei ribassisti non é stato però decisivo e non ha avuto un seguito. L'indice ha recuperato chiudendo a 2306 punti (-0.39%) e quindi sopra il decisivo supporto a 2300 punti. La seduta ha mostrato una debolezza diffusa ma nessuna forte pressione di vendita - i volumi di titoli trattati sono stati moderati. Le banche hanno perso il -0.92% senza essere però il peggior settore dell'indice.
Più interessante é stata la seduta a New York. Dopo una debole apertura ed un tuffo sotto i 1200 punti (minimo a 1191 punti) l'S&P500 é ripreso lentamente ma decisamente a salire. I venditori avevano già esaurito le munizioni. Condotto da uno splendido settore bancario (BKX +6.11%) l'indice é salito per quasi tutta la giornata toccando un nuovo massimo mensile a 1233.10 punti. Nell'ultima ora é apparsa una certa volatilità e l'S&P500 ha infine chiuso a 1225.38 punti. Grazie alle banche l'S&P500 ha fatto per una volta molto meglio della tecnologia (Nasdaq100 +1.31%). La seduta é stata positiva con A/D a 5016 su 1277 e volume relativo a 1.0. I nuovi massimi a 30 giorni sono saliti solo a 830 (contro 124 NL) e quindi la partecipazione resta suboptimale. La volatilità VIX é tornata a 31.56 punti restando però sopra il supporto a 30 punti. La conclusione é ovvia - la borsa americana non ha voglia di scendere e probabilmente il massimo di ieri non é definitivo. Un'ultima puntata in direzione dei 1250 punti é possibile. La partecipazione é però scarsa e quindi il potenziale di rialzo limitato - é solo una questione di tempo e gli indici dovranno tornare verso il basso.
Sugli altri mercati finanziari abbiamo visto che il cambio EUR/USD si é rafforzato a 1.3825 restando lontano dai massimi di lunedì. Il bund future é risalito a 135.66 e quindi sopra il supporto a 135 punti. Sembra che la tendenza sia nuovamente rialzista con ovvie implicazioni negative per le borse.
Venerdì scadono i derivati di ottobre. È probabile che fino alla fine di questa settimana non si verifichino forti cali degli indici.
Stamattina le borse asiatiche subiscono poche variazioni. Il Nikkei guadagna il +0.15%. Il future sull'S&P500 scende di 5 punti a 1218 punti. Oggi le borse devono incassare alcune notizie negative - dai risultati di Apple sotto le attese ad un'ulteriore declassamento del debito spagnolo. Ieri sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 era a 2339 punti. Stamattina inizierà le contrattazioni sui 2335 punti. I ribassisti hanno nei scorsi giorni provato a far scendere gli indici azionari senza sostanziali risultati. Oggi staranno probabilmente tranquilli - prevediamo una chiusura sui 2340-2350 punti.
Commento del 18 ottobre
Forza di gravità
Ieri la spinta rialzista di settimana scorsa é stata sufficiente per una buona apertura dei mercati europei ed ulteriori guadagni di circa l'1.5%. Poi, visto che nella situazione fondamentale non é cambiato niente e le soluzioni miracolose non si trovano da un giorno all'altro, gli acquisti si sono improvvisamente esauriti e sono tornate le vendite. Un netto reversal giornaliero ha provocato un chiaro cambiamento di direzione dei mercati. Vedete però che non parliamo ancora di tendenza. Il movimento é stato intenso e con la partecipazione di tutti i settori. I volumi di titoli trattati sono stati però moderati e nessuna decisiva resistenza é stata rotta. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2315 punti, in calo del -1.68%. Si é fermato nella fascia di supporto a 2300-2325 punti senza fornire segnali di vendita. In teoria potrebbe oscillare ancora un paio di sedute tra i 2300 ed i 2350 punti prima di prendere una direzione precisa. Conoscete la nostra opinione - noi prevediamo una sostanziale correzione se non una tendenza ribassista a medio termine visto che ieri a 2393 punti di massimo l'indice ha sfiorato il nostro obiettivo a 2400-2450 punti. Stamattina l'Eurostoxx50 dovrebbe riaprire a 2295 punti. Una rottura definitiva sotto i 2300 punti sancirebbe l'inizio della correzione.
Il ribasso é proseguto in America. L'S&P500 ha chiuso sul minimo giornaliero a 1200.86 punti (-1.94%). La salita settimana scorsa sopra i 1220 punti sembra essere stata una falsa rottura al rialzo che conferma la teoria del short squeeze. È stata una seduta negativa con A/D a 1097 su 5177 e NH/NL a 369 su 98. La volatilità VIX é risalita sopra i 30 punti (33.39 +5.15) aggiungendo un'altro paragrafo nel capitolo delle false rotture. L'unico aspetto che non parla per un movimento decisivo é il basso volume relativo a 0.7.
Sugli altri mercati finanziari abbiamo avuto sviluppi che confermano l'eventuale inizio di una correzione delle borse. Il cambio EUR/USD é tornato a 1.3780 dopo un massimo a 1.3910 ed un reversal giornaliero. Il Bund future é risalito a 134.78 punti e quindi potrebbe tornare sopra i 135 punti e riprendere il trend rialzista - bund al rialzo e tassi d'interesse al ribasso significa borse deboli.
Riassumendo ieri possiamo aver visto l'inizio di una sostanziale correzione. Attendiamo una conferma sotto forma di rottura di importanti supporti ed eventualmente netto aumento dei volumi di titoli trattati.
Stamattina le borse asiatiche sono in calo ed il Nikkei perde il -1.55%. Il future sull'S&P500 é fermo a 1194 punti. L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2295 punti. Prevediamo una seduta negativa ma senza eccessi.
Aggiornamento del 17 ottobre
Stamattina i mercati finanziari sono tranquilli - riprendono l'intonazione positiva che ha caratterizzato la scorsa settimana. Le borse asiatiche sono al rialzo ed il Nikkei guadagna il +1.5%. Il future sull'S&P500 sale di 5 punti a 1224 punti. L'Eurostoxx50 ha chiuso venerdì alle 22.00 a 2369 punti - riapre stamattina sui 2378 punti. Il massimo di settimana scorsa é stato a 2384 punti e questo livello é oggi da osservare con attenzione. Il cambio EUR/USD é invariato a 1.3850.
Difficile fare pronostici per la giornata. L'unico dato significativo previsto é la produzione industriale in America a settembre - é atteso alle 15.15. Dopo una buona apertura bisognerà vedere se ci saranno ulteriori acquisti. Prese di beneficio ed una chiusura sotto il livello d'apertura sarebbero una valida indicazione che il rialzo é in perdita di momentum. Il rapporto EUR/USD ed indici azionari é in questo momento importante. Debolezza dell'Euro sarebbe un chiaro segno che il vento sta cambiando.
Commento del 15-16 ottobre
Short squeeze
In borsa é possibile speculare al ribasso e vendere senza possedere le azioni. Si può fare con parecchi strumenti finanziari - futures, opzioni, ETF o vendite prendendo in prestito il sottostante. In momenti di estremo pessimismo queste posizioni speculative raggiungono alti livelli e si creano eccessi. Basta che una situazione di panico rientri per obbligare chi é short a chiudere le posizioni e comperare. Questo effetto di "spremitura" (squeeze) provoca consistenti rally in controtendenza che hanno la caratteristica di concentrarsi su titoli con forti posizioni short e di non essere accompagnati da forti volumi di titoli trattati.
Come vedete da questa tabella riassuntiva il short interest sul NYSE americano aveva raggiunto a settembre un livello record di 15'690'000'000 azioni. Nelle ultime settimane avevamo notato come i sondaggi tra investitori privati e professionisti avevano fornito un livello storicamente bassissimo di bulls ed uno alto di bears. Settimana scorsa il volume relativo in America é sempre stato sotto la media aggirandosi intorno al 0.75, dato che si é ripetuto venerdì malgrado l'accelerazione al rialzo sopra i 1220 punti di S&P500. Le borse stanno vivendo uno short squeeze - questo movimento non é sostenible a medio termine ed é destinato a fallire. È però molto difficile dire dove potrebbe esaurirsi. L'estremo pessimismo si sta solo mutando in cauto scetticismo come mostra la volatilità VIX (28.24 punti -2.46) appena scesa sotto l'importante supporto dei 30 punti. Molti speculatori sono ancora short e parecchi investitori, che lavorano a performance contro il benchmark, sono ancora sottoinvestiti. Se non ricevono velocemente nuovi argomenti per mantenere questa impostazione negativa saranno obbligati almeno a tornare su una posizione neutra alimentando questo rally. Gli indici potrebbero salire più in alto prima di essere obbligati dai fondamentali a ridiscendere.
Vediamo in che situazione tecnica sono arrivata le borse venerdì. Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 +3.80% a 2355 punti
DAX +5.14% a 5967 punti
SMI +1.93% a
5761 punti
FTSE MIB +4.89% a 16289 punti
S&P500 +5.98% a 1224.58 punti
Nasdaq100 +7.68% a 2372 punti
Venerdì le borse europee si sono rafforzate senza fornire segnali decisivi. L'Eurostoxx50 (2355 punti +0.98%) é ampiamente rimasto sopra il supporto a 2300-2325 punti senza confermare la possibile pendente correzione. Alle 22.00 l'indice valeva 2369 punti. Il massimo settimanale a 2384 punti non é stato superato e quindi l'indice si trova da tre giorni in un movimento laterale che potrebbe essere sia distributivo (preparazione ad una correzione) che cumulativo (continuazione del rialzo in direzione dell'obiettivo a 2400-2450 punti). Gli indici europei sono moderatamente ipercomperati ed hanno teoricamente ancora spazio malgrado che salgano praticamente senza pausee dal 23 settembre. Dal minimo a 1935 punti l'Eurostoxx50 ha ora guadagnato circa il +22%. Settimana scorsa le banche (-0.03%) hanno ancora frenato mentre il settore auto ha guadagnato il +10.93%. Le RSI sono sui 60 punti (RSI sull'Eurostoxx50 a 60.76) livello che negli ultimi sei mesi é stato sufficiente a bloccare qualsiasi rally.
Il rialzo delle borse europee é stato accompagnato da un rafforzamento dell'EUR (EUR/USD a 1.3870). Anche questa moneta, come mostra l'analisi dei COT, era stravenduta e sta subendo uno short squeeze. Questo dovrebbe esaurirsi tecnicamente sui livelli attuali o al più tardi a 1.40.
Più complessa é la valutazione del ribasso del Bund future (133.33 punti). Bund debole corrisponde a borse forti. Non siamo però sicuri che la rottura del supporto a 135 punti significhi veramente ribasso a medio termine. Più volta abbiamo avuto falsi segnali e sui 133 punti esiste forte supporto risalente alla seconda parte del mese di agosto.
Arriviamo finalmenta alla seduta di venerdì a New York. Per mesi l'S&P500 si é mosso tra i 1120 ed i 1220 punti con forte ed ovvia resistenza a 1220 punti. Questa aveva resistito mercoledì provocando un reversal. Subito però avevamo giudicato questo comportamento come sospetto e pronosticato almeno un'ulteriore test se non una rottura al rialzo. Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 1224.58 punti (+1.74%) sul massimo giornaliero. La seduta é stata positiva con A/D a 5055 su 1205. Vediamo però due gravi problemi a livello di partecipazione. NH/NL a 30 giorni sono stati 1008 su 69. 1008 nuovi massimi con la maggior parte degli indici su un nuovo massimo mensile é troppo poco. L'altro problema é il volume relativo a 0.75. Molti analisti tecnici valuteranno questa rottura al rialzo come un segnale d'acquisto a medio termine rafforzato dalla rottura della volatilità VIX (28.24) sotto il supporto a 30 punti. Noi siamo scettici.
Dal minimo a 1074 punti del 4 di ottobre l'S&P500 é risalito ora di 150 punti (ca. 14%) in 9 sedute. Il McClennan Oscillator sul NYSE é salito a 80.23 punti, livello che nell'ultimo anno ha sempre provocato una correzione.
Riassumendo nelle ultime due - tre settimane le borse hanno compiuto uno spettacolare rialzo senza consolidamenti o correzioni. Sotto molti punti di vista sono ipercomperate. Tecnicamente il movimento sembra uno short squeeze e quindi non sostenibile a medio termine malgrado numerosi segnali tecnici d'acquisto che arrivano proprio ora. La nostra valutazione generale é che le borse sono in un bear market di lungo termine mentre per i prossimi mesi dovrebbero oscillare in un largo range. Il livello superiore di questo range si dovrebbe trovare tra i 1220 ed i 1250 punti di S&P500. La scorsa settimana é stata dominata dai rialzisti che hanno per ora il controllo della situazione e cercheranno di non mollarlo. Lo short squeeze può però finire improvvisamente come le vendite sul minimo a 1074 punti di S&P500 sono svanite il 4 di ottobre. L'analisi degli indicatori ci dice che questo momento é vicino ma non ci può assicurare che é imminente. All'inizio di settimana prossima ci potrebbero essere ulteriori guadagni di un paio di punti in percentuale. Seguire questo movimento non sostenibile é però molto pericoloso e lo sconsigliamo caldamente. Statisticamente la probabilità é superiore all'80% che la performance di settimana prossima sia negativa. Restiamo dell'opinione che almeno una sostanziale correzione é pendente. Crediamo che per fine anno l'S&P500 dovrebbe trovarsi sui 1150 punti.
Commento del 14 ottobre
Probabile correzione - ci sono i sintomi e le premesse, mancano le conferme
Si susseguono a raffica i declassamenti dei debiti di Paesi europei e banche. Ieri é stata la volta di Spagna, UBS, Lloyds Banking e Royal Bank of Scotland. Gli investitori reagiscono con indifferenza a queste notizie in buona parte scontate.
Nell'analisi di ieri mattina avevamo dichiarato che il rialzo a corto termine era probabilmente terminato. Escludendo però un'immediato cambiamento di tendenza avevamo previsto un paio di sedute di pausa e di distribuzione. In America questo scenario é stato rispettato. In Europa non avevamo fatto i conti con l'istabile ed imprevedibile settore finanziario. Le banche (indice SX7E -4.82%) sono crollate trascinando con sé le borse particolarmente esposte come quella italiana (FTSE MIB -3.71%), Nel resto dell'Europa abbiamo visto vendite moderate senza un'aumento sensibile dei volumi di titoli trattati. L'Eurostoxx50 ha contenuto le perdite fermandosi a 2332 punti (-1.67%). La vecchia resistenza a 2300-2325 punti agisce ora da supporto. Solo la rottura al ribasso di questo livello potrà garantire lo sviluppo dell'attesa correzione. Per il momento restiamo dell'opinione che i mercati non sono ancora pronti a scendere e l'America ha fornito l'esempio del comportamento tecnico ideale. Oggi in Europa dovrebbe esserci quindi una seduta moderatamente positiva e non bisogna essere dei geni per rendersene conto. Ieri alle 22.00 l'Eurostoxx50 ha chiuso a 2352 punti e stamattina dovrebbe aprire sui 2350 punti. Il venerdì raramente offre sorprese e netti cambiamenti d'umore rispetto a quanto visto in settimana.
La seduta in America ha rispettato le aspettative. Alle vendite iniziali é seguito un tentativo dei rialzisti di riprendere il controllo delle operazioni. Questo ha funzionato solo in parte. L'S&P500 é risalito dal minimo a 1190 punti in pari (1207 punti) ad un'ora dalla chiusura. Vendite sul finale hanno provocato la minusvalenza in chiusura (1203.66 punti -0.30%). Meglio ha fatto la tecnologia (Nasdaq100 +0.85% a 2327 punti) che é andata a ritestare il massimo del giorno prima. La seduta a New York é stata negativa con 2706 Advances e 3462 Declines. Il volume relativo a 0.75 ci mostra che per ora i ribassisti hanno le armi spuntate. Il rapporto NH/NL a 414 su 85 é insignificante. Strano il comportamento della volatilità VIX scesa a 30.70 punti (-0.56). Ricordiamo l'importanza del supporto a 30 punti e lo teniamo d'occhio. Le banche (BKX -2.93%) erano deboli anche in America. Sappiamo che molti ribassi negli ultimi anni sono iniziati in questa maniera.
Riassumendo le borse ieri hanno fornito molti segnali che mostrano la loro disponibilità a correggere. Nessun supporto é stato però rotto e la pausa attuale potrebbe anche unicamente servire a scaricare l'ipercomperato prima di un'ulteriore spinta di rialzo. Sembra molto strano che l'S&P500 si fermi e cambi direzione proprio sui 1220 punti senza provare a superarli. Ad inizio ottobre questo tentativo era stato effettuato con successo con il supporto a 1100 punti.
Sugli altri mercati finanziari l'unico sviluppo interessante é la risalita del Bund future a 134.48 punti. Il vecchio supporto a 135 punti serve ora da resistenza. Se superato potrebbe dare il segnale di partenza per l'attesa correzione sui mercati azionari.
Stamattina i mercati asiatici sono in calo ed il Nikkei perde il -0.85%. l future sull'S&P500 guadagna 3 punti a 1201 punti. L'Eurostoxx50 dovrebbe iniziare le contrattazioni sui 2350 punti (+0.8%). Non abbiamo idee precise sulla giornata odierna. Pensiamo che il supporto a 2325 punti di Eurostoxx50 reggerà e non crediamo che i rialzisti hanno forze residue per grandi movimenti. Ci aspettiamo quindi soggettivamente una chiusura settimanale sui 2340 punti di Eurostoxx50.
Commento del 13 ottobre
Incredibile ma vero - i 1220 punti di S&P500 hanno nuovamente bloccato il rialzo
I politici europei si affannano a presentare piani per risolvere il problema dei debiti e della sottocapitalizzazione delle banche. Tutte questi geniali contributi hanno qualcosa in comune - prevedono lo sperpero di miliardi di EUR la cui provenienza é sempre nebulosa. Alla fine a pagare sono i contribuenti. Ieri é stato il turno di Barroso che ha dichiarato con tono deciso quello che é conosciuto da tempo - le banche hanno bisogno aumenti di capitale. Dove prendere i soldi? In primo luogo sul mercato dei capitali (impossibile), in secondo luogo dai governi (come al solito) e in caso di emergenza dall'EFSF (la panacea contro tutti i mali). Poiché é ormai evidente che il capitale dell'EFSF non é sufficiente si vuole ricorrere alla leva finanziaria trasformando questo fondo nel più classico degli Hedge Fund speculativi. Una pazzia! Le borse vogliono credere ad un miglioramente della situazione e fanno un'altro balzo verso l'alto. Questo rialzo é insostenibile ma nessuno sa dove potrebbe fermarsi. Ieri era il settimo giorno - secondo le regole dovrebbe essere stato l'ultimo.
Ieri in Europa il rialzo é continuato e questa per noi é stata una vera sorpresa - avevamo correttamente valutato il voto negativo della Slovacchia come un'evento insignificante escludendo il ribasso. Non avevamo però contato con una simile reazione delle borse a ridosso di importanti resistenze. Quando però indici consolidano a stretto contatto con una resistenza il rischio é un'accelerazione al rialzo data dagli stop loss. I moderati volumi di titoli trattati e la presenza dei settori speculativi come auto e finanza nelle classifiche dei titoli con i maggiori guadagni mostra la presenza di traders e meno degli importanti investitori istituzionali. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2372 punti (+2.34%) - ha ormai superato la fascia di resistenza a 2300-2325 punti e si dirige verso l'obiettivo teorico del rialzo a medio termine a 2400-2450 punti. Normalmente una fase del genere dura almeno un mese. Il minimo in Europa é stato il 23 di settembre, in America il 4 ottobre. Il movimento é anomalo - é stato troppo veloce e troppo intenso. Qualcosa deve cambiare.
Il rialzo é continuato anche in America. È terminato esattamente a 1220 punti di S&P500 (massimo giornaliero a 1120.25 punti), resistenza valida dalla prima decade di agosto. Tutto questo sembra troppo ovvio e logico ma viene confermato da alcuni importanti indicatori. La volatilità VIX é scesa ieri ad un minimo a 29.79 punti. Il supporto a 30 punti ha retto funzionando da trampolino. La volatilità é risalita in chiusura a 31.26 punti. Un'altro indicatore importante é il McClennan Oscillator che ieri per il NYSE ha toccato un valore estremo a 75.31 punti. Un simile picco é stato raggiunto ad inizio luglio ed inizio settembre - entrambi due massimi importanti sugli indici azionari.
La seduta di ieri é stata positiva con A/D a 4782 su 1522 e NH/NL a 30 giorni a 1056 su 78. L'espansione dei nuovi massimi é insufficiente a sostenere il rialzo. Il volume relativo é stato di 0.95, troppo basso per una valida accelerazione al rialzo. La CBOE Equity put/call ratio a 0.63 mostra pericolosa speculazione.
Per la cronaca ieri l'S&P500 ha chiuso lontano dal massimo giornaliero a 1220 punti. In chiusura é ridisceso a 1207.25 punti (+0.98%) salvando una consistente plusvalenza e restando sopra i 1200 punti. Le banche (BKX +3.29%) si trovano nuovamente tra i migliori settori.
Riassumendo il massimo di ieri a 1220 punti potrebbe essere significativo e definitivo a corto termine. Il momentum del rialzo é stato molto forte e quindi non é possibile che il mercato giri improvvisamente. Ci deve essere almeno una corta distribuzione. È quindi possibile che nei prossimi giorni l'S&P500 resti ad alto livello ed oggi potrebbe ancora provare a toccare i 1220 punti chiudendo magari con una risicata plusvalenza. Le borse europee si comporteranno alla stessa maniera. Ricordatevi che le vecchie resistenze servono ora da supporti e da pivot. L'Eurostoxx50 avrà cambiato direzione solo con una chiusura sotto i 2325 punti - probabilmente non lo farà già oggi.
Sugli altri mercati finanziari vediamo sviluppi che non sappiamo ancora interpretare in un'ottica a medio termine. Il cambio EUR/USD é salito a 1.3805 - il bund future é sceso a 133.56 punti. Non sappiamo se queste rotture sono significative ed influenzeranno la borsa in maniera sostenibile. Euro forte e tassi d'interesse delle obbligazioni tedesche in salita sono però in generale segnali positivi per le borse.
Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo ad immagine del Nikkei che guadagna il +1%. Il future sull'S&P500 scende a 1196 punti (-2 punti). L'Eurostoxx50 dovrebbe iniziare le contrattazioni sui 2362 punti (-0.4%). Oggi gli indici dovrebbe chiudere la seduta praticamente in pari.
Commento del 12 ottobre
La Slovacchia ha detto no all'EFSF - ma voleva dire si - ha detto no al governo
Ieri le borse si sono fermate in attesa della decisione Slovacchia sull'European Financial Stability Facility (EFSF). Dopo un dibattito fiume il Parlamento ha votato contro. L'obiettivo dell'opposizione era di far cadere il governo che aveva legato il tema in discussione ad un voto di fiducia. La votazione verrà ripetuta questa settimana ed avrà esito positivo. La vicenda mostra però la fragilità del sistema europeo. La Slovacchia ha seguito un rigoroso programmma di risparmio e ristrutturazioni prima di aderire all'UE ed introdurre l'Euro. Il rapporto debito/PIL é del 40% - il Paese é uno dei pochi che rispetta i parametri di Maastricht. Una pensione media slovacca e di circa un quinto di una greca. La Slovacchia é uno dei Paesi più poveri dell'Unione. Povero ma onesto ed orgoglioso. Perché dovrebbe pagare per la cicala greca che oltre tutto ha costantemente falsificato i conti pubblici (con il beneplacito di Bruxelles) ? Forse perché la Slovacchia incassa parecchi sussidi...
In ogni caso il voto di ieri sera avrà un'impatto trascurabile sulle borse.
Ieri le borse hanno combinato poco. Mancavano nuovi stimoli. Inoltre un problema tecnico dell'Eurex ha bloccato le contrattazioni tra le 11.45 e le 14.00. Senza futures su DAX, Eurostoxx50 e Bund i mercati sono rimasti fermi. Alla fine i movimenti sono stati minimi. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2316 punti (-0.21%) restando sopra i 2300 punti ma sotto i 2325 punti. Anche il DAX (+0.30% a 5865 punti) non é riuscito ad accelerare sopra la resistenza a 5870. Con il cambio EUR/USD (1.3620) marginalmente sopra la resistenza a 1.36 ed il Bund future (134.51) poco sotto il supporto a 135 punti, non é chiaro se le borse devono continuare direttamente il rialzo o, come pensiamo noi, correggere.
Anche in America é successo poco. L'S&P500 é salito come atteso a 1200 punti (massimo giornaliero a 1199.24 punti) e graficamente potrebbe aver completato il movimento dal minimo di martedì scorso a 1074 punti. La seduta é stata molto tranquilla e contraddistinta da un movimento laterale senza scossoni ed una chiusura sul livello di lunedì (1195.54 punti +0.05%). Bene ha fatto solo la tecnologia (Nasdaq100 +0.71%). È stata una seduta moderatamente positiva con A/D a 3577 su 2642 e NH/NL a 561 su 107. Notiamo che il volume relativo rimane basso a 0.75 sostenendo la tesi di un'imminente ritracciamento. La volatilità VIX é scesa a 32.86 punti (-0.16). Come una palla lanciata verso l'alto il mercato sembra arrivato all'apice della sua parabola e ora dovrebbe ridiscendere. L'unico aspetto che ci preoccupa é che questa conclusione é troppo ovvia e condivisa da tutti i nostri colleghi. Spesso il mercato non fà quello che si aspetta la maggioranza...
Oltre che seguire i cambi ed il Bund future, non dimentichiamo di gettere uno sguardo sugli US Treasury Bonds. Questi si rafforzano da due giorni dopo un forte calo nelle precedenti quattro sedute. Normalmente questo sviluppo dovrebbe causare una fase negativa delle borse.
Stamattina la situazione é tranquilla. Le borse asiatiche sono in netto recupero dopo un'inizio in netto calo. Il Nikkei perde il -0.30%. Il future sull'S&P500 scende di 3 punti a 1186 punti. I mercati europei apriranno in moderato calo. Secondo i futures l'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 2310 punti (-0.3%). Non abbiamo idea di cosa potrebbe succedere oggi. La giornata si presenta senza impulsi.
Commento dell'11 ottobre
Speed climbing
Lo speed climbing é una variante di arrampicata in montagna che consiste nel salire una parete nel minor tempo possibile. Questa é una tecnica molto rischiosa e riservata a pochi audaci esperti. L'S&P500 era una settimana fà a 1075 punti ed é salito ieri a 1194.89 punti (+3.41%). Sono 120 punti di rialzo in 5 sedute nel contesto di un bear market e, nella più probabile delle ipotesi, all'interno di un largo trading range. Un rally a questa velocità senza pause e senza assicurazioni é qualcosa di piuttosto raro ed a forte rischio di fallimento.
Ieri le borse europee hanno aperto bene ma senza euforia. Il salvataggio della Dexia e gli ancora segreti accordi tra Merkel e Sarkozy per la soluzione del problema dei debiti e della sottocapitalizzazione delle banche ha fornito una spinta positiva. L'Eurostoxx50 é oscillato intorno ai 2280 punti (chiusura venerdì a 2269 punti) fino nel tardo pomeriggio. Il rialzo in apertura a New York ha poi fornito una spinta supplementare e le borse europee sono decollate. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2320 punti (+2.27%), sopra i 2300 punti ma ancora nella fascia di resistenza a 2300-2325 punti. Il rally ha le sue radici in America - vediamo cosà é successo.
Lunedì in America era giornata semifestiva (Columbus Day). I mercati obbligazionari erano chiusi mentre quelli azionari operavano ad orari regolari. I grandi investitori istituzionali erano però assenti lasciando campo libero ai traders. Il volume relativo é stato di 0.7 - in giornate del genere può succedere di tutto. Senza una ragione evidente l'S&P500 é salito direttamente a 1190 punti nella prima ora di contrattazioni lasciando i traders short da venerdì in una scomoda posizione. L'indice non ha combinato più molto fino a mezz'ora dalla chiusura ed anche un tentativo di rottura al ribasso dopo un'evidente doppio massimo é fallito. Alla fine é seguita l'ovvia accelerazione finale con la copertura dei short. l'S&P500 ha chiuso una seduta positiva (A/D generale a 5513 su 832) sul massimo giornaliero a 1194.89 punti (+3.41%). Il rapporto NH/NL a 501 su 139 mostra poco potere d'acquisto. La volatilità VIX é scesa a 33.02 punti (-3.18). Vi ricordiamo che il decisivo supporto é a 30 punti. Il miglior settore é stato quello finanziario con banche regionali (+7.39%) e banche west (+6.97%) in evidenza. L'S&P500 ha superato di slancio il nostro obiettivo intermedio a 1175-1180 punti. Questo non significa che l'S&P500 deve salire direttamente a 1220 punti prima di fermarsi. Significa semplicemente che non sappiamo quando raggiungerà un massimo intermedio. Potrebbe essere oggi a 1200 punti o solo tra un paio di giorni. Vi ricordiamo che la spinta iniziale da un minimo intermedio può essere di 5 fino a 7 sedute - oggi sarà la sesta. Difficilmente però i 1194 punti attuali sono un massimo - una qualche forma di continuazione verso l'alto, anche marginale, é altamente probabile.
Il Money Flow é basso e non sale malgrado i progressi degli indici - questa mancanza di partecipazione é molto sospetta.
Sugli altri mercati finanziari abbiamo due sviluppi interessanti. Il cambio EUR/USD (1.3640) ha superato la fascia di resistenza a 1.34-1.36. Questo sviluppo sembra bullish e positivo per le borse. Vediamo se oggi questa rottura viene confermata. Il bund future (134.48 punti) ha rotto il supporto a 135 punti dando un segnale di vendita. Sapete che l'obbligazione di stato tedesca in ribasso significa ora borse al rialzo. Oggi sarà molto importante controllare la validità di questi due segnali. Se non sono false rotture, il rialzo delle borse potrebbe essere più possente del previsto.
Riassumendo il rally di ieri é stato impressionante e di difficile valutazione visti gli scarsi volumi in America. Sappiamo che le borse sono in una fase di rialzo a medio termine con obiettivo indicativo sull'Eurostoxx50 a 2400-2450 punti. Adesso però doveva esserci una sana correzione. Che fine ha fatto? L'analisi tecnica non é una scienza esatta - avvenimenti singoli possono spostare e dilazionare l'inizio di certe fasi di mercato. Gli indici ridiscenderanno. Potrebbe essere solo nei prossimi giorni ed un paio di punti in percentuale sopra le attese. Non lo sappiamo con certezza e possiamo solo tentare ad indovinare citando e giocando la variante con la maggiore probabilità.
Stamattina le borse asiatiche sono positive. Il Nikkei guadagna l'1.9%. Il future sull'S&P500 perde 3 punti a 1188 punti. L'apertura in Europa sarà senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 é atteso a 2316 punti. Ovviamente noi ci aspettiamo ad ogni istante l'inizio di una correzione. Ci vuole una notizia negativa per togliere il vento dalle vele dei rialzisti. I movimenti attuali sono causati sopratutto dai traders che vanno e vengono come il vento. Il passaggio dall'euforia al panico può avvenire molto velocemente.
Aggiornamento del 10 ottobre
Io lo so, ma non te lo dico...
Merkel e Sarkozy sanno come risolvere la crisi dei debiti e delle banche europee sottocapitalizzate. Hanno trovato un'accordo ma deciso di non dire niente fino alla fine d'ottobre.
Belgio, Francia e Lussemburgo salvano la banca Dexia. La banca ottiene 90 miliardi di EUR in garanzie, lo Stato belga compra per 4 Mia. le attività in Belgio, 95 Mia di assets tossici vengono spostati in una Bad Bank - il contribuente paga ed il Belgio può prepararsi ad un declassamento praticamente sicuro del proprio debito.
La prima reazione delle borse é positiva. Il future sull'S&P500 é in rialzo di 14 punti a 1169 punti. Niente euforia però - venerdì era già salito sopra i 1170 punti. Il cambio EUR/USD (1.3470) si rafforza tornando a ridosso della fascia di resistenza a 1.35-1.36.
L'Eurostoxx50 dovrebbe iniziare le contrattazioni sui 2298 punti. Malgrado questo balzo iniziale la nostra valutazione é invariata. Pensiamo che il rally iniziato martedì scorso si debba ora esaurire sui 1170-1180 punti di S&P500 e 2300-2325 punti di Eurostoxx50. Dovrebbe poi seguire una sostanziale correzione (max. 50% di questo impulso rialzista) prima della ripresa del rialzo con obiettivo 2400-2450 punti di Eurostoxx50.
Se abbiamo ragione la seduta odierna dovrebbe chiudersi sotto il livello d'apertura - rischia di essere una giornata interessante...
Commento dell'8-9 ottobre
Ma quanto vale effettivamente il mercato ?
Si parla molto di crisi, debiti e recessione. Molti investitori comprano e vendono azioni senza domandarsi quanto "valgono" né tanto meno si informano sui fondamentali delle aziende. Non dimentichiamoci però che sul medio-lungo termine il valore di un'azione deve rispecchiare lo stato patrimoniale della società e la sua redditività. Sopratutto il secondo parametro é importante. Non vogliamo ora fare uno studio sui fondamentali dei mercati - questo occuperebbe paginate e rischierebbe di non essere lo stesso esatto ed esaustivo. È però importante avere un'idea della situazione per sapere se il mercato é sopra- o sottovalutato. Abbiamo analizzato numerosi studi (non abbiamo di certo le capacità per fare noi stessi delle ricerche alla fonte) giungendo alla conclusione che 80 USD sono una buona stima per gli earnings 2012 dell'S&P500. Se osservate questa tabella comparativa di Decision Point vi renderete conto che questa stima é conservativa. Il P/E storico dell'S&P500 é di 14 é quindi l'S&P500 vale teoricamente 1120 punti. Si potrebbe quindi dire che l'S&P500 ha ora una quotazione giusta. Il problema non sta tanto in una corretta valutazione degli earnings. Un'errore del 10% in più o in meno farebbe oscillare l'S&P500 del 10% (range 1010-1230 punti). Molto più difficile é decidere quale P/E bisogna usare per capitalizzare gli utili. Il range storico é molto ampio e dipende dal trend degli utili stessi (crescita significa espansione del P/E, calo il contrario), dal livello dei tassi d'interesse (tassi bassi significano normalmente P/E più alto e viceversa), dalla situazione economica (espansione o recessione) e dalla psicologia degli investitori. Questi fattori sono spesso correlati tra di loro in maniera positiva. Questo significa che in caso di recessione gli utili scendono, i tassi d'interesse sono bassi e gli investitori pessimisti. Al termine di un bear market il P/E é normalmente sotto il rapporto di 10 - la volatilità storica é però enorme ed in questo grafico, aggiornato ad ottobre 2011 ne avete un'idea.

A questo punto ogniuno é libero di fare le proprie valutazioni - noi torniamo all'analisi tecnica. Settimana scorsa eravamo costruttivi sull'Europa. In America, con l'S&P500 a 1131 punti, avevamo previsto un calo sicuro fino ai 1114 punti, probabile fino ai 1110 e possibile fino a 1050 punti. Martedì mattina abbiamo aggiustato il tiro prevedendo un minimo significativo a 1075 punti seguito poi da un rialzo almeno fino ai 1120 punti. Conosciamo ora il risultato. Gli indici azionari europei hanno mostrato un buon rialzo - l'S&P500 ha toccato un minimo a 1074.77 punti per poi risalire con slancio fino a venerdì raggiungendo i 1171 punti. Da una fase di ribasso le borse sono passate ad un rialzo a medio termine all'interno di un bear market. Vediamo oggi di capire fino a dove e fino a quando gli indici possono salire e quale percorso potrebbero seguire.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 +4.11% a 2269 punti
DAX +3.16% a 5675 punti
SMI +2.18% a
5652 punti
FTSE MIB +4.67% a 15529 punti
S&P500 +2.12% a 1155.46 punti
Nasdaq100 +2.97% a 2202 punti
Le borse sono scese i primi due giorni della settimana. Martedì l'S&P500 ha toccato un minimo annuale a 1074.77 punti. Da qui é iniziato un rally che sembra la fase iniziale di un rialzo a medio termine. Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 1155.46 punti (-0.82%) con un massimo giornaliero a 1171 punti. Dal minimo l'indice é risalito in meno di tre giorni di 95 punti. Questa é una delle ragioni principali (ipercomperato a cortissimo termine) che ci fanno credere nella necessità ora di un consolidamento o un ritracciamento di circa 50 punti. Secondo le regole l'S&P500 dovrebbe ridiscendere al massimo sui 1120 punti, vecchio e conosciuto supporto. L'Eurostoxx50 ha chiuso venerdì a 2269 punti (+0.91%) ed é risalito di circa il 17% dal minimo annuale del 23 settembre. Per logica anche le borse europee dovrebbero consolidare e l'Eurostoxx50 perdere un centinaio di punti.
La seduta di venerdì conferma questo scenario. L'S&P500 é sceso con volumi di titoli trattati sotto la media (volume relativo 0.95). A/D a 1575 su 4707 e NH/NL a 289 su 167 ci dicono che la giornata é stata negativa senza dare particolari informazioni sulla pressione di vendita. La volatilità VIX é scesa di poco a 36.20 punti (-0.07). L'indice delle banche USA BKX ha perso il -4.31% in contrasto con quello europeo SX7E che ha ancora guadagnato il +0.37%. Il Bullish Percent Index sul NYSE é a 23.14 mostrando che la borsa americana é ancora in un bear market.
Interessante é il dato sul sentiment fornito dalla NAAIM (Associazione americana dei gestori patrimoniali) che segnala un -3.56% di bullish! I gestori non solo non detengono azioni ma speculano al ribasso. Un dato del genere significa normalmente che troppe persono sono negative e questa é la migliore premessa per una continuazione del rialzo. L'unico problema é che ad ottobre del 2008 c'era stata esattamente una lettura simile - sapete che poi il ribasso é continuato in maniera dinamica fino al famoso minimo del marzo 2009.
Riassumendo siamo convinti che questo rialzo non ha esaurito il suo potenziale e dovrebbe continuare. L'obiettivo a 2400-2450 punti di Eurostoxx50 fornito dal doppio minimo (Adam&Adam Double Bottom) sul grafico é realistico e confermato. Un ritracciamento ora é molto probabile ed in una fase intermedia di mercato avrebbe una probabilità superiore al 90%. L'unica eccezione purtroppo esiste nelle fase iniziale di rialzi dopo un'importante minimo a medio termine. In questo caso (ed il minimo di martedì scorso sembra soddisfare queste condizioni) il primo impulso rialzista dura dalle 5 alle 7 sedute prima di esaurirsi.
Questa é l'analisi tecnica che ora proviamo ad adattarla alla situazione attuale. Il rally é stato causato da un'ipervenduto e trascinato dai titoli finanziari. Psicologicamente molto dipende dalle mosse degli europei nell'ambito della crisi del debito ed in relazione alla sottocapitalizzazione delle banche. La soluzione del caso Dexia, attesa all'inizio di settimana prossima, potrebbe causare, intensificare o ritardare il ritracciamento. Normalmente la settimana prossima dovrebbe essere moderatamente negativa. Con maggiore sicurezza lo sapremo solo lunedì mattina.
Sugli altri mercati finanziari abbiamo solo due brevi annotazioni. Venerdì il cambio EUR/USD é salito fino a 1.3525 per chiudere infine a 1.3375. Questo comportamento é sfavorevole alle borse e suggerisce un ritracciamento. Il bund future (135.89 punti) é sceso venerdì sull'importante supporto a 135 senza riuscire a romperlo. Un rimbalzo verso l'alto corrisponde per logica ad una correzione delle borse.
Lunedì in America é Columbus Day. I mercati obbligazionari sono chiusi mentre quelli azionari operano normalmente. L'attività sarà però ridotta. Da come si presentarà la situazione lunedì mattina potremo capire se il nostro scenario che prevede un moderato e sano ritracciamento prima della ripresa del rialzo é corretto.
Fino alla fine dell'anno prevediamo borse volatili ma per saldo invariate. Per l'anno prossimo invece ci aspettiamo una ripresa del bear market. Il rischio ora é che questa fase di pausa duri di meno e che il ribasso riprenda in grande stile già a novembre.
Commento del 7 ottobre
Ricapitalizziamo le banche - con quali soldi?
Politici e banchieri centrali sono coscienti della crisi. Rallentamento economico e perdita di valore dei titoli di Stato scavano delle voragini nei bilanci delle banche. Le perdite andrebbero sostenute nell'ordine da azionisti, managers (cancellazione dei bonus e pesante tassazione di quelli passati visto il pessimo lavoro svolto) e detentori di obbligazioni. Ed invece politici con UE, BCE, BoE e FMI preferiscono usare soldi non loro ed atteggiarsi a salvatori correndo in soccorso del sistema finanziario che non può collassare. A corto termine le borse festeggiano perché banche ed economia vengono nuovamente sostenute dalla droga monetaria. Il problema é unicamente rimandato e non risolto ma intanto abbiamo quello che tecnicamente é un tipico sostanziale rialzo a medio termine all'interno di un bear market.
L'impulso rialzista sviluppatosi dal minimo di martedì a 1075 punti di S&P500 é molto forte. Abbiamo già due volte tentato di indovinare dove potrebbe iniziare un primo ritracciamento senza finora riuscirci. Già prima del minimo avevamo previsto una risalita a 1120 punti, vecchio solido supporto di agosto-settembre. Questa teorica resistenza é stata superata di slancio. Ieri avevamo suggerito una pausa tra i 1140 ed i 1150 punti. Ieri sera l'S&P500 ha chiuso a 1164.97 punti, in rialzo del +1.83%. Nel commento sull'S&P500 avevamo preso in considerazione questa eventualità dicendo che un primo forte impulso di rialzo poteva far salire l'S&P500 direttamente fino ai 1175 entro stasera. Questa variante positiva sembra quella giusta.
Ieri le borse europee hanno avuto un'altra ottima seduta chiudendo sui massimi giornalieri. Gli indici sono ora tornati sui massimi di metà settembre. L'Eurostoxx50 ha chiuso ieri a 2248 punti (+3.18%) contro il massimo del 29 settembre a 2232 punti. In teoria l'obiettivo a 2400-2450 punti é stato riattivato. Bisogna però fare attenzione poiché la situazione tecnica non é sostanzialmente differente da quella di una settimana fà. Il rialzo é ancora trascinato da banche ed assicurazioni - la partecipazione degli altri settori é buona ma per ora stanno solo seguendo e non tirando. Noi siamo però convinti che gli obiettivi (li trovate nei commenti specifici sui vari indici europei) saranno questa volta raggiunti. Non però direttamente. Ci deve almeno essere ancora un sostanziale ritracciamento. Se avviene ora o solo tra un paio di giorni non lo sappiamo - possiamo solo provare ad indovinare.
La seduta a Wall Steet é stata buona con A/D a 5057 su 1219. NH/NL a 263 su 145 é insignificante. Il volume relativo (1.0) é tornato normale. La volatilità VIX é scesa a 36.27 punti (-1.54 punti). Un paio di giorni fà abbiamo guardato la resistenza a 48 punti per trovare il minimo sui mercati - ha funzionato. Adesso teniamo d'occhio il supporto a 30 punti per trovare un massimo almeno intermedio. In generale la partecipazione al rialzo in America sta diminuendo ed abbiamo alcuni dubbi sulla sua qualità. Anche qui le banche (+4.56%) dominano troppo ed il Money Flow é stranamente in calo mostrando una pericolosa divergenza. La nostra conclusione é quindi che questo impulso rialzista si deve esaurire sui 1175 (massimo 1180) punti. Poi deve seguire una correzione di al massimo 50% della gamba di rialzo 1075-1175 o circa 50 punti.
Gli altri mercati finanziari confermano il rafforzamento delle borse. Il cambio EUR/USD sale a 1.3430 tornando nella fascia di resistenza 1.34-1.35. L'indice CRB delle materie prime guadagna il 2%. Il prezzo dell'oro sale a 1644 USD/oncia come conseguenza della discesa dell'USD. Il prezzo in EUR é invariato. Il Bund future é ancora 1 punto sopra il decisivo supporto a 135 punti.
Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo ed il Nikkei guadagna l'1%. Il future sull'S&P500 é invariato a 1157 punti. L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2255 punti. Per stasera dovrebbe risultare una plusvalenza intorno all'1%. Per settimana prossima prevediamo una dovuta marcata correzione - ne parleremo nell'analisi del fine settimana.
Commento del 6 ottobre
Speed
Mercoledì sera l'S&P500 ha toccato un nuovo minimo annuale a 1075 punti. Ieri sera ha raggiunto un massimo a 1146 punti chiudendo a 1144.03 punti (+1.79%). Non facciamo in tempo a sviluppare un nuovo scenario che i mercati hanno già raggiunto gli obiettivi previsti. Raramente abbiamo visto mercati che si muovono e cambiano direzione con tale rapidità. Speed non sta però solo per velocità. Speed é anche una droga sintetica ed é un termine comune per un'anfetamina. Gli investitori agiscono in maniera irrazionale passando improvvisamente dal panico all'euforia. Come sotto l'influsso di una droga cambiano senza preavviso opinione facendo fare pazze capriole agli indici azionari. In mezzo a tanta volatilità riconosciamo la tendenza di base. Prevedere nel dettaglio i balzi, accelerazioni, frenate ed inversioni ad U diventa però lavoro improbo che necessiterebbe un'aggiormento ogni paio d'ore e non solo un'analisi giornaliera.
Ieri mattina abbiamo dichiarato la fine del ribasso da luglio prevedendo l'inizio di una fase positiva. Pensavamo però che sui 1120 punti l'S&P500 dovesse fare una pausa e quindi ieri siamo rimasti sorpresi dal rialzo esplosivo delle borse europee. Nelle prime due sedute della settimana il DAX aveva perso 375 punti. Dal minimo di martedì ne ha recuperati 360 guadagnando solo ieri il +4.91%. Evidentemente questo ritmo non é sostenibile malgrado che la tendenza sia adesso moderatamente rialzista. Siamo sulle montagne russe ed ora si tratta di capire cosa succederà nei prossimi giorni.
Gli indicatori sono confusi dai numerosi cambiamenti di direzione delle ultime settimane e quindi bisogna cercare di fare delle ipotesi osservando i grafici. Ieri l'Eurostoxx50 ha chiuso a 2179 punti (+4.22%) con forte resistenza sui 2000 punti. Altri indici europei si trovano nella stessa posizione con una forte resistenza 1%-2% sopra la chiusura di ieri. Le ultime gambe di rialzo dell'S&P500 sono state di circa 70-80 punti. Dal minimo a 1075 punti l'indice dovrebbe quindi risalire teoricamente sui 1150 punti. Tra i 1140 ed i 1150 punti, dove esisto numerosi potenziali target, dovrebbe quindi fermarsi questo impulso. Una normale correzione del 50% dovrebbe far ridiscendere l'S&P500 sui 1110 punti. Graficamente la soluzione ideale sarebbe quindi un'esaurimento di questo impulso rialzista oggi sui 2200 punti di Eurostoxx50. Un massimo intermedio sull'S&P500 potrebbe già essere stato toccato ieri sera sull'S&P500 a 1146 punti. Poi dovrebbe seguire un ritracciamento di 3-4 punti in percentuale - 2100 punti di Eurostoxx50 e 1110 punti di S&P500. Infine il rialzo dovrebbe riprendere - speriamo a ritmi più blandi e con movimenti più razionali.
Abbiamo poco da aggiungere sulle sedute borsistiche di ieri. La giornata é stata controllata dai compratori e gli indici hanno chiuso sui massimi giornalieri. In America abbiamo avuto A/D a 4578 su 1718, NH/NL a 169 su 251 e volume relativo a 1.1. La volatilità VIX é scesa a 37.81 (-3.01) mentre l'indicatore ADX sta crescendo. Tutto in ordine - nessuna divergenza e trend rialzista confermato.
Sugli altri mercati finanziari non abbiamo nulla da segnalare. Il Bund future é sceso a 136.97 ma é ancora nettamente sopra il decisivo supporto a 135 punti.
Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo. Il Nikkei guadagna il +1.6% mentre le borse cinesi mostrano plusvalenze intorno al +4%. Il future sull'S&P500 é invariato a 1136 punti. L'Eurostoxx50 vale ora sulla base del future 2202 punti. A questo punto e sul cortissimo termine l'aria comincia ad essere rarefatta. Una settimana l'Eurostoxx50 era salito fino ai 2232 prima di cedere. Tra i 2200 ed i 2230 punti traders possono posizionarsi short per una veloce operazione di un centinaio di punti. Investitori attendono l'atteso ritracciamento per posizionarsi long.
Commento del 5 ottobre
Dexia e declassamento dell'Italia scontati - i mercati sono già più in avanti.
Le borse si fanno scuotere da notizie eclatanti. Questo però provoca volatilità ma non tendenza. Non bisogna lasciarsi ora distrarre da questo flusso di news negative che sono unicamente l'appendice mediatica del calo di agosto e settembre. Con la caduta ieri dell'S&P500 a 1074.77 punti di minimo é molto probabile che il ribasso per quest'anno sia terminato. La struttura ribassista iniziata a luglio é tecnicamente completa e conclusa. Le borse europee hanno già raggiunto questo obiettivo con il doppio minimo di settembre. Considerando che il minimo annuale sui mercati americani é stato toccato ieri sera questa affermazione é prematura e necessita ancora di conferme. Chi però é short e si aspetta livelli nettamente inferiori a quelli attuali ed ai minimi annuali deve fare attenzione. È probabile che sia posizionato in maniera errata.
Il colosso bancario franco belga Dexia sta fallendo e deve essere salvato da Francia e Belgio - questa notizia ha provocato forti vendite ieri in Europa ed ulteriori pressioni sui titoli bancari ed assicurativi. Le perdite del mattino sono però state in parte recuperate nel pomeriggio e gli indici hanno chiuso lontani dai minimi giornalieri. L'Eurostoxx50 ha finito la giornata a 2091 punti (-2.21%) con un minimo a 2054 punti. Siamo ben lontani dai 1935 punti del 23 settembre malgrado che ieri Wall Street sia scesa ad un minimo annuale. L'Europa mostra forza relativa, appaiono negli indicatori divergenze positive e sui grafici si vedono minimi ascendenti. L'impressione é che il mercato si stia rafforzando malgrado che a livello di indici si vede ancora poco. Dopo la chiusura é arrivato il declassamento del debito italiano da parte di Moody's. Questa notizia non merita commenti - ne troverete fin troppi nei media o nei blog più o meno catastrofistici. A livello di borsa la notizia é già scontata e non avrà influssi.
Più interessante é stata la seduta a New York. Nel commento di ieri avevamo formulato questa previsione: "Concretamente dai 1099 punti ci deve essere ancora una discesa al massimo a 1075 punti e poi una risalita almeno a 1120 punti." L'S&P500 é caduto a 1174.77 punti nella prima mezz'ora di contrattazioni. È poi oscillato in un largo canale di circa 25 punti per ritrovarsi ad un'ora dalla chiusura sui 1180 punti. Si é infine scatenato un rally di quasi il 4% che ha catapultato l'indice in territorio positivo per una chiusura vicino al massimo giornaliero (1125.12 punti). Alla fine l'S&P500 si é fermato a 1123.95 punti con un guadagno del +2.25%. L'A/D é stata positiva a 4317 su 2076. I NH/NL a 175 su 2931 rispecchiano la caduta iniziale. Il reversal giornaliero é avvenuto con un forte volume relativo di 1.4. La volatilità VIX é scesa a 40.82 punti dopo un massimo giornaliero a 46.88 punti. Tutto fà presuporre che il minimo a 1o75 punti é significativo e probabilmente definitivo a medio termine. Il vecchio trading range 1120-1220 punti costituisce però ora forte resistenza. Di conseguenza le prossime sedute saranno molto volatili e dal risultato incerto. Ci saranno forti oscillazioni tra i 1074 ed i 1120-30 punti prima che i mercati riescano a stabilizzarsi. Il minimo di ieri é troppo giovane per permetterci di fare ora previsioni precise per le prossime settimane. Il ribasso 2011 sembra però terminato ed i mercati dovrebbero ora entrare per mesi in un ampio trading range.
Il probabile cambiamento di tendenza delle borse non appare ancora sugli altri mercati finanziari. Il cambio EUR/USD é risalito solo a 1.33. Bund e USTBonds sono stabili mentre l'indice CRB delle materie prime ha perso ieri il -1.05%. Tenete d'occhio il Bund future (137.90) e l'importante supporto a 135 punti. Una rottura del supporto significherà tassi d'interesse in crescita e borse al rialzo. Per ora lo sviluppo é incerto.
Stamattina le borse sono ancora scettiche ed accolgono tiepidamente il rialzo di ieri sera a Wall Street. I mercati asiatici sono in calo ed il Nikkei perde il -0.8%. Il future sull'S&P500 scende a 111o punti. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con consistenti guadagni (Eurostoxx50 a 2135 punti +2%). Prevediamo nei prossimi giorni ancora alcune ricadute - i minimi di ieri dovrebbero però essere definitivi e costituire punto di riferimento per acquisti in un'ottica a medio termine.
Commento del 4 ottobre
In America nuovi minimi annuali - in Europa no.
Ieri l'S&P500 ha chiuso su un nuovo minimo annuale a 1099.23 punti (-2.85%). La prevista seduta positiva é stata polverizzata dalla reazione delle 16.00 che ha fatto risalire l'indice a 1139 punti (ca. 18 punti in 20 minuti) esaurendo le forze residue dei rialzisti. Verso il basso avevamo delle idee precise: "Al forte calo di mercoledì e venerdì non corrisponde in chiusura una
forte pressione di vendita e quindi un rimbalzo di una ventina di punti
oggi o domani dovrebbe essere la logica risposta. Dopo però dovrebbe
seguire una discesa verso i 1114 punti (praticamente sicura), i 1101
punti (molto probabile) ed eventualmente i 1050 punti (possibile in caso
di rottura sotto i 1100 punti)." I sicuri 1114 punti ed i molto probabili 1101 punti sono già stati raggiunti ieri. Si tratta ora di capire se la rottura di ieri sotto i 1100 punti é definitiva e se con essa si apre la strada verso i 1050 punti. Crediamo di no.
Facciamo un passo indietro. Ieri le borse europee hanno perso terreno per la solita conosciuta ragione. In Grecia non si fanno progressi e gli investitori oscillano violentemente tra speranza e timori di fallimento. Ieri ha prevalso il pessimismo ed i maggiori indici europei hanno perso intorno al -2% con moderati volumi di titoli trattati. È stata una seduta volatile e senza una chiara direzione - i traders hanno dominato gli avvenimenti concentrando la loro attività sui soliti settori (banche -3.65% e auto -3.65%). Non notiamo una vera e propria pressione di vendita ma piuttosto stanchezza e riluttanza ad prendere rischi. Nessuna tendenza dura più di un paio di giorni. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2137 punti (-1.94%) e non crediamo che i minimi annuali siano in pericolo. La nostra impressione é che l'Eurostoxx50 dovrebbe restare almeno per le prossime settimane sopra i 2000 punti.
Tecnicamente più interessante é stata la seduta a New York. La borsa ha iniziato scivolando verso il basso. Alle 16.00 sono stati pubblicati dati economici costruttivi e la borsa ha fatto un netto balzo verso l'alto di circa il +1.6%. A questo punto le forze residue dei rialzisti erano finite ed i ribassisti hanno preso il controllo della situazione. Una volta bucato il supporto a 1120 punti avevano lo slancio e facilmente hanno preso anche i 1114 punti. La discesa sul minimo annuale e la rottura marginale dei 1100 punti sono poi state l'ovvia conseguenza. La seduta é stata negativa con A/D a 677 su 5744 e NH/NL a 77 su 2462. I 2462 NL sono relativamente bassi considerando che praticamente tutti gli indici, tranne la tecnologia, hanno toccato nuovi minimi annuali. La volatilità VIX é salita a 45.45 punti (+2.49) valore poco lontano dal massimo annuale a 48 punti. Il volume relativo é stato alto a 1.2. La rottura al ribasso ed al di fuori del range 1120-1220 punti é avvenuta in maniera dinamica e con buona partecipazione. La pressione di vendita sembra però contenuta. Al momento non sembra che l'S&P500 debba scendere verso i 1050 punti. Questa gamba di ribasso é iniziata dai 1195 punti di massimo del 27 settembre e di conseguenza ha un'obiettivo teorico sui 1075-1080 punti. Crediamo quindi che l'S&P500 debba scendere ancora su questo livello per poi tentare un sostanziale rimbalzo ed un ritorno nel trading range di agosto-settembre. Concretamente dai 1099 punti ci deve essere ancora una discesa al massimo a 1075 punti e poi una risalita almeno a 1120 punti. Non necessariamente questo movimento sarà lineare. Dopo la forte perdita di ieri oggi potrebbe esserci un debole rimbalzo di alcuni punti rimandando il tuffo finale a mercoledì o giovedì. Osservando poi il ritorno a 1120 punti potremmo fare delle stime per le prossime settimane. Al momento riteniamo più probabile una sorpresa verso l'alto (ritorno a 1160 punti) piuttosto che un'accelerazione al ribasso fino ai 1050 punti. Malgrado indicatori negativi e trend ribassista non vediamo una forte pressione di vendita e crediamo che il bear market si svilupperà a lunghe ondate tendenzialmente verso il basso e non in dinamiche accelerazioni al ribasso senza fasi di recupero.
Gli altri mercati finanziari confermano il quadro negativo delle borse. Il cambio EUR/USD é sceso a 1.3210. Per mesi abbiamo tentato di spiegare a lettori scettici le ragioni dalla nostra preferenza per il dollaro americano nei riguardi dell'Euro. Speriamo che ora la situazione sia chiara. Gli europei non possiedono una sufficiente coesione politica ed economica per affrontare la crisi. I tassi d'interesse su Bund e USTBonds non salgono mentre il prezzo dell'oro recupera a 1668 USD/oncia. Evidentemente gli investitori restano attaccati ai beni rifugio.
È interessante il fatto che più nessuno parla di fondamentali e risultati delle imprese. Secondo noi un valore realistico per gli utili dell'S&P500 2012 si situa sugli 80 USD. Fate un paio di calcoli e considerazioni - ne riparleremo nell'analisi del fine settimana.
Stamattina le borse asiatiche sono negative ma sembrano aver stoppato la caduta. Il Nikkei perde l'1%. Il future sull'S&P500 é a 1092 punti (+6 punti). L'Eurostoxx50 riprenderà le contrattazioni a 2110 punti - considerando che ieri sera alle 22.00 era caduto sui 2090 punti é una buona reazione. Oggi prevediamo un rimbalzo. Questo dovrebbe risultare in moderate perdite per l'Eurostoxx50 (2120 punti ?) e moderati guadagni per l'S&P500 (1105 punti ?).Aggiornamento del 3 ottobre
Questa mattina si torna a parlare di Grecia. Nuove stime fissano il deficit dello stato 2012 al 6.8% del PIL contro gli inizialmente previsti 6.5%. Nel 2011 il deficit dovrebbe essere di 18.7 Mia di EUR che corrispondono all'8.5% del PIL. Papandreou propone nuovi risparmi per 6.6 Mia. di EUR. I ministri delle finanze europei si incontrano in Lussemburgo per colloqui. Il pessimismo si diffonde nuovamente sui mercati azionari ed oggi i titoli finanziari europei saranno sotto pressione. Il cambio EUR/USD scende a 1.3310. Le borse di Australia, Corea del Sud e China oggi sono chiuse per ferie. Le altre borse asiatiche sono però in netto calo ed il Nikkei giapponese perde il -1.8%. Il future sull'S&P500 é a 1120 punti (-6 punti).
L'apertura in Europa sarà ovviamente negativa. Venerdì alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 2151 punti. Al momento (08.00) i future segnalano che l'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2110 punti. Ci sembra un'esagerazione verso il basso anche perché per oggi prevediamo una seduta a New York positiva. Pensiamo quindi che oggi durante la giornata dovrebbe esserci un recupero anche se questo probabilmente non bastarà per una performance positiva. Se non abbiamo sottovalutato le informazioni politiche e finanziarie del mattino prevediamo stasera di ritrovare l'Eurostoxx50 a 2150 punti.
Commento del 1-2 ottobre
Motivi d'inquietudine
L'analisi del fine settimana scorso aveva avuto un risultato sorprendente e apparentemente contradittorio ed inconsistente. Rivediamo le conclusioni:
1. "Venerdì in Europa c'é stata un bullish reversal con alti volumi di
titoli trattati. Sui grafici degli indici europei appaiono degli hammer
(60% di probabilità di un'inversione di tendenza) e dei doppi minimi
(Adam& Adam Double Bottom - 66% di probabilità di continuazione al
rialzo). Questa formazione ha un potenziale di rialzo sull'Eurostoxx50
fino ai 2400 punti."
2. "Analizzando solo le borse americane arriveremo alla conclusione che il
ribasso deve continuare ed in tempi brevi. Un logico obiettivo si
troverebbe sui 1050 punti di S&P500."
3. "Avrete a questo punto capito che siamo molto incerti tra ribasso (America) e sostanziale rimbalzo tecnico (Europa)."
È poi successo quello che raramente succede: sostanziale rialzo in Europa e calo in America.
Le performance settimanali degli indici azionari
sono state le seguenti:
DAX +5.88% a 5502 punti
SMI +4.40% a 5531 punti
FTSE MIB +8.57% a 14836 punti
S&P500 -0.44% a 1131.42 punti
Nasdaq100 -3.07% a 2139 punti
Le manovre dell'UE, FMI e BCE per salvare la Grecia hanno rimandato il problema e momentaneamente salvato banche ed assicurazioni da pesanti perdite. Il risultato é stato un rally su banche (+12.48%) ed assicurazioni (+15.68%) mentre altri settori ciclici (auto+1.23%) faticano a seguire e sono rimasti nettamente distaccati. Il rialzo di settimana scorsa in Europa é stato sopratutto un rimbalzo tecnico dei titoli finanziari da una situazione di netto ipervenduto. L'indice SX7E ha chiuso venerdì a 105.34 dopo un minimo a 87 punti 5 giorni prima. La RSI é salita solo a 51.28 punti e quindi l'indice ha ancora spazio verso l'alto. In generale i grafici degli indici europei sono costruttivi con Eurostoxx50 e FTSE MIB che giovedì hanno chiuso sopro i massimi del 16 settembre confermando la formazione tecnica rialzista con obiettivo indicativo a 2400 punti di Eurostoxx50. La RSI settimanale sull'indice europeo é solo a 36.51 punti mostrando che esiste ancora un netto potenziale di recupero. La caduta di venerdì ha in parte rovinato questa immagine positiva e ha messo in dubbio il rialzo a medio termine. Ricordiamo inoltre che il DAX tedesco non ha completato il doppio minimo con un massimo ascendente e non ha confermato il trend rialzista. Venerdì sera il cambio EUR/USD é caduto sotto l'importante supporto a 1.34 chiudendo a 1.3385. Questo é un primo serio motivo d'inquietudine anche se i fedeli lettori di questa rubrica sanno che da quasi sei mesi aspettiamo e prevediamo questo sviluppo. Siamo long USD contro EUR a 1.40.
All'immagine costruttiva delle borse europee si oppone ancora una volta il quadro negativo che traspare in America. Venerdì l'S&P500 é pesantemente caduto chiudendo a 1131.42 punti (-2.50%). La seduta é stata negativa con A/D a 1257 su 5098 e NH/NL a 92 su 1046. Un secondo serio motivo d'inquietudine é costituito dalla volatilità VIX salita a 42.96 punti (+4.12) rompendo la resistenza a 41 punti. Il massimo annuale é stato ad agosto a 48 punti. La combinazione di VIX ad alto livello e ADX sull'S&P500 bassa (13.99 punti) potrebbe significare che un sostanziale movimento negativo é imminente. L'S&P500, terminando la settimana a 1131 punti, rimane nel range 1120-1220 punti ormai valido dal 5 di agosto - la borsa americana oscilla da quasi due mesi in un largo canale. L'impressione é che settimana prossima ci deve essere un'attacco dei ribassisti. Questi tenteranno di raggiungere i 1114 punti del 22 settembre se non i 1101 punti di minimo annuale. In caso di rottura si profila un'obiettivo a 1050 punti. Gli indicatori di sentiment ci dicono però che un minimo significativo é vicino. Oltre alla già citata VIX vediamo che i sondaggi mostrano investitori molto (forse troppo) pessimisti (NAAIM 4.18% bullish, AAII 32.5% bullish e 46.8% bearish).
A cortissimo termine gli indicatori che usiamo per il trading mostrano un'alta probabilità che all'inizio di settimana prossima ci sia a Wall Street una seduta molto positiva in reazione ai forti cali di mercoledì e venerdì. Poi dovrebbe seguire il test del trading range e/o del minimo annuale.
A questo punto abbiamo nuovamente una situazione contradittoria con l'Europa costruttiva e l'America pronta ad testare i 1100 punti di S&P5oo se non qualcosa di peggio. Vediamo se gli altri mercati finanziari ci danno degli ulteriori elementi di decisione.
In generale i prezzi delle materie prime e dei metalli preziosi sono in calo confermando i timori di un rallentamento economico. Abbiamo già commentato il cambio EUR/USD a 1.3385. La forza del dollaro americano e il trend ribassista sulle materie prime favoriscono una continuazione del ribasso delle borse. A livello di tassi d'interesse seguiamo da vicino il Bund future (136.76) che dopo un doppio massimo a settembre sembra pronto per un cambiamernto di tendenza. Il supporto a 135 punti tiene però egregiamente. Non sembra che i tassi d'interesse vogliano salire - gli investitori restano sulla difensiva e questo parla a sfavore delle borse.
Il quadro generale resta quindi negativo e conferma la valutazione che le borse sono e restano in un bear market. Per i rialzisti esiste quindi solo la speranza che il rialzo in controtendenza iniziato settimana scorsa abbia ancora un certo potenziale verso l'alto prima che ci abbandoni. Finora é stato unicamente un rally dei titoli finanziari - probabilmente non sarà molto di più.
La seduta di lunedì e/o forse martedì saranno positive. Conviene utilizzare questo balzo per chiudere posizioni long speculative. Dovrebbe poi seguire un calo ed una discesa dell'S&P500 sui 1101-1114 punti. Al momento non pensiamo che dovrebbe esserci di peggio e quindi crediamo che poi le borse dovrebbero stabilizzarsi ed oscillare lateralmente per un paio di settimane. Il trend di lungo periodo resta ribassista e settimana prossima dovremmo valutare se non conviene posizionarsi di conseguenza (vale a dire short) anche se all'inizio il potenziale di guadagno sembra limitato.
Commento del 30 settembre
Graficamente il rialzo europeo é confermato - partecipazione suboptimale e preoccupante
Ieri le borse europee sono nuovamente partite al rialzo. Questo buon comportamento é stato sorprendente visto che le premesse provenienti da New York erano tutt'altro che positive. Il voto del Parlamento tedesco in favore del pacchetto di salvataggio della Grecia ha aiutato. L'esito era però scontato e l'effetto é stato marginale. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2212 punti (+1.64%) e quindi sopra i decisivi 2200 punti. L'Adam&Adam double bottom presentato nell'analisi del fine settimana si é concretizzato ed ora graficamente esiste un'obiettivo teorico e confermato a 2446 punti. Lo stesso vale per il FTSE MIB mentre il DAX tedesco non ha ancora confermato la rottura al rialzo. L'unico aspetto veramente preoccupante é che questo movimento sta avvenendo con modesti volumi di titoli trattati e basandosi unicamente sui titoli finanziari. Ieri sono state ancora le banche (+3.33%) e le assicurazioni (+3.48%) e provocare la sostanziale plusvalenza finale degli indici. Questo rally dei titoli finanziari é chiaramente una correzione di un'eccesso di pessimismo e di una situazione di ipervenduto. A gennaio il sorprendente e consistente rialzo delle banche era durato poco più di un mese e l'indice SX7E aveva guadagnato circa il +22%. Dal minimo di venerdì scorso e quindi in quasi 5 sedute l'SX7E é risalito ora del +24%. Con l'attuale partecipazione e leadership questo rialzo non é sostenibile.
La maggior parte degli abbonati leggono solo questo report mattutino. Per gli investitori che agiscono a medio termine é sufficiente. Ai traders ed agli interessati di analisi tecnica consigliamo però di leggere (o almeno scorrere) tutti gli 8 reports giornalieri. Talvolta, come ci ha rimproverato un promotore finanziario, sono solo un riassunto della giornata trascorsa. Spesso però si trovano delle interessanti informazioni e delle utili previsioni. Ieri nel primo pomeriggio abbiamo scritto questo commento sull'S&P500: "Il future é ora a 1158 punti (+9 punti). L'S&P500 inizierà la seduta con un consistente guadagno. Siamo sorpresi poiché la debole chiusura di ieri suggeriva almeno una rottura intraday sotto i 1150 punti. Non cambiamo opinione e di conseguenza non escludiamo una secca caduta iniziale prima di un recupero ed una chiusura in guadagno. Questo corrisponde a 1160 punti a fine seduta." Ieri l'S&P500 é salito immediatamente sui 1175 punti, é calato fino ad un'ora dalla chiusura a 1140 punti per poi improvvisamente recuperare con un furioso rally finale e chiudere a 1160.40 punti (+0.41%). È stata una giornata strana contrassegnata da forze interne divergenti. La tecnologia (Nasdaq100 -1.04%) era debole con molti leaders (AMD -13.66%, Netflix -10.97%, Apple -1.62%) in difficoltà e i semiconduttori in caduta (-1.28%). Dall'altra parte abbiamo avuto i soliti titoli finanziari (Banks +3.32% e Insurance +5.76%) a tirare il plotone. Il risultato é stata una seduta positiva (A/D a 4186 su 2116 e NH/NL a 87 su 879) ma poco convincente. La volatilità VIX (38.84 punti, -2.24) é stata nuovamente respinta verso il basso dalla resistenza a 41 punti. La situazione tecnica in America é completamente diversa da quella in Europa. Molti indicatori sono neutri ma l'impressione é quella di una debolezza strisciante - se l'S&P500 non sale adesso grazie agli impulsi provenienti dall'Europa abbiamo paura che scenderà settimana prossima a testare i 1120 punti di supporto. Aspettiamo la chiusura settimanale e l'analisi del fine settimana per un'esame approfondito.
Sugli altri mercati finanziari regna la calma. Dopo i bruschi e sostanziale movimenti di inizio settimana, le oscillazioni di ieri sono poco importanti. Teniamo d'occhio il Bund future tedesco (135.60 punti) fermo sul supporto a 135 punti. Una rottura al ribasso sarebbe un forte impulso positivo per le borse - al momento però non succede niente.
Stamattina le borse asiatiche subiscono poche variazioni ed il Nikkei guadagna il +0.2%. Il future sull'S&P500 perde 5 punti a 1151 punti. Le borse europee inizieranno la seduta in calo e l'Eurostoxx50 vale attualmente 1997 punti. Prevediamo oggi una seduta tranquilla ed una moderata minusvalenza finale. Accantonato per un'attimo il dossier Grecia oggi si dovrebbe ricominciare a guardare i fondamentali. I dati sui redditi e spese personali attesi in America alle 14.30 sono importanti. Sarà un'occasione per ricordarci che le prospettive economiche sono negative e che i fondamentali non sostengono questo rialzo. Non dimenticate che qualsiasi rialzo ora é un movimento in controtendenza all'interno di un bear market.
Commento del 29 settembre
Un'altro rialzo fallito come a metà settembre? Crediamo di no
Ieri sera l'S&P500 ha chiuso a 1151.06 punti (-2.07%). Una brutale battuta d'arresto che pone una seria ipoteca sul rialzo delle borse dal minimo annuale di venerdì scorso. Sui grafici europei si presenta esattamente la stessa situazione del 13-16 settembre con due sedute di forti rialzi ed una di consolidamento. Seguendo lo stesso sviluppo oggi dovrebbe seguire una giornata da -3%. Purtroppo ieri New York ha fornito un'ottima premessa per questa continuazione al ribasso. Questa volta però la tecnica mostra che le cose potrebbero andare diversamente.
Come atteso ieri le borse europee hanno consolidato. La mattina hanno raggiunto nuovi massimi relativi superando marginalmente i picchi del 16 settembre. Poi però la logica e la forza di gravità hanno prevalso. Gli investitori hanno visto il logico parallelo tra la situazione attuale e quella di metà settembre e dopo due giorni di forti guadagni hanno preso benefici vendendo. Si é però trattato piuttosto di una ritirata dei compratori che di un'attacco dei venditori. La ritirata é avvenuta nella calma e con volumi di titoli trattati in calo. A fine giornata l'Eurostoxx50 (2176 punti -0.46%) ha limitato le perdite.
I problemi sono sorti in America e qui é necessario osservare gli avvenimenti in dettaglio. L'apertura é stata buona e l'S&P500 é salito ancora a 1184 punti restando però sotto il massimo del giorno precedente. Poi lentamente sono arrivate le vendite e gli indici sono scesi ad ondate. Nell'ultima ora di contrattazioni il ribasso ha accelerato e l'S&P500 ha chiuso sul minimo giornaliero a 1151.06 punti e con una pesante perdita del -2.07%. A/D a 949 su 5338 e NH/NL a 88 su 527 sono negativi, la risalita della volatilità VIX (41.08 +3.37) sulla resistenza a 41 punti preoccupante. Ci sono però dettagli incoraggianti che fanno la differenza. Il calo di ieri sembra una chiara conseguenza del window dressing - i portfolio manager stanno ripulendo i depositi comperando titoli "buoni" e facendo sparire quelli "cattivi". Osservando le tabelle dei titoli vicini al minimo a massimo a 52 settimane questo effetto si nota distintamente - gli interessati possono inoltre analizzare il comportamento del TRIN. I volumi di titoli trattati sono stati in calo - il volume relativo é sui 0.9. Non pensiamo quindi che questo movimento al ribasso debba continuare verso i 1120 punti di S&P500. Crediamo piuttosto che oggi ci debbano essere ancora delle vendite ed una discesa dell'S&P500 sotto i 1150 punti - alla fine però la seduta dovrebbe essere positiva.
Il comportamento dei mercati a metà settembre é una seria ipoteca poiché molti investitori hanno tendenza a seguire questo esempio. Di conseguenza ci saranno bisogno un paio di sedute per separarsi da questo cammino tracciato in precedenza. Oggi potrebbe esserci in Europa una seduta negativa ma non da -3% come il 19 settembre. Se abbiamo ragione le perdite oggi saranno contenute e domani sera l'Eurostoxx50 salirà finalmente sopra i 2200 punti confermando il trend rialzista e l'obiettivo a 2400 punti. Se invece oggi in Europa gli indici crollano bisogna scappare il più velocemente possibile. Questo significherebbe che anche questo tentativo di rialzo é fallito ed il prossimo futuro ci riserva nuovi minimi annuali.
Gli altri mercati finanziari mandano segnali misti. Ieri i prezzi delle materie prima sono inizialmente caduti per poi stabilizzarsi. Stamattina l'oro é a 1615 USD/oncia. Il Bund future é su un'importantissimo supporto a 135 punti dopo aver costituito un doppio massimo. Dovrebbe accelerare al ribasso per una sostanziale correzione - questo é un segnale molto positivo per le borse che sono inversamente correlate. Il cambio EUR/USD é stabile a 1.3610. Il supporto a 1.34 dovrebbe reggere per settimane ed una risalita verso gli 1.39, insieme agli indici azionari europei, é possibile.
Stamattina i mercati asiatici reagiscono bene dopo un'inizio in sordina. Il Nikkei guadagna il +1%. Il future sull'S&P500, dopo un minimo stanotte a 1141 punti é ora a 1156 punti (+7 punti). In apertura l'Eurostoxx50 é atteso sui 2165 punti - la perdita iniziale é contenuta ad un -0.5%. Il voto al parlamento tedesco in favore del pacchetto di salvataggio per la Grecia é una formalità. I dati congiunturali attesi nel pomeriggio non saranno determinanti.
La giornata odierna può anche essere negativa ma le perdite stasera in Europa devono essere inferiori al 2% - se no la nostra analisi e scenario positivo rischiano di essere sbagliati. La miglior conferma della buona forma delle borse sarebbe una seduta positiva - non osiamo però sperare tanto.
Commento del 28 settembre
Hanno un pò esagerato - consolidamento
Ieri le borse hanno avuto un'altra seduta spumeggiante ed i maggiori indici azionari europei hanno guadagnato intorno al +5%. Come lunedì il movimento é stato condotto dai titoli finanziari anche se la partecipazione qualitativamente é migliorata. L'indice delle banche europee SX7E (+8.09%) é risalito dal minimo annuale e di venerdì a 87 punti alla chiusura di ieri a 105.94 punti. In poco più di due giornate l'indice ha guadagnato il +21.77% - evidentemente un'esagerazione che in analisi tecnica chiamiamo ipercomperato a cortissimo termine.
Ieri l'euforia ha nuovamente investito le borse europee che hanno terminato la seduta sui massimi giornalieri e con performances intorno al 5%. Ancora una volta la lista dei titoli con i maggiori guadagni é stata condotta dai titoli finanziari. Il resto del listino ha però seguito con numerosi altri settori in forte guadagno. L'A/D ha raggiunto livelli estremi ed i volumi di titoli trattati sono stati in crescita. Il trend rialzista non é però ancora confermato. Per ora le borse salgono da soli due giorni e ieri gli indici si sono fermati a ridosso dei precedenti massimi del 16 settembre. I precedenti tentativi di rally si sono esauriti qui. Solo un superamento di queste barriere libererebbe il potenziale di rialzo indicato dal doppio minimo descritto nell'analisi del fine settimana. Per dettagli leggete i commenti sui singoli indici pubblicati ieri dopo la chiusura. I 2400 punti di Eurostoxx50 restano a portata di mano ma non sappiamo ancora se sono effettivamente raggiungibili. Il problema é che le borse sono salite troppo in troppo poco tempo. Adesso sono ipercomperate e devono consolidare. Il risultato della seduta di ieri sera a New York suggerisce di abbandonare l'euforia in favore di un sano realismo. Oggi il rialzo subirà una battuta d'arresto e dovremo controllare se non si tratta di peggio.
Ieri in America sembrava inizialmente che gli indici volessero seguire l'Europa. l'S&P500 é partito al rialzo arrivando a due ore dalla chiusura a 1195 punti. Poi lentamente sono apparsi i venditori e a parabola l'indice é ridisceso fino ai 1170 punti. Acquisti alcuni minuti prima della chiusura hanno provocato un balzo finale di 5 punti. L'S&P500 ha chiuso con un guadagno del +1.07% a 1175 punti. Questa caduta di 20 punti dal massimo é preoccupante anche perché i dati della seduta non sono entusiasmanti. A/D a 5021 su 1350, NH/NL a 322 su 260, volume relativo a 1.0 e volatilità VIX in calo a 37.71 mostrano una seduta positiva ma molto diversa dell'euforia notata in Europa. La spinta sui finanziari é esaurita (indice BKX -0.05%).
La prima ondata di rialzo basata sui titoli finanziari é probabilmente terminata. Ora dovrebbe esserci un consolidamento ed in seguito una continuazione del movimento a ritmi più moderati. L'ampiezza e durata del consolidamento ci dirà se dobbiamo preoccuparci. Attenzione che le borse europee sono su una importante giuntura. Una pausa ora é salutare. Un netto ritracciamento pericoloso. Temporalmente il periodo é favorevole fino a metà di settimana prossima.
Gli altri mercati finanziari stanno facendo una pausa. Il cambio EUR/USD é fermo a 1.3570 mentre l'oro si é stabilizzato a 1636 USD/oncia. Questo dovrebbe favorire il consolidamento delle borse.
Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei chiude in pari mentre Hong Kong perde l'1%. Il future sull'S&P500 scende di 1 punto a 1168 punti. L'Eurostoxx50 deve scontare le vendite nella seconda parte della seduta di New York di ieri ed inizierà le contrattazioni sui 2180 punti (-0.3%). Le borse europee dovrebbero stamattina bloccarsi mostrando poche variazioni. Il risultato della seduta a Wall Street é invece molto incerto. Il calo di ieri dal massimo ci preoccupa. Agli interessati consigliamo di leggere le previsioni che pubblichiamo normalmente verso le 14.00 nel commento relativo all'S&P500.
Commento del 27 settembre
Salvataggi senza fine
L'Europa si prepara a lasciar cadere una Grecia che non può o non vuole rispettare i propri impegni. I Paesi europei vogliono evitare il contagio e conseguenze catastrofiche per il sistema finanziario e sono disposti ad aumentare ulteriormente i capitali a disposizione per eventuali salvataggi. Non hanno ancora capito che non é un problema di liquidità ma sopratutto di indebitamento e mancanza di capitali propri.
Quella che traspare é la solita politica degli aiuti all'economia privata a scapito del contribuente. Per evitare di accettare ed ammettere le perdite si continua a finanziare pozzi senza fondo aumentando la voragine. Le borse però apprezzano poiché banche (+4.66%) ed assicurazioni (+7.67%) vengono protette distorcendo nuovamente le normali regole del capitalismo - chi investe a rischio deve anche incassare, se caso, le perdite. I polici temono però le conseguenze e preferiscono addossare le perdite agli Stati.
Il rally iniziato ieri poggia su fondamenta molto fragili e rischia ad ogni istante di fallire. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2083 punti (+2.83%) e secondo la teoria tecnica e lo scenario presentato durante il fine settimana può risalire nei prossimi 10 giorni fino ai 2400 punti. È però un tipico bear market rally - una volta terminato bisogna prepararsi a nuovi minimi annuali.
Ieri in Europa é stata una giornata movimentata. All'inizio le borse sono cadute e l'Eurostoxx50 é sceso fino ai 1993 punti contro la chiusura venerdì a 2026 punti. Malgrado che il minimo annuale (1935 punti) fosse ancora lontano avevamo l'impressione che gli indici stessero accelerando al ribasso. Poi improvvisamente sono arrivati, massicci, gli acquisti e si é concretizzato lo scenario rialzista suggerito settimana scorsa dalla combinazione Adam&Adam double bottom, bullish reversal ed Hammer. L'Eurostoxx50 é salito fino alle 13 al massimo giornaliero a 2116 punti. Poi é tornata la calma insieme a prese di profitto dei traders. Qualitativamente la partecipazione al rialzo é scarsa con solo banche ed assicurazioni a tirare il plotone. L'impressione di un giorno potrebbe anche cambiare. Nessuno crede ora in un rialzo - gli investitori sono molto pessimisti e posizionati al ribasso. Tutti i precedenti rally si sono rivelati evanescenti e di scarsa entità. Questa é la migliore premessa per una sorpresa verso l'alto alla quale, a dir la verità, fondamentalmente non crediamo neanche noi.
Sapete dall'analisi del fine settimana che i grafici americani puntavano verso il basso costituendo un'evidente divergenza con l'Europa. Ieri bisognava quindi vedere se Wall Street si muoveva in sintonia con l'Europa. E la sintonia é stata completa con l'S&P500 che ha guadagnato il +2.33% a 1162.95 punti. Miglior settore (ma che sorpresa...) le banche (indice BKX +5.29%). Anche in America la partecipazione é stata suboptimale con A/D a 4431 su 1903, NH/NL a 93 su 1010 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 39.02 (-2.23) - la resistenza a 41 punti é salva. L'S&P500 risale ora verso i 1220 punti con parecchi ostacoli sulla sua strada in grado di bloccare il cammino. Nessuno però crede al rialzo e questa é la miglior premessa per una sorpresa verso l'alto. È meglio non sottovalutare questo movimento.
Gli altri mercati finanziari hanno mostrato ieri segni di esaurimento e di cambiamento di tendenza. Oro (minimo a 1532 USD/oncia) e argento (minimo a 26 USD/oncia) hanno avuto accelerazioni al ribasso esaustive e hanno subito un netto reversal giornaliero. L'oro stamattina é di nuovo a 1640 USD/oncia. La correzione dei metalli preziosi é terminata ed i prezzi ritornano a salire sostenendo le borse. Anche il cambio EUR/USD é sceso fino sull'orlo del baratro a 1.34 (importante supporto) per poi reagire ed essere stamattina a 1.3535.
Stamattina le borse asiatiche riprendono l'intonazione positiva di ieri in Europa ed America. Il Nikkei guadagna il +2.8%. Il future sull'S&P500 é a 1165 punti (+7 punti) e l'Eurostoxx50 aprirà sui 2135 punti (+2.4%).
Impossibile dire ora se questo rally é sostenibile. Dopo una giornata di rialzi non abbiamo ancora conferme. L'analisi grafica mostra però un potenziale fino ai 2400 punti di Eurostoxx50 (e 16800 di FTSE MIB) e il pessimismo che regna tra gli investitori é il miglior carburante - un rialzo viene alimentato dello scetticismo e non dall'euforia di chi é già investito.
Aggiornamento del 26 settembre
Durante le riunioni del fine settimana della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale non é emerso nulla di nuovo. Politici e banchieri centrali non possiedono nuove ricette per affrontare la crisi. Nell'incertezza manca lo stimolo necessario per far decollare i mercati e scuoterli dal torpore.
Il quadro generale stamattina é negativo. Le borse asiatiche sono in calo ed il Nikkei perde il -2%. L'oro (1595 USD/oncia) e l'Euro (cambio EUR/USD a 1.3410) sono entrambi sotto pressione. Il future sull'S&P500 perde 6 punti a 1124 punti. A questo punto sembra più probabile un'accelerazione al ribasso piuttosto che l'inizio di una fase di rialzo. Fino a quando gli indici azionari europei non toccano nuovi minimi annuali, il doppio minimo presentato nell'analisi del fine settimana é ancora valido. Sconsigliamo però acquisti in un'ambiente così ostile.
L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 1995 punti e quindi in calo dell'1.2%. Vi ricordiamo che il minimo annuale é a 1935 punti. Il risultato della seduta odierna é molto incerto e decisivo per le prossime due settimane. Se nelle prossime ore non si concretizza una reazione positiva (e al momento non sembra il caso e non vediamo da quale direzione potrebbero arrivare degli stimoli), una continuazione del ribasso ed ulteriori perdite intorno al 10% diventa lo scenario più probabile.
Commento del 24-25 settembre
Contrasti tra il mondo finanziario ed il settore reale - Il fattore tempo
Il dibattito pubblico e politico é dominato dalla finanza. Si discute solo di banche, debiti, ratings, investment banking, tassi d'interesse. Ogni giorno si parla del possibile fallimento di una banca, dei rischi per gli Stati e per i contribuenti secondo il principio del too big to fail, della possibilità di un collasso dell'intero sistema finanziario. L'economia reale comincia ad averne abbastanza anche perché le banche sono in buona parte colpevoli di questa miseria. Hanno attività non redditizie come parti dell'investment banking, non hanno i rischi sotto controllo, hanno un capitale proprio troppo basso. Si oppongono con tutti i mezzi alla soluzione più semplice che sarebbe quella di alzare per tutti i requisiti minimi di mezzi propri - ne andrebbe di mezzo la redditività ma verrebbe una volta per tutte eliminato il problema dei rischi per la collettività. Visti i risultati degli ultimi anni anche gli azionisti non avrebbero niente da recriminare - maggiore prudenza non può che giovare. Le banche, invece che pensare solo a massimizzare i guadagni a corto termine - cosa che ha unicamente favorito il management attraverso un perverso sistema dei bonus, dovrebbe migliorare e innovare i prodotti ed aumentare l'efficienza. L'impressione é che dopo il bancomat e la carta di credito le banche hanno solo creato prodotti derivati cari, complessi e poco trasparenti.
La borsa é finanza ma non solo banche ed assicurazioni. L'economia reale esiste, é rispetto al PIL più importante della finanza e ne ha abbastanza di questa incertezza. L'economia reale ha solo bisogno di stabilità ed una semplice paletta di servizi finanziari a costi trasparenti e corretti. È compito della politica di riportare ordine. Insieme al problema dei debiti bisogna anche regolare le banche - queste hanno dimostrato che l'autoregolamentazione non funziona ed é solo una farsa.
Qualsiasi problema di debiti é risolvibile specialmente se la ricchezza esiste. La Grecia ed altri Stati falliranno non solo perché il debito é fuori controllo ma perché non hanno più il tempo materiale per cambiare rotta. Per decenni i greci non hanno pagato le imposte (parliamo sopratutto dei ricchi e dei lavoratori indipendenti) ed hanno, a causa del clientelismo, un'apparato statale inefficente e con centinaia di migliaia di impiegati superflui. Nel 2010 la Grecia ha aumentato di 30'ooo unità il numero degli impiegati statali. L'OECD calcola che solo il corretto incasso dell'IVA, delle imposte sulle imprese e delle spese sociali causarebbe maggiori entrate del 4.75% del PIL. Lo Stato non ha i mezzi, le strutture e la volontà per incassare le imposte. I cittadini sono da decenni abituati a non pagarle. Per cambiare questo circolo vizioso la Grecia ha bisogno di molti anni - tempo che non ha a disposizione. I cittadini sono demoralizzati e ritirano i soldi dalle loro banche per salvare il salvabile. Le banche greche sono praticamente morte e quindi non più in grado di svolgere il loro compito in favore dell'economia reale.
I Paesi europei che si trovano in una situazione simile sarà meglio che agiscano per tempo.
È sorprendente che i politici non si accorgano del pericolo. La Grecia non é il primo né l'ultimo Stato a fare bancarotta. Nel recente passato abbiamo gli esempi di Islanda, Argentina e Russia. La Germania é fallita nel scorso secolo due volte, nel 1923 e nel 1945. Il default é però una tragedia economica e sociale con recessione o depressione, distruzione dei risparmi e disoccupazione. Se possibile é un'esperienza da evitare ma per questo bisogna lavorare e fare sacrifici. L'Europa risolverà questi problemi e sopravviverà malgrado che la Grecia ed un'altro paio di Paesi debbano fallire. Ci vuole però tempo.
Questa lunga introduzione ci porta a fare un paio di constatazioni a livello di borse. Siamo in un bear market e ci resteremo per parecchio tempo. L'economia deve passare attraverso un lungo processo di abbattimento del debito e di deleveraging. Nella migliore ipotesi avremo anni di crescita suboptimale - nella peggiore recessione o crisi. Non sappiamo ancora dove saranno gli indici azionari tra uno o due mesi ma possiamo assicurarvi che tra sei-nove mesi saranno nettamente più in basso di ora. Investite di conseguenza.
Il ribasso di agosto-settembre é stato causato dalla finanza. Sono sopratutto i settori bancari ed assicurativi che hanno trasciano le borse verso il basso. Questo effetto si sta smorzando da alcune settimana ed é completamente sparito da mercoledì scorso. Dopo che Bernanke ha comunicato l'operazione Twist non sono solo cadute le banche ma le borse in generale, i prezzi delle materie prime, dei metalli preziosi (l'argento ha perso un quarto del suo valore in un paio di giorni). L'USD Index, dopo mesi di movimento laterale é passato a settembre dai 74 ai 79 punti cambiano una tendenza che valeva da anni. Non crediamo che questi sviluppi siano dei fatti isolati ma piuttosto un salto di qualità del bear market. Ora non é più solo una crisi della finanza ma una crisi globale con tanto di recessione che tocca anche l'economia reale e le sue imprese.
L'Eurostoxx50 ha perso dall'inizio dell'anno il -27.46%, il FTSE MIB il -32.26%, l'S&P500 solo il -9.64%. L'analisi tecnica ci mostra che l'S&P500 rischia un'accelerazione al ribasso ed ulteriori perdite di 80-90 punti. Le borse europee mostrano invece voglia di costituire base e potrebbero ripartire verso l'alto. Questo é uno scenario non consistente.
È ora di entrare nei dettagli dell'analisi e cercare di fare delle previsioni per le prossime settimane. Vediamo a che punto siamo.
Eurostoxx50 -6.17% a 2026 punti
DAX -6.76% a 5196 punti
SMI -2.83% a 5298 punti
FTSE MIB -6.07% a 13664 punti
S&P500 -6.54% a 1136.43 punti
Nasdaq100 -4.30% a 2206 punti
Le borse sono rimaste stabili all'inizio della settimane, sono crollate mercoledì (USA) e giovedì ed hanno recuperato venerdì. Per saldo chiudono la settimana con pesanti perdite non dovute però al settore finanziario (SX7E -6.59%) ma ai settori ciclici (E50 - Basic Resources -13.58%). Venerdì in Europa c'é stata un bullish reversal con alti volumi di titoli trattati. Sui grafici degli indici europei appaiono degli hammer (60% di probabilità di un'inversione di tendenza) e dei doppi minimi (Adam& Adam Double Bottom - 66% di probabilità di continuazione al rialzo). Questa formazione ha un potenziale di rialzo sull'Eurostoxx50 fino ai 2400 punti.
La seduta di venerdì in America ha invece l'aspetto di un rimbalzo tecnico dopo il crollo di giovedì. L'S&P500 ha chiuso a 1136.43 punti (+0.61%) con un minimo a 1121 ed un massimo a 1141. Il supporto a 1120 punti é stato rispettato. Il volume relativo é stato di 1.2 sull'S&P50, 1.4 sul DJ Industrial e di 0.9 sul Nasdaq - una strana distribuzione. La volatilità VIX (41.25 -0.10) si é fermata sulla resistenza a 41 mentre il CBOE Equity puts/calls ratio é tornata ad un normale 0.65. Completano il quadro A/D a 4095 su 2224 e NH/NL a 52 su 1083. Giovedì numerosi indici hanno raggiunto un nuovo minimo annuale: il Dow Jones Industrial (per 7 punti) ed il Dow Jones Transportation. La Dow Theory da un'ulteriore segnale di vendita. Il Bullish Percent Index sul NYSE é sceso a 23.60 - 76% dei titoli sono in un down trend secondo una chart point&figure. Analizzando solo le borse americane arriveremo alla conclusione che il ribasso deve continuare ed in tempi brevi. Un logico obiettivo si troverebbe sui 1050 punti di S&P500.
Sugli altri mercati finanziari notiamo la forza dell'USD. Era un'effetto che attendavamo da mesi come logico sviluppo della crisi - in mezzo a tutto la moneta americana resta l'unico punto di riferimento. Questo movimento sembra appena iniziato e quindi crediamo che anche il ribasso delle borse debba continuare. Il cambio EUR/USD (1.3495) si é fermato sul supporto a 1.34-1.35. I prezzi dei metalli preziosi sono crollati. L'argento ha perso 10 USD in una settimana fermandosi a 31 USD/oncia. Anche l'oro (1642 USD/oncia) finalmente ha terminato il rialzo e sta subendo una pesante correzione. Gli investitori vendono tutto a caccia di liquidità - neanche l'oro costituisce un porto sicuro.
Avrete a questo punto capito che siamo molto incerti tra ribasso (America) e sostanziale rimbalzo tecnico (Europa). Tra giovedì e venerdì le borse hanno toccato un minimo significativo? Esiste solida base? Guardiamo da ultimo i dati sul sentiment. Le volatilità sono molto alte ed hanno in parte avvicinato i massimi annuali (VDAX a 44.14 contro max a 52 settimane a 45.78). Questi dati sono sufficienti per un minimo intermedio. Guardiamo i sondaggi tra gli investitori. La NAAIM da un 27.9% di bullish contro una media di 66%. La AAII fornisce un 25.3% di bullish contro una media a 39% (48% bearish contro la media a 30%). Gli investitori sono decisamente pessimisti e bearish e quindi già posizionati al ribasso. Valutando questi dati arriviamo alla conclusione che un minimo é in posizione o imminente da un punto di vista temporale.
Settimana prossima o le borse ripartono lentamente al rialzo (probabilità stimata 40%) o già da lunedì iniziano un'ultima decisa accelerazione al ribasso con perdite ulteriori dell'8%-12%. I grafici europei favoriscono la prima soluzione, quelli americani la seconda. In caso di ribasso questo non dovrebbe più durare a lungo (massimo due settimane) ed essere finalmente seguito da un sostanziale rialzo in controtendenza. Un sell off adesso permetterebbe la formazione di una solida base.
In generale qualsiasi rialzo é un movimento in controtendenza all'interno del bear market. Sicuramente il ribasso deve in seguito continuare.
Gli investitori devono agire sulla difensiva e limitare gli investimenti in azioni a titoli tecnicamente forti o che agiscono bene durante i ribassi (le utilities in America guadagnano quest'ano il +6.6%). Traders possono considerare posizioni long sugli indici europei con stops sotto i minimi annuali. All'inizio di settimana prossima potremmo stimare la direzione che prenderanno le borse. Con i nervi degli investitori molto tesi, molto dipende dalle decisioni dei politici e dalle news. Mercati che vogliono salire ignorano informazioni negative - e viceversa.
Commento del 23 settembre
Si salvi chi può! - ma da cosa?
Ieri le borse sono nuovamente crollate - é stato un fuggi fuggi generale con vendite su tutti i mercati e tutti i settori. Non sono state vendute solo le azioni ma anche materie prime, metalli preziosi, EUR, titoli di stato di Paesi che godono ancora di una buona qualità del debito ma che non fanno abbastanza per ridurre il deficit. Questo umore nero degli investitori ci lascia perplessi. Siamo i primi a dire che la situazione é difficile. Ma da qui a dimenticare qualsiasi ragionamento di analisi fondamentale c'é ancora una certa differenza. Si deve giocare sulla difensiva e provare ad evitare i rischi - bisogna però sforzarsi di riconoscerli oggettivamente e sfruttare anche le opportunità.
Lasciando da parte questo velato invito alla calma la situazione tecnica si sta notevolmente deteriorando. Ieri il crollo delle borse europee é stato impressionante. L'Eurostoxx50 ha chiuso sotto i 2000 punti a 1995 punti e con un calo del -4.90%. I minimi annuali sono ancora intatti e costituiscono ancora teorico supporto. Il momentum del calo é però in netto aumento insieme alla partecipazione. È molto probabile che dopo il crollo di ieri ci sia una reazione positiva e che questa possa anche essere possente. In seguito però ci deve ancora essere un test dei minimi annuali. Chi vuole vendere può quindi attendere un rimbalzo - gli amanti del rischio possono tentare la fortuna con un long sapendo però che tra alcuni giorni ritroveremo l'Eurostoxx50 sui 2000 punti o una cinquantina di punti più in basso.
Ieri sono pesantemente caduti anche i mercati americani. L'S&P500 é sceso fino ai 1114 punti prima di trovare la forza di reagire e risalire in chiusura a 1129.56 punti (-3.19%). Il supporto a 1120 punti é stato testato ed intraday violato con l'indicatore ADX in aumento (intensità del trend) e la candela giornaliera che sul grafico ha nettamente bucato al ribasso le Bollinger Bands. Il risultato é che il MACD fornisce ora un segnale di vendita a corto termine. La RSI é scesa a 38.07 punti mostrando che malgrado il crollo l'indice non é ancora ipervenduto ed ha spazio verso il basso. Il DJ Transportation Index ha chiuso sul minimo annuale fornendo secondo la Dow Theory un segnale di vendita anche per il DJ Industrial. La seduta é stata negativa con A/D a 848 su 5624. La pressione di vendita é alta con un'aumento dei NL a 2493 (contro soli 24 NH). Il volume relativo a 1.5 conferma la forza del movimento. L'unico conforto proviene dagli indicatori di sentiment con la volatilità VIX esattamente sulla resistenza a 41.35 punti (+4.03). Anche la tecnologia (Nasdaq100 -3.26%) non riesce più a resistere alle vendite.
Avremmo molti altri aspetti negativi da citare, non da ultimo l'Hindenburg Omen. Evitiamo però noiosi elenchi e cerchiamo di riassumere in maniera chiara la situazione senza tanti condizionali e varianti.
La tendenza é ribassista a lungo, medio e corto termine. I minimi di ieri non sono definitivi e verranno nei prossmi giorni almeno testati - questa é la variante positiva che prevede un minimo significativo tra i 1100 ed i 1120 punti di S&P500. Nei prossimi giorni, se già non oggi, ci sarà un rimbalzo tecnico - più debole sarà il rimbalzo, più forte é in generale la pressione di vendita ed il successivo potenziale di ribasso. La discesa di mercoledì e giovedì é stata talmente intensa che molto probabilmente ci deve essere una consistente continuazione. Dobbiamo ancora esaminare il comportamento odierno del mercato e la chiusura settimanale. È però a questo punto possibile (non scriviamo ancora probabile) che l'S&P500 scenda ad ottobre all'obiettivo originario del nostro scenario 2011 vale a dire a 1050 punti.
Gli altri mercati finanziari confermano la debolezza delle borse. Il cambio EUR/USD é sceso a 1.35 e l'oro é caduto a 1735 USD/oncia. L'indice delle materie prime CRB ha perso il -4.41%. Nell'analisi del fine settimana avevamo citato questo fattore come probabile divergenza nei riguardi dei mercati azionari e conferma della debolezza dell'economia. I tassi d'interesse su Bund, US Treasury Bond e sulle obbligazioni di quei pochi Paesi ancora solidi sono in calo e sui livelli più bassi da decenni.
Stamattina le borse danno segnali di stabilizzazione. In Asia le perdite sono contenute ad un -1.5%. Il Giappone é chiuso. Il future sull'S&P500 sale di 9 punti a 1132 punti. L'Eurostoxx50 inizierà la giornata sui 2012 punti. L'atteso rimbalzo tecnico potrebbe già essere iniziato. Vi raccomandiamo prudenza e vi ricordiamo che, secondo l'analisi tecnica, i minimi di ieri devono essere rivisitati anche se le borse cercano di costituire ora un bottom. Giocare long é quindi unicamente operazione consigliata a traders smaliziati ed amanti del pericolo.
Commento del 22 settembre
Illusione e delusione
Gli investitori si sono illusi che la FED e Bernanke avessero ancora a disposizione un qualche strumento miracoloso o avessero architettato una sorprendente manovra poco ortodossa per stimolare economia e mercati finanziari. Ed invece la montagna ha partorito il topolino - Bernanke ha deciso quello che tutti ormai sapevano da giorni vale a dire l'operazione Twist. Ritiene che abbassando ulteriormente i tassi d'interesse a lungo termine le imprese avranno maggiori incentivi per investimenti ed il mercato immobiliare si stabilizzerà. È però evidente che se questi investimenti non vengono effettuati adesso (l'US Treasury Bond a 10 anni rende ora l'1.85% - livello più basso da 60 anni a questa parte e corrispondente ad un tasso d'interesse reale negativo) anche un'ulteriore calo di mezzo punto in percentuale non servirà a niente. L'appiattimento della curva dei rendimenti toglie invece alle banche una buona fonte di reddito che consisteva nel prendere in prestito a corto per investire a lungo. Non per niente ieri sera l'indice delle grandi banche BKX ha perso il -5.50%.
La decisione é stata comunicata alle 20.15 ed é stata seguita da una prima moderata ondata di vendite. Dopo un recupero ed una fase di riflessione é arrivata la decisione degli investitori. Negli ultimi 45 minuti di contrattazioni l'S&P500 ha perso ancora circa 26 punti per chiudere infine sul minimo giornaliero a 1166.76 punti (-2.94%). L'Eurostoxx50 a quel punto valeva ancora 2059 punti contro la chiusura ufficiale delle 17.50 a 2098 punti.
Tecnicamente questa seduta fortemente negativa é un grave colpo ma non decisivo. L'S&P500 mantiene il canale rialzista pur essendo arrivato sul suo limite inferiore. Il Nasdaq100 (-1.64%) ha contenuto le perdite e resta in un solido trend rialzista. Nel commento di ieri abbiamo però annotato che martedì a corto termine dovrebbe essere stato raggiunto un massimo. Il Dow Jones Tranportation Index ha perso invece il -5.27% e si trova solo un 2% sopra il minimo annuale. Secondo la Dow Theory i movimenti di DJ Industrial e Transportation devono seguirsi e confermarsi a vicenda. Se il Transportation sta mostrando la tendenza il resto del mercato deve seguire al ribasso.
La seduta di ieri é stata negativa con A/D a 977 su 5346, NH/NL a 162 su 1125, volume relativo a 1.1, VIX a 37.32 (+4.46) e CBOE Equity puts/calls ratio a 0.8. Il problema maggiore resta la partecipazione con la forte espansione dei nuovi minimi che mostra pressione di vendita. Se avete voglia guardate un grafico della VIX: la volatilità ha una resistenza sui 41 punti data da una linea di trend discendente. Noi pensiamo che questa resistenza debba reggere e quindi il calo dell'S&P500 dovrebbe fermarsi presto. Se questa resistenza non regge un nuovo massimo annuale é possibile. Questo significa un nuovo minimo annuale sull'S&P500.
Parlando di questo indice guardiamo dove potrebbe scendere ora. Il movimento di ieri é stato dinamico e con partecipazione. Ci deve essere una continuazione verso il basso. Difficilmente il livello inferiore del canale ascendente, ora sui 1161 punti, reggerà. Prossimo possibile obiettivo é a 1120 punti. Oggi però ci aspettiamo, dopo un'apertura debole, una reazione ed una chiusura solo moderatamente negativa (ca. 1160 punti).
Abbiamo parlato molto di America dimenticano in parte l'Europa. Questo é voluto poiché gli avvenimenti di ieri non sono più importanti dopo la decisione di Bernanke ed il successivo "crollo" di Wall Street. L'Eurostoxx50 ha perso ieri il -1.96% mentre il FTSE MIB ha contenuto le perdite ad un -1.65%. Questo é l'unico aspetto positivo. Il MIB italiano sembra ormai indifferente alle notizie negative, come il declassamento del debito, che toccano il Paese. Quando un'indice comincia a mostrare forza relativa ed indifferenza a fattori che normalmente l'avrebbero costretto in ginocchio é possibile che sia vicino ad un minimo. Leggete con attenzione gli ultimi commenti sul FTSE MIB e la teoria di una testa e spalle rialzista.
L'USD sta diventando moneta rifugio. A livello mondiale regna l'incertezza ed in questa fase si preferisce la moneta americana. Aspettavamo questo effetto da marzo di quest'anno. Il cambio EUR/USD é sceso a 1.3540 - la rottura del supporto a 1.35 é solo questione di tempo. L'oro é sceso a 1774 USD/oncia, in parte come conseguenza dell'USD forte. Conoscete la nostra teoria del doppio massimo sopra i 1900 USD ed il possibile inizio di un ribasso. Per ora sembra che questa sia l'interpretazione corretta.
Stamattina le borse asiatiche sono molto deboli ed il Nikkei scende del -2%. Il future sull'S&P500 perde ancora 8 punti a 1148 punti. L'apertura in Europa sarà pessima con l'Eurostoxx50 atteso sui 2038 punti (-2.8%). Siamo incerti sul da farsi visto che le borse aprono già molto basse.
Le analisi delle ultime settimane ci avevano fatto prevedere un massimo sull'S&P500 a 1230 punti seguito da un moderato ribasso ma probabilmente nessun nuovo minimo annuale sotto i 1100 punti. l'S&P500 ha raggiunto martedì i 1220 punti. Pensiamo che ora il supporto a 1120 punti reggerà obbligando l'indice ad un noioso movimento laterale in un trading range. Per logica l'Europa dovrebbe seguire. È però più debole e quindi alcuni indici dovrebbero raggiungere nuovi minimi annuali marginali. Se abbiamo ragione non dovrebbe esserci nessuna drammatica accelerazione al ribasso. Abbiamo bisogno di due giorni e della chiusura settimanale per esserne sicuri.
Commento del 21 settembre
Operazione Twist
Oggi termina la seduta di due giorni del FOMC. Le decisioni di Bernanke e colleghi per stimolare l'economia verranno comunicate alle 20.15 (14.15 ora locale). Il consenso degli specialisti si concentra sull'operazione Twist vale a dire l'acquisto di obbligazioni a lunga durata alla scadenza di obbligazioni a corta durata già in portafoglio. In questa maniera la curva dei rendimenti si dovrebbe appiattire lasciando invariato il bilancio della FED. L'effetto di questa manovra sulla congiuntura sembra però essere limitato e quindi gli operatori si aspettano ancora qualcosa d'altro - una sorpresa.
Inutile in questa sede fare delle speculazioni. Sentiamo cosa comunica stasera la FED ed osserviamo le reazioni dei mercati. Ci vorrebbe però veramente qualcosa di speciale per mutare il nostro scenario di base - le borse sono in un bear market e l'attuale rialzo, un tipico ritracciamento del 50%, dovrebbe esaurirsi al massimo sui 1250 punti di S&P500. Da settimane ormai manteniamo invariato questo piano con alcune sfumature. Se inizialmente parlavamo di salita verso i 1250-1250 punti, da una decina di giorni prevediamo un'obiettivo ideale a 1230 punti con un'eventuale estensione a 1250. La differenza é minima.
Ieri sera l'S&P500 é salito fino a 1220 punti prima di sgonfiarsi e chiudere in negativo a 1202 punti (-0.17%). Malgrado che avessimo preannunciato questo esito siamo noi stessi stati sorpresi dalla precisione di questa previsione (L'indice dovrebbe aprire sui 1212 punti. Pensiamo che il massimo
giornaliero potrebbe essere sui 1215 punti e che poi dovrebbero apparire
vendite. Prevediamo a fine giornata un saldo negativo) effettuata su base statistica.
La giornata di ieri era iniziata male con il declassamento del debito italiano. Le borse europee hanno iniziato in negativo reagendo però velocemente. Una volta superato questo problema il resto della seduta si é svolto senza storia. Con due andate di acquisti gli indici sono arrivati in vicinanza del massimo giornaliero verso le 12.00. Sono seguite prese di beneficio fino all'apertura di New York. L'America ha iniziato bene e l'Europa ha seguito. La chiusura é stata sul massimo giornaliero - l'Eurostoxx50 ha guadagnato il +2.11% fermandosi a 2140 punti. Questa performance positiva compensa unicamente le perdite di lunedì riportando la situazione a quella che avevamo venerdì. Gli indici europei sono ancora tendenzialmente al ribasso anche se da una settimana stanno sviluppando un rialzo in controtendenza che sembra per ora unicamente un rimbalzo tecnico. Anche la seduta di ieri non ha mutato questo quadro.
In America la borsa si é rafforzata nelle prime due ore di contrattazioni e l'S&P500 é salito ad un massimo a 1220 punti. In vista del meeting del FOMC é poi apparsa lentamente una certa prudenza insieme a prese di beneficio. Nessuno vuole essere troppo esposto prima di una decisione che potrebbe scuotere i mercati. Con bassi volumi di titoli trattati (volume relativo 0.8) l'S&P500 é ridisceso fino al supporto a 1200 punti chiudendo infine a 1202.09 punti (-0.17%). A/D a 2099 su 4126 sono normali. Sempre preoccupante é invece il rapporto NH/NL a 498 su 434. Considerando che l'S&P500 si é mosso nell'ultimo mese tra i 1121 ed i 1230 punti, il numero dei NH é troppo basso segnalando scarsa partecipazione. La volatilità VIX resta alta a 32.86 (+0.13). L'intonazione di base del mercato americano resta positiva con numerosi indicatori su un debole buy. Il potenziale di rialzo é però limitato ed il prossimo sostanziale movimento dovrebbe essere verso il basso. Solo oggi Bernanke potrebbe impedirlo.
Sugli altri mercati vediamo la stessa indecisione che domina in borsa. L'oro continua il ballo intorno ai 1800 USD/oncia. Stamattina é risalito a 1811 USD. Il cambio EUR/USD (1.37) é fermo nel range 1.35-1.40. Tassi d'interesse sui Bund tedeschi e sui US Treasury Bonds ai minimi storici non promettono nulla di buono per la congiuntura mondiale in netto rallentamento. La borsa cinese ha raggiunto ieri un nuovo minimo annuale.
Stamattina le borse asiatiche sono miste con il Nikkei che guadagna il +0.2%. Il future sull'S&P500 risale a 1202 punti (+6 punti). Le borse europee inizieranno la giornata senza sostanziali variazioni. L'Eurostoxx50 é atteso sui 2136 punti.
Dopo la scadenza trimestrale dei derivati di settimana scorsa ed il saliscendi di questo inizio di settimana le posizioni dei traders sono complete. Ora si tratta di aspettare le 20.15 e decidere poi sul da farsi. Oggi non dovrebbe succedere molto.
Noi crediamo che questa settimana la Troika darà luce verde all'ulteriore tranches di finanziamenti alla Grecia. Bernanke farà di tutto per sostenere i mercati ed almeno inizialmente le sue parole dovrebbero avere un'effetto positivo. Pensiamo quindi che per alcuni giorni il rialzo dovrebbe riprendere e gli indici raggiungere i nostri obiettivi. L'unico aspetto che ci preoccupa é che questa sembra anche essere l'opinione generale. Se tutti si preparano a vendere da dove potrebbero arrivare gli acquisti necessari a far salire l'S&P50 verso i 1230-1250 punti?
Commento del 20 settembre
Ma lasciatela fallire questa Grecia - non ne possiamo più!
L'incertezza uccide i mercati, annulla l'iniziativa, rimanda gli investimenti, frena i consumi. Questa situazione é insostenibile. Non si parla che di debiti mentre i temi da affrontare e le sfide per il futuro sono molteplici. Nel dossier greco é ora necessaria una decisione forte - fallimento o taglio netto del debito ed in seguito rigore finanziario sotto stretto controllo internazionale. Se la politica non cambia approccio questo problema ci accompagnerà per decenni anche perché i casi "Grecia" rischiano di moltiplicarsi.
Il debito italiano é stato declassato da A+ a A con prospettive negative. In teoria questa é la notizia del giorno - in pratica é solo un passo dovuto a riconoscimento di un dato di fatto. Non pensiamo che questo avrà un'impatto massiccio sui mercati finanziari.
La Grecia ieri ha tenuto banco spedendo le borse europee nuovamente al ribasso. Dopo la buona performance di settimana scorsa e la scadenza dei derivati di settembre questa reazione negativa era attesa. È solo risultata più forte del previsto con un'apertura dei mercati già in calo del 2% ed una chiusura che per l'Eurostox50 é stata di -2.93% a 2096 punti. La debolezza ha toccato tutti i settori e non solo le banche (-3.31%). Sopratutto i titoli che settimana scorsa avevano ben performato hanno ieri perso parecchio terreno mostrando che sono sopratutto traders che agiscono a cortissimo termine a muovere gli indici. Le borse hanno però chiuso lontane dal minimo giornaliero e con scarsi volumi di titoli trattati. Pensiamo che siano state piuttosto prese di beneficio e non l'immediato inizio di una nuova fase ribassista. Malgrado il declassamento dell'Italia pensiamo che gli indici europei dovrebbero avere ancora un'impennata e superare nei prossimi giorni i livelli toccati venerdì scorso.
La seduta a Wall Street é stata tecnicamente interessante. L'S&P500 é caduto nella prima ora di contrattazioni fino ai 1188 punti rompendo decisamente il supporto a 1200-1205 punti. Poi é lentamente risalito ad ondate toccando un massimo a 1215 punti. Vendite sul finale l'hanno fatto tornare a 1204.09 punti (-0.98%). L'immediata ripresa del supporto a 1200 punti é un segnale positivo. Il volume relativo é stato di 0.85 e quindi sotto la media. Notiamo che al momento il mercato resta robusto con compratori che intervengono regolarmente ed un settore leader (Nasdaq100 +0.12%) in grado di contrastare la debolezza della finanza (Banche - indice BKX -2.84%). Il rapporto NH/NL a 251 su 407 é però preoccupante. Il mercato é nel range superiore degli ultimi 30 giorni - i NH dovrebbero superare i NL e non il contrario. C'é quindi una certa pressione di vendita. Restiamo dell'opinione che l'S&P500 non dovrebbe superare i 1250 punti fermandosi idealmente a 1230 punti. Dovrebbe però potersi ancora rafforzare e non riprendere immediatamente la via del ribasso.
Il prezzo dell'oro é caduto a 1772 USD/oncia in parte come conseguenza del rafforzamento dell'USD (cambio (EUR/USD a 1.3620). Il grafico dell'oro é confuso - i 1800 USD non sembrano determinante supporto mentre la formazione di un cuneo discendente suggerisce un ribasso a corto termine. L'EUR debole corrisponde alle nostre previsioni ed é purtroppo veleno per le borse europee.
Stamattina il declassamento dell'Italia ha un'iniziale effetto negativo. Le borse asiatiche sono in moderato calo. Il Nikkei, ieri chiuso, perde stamattina il -1.6%. Il future sull'S&P500 scende a 1191 punti (-9 punti). Le borse europee, dibattute tra il recupero di ieri sera a Wall Street e le notizie negative di stamattina scelgono la moderazione. L'Eurostoxx50 aprirà sui 2090 punti e quindi in calo di solo il -0.2%. Oggi dovrebbe succedere poco - gli investitori resteranno in attesa del risultato del meeting del FOMC.
Aggiornamento del 19 settembre
Stamattina riappare improvvisamente il rosso sugli schermi - le borse sono in calo. In Cina torna lo spettro dell'inflazione. Si riparla di Grecia dopo che durante il fine settimana i governi europei non hanno deciso nulla di nuovo. Le borse asiatiche perdono in media un -2%. Il future sull'S&P500 cade di 20 punti a 1192 punti. Il quadro negativo viene completato dal calo del cambio EUR/USD a 1.3665 e dall'aumento del prezzo dell'oro a 1818 USD/oncia. L'atteggiamento prudenziale che vi abbiamo presentato nell'analisi del fine settimana é a prima vista corretto.
Le borse europee inizieranno la giornata in calo. L'apertura dell'Eurostoxx50 é prevista sui 2100 punti (-2.7%). Dopo il rialzo di settimana scorsa questa sembra essere un'importante battuta d'arresto. Bisogna però attendere il decorso della giornata prima di fare delle valutazioni definitive.
Noi prevedevamo ancora alcune sedute positive ed una salita dell'S&P500 fino ai 1230 (eventualmente 1250) punti prima della ripresa del ribasso. Per ora non cambiamo opinione.
San Tommaso - vedere per credere
Cominciano a filtrare i dettagli della truffa di Kwedu Adoboli, il
trader dell'UBS scoperto ed arrestato settimana scorsa. Adoboli ha perso
2.3 Mia di USD nello spazio di tre mesi operando con derivati su DAX,
Eurostoxx50 e S&P500 e non, come molti "esperti" si erano affrettati
a dichiarare, sul cambio del CHF. La logica suggerisce che queste
operazioni erano legate, in una maniera o nell'altra, ai futures
scadenza settembre. La banca ha dichiarato di avere ora riequilibrato le
posizioni e quindi, sempre per logica, posizioni long sono stati chiuse
(Adoboli doveva essere per saldo long per perdere soldi in un mercato
al ribasso fino a martedì) vendendo. Per avere una perdita del genere le
posizioni di Adoboli dovevano essere di decine di miliardi.
Cosa ha a che fare questo caso con l'analisi tecnica? È possibile che
molto di quello che abbiamo visto ed analizzato nelle ultime settimane
sia frutto o conseguenza di questa truffa. Il forte ed in parte
ingiustificato calo del DAX, la divergenza di sviluppo tra Europa e
America, i crolli degli indici causati dai derivati, FTSE MIB che cadeva
spinto sopratutto al ribasso dai titoli contenuti nell'Eurostoxx50,
l'indifferenza dell'SMI, sono tutti fattori che alla luce di questo caso
appaiono sospetti. Scoperta la truffa le borse europee sono risorte e
guarda caso con una strepitosa performance del DAX. Sappiamo che non tutto quanto scritto é logico poiché il rally in Europa é iniziato prima dell'arresto di Adoboli - ormai però non crediamo più a tutto quello che comunicano gli istituti finanziari. Qualcuno conoscendo il problema UBS potrebbe aver giocato d'anticipo al ribasso e le vendite legate al caso Adoboli potrebbero essere iniziate prima. Malgrado l'evidente incompetenza del Risk Management dell'UBS non crediamo che Adoboli abbia agito da solo o che nessuno sapesse cosa stava combinando.
Adoboli non ha solo beffato l'UBS, ma anche investitori e mercati.
Questo fine settimana non sappiamo se dobbiamo credere in quello che
vediamo o cercare con uno sforzo di fantasia di eliminare il probabile
effetto Adoboli. Abbiamo deciso di fare come San Tommaso. Il ribasso di
agosto fino a metà settembre sembra accessivo, specialmente in Europa.
Il rialzo della seconda parte di questa settimana sembra anche in parte
anomalo o almeno un rimbalzo tecnico da una situazione di ipervenduto
che potrebbe derivare dai pasticci dell'UBS. Non riusciamo quindi a
definire questo rimbalzo come possibile rialzo a medio termine e dargli
troppo peso. Molti indicatori sono buoni ma sospetti, molti segnali
contradittori. Questa settimana si sono rafforzati i titoli ciclici e
abbiamo notato ottime performances sui titoli di crescita come le auto
in Europa (+10.07%) o la tecnologia in America (Nasdaq100 +6.58%). Forti
sono i semiconduttori (indice SOXX) mentre ci troviamo in un'ambiente
deflattivo e di sicuro rallentamento economico. La finanza invece
continua a faticare. L'indice delle banche europee SX7E ha perso venerdì
il -1.13% e in settimana ha guadagnato solo il +3.77%. meglio in ogni
caso degli alimentari (+0.16%).
In generale quindi non sappiamo se credere a tutto quanto visto settimana scorsa. Preferiamo aspettare alcuni giorni prima di arrischiare nuove previsioni a medio termine.
Aggiungiamo un paio di osservazioni.
Eurostoxx50 +4.13% a 2159 punti
DAX +7.39% a 5573 punti
SMI +0.41% a 5452 punti
FTSE MIB +3.75% a 14547 punti
S&P500 +5.35% a 1216.01 punti
Nasdaq100 +6.58% a 2306 punti
Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 1216.01 punti (+0.57%) dopo aver toccato un massimo giornaliero a 1120 punti. Abbiamo avuto, a livello di dati, un'altra seduta moderatamente positiva come le quattro precedenti. A/D a 3351 su 2961 e NH/NL a 679 su 184 sono buoni ma non eccezionali. Il volume relativo a 1.2 non é significativo visto che la scadenza dei derivati di settembre ha creato volume in eccesso. La volatilità VIX é marginalmente scesa a 30.98 punti (-0.99) . Il Bullish Percent Index sul NYSE é invariato rispetto a venerdì scorso (strano!) a 39.58 punti segnalando ancora ribasso. L'analisi dei COT mostra sempre Commercials massicciamente long. L'intonazione generale delle borse americane resta positiva con la tecnologia come settore trainante. In generale abbiamo indici azionari né ipercomperati né ipervenduti che restano nei canali d'oscillazione definiti nelle scorse settimane. Se il rialzo si esaurisce dovrebbe succedere sui livelli attuali o poco sopra. Rimaniamo a corto termine con un'obiettivo ideale di 1230 punti di S&P500.
Sugli altri mercati finanziari abbiamo notato il rimbalzo del cambio EUR/USD dal minimo a 1.35. Il cambio si é fermato venerdì a 1.38 e fino a quando resta sotto gli 1.40 la tendenza é ribassista per l'EUR. L'oro é tornato venerdì sopra gli 1800 USD/oncia chiudendo la settimana a 1807 USD/oncia. La rottura al ribasso é fallita ed ovviamente la ritrovata forza dell'oro é preoccupante (come la forza dell'USD) per lo sviluppo futuro delle borse. Tra l'altro l'indice CRB della materie prime questa settimana é sceso contraddicendo il rafforzamento dei settori ciclici. Una netta divergenza che aumenta il sospetto che il rally da martedì sia stato solo un'effimero rimbalzo tecnico.
Settimana prossima l'attenzione si focalizza sul meeting di martedì del FOMC (FED). Gli investitori si aspettano misure di stimolo per l'economia e/o per i mercati finanziari. Vorrebbero quindi un QE3. Fino a martedì non dovrebbe succedere molto. Poi é probabile che i mercati decideranno la tendenza per le prossime settimane e noi li seguiremo. Per ora pensiamo che le borse siano vicine ad un massimo e pronte a riprendere il bear market. Di conseguenza rinunciamo ad aprire posizioni long e ci prepariamo ad andare short.
Vediamo se Bernanke riesce a convincerci del contrario.
Commento del 16 settembre
Kwedu Adoboli
La banca svizzera UBS ha perso 2 Mia di USD (2'000'ooo'ooo USD). A causare questa voragine é stato il trader di origine ghanese Kwedu Adoboli che con "particolare energia criminale" avrebbe effettuato operazioni non autorizzate di arbitrage su indici azionari. Abbiamo due considerazioni.
Oltre che ad essere non autorizzato le operazioni erano non controllate. Il Risk management della banca non funziona. Evidentemente le banche d'investimento hanno dimenticato quelli che sono i compiti della banca trasformandosi in Hedge Fund o giocatori d'azzardo. Tocca al legislatore e quindi ai politici fare ordine. Qui si gioca con i soldi della gente e non solo degli azionisti. Se queste banche falliscono é il contribuente che deve salvarle. Queste operazioni speculative non fanno che distorcere i mercati impedendo il loro regolare sviluppo.
Adoboli ha operato con derivati sugli indici azionari. Immediatamente ci vengono in mente tutti i nostri commenti sullo strano sviluppo dei mercati nelle ultime settimane - indici azionari che cadevano spinti dai derivati - andamento divergente tra America ed Europa - un grande investitore istituzionale che vendeva ad ondate. Scoperta la truffa le borse europee sono miracolosamente risorte da livelli che noi avevamo definito depressi. Un caso? Forse si - attenzione però che il rally delle borse europee potrebbe essere unicamente una fase di assestamento e di eliminazione delle distorsioni create da Kwedu Adoboli, impiegato di banca di 31 anni, probabilmente incontrollato e strapagato.
Ieri le borse si sono nuovamente rafforzate. Ad un'intonazione di base positiva si é aggiunta la manovra concertata delle Banche Centrali tesa a fornire ulteriore liquidità al sistema bancario. La borse europee, già la rialzo dopo la buona chiusura a Wall Street il giorno prima, si sono involate spinte dai titoli bancari (indice SX7E +6.27%). Martedì l'Eurostoxx50 ha toccato un minimo annuale a 1948 punti - ieri ha chiuso a 2155 punti (+3.47%). In meno di tre sedute l'indice é risalito quindi di 207 punti corrispondenti ad un +10.6%. Seguire queste oscillazioni pazzesche é ormai diventato affare per traders spericolati e non per investitori. Martedì sera avevamo ipotizzato di essere in presenza di un minimi significativo e di un possibile cambiamento di tendenza. Ancora oggi però l'analisi tecnica non ha ancora fornito conferme. Le borse sono ora risalite per tre giorni in un rally furioso tipico di un bear market. Non siamo ancora in grado di dire se questo movimento può continuare a medio termine e con quale potenziale di rialzo. Abbiamo molti segnali positivi. La scadenza dei derivati di settembre, le manipolazioni delle Banche Centrali e l'affare UBS ci incitano alla prudenza. Nell'analisi del fine settimana scorso avevamo detto che non pensavamo che il ribasso in Europa poteva continuare poiché l'America sembrava stabile e piuttosto orientata al rialzo. Oggi siamo nella situazione opposta. L'S&P500 si avvicina al limite superiore del suo trading range ed ha ancora al massimo 40 punti di spazio verso l'alto - 20 é la nostra stima più probabile.
Ieri l'intonaziona positiva delle borse é continuata in America. L'S&P500 ha chiuso a 1209.11 punti (+1.72%), vicino al massimo giornaliero. L'indice ha superato la fascia di resistenza a 1200-1205 punti ma visto l'intervento delle Banche Centrali, FED compresa, questa marginale accelerazione e rottura non é sorprendente. Ovviamente, come in Europa, le banche hanno sovraperformato (indice BKX +2.29%). I dati della giornata sono buoni (A/D a 4412 su 1848, NH/NL a 532 su 174) ma non entusiasmanti. Deludente é il volume relativo di 0.9. La volatilità VIX é scesa a 31.97. Gli indicatori tecnici restano positivi senza rafforzarsi. Superati i 1200-1205 punti l'S&P500 ha ora spazio fino ai 1230 punti. Oggi però dovrebbe esserci una seduta negativa. Poi gli investitori si fermeranno in attesa delle decisioni che scaturiranno dalla seduta della FED di martedì prossimo. Per giustificare un rialzo ci vorrebbe un QE3.
Il prezzo dell'oro é stamattina a 1769 USD/oncia - il supporto a 1800 USD é stato rotto e l'uscita dal triangolo é avvenuta come atteso verso il basso. Il trend sull'oro a corto termine é ribassista a conferma del rialzo delle borse.
Il cambio EUR/USD é a 1.3870. Questo rimbalzo dagli 1.35 di lunedì é logico ed era atteso. Dovrebbe proseguire al massimo fin verso gli 1.40.
Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo con il Nikkei che guadagna il +2.25%. Il future sull'S&P500 é invariato. Le borse europee sconteranno con una buona apertura la buona chiusura ieri sera a Wall Street. L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni a 2178 punti (+1%). L'ultima seduta della settimana lascia normalmente intatto il trend - dovrebbe quindi essere una giornata positiva. La scadenza dei derivati provocherà volatilità. In America prevediamo però un breve ritracciamento e quindi stimiamo che l'Eurostoxx50 deve chiudere oggi sui 2160-70 punti.
Commento del 15 settembre
Un bel rimbalzo tecnico - per adesso ci fermiamo qui
Ieri l'Eurostoxx50 ha terminato la seduta a 2083 punti (+2.29%) tornando poco sopra i 2073 punti di venerdì scorso. Le pesanti perdite di lunedì sono state cancellate. Si é trattato di un buon rimbalzo tecnico da una situazione a cortissimo termine di ipervenduto. In questi giorni gli investitori passano velocemente dalla disperazioen all'euforia e ieri si sono voluti gettare dietro le spalle i -4.15% di venerdì scorso ed i -3.61% di lunedì. Fino a prova contraria il trend é però ribassista ed un balzo di due sedute é solo un rimbalzo tecnico in controtendenza. Il minimo di martedì potrebbe però essere significativo poiché abbiamo visto un'accelerazione esaustiva, un bullish reversal ed un'esplosione della volatilità sui massimi annuali. Indizi non solo però prove e prima di parlare di bottom e rialzo dobbiamo attendere purtroppo la chiusura settimanale.
Domani scadono i derivati di settembre (opzioni e futures). È un'importante scadenza trimestrale che arriva alla fine di un forte movimento. Tra oggi e domani di saranno quindi scosse di assestamento. Nei commenti specifici sui vari indici abbiamo parlato di obiettivi a 2100 punti per l'Eurostoxx50 e 1150 punti per l'S&P500. I traders delle grandi banche d'investimento cercano livelli ottimali per chiudere le proprie posizioni e questi sembrano fare al caso loro.
Ieri sera Wall Street ha chiuso al rialzo. Dopo un'incertezza iniziale, i compratori hanno controllato gli avvenimenti fino a mezz'ora dalla chiusura quando l'S&P500 ha raggiunto un massimo giornaliero a 1202 punti. Questa euforia ci ha in parte sorpreso. Se rileggete il commento sull'S&P500 noterete che noi prevedevamo una seduta positiva. Pensiamo però che a corto termine i 1200-1205 punti sarebbero stati invalicabili e favoriamo una discesa per venerdì sui 1150 punti. A darci ragione é stata un'ondata di vendite nell'ultima mezz'ora di contrattazioni. L'S&P500 ha infine chiuso 14 punti più in basso a 1188.68 punti (+1.35%). Lo stesso ha fatto il Nasdaq100 sul quale vedevamo importante resistenza a 2250 punti - l'indice ha terminato a 2252 punti (+1.45%), 25 punti sotto il massimo giornaliero. A new York é stata una seduta positiva con A/D a 4562 su 1676, NH/NL a 459 su 247, VIX a 34.60 (-2.31) e volume relativo a 1.0. Per questa settimana il rialzo in America é terminato. Gli indicatori restano misti con una prevalenza di segnali positivi - noi manteniamo per le prossime settimane lo scenario di un movimento laterale tra i 112o ed i 1230 punti di S&P500. A corto termine i 1200-1205 punti sembrano essere solida resistenza. Non é superabile senza stimoli supplementari che al momento negli indicatori non appaiono.
Sugli altri mercati finanziari notiamo un certo allentamento della tensione. I tassi d'interesse tedeschi ed americani hanno interrotto la loro corsa al ribasso. Il cambio EUR/USD é risalito stamattina a 1.3720. Molto interessante é ora il grafico dell'oro (1806 USD/oncia). Appare un triangolo discendente con supporto a 1800 USD/oncia. Esiste un doppio massimo sopra i 1900 USD/oncia che potrebbe costituire un top e determinare un cambiamento di tendenza. L'imminente uscita dal triangolo determinerà la tendenza futura. La direzione della rottura é incerta ma nell'80% dei casi la rottura indica la buona tendenza futura. Se nei prossimi giorni il prezzo dell'oro cade stabilmente sotto i 1800 USD/oncia il trend diventa ribassista e probabilmente rialzista per le borse!
Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei guadagna il +1.5% mentre la Cina é in pari. Il future dicembre sull'S&P500 é a 1181 punti (-1 punto) e corrisponde a circa 1188 punti di indice. L'Europa deve ancora scontare la buona chiusura a Wall Street ed inizierà la giornata in positivo. L'Eurostoxx50 é atteso sui 2106 punti (+1%). Lo prevediamo a 2100 punti per domani e quindi per oggi non ci aspettiamo sostanziali variazioni.
Commento del 14 settembre
Non ci sono molte alternative...
La cacofonia nei media riguardante la Grecia ed un suo possibile fallimento sta aumentando ed arrivando a livelli assordanti. Tutti incitano all'azione. Le alternative sono poche e tutte negative. La Grecia non può "uscire dall'Euro". È un'operazione impossibile senza lunghi tempi di preparazione. Se una volta abbiamo tempo vi spiegheremo il perché - ricordatevi però che MAI nella storia un Paese ha introdotto un'altra moneta abbandonandone una ancora esistente. Con libera circolazione di merci, servizi, persone e capitali questo "uscire dall'Euro" adesso é semplicemente un'utopia. Ci sono solo due alternative. O l'UE continua a finanziare la Grecia sperando che questa si risollevi (opzione possibile ma economicamente, visti i dati oggettivi, paragonabile ad un miracolo) o la Grecia va in default. In questo caso il sistema bancario europeo, che detiene miliardi di debito pubblico, collassa e deve essere salvato. Qui le varianti diventano molteplici ma una parziale statalizzazione delle maggiori banche europee é inevitabile. Gli azionisti potrebbero subire perdite totali.
Questo é lo scenario attuale che mette in ginocchio le borse europee, mantiene la pressione di vendita sui titoli bancari e suggerisce agli investitori l'abbandono dell'EUR in favore di monete più solide come (sorpresa!) l'USD. D'altra parte abbiamo l'impressione che gli investitori favoriscano la borsa americana come alternativa stabile a molte piazze finanziarie vacillanti.
Il risultato é che le borse europee sono in un ribasso - questo malgrado il rimbalzo tecnico di ieri ed il tentativo di formare base. In America vediamo invece segnali di forza e per il momento sembra che esista più potenziale verso l'alto piuttosto che un forte rischio di ribasso.
Ieri in Europa i venditori sono stati ancora attivi la mattina e molti indici hanno toccato un nuovo massimo annuale. Questo malgrado che le premesse da Wall Street fossero state positive. Sembra quindi che i ribassisti abbiano ancora spazio d'azione. Le ondate di vendite incontrano ancora poca resistenza mentre i rialzi sono ancora lenti e timorosi. Ieri i minimi sono stati toccati nella prima mezz'ora di contrattazioni. Poi le borse si sono tendenzialmente mosse verso l'alto guadagnando alla fine intorno al 2%. Dopo due giorni di forti ribassi e cali intorno all'8% questo sembra essere solo un tipico rimbalzo tecnico avvenuto con buoni ma non eccezionali volumi di titoli trattati. Come spiegato nei commenti di ieri sera ci vorrebbero più di tre giorni positivi per interrompere il ribasso o un minimo e massimo ascendente sul grafico. Al momento ad ogni giornata positiva possiamo sviluppare l'ipotesi di essere in presenza di un minimo significativo. Ci sono però bisogno sempre alcuni giorni di trading per avere conferme in mancanza delle quali si può solo credere in una continuazione del ribasso.
In America l'S&P500 ha ancora guadagnato terreno salendo a 1172.87 punti (+0.91%). Il massimo é stato a 1176 punti e qui arriva la logica conclusione che la resistenza a 1175 punti é ancora valida. È stata una buona seduta con A/D a 4640 su 1614, NH/NL a 195 su 286 e volumi relativi a 0.9. La volatilità VIX é caduta a 36.91 (-1.68) e questo é positivo. Ieri abbiamo parlato di trading range tra i 1130 ed i 1170 punti - questo é effettivamente troppo stretto. Realistico é un range 1120-1230 punti. Non cambiamo però la previsione per venerdì - 1150 punti.
Il cambio EUR/USD é debole a 1.3625 - il supporto a 1.35 dovrebbe momentaneamente tenere. Non é un segreto che secondo noi la tendenza é ribassista e nel corso dell'autunno prevediamo corsi inferiori. L'oro (1832 USD/oncia) non sale più sorprendendo molti investitori che credono ciecamente in questo bene rifugio. Il grafico mostra la possibilità di un doppio massimo e l'inizio di un ribasso. Siamo in attesa di conferme.
I tassi d'interesse sugli US Tresury Bonds sono ad un minimo storico. Gli investitori giocano chiaramente due carte: possibile recessione e QE3. Dimenticate l'inflazione.
Stamattina le borse asiatiche sono in calo. Il Nikkei perde l'1.1%. Il future sull'S&P500 é a 1150 punti, in calo di 15 punti. Da oggi passiamo ad usare nei nostri commenti il future scadenza dicembre. Quello di settembre scade venerdì. Le borse europee devono stamattina adattarsi a queste premesse negative. L'Eurostoxx50 dovrebbe iniziare le contrattazioni sui 2006 punti. Il condizionale é d'obbligo poiché la volatilità nel preborsa é alta. Completiamo questo commento alle 08.30 - tra mezz'ora la situazione potrebbe essere sostanzialmente diversa.
Prevediamo una seduta volatile con però alla fine poche variazioni.
Commento del 13 settembre
Il Patriotic rally c'é stato - l'Europa sembra indifferente - sviluppi divergenti?
Ieri le borse europee sono nuovamente e pesantemente cadute. Ancora una volta sono state le preoccupazioni legate al debito greco ed alla solidità del sistema bancario a scatenare le vendite. L'indice SX7E delle banche europee ha perso il -6.73% scendendo a 89.57 punti, ormai vicino al famoso minimo del 9 marzo 2009 a 84.61 punti. L'Eurostoxx50 ha finito la giornata a 1998 punti con una perdita del -3.61%.
In America invece c'é stato il rally che avevamo preannunciato nel commento del fine settimana. L'S&P500 ha faticato fino ad un'ora dalla chiusura dove era ancora sui 1140 punti dopo un minimo giornaliero a 1136 punti. Poi improvvisamente sono arrivati i compratori e l'indice é decollato guadagnando una ventina di punti in mezz'ora e chiudendo infine sul massimo giornaliero a 1162.27 punti (+0.70%). Alle 22.00 l'Eurostoxx50 valeva 2020 punti e mostrava quindi ancora una minusvalenza giornaliera del -2.6%. L'Europa sembra occupata con sé stessa ed incapace di uscire dalla spirale del debito. Invece che scegliere una soluzione i politici europei continuano a tergiversare rimandando il momento in cui dovranno affrontare la realtà. Questa indecisione e mancanza di chiarezza uccide i mercati. Nel dubbio tutti sono fermi ad aspettare e riducono i rischi. Questo é il miglior sistema per provocare con sicurezza una recessione. Lasciando da parte queste considerazioni economiche abbiamo in borsa sviluppi ormai completamente divergenti e fatichiamo e trovare la tendenza giusta. L'America sembra solida e malgrado un moderata rischio di correzione sembra che il supporto a 1125 punti di S&P500 debba reggere. Le borse europee rotolano di giorno in giorno verso il basso toccando constantemente nuovi minimi annuali. Non avendo chiari punti di riferimento se non i minimi di marzo 2009 non sappiamo quando potrebbero toccare il fondo.
Tornando alla seduta di ieri in Europa abbiamo un paio di considerazioni. Le volatilità su DAX ed Eurostoxx50 hanno raggiunto dei massimi a 52 settimane. La VDAX é salita per esempio a 42.74 punti. Questo livello di panico é sufficiente a stabilire un minimo valido per alcune settimane? In una situazione normale si - vale a dire se fossimo all'interno di un ribasso ma non nella fase finale ed esaustiva. Vero panico l'abbiamo visto al culmine della crisi nel 2008 ed in quel momento la VDAX era salita a 65 punti. Se però, come sembra, la borsa americana resta stabile con solo una moderata pressione ribassista, il panico di ieri in Europa dovrebbe essere sufficiente per stabilizzare i mercati. Ragione sufficiente per comperare? Tecnicamente non abbiamo idea di quanto potrebbe essere ora un potenziale di rimbalzo. Bisognerebbe saper cosa hanno in mente la Merket, Trichet, Barroso, Papandreou e tutta questa banda di politici timorosi ed incerti. Siamo convinti che se scegliessero una soluzione (default controllato della Grecia, ricapitalizzazione delle banche) ci sarebbero pochi perdenti e molti vincenti ed una situazione chiara per andare in avanti. Senza una soluzione le borse potranno avere dei brevi sussulti (rallies in controtendenza di parecchi punti in percentale) ma non cambiare tendenza. Ogni rimbalzo avrà tendenza a fallire senza raggiungere un massimo ascendente.
La seduta ieri in America ci ha chiaramente mostrato che sui 1130 punti di S&P500 ci sono compratori ed in maniera massiccia. Un'ulteriore discesa verso i 1125 punti é possibile ma sulla fascia 1125-1135 punti sembra esserci una solida base. Nell'analisi di sabato 3 settembre avevamo parlato di possibile movimento laterale tra i 1130 ed i 1170 punti - sembra un range piuttosto stretto ma per ora é quello che mostra il mercato come possibile scenario per le prossime settimane. Venerdì c'é la grande scadenza trimestrale dei derivati. Potrebbe esserci nel frattempo ancora volatilità ma un valore di 1150 punti di S&P500 per venerdì sembra una buona stima.
La seduta di ieri é stata equilibrata con 3184 advances e 3124 declines. I NH/NL sono stati 101 su 1124 mostrando che rimane pressione di vendita. La volatilità VIX é salita a 38.59 (+0.07) mentre i volumi di titoli trattati sono stati nella media. La seduta é stata positiva ma niente di eccezionale. La buona reazione dal minimo dovrebbe essere sufficiente a rafforzare il supporto ma non ad imporre un cambiamento di tendenza. Prevediamo nei prossimi giorni ancora un test dei 1125 punti.
Ieri anche l'Euro ha reagito dopo una discesa fino a 1.3490 su USD. Il cambio EUR/USD é stamattina a 1.3675 ed il rafforzamento della moneta europea mostra che la fase di panico di ieri é superata - abbiamo ora alcuni giorni di pausa nella quale gli investitori tireranno un sospiro di sollievo. Questo significa un rimbalzo tecnico.
Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo ed il Nikkei guadagna quasi l'1%. Il future sull'S&P500 é a 1165 punti (+3 punti). I mercati europei inizieranno la giornata con consistenti plusvalenze. L'Eurostoxx50 aprirà a 2034 punti. Sono 36 punti sopra la chiusura ufficiale di ieri e 36 punti sotto la chiusura di venerdì. Non pensiamo che questo effimero rialzo possa oggi continuare - malgrado la volatilità dei giorni scorsi prevediamo oggi una chiusura sui livelli d'apertura.
Aggiornamento del 12 settembre
Niente panico - niente minimo
Stamattina la situazione é pessima. Le borse asiatiche sono in caduta con il Nikkei a -2.2% e Hong Kong in discesa di quasi il 4%. Questo comportamento non é una sorpresa visto il netto calo delle borse europee ed americane di venerdì scorso. Il future sull'S&P500 (1139 punti -14 punti) mostra però che la debolezza continuerà oggi, almeno in inizio di giornata. Secondo le prime indicazioni l'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2020 punti (-2.50%).
Il cambio EUR/USD é sceso stamattina a 1.3520 ed anche l'oro é in calo a 1368 USD/oncia.
Comincia a profilarsi una generale accelerazione al ribasso. Non sono più solo i titoli direttamente toccati dalla crisi a perdere terreno ma tutti gli assets - comportamento tipico di investitori puramente in cerca di liquidità e sicurezza. Purtroppo ora sarà difficile che ci siano minimi intermedi e rallies in controtendenza. Il mercato non é più in grado di reagire se non ci sono degli interventi esterni di politici o Banche Centrali. Ci vuole un ondata di vendite, un accelerazione al ribasso e panico per eliminare le mani deboli e ritrovare terreno solido. Impossibile dire dove questo si trova. Bisogna seguire i valori di volatilità ed attendere un nuovo massimo annuale per poter sperare in un minimo delle borse. La volatilità sull'S&P500 ha chiuso venerdì a 39.47 contro un massimo annuale a 49.50 punti.
Vi ricordiamo che il nostro scenario 2011 prevedevano ad ottobre una caduta dell'S&P500 fino ai 1050 punti. Siamo invece sorpresi dall'estrema debolezza relativa delle borse europee ed in particolare dell'Eurostoxx50.
Commento del 10-11 settembre
Questa volta i limiti inferiori dei canali non reggeranno - Patriotic rally
La giornata di venerdì é stata veramente negativa. Non solo le borse europee sono crollate con perdite giornaliere superiori al 4% ma anche l'S&P500 (-2.67% a 1154.23 punti ) ha nuovamente rotto il supporto a 1175 punti facendo fallire l'ennesimo tentativo di rally iniziato con il bullish reversal di martedì. Ora sono nuovamente le vendite che dominano i listini e gli indici sono ridiscesi sui limiti inferiori dei canali (ascendenti in America e discendenti in Europa con l'eccezione della Svizzera). Questa volta però le probabilità che un rialzo riparta settimana prossimo da questo livello sono in diminuzione. Vediamo in quali condizioni le borse sono arrivate a venerdì e cerchiamo di capire cosa sta succedendo.
Eurostoxx50 -6.62% a 2073 punti
DAX -6.29% a 5189 punti
SMI +1.33% a 5430 punti
FTSE MIB -6.90% a 14020 punti
S&P500 -1.68% a 1154.23 punti
Nasdaq100 -0.19% a 2163 punti
L'Europa é ancora presa nella morsa della crisi greca. Durante la settimana il subindice dell'Eurostoxx50 del settore bancario SX7E ha perso il -11.06% con una minusvalenza del -6.84% solo venerdì (96.62 punti - solo a marzo 2009 era stato sotto i 100 punti!). In confronto l'indice del settore farmaceutica e sanità é sceso solamente del -2.04%. Il crollo dell'Euro mostra che ormai prevalgono le vendite in tutto il panorama europeo e queste rischiano di raggiungere qualsiasi assets quotato nella moneta europea compreso le obbligazioni di Paesi solidi come la Germania. Il cambio EUR/USD é caduto dagli 1.45 di fine agosto agli attuali 1.3655 con una perdita di 4 cts unicamente negli ultimi 2 giorni.
I grafici delle borse europee mostrano massimi e minimi discendenti e nuovi minimi annuali vengono ormai raggiunti con regolarità. Solo i limiti inferiori dei canali discendenti provocano delle reazioni. Queste però sono sempre più corte e deboli ed il rischio di un'accelerazione al ribasso sta aumentando. Ai 6% di perdita di settimana scorsa potrebbe quindi seguire una settimana simile invece dell'abitale rimbalzo di un paio di punti in percentuale. Questo dipende dagli Stati Uniti che ormai da settimane sovraperformano e reggono abbastanza bene la pressione di vendita. Vediamo se questa ultima diga é in grado di reggere.
Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 1154.23 punti (-2.67%) con un minimo giornaliero a 1148.37 punti. Il limite inferiore del canale sembra quindi aver retto ed aver già provocato una breve reazione. La borsa americana non ha chiuso sul minimo giornaliero. La seduta é stata negativa con A/D a 942 su 5340 e NH/NL a 30 giorni a 100 su 657. La volatilità VIX é salita a 39.27, valore alto ma inferiore ai 41.83 di settimana scorsa. L'analisi dei COT indica posizioni praticamente invariate con i Commercials ancora massicciamente long.
La realtà mostra però che tutti i fattori positivi che avevamo elencato nelle scorse settimana non sono bastati a scatenare l'atteso rialzo a medio termine in controtendenza con obiettivo a 1250-1260 punti di S&P500. Tutti i tentativi sono falliti malgrado ipervenduto a medio termine, concentrazione delle vendite e della crisi nel settore bancario, Bullish Percent Index sul NYSE a 39.27, grandi investitori istituzionali posizionati long e partecipazione al ribasso moderata (il volume relativo venerdì é stato di 1.1 - niente di impressionante considerando le forti perdite giornaliere).
Abbiamo quindi l'impressione che l'S&P500 debba cadere più in basso prima di poter fare solida base. È almeno quello che suggerisce la chart del DJ Industrial che mostra già una rottura al ribasso. Pensiamo purtroppo che il costruttivo canale ascendente verrà settimana prossima violato con una consistente probabilità di un triplo minimo sui 1120 punti. L'alternativa sarebbe una discesa fino al minimo annuale a 1101 punti. A questo punto é probabile che i valori di sentiment avranno raggiunto quei valori di panico necessari per costituire solida base e permettere un rialzo a medio termine in controtendenza.
Lunedì però dovrebbe essere una seduta positiva. In occasione dell'anniversario degli attentati in America dell'11 settembre tradizionalmente in borsa c'é un rally - negli ultimi dieci anni 8 sedute sono state positive e 2 negative. La media c'é stato un guadagno di 6.9 punti sull'S&P500. La perdita più forte é stata di 1.41 punti. Dopo questo rimbalzo dovrebbe però esserci un'ondata di vendite che dovrebbe far cadere l'indice sotto i 1150 punti. Non pensiamo però che l'S&P500 possa scendere ora sotto i 1100 punti. Il mercato americano sembra ancora abbastanza solido e non pronto per una sostanziale accelerazione al ribasso.
Cosa potrebbero fare nel frattempo le borse europee? Purtroppo niente di buono. Il ribasso del cambio EUR/USD non dovrebbe rallentare prima degli 1.34, prossimo supporto. Sul dossier Grecia non si fanno progressi. I grafici sono orribili con minimi e massimi discendenti e nuovi minini annuali. l'Eurostoxx50 ha chiuso venerdì alle 22.00 a 2055 punti contro la chiusura ufficiale a 2073 punti. Domani dovrebbe risalire e martedì mattina dovrebbe esserci teoricamente una buona occasione per vendere ed andare short. Ne riparliamo domani mattina.
Facciamo due calcoli. L'S&P500 dovrebbe perdere ancora un 3%-5%. Vista la debolezza relativa dell'Europa la perdita di DAX e Eurostoxx50 dovrebbe essere maggiore. Il 9 marzo 2009, al culmine della crisi dei subprime, l'Eurostoxx50 aveva toccato un minimo a 1765 punti.
L'ultima osservazione riguarda l'oro che venerdì ha perso terreno scendendo a 1855 USD/oncia. La teoria del doppio massimo sopra i 1900 USD/oncia guadagna in credibilità ma non é ancora confermata. Trend rialzista sull'USD e ribassista sull'oro a medio termine sono però una concreta possibilità.
Commento del 9 settembre
EUR/USD a 1.39 - Rottura decisiva?
In questi giorni le dichiarazioni di politici e banchieri si succedono - in realtà non dicono nulla di nuovo. Le migliori risposte le forniscono sempre i mercati finanziari. Obama propone un nuovo piano di stimoli all'economia per 447 Mia. di USD - la borsa americana perde prima del discorso del presidente l'1%. Trichet mantiene i tassi d'interesse invariati e gioca d'attesa - l'Euro perde di valore ed i bonds greci ad un'anno sono ormai senza valore. Da mesi difendiamo l'opinione che gli americani sono meglio attrezzati per combattere la crisi. L'Unione Europea é un'unione di 27 Paesi, ogniuno con il suo governo e la sua opinione - metterli d'accordo é difficile e necessita di tempo. Troppo per combattere una crisi che si sviluppa molto velocemente. In tempi difficili la coesione viene sostituita dalla litigiosità. I politici non si rendono conto di essere continuamente superati dagli avvenimenti e di (re)agire con estremo ritardo. Si muove meglio la piccola Svizzera e la sua Banca Nazionale indipendente. Questo si rispecchia sulle divise. Il cambio EUR/CHF é a 1.2120, sopra il livello di 1.20 imposto dalla Banca Nazionale Svizzera. Il cambio EUR/USD é caduto ieri sotto la fatidica barriera degli 1.40. Si vende EUR e si comprano USD. Questo rispecchia il comportamento dei mercati azionari con l'S&P500 che nelle ultime 52 settimane ha guadagnato il +8% - nello stesso periodo il DAX tedesco ha perso il -12%.
Chi vende EUR vende anche azioni ed obbligazioni - la rottura del cambio EUR/USD sotto gli 1.40 potrebbe significare una condanna per l'Euro e la continuazione del bear market delle borse europee.
Ieri in borsa é successo poco. In Europa la seduta é stata volatile. Malgrado un tono di fondo positivo i mercati sono stati scossi da qualsiasi notizia, anche insignificante. Questo mostra che gli investitori sono ancora mossi dalle emozioni e manca una tendenza stabile. Alla fine l'Eurostoxx50 ha chiuso in rialzo del +0.48% a 2161 punti. In America é regnata l'incertezza. L'S&P500 é salito fino ai 1204 punti ma come previsto non ha avuto la forza per superare questa importante fascia di resistenza al primo tentativo ed é stato respinto verso il basso. L'indice ha chiuso infine a 1185.90 punti, in calo del -1.06%. Il supporto a 1175 punti (minimo giornaliero a 1183 punti) non é stato attaccato, l'indice si muove ancora nel canale ascendente e la tecnologia continua a sovraperformare (Nasdaq100 -0.43%). Per il momento non abbiamo ragione per mettere in dubbio il rialzo verso i 1250 punti per la fine di settimane prossima. Il Money Flow resta positivo e l'indicatore MACD su buy. La seduta é stata normale con A/D a 1427 su 4806, NH/NL a 328 su 137 e volume relativo a 1.0.
Domenica l'America ricorda gli attentati dell'11 settembre 2011. Tradizionalmente in occasione di questa scadenza (o nel giorno successivo se questa é un giorno festivo) in borsa c'é un rally - negli ultimi dieci anni 8 sedute sono state positive e 2 negative. La media é stata di un guadagno di 6.9 punti sull'S&P500 (ed ovviamente non del +6.9% come in un'eccesso di entusiasmo abbiamo erroneamente scritto stamattina alle 08.00!)
Stamattina le borse asiatiche sono in calo ed il Nikkei perde il -0.74%. Il future sull'S&P500 é a 1181 punti. Le borse europee devono ancora scontare la minusvaleza di ieri a Wall Street ed inizieranno la giornata in calo. L'apertura dell'Eurostoxx50 é attesa sui 2140 punti (-1%). Sull'agenda non notiamo nessun appuntamento importante. Prevediamo quindi una seduta tranquilla ed un parziale recupero delle perdite iniziali. Chiusura settimanale dell'Eurostoxx50 a 2150 punti?
Commento dell'8 settembre
Canali ascendenti e canali discendenti - forse flags (bandiere)
Ieri il nostro bullish reversal é stato confermato e le borse sono ripartite al rialzo. Gli indici azionari europei, dopo le forti perdite delle precedenti 4 sedute, sono rimbalzati con forza e con guadagni intorno al 4%. Una prima constatazione é sicuramente quella che gli investitori hanno perso la testa - non fà senso vendere alla disperata lunedì ed imporre nuovi minimi annuali per poi ricomperare gli stessi titoli (le azioni con le maggiori perdite lunedì sono riapparsi ieri sulla lista dei titoli con i maggiori guadagni) e provocare una rimbalzo di queste dimensioni. Purtroppo questo comportamento irrazionale complica l'analisi tecnica - i trends diventano molto instabili e le previsioni a medio termine incerte. Non c'é stata come in precedenti occasioni una notizia determinate in grado di cambiare la tendenza del mercato. La decisione del Tribunale Costituzionale tedesco, in favore del governo e a sostegno del pacchetto di salvataggio per la Grecia, era praticamente scontata ed é arrivata dopo che il rimbalzo era già partito.
Ripetiamo quindi che é meglio basarsi sull'analisi dell'S&P500 americano per avere informazioni affidabili. Ieri sera questo indice ha chiuso a 1198.62 punti (+2.86%) una seduta controllata completamente dai rialzisti. Le borse hanno terminato sul massimo giornaliero con A/D a 5485 su 854 (mancava poco al famoso 10:1) e NH/NL a 224 su 98. Il volume relativo é stato di 0.9 - insufficiente per parlare di rialzo sostenibile. Le banche (BKX +5.88%) sono ovviamente state il settore trainante. Ora l'S&P500 si trova a confronto con la resistenza sui 1200-1204 punti e molto probabilmente non riuscirà a superarla di slancio.
Sui grafici ora appaiono delle formazioni tecniche piuttosto chiare. Sono canali ascendenti in America e canali discendenti in Europa. A questi canali si potrebbe attaccare un'asta costituita dal forte calo della prima decade di agosto - in questo caso avremmo delle bandiere (flag). Queste definizioni sono divertenti ma il risultato finale non cambia. Siamo in un bear market e la continuazione a medio termine di questo movimento sarà verso il basso. Prima però gli indici devono tornare a testare il limite superiore di questi canali. Nei commenti di ieri sera abbiamo indicato su alcuni grafici di indici europei questi canali e mostrato possibili obiettivi (Eurostoxx50 2300 punti e FTSE MIB a 15600 punti).
In America l'obiettivo restano i famosi 1250-1260 punti di S&P500 che rincorriamo da settimane.
Tornando però all'inizio di questo commento vi ricordiamo che il rialzo ripreso ieri é un'instabile rimbalzo in controtendenza. Dovrebbe durare fino alla fine di settimana prossima ma come in precedenti occasioni potrebbe fallire prima. I 1250-1260 punti per il 18 settembre sono quindi un'obiettivo massimo sia in termini di tempo che di punti. Il rialzo ora é riservato a traders con un'ottica d'investimento di alcuni giorni ed un'alta tolleranza al rischio. Dovete operare intraday e senza aspettare eventuali segnali da parte nostra.
Sugli altri mercati finanziari notiamo un'interessante punto di riferimento. Il cambio EUR/USD oscilla da settimane tra gli 1.40 e gli 1.45. Gli 1.40 sembra un supporto importante ed un livello critico nei riguardi della crisi dei debiti europei. Fino a quando il cambio EUR/USD resta sopra gli 1.40 si può giocare al rialzo. Una caduta sotto gli 1.40 segnerà il definitivo ritorno del bear market. L'oro é sceso a 1830 USD/oncia - il doppio massimo segnalato nel commento di ieri é finora formazione valida. Seguiamo il metallo giallo da vicino poiché un'ipotetico ribasso dell'oro potrebbe dire che le borse non stanno solo rimbalzando ma hanno iniziato una sostenibile fase di rialzo. Al momento non sembra uno scenario percorribile ma non vogliamo escluderlo.
Stamattina le borse asiatiche sono miste con il Nikkei che guadagna solo il +0.25% ed Hong Kong in perdita. Il future sull'S&P500 scende di 10 punti a 1188 punti. L'euforia di ieri sembra sparita e forse é meglio così. Un paio di sedute normali e senza forte volatilità sarebbero utili per riportare un pò di ordine e di calma. L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire stamattina sui 2154 punti e quindi invariato rispetto a ieri. Difficile prevedere il risultato della seduta odierna ma dopo delle iniziali prese di beneficio ci aspettiamo un'andamento favorevole ed una modesta plusvalenza finale. Oggi ci sono le riunioni della Banche Centrali Inglese ed Europea. I risultati verranno resi noti alle 13.00 (BoE) e 13.45 (BCE) con conferenza stampa di Trichet alle 14.30.
Commento del 7 settembre
Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hide - Bullish reversal
Nei commenti di ieri avevamo riposto chiare speranze nella borsa americana. Il mattino abbiamo scritto: "Crediamo che l'S&P500 si stabilizzerà sui 1150 punti per tentare una reazione" e nell'analisi dell'S&P500 avevamo raddoppiato la dose aggiungendo: "Non pensiamo che l'S&P500 possa scendere sotto i 1140 punti e
prevediamo un recupero dopo le forti perdite iniziali con eventualmente
una chiusura sopra i 1150 punti." Wall Street non ci ha deluso. Dopo il crollo delle borse europee dell'inizio della settimana l'S&P500 ha aperto male scendendo fino ai 1140.13 punti. Si é poi ripreso ed ad ondate é risalito fino alla chiusura a 1165.24 punti contenendo la perdita ad un -0.74%. Ancora meglio ha fatto l'indice tecnologico Nasdaq100 (-0.01% a 2167 punti). Anche in questo caso la nostra previsione tecnica si é rivelata corretta: "Il future é ora a 2131 punti. Prevediamo un recupero dopo una pessima
apertura. Non escludiamo un ritorno in chiusura sui 2160 punti anche se
al momento sembra poco probabile. La tecnica e la statistica lasciano
però aperta questa eventualità che sarebbe una sorpresa per tutti - e le
borse adorano le sorprese e non sempre seguono la logica."
La seduta di ieri a New York ci ha mostrato unicamente che per ora la borsa americana non vuole scendere a testare i minimi annuali. I dati della giornata sono nella norma (A/D a 1803 su 4518, NH/NL a 101 su 711, VIX a 37.00 (+3.08), volume relativo a 1.0) e gli indicatori non forniscono nuovi segnali. Lo sviluppo per i prossimi giorni é molto incerto. La nostra variante favorita é quella di un bullish reversal. L'S&P500 ha toccato un minimo a 1140 punti ed ora riprende il rialzo in direzione dei 1250-60 punti originali. La variante prevede invece che l'ultimo onda di ribasso non é completa e quella di ieri é solo una correzione che sulle charts a corto termine appare come un bandiera. La decisione deve cadere nei prossimi uno o due giorni a confronto con la resistenza intermedia a 1175 punti. Sopra questo livello é rialzo, sotto i 1140 punti é ribasso.
Tra lunedì e martedì le borse europee hanno perso intorno al -6%, quelle americane meno dell'1%. I mercati azionari cominciano a mostrare due volti o due personalità come nel famoso caso del Dr. Jekill e Mr. Hide. Come andiamo dicendo da tempo pensiamo che i problemi europei siano molto più gravi di quelli americani. I debiti sono gli stessi ma la coesione politica e gli strumenti a disposizione diversi. Questa é anche una delle ragioni che ci induce ad essere negativi sull'EUR rispetto all'USD. È probabile che questo sviluppo discordante delle borse continui fino a quando i politici europei non prenderanno delle decisioni chiare e coraggiose. Non si può salvare la Grecia e Paesi nella stessa situazione attraverso una politica fiscale e di spesa statale restrittiva ed una conseguente recessione. Esistono solo due alternative: integrazione economica a livello europeo con un notevole trasferimento di ricchezza dai Paesi forti a quelli deboli o un defaul insieme ad un'uscita dell'Euro ed una svalutazione. La seconda variante significherebbe la fine dell'UE e dell'Euro nella forma conosciuta fino ad oggi. Ci sono enormi perdite finanziarie e qualcuno deve sopportarle. Fino a quando non verrà fatta chiarezza le economie ed i mercati finanziari saranno paralizzati.
Ieri la Banca Nazionale Svizzera ha fissato un cambio minimo EUR/CHF a 1.20. Il Franco Svizzero é sopravvalutato e si é nettamente staccato dalla realtà. Nella prima decade di agosto era sceso quasi in pari con l'EUR mentre nei giorni scorsi veleggiava sugli 1.11. La Banca Nazionale Svizzera é in grado di imporre questo obiettivo stampando all'infinito Franchi Svizzeri e comperando altre monete ma sopratutto EUR. Questa operazione era già stata effettuata con successo nel 1978 fissando un cambio minimo contro Marco Tedesco. La conseguenza di questa eccessiva offerta di CHF potrebbe nei prossimi anni essere inflazione o una bolla del mercato immobiliare come negli anni 80. La manovra svizzera mostra però che ormai ogni mezzo é valido per difendere la propria economia. Per accumulare ricchezza bisogna esportare e per questo una moneta debole (o almeno non sopravvalutata) é premessa necessaria. Per Paesi poco competitivi é indispensabile. Di conseguenza nel futuro vedremo sempre più governi e banche centrali tese a tentare di svalutare la moneta nazionale. Essendo un gioco a somma zero sarà una guerra senza esclusione di colpi specialmente quando ad agire non sarà la piccola Svizzera ma un qualche colosso tipo il Giappone.
Il grafico dell'oro mostra un'interessante doppio massimo sopra i 1900 USD/oncia. Stamattina il prezzo del metallo giallo é tornato a 1848 USD/oncia. Il doppio massimo potrebbe essere un top. Questo sarebbe un segnale positivo per le borse. Ci sono però bisogno alcuni giorni prima che questo segnale venga confermato.
Stamattina le borse asiatiche reagiscono positivamente. Il Nikkei guadagna il +2%. Il future sull'S&P500 sale a 1175 punti (+10 punti). Le borse europee inizieranno la giornata con forti guadagni (Eurostoxx50 a 2130 punti +2%). È possibile che ieri si sia toccato un minimo significativo e adesso segua un forte e sostenibile rally. La conferma tecnica la potremo dare solo con una chiusura dell'S&P500 sopra i 1175 punti. I temerari possono comperare oggi in apertura. Gli investitori aspettano.
Chi desidera comprendere bene la situazione europea e le alternative che si presentano ora legga attentamente questo articolo di Mike Shedlock (compresi i documenti linkati di UBS, Hussmann, Pettis e ZeroHedge).
Commento del 6 settembre
Baltic Dry Index
![]() | Un'anno fà tutti parlavano del Baltic Dry Index. Questo indice, che calcola i prezzi dei trasporti marittimi per le materie prime, doveva indicare lo sviluppo del commercio mondiale e di conseguenza lo stato dell' economia. Ora più nessuno ne parla. Perché? Ovviamente perché salendo non sostiene la tesi di una recessione mondiale. L'indice da 6 mesi si é stabilizzato e sta ora risalendo con decisione. Da questa osservazione traiamo due conclusioni. Non lasciatevi influenzare da tutto quello che appare a caratteri cubitali nei media - spesso é solo una moda. Continuate a seguire indicatori interessanti. Potrebbero ricominciare a funzionare o dare informazioni alle quali al momento nessuno presta più attenzione. |
Valutazioni
Gli indici azionari contengono un gruppo di azioni più o meno rappresentative per un Paese. Queste azioni esprimono il valore di società, sopratutto private, attive in numerosi settori e a livello internazionale. I debiti di uno stato hanno solo un'influsso indiretto sul valore di queste azioni che invece dipendono molto dal patrimonio delle società e dai guadagni che conseguono.
Ieri il DAX tedesco ha chiuso sul minimo annuale a 5246 punti. Ha perso il 31% dal massimo annuale a 7600 punti. Secondo Bloomberg viene valutato ora a 8 volte gli earnings correnti. Considerando le alternative d'investimento ed il reddito delle obbligazioni di Stato tedesche a 10 anni (1.82%) questa é una valutazione molto favorevole. Sconta già una recessione o una crisi dei debiti fuori controllo con l'implosione dell'UE e dell'Euro. Questo non esclude però la possibilità che una borsa sottovalutata possa perdere ancora di valore.
Crash
Arriviamo finalmente al tema che interessa a tutti. Con le due osservazioni introduttive volevamo ridurre la tensione che é ormai palpabile. Ieri le borse europee sono crollate. Dal massimo di giovedì, quando ancora parlavamo di rialzo a medio termine in controtendenza, il cambiamento é stato drammatico. Decisamente i mercati non hanno digerito il pessimo rapporto sul mercato del lavoro americano di venerdì pomeriggio che si é sommato al problema degli eccessivi debiti statali di molti paesi, Grecia sopra tutti.
In due giorni gli indici azionari europei sono caduti del 9% passando da un massimo intermedio a praticamente, un nuovo minimo annuale. Tutto questo é avvenuto ieri con mercati americani chiusi per il Labour Day. Di conseguenza nessuno sa con sicurezza se questa caduta é unicamente il risultato di investitori europei in panico o se rispecchia effettivamente lo stato dell'economia. Lo scopriremo oggi. Tecnicamente sappiamo solo che:
- Il rialzo dal minimo di agosto é terminato sui massimi di mercoledì scorso.
- Il trend ribassista dominante (bear market) iniziato il 2 di maggio é riapparso con più di due settimane di anticipo sul previsto provocando in due giorni la caduta delle borse europee a nuovi minimi annuale. I valori toccati ieri non hanno quasi nessuna probabilità di essere un minimo definitivo. Non esiste nessun valido supporto, gli indici non sono in ipervenduto ed il sentiment, pur essendo pessimo, non ha ancora raggiunto quei valori estremi di panico per determinare un minimo in un bear market.
Un -9% in due giorni é però una caduta che può scatenare alla minima notizia positiva una reazione nella direzione opposta. Andare short ora é un'operazione profittevole sul medio-lungo termine ma dal risultato incerto in un'ottica di un paio di settimane.
Stamattina le borse asiatiche sono ancora deboli. Il Nikkei perde nuovamente il -2%. Il future sull'S&P500 é sceso a 1138 punti - vi ricordiamo che l'indice ha chiuso venerdà a 1174 punti. A corto termine esistono supporti a 1140, 1150 e 1170 punti. Se oggi non c'é un crash difficilmente l'S&P500 chiuderà sotto i 1140 punti.
Il cambio EUR/USD scivola verso gli 1.40 (1.4045) mentre il CHF é abbastanza stabile contro USD. L'oro invece ha toccato stamattina un nuovo massimo storico a 1813 USD/oncia superando di 1 USD il precedente record. Questo rispecchia l'attuale stato di crisi dei mercati finanziari. L'Eurostoxx50 inizierà stamattina le contrattazioni a 2090 punti, sinceramente meglio di quello che pensavamo. La nostra impressione é che stamattina succederà poco. Gli investitori attenderanno la risposta di Wall Street nel pomeriggio. Poi domani alle 10.00 appuntamento con il verdetto del Tribunale Costituzionale tedesco.
Riassumendo il trend dominate é al ribasso. Andare short ancora adesso potrebbe però non essere una buona scelta. Molto dipende dall'S&P500 americano. Potrebbe scendere direttamente sotto i 1101 punti ed in questo caso anche le borse europee hanno spazio verso il basso a corto termine. Pensiamo però che il movimento non sarà lineare. Crediamo che l'S&P500 si stabilizzerà sui 1150 punti per tentare una reazione. Un nuovo minimo annuale potrebbe essere rimandato ad ottobre obbligando ora le borse europee ad un volatile movimento laterale di tipo distributivo.
Aggiornameno del 5 settembre
Durante il fine settimana non é successo niente di rilevante (tranne forse l'ennesima elezione regionale tedesca persa dalla coalizione della Cancelliera Merkel) e stamattina le borse asiatiche seguono la tendenza negativa di venerdì. I maggiori indici perdono circa il 2% ad esempio del Nikkei giapponese. Il future sull'S&P500 scende a 1161.50 punti (-11 punti). Oggi i mercati finanziari americani sono chiusi per la festa del Labour Day. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con pesanti perdite. L'Eurostox50 é previsto in apertura sui 2175 punti (-2%). Senza gli americani é probabile che gli indici azionari europei restino senza tendenza. Dopo un pessimo inizio potrebbe esserci una breve reazione e poi un movimento laterale senza volumi.
Il cambio EUR/USD scende a 1.4160. Oro (1882 USD/oncia) e Franco Svizzero sono invece praticamente invariati.
Oggi in Europa si delinea la terza seduta consecutiva di ribassi. Se non appare un qualche segno di forza o una reazione dei compratori é probabile che questa discesa si trasformi in tendenza. Il primo importante supporto da osservare sono i 5400 punti di DAX. Una chiusura giornaliera sotto questo livello sarebbe un chiaro segnale che le borse si dirigono verso un nuovo minimo annuale.
Commento del 3-4 settembre
Un foglio di carta
Ho un metodo un pò antiquato di lavorare. Il fine settimana riempio un grande foglio di carta con una serie di dati ed indicatori che seguo con regolarità. Il fatto di scriverli mi obbliga a prenderne conoscenza ed esaminarli e non sorvolarli senza attenzione. Ho il tempo di percepirne la loro importanza ed i cambiamenti. Scorgo le dissonanze e riconosco i dati significativi. Un volta completato il foglio prendo quello della settimana prima ed annoto le differenze - infine con un'evidenziatore metto in risalto quello che mi sembra importante per prendere una decisione finale, fare una previsione sullo sviluppo dei mercati e stabilire eventuali varianti dello scenario di base.
Vediamo cosa risalta nei dati della settimana.
1. Malgrado che la giornata di venerdì sia stata molto negativa la performance settimanale mostra indici praticamente invariati.
Le performance settimanali degli indici azionari
sono state infatti le seguenti:
Eurostoxx50 +1.38% a 2220 punti
DAX +0.02% a 5538 punti
SMI +0.69% a
5359 punti
FTSE MIB +1.75% a 15060 punti
S&P500 -0.24% a 1173.97 punti
Nasdaq100 +0.27% a 2167 punti
2. Il Bullish Percent Index sul NYSE é passato dai 24.48 punti di settimana scorsa ai 41.83 punti di venerdì. Secondo una chart Point&Figure il 42% delle azioni quotate al NYSE sono in un up trend.
3. Il volume relativo venerdì in America é stato di 0.8. Giovedì é stato di 0.9. Il calo é avvenuto con volumi di titoli trattati sotto la media e quindi con poca partecipazione.
4. L'indice BKX delle maggiori banche americane ha perso venerdì il -4.49%, giovedì il -3.03%. L'SX7E, subindice dell'Eurostoxx50 del settore bancario, ha perso venerdì il -5.29%.
5. L'analisi dei COT mostra che i Commercials (grandi investitori istituzionali) continuano a comperare. La loro posizione tradizionalmente short (per ragione di hedging) é ora nettamente long e settimana scorsa é ancora aumentata del 30%.
6. Le RSI settimanali partono dai 24.92 punti del DAX, passano dai 29.84 punti dell'Eurostoxx50 per arrivare ai 38.27 dell'S&P500. I mercati restano ipervenduti a medio termine e le oscillazioni delle ultime settimane non sono state sufficienti per eliminare questo effetto.
Scorrendo questi dati saremmo obbligati a restare ottimisti e tendenzialmente positivi. Riassumendo il tutto e senza ancora prendere in considerazione i grafici diremmo che la situazione tecnica sta migliorando ed il trend sul medio termine sta ancora mutando da ribassista a rialzista.
Il problema é costituito dal crollo di venerdì e dalla netta e grave rottura del supporto a 1200 punti di S&P500. Dai 1230 punti di S&P500 di mercoledì ci aspettavamo un ritracciamento e consolidamento di un paio di giorni con una discesa dell'S&P500 al massimo sui 1204 punti. L'S&P500 é invece caduto venerdì a 1173.97 punti (-2.53%). La seduta é stata negativa con A/D a 934 su 5325 e NH/NL a 78 su 258. I bassi volumi di titoli trattati giovedì e venerdì suggeriscono che si tratta solo di una correzione. Lunedì in America é però giornata di festa (Labour Day) e molti traders ne hanno approfittato per allontanarsi già venerdì dal posto di lavoro e fare un lungo weekend. Il volume relativo di 0.8 potrebbe quindi essere solo legato a questo fattore. La MACD sull'S&P500 é ancora su buy ed il Money Flow é in calo ma ancora in positivo.
Il grafico dell'S&P500 offre parecchie interpretazioni. Possiamo escludere che questo movimento possa svilupparsi sopra i 1250-60 punti. Se l'S&P500 fosse rimasto sopra i 1200 punti eravamo sicuri che la tendenza era ancora rialzista ed avremmo classificato la discesa di giovedì e venerdì come semplice ritracciamento. Ora invece ci sono due possibilità con l'unico vantaggio che la decisione sulla strada da seguire cadrà già martedì.
Lo scenario positivo é quello di un'immediata ripresa del rialzo verso l'obiettivo originale a 1250-60 punti per il 18 di settembre. Il calo di giovedì e venerdì su una chart per traders (barre a 5 o 15 minuti) mostra infatto un gamba di ribasso a 5 onde completa. Dai 1170 punti di minimo di venerdì dovrebbe ora svilupparsi un'ultima gamba di rialzo con obiettivo a 1250 punti.
Lo scenario negativo prevede invece una continuazione del ribasso dopo un rimbalzo verso i 1200 punti. I 1230 punti di mercoledì 31 agosto sarebbero in questo caso un massimo significativo e la fine del rimbalzo dal minimo annuale a 1101 punti.
Tra questi due scenari esiste una variante più complessa che prevede un movimento laterale tra i 1170 ed i 1130 punti per alcune settimane prima della ripresa del ribasso.
Queste interpretazioni non servono ora a molto visto che prevediamo sia un rialzo che un ribasso. Cerchiamo allora di fare ordine. La seduta di martedì deve essere positiva. Una seduta negativa significa con sicurezza ribasso. Un'inizio di settimana positivo (Wall Street lunedì é chiusa per il Labour Day) non dice ancora molto - significativo sarà un ritorno sopra i 1200-1204 punti. Se la risalita avviene con partecipazione e volume, é probabile che il rialzo é ancora intatto e l'S&P500 possa ancora salire a 1250-1260 punti. Tra i 1170 ed i 1200 lo sviluppo della situazione é incerto - più tempo l'indice resta in questo range e più alta é la probabilità di un'accelerazione al ribasso. Solo un veloce ritorno sopra i 1200 punti garantisce la variante positiva.
Questa é l'analisi tecnica. È possibilista ma abbiamo tracciato un chiaro percorso per sapere dove finirà la strada. Cerchiamo ora di fare un paio di considerazioni fondamentali. A corto termine il settore bancario ha gravi problemi e continua a spingere gli indici azionari verso il basso. Lo Stato americano persegue una politica assurda e schizzofrenica. Durante la crisi dei subprime, ha salvato e ricapitalizzato le banche invece che far pagare le perdite innanzitutto ad azionisti e detentori di obbligazioni. Venerdì, attraverso la FHA, ha fatto causa a 17 tra le maggiori banche al mondo pretendendo risarcimenti per 196 Miliardi di USD per avere truffato le agenzie governative Fannie Mae e Freddie Mac. Che senso ha salvare un criminale da morte sicura per poi condannarlo a morte? Lasciando perdere la correttezza o meno di questa accusa, non vediamo bene che tipo di politica persegue il Governo e come pensa di risolvere questa crisi. È probabile che la FED a settembre annunci una qualche forma di stimolo supplementare anche se intervenire ancora sui tassi d'interesse non fa senso. Fondamentalmente però si vedono solo problemi ed un paggioramento generale del quadro congiunturale. Non si vede nessuna chiara possibilità di un miglioramento a corto termine della situazione e nessuno, tra politici e banchieri centrali, é in grado di proporre misure di una certa efficacia.
Mercoledì 7 settembre il Tribunale Costituzionale Tedesco deve decidere se il piano di salvataggio europeo in favore della Grecia rispetta la legge. La cancelliera Merkel ha annullato una prevista visita in Russia in attesa del verdetto. Se il Tribunale decidesse che il piano é anticostituzionale, questo potrebbe significare la fine dell'Euro ed il fallimento di alcuni Paesi tra cui sicuramente la Grecia. È possibile che le azioni delle banche europee siano sotto pressione in attesa di questo giorno forse fatale. Crediamo che fino a mercoledì le borse resteranno con il fiato sospeso. Mercoledì gli scenari spaziano dal rally storico al crash. Tecnicamente vediamo ora unicamente la tensione (volatilità) salire insieme alla pressione di vendita (specialmente sui titoli finanziari).
Cosa consigliare? Normalmente bisognerebbe cercare di approfittare di tutti i forti movimenti. Si potrebbe fare delle piccole scommesse nelle due direzioni ma questa é un'attività riservata ai traders. Gli investitori dovrebbero innanzitutto ridurre i rischi.
Di conseguenza la nostra strategia per le prossime due settimane é ancora long con stop stretti.
Commento del 2 settembre
ConsolidamentoNel commento del 30 agosto abbiamo scritto: "L'S&P500 potrebbe avere una o due sedute di consolidamento restando sopra i 1200 punti (idealmente sopra i 1204 punti - chiusura del 15 agosto) per poi continuare a salire." Mercoledì l'S&P500 é salito in apertura fino ad un massimo a 1230 punti - ieri sera ha chiuso a 1204.42 punti (-1.19%). Ora i mercati azionari sono ad un bivio importante. Lo scenario più probabile resta quelle di una continuazione del rialzo verso i 1250-1260 punti di S&P500 per il 18 di settembre. In favore di questa soluzione parlano gli indicatori tecnici in rafforzamento, una situazione di ipervenduto a medio termine non ancora risolta e un sentiment permanentemente negativo. Ci troviamo però in un bear market e rimbalzi tecnici come quello attuale (anche se questo "rimbalzo" dovrebbe essere un consistente rialzo a medio termine in controtendenza) possono fallire e polverizzare velocemente il loro effetto. L'importante é essere coscienti di questo pericolo e rendersi conto in anticipo di quando si sta concretizzando un cambiamento di direzione. I 1200 punti di S&P500 sono un'importante spartiacque. Possono venir ora violati intraday ma stasera l'S&P500 non deve terminare sotto questa barriera. In questo malaugurato caso i 1230 punti di mercoledì potrebbero essere stati un massimo significativo. L'analisi tecnica non ci fornisce una riposta chiara. Gli indicatori favoriscono una continuazione del rialzo. L'analisi grafica suggerisce invece che un massimo potrebbe essere stato raggiunto e se i 1200 punti vengono rotti potrebbe essere definitivo a medio termine. Questo non vuol dire che l'S&P500 deve precipitare di colpo su un nuovo minimo annuale ma piuttosto che ora si butterà per alcune settimane in un'oscillazione laterale sui 1170-1230 punti. Ma prima di sviluppare scenari é meglio vedere il risultato della seduta odierna.
Ieri in Europa le borse si sono comportate esattamente all'opposto di quanto avevamo previsto. Invece che rafforzarsi il mattino e cadere nel pomeriggio, sono scese fin verso le 11.00 per poi recuperare nel pomeriggio e chiudere con moderate variazioni. L'Eurostoxx50 ha terminato la giornata a 2305 punti (+0.05%) dopo un massimo settimanale a 2326 punti. Oggi però le borse europee subiranno le conseguenze del consolidamento americano e sarà interessante osservare se l'Eurostoxx50 riuscirà a difendere i 2265 punti di minimo. A livello tecnico non vediamo cambiamenti sostanziali. La partecipazione al rialzo non é molto convincente e specialmente tra i titoli finanziari la volatilità resta alta. Ci sono motivi di preoccupazione ma nessun segno evidente che il trend rialzista ci deve abbandonare.
Forse ancora alcune considerazioni sulla seduta in America. Questa é stata negativa con A/D a 1382 su 4910 e NH/NL a 312 su 77. Il volume relativo a 0.9 mostra che la discesa é stata accompagnato da volumi in calo. La volatilità VIX é salita solo a 31.82 punti (+0.20). Male hanno fatto le banche (-3.03%). In generale questa seduta negativa sembra un normale consolidamento all'interno di un rialzo. Il movimento non deve però accelerare oggi - una seduta in lieve calo é ancora accettabile.
Sugli altri mercati finanziari regna la calma con l'unica eccezione del Franco Svizzero che ha guadagnato un 2% sulle maggiori monete. Il nostro indicatore di crisi manda segnali preoccupanti.
Stamattina le borse asiatiche sono deboli. Il Nikkei cala del -1.2%. Il future sull'S&P500 perde 7 punti e scende a 1196 punti. Ovviamente le borse europee inizieranno la seduta in netto calo. L'Eurostoxx50 aprirà sui 2268 punti (-1.6%). Prevediamo stamattina una stabilizzazione su questo livello. Poi gli investitori resteranno in attesa dei dati sul mercato del lavoro USA previsti alle 14.30. Se la nostra interpretazione tecnica é corretta dovrebbe poi esserci un moderato recupero dai minimi. Il risultato finale sarà una performance giornaliera negativa ma contenuta.
Commento del 1. settembre
La pressione sugli scettici sale
Ieri le borse hanno ancora guadagnato terreno e questa volta anche l'Europa ha partecipato sostanzialmente. Dopo una evidente esitazione durata tutto il mattino, importanti resistenze sono saltate ed ora il rialzo può svilupparsi anche su Eurostoxx50 (+2.88%), DAX (+2.50%) e FTSE MIB (+3.02%). I ribassisti adesso hanno un problema e possono risolverlo solo comperando ed alimentando questo movimento.
Il pessimismo é ancora diffuso e nessuno crede che questo rialzo
abbia vita lunga e possa condurre lontano. Questo scetticismo é
un'ottima premessa per questo movimento che ha così il potenziale per
continuare. Pochi investitori sono ora investiti, molti sono sottinvestiti ed alcuni
ancora orientati al ribasso. I ribassisti saranno obbligati a gettare la spugna e
coprire le posizioni short comperando. I portfolio manager non potranno
per molto restare a guardare e stare sotto investiti - dovranno a
controvoglia comperare e tornare a benchmark. Sono le regole della gestione patrimoniale. I
piccoli investitori avranno l'impressione di perdere qualcosa e
timidamente conpreranno per partecipare al rally. Solo quando questi acquisti saranno stati effettuati il
movimento si esaurirà. Questo effetto, paragonabile ad un rimbalzo
tecnico, dipende solo da psicologia ed aspetti tecnici di gestione di
portafoglio. Ad un certo momento i fondamentali riprenderanno il
sopravvento ed il bear market riprenderà spedendo gli indici azionari su nuovi minimi annuali. Noi pensiamo però che questo avverrà solo in autunno. Prima
l'ipervenduto a medio termine (RSI settimanali ancora poco sopra i 30 punti) deve essere
eliminato. Il 18 settembre sembra una buona data per un massimo se nel frattempo il 7 settembre non succede qualcosa di inatteso - ne riparleremo nell'analisi del fine settimana.
Ieri in Europa é stata una buona giornata dove tutti i settori e la maggior parte dei titoli hanno partecipato al rialzo. I volumi di titoli trattati sono stati in netto aumento. In America ci aspettavamo una seduta negativa dopo che l'S&P500 aveva praticamente raggiunto il nostro primo obiettivo a 1225 punti in una situazione di ipercomperato a cortissimo termine e divergenze sugli indicatori di momentum. Abbiamo sbagliato ma non di molto. L'S&P500 é schizzato nella prima ora di contrattazioni fino ai 1230 punti ma poi sono arrivati puntuali i venditori e prese di beneficio hanno schiacciato l'indice in negativo (minimo a 1210 punti) a tre quarti d'ora dalla chiusura. Un rally sul finale ha poi rispedito l'S&P500 in positivo per chiudere a 1218.89 punti (+0.49%). La tecnologia (Nasdaq100 +0.15%) alle prese con importanti e, al primo tentativo, difficilmente superabili resistenze, ha sottoperformato. I dati della giornata (A/D a 3786 su 2510 e NH/NL a 30D a 420 su 42) sono normali come il volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é ridiscesa a 31.62 punti (-1.27) con un minimo a 30. Questo livello é estremamente importante poiché un'ulteriore discesa della volatilità indicherebbe per il prossimo futuro valori sui 25 ed un corrispondente buon potenziale di rialzo dell'S&P500. Questo conferma il nostro obiettivo a 1250-1260 punti.
Sugli altri mercati finanziari vediamo movimenti coerenti con il rafforzamento delle borse (US Treasury Bonds al ribasso e oro in leggero calo) con l'unica eccezzione del Franco Svizzero. Il CHF torna a rivalutarsi (EUR/CHF a 1.1560) mostrando che c'é ancora chi cerca la sicurezza di questa moneta fondamentalmente sopravvalutatta. In Europa molti problemi restano sul tappeto.
Stamattina il tono resta moderatamente positivo. Il Nikkei giapponese guadagno l'1% ed il future sull'S&P500 é fermo a 1219 punti (+1 punto). Le borse europee inizieranno la giornata con minime plusvalenze (Eurostoxx50 a 2310 punti +0.3%). Oggi prevediamo una seduta di consolidamento e probabilmente una contenuta perdita sugli indici americani. I dati economici saranno determinanti. Il più importante é atteso alle 16.00 (Indice ISM).
Commento del 31 agosto
S&P500 secondo previsioni - Europa delude e preoccupa
Ieri le borse europee hanno aperto bene. Si sono poi sgonfiate terminando la seduta senza sostanziali cambiamenti. Per ora il rialzo ha risultati mediocri e tranno l'SMI svizzero gli indici sono poco sopra i minimi di agosto. Invece l'S&P500, dopo un'inizio tentennante (minimo giornaliero a 1195 punti) é ricominciato a salire toccando un massimo giornaliero a 1220 punti. Un'ondata di vendite sul finale l'ha fatto ridiscendere in una ventina di minuti di 7 punti a 1212.92 punti (+0.23%). La seduta é stata positiva con 3742 advances contro 2476 declines e A/D a 319 su 55. A cortissimo termine ci aspettiamo ora un ritracciamento ed i 1220 punti potrebbero essere un massimo intermedio poiché appaiono i primi problemi. I segnali sono impercettibili ma evidenti. Il settore bancario ricomincia a zoppicare. L'indice delle banche USA BKX ha perso ieri il -0.95% in un mercato al rialzo. La volatilità VIX é inizialemente ridiscesa sul minimo di agosto (vi ricordiamo che é inversamente correlata con il mercato azionario e spesso anticipa i movimenti) per poi chiudere con una plusvalenza di 0.61 punti a 32.89. Sembra aver toccato un minimo intermedio e dover ora risalire. Oro e Franco Svizzero hanno ricominciato a guadagnare terreno segno che ci sono delle tensioni ed il nervosismo aumenta. Di conseguenza oggi prevediamo una giornata negativa e nei prossimi giorni l'S&P500 dovrebbe ridiscendere sui 1200 punti. Sapete dal commento di ieri cosa questo significa e quali sono le possibili conseguenze di una rottura della barriera dei 1200 punti.
Noi siamo particolarmente proccupati dalla passività delle borse europee che, tecnicamente parlando, hanno una forza relativa inferiore e sottoperformano. Spesso un grafico vale mille parole. Sotto avete una chart comparativa delle sviluppo dell'Eurostoxx50 (blù) e del Dow Jones Industrial (giallo) per gli ultimi tre mesi.

Vedete che la borsa americana a luglio ed inizio agosto ha perso molto meno terreno e che il rialzo di agosto ha effetti nettamente superiori. Dall'inizio di giugno il Dow Jones Industrial perde un 6%, l'Eurostoxx50 circa il 20%. Non sembra che questa situazione possa cambiare poiché ormai perdura da tempo. Questo significa che l'attuale rialzo potrebbe risultare in Europa in un deludente movimento laterale con limitati benefici. Malgrado che la borsa di Wall Street si stai comportando meglio delle nostre attese (l'obiettivo a 1225 punti di S&P500 per il 18 di settembre é stato praticamente raggiunto ieri) temiamo che in Europa ci sia poco da guadagnare e che la prossima gamba di ribasso, che dovrebbe partire in autunno, potrebbe essere particolarmente violenta.
Insiemo allo stallo delle borse europee abbiamo notato che ieri l'oro ha riguadagnato terreno tornando decisamente sopra i 1800 USD/oncia ai 1838 USD di stamattina. Anche il Franco Svizzero torna a rivalutarsi (EUR/CHF a 1.18).
Stamattina regna la calma. In Asia prevalgono i segni positivi - il Nikkei chiude però invariato. Il future sull'S&P500 é a 1207 punti - ca. 5 punti sotto la chiusura di ieri sera. Le borse europee devono ancora scontare il buon risultato ieri sera a Wall Street. L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2250 punti, in rialzo del +0.5% ma esattamente sullo stesso livello di ieri alle 09.00. Ci aspettiamo oggi una giornata negativa. Forza e partecipazione di questo ritracciamento ci diranno come potrebbe proseguire questo rialzo di fine estate.
Commento del 30 agosto
1225 o 1260 punti?
I mercati si stanno muovendo al rialzo secondo le previsioni. La direzione non é in discussione ma gli obiettivi si. Il nostro obiettivo di riferimento sono i 1225 punti di S&P500. Ieri sera questo indice ha chiuso a 1210 punti - una risalita dal minimo annuale del 9 agosto a 1101 punti di quasi il 10%. Mancando 15 punti all'obiettivo é ovvio che dobbiamo porci alcune domande. In che forma é la borsa americana? Che probabilità ci sono che il rialzo continui verso il prossimo possibile obiettivo a 1260 punti?
Naturalmente la risposta a queste domande ha consequenze anche sui mercati europei. Se il rialzo a Wall Street é agli sgoccioli anche l'Europa dovrebbe essere a fine corsa. E tutto questo come si inserisce nella finestra temporale che prevedeva borse favorevoli fin verso la fine dell'estate? Andiamo con ordine.
Ieri le borse sono state dominante dai compratori. Fin dall'inizio il tono é stato positivo e grazie alle buone premesse provenienti venerdì da New York, gli indici azionari europei hanno aperto al rialzo. La fusione tra le due maggiori banche greche ha poi fatto involare la borsa di Atene e sostenuto il settore bancario europeo (SX7E +3.17%). Il risultato sono stati guadagni omogenei e superiori al 2% su tutte le maggiori piazze finanziarie europee (con l'eccezione di Londra che era chiusa). L'Eurostoxx50 é salito a 2239 punti (+2.39%). Da un punto di vista tecnico questo sviluppo é stato positivo ma non decisivo visto che i massimi di giovedì scorso non sono stati superati neanche intraday.
Piu importanti tecnicamente sono stati gli avvenimenti a Wall Street. L'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 1210.08 punti con una performance del +2.83%. Il precedente massimo del 17 agosto é stato superato di 2 punti e questa rottura al rialzo appare anche sulla maggior parte dei grafici di indici americani. L'A/D é stata buona a 5608 su 790 mentre i volumi di titoli trattati sono stati sotto la media (volume relativo a 0.9). Osserviamo finalmente un'espansione dei nuovi massimi a 30 giorni (NH/NL a 301 su 78) ed un netto calo della volatilità VIX (32.28 -3.31). Questo fatto insieme agli USTBonds deboli mostra che gli investitori tornano alla calma ed agli investimenti in azioni. In teoria questo movimento di rialzo sembra avere ancora potenziale verso l'alto - sta accelerando e si sta strutturamente rafforzando. Secondo le regole un rimbalzo di questo tipo (correzione di una gamba di ribasso all'interno di un bear market) non dovrebbe superare un 50% dell'ultimo impulso ribassista e dovrebbe quindi fermarsi sui 1225 punti. Un'alternativa sarebbe una risalita fino ai minimi di marzo e giugno rispettivamente fino alla media mobile a 50 giorni e quindi fino ai 1250-1260 punti. Abbiamo l'impressione che questo scenario alternativo abbia buone probabilità di successo. L'unica premessa necessaria é che l'accelerazione di ieri non fallisca. L'S&P500 potrebbe avere una o due sedute di consolidamento restando sopra i 1200 punti (idealmente sopra i 1204 punti - chiusura del 15 agosto) per poi continuare a salire. Questo scenario si inserisce anche bene sui nostri calcoli temporali che prevedono un massimo intorno al 18 settembre.
In questo caso anche le borse europee avrebbero maggiore spazio verso l'alto e potrebbero sviluppare un classico ritracciamento del 50%. A questo punto l'Eurostoxx50 (2239 punti) potrebbe non fermarsi sui 2280 punti ma tentare la scalata fino ai 2400-2450 punti.
Riassumendo sembra che il potenziale di rialzo sia superiore alle prime stime. La tecnica suggerisce obiettivi superiori ai 1225 punti di S&P500. Unica condizione é che nei prossimi due giorni non ci sia un sostanziale ritracciamento e l'S&P500 confermi il suo buon stato di forma restando sopra i 1200 (idealmente 1204 punti).
Gli altri mercati finanziari confermano la tendenza positiva delle borse. I tassi d'interesse sono in ascesa ed il franco svizzero continua a svalutarsi mostrando che gli investitori abbandonano porti sicuri e tornano ad investitee in azioni. L'oro é calato a 1796 USD/oncia. Le oscillazioni degli ultimi giorni ci dicono che il massimo annuale (!) potrebbe essere in posizione. Come per l'argento anche l'oro potrebbe aver visto una settimana fà a 1912 USD/oncia il massimo annuale. Non esiste ancora conferma che la tendenza a medio termine é cambiata. Gli investitori devono però prendere seriamente in considerazione questa eventualità.
Stamattina l'intonazione generale é ancora favorevole. Le borse asiatiche sono positive ed il Nikkei guadagna il +1.16%. Il future sull'S&P500 scende di 3 punti a 1206 punti. L'Eurostoxx50 aprirà la seduta sui 2250 punti (+0.8%). Dopo alcune logiche prese di beneficio dovrebbero riapparire i compratori e quindi questa plusvalenza dovrebbe restare fino alla fine. Idealmente oggi l'Eurostoxx50 dovrebbe concludere la giornata sui 2275 punti.
Aggiornamento del 29 agosto
Stamattina non c'é niente di nuovo da segnalare. I mercati asiatici sono in positivo ed il Nikkei guadagna il +0.5%. Il future sull'S&P500 sale di 10 punti a 1186 punti e sembra sancire definitivamente la rottura al rialzo di questo indice sopra a i 1175 punti. Gli investitori seguono uno scenario espansivo da parte della FED e si aspettano ulteriori misure di politica monetaria. Questo lo si nota nell'indebolimento del dollaro americano (1.4530 su EUR) e nel rafforzamento dell'oro che torna a 1824 USD/oncia. All'inizio di questa settimana si dovrà osservare con attenzione il comportamento dei titoli bancari europei. Ci sono numerosi segnali di tensione e temiamo che le borse, frenate da questo importante settore, non riescano a decollare. Per il momento le premesse sono però buone. Secondo le prime indicazioni l'Eurostoxx50 dovrebbe iniziare le contrattazioni sui 2225 punti (contro la chiusura venerdì a 2190 punti). Ci vorrebbe però una chiusura sopra i 2275 punti (massimo di giovedì scorso) per considerare il rialzo a medio termine definitivamente lanciato. La giornata odierna, che non prevede dati di rilievo, dovrebbe essere positiva ma senza eccessi.
Oggi la borsa di Londra é chiusa. Senza gli investitori anglosassoni i volumi nel resto dell'Europa rischiano di essere sotto la media.
Commento del 27-28 agosto
America meglio dell'Europa? Si - Ricordiamoci che siamo in un bear market.Non ci dilunghiamo sul discorso di Bernanke a Jackson Hole. Questa é principalmente una rubrica di analisi tecnica e troverete nei media abbastanza esperti che vi propongono la loro opinione. La nostra previsione l'avevamo comunicata nel commento sull'S&P500 e non abbiamo sbagliato di molto: "Bernanke non comunicherà decisioni riguardanti un possibile QE3 ma resterà nel vago suggerendo unicamente quelle che potrebbero essere le mosse della FED nel prossimo futuro. Non dirà niente per urtare i mercati finanziari e quindi alla fine saranno tutti contenti e scontenti." Il +1.51% dell'S&P500 di venerdì mostra però che ci sono stati più contenti di quanto pensavamo.
Questo +1.51% contrasta con il -1.18% dell'Eurostoxx50. L'impressione é che l'America fa sempre meglio dell'Europa ma ogni tanto é meglio guardare i dati per verificare e quantificare questa impressione. Quali sono ad oggi le performances 2011 degli indici? Eccole qui:
Eurostoxx50 -21.57%
DAX -19.91%
SMI -17.29%
FTSE MIB -26.64%
S&P500 -6.43%
Nasdaq100 -2.52%
e aggiungiamo un paio di mercati supplementari
Nikkei (Giappone) -13.99%
Shanghai (Cina) -5.11%
BSE (India) -22.72%
Bovespa (Brasile) -24.14%
RTS (Russia) -9.84%
È vero - malgrado tutte le critiche che rivolgiamo a Obama, Bernanke e colleghi e malgrado che l'epicentro originario della prima crisi sia stato il mercato immobiliare USA, l'America va meglio dell'Europa. Almeno borsisticamente parlando. Sarebbe meglio che facessimo prima un pò d'ordine a casa nostra prima di rinfacciare errori ai nostri cugini d'Oltre Oceano. La crisi attuale é una crisi del debito e evidentemente in Europa siamo messi veramente male. Ed i tanto lodati mercati emergenti (BRIC) che dovrebbero finalmente svilupparsi in maniera autonoma, non sono molto meglio!
Questa sottoperformance delle borse europee ha delle conseguenze sulle nostre analisi. Noi ci basiamo molto su Wall Street perché da questo enorme mercato finanziario arrivano le migliori, più complete ed affidabili informazioni tecniche. In confronto l'Europa é terzo mondo. L'S&P500 capitalizza 8009 Mia di USD con 500 titoli, l'Eurostoxx50 1531 Mia di EUR con 50 titoli, il DAX 586 Mia di EUR con 30 titoli, l'SMI 680 Mia di CHF con 20 titoli ed il FTSE MIB 268 Mia di EUR con 40 titoli. Più un'indice é rappresentativo e capitalizzato e meglio funziona l'analisi tecnica.
Noi prevedevamo dai minimi di agosto una fase di mercato positiva ed una risalito dell'S&P500 dai 1101 punti di minimo ai 1225 punti. Con la chiusura venerdì a 1176 punti ha già riguadagnato 75 punti e ne mancano teoricamente ancora solo 49 - ha fatto i 3/5 della strada. Il minimo annuale dell'Eurostoxx50 é stato a 2077 punti ed ha terminato venerdì a 2190 punti. Se segue 1:1 l'S&P500 dovrebbe risalire solo fino ai 2270 punti - il nostro obiettivo a 2400-2450 punti sembra sbagliato. Pur considerando che l'Eurostoxx50 ha chiuso venerdì alle 22.00 a 2198 arriviamo ad un target teorico di 2280 punti.
Ed ora dobbiamo ricordarci in quale situazione di mercato ci troviamo in maniera da considerare nella giusta ottica i segnali forniti dagli indicatori. Siamo in un bear market. Questo é il trend di base dominante e rimarrà tale per tutto il 2011 e buona parte del 2012. Le borse sono ora ipervendute a corto e medio termine (o almeno lo erano tutte una settimana fà). In un bull market questo avrebbe scatenato una nuova gamba di rialzo ed un ritracciamento del 50% sarebbe stato un'obiettivo minimo. Siamo invece in un bear market e quindi si sviluppa ora un rimbalzo tecnico in controtendenza (o correzione nel ribasso) che ha un potenziale massimo del 50%. Potrebbe però fallire prima malgrado che la nostra previsione é che duri fin verso la fine dell'estate (più precisamente pensiamo che il massimo verrà raggiunto intorno al 18 di settembre). Non é il momento di investire in un'ottica di un paio d'anni. È un'opportunità per i traders per effettuare una transazione long ed un'occasione, per chi é rimasto intrappolato in questo bear market con un'eccessiva esposizione azionaria, per ridurre le posizioni.
Ma vediamo nel dettaglio cosa é successo questa settimana e in quale situazione tecnica sono arrivate le borse venerdì. Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50 +1.45% a 2159 punti
DAX +1.05% a 5537 punti
SMI +4.50% a 5323 punti
FTSE MIB +1.35% a 14800 punti
S&P500 +4.74% a 1176.80 punti
Nasdaq100 +6.07% a 2162 punti
Finalmente, dopo 4 settimane di perdite, la settimana scorsa si é conclusa per saldo con una plusvalenza. I minimi annuali non sono stati testati e marginalmente superati ma unicamente riavvicinati, specialmente in Europa. Sui minimo annuali si é costituita l'attesa base ed ora sembra che il previsto rialzo a medio termine si sta sviluppando. Riteniamo che questo movimento dovrebbe continuare poiché sia gli indicatori che gli indici si comportano secondo lo scenario che avevamo presentato settimana scorsa. L'ipervenduto si sta alleviando ma resta marcato a medio termine. Gli investitori riguadagnano solo lentamente fiducia come mostrano i valori ancora alti di volatilità (VIX a 35.59 e VDAX a 37.40). Abbiamo i primi segnali d'acquisto e le conferme che i compratori stanno riprendendo il sopravvento.
La seduta di venerdì in America é stata buona ma non entusiasmante. L'S&P500 ha nuovamente chiuso sulla resistenza intermedia a 1275 punti (1276.80 punti). I volumi di titoli trattati sono stati nella media - questo potrebbe essere una conseguenza dell'uragano Irene che ha tenuto parecchi traders lontani dai terminals. A/D a 5123 su 1173 e NH/NL a 30 giorni a 75 su 362 non ci dicono niente di significativo. L'analisi dei COT mostra invece che i Commercials continuano a comperare e sono massicciamente long. Questo é per ora l'unico aspetto che ci induce a credere che i 1225 punti di S&P500 potrebbero venir superati.
Questa settimana é stata caratterizzata da due drammatici reversal sui nostri indicatori di crisi. Il rialzo di oro e CHF si sono bruscamente interrotti. In entrambi i casi non possiamo parlare di inversione di tendenza poiché gli indicatori non confermano. L'oro in particolare é tornato venerdì a 1827 USD/oncia contro un massimo martedì a 1912 USD ed un minimo giovedì a 1702 USD. Oro e CHF hanno però bloccato il rialzo e pensiamo che per settimane i massimi annuali dovrebbero rimanere tali. Questa é una buona premessa per una continuazione del rialzo delle borse a settembre.
Riassumendo possiamo confermare la nostra previsione di un rialzo degli indici azionari a medio termine in controtendenza all'interno del bear market. Siamo fiduciosi che l'obiettivo a 1225 punti di S&P500 verrà raggiunto mentre abbiamo ancora dubbi per quel che riguarda l'Europa. Tra l'altro le banche ricominciano a zoppicare (la performance settimanale dell'SX7E é stata del -0.69%) e con la finanza in difficoltà é difficile che l'Eurostoxx50 possa recuperare il ritardo accumulato nei riguardi dell'America. Non ci aspettiamo nessun movimento dinamico ma piuttosto un lento salire accompagnato da soventi ruzzoloni. Il 18 settembre sembra essere una buona data per un massimo. Un fallimento del rialzo é più probabile che un rialzo più lungo ed intenso rispetto alle nostre stime.
Commento del 26 agosto
Aspettando Godot arriva Irene
Come nel famoso pezzo di teatro di Beckett gli investitori stanno aspettando invano che Bernanke salvi l'economia dalla recessione e i mercati azionari dal bear market. Il capo della FED tiene oggi il suo discorso a Jackson Hole alle 08.00 ora locale. Questa cittadina montana del Wyoming ha otto ore di differenza con noi (16.00). In quel momento le borse europee si staranno avvicinando alla chiusura ed a Wall Street (10.00) la seduta sarà cominciata da mezz'ora. Vedremo quindi una prima reazione a caldo e poi avremo tempo durante il fine settimana di valutare con calma il contenuto del discorso di Bernanke.
Invece che Godot durante il weekend arriva Irene. Questo uragano investirà nelle prossime ore la costa Est degli Stati Uniti e molte zone tra New York e la Carolina del Nord sono state evacuate. Si temono notevoli danni ed anche il sindaco di New York Bloomberg ha invitato i cittadini a prendere misure di sicurezza.
Ieri le borse hanno perso terreno. Per lunga parte della giornata gli indici europei sono rimasti in positiva veleggiando sul massimo settimanale. Nel pomeriggio una serie di informazioni negative ha provocato una caduta che per alcuni mercati si é trasformato in uno strano crollo. Il DAX é salito la mattina fino a 5777 punti scivolando in seguito lateralmente fin verso le 15.45. È poi arrivata un'ondata di vendite che ha fatto crollare l'indice di circa 250 punti (-5%) fino al minimo a 5451 punti. In chiusura l'indice si é risollevato a 5584 punti (-1.71%). Questa volatilità é strana ma costituisce un'evidente dimostrazione dello stato di incertezza degli investitori pronti a vendere al meglio al primo segno di pericolo. Questi mercati sono ancora molto instabili. I minimi annuali sono solidi ma il trend rialzista é ancora debole e a rischio di ricadute. Tecnicamente continuiamo a vedere segni di stabilizzazione ma nessun chiaro segnale d'acquisto.
La tendenza negativa é continuata in America. L'S&P500 é caduto nelle prime ore di contrattazioni sui 1160 punti oscillando poi lateralmente e stancamente fino alla fine. La chiusura a 1159.27 punti (-1.56%) ci lascia con una performance speculare rispetto a mercoledì che fa tornare l'indice al punto di partenza. A/D a 1249 su 5080 e NH/NL a 89 su 201 non ci dicono niente di significativo. I volumi si sono concentrati sui titoli bancari (Citigroup e Bank of America) con il risultato di avere volumi relativi sui differenti indici molto diversi (DJIndustrial 1.7, S&P500 1.2 e Nasdaq 0.8). Notiamo il balzo della volatilità VIX a 39.76 (+3.86) - gli investitori restano molto nervosi ed ogni rialzo a forte rischio di ritracciamento.
Dopo la drammatica caduta di martedì e mercoledì ieri il prezzo dell'oro si é stabilizzato tornando stamattina a 1773 USD/oncia. Il calo é durato meno di tre giorni e quindi per definizione il trend rialzista é ancora intatto. I movimenti su divise e tassi d'interesse sono stati contenuti e non rilevanti.
Riassumendo la giornata di ieri ci ha mostrato che il rialzo iniziato lunedì é ancora debole e fragile. Gli investitori sono insicuri e scappano al primo segnale di pericolo. Di conseguenza un test dei minimi annuali é ancora possibile. Non crediamo che oggi Bernanke annunci un QE3 e di conseguenza pensiamo che le borse continueranno ancora per alcuni giorni ad oscillare sopra i minimi annuali formando base. Solo in seguito le borse potranno lentamente muoversi verso l'alto.
Stamattina regna la calma. Le borse asiatiche sono marginalmente in positivo - il Nikkei guadagna il +0.3%. Il future sull'S&P500 risale a 1163 punti (+4 punti) riducendo le perdite di ieri sera. Le borse europee riassumono il tutto con un nulla di fatto. Riprenderanno le contrattazioni sui livelli di chiusura di ieri o leggermente sopra (Eurostoxx50 a 2220 punti). Per oggi ci aspettiamo una seduta senza sorprese. L'attenzione é puntata su Jackson Hole ed oggi fino alle 16.00 nessuno prenderà iniziative. Poi potrebbe scatenarsi il putiferio.
Commento del 25 agosto
C'é da fidarsi?
Ieri le borse hanno avuto un'altra giornata positiva malgrado che le premesse il mattino non fossero delle migliori. Standard&Poors aveva nella notte declassato il debito giapponese spedendo le borse asiatiche in negativo. Le borse europee hanno aperto in positivo ma fino al primo pomeriggio non avevano combinato molto. I compratori mancavano e gli indici, svogliati, si muovevano lateralmente con minime plusvalenze. Come spesso succede ci sono voluti dei dati congiunturali positivi in America per rianimare il mercato. Ordini per beni durevoli superiori alle attese hanno stimolato le borse e specialmente le azioni dei titoli ciclici. L'Eurostoxx50 ha guadagnato alla fine il +1.76% a 2238 punti ed il DAX tedesco ha sovraperformato (+2.69%). L'andamento della seduta fà sorgere alcuni dubbi sulla sostenibilità di questo rialzo. Gli europei non comprano e gli stimoli vengono dall'America. Le tendenze settoriali sono deboli e gli investitori pronti a cambiare subito idea operando a corto termine e prendendo subito guadagni. Nell'analisi del fine settimana vi avevamo spiegato quale era il comportamento degli investitori istituzionali - i loro acquisti garantiscono la solidità dei minimi ma non la sostenibilità del trend rialzista - un test dei minimi annuali é ancora possibile.
Anche il rialzo di ieri in America poggia su deboli basi. L'S&P500 ha chiuso a 1177.60 punti (+1.31%) e la giornata é stata in generale positiva con 4106 advances contro 2160 declines. I volumi di titoli trattati erano nella media e solo sul DJ Industrial il volume relativo é stata di 1.4. Il fatto é che questo movimento é stato provocato da un'evento marginale. Un'autorevole analista ha espresso un commento positivo su Bank of America (+10.95%), il colosso bancario americano di cui si dubita la solidità. Il titolo, ipervenduto, si é involato trasciando tutto il settore delle grandi banche (BKX +3.34%). Il resto del mercato ha seguito quasi a controvoglia. Impossibilitata a scendere la borsa é salita. Il fatto che gli indici abbiano terminato la giornata sul massimo della giornata é costruttivo. L'S&P500 ha chiuso sopra la prima resistenza a 1175 punti e la MACD fornisce un primo timido segnale d'acquisto. Difficile però dire se questo movimento può continuare.
Stamattina basta la notizia dellle dimissioni di Steve Jobs da CEO della Apple per far cadere il future sul Nasdaq100 dell'1% e quello sull'S&P500 di 4.5 punti a 1167.50 punti. Sinceramente questa ci sembra una borsa piuttosto emotiva - non ci sono molte garanzie di stabilità.
Il prezzo dell'oro ha subito un tracollo. Nell'analisi del fine settimana abbiamo scritto: "Il prezzo del metallo giallo é entrato in una fase di euforia causando un'accelerazione di tipo esponenziale e parabolico. Stamattina la quotazione ha superato i 1900 USD/oncia. Normalmente uno sviluppo del genere é esaustivo ma senza un massimo in posizione evitiamo qualsisi commento negativo limitandoci ad un'ammonimento: il trend non é sostenibile." Stamattina l'oro costa 1740 USD/oncia ed é caduto di 180 USD in due giorni. L'euforia sul metallo giallo ha subito un duro colpo anche se la tendenza potrebbe ancora essere rialzista. Strano che questa forte correzione non abbia provocato maggiori plusvalenze in borsa. Il franco svizzero, nostro secondo indicatore di crisi, é ora stabile e si svaluta solo leggermente contro EUR (1.1460). Anche i tassi d'interesse sono tranquilli.
Riassumendo vediamo molti segnali positivi ed un rafforzamento degli indicatori. Mancano ancora chiari segnali d'acquisto. Molti mercati sembrano correggere gli eccessi di ribasso (borse) o rialzo (oro, CHF) delle ultime settimane ma non é ancora chiaro se si tratta di una correzione o di un cambiamento di tendenza a medio termine. Un'ultima fase di debolezza delle borse, come visto alla fine di settimana scorsa, é ancora possibile.
Stamattina le borse asiatiche sono in positivo ed il Nikkei guadagna il +1.5%. Il future sull'S&P500 scende di alcuni punti. Le borse europee inizieranno la giornata al rialzo (Eurostoxx50 a 2254 punti) e sui massimi di ieri (Eurostoxx50 a 2258 punti). Se oggi le borse europee chiudessero in positivo e con una candela bianca (chiusura sopra l'apertura) si tratterebbe del quarto giorno di rialzo. Le probabilità che questo movimento si trasformi in un sostenibile rialzo a medio termine diventerebbero a questo punto molto consistenti.
Noi pensiamo che adesso la borse dovrebbero fermarsi in attesa dell'esito della riunione dei banchieri centrali venerdì a Jackson Hole.
Commento del 24 agosto
Jackson Hole
Un'anno fà a Jackson Hole Bernake aveva annunciato il Quantitative Easing 2. Attraverso l'acquisto di titoli di Stato per 600 Mia di USD la FED ha mantenuto artificialmente bassi i tassi d'interesse pompando liquidità supplementare dei mercati. Questa operazione ha stimolato le borse e l'S&P500, allora a 1050 punti, é salito di circa 300 punti fino al massimo del maggio di quest'anno. Gli investitori sperano che il miracolo si ripeta. Venerdì i banchieri centrali si riuniscono nuovamente a Jackson Hole ed il discorso di Bernanke é atteso con impazienza. Nel frattempo i venditori, dopo un calo dell'S&P500 di 250 punti in poche settimane, si sono fermati ed gli speculatori comprano - così si spiega il rally di ieri sera a Wall Street.
Negli scorsi giorni avevamo notato che gli indici azionari non volevano più scendere e che i venditori stavano sparendo. Nell'analisi del fine settimana avevamo pronosticato l'inizio di un rialzo a medio termine. Ieri i mercati europei si sono comportati bene pur non entusiasmando. Hanno guadagnato generalmente terreno (Eurostoxx50 +0.76%) pur con qualche ombra (FTSE MIB -1.04% e SX7E (banche europee) -0.78%). Malgrado le plusvalenze le borse hanno chiuso lontano dai massimi giornalieri. Insomma, é stata una buona giornata ma niente di speciale ed il quadro tecnico é rimasto invariato. Se avete letto i commenti sui vari indici scritti in serata vi siete accorti che, pur non avendo chiari segnali tecnici, avevamo il dubbio che il rialzo fosse già iniziato.
Wall Street ha aperto in positivo e nelle prime due ore di contrattazioni ha mantenuto questa impostazione con alcuni ritracciamenti intermedi. Poi lentamente i rialzisti hanno preso decisamente il controllo delle operazioni trasformando una seduta positiva in un'impressionante rally. L'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero a 1162.35 punti (+3.43%) e volume relativo di 1.2. I volumi di titoli trattati sono stati ancora più alti sul Dow Jones Industrial (volume relativo 1.5) mentre la tecnologia ha sovraperformato (Nasdaq100 +4.13%). La partecipazione é stata ottima (A/D a 5417 su 996) mentre il rapporto NH/NL ci dice poco (76 su 598). La volatilità VIX é crollata a 36.27 (-6.17) confermando che gli investitori si stanno tranquillizzando.
I parametri tecnici migliorano pur non essendoci ancora chiari segnali d'acquisto. Il MACD é ancora su sell mentre l'S&P500 non ha ancora superato la resistenza a 1175 punti. Siamo ora di fronte ad un'ulteriore falsa partenza oppure l'atteso rialzo a medio termine é finalmente iniziato sul serio? L'analisi tecnica non ci fornisce risposte chiare. Siamo unicamente sicuri che sui 1100 punti di S&P500 esiste un minimo e quindi il rischio verso il basso é limitato. Se però da qui i mercati salgono o devono ancora ridiscendere, testare i supporti e formare una base più larga e robusta, non lo sappiamo - e torniamo al titolo del nostro articolo odierno. Se Bernanke venerdì deluderà completamente le attese degli investitori il rally di ieri é destinato ad essere unicamente un fuoco di paglia. Se invece Bernanke annuncerà nuove misure di stimolo monetario (con possibili interventi diretti sui mercati azionari o immobiliare visto le precedenti azioni sui Bonds hanno portato pochi risultati al livello di economia) il rally di ieri continuerà almeno fino ai 1225 punti di S&P500. Abbiamo scritto "continuerà almeno" e la scelta di queste parole non é casuale.
Bisogna a questo punto comperare azioni o indici azionari? Questa é una rubrica di analisi tecnica e noi svolgiamo il nostro lavoro interpretando i segnali che lanciano i mercati. Investire in borsa é però un'attività legata al calcolo delle probabilità. Le borse non scenderanno per settimane sensibilmente più in basso. Se però il rialzo é già iniziato (probabilità 40%) o se invece ci sarà ancora un test dei minimi di agosto (probabilità 40%) non lo sappiamo. Ogni investitore deve valutare quali rischi é disposto a correre e prendere le proprie decisioni.
Gli altri mercati finanziari mandano segnali di distensione. Il prezzo dell'oro é caduto di ca. 70 USD dal massimo storico di ieri mattina a 1912 USD/oncia. Il Franco Svizzero scivola contro EUR. Il trend rialzista di questi due valori é intatto ma un massimo significativo potrebbe essere in posizione. Ieri abbiamo assistito anche a prese di beneficio sul Bund tedesco e sugli USTBonds americani - chiaro segno che gli investitori abbandonano l'atteggiamento ultradifensivo.
Stamattina il quadro generale é misto. Dopo il rally di ieri sera il future sull'S&P500 scende di 12 punti a 1150 punti. Le borse asiatiche sono in calo ed il Nikkei, dopo un buon inizio di seduta, chiude in perdita dell'1%. Le borse europee, in conflitto tra l'ottima seduta di ieri a Wall Street ed il freno di stamattina, scelgono il compromesso. Inizieranno la seduta con un moderato rialzo (Eurostoxx50 a 2220 +0.8%) e sotto i massimi toccati ieri. Pensiamo che il tono generale resterà positivo fino a venerdì ma non crediamo che le borse siano pronte ad un'ulteriore accelerazione al rialzo senza certezze.
Commento del 23 agosto
Libia
Il regime di Gheddafi in Libia sta cadendo. Questo ha fatto ieri dimenticare il trend ribassista e ha stimolato le borse che si sono rafforzate. Non é stato un movimento omogeneo. Gli investitori hanno comperato i titoli che potrebbero essere favoriti da questo sviluppo della situazione mentre il resto dei listini é rimasto apatico a guardare. Il risultato é stato una giornata anomala. Le borse europee hanno aperto male basandosi sulla chiusura negativa di New York venerdì. Poi le notizie da Tripoli hanno scatenato gli acquisti. L'Eurostoxx50 é sceso in apertura a 2140 punti per ritrovarsi nel pomeriggio 67 punti più in alto a 2227 punti. A questo punto l'euforia é evaporata e le borse europee si sono calmate insieme a New York. L'Eurostoxx50 ha terminato la giornata a 2183 punti (+1.13%) calando nel dopo borsa 15 punti più in basso. In generale questa fiammata non cambia la situazione tecnica e costituisce solo un breve ed ovvio rimbalzo. Dopo le forti perdite di giovedì e venerdì scorsi gli indici erano ipervenduti sul cortissimo termine e la Libia é stata una buona scusa per correggere questa situazione. Ora le borse dovrebbero riprendere e completare il ribasso come da scenario descritto nell'analisi del fine settimana.
Wall Street si é già mossa in questa direzione. L'apertura é stata ottima (S&P500 a 1145 punti contro i 1123 di venerdì) ma ha anche costituito il massimo giornaliero. Poi le quotazioni hanno avuto uno sviluppo altalenante ma tendenzialmente negativo. Alla fine le plusvalenze erano sparite e l'S&P500 ha chiuso sul minimo della giornata a 1123.82 punti (+0.03%) con volumi di titoli trattati leggeremente sopra la media (volume relativo 1.1). La seduta é stata normale con 3045 A su 3288 D e NH/NL a 30 giorni a 65 su 977. La volatilità VIX é scesa a 42.44 (-0.61) e la CBOE Equity put/call ratio é tornata sulla media a 0.73. Tecnicamente esiste la possibilità di un doppio minimo su numerosi indici. Questa formazione tecnica appare spesso nei manuali come un classico ma in realtà si concretizza raramente. Minimi discendenti o ascendenti sono molto più frequenti ed anche più logici nella psiche degli investitori. Di conseguenza fatichiamo a chiamare un minimo ora con la chiusura dell'S&P500 a 1123 punti anche se non escludiamo questa possibilità. L'atteso rialzo a medio termine potrebbe già iniziare ora. Non abbiamo però nessun tipo di conferma e quindi rimaniamo con la previsione di un'ulteriore test verso il basso nei prossimi giorni.
Sugli altri mercati finanziari i movimenti sono stati limitati con l'unica eccezione dell'oro. Il prezzo del metallo giallo é entrato in una fase di euforia causando un'accelerazione di tipo esponenziale e parabolico. Stamattina la quotazione ha superato i 1900 USD/oncia. Normalmente uno sviluppo del genere é esaustivo ma senza un massimo in posizione evitiamo qualsisi commento negativo limitandoci ad un'ammonimento: il trend non é sostenibile.
Il Franco Svizzero, nostro secondo valido indicatore di crisi, é tranquillo. Forse l'accelerazione al rialzo dell'oro é un fatto isolato.
Riassumendo la giornata di ieri non ha cambiato il quadro tecnico. Le borse sono ancora in un ribasso ma noi prevediamo la formazione ora di una base e l'inizio di un rialzo tecnico in controtendenza. Potrebbe ora formarsi sui grafici un doppio minimo ma non abbiamo ancora conferma. I prossimi giorni dovrebbero essere ancora volatili e noi continuiamo a cercare evidenti segni di un bottom. Tenete il dito sul tasto BUY.
Stamattina le borse tornano in positivo. I mercati asiatici sono al rialzo ed il Nikkei guadagna il +1.2%. Il future sull'S&P500 sale a 1133 punti (+10 punti). L'apertura in Europa é prevista con plusvalenze di circa il +0.8% (Eurostoxx50 a 2200 punti). Per ora le borse si muovono nel range di ieri. La giornata rischia di essere interessante oscillando tra un test dei minimi e l'inizio del rialzo. L'uscita dal range di ieri (per esempio Eurostoxx50 2140-2227) sarà determinante.
Aggiornamento del 22 agosto
Stamattina i mercati finanziari sono relativamente tranquilli. Le borse asiatiche scontano la negativa chiusura di venerdì a Wall Street e sono in calo. Il Nikkei perde l'1%. Il future sull'S&P500 é invariato a 1123 punti. L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 2146 punti, meglio dei 2136 di venerdì alle 22.00 ma peggio della chiusura ufficiale a 2159 punti.
L'oro ha toccato stamattina un nuovo massimo storico a 1884 USD/oncia. I cambi invece sono invariati con EUR/USD a 1.4360 ed il CHF stabile.
Le prossime giornate dovrebbero essere volatili. Dopo le perdite di giovedì e venerdì scorsi oggi dovrebbe esserci un tentativo di stabilizzazione seguito da un primo rimbalzo. Un test dei 1100 punti di S&P500 sembra però in seguito inevitabile e fino a quel punto sconsigliamo qualsiasi operazione.
Commento del 20-21 agosto
Recessione - Quanto "valgono le borse" - Rialzo tecnico in controtendenza
Dopo dieci giorni di assenza ho avuto finalmente il tempo di studiare i report economici e mi sono addentrato nuovamente nei grafici e negli indicatori tecnici. A questo punto é necessario fare alcune dovute considerazioni.
Le economie occidentali si muovono verso una nuova recessione o ci sono già. I segni di un rallentamento sono evidenti ed i dati economici in netto deterioramentro. Quella che ad inizio anno era una teoria é ora una realtà.
Da inizio anno (vedi scenario 2011) prevedavamo un livello di equilibrio dell'S&P500 sui 1150 punti. Questo indice ha terminato la settimana a 1123 punti. Questa stima era basata sullo scenario di un forte rallentamento economico e una crescita zero dell'economia ma non prevedeva una netta recessione. È possibile che un livello corretto dell'S&P500 sia quindi effettivamente più in basso. È ancora troppo presto per una revisione precisa ma é possibile che questo livello d'equilibrio debba essere abbassato di 100 fino a 200 punti. Questo significa che l'S&P500 potrebbe scendere sotto i 1000 punti senza essere sottovalutato.
Da mesi parliamo di bear market e di borse che dovrebbero restare tendenzialmente negative fino verso la fine dell'anno prossimo. Consigliamo portafogli difensivi e sotto investiti in azioni. In questo periodo l'obiettivo é difendere il capitale e non cercare di incrementarlo. In un bear merket dominano le fasi ribassiste ma ci sono anche dei periodi di rialzo. Le ultime settimane sono state molto negative. I media sono dominati da notizie preoccupanti e si teme un'imminente collasso dei mercati finanziari. Politici e Banche centrali sembrano impotenti ed a corto di argomenti. Il pessimismo é alle stelle. Ci sono motivi di ottimismo? Cercheremo oggi di fare ordine.
La settimana scorsa é iniziata bene. Le borse sembravano voler continuare il rimbalzo tecnico dai minimi di agosto e fino a martedì sono rimaste positive. Poi, dopo una serie di preoccupanti dati congiunturali, le vendite sono riprese violentemente e le borse sono ricadute sui minimi annuali. Alcuni indici come il DAX tedesco o il DJ Transportation americano hanno già raggiunto questo triste record. Vediamo in quale situazione tecnica sono ora i mercati.
Eurostoxx50 -6.43% a 2159 punti
DAX -8.63% a 5480 punti
SMI -3.03% a 5093 punti
FTSE MIB -8.09% a 14602 punti
S&P500 -4.69% a 1123.53 punti
Nasdaq100 -6.59% a 2038 punti
Giovedì e venerdì il ribasso é continuato ed ha una chiara connotazione congiunturale. Non sono più i titoli finanziari e tirare il gruppo ma piuttosto quelli ciclici. Basta guardare la performance settoriale dell'Eurostoxx50 per rendersene conto. I difensivi alimentari (-1.99%) e farmaceutici (-1.93%) hanno contenuto le perdite mentre le auto (-11.77%) guidano la lista dei perdenti. Gli indici sono tornati ipervenduti con le RSI giornaliere tra i 21.85 punti del DAX ed i 33.37 punti dell'S&P500. Ora però anche le RSI settimanali passano in netto ipervenduto (Eurostoxx50 a 25.96 e S&P500 a 29.67) fatto che non si verificava dal 2008.
Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 1123.53 punti (-1.50%) vicino al minimo giornaliero a 1121 punti ma ancora 22 punti sopra il minimo di agosto. La seduta é stata ovviamente negativa con A/D a 1573 su 4782 e volume relativo a 1.3. I nuovi minimi a 30 giorni sono stati 1276 - numero alto ma lontanissimo dal picco del 9 di agosto. La pressione di vendita é ancora alta ma non massiccia. Per quel che riguarda gli indicatori di sentiment la volatilità VIX é risalita a 43.05 (+0.38) e la CBOE Equity put/call ratio a 1.04 con le medie mobili a 5 giorni a 0.86 e a 10 giorni a 0.85. Il panico é alto - difficile dire se e quanto può ancora salire. Il trend dominante é ribassista con il Bullish Percent Index sul NYSE a 21.23 punti.
Insieme all'ipervenduto su medio termine c'é un'altro aspetto costruttivo ed intrigante. Gli istituzionali stanno comperando e non timidamente ma decisamente. L'analisi dei COT mostra che da due settimane i Commercial hanno mutato radicalmente le loro posizioni da short a long e continuano a comperare. Al contrario i piccoli speculatori stanno vendendo riducendo la posizioni long a praticamente zero.
Gli altri mercati finanziari confermano l'attitudine difensiva degli investitori. Il Bund tedesco resta in un bull market e continua rafforzarsi. Il grafico degli US Treasury Bonds é simile - le obbligazioni di Stato americano continuano ad essere ricercate come bene rifugio malgrado il declassamento da parte di S&P. Il franco svizzero si é assestato dopo il crollo di settimana scorsa e ricomincia a guadagnare terreno. L'oro ha toccato venerdì un'incredibile nuovo massimo storico a 1878 USD/oncia confermando un trend rialzista con obiettivo sui 2000-2100 USD/oncia.
Riassumendo le borse sono in un dinamico ribasso di corto e medio termine. È però possibile che sui minimi di agosto stiamo formando base per un rialzo di medio periodo in controtendenza. Basiamo questa previsione sulla diminuzione della pressione di vendita, la situazione di ipervenduto a medio termine ed il comportamento degli investitori istituzionali. Prevediamo che settimana prossima l'S&P500 testi in una qualche maniera i 1100 punti - un nuovo minimo marginale annuale é probabile e dovrebbe coincidere con divergenze positive sugli indicatori di momentum. Poi dovrebbe seguire l'atteso rialzo di fine estate con obiettivo sui 1225 punti. Il rimbalzo dai minimi di soli tra giorni (11-15 agosto) non é stato sufficiente e siamo convinti che debba esserci una parentesi più consistente prima della ripresa del bear market.
Commento del 19 agosto 24.00 NY Time
Prima le cattive o le buone notizie?
Cominciamo dalle cattive. Dopo il crollo odierno delle borse lo scenario per le prossime settimmane si definisce. Domani venerdì sarà ancora una giornata negativa. Nei prossimi giorni i minimi annuali verranno testati con una forte probabilità di un nuovo minimo annuale marginale su numerosi indici azionari - probabilmente dei sei che analizziamo solo l'SMI svizzero si salverà.
Adesso passiamo alle buone notizie. Questa discesa dovrebbe far parte di un processo di formazione di base a medio termine. Non dovrebbe esserci una drammatica accelerazione al ribasso ma piuttosto un rimbalzare una o due volte sui minimi annuali prima di un ritorno verso l'alto. A questo punto il raggiungimento dell'obiettivo a 1225 punti di S&P500 dovrebbe concretizzarsi e a seconda dalla costellazione che accompagnerà la formazione del minimo, un'obiettivo superiore é possibile.
Domani torno a Zurigo e domenica riprenderà il servizio normale con un'analisi completa ed approfondita della situazione. Di conseguenza ora, visto luogo ed orario, non conviene spendere troppe parole. Forse aggiungiungo alcuni dati fornitemi dall'uffico in Svizzera.
Il crollo odierno era tecnicamente possibile ma imprevedibile. L'esistazione degli ultimi giorni aveva una probabilità statistica intorno al 60% di sfociare nelle prossime giornate in una ripresa del ribasso. Questa probabilità non ci sembrava abbastanza alta per obbligarci a dare un segnale d'allarme. Oltre tutto la ripresa del ribasso poteva avvenire solo tra alcuni giorni e non sfociare immediatamente nelle massicce perdite odierne.
L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2206 punti (-5.34%) e l'S&P500 a 1140.65 (-4.46%). In generale gli indici azionari hanno però terminato la seduta sopra i minimi giornalieri e ancora lontani dal minimo annuale. L'unico problema é che ora non sono più fortemente ipervenduti e quindi questa effetto di freno verso il basso viene a mancare.
La seduta americana é stata negativa con A/D a 552 su 5918 e NH/NL a 28 su 1002. La pressione di vendita é forte ma non raggiunge i livelli della prima decade di agosto. La volatilità VIX é schizzata a 42.67 punti (+11.09) restando alcuni punti dal valore massimo del 9 di agosto a 47.50 punti. Anche la CBOE Equity put/call ratio a 0.97 mostra panico tra gli investitori.
L'oro é salito ad un nuovo massimo storico a 1836 USD/oncia e questa volta il Franco svizzero ha ricominciato a rivalutarsi confermando la situazione di crisi.
Per il momento non abbiamo nulla da aggiungere. Dobbiamo osservare il test del minimo annuale per poter confermare il nostro scenario costruttivo a medio termine. Prima di migliorare il mercato deve soffrire ancora un pò....
Commento del 18 agosto 10.00 NY Time
Dubbi
Oggi le borse stanno nuovamente precipitando dopo una serie di notizie economiche negative. Purtroppo e' molto difficile se non impossibile prevedere queste oscillazioni. L'esitazione delle borse americane nelle ultime due sedute mostrava che gli investitori cominciavano a dubitare delle loro posizioni ma come e quando una nuova ondata di vendite si scatena e' legato ad notizie puntuali ed elementi psicologici che difficilmente traspaiono nell'analisi tecnica.
La nostra impostazione rialzista e' invariata - dobbiamo purtroppo convivere con questa forti oscillazioni. I minimi di agosto potrebbero in questa fase venir testati ma per fine mese siamo convinti che l'S&P500 sara' sopra i 1200 punti piuttosto che sotto i 1100 punti. In un'ottica di alcune settimane queste pessime giornate sono delle occasioni d'acquisto.
Commento del 17 agosto 22.oo NY Time
Perso nel Connectitut
Stasera visito amici nel Connecticut, patria degli Hedge Funds americani. Il taxista e' del San Salvador e parla inglese peggio di me'malgrado che si trova da 40 anni negli USA. Non possiede un GPS e per trovare l'indirizzo dei miei amici perdo un'ora con tanto di visita alla stazione di polizia per istruzioni. Arrivo con largo ritardo ma vengo accolto con la tipica giovialita' degli americani ed un bicchiere di vino californiano.
Oggi le borse forniscono un'immagine confusa. Mentre l'Eurostoxx50 si rafforza moderatemente, il DAX perde terreno ed il FTSE MIB guadagna piu' dell'1%. L'S&P500 ha chiuso praticamente invariato a 1193 punti (+0.09%). Dopo un buon inizio sono arrivate prese di beneficio. Il finale di seduta e' stato ancora controllato dai compratori. A/D a 3401 su 2877 e NH/NL a 77 su 166 sono nella norma. La volatilita' VIX e' scesa a 31.58 punti (-1.27 punti).
Il trend rialzista e' intatto anche se oggi da Wall Street ci saremmo aspettati qualcosa di piu'. Ogni tanto bisogna accontentarsi.
Gli investitori mandano segnali contradittori. Penalizzano DAX e tecnologia e favoriscono i mercati a rischio. Questo comportamento mostra disponibilita' al rischio e sostiene teoricamente un rialzo delle borse. D'altra parte l'oro resta forte e vicino al massimo annuale.
In generale gli indicatori tecnici a corto termine si stanno rafforzando mentre lo scetticismo nei riguardi di questo movimento rialzista e' alto - questa e' una buona combinazione per una continuazione del rialzo anche oltre il primo obiettivo a 1225 punti di S&P500.
Commento del 16 agosto 24.00 NY Time
Solo tre giorni positivi
Le borse oggi hanno perso terreno terminando una serie positiva di tre sedute. Sapete che in analisi tecnica il 3 é un numero importante. Un rimbalzo a corto termine é normalmente limitato a tre giorni - quando un rialzo supera questa durata non é più un semplice rimbalzo tecnico in un trend ribassista ma almeno una correzione a medio termine. Non possiamo pretendere di avere subito una serie positiva ma per mantenere intatto il nostro scenario rialzista a medio termine la seduta di mercoledì dovrebbe essere positiva e rimanere così fino alla fine della settimana. In caso contrario si rischia di dover ricominciare tutto da capo. Questo significa un nuovo test dei minimi annuali prima di poter nuovamente partire con un sostenibile rialzo in controtendenza.
La giornata odierna ci fornisce pochi elementi di analisi. Le borse europee hanno terminato sul massimo giornaliero malgrado le minusvalenze finali. L'Eurostoxx50 ha limitato la perdita ad un -0.03% (2323 punti) mentre lo svizzero SMI ha guadagnato il +0.91% grazie alla debolezza del franco. La borsa americana é invece oscillata senza tendenza chiudendo sul livello d'apertura ma con sostanziali perdite. L'S&P500 ha terminato a 1192.76 punti (-0.97%). I dati giornalieri non riservano sorprese: A/D a 1444 su 4893, NH/NL a 76 su 170 e VIX a 32.85 punti (+0.98 punti). Il volume relativo é stato di 1. La MACD sull'S&P500 é vicina a fornire un segnale d'acquisto.
Il franco svizzero ha continuato a svalutarsi mentre l'oro ha guadagnato un paio di dollari - i nostri indicatori di crisi continuano a muoversi senza coerenza.
Riassumendo non bisogna lasciarsi eccessivamente impressionare dalla negativa seduta odierna. Domani in America la borsa deve però ricominciare a rafforzari in caso contrario potrebbe esserci un problema nel trend rialzista a medio termine ed un test dei minimi annuali diventa possibile. Stasera nel dopo borsa l'Eurostoxx50 é sceso a 2305 punti. Un seduta positiva domani é quindi condizione difficile - decisivo é quello che succede in America.
Restiamo long sul corto- medio termine ed ovviamente negativi per il lungo termine.
Commento del 15 agosto 19.00 NY Time
Ferragosto
Nel mio giro in America sono arrivato a New York - stasera cena con amici che lavorano a McKinsey - raccoglierò notizie sullo stato di salute dell'economia USA.
In Italia é Ferragosto ed immagino che siete tutti al mare o sui monti. Ci sarà qualcuno che mi legge? Non é successo nulla di importante o sorprendente.
Il rialzo é continuato. In Europa le plusvalenze sono state contenute. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2324 punti (+0.74%) al termine di una seduta noiosa e contraddistinta da un movimento laterale con larghe oscillazioni in un range di 66 punti. Meglio ha fatto l'America. L'S&P500 ha guadagnato il +2.18% terminando la giornata sul massimo giornaliero a 1204.49 punti. I volumi di titoli trattati erano nella media. A/D a 5528 su 911 e NH/NL a 30 giorni a 101 su 126. La volatilità VIX é scesa di 4.49 punti a 31.87 punti - un chiaro segno di distensione. La CBOE Equity put/call ratio é tornata ad un normale 0.70.
Sembra che l'indice S&P500 voglia fare direttamente l'atteso ritracciamento verso i 1225 punti. L'analisi dei COT mostra massicci acquisti di istituzionali che sono andati per saldo long per la prima volta da mesi. È quindi possibile che questo movimento possa continuare ma prima dovremo vedere l'S&P500 a confronto con la prima seria resistenza a 1225 punti.
I nostri due misuratori di crisi, l'oro ed il CHF si muovono in maniera opposta e non coerente. Il CHF si indebolisce mentre l'oro oggi ha recuperato 10 USD dal minimo per tornare agli attuali 1768 USD/oncia ricordandoci che non tutti i problemi sono risolti.
Riassumendo questa rialzo ha ancora della strada da fare. Ricordiamoci però che si tratta di una correzione a medio termine all'interno di un bear market che rischia di accompagnarci per il resto di quest'anno e per buona parte dell'anno prossimo. Bisogna quindi continuare a giocare in difesa.
Commento del 13-14 agosto
Weekend - gli hotels sono completi
Sono a Cape May, località turistica sull'Oceano Atlantico nel New Jersey a poche ore d'auto da New York. La crisi non si vede - gli hotels sono pieni, nei ristoranti si fa la coda per avere un tavolo, i prezzi sono alti malgrado il franco svizzero forte. Questo non sembra un paese in recessione.
Questa settimana le borse hanno toccato il fondo. L'S&P500 é dovuto scendere martedì fino ai 1101 punti prima di trovare solido supporto sui 1120 punti. Gli europei hanno avuto bisogno un paio di giorni in più - l'Eurostoxx50 ha toccato un minimo giovedì a 2077 punti per infine rimbalzare con decisione. La reazione sui minimi non é bastata a concludere la settimana in guadagno (con l'eccezione dell'SMI svizzero) ma almeno si può tirare un respiro di sollievo. Questa gamba di ribasso é terminata. Adesso ci sarà un recupero che rappresenterà una correzione nel ribasso. Normalmente questo rimbalzo dovrebbe bastare a recuperare un 50% della caduta. Questo ci porta a definire un'obiettivo a 1225 punti sull'S&P500 e a 2450 punti sull'Eurostoxx50. Questi obiettivi sono teorici e per ora non confermati visto che la ripresa é appena cominciata. Se il trend ribassista é veramente forte il rimbalzo potrebbe essere solo di un terzo. La variante positiva é che il trend sul lungo termine sia ancora rialzista e che la caduta di agosto sia stata solo una correzione. In questo caso gli indici potrebbero risalire di più - da due terzi fino ad un nuovo massimo annuale. Inutile sviluppare troppe ipotesi ora - restiamo con la variante normale anche perché il forte calo dei volumi di titoli trattati delle ultime due sedute della settimana suggeriscono fortemente lo scenario del rimbalzo tecnico.
Le performance settimanali degli indici azionari
sono state le seguenti:
Eurostoxx50 -2.86% a 2307 punti
DAX -3.82% a 5997 punti
SMI +1.56% a
5252 punti
FTSE MIB -0.79% a 15888 punti
S&P500 -1.72% a 1178.81 punti
Nasdaq100 -0.56% a 2182 punti
Venerdì le borse europee hanno avuto una performance tra +3.5% ed il +4.5%. Finalmente dopo giorni di volatilità gli indici si sono mossi al rialzo chiudendo sul massimo giornaliero. Noi prevedavamo una seduta positiva ma l'ampiezza della plusvalenza ci ha piacevolmente sorpreso. Anche New York ha terminato in positivo al termine di una seduta altalenante e senza una precisa direzione. Importante però é stata la chiusura dell'S&P500 sopra i 1172 punti (1178.81 punti +0.53%). Il rialzo é così confermato grazie all'uscita dalla fascia di consolidamento 1120-1172 punti. Per il resta la seduta non ha detto molto. A/D a 3675 su 2665 e NH/NL a 61 su 205 sono normali. La volatilità VIX é caduta a 36.36 punti (-2.64 punti), livello ancora preoccupante ma almeno sembra che si ritorni alla normalità. La CBOE Equity put/call ratio a 0.77 é un pò troppo alta - vedremo nelle prossime sedute se questo campanello d'allarme continua a squillare o se resta un fatto isolato.
Il Bullish Percent Index sul NYSE é a 21.93 testimoniando i danni tecnici arrecati al mercato da questa intensa gamba di ribasso. Il nostro scenario generale resta negativo e siamo convinti che in autunno vedremo dei nuovi minimi annuali. Crediamo unicamente che per il momento le borse sono scese troppo in basso e troppo velocemente. Governi e banche centrali stanno reagendo - come al solito puntano il dito contro la speculazione e cercando di distrarre l'attenzione dai propri errori e resposabilità. Questo provoca un logico e dovuto rally da ipervenduto. Crediamo però che questa pausa durerà stavolta non solo alcuni giorni ma settimane.
Gli altri mercati finanziari confermano il cambiamento di direzione. I due esempi tipici sono l'oro ed il franco svizzero. L'oro ha avuto un picco giovedì a 1814 USD/oncia concludendo la settimana a 1764 USD/oncia dopo un drammatico (per gli speculatori long) reversal. Lo stesso é successo con il franco svizzero che ha toccato un pazzesco 1.007 contro EUR (praticamente la parità) prima di crollare in poche ore ai 1.1080 di venerdì. Queste due accelerazioni finali sono state decisamente di tipo esaustivo e hanno per ora terminato il rialzo di oro e CHF - questo in concomitanza con il minimo delle borse.
Riassumendo nelle prossime 3-4 settimane dovremmo avere una fase positiva di borsa. Dopo solo uno o due giorni di rialzo é impossibile definire degli obiettivi sicuri poiché abbiamo bisogno di vedere come si sviluppa questo movimento (qualità e partecipazione). Il ribasso é però per ora terminato. La crisi dei debiti e la probabile recessione dei paesi occidentali restano però temi d'attualità che continueranno a determinare l'andamento dei mercati finanziari nei mesi a venire.
Commento dell'11 agosto 18.00 (NY Time)
Conferme
Lentamente le borse forniscono le attese conferme che i minimi di martedì e mercoledì sono definitivi. Oggi c'é stata la prevista seduta positiva anche se prima di vedere gli indici decollare abbiamo dovuto penare e dubitare delle nostre analisi. Fino alle 14.00 le borse erano deboli e gli indici in negativo. Solo nella seconda parte della giornata sono apparsi i compratori e le borse hanno recuperato. Questa impostazione rialzista é poi proseguita in America. L'S&P500 ha chiuso a 1172.64 punti (+4.63%) con purtroppo un cedimento di 14 punti (massimo giornaliero a 1186 punti) nell'ultima mezz'ora di contrattazioni.
La seduta a Wall Street é stata positiva con A/D a 5486 su 969 e NH/NL a 45 su 529. La volatilità VIX é scesa a 39 (-3.99) mentre la CBOE Equity put/call ratio é calata ad un quasi normale 0.63.
A questo punto ci sono due importanti osservazioni tecniche. Sui grafici appaiono tre o quattro grandi candele parallele. Questo significa che su questo livello rialzisti e ribassisti sono in equilibrio e stanno conducendo un'aspra battaglia con forti volumi di titoli trattati. Normalmente questa formazione tecnica segnala la formazione di una base e un possibile reversal. Statisticamente si risolve verso l'alto in circa il 65% dei casi. Questa probabilità unita a mercati ancora ipervenduti dovrebbe permettere lo sviluppo di un rialzo a medio termine. L'obiettivo a 1225 punti di S&P500 é valido. La conferma definitiva del rialzo ci sarebbe però unicamente con una chiusura al di sopra di queste candele parallele- finora non é ancora il caso.
L'altra osservazione riguarda la volatilità (VIX a 39 punti) che resta molto - troppo alta. Sembra che gli investitori non credano alle probabilità di un rally sostenibile.
Personalmente pensiamo che valga la pena comperare in caso di ulteriori giorni di debolezza (domani dovrebbe essere uno di questi) e restare long fino a quando l'S&P500, nostro indice di riferimento, non fà un nuovo minimo a fine giornata sotto i 1100 punti.
La forte correzione di CHF e oro dai massimi conferma questa nostra impostazione rialzista.
La nostra valutazione é quindi che il peggio é passato. Ci saranno ancora alcune sedute altalenanti ed un test dei minimi annuali é ancora possibile. Dovrebbe però ora svilupparsi l'attesa correzione nel ribasso. Si possono aprire cautamente posizioni long con stop disciplinati sui minimi dei giorni scorsi.
Commento del 10 agosto 18.00 (NY Time)
Altalena
Dopo il forte rimbalzo di ieri, intraday in Europa e giornaliero in America, oggi le borse sono nuovamente cadute. La maggior parte degli indici hanno però chiuso sui minimi di martedì senza accelerare ulteriormente al ribasso e toccare significativi nuovi minimi annuali.
L'Eurostoxx50 ha terminato la seduta a 2153 punti (-6.12%) contro i 2167 punti di minimo il giorno precedente. L'S&P500 ha invece terminato a 1120 punti (-4.42%) contro il minimo di martedì a 1101 punti. Questa alta volatilità sul minimo é normale e visto che é contrassegnata da volumi di titoli trattati in calo, é un segnale costruttivo. La seduta in America é stata negativa con A/D a 1480 su 4953 e NH/NL a 36 su 891. La forte diminuzione dei nuovi minimi a 30 giorni mostra un calo della pressione di vendita. La VIX a 42.99 e la put/call ratio a 0.89 segnalano che gli investitori sono in panico. Questo panico si dimostra irrazionale quando vediamo il nuovo massimo storico del CHF contro EUR e USD ed il nuovo massimo storico dell'oro a 1798 USD/oncia. Questi due assets sembrano in un'accelerazione finale di tipo esaustivo. Impossibile definire un'obiettivo- sappiamo solo che temporalmente questo movimento dovrebbe esaurirsi presto.
Domani é una giornata cruciale. Le borse devono assolutamente evitare un'ulteriore seduta negativa. Noi siamo convinti che questa prima onda di ribasso si deve esaurire qui - abbiamo parecchi segnali in questo senso ma nessuna conferma. Abbiamo assolutamente bisogno di vedere una stabilizzazione sui minimi di martedì e di oggi. Se questa diga non regge non possiamo che stare a guardare l'inondazione ed attendere che smetta di piovere. Come scritto precedentemente non esistono chiari supporti e possiamo solo tentare di indovinare dove le vendite finiranno osservando i pochi esempi del passato. Questi esempi erano però di per sé stessi già delle eccezzioni e dei casi limite. Usare questi per determinare delle regole é una procedura azzardata ma purtroppo non abbiamo di meglio.
Notiamo il forte rialzo dei metalli preziosi ed il ribasso di quelli industriali e del petrolio - Gli investitori stanno evidentemente implementando uno scenario recessivo. Quello che doveva essere il catalizzatore della crisi , i bonds americani, continuano invece ad apprezzarsi restando un bene rifugio.
Commento del 10 agosto 08.00 (NY Time)
Stamattina la risalita delle borse europee é incerta e c'é ancora tanto nervosismo. Dovrebbe rimanere così per alcuni giorni e per permettere agli investotori di rivalutare la situazione. Gli Stati non falliranno - gli investitori non dubitano nella capacità di nazioni come l'America di onorare i loro debiti ma nella volontà dei politici di implementare quelle misure dolorose ma necessarie per raggiungere questo obiettivo. D'altra parte, ripetiamo per l'ennesima volta, che la valutazione in borsa di un'impresa ha sul corto termine poco a che fare con lo stato delle finanze pubbliche. I 1100 punti di S&P500 toccati ieri, sono un'esagerazione verso il basso. Non bisogna però aspettarsi troppo. Un ritracciamento del 50% di questa prima gamba di ribasso dovrebbe far risalire l'S&P500 sui 1225 punti - un ritorno ai 1260 punti della neckline é difficile.
Tecnicamente il mercato ha subito notevoli danni. La tendenza dominante é ribassista e dovrebbe rimanere tale fino a fine anno. Ora però dovrebbe esserci un periodo di consolidamento che dovrebbe sfociare in un recupero di circa la metà delle perdite delle ultime due settimane e poi in un movimento laterale fino a fine estate. Per le prossime sei settimane non dovrebbe più succedere molto - una formazione di una base ora con parecchia volatilità e, alla fine di questa fase d'assestamento, un ritorno alla calma.
Difficile dire se in questa situazione conviene comperare. Un ritracciamento del 50% é il caso ideale e potrebbe essere anche meno intenso.
L'ulteriore rivalutazione del franco svizzero (1.0450 su EUR e 1.3780 su USD) é un forte segno di malessere e il nuovo massimo storico dell'oro a 1780 USD una conferma. I mercati sono ancora molto fragili e solo speculatori esperti e spregiudicati possono permettersi operazioni long in un'ambiente simile.
Commento tecnico del 9 agosto 22.45 (orario di New York)
Annapolis
Stasera ho cenato del Waterfront di Annapolis negli Stati Uniti. La prima impressione non é di crisi - i ristoranti sono pieni, le autostrade intasate. Solo nelle strade si vedono molti cartelli che annunciano vendite immobiliari. Sono atterratto nel pomeriggio a Washington e ho sei ore di differenza d'orario. Permettete che mi limiti ad un breve commento.
Dopo il crash di lunedì oggi é iniziato l'atteso e dovuto rimbalzo tecnico. I mercati europei hanno aperto male chiudendo però la giornata praticamente invariati. L'Eurostoxx50 ha recuperato alcuni punti salendo a 2294 punti (+0.32%). Meglio ha fatto l'S&P500 terminando la giornata a 1172.53 punti (+4.74%). Questo ha permesso all'Eurostoxx50 di risalire nel dopo borsa a 2321 punti. Adesso dipende cosa succede dopo questa prima reazione. I minimi sono in posizione e dovrebbero essere confermati.
L'S&P500 é dovuto scendere oggi fino ai 1101 punti prima di toccare il minimo. Questo ci obbliga a rivedere al ribasso l'obiettivo del rimbalzo a 1225 punti.
Lascia perplessi il nuovo massimo storico dell'oro a 1179 USD/oncia. Ora é ridisceso a 1175 USD ma evidentemente la crisi non é finita.
Ora però sono le 23.00 o le 05.00 in Europa. Meglio dormirci sopra e completare il commento domani a mente lucida.
Commento dell'8 agosto 22.15
Crash
Oggi le borse sono nuovamente crollate. L'Eurostoxx50 ha chiuso in perdita del -3.72% a 2286. Il calo é però continuato nel dopo borsa e sulla base del future l'indice vale alle 22.00 2226 punti.
L'S&P500 ha terminato la seduta odierna a 1119.46 punti con una minusvalenza del -6.66%. Il minimo di venerdì a 1168 punti é stato spazzato via insieme al prossimo possibile obiettivo di questa gamba di ribasso a 1150 punti. Gli indicatori sono entrati in territori quasi inesplorati - stiamo vivendi uno di quegli eventi che succede una volta ogni decade - un crash. Neanche durante il bear market 2008-2009 c'é stata un discesa così veloce e così intensa. A questo punto il nostro istrumentario é praticamente esaurito. Secondo gli indicatori le borse devono rimbalzare - é inutile che continuiamo ad analizzare il mercato poiché arriviamo sempre alla medesima conclusione. Ci sono però dei momenti particolari dove tutte le regole e le statistiche non hanno più importanza - durante un crash. La dinamica negativa é inarrestabile e nessuno sa esattamente quando la valanga può bloccarsi e a causa di cosa. Gli investitori sono in panico come mostra la volatilità VIX a 46.37 (+14.37). A questo punto non possiamo dare consigli poiché nessuno sa come la situazione potrebbe evolvere. Qualsiasi operazione potrebbe essere sbagliata visto che ci troviamo in una situazione estrema. L'oro ed il franco svizzero, classici valori rifugio sono su massimi storici. Vi assicuriamo che la valutazione attuale del franco svizzero non ha nessun rapporto con la realtà ma é unicamente il risultato di acquisti disperati. L'unico aspetto costruttivo é il forte rialzo degli US Treasury Bonds americani. Sembra che la fiducia nell'America come debitore non sia stata intaccata del declassamento. Il crollo dei prezzi delle materie prime (petrolio -7.5%) mostra invece che gli investitori temono ormai un'altra pesante recessione.
Il nostro scenario 2001, la cui prima versione é di gennaio, prevedeva un calo dell'S&P500 ad ottobre fino ai 1050 punti. Il ribasso doveva durare tre-quattro mesi. Un'altra giornata come oggi e questo risultato verrà raggiunto domani sera dopo un crollo di 10 sedute.
Domani ho un'aereo alla mattina presto - questo é l'ultimo commento per le prossime 24 ore.
Aggiornamento dell'8 agosto
Declassamento
Se qualcuno non sapeva cosa era un downgrading e cosa erano le sue conseguenze, durante il fine settimana ha ottenuto tutte le informazioni del caso. I media sono stati invasi dalle notizie riguardanti il declassamento del debito americano e sul possibile o probabile crollo delle borse stamattina.
La situazione é tesa e le borse sono in negativo - il previsto crollo per il momento non c'é. Vediamo chiari segni di tensione. L'oro é ad un nuovo massimo storico a 1714 USD/oncia mentre il franco svizzero guadagna ancora un +1.5% sulle principali monete salendo anche lui ad un nuovo massimo storico su EUR e USD. L'USD cede terreno (USD Index -0.3%) ma senza eccessi - il cambio su EUR é a 1.4310. Il prezzo del petrolio é in calo del 3%.
Il future sull'S&P500 oscilla violentemente. Ha toccato stanotte un minimo a 1161.50 punti ed é ora sui 1168 punti (-30 punti). Vi ricordiamo che venerdì l'S&P500 aveva toccato ad inizio seduta un minimo a 1168.o9 punti - di conseguenza la nostra previsione di un possibile minimo significativo su questo livello é ancora valida.
Stamattina i mercati asiatici sono in calo ma le minusvalenze sono meno drammatiche di quanto i commentatori durante il fine settimana avevano previsto. Il Nikkei perde il -2.0% mentre Hong Kong é in calo del -4%.
Alle 08.15 il future sull'Eurostoxx50 é a 2334 punti. C'é forte nervosismo e volatilità ed il future si é già mosso nel range 2321-2345 punti. Al momento il future é sul minimo toccato venerdì scorso (2321 punti) e quindi la temuta accelerazione al ribasso non c'e (ancora) stata. È impossibile valutare la situazione in maniera oggettiva. La nostra opinione, sulla base di quanto visto finora, é però invariata. Pensiamo che le borse dovrebbero nei prossimi giorni risollevarsi.
Commento del 6-7 agosto
Effetto domino
Settimana scorsa le borse sono crollate. Quel bear market che avevamo preannunciato nell'analisi del 7-8 maggio si sta concretizzando. Ci spiace che neanche noi, anestetizzati dal movimento laterale degli ultimi mesi, non ci siamo resi conto che stava arrivando il disastro. Invece che concentrarci sull'analisi tecnica siamo stati distratti dalle notizie e dal flusso degli avvenimenti - invece che applicare strettamente le regole ci siamo lasciati influenzare dalle emozioni sottovalutando questa accelerazione al ribasso. Eppure una settimana fà avevamo terminato il commento scrivendo: "Se contro le nostre attese i supporto a medio termine vengono rotti
(S&P500 a 1260 punti, Eurostoxx50 a 2600 punti ed in generale i
minimi di luglio) le borse rischiano un crash." I dati sono eloquenti.
Le performance settimanali degli indici azionari
sono state le seguenti:
Eurostoxx50 -11.06% a 2375 punti
DAX -12.89% a 6236 punti
SMI -10.57% a
5172 punti
FTSE MIB -13.05% a 16015 punti
S&P500 -7.19% a 1199.38 punti
Nasdaq100 -6.88% a 2194 punti
Il commento odierno potrebbe essere lunghissimo visto l'intenso lavoro di analisi svolto negli ultimi giorni. Avremmo tantissime osservazioni ed argomentazioni tecniche ma preferiamo concentrarci sull'essenziale e sopratuto sulle conclusioni.
Nessun bear market é lineare - ci sono delle fasi di ribasso interrotte da delle correzioni. Settimana scorsa la pressione di vendita é stata enorme ed appare in tutti gli indicatori. Le RSI sono cadute non solo sotto i 30 punti che segnalano ipervenduto ma anche nettamente più in basso - malgrado la reazione dai minimi di venerdì quella dell'S&P500 é a 23.90 e quella sul DAX a 17.34. Venerdì i nuovi minimi a 30 giorni in America sono esplosi a 3434 - quelli a 90 giorni a 2599. Nel crash di ottobre 2008 il valore massimo raggiunto era di 3813 (30 giorni), rispettivamente di 3430 (90 giorni). Sempre venerdì la volatilità VIX é salita ad un massimo a 52 settimane a 39.25 chiudendo poi a 32 punti. Il Bullish Percent Index sul Nyse é passato in una settimana dai 54.21 (54% dei titoli erano al rialzo secondo una Point&Figure Chart) agli attuali 29.80. Un cambiamento drammatico.
Gli indici sono ipervenduti e gli investitori in panico - basta questo per la formazione di un minimo? Per saperlo bisogna capire cosa sta succedendo. I mercati azionari hanno assunto una dinamica indipendente. Come una valanga stanno precipitando a valle. La valanga é causata da aspetti emotivi e tecnici. Margin calls, esecuzioni di stops, rotture di supporti, segnali di vendita, vendite sui fondi, ecc. sono tutti fattori che provocano vendite obbligate e più il mercato scende e più questo effetto si rafforza. Come un'effetto domino le vendite si susseguono ed é difficile stimare quando la caduta potrebbe fermarsi o esaurirsi. Si può tentare di fare una stima guardando esempi del passato. Basandoci su ipervenduto, panico e dinamica, stimiamo che il ribasso dovrebbe esaurisi presto e potrebbe già essere finito sui minimi di venerdì. Graficamente il primo minimo intermedio sull'S&P500 si trova a 1165 punti. Questo livello é basato su una formazione a testa e spalle ribassista. Ribaltando la distanza tra il top e la neckline verso il basso si arriva ad una proiezione su questo livello. Venerdì l'S&P500 ha chiuso a 1199.38 punti (-0.06%) con un minimo giornaliero a 1168.09 punti. Questo reversal giornaliero é avvenuto con altissimi volumi di titoli trattati (volume relativo 2.0). L'Eurostoxx50, che aveva ufficialmente terminato la settimana a 2375 punti (-1.54%) é finito nel dopo borsa a 2422 punti. Il minimo giornaliero era stato a 2346 punti.
La pura analisi tecnica ci fa prevedere ora una correzione nel ribasso a medio termine. In teoria l'S&P500 dovrebbe risalire a circa 1260 punti. Terminiamo però qui con le stime e le previsioni poiché ci sono due importanti incognite.
La prima é l'aspetto emotivo. Gli investitori nel 2008 fino a marzo 2009 hanno subito pesanti perdite e sanno cosa significa un crollo di borsa. Vorranno evitare di ripetere questa esperienza. L'S&P500 a 1200 punti é lontanissimo dai 666 di marzo 2009 - quest'anno finora ha perso solo il 4.6%. Psicologicamente molti potrebbero quindi continuare a vendere malgrado che questo comportamento non sia molto razionale. La nostra opinione al riguardo é invariata da mesi e l'abbiamo spiegata nello scenario 2011. L'S&P500
vale sui 1150 punti ma in un bear market potrebbe scendere più in basso.
Facendo un ragionamento molto semplice un paio di settimane fà era
ancora sopravvalutato di 200 punti (1350) - una sottovalutazione della
stessa portata significa 950 punti. Le emozioni ed il panico causano situazioni di mercato estreme - con una probabilità dell'80% questa prima gamba di ribasso é terminata. Il crash potrebbe però continuare - la storia si ripete ma mai in maniera perfettamente uguale.
La seconda incognita é il downgrading del debito dell'America da parte di S&P. In una situazione di mercato normale questo avrebbe un'effetto devastante e negativo sulle borse. Le borse cadono già da due settimane ed il downgrading, per gli esperti, non é di certo una sorpresa. Molto dovrebbe già essere scontato nei prezzi attuali. La quotazione degli US Treasury Bonds sale a razzo da due settimane - non sembra che la fiducia degli investitori venga a mancare. Noi pensiamo quindi che l'inizio di settimana sarà negativo ma non drammatico. Le borse potrebbero ritestare i minimi di venerdì. Questo significa che l'S&P500 potrebbe riperdere 30 punti (-2.5%) e visto che gli europei tendono ad esagerare, nuovi minimi marginali sulle borse europee sono possibili.
Gli altri mercati finanziari tendono a confermare i messaggi inviati dalle borse azionarie. Gli investitori cercano sicurezza in uno scenario di recessione economica e budget statali fuori controllo. I prezzi delle materie prime scendono - il petrolio ha perso circa 13 USD in due settimane. L'oro invece, classico bene rifugio, ha toccato giovedì un nuovo massimo storico a 1682 USD/oncia ridiscendendo venerdì a 1663 USD. Il franco svizzero é sul massimo storico contro EUR e USD malgrado interventi della Banca Nazionale Svizzera. Le obbligazioni di buona qualità continuano ad apprezzarsi (bonds di Svizzera, Germania ed anche USA!) mentre quelli di Paesi con le finanze fragili (Italia, Spagna) continuano a perdere terreno aumentando per questi Paesi i costi di rifinanziamento.
Riassumendo la crisi si sta sviluppando purtroppo come previsto. Siamo stati sorpresi dalla gamba di ribasso di settimana scorsa - l'errore non é stato nell'analisi tecnica ma nella nostra mancata attenzione ad alcuni evidenti segnali. Si potrebbe commentare con "Predica bene e razzola male". L'importante é analizzare cosa si é fatto di sbagliato e cercare di migliorare nel futuro - e sopratutto non recriminare ma guardare in avanti.
I mercati azionari sono in un bear market - un ribasso di lungo periodo che trascinerà gli indici nei prossimi mesi più in basso. Ora però le borse sono cadute troppo in troppo poco tempo. Se il panico puro non prende il sopravvento dovrebbero ora recuperare malgrado il downgrading dell'America. Lunedì mattina riapparirà il rosso sugli schermi. Tutto dipende dall'aspetto della candela giornaliera alla chiusura - prevediamo candele bianche con chiusure sopra il livello d'apertura.
Commento del 5 agosto
Panico
Ieri gli investitori hanno venduto qualsiasi cosa nel tentativo di preservare il proprio capitale. Sono cadute le borse di tutto il mondo insieme ai prezzi delle materie prime compresi petrolio e metalli preziosi. È sbagliato definire questo comportamento come irrazionale. Questo bisogno di sicurezza é naturale. Gli investitori si lasciano però ora condurre dalle emozioni senza più fare dei grandi ragionamenti fondamentali. Come in un cinema affollato dove improvvisamente scoppia un'incendio, tutti cercano contemporaneamente nell'oscurità di raggiungere l'uscita - pochi si salvano e molti rimangono intrappolati ma il flusso é inarrestabile.
In questo contesto l'analisi fondamentale non serve a niente. L'analisi tecnica può unicamente descrivere questo avvenimento e determinare quando la probabilità é più o meno alta che questo effetto di panico si esaurisca. I supporti non sono più validi e quindi si può unicamente fare delle stime seguendo esempi del passato.
Possiamo fare una lunga lista di indicatori che hanno ormai raggiunto valori estremi e da record. Sappiamo che le borse sono fortemente ipervendute e gli investitori in panico. Ieri notte abbiamo fatto un'esame di circa 30 anni di storia esaminando una serie di indicatori nel dettaglio. Solo nel caso di crash, come nel 1987, abbiamo trovato valori più estremi di quelli attuali. Questo ci porta ad una semplice conclusione. O nei prossimi giorni c'é un crash di dimensioni epocali, o le borse sono molto vicine ad un minimo significativo a medio termine. Essendo i crash degli eventi molto rari lo scenario più consistente é quello di un minimo imminente.
Poiché praticamente tutte le borse sono crollate guardiamo oggi in dettaglio solo la borsa americana e l'S&P500. Questo indice ha chiuso ieri a 1200.07 punti, in calo del -4.78%. I volumi di titoli trattatti sono stati quasi il doppio del solito (volume relativo a 1.9). L'A/D a 3 su 497 mostra vendite su tutto il listino confermato dall'A/D di 498 su 5982 per tutto il mercato. I NH/NL sono stati 71 su 2965. Valori alti segnalano forte pressione di vendita, valori estremamente alti segnalano eccesso e possibile esaurimento. Solo il 13% dei titoli é ancora sopra la media mobile a 50 giorni. La volatilità VIX é esplosa a 31.66 punti (+8.28 punti e +35.51%) - questo é un massimo a 12 mesi e a corto termine un'evidente segnale di panico. Finalmente anche al CBOE Equity put/call ratio é salita a 0.96. La RSI é scesa nettamente sotto i 30 punti a 23.99. Un valore del genere termina normalmente una seria correzione - in un crash abbiamo però rilevato valori vicini ai 10 punti. Questo significa che nel caso in cui gli investitori perdessero completamente la testa l'ipervenduto non avrebbe più nessun significato ed il panico potrebbe esplodere e sfociare in comportamenti inusuali. Tornando nel cinema con l'incendio molti calpesterebbero a morte altre persone pur di uscire e salvarsi.
L'S&P500 ha perso 146 punti in 9 sedute - quasi l'11%. È 102 punti sotto la media mobile a 50 giorni e completamente fuori dalle Bollinger Bands il cui limite inferiore si trova a 1237 punti.
Riassumendo in una situazione normale ora le borse dovrebbero stabilizzarsi e risalire. L'S&P500 dovrebbe fermarsi a 1190 punti. Tecnicamente però ci sono le premesse per un'evento molto raro che non possiamo escludere - un crash.
In un crash le borse ed i titoli meno liquidi sono i primi ad essere venduti e subire perdite estreme vista la mancanza di compratori. Un'indice come il FTSE MIB verrebbe quindi più duramente colpito come é già avvenuto ieri.
Gli altri mercati finanziari rispecchiano il bisogno degli investitori di sicurezza ed il timore (fondato) di un forte rallentamento economico. L'oro ha toccato un massimo storico a 1682 USD/oncia per poi perdere 20 USD con il calo di Wall Street. Il prezzo del petrolio é sceso negli ultimi 10 giorni dai 100 USD agli attuali 85 USD al barile. Bund e US Treasury Bonds sono alle stelle. Malgrado gli interventi della Banca Nazionale Svizzera il CHF ha toccato nuovi massimi storici su EUR e USD. USD Index sale a 75.86 in quello strano ma conosciuto effetto di rientro di capitali in caso di crisi.
Stamattina c'é una calma apparente. Le borse asiatiche cadono come Europa ed America ieri. Il Nikkei scende del -3.6%. Il future sull'S&P500 é a 1193 punti (-5 punti). Le borse europee devono ancora scontare la pessima chiusura di Wall Street ed inizieranno la giornata con un'ulteriore consistente perdita. L'Eurostoxx50 é previsto sui 2250 punti (-2%). Oggi, venerdì é una giornata fatidica. I mercati finanziari sono ad un bivio tra crash e stabilizzazione. Sinceramente a questo punto l'analisi tecnica serve poco.
Agli investitori consigliamo di stare a guardare - ogni decisione é aleatoria e rischia di essere sbagliata. Ai molto coraggiosi e con un'alta predisposizione al rischio consigliamo acquisti selettivi per esempio sul DAX. L'economia tedesca é ancora sana ed approfitta dell'Euro basso. L'indice é caduto in pochi giorni dai 7200 punti ai probabili 6300 punti di oggi.
Commento del 4 agosto
Minimo a corto termine
Ieri il ribasso delle borse europee é continuato con perdite giornaliere superiori all'1%. Dovrebbe però ora esserci un minimo in posizione. Una volta tanto gli indici non hanno accelerato al ribasso nell'ultima ora di transazioni ma dopo un'ultima ondata di vendite poco dopo le 16, si sono nettamente risollevati sul finale chiudendo lontani dal minimo giornaliero. Gli indici sono decisamente ipervenduti con RSI sui 25 punti. Adesso si svilupperà la prima correzione che potrebbe essere sostanziale e permettere ai traders una transazione long.
Nella prima ora di contrattazioni l'S&P500 é sceso fino a 1234.20 punti in un'accelerazione al ribasso che é stata un'esaurimento di trend a corto termine. La borsa americana é poi lentamente ma costantemente risalita e l'S&P500 ha chiuso in positivo a 1260.34 punti. Questo reversal giornaliero lascia tracce diverse in dati ed indicatori. L'A/D é stata di 3602 su 2740. L'esaurimento del ribasso é avvenuto con volumi relativi di 1.3 e con un'esplosione dei nuovi minimi a 30 giorni (NL) a 2515. Grazie al rimbalzo la volatilità VIX é tornata a 23.33 (-1.41). L'unico fatto inspiegabile é il mancato aumento del rapporto CBOE Equity put/call ratio. Ieri é stato di 0.79 ed il giorno precedente era a 0.69. In un ribasso questo rapporto dovrebbe passare sopra gli 1 grazie alle speculazioni al ribasso. Sembra quasi che nessuno creda veramente che gli indici possano scendere più in basso.
Dopo 7 sedute consecutive negative ieri la borsa americana ha finalmente reagito positivamente. A questa prima reazione positiva dovrebbe esserci un seguito. Si tratta però di una reazione tecnica mentre il trend dominante a medio termine resta ribassista. L'S&P500 dovrebbe ora risalire sui 1300 punti mentre per quel che riguarda gli indici europei abbiamo già indicato dei possibili obiettivi nei commenti tecnici di ieri sera (p.e. Eurostoxx50 2650-2700 punti). Speriamo che la risalita sia lenta e costante e senza bruschi strappi. Se invece c'é un netto rimbalzo iniziale é probabile che gli indici debbano subito ritestare i minimi prima di trovare la forza di risalire. Ci sono bisogno acquisti di investitori e non solo di traders che operano con futures e opzioni con un'ottica temporale di alcune ore.
Ieri il volo dell'oro é continuato con un massimo storico a 1673 USD/oncia. Ora si trova a 1666 USD/oncia in una situazione di forte ipercomperato. La reazione positiva a Wall Street é coincisa con una discesa dei Bonds americani - la correlazione inversa funziona.
In generale gli eccessi di rialzo su oro e CHF dovrebbero sfociare ora in una correzione e le borse dovrebbero quindi rimbalzare. Ripetiamo però che non si tratta di un'inversione di tendenza ma solo di una correzione.
Stamattina le borse asiatiche sono miste ed il Nikkei guadagna il +0.25%. Tra le perdite europpe ed i guadagni americani gli asiatici hanno scelto la via di mezzo. Il future sull'S&P500 guadagna 1 punto a 1256 punti. Le borse europee inizieranno la giornata al rialzo di circa l'1% (Eurostoxx50 a 2524 punti). Entro stasera i guadagni dovranno aumentare - speriamo solo che non ci siano pericolosi eccessi con forte rischio di ricadute.
Commento del 3 agosto
Selling Climax - dove e quando ci sarà un minimo?
Ieri le borse sono nuovamente crollate e numerosi indici tra cui l'Eurostoxx50, il FTSE MIB e l'SMI svizzero hanno raggiunto un nuovo minimo annuale. Per mesi abbiamo parlato di movimento laterale di tipo distributivo e ribasso estivo. Quello che sta succedendo ora era già contenuto nello scenario 2011 scritto all'inizio dell'anno. Come però spesso succede ci siamo lasciati sorprendere da questa accelerazione al ribasso avvenuta dopo l'ennesimo pacchetto di salvataggio della Grecia e dopo l'accordo sul deficit dello Stato americano e l'innalzamento del tetto d'indebitamento - due eventi teoricamente positivi. Gli investitori si rendono però conto che i debiti obbligano gli Stati ad una politica restrittiva. La congiuntura rallenta e le economie occidentali rischiano un'ulteriore recessione.
Ieri l'Eurostoxx50 ha chiuso a 2545 punti (-1.87%). Ancora peggio ha fatto l'S&P500 americano terminando sul minimo giornaliero a 1254.05 punti (-2.56%) e rompendo l'importante supporto a 1260 punti. Le borse scendono ora ininterrottamente da 7 sedute con perdite di quasi il 10% in un paio di settimane. Notiamo un'accelerazione al ribasso - un sellling climax durante il quale gli investitori in panico vendono qualsiasi titolo a qualsiasi prezzo pur di essere fuori dal mercato e limitare le perdite. È molto difficile dire dove questa spirale negativa potrebbe interrompersi. Durante un selling climax un mercato ipervenduto continua a scendere e resta ipervenduto. RSI sotto i 30 punti, forte distanza dalla media mobile a 50 giorni, foratura delle Bollinger Bands, alti rapporti negativi su A/D e NH/NL (espressi in vari maniere e numerosi indicatori) ci mostrano l'ipervenduto e sono premessa per un minimo ed un rimbalzo. Non sono però una sicurezza ed un segnale affidabile. Per esperienza diremo che l'unico vero indicatore é il panico misurabile a corto termine con la volatilità. Purtroppo le volatilità sono alte ma non hanno ancora raggiunto valori estremi. La VIX sull'S&P500 é a 24.79 (massimo a 52 settimane a 31), la VDAX sul DAX é a 23.71 (max. a 25) e la VSTOXX sull'Eurostoxx50 é a 29.34 (max. a 39). Di conseguenza pensiamo che ci potrebbero essere nei prossimi giorni dei rimbalzi ma questi saranno delle occasioni di vendita. A medio termine questo ribasso é destinato a continuare.
Ieri sera l'S&P500 é sceso costantemente chiudendo sul minimo giornaliero con alto volume relativo a 1.4. L'indice ha terminato a 1254.05 punti (-2.56%) con un A/D a 12 su 487 e la VIX in aumento a 24.79. La RSI é a 31.25 mentre il limite inferiore delle Bollinger Bands é a 1271 punti. L'indice é ipervenduto e potrebbe ora rimbalzare. Ci dovrebbe essere almeno un tentativo di riprendere il supporto a 1260 punti. Le probabilità che questo diventi un minimo sono però scarse. Gli indicatori a medio termine continuano a deteriorarsi e pensiamo che il nostro scenario 2011 dovrebbe svilupparsi come atteso. Vi invitiamo a rileggerlo e notare che avevamo previsto per quest'anno un minimo sull'S&P500 intorno ai 1050 punti con una chiusura a fine anno sui 1150 punti. Al ribasso stanno ormai partecipando tutti i titoli (A/D a 1168 su 5225, NH/NL a 148 su 1956), tutti i settori e tutti gli indici compresa la tecnologia (Nasdaq100 -2.60%)
Oggi l'oro ha raggiunto un nuovo massimo storico a 1661 USD/oncia. Anche il Franco Svizzero ha toccato un nuovo massimo storico contro USD e EUR. Il grafico sta entrando in iperbole - un livello di accelerazione al rialzo esplosiva ed insostenibile che termina sempre in un massimo. Questo é vicino ma negli ultimi giorni di questo movimento il rialzo potrebbe impazzire. La parità contro EUR é raggiungibile. Gli investitori in cerca di sicurezza comprano obbligazioni di prima qualità come il Bund tedesco e gli US Treasury Bonds. Scappano invece dalle obbligazioni di quei Paesi con una negativa combinazione di eccessivi debiti e economia ristagnante. L'Italia é quindi nel mirino degli speculatori. Questa tendenza continuerà nel futuro. Ci saranno solo delle pause e delle correzioni. Per quel che riguarda il mondo occidentale dimenticate le discussioni sull'inflazione.
Stamattina il ribasso in Asia continua. Il Nikkei giapponese perde il -2.2%. Il future sull'S&P500 é a 1249.50 (+2 punti). Le borse europee devono ancora scontare la pessima chiusura a New York ed inizieranno la giornata in calo. L'Eurostoxx50 aprirà sui 2520 punti. Sembra che oggi i mercati finanziari vogliano fare una pausa e tentare di stabilizzarsi. Preferiamo non parlare di rimbalzo tecnico poiché l'abbiamo già previsto un paio di volte sbagliando - a furia di ripeterlo prima o poi avremo ragione.....
Commento del 2 agosto
Statistiche
I maggiori indici azionari scendono ininterrottamente da 6 sedute. Negli ultimi 5 anni sull'S&P500 questo non é mai successo. Statisticamente la probabilità é molto alta che la seduta odierna sia positiva - malgrado che in questo momento il future sull'S&P500 é a 1275 punti (-5 punti) contro una chiusura ieri sera dell'indice a 1286.94 punti (-0.37%).
Durante il fine settimana i politici americani hanno raggiunto un'accordo sul deficit e sull'innalzamento del tetto d'indebitamento. Di conseguenza ieri le borse hanno iniziato la giornata con una sostanziale plusvalenza. L'Eurostoxx50 é salito fino ai 2709 punti contro la chiusura venerdì a 2670 punti. Questa reazione é stata però di breve durata e subito gli indici azionari sono cominciati a scendere. Ci aspettavamo che il rialzo fosse seguito da prese di beneficio ma il seguente crollo delle borse é stata una sorpresa. I venditori hanno dominato tutta la giornata e gli indici azionari europei hanno accelerato al ribasso nel pomeriggio con l'apertura delle contrattazioni in America. Alle 16.00 un dato congiunturale negativo, che mostra il rischio di recessione negli Stati Uniti, ha ulteriormente aumentato la pressione sulle borse che sono cadute sotto importanti supporti. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2593 punti (-2.88%) sotto il precedente minimo annuale e supporto a 2608 punti. Il DAX ha rotto il supporto a 7000 punti terminando la seduta a 6954 punti (-2.86%). A livello settoriale non sono più solo le banche (-4.67%) a cedere ma tutti i settori industriali come testimonia il calo del DAX tedesco. Solo alimentari, farmaceutica e beni di lusso stanno frenando la caduta.
Tecnicamente il previsto ribasso estivo é ricominciato e le borse sono in un trend negativo a medio termine che dovrebbe ora proseguire per mesi. Ci saranno di tanto in tanto dei rimbalzi tecnici in controtendenza. Alcuni settori e paesi si comporteranno meglio di altri. Gli indicatori a medio termine continuano però a deteriorarsi e le probabilità di un cambiamento di tendenza nei prossimi mesi sono scarse. La situazione congiunturale peggiora e la crisi del debito non é risolta. Il nostro scenario 2011 si sta sviluppando come atteso.
In America le borse sono cadute nelle prime tre ore di contrattazioni e l'S&P500 ha toccato un minimo a 1274 punti. Questo livello costituisce un minimo a 30 giorni ma resta sopra il decisivo supporto a 1260 punti. Poi le borse si sono stabilizzate ed hanno lentamente ma costantemente recuperato terreno. L'S&P500 ha finito la giornata a 1286.94 punti (-0.41%). È sorprendente che le borse europee crollano usando come giustificazione problemi americani mentre Wall Street contiene le perdite. Quando però iniziano i ribassi gli investitori vendono prima i mercati esteri ed i titoli meno liquidi e conosciuti e ripatriano i capitali. Per questa ragione il mercato americano é più resistente ed l'USD potrebbe rafforzarsi.
La seduta in America é stata strutturalmente negativa ma meno di quanto si potrebbe pensare. A/D a 2872 su 3476, NH/NL a 226 su 1163 e VIX in calo a 23.66 (-1.59) sono dati relativamente buoni. I nuovi minimi sono scesi rispetto ai 1880 di venerdì ed anche il calo della volatilità é sorprendente. Il livello inferiore delle Bollinger Bands é a 1285.65 punti. Le medie mobili a 200 forniscono supporto a S&P500, Dow Jones Industrial e Transportation. La statistica favorisce ora un rimbalzo tecnico e tecnicamente le premesse sono buone. Di conseguenza ora gli indici risaliranno per un paio di giorni.
Sugli altri mercati finanziari abbiamo alcuni sviluppi logici ed alcuni punti di domanda. Il franco svizzero ha toccato un nuovo massimo storico su EUR e USD - i grafici stanno andando in iperbole ed un massimo a medio termine é temporalmente vicino. Il cambio EUR/USD oscilla sui 1.42 (1.4250). L'oro é invece fermo a 1622 USD/oncia e la prosecuzione del rialzo é incerta. Gli USD Tresury Bonds si sono ovviamente rafforzati.
Stamattina le borse asiatiche sono in calo ed il Nikkei perde il -1.2%. Il future sull'S&P500 é a 1276 punti (-4 punti). Le borse europee inizieranno la giornata ancora in calo e l'Eurostoxx50 aprirà sui
2588 punti. Dopo un'inizio difficile ci aspettiamo un recupero e probabilmente una chiusura stasera in positivo. Ci aspetta un tipico rimbalzo tecnico di un paio di giorni.
Aggiornamento del 1. agosto
Durante il fine settimana il congresso americano ha trovato un'accordo sul deficit e sull'innalzamento del tetto d'indebitamento. Questo accordo ha raggiunto un'obiettivo minimo di riduzione della spesa pubblica e permette unicamente all'America su superare questa situazione di stallo.
Malgrado che questo esisto fosse scontato i mercati azionari reagiscono positivamento. Il future sull'S&P500 guadagna 20 punti a 1308 punti. Il cambio EUR/USD é però stabile a 1.4380 e solo il CHF perde un -0.6%. Il prezzo dell'oro é sceso di 12 USD/oncia a 1616 USD.
Stamattina le borse asiatiche sono al rialzo ed il Nikkei guadagna il +1.8%. Ovviamente anche l'apertura in Europa sarà positiva. L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2705 punti (+1.3%). Noi riteniamo il piano americano di contenimento della spesa deludente e pensiamo che questa reazione sarà di corta durata. In ogni caso le borse vogliono ora risalire - non crediamo però che dopo l'iniziale euforia ci sarà una sostanziale continuazione. Consigliamo di non seguire subito questo movimento con operazioni al rialzo e di osservare la giornata odierna prima di prendere decisioni.
1. agosto
Lunedì 1. agosto é la Festa nazionale Svizzera. La borsa di Zurigo ed i nostri uffici sono chiusi.
Il sito viene aggiornato normalmente.

Commento del 30-31 luglio
A corto termine molto pessimismo - forse troppo
Nell'analisi di settimana scorsa avevamo previsto un consolidamento seguito dalla ripresa e conclusione del rialzo. Per l'esattezza abbiamo scritto: "Una pausa all'inizio di settimana prossima e poi ulteriori guadagni di
un paio di punti in percentuale fino a fine mese sono il nostro scenario
ideale. Non bisogna però dimenticare l'assurdo teatrino americano sul
budget dello Stato ed il tetto massimo d'indebitamento. Repubblicani,
democratici e Presidente stanno facendo un ridicolo braccio di ferro
senza trovare un'accordo. Noi prevediamo la classica soluzione
all'ultimo minuto - nel frattempo però le borse potrebbero entrare in
fibrillazione e quindi un'ondata di vendite non é da escludere."
Abbiamo sopravvalutato le capacità dei politici americani. Questi stanno ancora litigando mentre il Paese rischia la bancarotta. Il risultato é stato che le vendite hanno dominato la settimana di borsa e gli indici (non tutti ma i più importanti compresi S&P500 ed Eurostoxx50) sono scesi tutte le 5 sedute.
Eurostoxx50 -3.69% a 2670 punti
DAX -2.29% a 7158 punti
SMI -4.12% a 5783 punti
FTSE MIB -5.28% a 18433 punti
S&P500 -3.92% a 1292.28 punti
Nasdaq100 -2.75% a 2362 punti
Solo venerdì le borse hanno trovato il fondo e questa, a corto termine, é una notizia positiva. I segnali sono evidenti. Le borse hanno chiuso, malgrado minusvalenze, lontane dai minimi giornalieri (S&P500 minimo a 1282 - chiusura a 1292 / Eurostoxx50 minimo a 2631 - chiusura a 2670). I supporti e minimi di luglio e sopratutto le medie mobili a 200 giorni in America hanno tenuto. I titoli bancari si sono stabilizzati mentre gli US Tresury Bonds sono balzati verso l'alto. Gli investitori valutano che un'accordo sul debito é imminente. Tecnicamente le premesse sono ora buone per un rimbalzo. Settimana prossima gli indici azionari dovrebbero risalire. A medio termine invece la situazione si sta deteriorando. La pressione di vendita aumenta e con essa il desiderio di sicurezza degli investitori che stanno decisamente giocando sulla difensiva. I migliori settori dell' Eurostoxx50 sono stati alimentari (-2.18%) e farmaceutica (-1.98%) mentre il peggiore, malgrado la stabilizzazione di giovedì e venerdì, sono state le banche (-6.11%). L'oro (1629 USD/oncia) é sul massimo storico (1632 USD) mentre il Franco svizzero ha raggiunto un livello record su Euro e Dollaro americano. Venerdì i nuovi minimi a 30 giorni in America sono stati 1880 confermando la forza e partecipazione al ribasso. Gli investitori sembrano però abbastanza in panico (VIX a 25.23 +1.51) e questo potrebbe significare un minimo a corto termine. Le correzione di giugno era finita con la VIX sui 24 punti mentre quella più profonda di marzo era terminata con la VIX sui 31 punti.
Interessante é stata la seduta di venerdì a Wall Street. L'S&P500 é caduto inizialmente a fin verso i 1282 punti. Come in precedenti occasioni la linea mobile a 200 giorni (1284 punti) é servita da supporto bloccando il ribasso. L'indice é rimbalzato di 22 punti risalendo a 1304 punti per poi oscillare lateralmemente e leggermente verso il basso. La seduta a Wall Street é stata negativa con A/D a 2378 su 3918 e volumi in aumento (volume relativo 1.2 / questo significa 20% sopra la media). La chiusura dell'S&P500 a 1292.28 punti (-0.65%) costituisce un pericoloso minimo discendente che a medio termine deve svilupparsi in una continuazione del ribasso in direzione dei 1250 punti. All'inizio di settimana prossima ci dovrebbe però essere un rimbalzo che a medio termine dovrebbe costituire una buona possibilità di vendita.
Cerchiamo ora di fare ordine. Sul medio-lungo termine la situazione congiunturale sta peggiorando e le borse stanno entrando nell'attesa fase di ribasso estivo che fino a fine anno dovrebbe causare notevoli perdite. L'analisi tecnica conferma le previsioni dello scenario 2011. Sul corto termine la crisi dei debiti ha un pò distorto l'immagine creando eccessiva debolezza e una situazione di ipervenduto nel settore finanziario. Prevediamo ora che questo eccesso venga corretto - purtroppo con una settimana di ritardo rispetto alle nostre previsioni e partendo da una base inferiore. Da lunedì le borse dovrebbero risalire. Solo dopo aver osservato l'inizio di questa reazione potremo fare delle stime realistiche. Per ora partiamo dall'ipotesi che l'S&P500 dovrebbe rimbalzare verso i 1325-1350 prima di prendere nuovamente la via del ribasso. Questo rimbalzo di al massimo 4% dovrebbe esserci anche in Europa. Crediamo che la finanza dovrebbe in questa fase comportarsi come o meglio del mercato. Di conseguenza indici come l'Eurostoxx50 ed il FTSE MIB dovrebbero recuperare almeno un 4%. L'obiettivo a 2800 punti di Eurostoxx50, che abbiamo da metà luglio, é ancora realistico. Andare long in questa fase é pericoloso poiché si tratterà di un'effimero rally tecnico in controtendenza. La nostra strategia sul medio lungo termine rimane difensiva e ribassista. Attendiamo un massimo per posizionarci short. Temporalmente é possibile che questo massimo si presenti intorno al 7 di agosto.
Abbiamo delle interessanti costellazioni tecniche a livello di divise e metalli preziosi. I nuovi massimi storici dell'oro (1629 USD/oncia) non vengono confermati dall'argento (USD 39.85). Il grafico dell'oro é positivo e mostra un rialzo con obiettivo i 1700 USD/oncia. Quello dell'argento mostra invece che sui 40 USD é terminato un rimbalzo tecnico dopo il crollo di maggio ed ora il prezzo dovrebbe ridiscendere almeno sui 30 USD. Naturalmente una delle due analisi é sbagliata e dubitiamo che sia quella dell'oro....
Il cambio EUR/USD é fermo a 1.4350. Evidentemente gli investitori sono dibattuti tra due monete deboli e non sanno scegliere il minore dei mali. Il Franco svizzero é alle stelle ed in una situazione tecnica di netto ed insostenibile ipercomperato. Il trend a lungo termine é positivo ma sul corto termine una forte correzione é imminente ed inevitabile. Il grafico dell'USD Index é costruttivo e lascia intravvedere una fase di recupero del dollaro americano.
Calo dell'oro, correzione del Franco Svizzero e rafforzamento del Dollaro americano dovrebbero corrispondere ad una fase positiva delle borse.
Esiste la possibilità che questa analisi é sbagliata. Se settimana prossima il braccio di ferro a Washington continua, gli Stati Uniti dovrebbero entrare in un default tecnico dalle conseguenze incalcolabili. A questo punto gli investitori potrebbero panicare e le borse crollare. Se contro le nostre attese i supporto a medio termine vengono rotti (S&P500 a 1260 punti, Eurostoxx50 a 2600 punti ed in generale i minimi di luglio) le borse rischiano un crash.
Commento del 29 luglio
Perso in un villaggio medievale sul lago di Bienne
Ieri notte sono rimasto bloccato in un villaggio nella Svizzera francese. Il commento di stamattina é ridotto al minimo e verrà completato verso mezzogiorno.
La seconda parte della seduta a New York é stata dominata dalle vendite. L'S&P500 ha chiuso a 1300.67 punti (-0.32%). A/D a 2665 su 3552 e NH/NL a 180 su 1372 sono negativi. La tecnologia ha guadagnato terreno (Nasdaq100 + 0.19%) ma con un'A/D di 31 su 60 - pochi titoli hanno effettivamente chiuso in rialzo. L'andamento della giornata é preoccupante ed un chiaro segno che gli investitori istituzionali stanno vendendo. La prevista reazione positiva é stata inferiore alle attese e limitata alla prima parte della seduta. Ora molto probabilmente ci sarà una discesa verso i 1275-1280 punti e tutti i mercati azionari verranno trascinati verso il basso. Senza una rottura dei supporti non sappiamo se questa é una correzione o l'inizio dell'atteso sostenibile e sostanziale ribasso estivo.
Ieri in Europa Eurostoxx50 (-0.04%) e FTSE MIB (+0.34%) si sono difesi bene grazie alle banche (+1.27%). Si é trattato però solo di un rimbalzo tecnico ed oggi le borse dovrebbero riprendere la strada verso sud. Sconsigliamo posizioni long - il netto deterioramento degli indicatori aumenta il rischio di una sostanziale accelerazione al ribasso.
Il future sull'S&P500 é ora a 1287 punti (-10 punti). L'Eurostoxx50 inizierà la giornata sui 2656 punti. Vediamo se oggi i supporti reggono.
Il cambio EUR/USD é sceso a 1.4280 mentre l'oro é fermo a 1613 USD/oncia.
Complemento delle 13.00: L'impressione generale é che la crisi del debito americano sta creando pressione di vendita ma non ancora panico ed un chiaro trend ribassista. I volumi di titoli trattati sono nella media e ieri i nuovi minimi a 30 giorni in America sono rimasti stabili a 1372. Ora é difficile prendere una decisione chiara tra correzione e ribasso e la ragione é semplice - riprendendo il discorso fatto nell'analisi del fine settimana una debolezza causata dalla fase di stallo politico a Washinghton era attesa. L'unico problema é che questo periodo d'incertezza sta durando più del previsto e gli indici stanno scendendo più in basso di quanto ci eravamo aspettati. Nessun importante supporto, come i 1296 punti di S&P500, é ancora stato rotto. Gli indicatori tecnici si stanno deteriorando ma come mostra la volatilità VIX salita solo a 23.74 (+0.76) non c'é ancora nessun segnale che le borse vogliano accelerare al ribasso. Le perdite ieri hanno toccato tutti i settori come se provenissero dagli indici e dai derivati e meno da effettive liquidazioni di portafogli.
In Europa ieri le banche si sono rafforzate in controtendenza - un segnale positivo che forse (e sottolineiamo forse) potrebbe significare un tentativo di formare base. Vediamo invece vendite nel settore industriale. Sorprendente é anche il fatto che il DAX sta perdendo in forza relativa. Sembra quasi che i temi si stiano spostando. Stravenduti i PIGS e la finanza gli investitori cominciano a porsi domande sul futuro degli altri mercati e la solidità delle relative economie. Se il resto dell'Europa va male, difficile che Germania e Svizzera continuino a crescere a pieno regime.
Un'altro aspetto interessante sono le vendite di US Treasury Bonds. Nell'ottica della crisi americana questo comportamento é logico. La tradizionale correlazione inversa con le borse non funziona però più. Anche strana é da un paio di giorni la solidità del USD che guadagna terreno contro EUR e non ne perde più contro CHF.
Riassumendo la situazione é confusa e chiaramente influenzata dal possibile default degli Stati Uniti. Prendere importanti decisioni di portafoglio ora é arrischiato. È meglio attendere che questo problema sia risolto e che le borse ritrovino equilibrio. In quel momento riapparirà il vero volto dei mercati ed una chiara tendenza.
Soggettivamente non crediamo che il ribasso sia già ripreso e pensiamo che ad inizio agosto ci dovrebbe essere ancora una fase positiva ed una risalita dell'S&P500 verso i 1360-70 punti. Il fatto che l'S&P500 contenga le perdite malgrado il "casino" che i politici stanno combinando, lo interpretiamo come un segno di forza.
Commento del 28 luglio
Il dubbio
I politici americani troveranno un'accordo sul budget ed innalzeranno il tetto d'indebitamento - l'America non cadrà in defaut. Il teatrino estivo che offre Washington scatena però le discussioni sul debito pubblico americano e lascia gli investitori con un dubbio. Se non riescono ora a mettersi d'accordo e decidere quanti debiti continuare a fare, cosa succederà quel giorno che le decisioni saranno più dolorose? Concretamente sono gli Stati Uniti in grado di controllare il problema e sono ancora un Paese solvibile? Questa discussione sta creando solo danni alla credibilità degli Stati Uniti e causando incertezza e insicurezza tra gli investitori. La risposta ieri é stata forte e chiara: vendere.
Ieri hanno venduto europei ed americani. Hanno venduto azioni di tutti i settori - non solo le banche. Hanno anche venduto US Treasury Bonds americani, materie prime e metalli preziosi. In America l'A/D é stata di 690 su 5718 e sopratutto i nuovi massimi e minimi a 30 giorni sono stati 147 su 1492. Una forte pressione di vendita che non si giustifica guardando l'S&P500 che ha chiuso a 1304.89 punti (-2.03%). Questo indice era sceso infatti il 18 luglio a 1296 punti. Nuovi minimi mensili sono però stati toccati dal Dow Jones Industrial e Transportation. Anche la tecnologia non ha saputo fare meglio ed il Nasdaq100 ha perso il -2.56% a 2367 punti. La volatilità VIX, che segnala il livello di nervosismo degli investitori, é salita a 22.98 (+2.75). Cosa potrebbe succedere adesso? Uno svolgimento normale di questo movimento ed indipendente dalle decisioni prese a Washington prevede oggi in America un rimbalzo tecnico piuttosto sostanzioso che dovrebbe partire al più tardi sui 1300 punti di S&P500. Sul cortissimo termine gli indici sono ipervenduti e supporti di vario tipo, non da ultimo il livello inferiore delle Bollinger Bands sull'S&P500 a 1297, dovrebbero reggere un primo attacco. Poi però gli indici dovrebbero scendere più in basso. Difficilmente il forte impulso ribassista di ieri non avrà una continuazione.
Facciamo un passo indietro e guardiamo la situazione in Europa. Anche le borse europee sono crollate ma restano nettamente sopra i minimi di luglio. Non essendoci evidenti supporti in vicinanza é difficile sapere fino a dove potranno scendere ora. Con la forte volatilità delle ultime settimane e ma la mancanza di una chiara tendenza, gli indicatori sono misti e mandano segnali contradittori. L'Eurostoxx50 ha perso il -1.68% a 2693 punti con le solite banche (SX7E -2.82%) molto deboli. A luglio questo indice ha avuto due spinte di ribasso con minimi a 2608 e 2617 punti. Vedete quindi che evidenti supporti sono distanti un'ottantina di punti. Fino a quando i supporti non vengono testati non sappiamo se il ribasso estivo é ripreso direttamente e senza il completamento verso l'alto.
Gli altri mercati finanziari hanno riservato ieri delle sorprese. Il prezzo dell'oro é sceso a 1614 USD/oncia dopo un massimo storico a 1628 USD. Anche i prezzi delle materie prime sono scesi (indice CRB -0.58%). Questo non é una conseguenza di un rafforzamento del dollaro americano. L'USD é rimasto infatti stabile mentre l'EUR ha ancora perso terreno (EUR/USD a 1.4350). Anche le quotazioni degli US Tresury Bonds sono calate. Spontanea sorge la domanda di dove sono andati a finire i soldi: cash?
Riassumendo il crollo di ieri é molto preoccupante ma non ancora decisivo. Il ribasso estivo potrebbe essere ripreso con anticipo e senza la fase finale del rialzo di luglio verso i 1360-1370 punti di S&P500. Fino a quando i minimi di luglio non verranno testati non sappiamo esattamente se stimo vivendo una delle tante correzioni o se questo é l'inizio dell'atteso sostenibile e sostanziale ribasso della seconda parte dell'anno.
I mercati asiatici stamattina sono deboli. Il Nikkei perde il -1.5%. Il future sull'S&P500 é a 1300 punti (-1 punto). L'apertura in Europa sarà pessima ed inferiore alle nostre aspettative. Ieri sera il future sull'Eurostoxx50 ha chiuso a 2666 punti. È ora a 2660 punti che corrisponde a circa 2658 punti sull'indice - un'ulteriore calo del -1%. Potrebbero esserci delle vendite da panico in apertura ma in seguito ci aspettiamo un recupero. Se abbiamo ragione sarà questo un rimbalzo tecnico della durata di un paio di giorni.
Commento del 27 luglio
Washington
Talvolta l'incapacità dei politici di trovare un'accordo ed una linea comune da seguire é sconvolgente. Litigano su principi e giocano su rapporti personali dimenticando quelli che sono i veri problemi del Paese e senza cercare delle soluzioni valide e durature. In America il Presidente Obama, i democratici ed i repubblicani non riescono a trovare un'accordo sul deficit - un problema che si trascina da anni ma che li obbliga improvvisamente a delle trattative serrate a causa del tetto d'indebitamento. Il risultato di questa situazione di stallo a Washington é che gli investitori restano in attesa delle decisioni e le borse sono bloccate. Oscillano senza una chiara tendenza a corto termine.
Molto probabilmente verrà trovato un compromesso all'ultimo momento vale a dire alla fine di questa settimana o al più tardi all'inizio del mese di agosto. Nel dubbio però gli investitori si proteggono - vendono USD e vendono alcune azioni mettendo una certa pressione sugli indici azionari. Ieri l'S&P500 ha perso il -0.41% chiudendo a 1331.94 punti. La seduta é stata quindi negativa con un'A/D a 2265 su 4005 e NH/NL a 329 su 574 - i nuovi minimi a 30 giorni sono in aumento. Le vendite si sono concentrate nelle ultime due ore di contrattazioni - a metà seduta l'S&P500 era in positivo. Notiamo che il Nasdaq100 (+0.22%) continua a comportarsi bene anche se strutturalmente (A/D a 45 su 53) non entusiasma. Il calo delle due prime sedute della settimana avviene senza dinamica e con volumi di titoli trattati modesti - ha l'aspetto di una normale correzione. Avevamo previsto una discesa al massimo fino ai 1325 punti di S&P500 e finora Wall Street segue questo percorso. L'unico aspetto che ci preoccupa é il comportamento degli investitori istituzionali che sembra stiano vendendo. Numerosi indicatori che cercano di spiare l'attività di questo importante segmento di investitori girano sul negativo e mostrano che la probabilità di un vicino massimo significativo é in aumento. Manteniamo la previsione di una salita finale dell'indice verso i 1360-70 punti ma prendiamo ora in considerazione la possibilità che questo massimo sia già stato raggiunto settimana scorsa a 1347 punti.
In Europa le borse sono oscillate senza grandi risultati concreti. Come al solito sono state la banche (SX7E +0.27%) ad influenzare i risultati. La maggior parte degli indici ha marciato sul posto (Eurostoxx50 a 2739 punti -0.11%) mentre il FTSE MIB ha fatto progressi (+0.27%). La situazione tecnica é invariata. Il DAX (7349 punti) dovrebbe tentare una scalata al massimo annuale a 7600 punti e gli altri indici, a seconda delle possibilità, dovrebbero seguire. Il potenziale di rialzo é però limitato e sul medio - lungo termine restiamo negativi. Attendiamo il momento ideale per posizionarci short.
Sugli altri mercati finanziari i temi non cambiano. I problemi a Washington causano una debolezza dell'USD (EUR/USD a 1.4520 e nuovo minimo storico contro franco svizzero) e la forza dell'oro (USD 1624 - nuovo massimo storico in USD). I prezzi delle materie prime sono in aumento (ovvia conseguenza dell'USD debole) mentre i tassi d'interesse sono stabili. Solo le obbligazioni di Stati finanziariamente fragili (Spagna, Italia) continuano ad indebolirsi ricordandoci che il problema dei debiti é ancora attuale.
Stamattina le borse asiatiche sono miste anche se predominano i segni negativi. Il Nikkei perde il -0.5%. Il future sull'S&P500 sale di 1 punto a 1327 punti. Le borse europee devono scontare la chiusura ieri sera a Wall Street in negativo ed inizieranno la seduta odierna con una minusvalenza del -0.5% (Eurostoxx50 a 2725 punti). In mancanza di novità prevediamo una seduta come ieri - volatile, senza una chiara tendenza ed una chiusura moderatamente negativa.
Commento del 26 luglio
Ieri si é ripresentato un'effetto conosciuto. I titoli finanziari europei sono nuovamente crollati (banche -4.26% ed assicurazioni -2.20%) mentre il resto del listino é stato a guardare ed ha marciato sul posto con moderati volumi di titoli trattati. Il risultato é stato che il forte DAX (+0.25%) ha terminato la giornata con una plusvalenza mentre il FTSE MIB, impregnato di azioni di società bancarie ed assicurative, ha perso il -2.48%. Molto probabilmente questo é stato un'effetto temporaneo frutto di un esame approfondito del piano di salvataggio della Grecia concordato settimana scorsa a Bruxelles. L'indice delle banche SX7E é in un ribasso e per ora non si vede nessun supporto. L'indice potrebbe tecnicamente anche tornare a testare il minimo annuale e quindi perdere ancora circa un -7.5%. Il resto del mercato invece si trova in un movimento laterale con a corto termine un rialzo non completo. Un'indice come il DAX (7344 punti) dovrebbe tornare a testare il massimo annuale a 7600 punti.
L'Eurostoxx50 si trova in mezzo sballottato tra due correnti opposte. Ieri ha prevalso la finanza imponendo una minusvalenza del -1.08% ed obbligando l'indice a chiudere sotto i 2750 punti a 2742 punti. Non crediamo però che l'indice debba ora scendere sensibilmente più in basso prima di ripartire in direzione dei 2800 punti.
Ieri Wall Street ha subito l'incertezza riguardante lo stallo delle trattative sul deficit. Il mercato é quindi scivolato verso il basso con volumi di titoli trattati nettamente sotto la media e A/D a 1380 su 4978. A metà seduta una reazione aveva riportato la maggior parte degli indici quasi in pari. Alla fine però l'S&P500 ha lasciato 8 punti sul terreno chiudendo a 1337.43 (-0.56%). La tecnologia (Nasdaq100 -0.22%) continua a comportarsi relativamente bene. All'inizio di questa settimana avevamo previsto un consolidamento con una discesa dell'S&P500 al massimo sui 1325 punti prima della ripresa e completamento del rialzo con una salita verso i 1360-70 punti. Per il momento manteniamo questa previsione che viene sostenuta dal comportamento e sviluppo degli indicatori tecnici. Tranne un'indebolimento della partecipazione non vediamo nessun segnale preoccupante.
Le difficoltà dei politici americani nel trovare un'accordo ha conseguenze sul dollaro americano che si indebolisce. Contro franco svizzero ha raggiunto un minimo storico. Anche l'oro (1614 USD/oncia) rimane ovviamente forte.
Stamattina regna la calma. I mercati asiatici sono in recupero ed il Nikkei guadagna il +0.5%. Il future sull'S&P500 sale di 2 punti a 1336 punti. Le borse europee inizieranno la giornata con una plusvalenza (Eurostoxx50 a 2747 punti +0.2%) e per oggi prevediamo una seduta tranquilla e senza grandi variazioni.
Aggiornamento del 25 luglio
Durante il fine settimana i politici americani hanno continuato a litigare senza fare concreti progressi ed un'accordo sul budget e sull'innalzamento del tetto massimo d'indebitamento é lontano. Gli investitori sono nervosi e reagiscono negativamente. Le borse asiatiche sono in calo - il Nikkei giapponese perde il -0.8%. D'altra parte il prezzo dell'oro sale ad un nuovo massimo storico a 1623 USD/oncia ed é ora a 1614 USD (+0.8%). Il futures sull'S&P500 scende di 14 punti a 1327 punti. Queste oscillazioni dovute all'incertezza non sono tendenza. Fino a quando in America non si troverà un'accordo i mercati azionari saranno deboli - appena questo problema verrà risolto le borse risaliranno più o meno sul livello di chiusura di venerdì. Un livello di equilibrio senza questa crisi é sui 1350-1370 punti di S&P500. Questa settimana é per i traders - sfruttando queste oscillazioni emotive potrebbero guadagnare soldi tentando di indovinare la prossima notizia che apparirà nelle news. Gli investitori stanno a guardare e si godono le vacanze estive.
Le borse europee inizieranno la giornata con perdite intorno all'1% (Eurostoxx50 a 2747 punti). Il risultato della giornata dipende dai politici americani e non dall'analisi tecnica. Pensiamo che la giornata sarà negativa ma non ci aspettiamo ulteriore pressione di vendita. Questa é però un'opinione soggettiva.
Commento del 23-24 luglio
Sospiro di sollievo e pausa per prendere il fiato
La settimana é iniziata con un tuffo iniziale delle borse nel dubbio che l'Europa non fosse in grado di controllare il problema Grecia. Poi nel corso della settimana la fiducia é tornata e politici e banchieri hanno lentamente trovato un consenso che é sfociato giovedì, nel summit di Bruxelles, in un piano concreto ed articolato. In teoria tutti fanno sacrifici e tutti contribuiscono compresi i privati. In pratica é sicuro che si guadagna tempo ma i contorni esatti del piano restano nebulosi. La Grecia deve seguire un rigoroso piano d'austerità. L'Europa, insieme al FMI finanzia la Grecia e le banche partecipano a questo sforzo. Per quel che riguarda le prospettive economico é evidente che questi sviluppi obbligano numerosi Paesi a politiche fiscali e della spesa pubblica restrittive. La conseguenza sarà recessione o almeno debole crescita per anni con sostenuti tassi di disoccupazione. In un contesto del genere le aziende sono in difficoltà se non riescono ad esportare su mercati in crescita come quelli emergenti. La banche e le assicurazioni hanno evitato il disasto nell'immediato - sul medio termine sono confrontate con condizioni ostili che ne diminuiranno la redditività.
Il risultato in borsa é stato che le azioni delle società finanziarie hanno compiuto un'impressionante rally da ipervenduto (questa settimana l'SX7E ha guadagnato il +8.58%) ma restano in un bear market di lungo periodo. Venerdì il rimbalzo si é esaurito (SX7E -0.57%) ed ora questi titoli sembra tecnicamente tornati in precario equilibrio. Passata momentaneamente la bufera Grecia e risolta la situazione di ipervenduto, le borse dovrebbero ora tornare alla normalità. Questo significa che i fondamentali economici e specifici dovrebbero ricominciare a dominare ed influenzare la tendenza dei mercati. Spesso parliamo di rialzo o ribasso ma la verità é che i diversi indici si trovano anche in fasi diverse. Queste fasi dipendono dall'andamento dell'economia interna del Paese, dalla capacità delle imprese di adattarsi a condizioni più o meno difficili e dalla composizione degli indici. Facciamo due esempi concreti.
Il DAX (7326 punti) é ancora in un rialzo di lungo termine mentre a medio e corto termine é in un movimento laterale tra il forte supporto a 7000 punti ed il massimo annuale a 7600 punti che dista solo un 3.7%. L'economia interna é sana e l'industria d'esportazione, favorita da una struttura dei costi bassa e dal debole Euro, funziona a pieno regime. Nel DAX i titoli finanziari non hanno un alto peso mentre l'industria d'esportazione (auto, chimica) é ben rappresentata. Il DAX ha buone probabilità di salire a testare i 7600 punti.
D'altra parte abbiamo il FTSE MIB italiano (19461 punti) che da metà febbraio (massimo annuale a 23273 punti) é orientato al ribasso. Il Paese ristagna, l'industria d'esportazione, con prodotti a bassa tecnologia, é in difficoltà. Le banche, con alti rischi dovuti agli investimenti in titoli di Stato, strategie senza idee e mercati tradizionali al bordo di una recessione, sono in un ribasso di lungo periodo interrotto da sostanziali rimbalzi in controtendenza, utili unicamente ad alleviare l'ipervenduto e ristabilire un certo equilibrio. I titoli finanziari hanno un peso preponderante nell'indice e ne determinano il destino come testimonia il minimo annuale a 17409 punti toccato a metà luglio.
Questi indici si muovono con una certa correlazione vale a dire che quando uno sale, sale tendenzialmente anche l'alto. C'é poi una differenza di forza relativa e di volatilità. Il DAX ha una maggiore forza relativa e di conseguenza nei mesi, guadagna terreno sul FTSE MIB. Il FTSE MIB é più volatile e tende ad accentuare le oscillazioni come abbiamo ben visto questa settimana.
Quello che vogliamo dire con questa lunga introduzione si riassume in alcune affermazioni.
- Tralasciando il problema debiti e banche, che provoca forte volatilità sul corto termine, sono i fondamentali economici e la redditività delle imprese che influenzano l'andamento di base delle borse.
- Passata momentaneamente la crisi greca nelle prossime settimane gli investitori dovrebbero ritornare a guardare i fondamentali. Abbiamo in Europa ed America un forte rallentamento economico che potrebbe sfociare nuovamente in una recessione. Questo influenzerà negativamente le borse e secondo noi sarà la causa principale del ribasso che prevediamo fino alla fine dell'anno.
- Le imprese si difendono finora bene e presentano risultati dignitosi. Le borse non sono eccessivamente sopravvalutate. Sono unicamente care. Questo é causato dall'alta liquidità sul mercato in cerca di investimenti redditizzi. La politiche monetarie espansive (basso costo del denaro) della Banche Centrali favoriscono la formazione di bolle speculative.
- A corto termine i mercati hanno tirato un sospiro di sollievo concretizzando un rally da ipervenduto. Ora il rally o rimbalzo tecnico é esaurito - settimana prossima il rialzo dovrebbe continuare e gli indici potrebbero fare ulteriori moderati progressi. Gli investitori devono tirare il fiato e fare forse una pausa estiva dopo l'eccitazione e l'andamento altalenante delle ultime settimane La nostra stima generale di una salita dell'S&P500 (1345 punti) fino ai 1360-70 punti é ancora valida. Bisogna però prepararsi a congedarsi dalle borse e posizionarsi nell'ottica di un ribasso di medio-lungo periodo.
Vediamo ora alcuni dettagli degli avvenimenti della settimana ed aggiorniamo le previsioni per il futuro.
Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:Eurostoxx50 +3.63% a 2772 punti
DAX +1.47% a 7326 punti
SMI +1.58% a 6031 punti
FTSE MIB +5.48% a 19461 punti
S&P500 +2.19% a 1334.02 punti
Nasdaq100 +3.09% a 2429 punti
Tecnicamente abbiamo l'impressione che venerdì il rimbalzo tecnico dovuto soprattutto ai titoli finanziari, si é esaurito. I mercati sono in equilibrio (RSI tra i 45 dell'SMI ed i 64 del Nasdaq100 con l'S&P500 nel mezzo a 60.39) e non ci sono piu situazioni di ipervenduto. Le borse hanno fatto parecchia strada in poco tempo e quindi ora ci vorrebbe un sano consolidamento. Una pausa all' inizio di settimana prossima e poi ulteriori guadagni di un paio di punti in percentuale fino a fine mese sono il nostro scenario ideale. Non bisogna però dimenticare l'assurdo teatrino americano sul budget dello Stato ed il tetto massimo d'indebitamento. Repubblicani, democratici e Presidente stanno facendo un ridicolo braccio di ferro senza trovare un'accordo. Noi prevediamo la classica soluzione all'ultimo minuto - nel frattempo però le borse potrebbero entrare in fibrillazione e quindi un'ondata di vendite non é da escludere.
L'analisi tecnica ci mostra però un quadro da neutrale a positivo. Venerdì la borsa si é fermata (S&P500 +0.09% a 1335.02 punti) ed il mercato é in equilibrio (A/D a 3209 su 3032, NH/NL a 30 giorni a 623 su 213) con molti indicatori in posizione neutra. Il tono di fondo é però positivo (MACD sull'S&P500 su buy, VIX in calo a 17.52) anche se volumi e dinamica (ADX in discesa) sono in diminuzione. Notiamo il nuovo massimo annuale del Nasdaq100 (+1.05% a 2429 punti) - con la tecnologia c'é un forte settore in grado di trascinare le borse più in alto. Anche scorrendo la lista dei titoli che hanno toccato un nuovo massimo storico troviamo alcune interessanti conferme: Halliburton, IBM, Coca Cola, Darden Restaurant, Mc Donalds, Philip Morris mostrano cosa muove ora l'America - tecnologia e restaurazione / alimentari a prezzi contenuti. E non dimentichiamo il leader incontrastato del momento, Apple.
L'unico aspetto preoccupante é il Money Flow in calo ed il comportamento degli indici durante la giornata con fiammate iniziali e prese di beneficio sul finale. La netta impressione é che il rally di questa settimana sia stato causato dai piccoli investitori mentre i decisivi investitori istituzionali se ne stanno andando. Se questa interpretazione é corretta, é anche giusta la nostra previsione per il futuro. Crediamo che l'S&P500 abbiamo ancora sostegno e motivazione per testare i massimi dell'anno. Parliamo quindi dei 1356 punti (massimo del 7 luglio) dei 1360 punti (resistenza) e dei 1370 punti (massimo annuale). Non vediamo però ulteriore potenziale di rialzo e quindi questo movimento si dovrebbe esaurire nel range 1356-1370 punti. Tecnicamente il rialzo é ancora intatto e quindi prima di posizionarsi short bisogna osservare chiari segni di debolezza o di inversione di tendenza. Questi segni per ora sono assenti.
Sugli altri mercati finanziari abbiamo notato che oro (1600 USD/oncia) e Franco Svizzero rimangono sui massimi annuali. Questo é un chiaro segno che gli investitori mantengono un'atteggiamento prudente e difensivo. Manca la fiducia per un rialzo duraturo delle borse. I prezzi di petrolio e materie prime sono invariati. Secondo noi energia (petrolio ad affini) e metalli industriali come il rame dovrebbero essere sui massimi annuali e dovrebbero nei prossimi mesi muoversi al ribasso insieme alle borse.
Riassumendo il rialzo di questa settimana si sta concludendo ma non ha esaurito tutto il suo potenziale. Per fine mese prevediamo un'ulteriore salita degli indici e manteniamo l'obiettivo a 1360-1370 punti di S&P500. L'Eurostoxx50 ha chiuso venerdì a 2772 punti dopo un massimo giornaliero a 2796 punti. Il nostro obiettivo a 2800 punti é stato praticamente raggiunto. Lo scenario ideale sarebbe ora un breve consolidamento sui 2750-2780 punti e poi una spinta finale nella seconda parte di settimana prossima. Il massimo definitivo dovrebbe situarsi sui 2800-2850 punti - impossibile essere più precisi visto il forte impatto delle imprevedibile e volatili banche.
Commento del 22 luglio
The fast and the furious (veloce e furioso)
Gli investitori sperano nel miracolo e nel salvataggio dell'Euro. L'EU ha elaborato un nuovo piano di aiuti finanziari alla Grecia dimenticando che il risanamento economico di un Paese non si risolve con miliardi di nuovi crediti. Per il momento però la catastrofe é stata rimandata e dal minimo di lunedì si é sviluppato un rally veloce e furioso, parafrasando il famoso film per adolescenti incentrato su corse automobilistiche.
Il vertice di Bruxelles ha dato un risultato positivo e ieri le borse si sono involate. Pensavamo che questo effetto si limitasse all'Europa e si concentrasse sui titoli finanziari. Invece la partecipazione al movimento é stata generale ed anche l'America, che non aveva premesse tecniche brillanti sul cortissimo termine, si é rafforzata.
Ier l'Eurostoxx50 ha chiuso a 2763 punti (+2.13%), poco lontano dal nostro obiettivo per questo rialzo posto a 2800 punti per fine mese. Inutile dire che le banche (+5.74%) e le assicurazioni (+3.65%) hanno trascinato il rally giornaliero. Abbiamo adesso borse in un debole trend rialzista di base e con la finanza che sta facendo un'intenso rally da ipervenduto. Bisogna ora attendere che il mercato ritrovi equilibrio e rivaluti i titoli finanziari sulla base dei risultati del summit europeo. Questo dovrebbe durare ancora alcuni giorni.
Ieri sera l'America si é fatta contagiare dell'euforia europea ed anche le banche americane (BKX +2.32%) si sono rafforzate. Questa reazione é logica visto che grazie al meccanismo perverso dei CDS quasi la metà del rischio legato ai titoli di Stato greci si trova negli Stati Uniti. L'S&P500 é salito in due ondate fino ai 1347 punti per poi trascorrere la seconda parte della seduta in un movimento laterale senza grandi oscillazioni. Infine ha chiuso a 1343.80 punti (+0.95%) con volumi di titoli trattati sopra la media. Le RSI sono sui 60 punti e gli indici sono ancora lontani dai limiti superiori delle Bollinger Bands. Di conseguenza esiste ancora spazio verso l'alto prima che il mercato entri in ipercomperato e sia obbligato a correggere. L'S&P500 ha resistenze evidenti solo sui 1356 punti (massimo del 7 di luglio) e sui 1370 punti (massimo annuale). Come sapete il nostro obiettivo primario per questo rialzo si situa tra i 1360 ed i 1370 punti. L'S&P500 dovrebbe quindi guadagnare ancora un'1% prima di incontrare problemi. Il comportamento dell'indice nel settore 1356-1370 e la partecipazione al movimento ci diranno se esiste ulteriore potenziale verso l'alto. Il Nasdaq100 (2404 punti +0.69%) fa molta fatica a raggiungere un nuovo massimo annuale e sembra bloccato sui 240o punti. Da alcuni giorni sottoperforma. Potrebbe essere questo un primo segno che a questo livello l'aria é rarefatta. Vediamo sempre una netta divergenza a livello di Money Flow giornaliero sull'S&P500 come se l'indice salisse indebolendosi.
La volatilità VIX é scesa a 17.56 (-1.53%) segno che il nervosismo é in diminuzione. Nei commenti e parlando con colleghi notiamo molto scetticismo sulle possibiltà di ulteriore rialzo e molti parlano di fuoco di paglia. Questa é una buona premessa per una continuazione sopra i 1370 punti. Bisogna quindi evitare posizioni short senza l'evidenza della formazione di un massimo o di un cambiamento di tendenza. I risultati trimestrali delle imprese sono incoraggianti malgrado dati congiunturali negativi. Le aziende faticano in patria ma guadagnano molto bene all'estero.
Ieri l'oro é sceso dal massimo storico a 1610 USD/oncia agli attuali 1588 USD. Anche il Franco Svizzero ha perso un -0.8% su Euro. Considerando la reazione delle borse, quella di metalli preziosi e divise é molto tiepida. Gli investitori non abbandonano i porti sicuri e se continua così le borse non hanno molta strada da percorrere.
Stamattina le borse asiatiche sono forti ed il Nikkei giapponese guadagna il +1.25%. Il future sull'S&P500 sale ancora di 3 punti a 1345 punti. Le borse europee inizieranno la seduta con una plusvalenza intorno al +1% (Eurostoxx50 a 2794 punti). Il venerdì é difficilmente una giornata diversa dal resto della settimana. Avremo quindi una seduta positiva anche se intorno ai 2800 punti di Eurostoxx50 l'euforia dovrebbe scemare e prevediamo prese di beneficio.
Commento del 21 luglio
Apple e Grecia
Ieri la società americana Apple ha presentato splendidi risultati trimestrali ed il titolo é volato ad un nuovo massimo storico. Apple ha ora riserve in contanti di 76 Miliardi di USD.
Oggi é previsto a Bruxelles il summit europeo che dovrebbe decidere un'ulteriore e definitivo piano di salvataggio per la Grecia con il coinvolgimento delle banche. Fino al 2o14 la Grecia ha bisogno di 115 Miliardi di EUR - 30 dovrebbero venire da privatizazzioni - ne mancano 85. Forse invece che la Merkel e Sarkozy bisognerebbe chiamare Steve Jobs.
Ieri le borse europee hanno continuato il loro rimbalzo che per il momento resta fragile. Basta guardare la performance di tre indici per capire cosa é successo - SX7E (banche europee) +4.69%, FTSE MIB +3.04% e DAX +0.40%. I titoli finanziari si sono involati trascinando quegli indici con un forte peso in questo settore. Il resto del listino é stato a guardare. Abbiamo quindi a che fare con un rialzo che per il momento ha una partecipazione insufficiente ed é basato su un settore estremamente volatile - potrebbe quindi improvvisamente fallire anche se lo sviluppo più probabile é quello di una continuazione.
In America la borsa ha fatto una pausa e l'S&P500 ha chiuso invariato a 1325.84 punti (-0.07%). Dopo perdite iniziali gli indici sono tornati in positivo. Un'ondata di vendite nell'ultima ora di contrattazioni ha determinato il risultato finale. La seduta é stata equilibrata con un'A/D a 3090 su 3194 e NH/NL a 562 su 257 e VIX a 19.09 (-0.12). Anche a Wall Street le banche (BKX +1.45%) sono state tra i migliori settori. Da un paio di giorni il Money Flow a corto termine é negativo malgrado i progressi degli indici. Questo fattore unito all'ultima ora di contrattazioni in calo ci fanno prevedere una continuazione verso il basso. Malgrado che stamattina i futures siano ancora positivi temiamo che le ultime due sedute della settimana possano essere negative. Una discesa dell'S&P500 sui 1312 punti sarebbe sana e lascerebbe il trend rialzista a corto termine intatto.
Oggi non abbiamo molto da aggiungere. Dal fronte di divise, metalli preziosi e tassi d'interesse non ci sono novità di rilievo. L'attenzione degli operatori é puntata su Bruxelles. Ieri sera la Merkel e Sarkozy hanno trovato un'accordo di principio e arriveranno al summit con una proposta concreta facendo fronte comune. Oggi si troverà quindi un'accordo sul salvataggio della Grecia. Importante per la borsa sarà constatare quali sacrifici dovrà sopportare il settore privato. Normalmente dovrebbe esserci un'iniziale euforia seguita da disillusione e prese di beneficio. La domanda che ci poniamo é se il rally dei titoli bancari degli ultimi due giorni non abbia già scontato buona parte del risultato positivo.
Stamattina le borse asiatiche sono in leggero calo ed il Nikkei giapponese é in pari. Il future sull'S&P500 guadagna 4 punti a 1325 punti. L'Eurostoxx50 aprirà la seduta con un'ulteriore guadagno del +0.5% a 2720 punti. Impossibile dire dove si troverà stasera - la nostra impressione é che ci sia una certa euforia che dovrebbe sparire nel corso della giornata. Pensiamo stasera di ritrovare l'indice sui 2700 punti - questa é però una stima soggettiva che ha poco a che fare con l'analisi tecnica. In America però la tecnica suggerisce una seduta negativa...
Commento del 20 luglio
Sorpresa!
Lunedì sera le borse europee avevano appena terminato una pessima seduta, che aveva riportato alcuni indici come l'Eurostoxx50 ed il FTSE MIB sul minimo annuale, quando l'S&P500 é scivolato sotto l'importante supporto a 1300 punti. A questo punto la maggior parte degli analisti era negativa e logicamente parlava di ribasso. Noi abbiamo pazientemente aspettato poiché abbiamo imparato a non gettare immediatamente via delle previsioni frutto di un'accurato lavoro solo per una rottura marginale e sull'onda di emozioni negative.
Lunedì sera l'S&P500 ha retto tornando sopra i 1300 punti e ieri é poi avvenuto quello che a prima vista sembra un miracolo. Un'ondata di acquisti e di rialzi ha trascinato la borsa di New York verso l'alto e l'S&P500 ha chiuso a 1326.73 punti (+1.63%), nettamente sopra il vecchio supporto ed ora resistenza a 1312 punti. Gli indici hanno terminato la seduta vicini al massimo giornaliero con volumi di titoli trattati sopra la media. A/D a 5129 su 1199 e NH/NL a 540 su 283 eliminano con un colpo di spugna i dati negativi dei giorni precedenti. Gli investitori ritrovano fiducia (VIX a 19.21 -1.74) e vendono metalli preziosi, CHF e Bonds per comperare azioni. Questo movimento ha esattamente le caratteristiche attese. I ribassisti non sono riusciti nei giorni scorsi ad imporsi e quindi il mercato é ripartito nella direzione opposta e verso quei 1360-1370 punti che prevediamo per fine mese. Non é l'inizio di una sostanziale e sostenibile gamba di rialzo ma solo un'ulteriore onda verso l'alto alla ricerca della buona direzione da prendere definitivamente.
Ieri i mercati europei sono rimbalzati e l'Eurostoxx50 ha guadagnato il +1.34% risalendo a 2657 punti. L'America tecnicamente ci convince mentre l'Europa ci lascia perplessi. I ribassi sono dinamici, le risalite lente e tentennanti. I titoli finanziari continuano a frenare e hanno un tipico comportamento da bear market con minimi e massimi discendenti. Reagiscono a situazioni di estremo ipervenduto ma niente di più. Se nei prossimi giorni la situazione non cambia, non possiamo avere grandi aspettative di rialzo. L'Europa é come un corridore debole che partecipa al tour de France - si trascina in fondo al plotone ma non riuscirà mai a vincere una tappa. Questo significa che l'Eurostoxx50 nei prossimi giorni risalirà. Ad inizio mese avevamo però parlato di un'obiettivo a 2900 punti che avevamo in seguito ridotto a 2800 punti a causa della debolezza relativa delle banche. Per ora manteniamo gli occhi puntati sui 2800 punti contro la chiusura di ieri a 2657 punti (+1.34%). Le banche (SX7E +2.44%) però devono mostrare maggiore forza ed uscire dal trend ribassista. Fino a quando sul dossier Grecia non verranno fatti dei progressi sarà difficile vedere un cambiamento. Anche un default della Grecia potrebbe per assurdo essere uno sviluppo positivo. Gli investitori vogliono solo chiarezza e odiano l'incertezza. Una volta che fosse sicuro chi deve pagare il conto si potrà voltare pagina e guardare in avanti.
L'oro é salito ieri fino ai 1610 USD/oncia ricadendo stamattina di 20 USD a 1590 USD/oncia. L'indice delle materie prime CRB ha guadagnato il +0.79%. Il cambio EUR/USD é tornato a 1.4130. Questo comportamento segue la logica.
Stamattina le borse asiatiche sono ovviamente al rialzo ed il Nikkei guadagna l'1%. Il future sull'S&P500 sale ancora di 2 punti a 1324 punti. Le borse europee inizieranno la giornata in guadagno e l'Eurostoxx50 aprirà sui 2676 punti (+0.8%). Considerando che il massimo di ieri é stato a 2673 punti, sembra che l'Eurostoxx50 continua a zoppicare. Forse la seduta dei leaders europei sul tema Grecia, prevista domani, porterà un qualche miglioramento. Oggi in Europa si ripeterà la seduta di ieri - performance positiva ma non lontano da livello d'apertura.
Commento del 19 luglio
E se non ci fosse un piano B?
Finora i politici hanno provato a risolvere il problema dei debiti unicamente facendo ulteriori prestiti usando i soldi dei contribuenti e imponendo piani di rigore finanziario. Le leggi economiche mostrano chiaramente che questo non basta. Paesi in recessione ed incapaci di esportare non riescono ad accumulare ricchezza e ripagare i debiti. Gli investitori si aspettano un'altra soluzione ma pian pianino un dubbio si sta formando - forse non esistono alternative e l'attuale esitazione dei politici dimostra unicamente la loro incapacità di controllare il problema. Il sistema potrebbe arrivare ad un punto di rottura.
Solo così si spiegano le ultime ondate di vendite sui titoli bancari (-3.63%) e assicurativi (-3.92%). Ieri l'indice SX7E delle banche europee ha chiuso a 135.49 punti, minimo degli ultimi due anni. A marzo 2009, sul minimo del bear market, questo indici aveva toccato gli 84.61 punti - 7 mesi più tardi, il 15 ottobre era ad un massimo a 242 punti. Nel 2009 si temeva il crollo del sistema finanziario - é possibile che questa situazione si ripeta? In caso affermativo i corsi delle azioni bancarie possono ancora scendere - mancano ancora 50 punti al minimo e se continuiamo come ieri (-5.10 punti) in 10 giorni ci siamo. Ricordiamoci però che a marzo 2009 l'S&P500 era a 666 punti contro i 1305 punti attuali.
Ieri le borse europee sono nuovamente crollate trascinate al ribasso dai titoli finanziari. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2622 punti (-1.98%) restando di poco sopra il supporto e minimo di settimana scorsa a 2608 punti. Il DAX (-1.55% a 7107 punti) é rimasto ampiamente sopra il decisivo supporto a 7000 punti. Di conseguenza, malgrado la giornata negativa, il previsto moderato rialzo fino a fine mese é ancora possibile. La tecnica ci dice che la probabilità é diminuita ma resta ancora lo scenario più consistente.
Ieri sera, guardando lo svolgimento della seduta a New York, eravamo col morale a terra e pensavamo di aver completamente sbagliato le nostre analisi. Come sapete prevediamo un rialzo fino a fine mese e solo tra un paio di settimane ci aspettavamo la ripresa del ribasso. Dopo tre ore di contrattazioni l'S&P500 aveva bucato anche il supporto a 1300 punti e non dava segni di reazione. La strada verso i 1280 punti sembrava aperta e con questo avremmo dovuto abbandonare la possibilità di un rialzo fino ai 1360-1370 punti. Poi finalmente il mercato si é ripreso e lentamente ma decisamente l'S&P500 é tornato sopra i 1300 punti. Ha infine chiuso a 1305.44 punti (-0.81%) con un recupero di 10 punti dal minimo giornaliero. Il grafico non é molto costruttivo e l'S&P500 dovrebbe almeno tornare sopra i 1306-1307 punti di minimo di settimana scorsa per bilanciare la minusvalenza di ieri. Le speranza di noi rialzisti sono però ancora vive specialmente perché con la tecnologia (Nasdaq100 -0.54%) abbiamo un settore forte in grado di condurre la rimonta. I nuovi minimi a 30 giorni sono stati solo 812 a testimonianza che la pressione di vendita é limitata. Gli investitori sono nervosi (VIX a 20.95 +1.42) ma non in panico. Oggi per logica dovrebbe esserci una seduta positiva - importanti per lo sviluppo del mercato per i prossimi dieci giorni saranno il livello di chiusura ed i volumi. Un risicata plusvalenza con scarsi volumi lascerebbe i ribassisti in vantaggio. A questo punto un veloce e definitivo ritorno sotto i 1300 punti diventerebbe probabile. Una risalita sui 1312 punti con buona partecipazione darebbe invece slancio ai rialzisti e rimetterebbe in corsa lo scenario di un rialzo fino a fine mese.
Il rialzo dell'oro continua. Il metallo giallo costa 1604 USD/oncia e costituisce ora il termometro della crisi. Fino a quando sale le borse scenderanno. Il cambio EUR/USD balla intorno agli 1.40 (1.4090) mentre il Franco Svizzero raggiunge un nuovo massimo storico. I prezzi delle materie prime sono in discesa (CRB -0.72%) malgrado metalli preziosi forti. Per ora tutto conferma la debolezza degli indici azionari.
Stamattina le borse asiatiche sono in calo ma le minusvalenze appaiono contenute. Il Nikkei giapponese perde il -0.75%. Le borse europee apriranno al rialzo dovendo scontare il recupero sul finale a Wall Street. L'Eurostoxx50 é atteso sui 2635 punti (+0.5%). Per stasera prevediamo alcuni punti in più. Oggi le borse devono rimbalzare. Intensità e partecipazione di questo rimbalzo ci diranno quali sono le forze in campo attualmente. Se i rialzisti non mostrano una sufficiente determinazione significa che sono pronti a partire in vacanza.
Aggiornamento del 18 luglio
Durante il fine settimana le discussioni sui debiti sono continuate. In America democratici e repubblicani devono trovare un'accordo sul budget dello Stato ed alzare il tetto massimo dell'indebitamento. In caso contrario lo Stato rischia l'insolvenza. Fino a quando non sarà trovata una soluzione, é probabile che le borse restino volatili con un'intonazione di fondo negativa nel settore finanziario. L'analisi tecnica mostra però una buona probabilità di un rialzo finale e di una risalita dei maggiori indici americani sui massimi annuali - questo malgrado che stamattina il quadro generale sia tutt'altro che positivo.
Le borse asiatiche sono miste con moderate variazioni nelle due direzioni. Il future sull'S&P500 scende di 6 punti a 1308 punti. Oro (1398 USD/oncia) e Franco Svizzero raggiungono un nuovo massimo storico - gli investitori sono alla ricerca di porti sicuri.
Le borse europee inizieranno le contrattazioni in calo di circa il -0.6%. L'Eurostoxx50 dovrebbe aprire sui 2660 punti. I mercati sono nervosi, indecisi e con moderati volumi. Resteranno quindi volatili fino a quando non ci saranno dei concreti progressi sul dossier Grecia e sul deficit americano. Difficile che si facciano progressi prima del'incontro dei responsabili europei previsto giovedì rispettivamente prima del 2 agosto, giorno in cui il tetto massimo d'indebitamento in America verrà ufficialmente reggiunto.
Commento del 16-17 luglio
La febbre non é causata dal termometro
Questa settimana la crisi del debito é tornata prepotentemente d'attualità. I politici si sono affrettati a cercare i responsabili accusando speculatori e le agenzie di rating che a raffica hanno pubblicato valutazioni negative su Grecia, Portogallo, Irlanda ed Italia. La BCE ha deciso di ignorare il downrating sulla Grecia. È assurdo dare la colpa per la malattia al termometro che misura la febbre. La soluzione é rimettere ordine nei conti pubblici e l'Italia ci sta provando.
Le borse sono precipitate nella prima parte della settimana e molti indici hanno raggiunto un nuovo minimo annuale compreso l'Eurostoxx50 (martedì 12.7. low a 2608 punti). Si sono però rapidamente stabilizzate e l'impressione generale é che ora il rialzo di giugno-inizio luglio dovrebbe riprendere e completarsi. La nostra previsione di base di una risalita dell'S&P500 a 1360-1370 punti rimane valida. Il DAX dovrebbe seguire di pari passo mentre Eurostoxx50 e FTSE MIB seguiranno a distanza. Per l'Eurostoxx50 si tratterà di tornare sui 2800 punti, per il FTSE MIB di effettuare un rimbalzo tecnico di un paio di migliaia di punti.
Eurostoxx50 -5.53% a 2675 punti
DAX -3.57% a 7220 punti
SMI -3.65% a 5938 punti
FTSE MIB -3.14% a 18450 punti
S&P500 -1.81% a 1316.14 punti
Nasdaq100 -1.16% a 2356 punti
Lunedì e martedì le borse sono crollate. Martedì in giornata é stato raggiunto un minimo al quale é seguito un intenso rally da ipervenduto. Per esemplificare l'intensità della reazione vi ricordiamo che l'Eurostoxx50 é risalito dal minimo di martedì a 2608 punti in alcune ore al massimo di mercoledì a 2722 punti. Poi, in mancanza di ulteriori stimoli, é seguito un logico ritracciamento. Per sapere quali probabilità ci sono che il rialzo riprenda, abbiamo come al solito seguito da vicino l'S&P500 americano, indice che meglio segue le regole dell'analisi tecnica.
La correzione iniziata venerdì 8 luglio doveva fermarsi sul supporto a 1312 punti per lasciare il rialzo di giugno-luglio intatto. Giovedì questo supporto é stato rotto con un minimo giornaliero a 1306 punti ed una chiusura a 1309 punti. La rottura del supporto non ha però causato una caduta fino ai 1300 punti e la pressione di vendita era moderata permettendoci di rimanere cautamente ottimisti. Venerdì, malgrado pessimi dati economici ed il persistente problema del tetto del debito, Wall Street ha avuto una seduta positiva e l'S&P500 é tornato sopra i 1312 punti chiudendo a 1316.14 punti (+0.56%). La tecnologia ha trascinato il rialzo (Nasdaq100 +0.56%) ed il leader Apple ha raggiunto un nuovo massimo storico a 365 USD. Riteniamo inutile analizzare in dettaglio questa seduta. L'importante é solo la reazione positiva che riapre la strada verso l'alto. Gli indicatori rimangono cautamente positivi e malgrado che i dati sulla partecipazione non siano entusiasmanti (NH/NL a 30 giorni a 336 su 397), la probabilità di una risalita verso i 1360-1370 punti rimane alta.
Gli investitori sono nervosi (volatilità VIX a 19.53 / -1.27) e prudenti. Durante la settimana il Franco Svizzero, classica moneta rifugio, ha toccato un nuovo massimo storico contro Euro e Dollaro americano. Anche l'oro é salito ed ha terminato la settimana ad un nuovo massimo storico a 1393 USD/oncia. Secondo noi il fatto che la borsa americana rimane stabile ad alto livello ha due logiche spiegazioni. Da una parte la liquidità in cerca d'investimenti ha sempre meno alternative ora che i titoli di Stato rendono sempre meno e sono sempre più pericolosi. D'altra parte bisogna ammettere che i risultati trimestrali delle società sono da discreti a buoni, fatto che giustifica un'investimento malgrado le alte quotazioni e le prospettive economiche incerte. Il Money Flow mostra che i capitali affluiscono ancora sui mercati azionari.
Tornando un'attimo al nervosismo degli investitori dobbiamo parlare una volta di più di banche. Settimana scorsa l'indice SX7E delle banche europee ha perso il -11.11%. La volatilità resta altissima e gli investitori reagiscono con panico o euforia a qualsiasi afffermazione. In un'ambiente così emotivo l'analisi tecnica funziona male - riesce solo a individuare forti eccessi specialmente verso il basso con le esplosioni di panico e l'ipervenduto. Questo pazzo comportamento del settore finanziario é destinato a continuare nel futuro e a rendere imprecise ed in parte inaffidabili le letture di supporti, resistenze ed obiettivi su quegli indici dove questi titoli sono molto presenti. Per esempio questa settimana ci aspettavamo un ritracciamento sull'Eurostoxx50 fin verso i 2650 punti - é arrivato venerdì a 2662 punti - impossibile essere più precisi.
A corto termine la discussione sul deficit americano e l'innalzamento del tetto massimo di indebitamento influenzerà l'andamento di borsa e USD. Prevediamo un logico compromesso all'ultimo minuto. La pubblicazione dello stress test sulle banche europee non ha dato risultati tangibili. Questo inutile esercizio dovrebbe essere sostituito dalla semplice pubblicazione di bilanci e risultati trimestrali corretti, veritieri e con valutazione degli assets a prezzi di mercato. I dati taroccati resi noti attualmente servono a poco se non ad aumentare lo scetticismo e la cautela degli investitori.
Riassumendo la situazione tecnica é ora di difficile interpretazione poiché da una correzione a cortissimo termine le borse stanno tornando in una breve fase positiva a completare il rialzo di giugno-inizio luglio. Noi prevediamo che nelle prossime due settimane l'S&P500 possa risalire sopra i 1360 punti trasciando con sè le borse europee. Le prospettive per il resto dell'anno restano però negative e il lento ma costante peggioramento della situazione congiunturale conferma questo nostro scenario. Non sarà la crisi del debito, che tocca sopratutto il settore finanziario, a causare il ribasso delle borse, ma la recessione creata da Stati obbligati a ricorrere a politiche fiscali e delle spesa pubblica restrittive.
Commento del 15 luglio
Titanic - Tremonti ha ragioneNell'Unione Europea "e' come sul Titanic: non si salvano neanche i passeggeri in prima classe". Lo ha detto il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, intervenendo nell'aula del Senato prima del voto di fiducia. "Oggi in Europa - ha spiegato il ministro - abbiamo l'appuntamento con il nostro destino: la salvezza non ci viene dalla finanza ma dalla politica. La politica non deve piu' fare errori".
Tremonti ha usato parole forti e ha detto due cosa giuste.
La prima esplicita - la responsabilità di questa crisi é dei politici e loro sono gli unici che possono trovare una soluzione.
La seconda sottointesa ma probabilmente non voluta - l'UE é come il Titanic, andrà a fondo e ci saranno parecchie vittime.
Ieri le borse europee hanno avuto una tipica seduta di consolidamento, senza una tendenza giornaliera, con volatilità in diminuzione e con volumi di titoli trattati in calo. Abbiamo assistito a parecchi cambiamenti di direzione anche se i movimenti sono rimasti all'interno del range del giorno precedente. Singole notizie hanno mosso i mercati che in generale sono risultati omogenei - le borse presentano performance negative simili e anche a livello di settori non notiamo grandi differenze - le banche si sono mosse in mezzo al plotone. Continuano quindi le scosse di assestamento dopo il terremoto di inizio settimana. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2695 punti (-0.73%) ed una discesa fino ai 2650 punti nei prossimi due giorni é possibile se non probabile.
Importante era la seduta di New York ed il determinante supporto a 1312 punti sull'S&P500. Il supporto é stato raggiunto e rotto. L'indice ha chiuso a 1308.87 punti (-0.67%) con un minimo a 1306.51 punti. Siamo sorpresi che la rottura del supporto non abbia provocato un'accelerazione verso il basso ed un tentativo di discesa fin verso i 1300 punti. È stato un gentile scivolare verso il basso piuttosto che una chiara pressione di vendita. A/D a 1279 su 5010 e NH/NL a 30 giorni a 423 su 343 mostrano una seduta negativa con un'espansione dei nuovi minimi ma niente di preoccupante. Sembra che l'indice possa scendere più in basso - non però che voglia cascare sotto i 1300 punti. La volatilità VIX é salita a 20.80 (+0.89). La MACD dell'S&P500 a corto termine é ancora su buy anche se l'indicatore sta "girando". Psicologicamente l'America é innervosita dalla discussione riguardante il tetto del debito pubblico e la conseguenza di un'ipotetico mancato accordo tra Presidente e repubblicani. D'altra parte ieri Google (tecnologia) e JP Morgan (banca) hanno presentato buoni risultati trimestrali. I gravi problemi del debito riguardano gli Stati mentre l'economia quotata in Borsa se la cava ancora abbastanza bene.
La chiusura di ieri a 1308 punti, la scadenza odierna delle opzioni di luglio ed il fatto che martedì il future era durante la notte nettamente sceso sotto i 1300 punti, ci fanno prevedere per oggi una discesa dell'S&P500 fin verso i 1300 punti. Se poi sarà in grado come previsto di risalire verso i 1360-1370 punti non é più certo. La mancata difesa del supporto a 1312 punti insieme alla debolezza della tecnologia (Nasdaq100 -1.16%) ci suggeriscono che la pressione di vendita é moderata ma costante - il calo degli ultimi giorni non é finito. Graficamente gli indici americani possono stabilizzarsi sui livelli attuali e niente impedisce una ripresa del rialzo. La struttura interna del mercato mostra però segni di debolezza e questo ci preoccupa. Rimane il dubbio che la formazione a testa e spalle ribassista sia valida e completa con il massimo a 1356 punti del 7 di luglio.
Sugli altri mercati finanziari notiamo la salita ieri dell'oro ad un nuovo massimo a 1594 USD/oncia. Questo fatto insieme al nuovo massimo storico del franco svizzero sul dollaro e sull'Euro ci dicono che i problemi sui mercati finanziari sussistono. Malgrado valutazioni altissime e fondamentalmente eccessive gli investitori continuano a comperare beni rifugio.
Stamattina le borse asiatiche sono miste con moderate variazioni. Il Nikkei guadagna il +0.4%. Il future sull'S&P500 é a 1307 punti (+1 punto). I mercati europei inizieranno la giornata in calo dovendo scontare la deludente chiusura a Wall Street. L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2686 punti (-0.3%). Prevediamo una seduta moderatamente negativa.
Commento del 14 luglio
Scosse di assestamento
Dopo un terremoto la situazione non torna subito alla normalità ma ci sono delle scosse di assestamento che gettano ancora nel panico la popolazione ma non provocano più grandi danni o vittime.
Ieri le borse europee hanno continuato il rimbalzo iniziato mercoledì. Si é trattato di un movimento causato dall'inerzia e favorito dalla mancanza di informazioni negative. Al contrario Moody's ha corretto in senso positivo la sua opinione sul debito italiano fornendo una spinta supplementare alle banche ed al FTSE MIB (+1.79%). Di questo ha approfittato anche l'Eurostoxx50 (+0.80% a 2715 punti) che ha chiuso poco sotto il massimo giornaliero a 2722 punti. Questa prima reazione corrisponde al sollievo dei sopravvissuti dopo il terremoto - il crollo delle borse che ha contraddistinto l'inizio di questa settimana. Come scritto nei commenti di ieri sera sugli indici europei ora però ci deve essere un consolidamento ed un ritracciamento. Abbiamo subito detto di fare attenzione e che l'Eurostoxx50 poteva ridiscendere a 2650 punti. Nessuno sa esattamente quando arrivano le scosse di assestamento dopo un terremoto - si sa solo che ci saranno e normalmente é possibile stimarne l'intensità. A corto termine molto dipende dalle decisioni e dichiarazioni di politici e banchieri. Queste non possono essere previste con l'analisi tecnica anche se la successione é in parte prevedibile. Dopo il crollo delle borse seguono commenti, rassicurazioni, dichiarazioni di intenti. Le borse rimbalzano. Poi arriva il dubbio poiché ci si rende conto che é cambiato poco o niente - e le borse ridiscendono. Solo dopo alcune di queste oscillazioni le borse riprendono la tendenza normale.
Ieri Wall Street ha aperto bene. L'S&P500 é salito nelle prime due ore di contrattazioni fino ai 1331 punti. Poi lentamente sono tornate le vendite e l'indice é tristemente ritornato in chiusura a 1317.72 punti (+0.31%). I dati della seduta sono moderatamente positivi (A/D a 4373 su 1898 e NH/NL a 601 su 187) e la pressione di vendita nella seconda parte della giornata é stata limitata. Malgrado la plusvalenza la volatilità VIX é salita a 19.91 (+0.04) mostrando che gli investitori restano nervosi. Gli indicatori favoriscono ancora una salita dell'S&P500 verso i 1360-1370 punti. Il supporto a 1312 punti non testato é però ancora come un magnete a cortissimo termine che potrebbe risucchiare l'indice verso il basso prima che possa risalire. Questo per dirvi che le prospettive per il resto della settimana sono incerte.
Sugli altri mercati abbiamo uno sviluppo significativo. L'oro ha toccato oggi un nuovo massimo annuale a 1590 USD/oncia. Non sappiamo ancora come interpretare questo movimento - potrebbe essere una nuova gamba di rialzo con obiettivo a 1700 USD ma non abbiamo ancora conferme - leggete il commento specifico. Interessante però é notare che il precedente massimo a 1576 USD/oncia é stato toccato il 2 maggio scorso. In questo giorno abbiamo anche avuto il massimo annuale dell'S&P500 a 1370 punti. È possibile che questo effetto si ripeta e che nei prossimi giorni o settimane oro e S&P500 raggiungano assieme un nuovo massimo annuale.
Stamattina le borse asiatiche sono in calo ed il Nikkei perde il -0.25%. Il future sull'S&P500 scende a 1309 punti (-3 punti). In America si discute vivacemente per alzare il limite di indebitamento. Congresso e Presidente litigano da giorni per trovare un'accordo la cui mancanza potrebbe bloccare finanziariamente l'amministrazione americana. Moody's ha posto l'America sotto osservazione per un possibile downgrading del debito. Difficile che la borsa possa decollare senza una soluzione di questo grave problema. Alle 14.30 verranno pubblicati gli importanti dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti. Domani scadono i derivati di luglio. Le giornate di oggi e domani saranno quindi volatili ed imprevedibili. Oggi si prospetta una seduta negativa e l'Eurostoxx50 aprirà sui 2694 punti. Non sappiamo cosa potrebbe succere fino alla chiusura - meglio seguire attentamente le news.
Commento del 13 luglio
Panico - dopo il crollo facciamo ordine
Ieri nella prima ora di contrattazioni in Europa il panico si é impadronito degli investitori. Vendite al meglio hanno fatto precipitare i corsi delle azioni delle società finanziarie. Le borse dei Paesi PIGS hanno sfiorato il crash. Dopo un'ora di contrattazioni le borse perdevano nuovamente il 2-3% con l'indice settoriale delle banche in calo di quasi il 5% e alcuni titoli in stop trading per eccesso di ribasso. La VSTOXX, volatilità sull'Eurostoxx50, ha raggiunto i 32.95 punti, lontano dal picco di marzo a 39.37 punti ma ben sopra il minimo annuale a 19.28 del 1. luglio. A questo punto i venditori avevano esaurito le munizioni ed i traders delle banche d'investimento avevano eliminato abbastanza piccoli investitori long nell'ottica della scadenza dei derivati di venerdì (leggete a questo riguardo i commenti su SMI e DAX). Le borse si sono lentamente risollevate condotte logicamente dai titoli finanziari. L'SX7E ha terminato la giornata in guadagno del +1.09% mentre le borse europee hanno contenuto le perdite sotto l'1% in percentuale. Il FTSE MIB ha addirittura messo a segno un +1.18%.
Nel pomeriggio gli occhi si sono puntati sull'America. La mattina il future sull'S&P500 era caduto sotto i 1300 punti facendo temere il peggio. La seduta ufficiale si é invece svolta nella calma e l'S&P500 ha chiuso sul minimo giornaliero a 1313.64 punti (-0.44%). La seduta é stata negativa (A/D a 2630 su 3640, NH/NL a 365 su 295) ma meglio delle attese. Dopo questi avvenimenti é venuto il momento di fare ordine.
I minimi di ieri in Europa sono a corto termine definitivi. Questo mese non dovrebbero essere più superati al ribasso. Ieri abbiamo avuto un rimbalzo tecnico - ora le borse devono consolidare e livelli inferiori a quelli raggiunti ieri in chiusura sono probabili. Per seguire queste oscillazioni bisogna capire la situazione tecnica dell'S&P500. Nell'ambito della correzione avevamo previsto una discesa fino ai 1312 punti con eventualmente un'eccesso verso i 1300 punti. Non crediamo che il minimo di ieri a 1313 punti abbia esaurito la spinta verso il basso. Di conseguenza potrebbe esserci ancora una giornata negativa o una discesa durante la seduta sotto i 1312 punti. Poi le nostre previsioni sono invariate - prevediamo che l'S&P500 risalga verso i 1356 punti di giovedì scorso per raggiungere poi un massimo sui 1360-1370 punti. Per la ripresa del trend ribassista dominante dobbiamo attendere delle settimane.
Riassumendo ci aspettiamo a cortissino (ore fino ad un paio di giorni) ancora una discesa. Ripetiamo però che i minimi di ieri in Europa non dovrebberò più venir superati. L'Eurostoxx50 ha toccato ieri i 2608 punti di minimo chiudendo a 2692 punti (-0.58%). Ci aspettiamo ancora un consolidamento ed una discesa sui 2650 punti prima che l'indice possa tornare definitivamente verso l'alto. Lo scenario per la seconda parte dell'anno é però invariato e negativo. L'S&P500 potrà forse ancora risalire sui 1370 punti ma poi dovrebbe perderne 200 o 300.
Gli altri mercati finanziari mandano chiari segnali che confermano lo stato di stress degli investitori e la ricerca di sicurezza. Il prezzo dell'oro é risalito a 1566 USD/oncia e torna a sfiorare il massimo annuale. La sfiducia nell'Euro si riflette nei cambi con un minimo storico su EUR/CHF e EUR/USD sotto l'1.40 a 1.3960. Le obbligazioni considerate sicure (Bund tedesco, US Treasury Bonds americani) guadagnano terreno mentre quelle dei PIGS ne perdono, vittima della crisi di fiducia. L'unico aspetto strano é l'aumento dei prezzi delle materie prime (CRB +1.07%) segno forse che le cose nell'economia reale non vanno così male.
Stamattina le borse asiatiche sono in positivo ed il Nikkei guadagna il +0.4%. Il future sull'S&P500 sale a 1315 punti (+ 4 punti). L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni a 2675 punti (-0.8%) dovendo scontare la chiusura di New York sul minimo giornaliero. Oggi prevediamo una seduta di consolidamento e a seconda del comportamento di Wall Street nelle prime ore di contrattazioni l'Eurostoxx50 potrebbe rivedere i 2650 punti.
Commento del 12 luglio
Vietare le vendite?
Quando le borse crollano i politici amano dare la colpa alla speculazione e corrono a vietare le vendite a vuoto. Si dimenticano due semplici principi.
Se vogliono vietare al speculazione al ribasso devono vietare anche quella al rialzo che crea le conosciute bolle speculative. È solo che tutti amano le borse quando salgono poiché creano ricchezza anche quando questa é effimera. Va bene contenere la speculazione - vietare solo quella in una direzione é ridicolo ed ingiusto.
Gli speculatori agiscono solo dove trovano terreno fertile. La situazione attuale del debito pubblico é il risultato di decenni di una sconsiderata politica della spesa pubblica. Nessuna economia può unicamente accumulare debiti e se nei periodi buoni ci si accontenta di limitare il deficit annuale al 3% (Maastricht) non si può che arrivare ad un punto di rottura nel quale la fiducia degli investitori viene a mancare.
Ieri le borse sono nuovamente crollate. Gli investitori puntano il dito contro l'Italia, politicamente instabile e che intraprende troppo poco per contenere il debito pubblico. Le vendite hanno quindi colpito con forza le borse dei Paesi mediterranei (Italia, Spagna, Francia) ed i titoli finanziari (banche -5.07% e assicurazioni -5.08%). A corto termine molti indici azionari europei sono ipervenduti e l'Eurostoxx50 si trova sull'importante supporto a 2680-2700 punti. In teoria esistono ora le premesse per un rimbalzo tecnico. Dire che esistono le premesse non costituisce però una garanzia. Se non interviene qualcosa in grado di ristabilire un clima di fiducia o indurre gli investitori ad una pausa di riflessione, le vendite possono continuare ed accelerare a causa del perverso effetto della mancanza di liquidità. Chi opera a credito é obbligato a vendere per coprire i debiti innescando una spirale mortale.
Tecnicamente esiste un secondo grave problema. La Borsa di New York sembra aver appena cominciato una correzione. L'S&P500 ha sfiorato giovedì scorso il massimo annuale salendo a 1356 punti. Avevamo scritto che un ritracciamento di 20-30 punti era dovuto e sarebbe arrivato improvvisamente e senza preavviso. I pessimi dati sul mercato del lavoro resi noti venerdì hanno costituito il catalizzatore per questa dovuta correzione. Ieri l'S&P500 é sceso a 1319.49 punti (-1.81%) chiudendo poco sopra il minimo giornaliero. A/D a 975 su 5384, NH/NL a 299 su 251 e VIX a 18.39 (+2.44) sono i dati che corrispondono ad una normale seduta negativa, parte di una sana correzione. Gli indicatori a medio termine puntano ancora al rialzo, la MACD é ancora su buy, le RSI sopra i 50 punti. Insomma, l'America sembra aver appena cominciato una normale correzione che se fosse solo di tre giorni dovrebbe terminare stasera con l'S&P500 sull'obiettivo a 1312 punti.
Purtroppo i mercati finanziari mandano segnali preoccupanti. Il cambio EUR/USD é caduto sotto l'importante barriera degli 1.40 (1.3960) e l'oro é risalito sulla resistenza a 1550 USD. I tassi d'interesse dei Paesi PIGS si involano (rileggete a questo riguardo quanto scritto nello scenario 2011) mentre quelli dei Paesi sicuri (Svizzera, Germania e (per ora) America) scendono. I prezzi delle materie prime sono in calo. Il quadro generale é quello di mercati sotto stress e borse destinate a indebolirsi ulteriormente. Difficile dire quando e dove questa spirale negativa verrà interrotta.
Stamattina le borse asiatiche seguono il cattivo esempio di Europa ed America e sono in calo. Il Nikkei perde il -1.4%. Il future sull'S&P500 scende a 1310 punti (-7 punti) che corrisponde ad un'indice sui 1314 punti. L'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni a 2670 punti (-1.4%). Con l'Eurostoxx50 sul supporto a 2680-2700 punti e l'S&P500 teoricamente sui 1312 punti le borse dovrebbero stabilizzarsi e rimbalzare. Se non lo fanno un'accelerazione al ribasso diventa probabile.
Aggiornamento dell'11 luglio
Stamattina i mercati finanziari sono nervosi e preoccupano. USD (cambio EUR/USD a 1.4160) e oro (1546 USD/oncia) si rafforzano contemporaneamente, segno che gli investitori stanno giocando sulla difensiva. Le borse asiatiche sono in calo ed il Nikkei perde il -0.7%. Il future sull'S&P500 é a 1334 punti (-7 punti). Non essendoci motivi per comperare sembrano prevalere le prese di profitto dopo il rally delle ultime due settimane. L'Italia appare sempre più spesso nei commenti come possibile prossimo candidato per una crisi del debito.
Oggi in America inizia la earnings season - il periodo di pubblicazione dei risultati trimestrali delle imprese. La prima società é Alcoa che comunicherà i sui guadagni stasera dopo la chiusura.
L'Eurostoxx50 inizierà oggi le contrattazioni sui 2776 punti. In teoria dovrebbe riuscire a stabilizzarsi sui 2780 punti. La situazione é incerta visto che il trend rialzista a corto termine ha dominato fino a giovedì e venerdì la borsa americana aveva retto bene la notizia negativa sulla disoccupazione americana. Questo inizio di settimana dovrebbe essere volatile senza una chiara tendenza.
Commento del 9-10 luglio
Vendi Italia e compra tecnologia americana
Abbiamo l'abitudine di svolgere un'analisi comparativa. Analizziamo i singoli mercati azionari ed indici settoriali facendoci un'opinione distinta e preparando delle previsioni specifiche. Poi mettiamo assieme il tutto e vediamo se questo ha un senso. Lo scenario generale deve essere coerente e congruo - se questa omogeneità viene a mancare consideriamo che parte del lavoro di analisi é errato o sta succedendo qualcosa che non riusciamo a capire.
Normalmente gli indici azionari europei ed americani si muovono con una forte correlazione. Sale l'America e sale l'Europa - o viceversa. Ora però sta succedendo qualcosa di inatteso e le nostre analisi danno risultati non coerenti.
L'S&P500 (1343.80 punti) americano sembra destinato a salire su un nuovo massimo annuale sopra i 1370 punti. Il rialzo delle ultime due settimanae é sano, é stato intenso e con buona partecipazione. Ha buone probabilità di proseguire.
Se passiamo all'estremo opposto abbiamo il FTSE MIB italiano (19049 punti) che venerdì ha chiuso sul minimo annuale. È in un trend ribassista di medio-lungo periodo e dovrebbe, secondo l'analii grafica, cadere nei prossimi mesi sotto i 18000 punti. L'andamento di questa settimana, con Wall Street al rialzo fino a giovedì e l'Italia a picco dovrebbe quindi teoricamente continuare nei prossimi mesi. Questo scenario ha dell'incredibile - abbiamo però riesaminato con cura le charts ed arriviamo ogni volta al medesimo risultato. L'S&P500 ha un'alta probabilità di superare i 1370 punti ed ha un sorprendente obiettivo teorico massimo sui 1500 punti. Il FTSE MIB non dovrebbe fermarsi prima dei 17800 punti anche se l'ipervenduto a corto termine dovrebbe permettere rimbalzi tecnici di 1000-2000 punti in controtendenza.
Quello che traspare dai dati delle ultime settimane é che i grandi investitori istituzionali stanno abbandonando i PIGS cercando porti sicuri. Preferiscono il DAX tedesco e, come scritto nel titolo, favoriscono la tecnologia americana. Evitano come la peste il debito pubblico europeo. Questo scenario, che in parte ci aspettavamo da tempo, é una della ragioni per cui favoriamo il dollaro americano rispetto all'Euro europeo. Pian pianino l'attenzione si sposterà dalla Grecia agli altri membri del Club Med. Ed ora gli speculatori, dopo l'allenamento con la piccola Grecia ed il Portogallo, si stanno dando alla caccia grossa - Spagna ed Italia.
Nei nostri scenari per l'anno 2011 abbiamo sempre pronosticato un ribasso estivo delle borse. Avrete forse notato che nell'introduzione parliamo ora di un'S&P500 che potrebbe salire ad un nuovo massimo annuale. Stiamo rinnegando i nostri scenari negativi? Si e no. Si, perché non possiamo ignorare il rally delle ultime due settimane e quello che mostrano ora i grafici. No, perche la situazione congiunturale mondiale si sta sviluppando come atteso e sembra estremamente difficile che il rialzo delle borse debba continuare per mesi. Di conseguenza andiamo a caccia di un possibile massimo sull'S&P500, anche se per il momento non abbiamo nessun elemento che ci permette di dire che l'indice stia ripartendo al ribasso.
Ma vediamo cosa é successo questa settimana e cosa ci aspettiamo nel prossimo futuro.
Le performance settimanali degli indici azionari
sono state le seguenti:
Eurostoxx50 -2.98% a 2790 punti
DAX -0.23% a 7402 punti
SMI -1.36% a
6152 punti
FTSE MIB -7.15% a 19049 punti
S&P500 +0.31% a 1343.80 punti
Nasdaq100 +1.88% a 2405 punti
L'S&P500 é salito fino a giovedì ad un massimo a 1356 punti. I nuovi massimi a 30 giorni sulla borsa americana sono stati in questa giornata 2212 confermando la forte partecipazione a questo movimento. Venerdì i dati negativi sul mercato del lavoro hanno imposto un calo dell'S&P500 fino ai 1333 punti. L'indice ha però recuperato dal minimo chiudendo a 1343.80 punti (-0.70%) grazie ancora all'aiuto della tecnologia (Nasdaq100 -0.29%). I segnali di un rialzo sono però molteplici con nuovi massimi annuali su DJ Transportation e Nasdaq100. Esiste la possibilità che la debolezza di venerdì continui settimana prossima - spesso nel passato un deludente report del mercato del lavoro ha causato l'inizio di una fase negativa. Dovremo quindi attendere lunedì per osservare le reazioni a freddo del mercato. Tecnicamente però il rialzo iniziato a metà giugno dovrebbe continuare.
A questo punto ci sono diverse possibilità per un massimo. La prima é un massimo discendente sui 1360 punti e la formazione di una testa e spalle ribassista. I volumi in calo sulla teorica spalla destra ci suggeriscono di non sottovalutare questa possibilità e non scartarla prima di un superamento dei 1370 punti. Un massimo sopra i 1370 punti farebbe invece rivivere l'inizio del bear market del 2007 con tre spinte finali su nuovi massimi. Decisamente sopra i 1370 punti entriamo in territorio inesplorato e dovremo vedere a qual punto in quale stato di forma si troverà l'S&P500. Al momento l'unica cosa che ci sembra sicura é che i 1356 punti di giovedì non costituiscono la fine di questo rialzo.
In Europa bisogna dividere le borse in gruppi. Il DAX tedesco guida i "forti" e segue l'S&P500 americano. L'Eurostoxx50 rappresenta i "misti" - il plotone di centro che a seconda degli svilupppi della crisi del debito e delle emozioni che scuotono i piccoli investitori ondeggia più o meno selvaggiamente. Il FTSE MIB rappresenta i "deboli" - borse travolte da recessioni interne e Stati sommersi di debiti e che sono in un ribasso strutturale di lungo periodo. Di tanto in tanto hanno reazioni d'orgoglio ma tendenzialmente scivolano verso il basso e continueranno a farlo.
Le divise seguono da vicino gli sviluppi di borse e crisi del debito. Il franco svizzero, classica moneta rifugio resta forte. Il cambio EUR/USD oscilla tra gli 1.40 ed gli 1.48 e noi manteniamo l'opinione che l'ago della bilancia si sposterà alla fine in favore del dollaro americano. I prezzi delle materie prime sono ricominciati a salire insieme a Wall Street. A corto termine il movimento dovrebbe continuare. A medio lungo termine il quadro non é costruttivo.
Riassumendo non abbiamo abbandonato lo scenario ribassista per la seconda parte dell'anno. I grafici degli indici americani ci mostrano però che c'é ancora spazio verso l'alto e prima di cadere nuovi massimi annuali su S&P500 e Dow Jones Industrial sono possibili.
I mercati azionari europei sono invece impantanati. I traders possono sfruttare ancora delle ultime fiammate rialziste ma gli investitori devono giocare in difesa. In Italia consigliamo il catenaccio.
Commento dell'8 luglio
E sale, sale, sale.....
Dai 1258 punti di metà giugno ci aspettavamo un moderato rialzo dell'S&P500 con obiettivo i 1312 punti. Ieri sera l'indice guida americano ha chiuso a 1353.22 punti, in aumento del +1.05%. E questo non é un massimo - a livello di partecipazione (nuovi massimi e minimi / NH/NL) non vediamo nessuna divergenza e quindi nelle prossime settimane l'S&P500 salirà ancora più in alto. A questo punto un nuovo massimo annuale marginale sopra i 1370 punti é possibile.
Facciamo fatica ad interpretare gli avvenimenti poiché l'S&P si comporta stranamente sotto numerosi punti di vista. Le resistenza a 1300-1312 punti e 1340-1350 punti sono state superate con facilità, l'ipercomperato non blocca lo slancio del rialzo, il movimento non sembra un short covering rally ma ha un'aspetto sano e dinamico. Questo fine settimana cercheremo di liberarci dal corsetto del "previsto ribasso estivo" e cercheremo di analizzare la situazione liberi da pregiudizi. Forse invece che andare alla ricerca ed attendere spasmodicamente un massimo dovremmo semplicemente sbatterci nella corrente della speculazione e seguire il trend...
L'Eurostoxx50 invece é rimasto questa settimana bloccato sotto i 2900 punti. I 2889 punti di venerdì scorso alle 22.00 non sono più stati superati e ieri l'indice europeo si é fermato a 2844 punti (+0.42%). Finora i titoli finanziari hanno frenato ed imposto un ritracciamento. Noi abbiamo sempre pensato che il resto del listino avrebbe presto o tardi seguito. E se avvenisse il contrario? Ieri l'indice SX7E ha chiuso a 156.31 punti (-0.69%) e la sua chart assomiglia a quella del FTSE MIB italiano. I 149.50 punti di minimo di giugno sembra buona base ed evidenti divergenze positive sul minimo ci suggeriscono che questo minimo non verrà testato nelle prossime settimane. Di conseguenza é difficile che l'Eurostoxx50 continui a sottoperformare. Se l'S&P500 ed il DAX continuano il rialzo é probabile che l'Eurostoxx50 adesso si aggreghi.
Wall Street ieri sera ha fatto un'ulteriore balzo verso l'alto. L'S&P500 ha chiuso a 1353 punti e sul massimo giornaliero. Il Nasdaq100 ha fatto ancora meglio raggiungendo i 2412 punti (+1.44%) e sfiorando il massimo annuale. L'A/D é stata di 5056 su 1298 mentre i NH/NL hanno registrato un eccezionale 2212 a 90. La volatilità VIX é scesa a 15.95 (-0.39) mentre la CBOE Equity put/call ratio é a un normale 0.60. Questi dati sono talmente buoni che immaginarsi di aprire ora una posizione short in controtendenza é come pensare di bloccare un treno in corsa mettendosi davanti alla locomotiva con la mano tesa. Il mercato ha fatto troppa strada in troppo poco tempo. Ad un certo momento deve correggere ed alla prima delusione ci sarà un'ondata di vendite causata da prese di beneficio. Questa correzione é però imprevedibile e quindi é meglio non tentare di anticiparla. Dopo questa correzione l'S&P500 salirà ad un nuovo massimo. Il problema é che oggi non sappiamo dove potrebbe andare a finire. Prossima resistenza é sui 1360 punti - massimo annuale a 1370.58 punti, e poi? Ne riparliamo nell'analisi del fine settimana.
I prezzi delle materie prime (in aumento / CRB +1.79%) ed i tassi d'interesse (anche in aumento) seguono lo sviluppo dei mercati azionari. Solo il cambio EUR/USD (1.4310) é titubante. La crisi dei debiti europei pesa sull'EUR - l'America però non é messa molto meglio e tra due valori insicuri é difficile scegliere il meno peggio.
Stamattina anche le borse asiatiche sono al rialzo ed il Nikkei giapponese guadagna il +0.8%. Il future sull'S&P500 é fermo a 1351 punti. Le borse europee dovono recuperare il buon finale di seduta ieri sera a New York ed inizieranno la giornata con una plusvalenza. L'Eurostoxx50 é atteso a 2860 punti. Raramente il venerdì cambia qualcosa e quindi ci aspettiamo oggi un mantenimento dell'intonazione positiva che ha caratterizzato la settimana. Stamattina le borse europee potrebbero guadagnare ancora un paio di punti - poi ci saranno delle prese di beneficio seguite dall'attesa sui dati del mercato del lavoro USA previsti alle 14.30. In assenza di sorprese le borse dovrebbero chiudere sui livelli d'apertura.
Commento del 7 luglio
Trasporti contro banche - 1 a 0
L'annuncio del downgrading del debito del Portogallo ha diviso i mercati azionari in due squadre. Da una parte titoli finanziari e borse PIGS in picchiata e dall'altra resto dell'economia condotto dal DJ Tranportation Index (+1.22% e nuovo massimo annuale) che é rimasta a guardare continuando per la sua via. Il risultato finale é di facile interpretazione. Il forte DAX non si é mosso (-0.11%). L'ibrido Eurostoxx50 ha perso il -0.63% scendendo a 2832 punti con il subindice bancario (SX7E -2.92%) a trascinare il ribasso. Il FTSE MIB é affondato pesantemente (-2.35%). A questo punto l'atteso ritracciamento di inizio settimana é diventato per alcuni indici un consolidamento ad alto livello e per altri una semi correzione. Per sapere cosa succede adesso bisogna come al solito guardare l'America, mercato che ci fornisce le informazioni tecniche più attendibili.
L'S&P500 ha più volte bussato alla soglia dei 1340 punti (resistenza) senza riuscire a superarli. Il massimo giornaliero é stato a 1340.94 punti e la chiusura a 1339.22 punti. I ribassisti non hanno ottenuto dei grandi risultati visto il minimo giornaliero a 1331 punti. Le vendite iniziali sono state facilmente assorbite. L'effetto di ipercomperato sul cortissimo termine é nelle ultime due sedute lentamente sparito come testimonia il limite superiore delle Bollinger Bands a 1339 punti. Di fianco all'S&P500 bloccato dalla finanza (BKX -0.68%) abbiamo però il Dow Jones Industrial che sale del +0.45% ed il Nasdaq100 che guadagna il +0.31%. L'impressione é quindi che il mercato voglia salire ma é frenato ancora da alcuni settori deboli e dal latente ipercomperato. I dati di ieri con A/D a 3460 su 2779 e NH/NL a 1267 su 126 sono positivi. La volatilità VIX é salita a 16.34 (+0.28) e la CBOE Equity put/call ratio si é assestata a 0.71. L'impressione generale é che la borsa americana ha voglia di salire e lo farà a piccoli passi. Probabilmente entro venerdì assisteremo ad una scalata verso i 1350 punti senza una spettacolare accelerazione al rialzo. Il ritracciamento di 20-30 punti é ancora pendente ed arriverà all'improvviso - non sembra più però imminente.
Le ultime oscillazioni di divise e metalli preziosi sono casuali. Il cambio EUR/USD é sceso a 1.4295 come conseguenza del Portogallo. L'oro é salito a 1532 USD/oncia restando all'interno del trading range 1450-1550. Per ora divise, materie prime e tassi d'interesse non ci forniscono particolari motivi d'analisi. Non vediamo sviluppi che potrebbero aiutarci ad interpretare i mercati azionari.
Stamattina i mercati asiatici sono positivi condotti dalla Cina. Il Nikkei giapponese é invece praticamente invariato. Il future sull'S&P500 guadagna ancora 6 punti salendo a 1342 punti. Le borse europee inizieranno quindi la giornata al rialzo e l'Eurostoxx50 é atteso sui 2850 punti (+0.7%). La nostra impressione é che questa plusvalenza potrebbe restare fino a sera - non c'é però ulteriore spazio di manovra verso l'alto. Il ritracciamento che non c'é stato a 1340 punti di S&P500 dovrebbe esserci al più tardi dai 1350 punti. La fascia di resistenza 1340-1350 punti é troppo forte per venir superata di slancio da un mercato lentamente ipercomperato anche sulla chart giornaliera.
Commento del 6 luglio
Ritracciamento?
Finora del previsto ritracciamento si é visto poco. Solo le banche europee hanno perso più del 2% in due sedute (SX7E ieri -1.47%) trascinando con sé Eurostoxx50 (ieri -0.69%) e FTSE MIB (ieri -0.97%). Il DAX tedesco però é rimasto a guardare (-0.05% dopo un +0.32% lunedì) e più che di consolidamento o ritracciamento é meglio filosoficamente parlare di pausa di riflessione.
Interessante é stata la seduta a New York dove rialzisti e ribassisti hanno misurato le forze come in un tiro alla corda senza vinti né vincitori. Ai 1340 punti di S&P500 sono sempre arrivate vendite confermando che questo livello é resistenza. Un 5-7 punti più in basso sono però subito riapparsi compratori con il risultato che alla fine l'S&P500 si é bloccato a 1337.88 punti (-0.13%). Particolarmente forte la tecnologia (Nasdaq100 +0.42%) con Apple e Google in evidenza. Deboli invece le banche (BKX - 1.16%). I dati della giornata confermano la situazione di patta. A/D a 3145 su 3129 e NH/NL a 1362 (normale) su 109. La volatilità VIX é salita a 16.06 (+0.19%). A questo punto é difficile fare delle previsioni. Una salita diretta verso i 1350 punti sarebbe stato un segno di esaurimento, un sano ritracciamento avrebbe invece permesso all'indice di raccogliere le forze per continuare il rialzo. La seduta di ieri con i numerosi cambiamenti di fronte ed un doji sui grafici ci mostra solo equilibrio. In questi casi una continuazione della tendenza dei giorni precedenti é lo scenario con la maggiore probabilità. In genere gli indicatori tecnici si stano rafforzando ad immagine del Bullish Percent Index sul NYSE salito a 58.16.
Ieri i prezzi delle materie prime sono saliti (CRB +1.46%) con l'oro tornato sopra i 1500 USD/oncia a 1515 USD. Sul corto termine manca una chiara tendenza. L'Euro ha ricominciato a perdere terreno ed il cambio EUR/USD é ora a 1.4420.
Stamattina le borse asiatiche sono in positivo ed il Nikkei guadagna il +1.1%. Il future sull'S&P500 guadagna 2 punti a 1339 punti. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con moderata plusvalenze (Eurostoxx50 a 2862 punti). Abbiamo l'impressione che la situazione di patta che si é verificata ieri resterà anche oggi.
Commento del 5 luglio
Dopo l'eccitazione di settimana scorsa, ieri é tornata la calma. L'America era chiusa per la Festa dell'Indipendenza e gli europei ne hanno approfittato per prendersi una giornata di libero. Il risultato sono stati volatilità e volumi scarsi. Come previsto c'é stato un pò di movimento nella prima ora di contrattazioni. Subito però le borse hanno trovato il loro punto di equilibrio che hanno stabilmente mantenuto fino alla fine della giornata. L'Eurostoxx50 ha chiuso a 2870 punti (-0.19%) mentre il DAX ha guadagnato un paio di punti salendo a 7443 punti (+0.32%). La differenza é stata fatta dalle banche (SX7E -0.69%). Tecnicamente é stata una giornata che ha detto poco. Il rialzo di settimana scorsa ha perso di slancio e l'atteso ritracciamento sembra iniziato. Nei commenti sui singoli indici ieri sera abbiamo indicato i probabili livelli che verranno raggiunti in questa fase. Al momento pensiamo che il rialzo dovrebbe riprendere nella seconda parte della settimana. Teniamo però ancora valida l'eventualità che il 1. luglio costituisca massimo e che quindi le borse ricomincino a scendere dopo una breve distribuzione. Sulla base di momentum, mancanza di ipercomperato e fattori stagionali non sembra uno sviluppo probabile ma fino a quando gli indici non superano il massimo di venerdì resta una possibilità.
Ora dobbiamo attendere la risposta degli Stati Uniti. Secondo le indicazioni fornite dal future l'S&P500 vale ora 1338 punti. Oggi dovrebbe essere una seduta negativa - é però quello che si aspettano tutti e quindi non bisogna stupirsi se non succede niente e l'indice si blocca a 1340 punti.
Come sui mercati azionari, ieri su divise, materie prime e tassi d'interesse i movimenti sono stati minimi e di scarso interesse. Il cambio EUR/USD é sceso a 1.4450 ed il prezzo dell'oro é salito di 2 USD a 1495 USD/oncia.
Stamattina regna la calma. I mercati asiatici sono praticamente invariati ed il Nikkei guadagna il +0.10%. Il future sull'S&P500 é a 1333 punti. I mercati azionari europei iniziranno le contrattazioni sui livelli di chiusura di ieri. L'Eurostoxx50 é atteso a 2870 punti. Al momento non vediamo niente che possa causare spostare i mercati e ci aspettiamo un'altra seduta senza sostanziali variazioni.
Aggiornamento del 4 luglio
Durante il fine settimana non é successo niente di rilevante. Oggi i mercati finanziari americani sono chiusi in occasione della Festa dell'Indipendenza.
Le borse asiatiche sono positive ed il Nikkei guadagna il +0.8%. Il future sull'S&P500 perde però 5 punti scendendo a 1330 punti. Evidentemente venerdì scorso hanno esagerato. L'Eurostoxx50 era salito venerdì alle 22 a 2889 punti contro la chiusura ufficiale a 2875 punti. Probabilmente anche le borse europee elimineranno stamattina in apertura questo picco aprendo invariate. Potrebbero esserci alcune prese di profitto nella prima ora di contrattazioni. Per il resto della giornata non ci aspettiamo più molto. Senza americani normalmente gli europei combinano poco.
EUR/USD a 1.4485 e oro a 1493 USD/oncia mostrano che oggi dovrebbe tornare la calma.
Commento del 2-3 luglio
Record
Abbiamo vissuto una settimana straordinaria. L'S&P500 ha guadagnato il +5.61% in cinque sedute. In ogni seduta l'indice é salito almeno del +0.75%. Questo é successo solo 8 volte nella storia. Venerdì sulla chart dell'S&P500 la candela giornaliera si trova completamente fuori dal limite superiore delle Bollinger Bands. Questo succede in media una volta all'anno - l'ultima é stata il 5 novembre del 2010. Sempre sul grafico dell'S&P500 appaiono 3 gaps consecutivi non chiusi - questa situazione si presenta in media una volta ogni due anni - 10 volte dal 1993.
Il rally é stato causato da un mercato ipervenduto e con speculatori eccessivamente esposti al ribasso. L'aspetto speculativo lo vediamo nella media mobile a 10 giorni della CBOE Equity put/call ratio che é passata dai 0.9 di due settimane fà ai 0.59 di venerdì. Negli ultimi dieci anni non abbiamo trovato nessun esempio di una variazione così radicale in così poco tempo. Non é stato però un short covering rally. Le posizioni short sono praticamente invariate ed anche le analisi dei COT (Commitments of Traders) non mostrano grandi differenze. L'approvazione del piano di austerità in Grecia ha fornito a metà settimana una spinta supplementare al rally grazie ai titoli finanziari. In Europa il miglior settore su base settimanale é stato quello delle banche (SX7E +9.77%) seguito da vicino da quello assicurativo (+7.63%). Le borse dei Paesi precedentemente maggiormente penalizzati dalla crisi Greca sono ovviamente anche quelli con la reazione positiva più sostanziale - l'Italia é un buon esempio (FTSE MIB +7.11%).
Eurostoxx50 +5.88% a 2875 punti
DAX +4.19% a 7419 punti
SMI +4.00% a 6237 punti
FTSE MIB +7.11% a 20517 punti
S&P500 +5.61% a 1339.67 punti
Nasdaq100 +6.51% a 2361 punti
Settimana scorsa avevamo previsto un'ondata di vendite finali per concludere il ribasso da maggio e poi l'inizio di una sostenibile fase di rialzo della durata di un paio di settimane. Il sell off finale non c'é stato ed il rialzo é cominciato alcuni giorni prima del previsto. Prevedevamo un ritorno dell'S&P500 sui 1300-1312 punti e dell'Eurostoxx50 sui 2800-2850 punti nell'ambito di una correzione nel ribasso estivo. Il rally di settimana scorsa é stato molto più intenso e veloce di quanto ci eravamo immaginati ed ha fatto salire gli indici molto più in alto di un normale ritracciamento di Fibonacci del 50%. Cosa significa questo per il nostro scenario negativo di medio-lungo termine? Cerchiamo di dare una risposta. Da inizio maggio le borse sono scese per circa 8 settimane - non crediamo che la recente reazione dei rialzisti termini già dopo una settimana. Di conseguenza, malgrado che il 1 di luglio sia un'ottima data per un massimo significativo, non pensiamo che i 1339 punti raggiunti dall'S&P500 venerdì siano un massimo. Ci deve essere una continuazione verso l'alto - il momentum é stato fortissimo e anche se venerdì abbiamo avuto sul corto termine un forma di esaurimento, crediamo che la prossima settimana sarà ancora positiva. Manteniamo quindi la previsione di due settimane di rialzo. Le RSI tra i 60 (Eurostoxx50 60.31) ed i 63 punti (S&P500 63.76) lasciano ancora spazio di manovra. A cortissimo termine la borsa americana é però ipercomperata e quindi ci saranno una o due sedute negative che ci mostreranno quanto intenso sarà l'ultimo picco verso l'alto. La fascia di resistenza a 1340-1350 punti é molto forte e potrebbe bloccare definitivamente questo rialzo. E dopo? L'indice DJ Transportation ha raggiunto un nuovo massimo annuale. Secondo la teoria di Dow, se il DJ Industrial segue (ha chiuso venerdì a 12582 punti - massimo annuale a 12928 punti) il rialzo viene confermato e probabilmente la nostra teoria di un sostanziale ribasso nella seconda parte dell'anno é sbagliata. Ma se il DJ Industrial non segue, c'é una classica divergenza negativa che presto sfocerà nella ripresa del ribasso da maggio. Noi favoriamo la seconda variante. Facendo paragoni col passato pensiamo che giugno 2011 corrisponda a novembre 2007. Nella prima decade di dicembre l'S&P500 era a 1515 punti, al termine di due settimane positive che avevano fatto risalire l'indice di circa 110 punti. Gli interessati possono andare a vedere cosa é successo in seguito. Vi sveliamo unicamente che 4 mesi più tardi l'S&P500 era 240 punti più in basso...
Riassumendo pensiamo che l'S&P500 possa salire ancora ai 1350 punti per la fine di settimana prossima. Vista la forza del movimento iniziato settimana scorsa non possiamo escludere un nuovo massimo annuale sui 1370 punti. Al momento non sembra molto probabile ma per saperlo dobbiamo osservare il primo ritracciamento che si verificherà all'inizio di settimana prossima.
Il rialzo ha però tre problemi che potrebbero limitarne o bloccarne lo sviluppo.
- I volumi sono modesti e specialmente l'ultimo balzo di venerdì (S&P500 +1.44%) é avvenuto con volumi in netta diminuzione. Il numero dei nuovi massimi a 30 giorni (1512) é stato però convincente. I volumi deludenti possono essere una conseguenza del lungo fine settimana.
- I prezzi delle materie prime sono giustamente saliti fino a mercoledì ma sono poi inspiegabilmente calati giovedì e venerdì (indice CRB -0.40%) costituendo una forte divergenza. Il prezzo dell'oro é caduto sotto i 1500 USD/oncia a 1487 USD/oncia. Se da un parte é logico che gli investitori abbandonino i beni rifugio come i metalli preziosi, non si capisce perchè anche il prezzo del petrolio é in calo.
- Gli investitori sembrano già euforici e pericolosamente ottimisti. Oltre alla già citato put/call ratio anche la volatilità VIX é ridicesa precipitosamente a 15.87 (contro i 21.10 di una settimana) e le inchieste tra gli investitori mostrano già alti livelli di bullish.
I mercati europei sono piuttosto scoordinati. Il DAX tedesco si trova già ad un paio di punti in percentuale dal massimo annuale e fatica a guadagnare ulteriore terreno. Il FTSE MIB si é invece appena mosso dal minimo annuale e sembra aver appena iniziato una rally da ipervenduto. In mezzo si trova l'Eurostoxx50 che venerdì alle 22.00 ha chiuso a 2889 punti (contro la chiusura ufficiale alle 17.50 a 2875 punti). Se il nostro ragionamento sull'S&P500 é corretto, l'Eurostoxx50 dovrebbe bloccarsi e ritracciare tra lunedì e martedì per poi ricominciare a salire nella seconda parte della settimana. L'obiettivo teorico é a 2900 punti (resistenza e ritracciamento del 61.8% secondo Fibonacci) ma vista la forte volatilità dei titoli finanziari differenze sono probabili.
Abbiamo già parlato di materie prime. Guardiamo quindi le divise. L'Euro si é rafforzato ed il cambio EUR/USD é a 1.45. La chart suggerisce una salita fin verso gli 1.47 prima di una ripresa della discesa in direzione 1.40. Il franco svizzero perde terreno - segno forse che gli investitori abbandonano i beni rifugio - é però troppo presto per dire se questa é tendenza. I tassi d'interesse sugli US Tresury Bonds sono ricominciati a salire. Settimana scorsa i tedeschi, nell'indifferenza generale, non sono riusciti a piazzare un'emissione di Bund. Nei prossimi mesi i Paesi hanno un notevole bisogno di capitali e con la fine del QE2 in America nessuno sà da dove verranno tutti questi soldi. Attenzione quindi al mercato dei capitali che nel prossimo futuro potrebbero diventare il tallone d'Achille dei mercati finanziari mondiali.
Malgrado il rally di settimana scorsa manteniamo quindi lo scenario generale di un ribasso estivo delle borse. Il rally é stato intenso rafforzando i rialzisti e arrecando danni, anche psicologici e morali, ai ribassisti. Per assorbire questo sviluppo c'é bisogno di tempo. La settimana prossima dovrebbe essere ancora moderatamente positiva ma in seguito l'equilibrio dovrebbe nuovamente spostarsi in favore dei ribassisti.
Un'auto lanciata a 140 km/ora in autostrada deve prima rallentare, prendere la prossima uscita e girare prima di rientrare nell'autostrada ed accelerare nella direzione opposta. Le borse devono seguire la stessa strada. L'unica alternativa é un'incidente...
Lunedì la borsa americana é chiusa per la Festa dell'Indipendenza. La seduta in Europa sarà quindi tranquilla e si giocherà nella prima ora di contrattazioni.
Commento del 1. luglio
2 maggio, 1. giugno e 1. luglio?
Ciclicamente oggi é una giornata da massimo. Ieri le borse sono ulteriormente salite. A fine giornata però erano sul livello massimo da noi previsto se non sopra. Ieri mattina avevamo parlato di Eurostoxx50 a 2825 punti con possibile massima estensione a 2842-2850 punti. L'indice ha chiuso a 2848 punti (+1.64%) andando nel dopo borsa fino a 2860 punti. L'S&P500 aveva un target a 1312-1316 punti ma é salito a fino ai 1322 punti per chiudere poco sotto a 1320.64 (+1.01%). Da lunedi si é sviluppato quindi un'intenso e dinamico rally che difficilmente si spegnerà senza prima una caduta di momentum.
Stamattina siamo un pò frastornati. Abbiamo previsto questo rialzo parlandone per giorni e preparandoci da settimana scorsa ad un minimo esaustivo. Poi tutto si é svolto improvvisamente e velocemente senza esaurimento verso il basso e con un'insignificante minimo ascendente lunedì accompagnato da una lieve divergenza sulla RSI. Il mercato ci é scappato tra le mani verso l'alto e malgrado che stesse facendo esattamente quello che ci eravamo immaginati non abbiamo osato seguirlo. Adesso ci troviamo nella situazione opposta. Da maggio parliamo di trend dominante ribassista. Essendo coerenti dovremmo usare il rally in corso per vendere ed andare short. La dinamica del movimento é però impressionante e specialmente in America i rialzo non sembra concluso.
In Europa i 2850 punti di Eurostoxx50 sono netta resistenza. In America invece i 1320 punti difficilmente fermeranno la salita dell'S&P500 che sembra destinato ad un'obiettivo sui 1240-1250 punti. È una pessima idea pensare di essere più furbi e tentare di opporsi ad un movimento di rialzo simile aprendo posizioni short in controtendenza. Bisogna almeno attendere che il momentum diminuisca. Anche un'auto deve rallentare prima di cambiare direzione...
Ieri i mercati europei sono stati evidentemente ancora stimolati dagli eventi greci. Gli indici azionari sono saliti spinti dalle banche (SX7E +2.34%) mentre l'Euro si é rafforzato, anche contro franco svizzero. Difficile dire fino a che punto questo rialzo é copertura di posizioni short, acquisti speculativi di titoli ipervenduti o window dressing nell'ottica della chiusura semestrale. Questi effetti sarebbero di breve durata. Dobbiamo osservare l'inizio del nuovo mese per saperne qualcosa di più. È difficile distillare la vera situazione del mercato in mezzo a tanti movimenti emozionali legati alla crisi greca. Per il momento rimaniamo con la nostra strategia di base. Questo rally é una correzione all'interno del trend ribassista di medio-lungo termine iniziato a maggio. Non sappiamo però ancora quando potrebbe esaurirsi. Una buona probabilità ciclica esiste tra oggi e l'inizio di settimana prossima. Come spiegato nell'introduzione il 2 maggio ed i 1. giugno sono stati dei netti massimi ai quali sono seguiti dei sostanziali ribassi. Rispettando questo ritmo di 30 giorni, particolarmente forte sull'S&P500, questo effetto potrebbe ripetersi. Attenzione però che il primo giorno di un semestre é statisticamente positivo. Non sorprendetevi quindi se oggi c'é ancora una limitata spinta verso l'alto.
Ieri l'S&P500 ha ripetuto il copione dei giorni precedenti. Esitazione iniziale, salita nelle prime due ore di contrattazioni verso il massimo giornaliero, movimento laterale e chiusura nuovamente vicino al massimo. A/D a 4595 su 1711 é normale. NH/NL a 856 su 132 vede finalmente un'espansione dei nuovi massimi anche se non molto consistente. La volatilità VIX é scesa a 16.52 (-0.75) - straordinariamente bassa. La CBOE Equity put/call ratio a 0.54 mostra forte e pericolosa speculazione al rialzo. Notiamo infine che l'S&P500 ha bucato le Bollinger bands (limite superiore a 1312 punti) e quindi difficilmente dovrebbe salire ulteriormente senza una pausa. Gli indici non sono ancora ipercomperati.
Il cambio EUR/USD é stamattina a 1.4515. L'oro invece é sceso a 1499 USD/oncia costituendo una curiosa divergenza che dovremo seguire. Non solo l'oro ma in generale i prezzi delle materie prime non hanno seguito la borsa (indice CRB -0.22%) fatto che costituisce un segnale d'allarme.
Stamattina le borse asiatiche sono positive ed il Nikkei giapponese guadagna il +0.5%. Il future sull'S&P500 é fermo a 1315 punti. La borse europee devono ancora scontare la chiusura positiva a New York ed inizieranno la giornata con una plusvalenza (Eurostoxx50 a 2853 punti +0.2%). Oggi é venerdi - lunedì prossimo la borsa americana é chiusa per il giorno dell'Indipendenza. È anche il primo giorno del nuovo mese. Dopo il rally degli ultimi giorni é probabile che torni la calma. Potrebbero esserci prese di beneficio ad inizio seduta seguite da un recupero. Per saldo non vediamo più sostanziali variazioni e prevediamo una chiusura invariata sia in Europa che in America.
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