Aggiornamento del 7 settembre
Normalmente di martedì pubblichiamo un commento ma vista la scarsità di avvenimenti che hanno contraddistinto la giornata di lunedì siamo obbligati a scrivere poche righe. Ieri Wall Street é rimasta chiusa (Labour Day) e senza i mercati americani in Europa é successo poco.
Ieri le borse europee hanno iniziato le contrattazioni con plusvalenze intorno al +0.5%. Questo era solo il risultato della buona chiusura di New York venerdì. Fin dall'inizio sono mancati gli stimoli ed i compratori. Gli indici sono oscillati tutta la giornata senza tendenza ed in un range ristretto. Alla fine sono prevalse alcune prese di beneficio e gli indici azionari hanno chiuso con una performance di ca. +0.3% con scarsi volumi di titoli trattati. Secondo noi già ieri é iniziato l'atteso consolidamente e ritracciamento. Vi ricordiamo che nel commento del fine settimana abbiamo previsto per i primi 3-4 giorni della settimana una sana discesa delle borse di ca. il 2% prima della ripresa del rialzo. È quello che si sta profilando stamattina. Le borse asiatiche sono in calo ed il Nikkei perde ca. il -0.9%. Il future sull'S&P500 é marginalmente sceso a 1103 punti. Il cambio EUR/USD é caduto a 1.2805 mentre franco svizzero e US Treasury Bonds futures si rafforzano. Oggi sarà quindi una giornata negativa. Per il momento le minusvalenze iniziali sembrano contenute. L'Eurostoxx50 dovrebbe esordire sui 2746 punti (-0.2%).
Noi pensiamo che la chiusura di venerdì dell'S&P500 sopra i 1100 punti sia stata una falsa rottura della resistenza che é ancora valida. Di conseguenza l'S&P500 dovrebbe venir respinto verso il basso e per logica dovrebbe oggi terminare la seduta sotto i 1100 punti.
L'oro é bloccato a 1249 USD/oncia ed una decisione sulla tendenza per le prossime settimane é pendente. Osserviamo con attenzione il comportamento del metallo giallo che con un calo potrebbe confermare i nostro scenario rialzista sulle borse.
Aggiornamento del 6 settembre
Stamattina i mercati asiatici sono positivi ed il Nikkei ha guadagnato il +2.05% a 9301 punti. Il future sull'S&P500 sale di ulteriori 2 punti a 1106 punti. L'apertura delle borse in Europa sarà ovviamente positiva e all'inizio avremo plusvalenze intorno al +0.6% (Eurostoxx50 a 2762). È possibile sullo slancio che i massimi di venerdì vengano testati (Eurostoxx50 a 2771 punti) ma per stasera non dovrebbero esserci sostanziali variazioni rispetto all'apertura. Oggi i mercati finanziari americani sono chiusi (Labour day) e non sono previsti dati economici rilevanti. Dopo il forte rally di settimana scorsa dovrebbe ora concretizzarsi un sano consolidamento.
Il cambio EUR/USD é a 1.29 e l'oro a 1249 USD/oncia. I bonds perdono di valore. Controlliamo da vicino i movimenti dell'oro che resta nel range 1136-1160 USD. Il franco svizzero é stabile. Per ora i movimenti sugli altri mercati finanziari rispettano le previsioni e confermano il rialzo delle borse.
Commento del 4-5 settembre
Finalmente questa settimana si é sviluppato l'atteso rimbalzo tecnico. È stato un movimento improvviso e dinamico. Ancora martedì l'S&P500 ha toccato il supporto a 1040 punti per infine terminare la giornata di venerdì 64 punti più in alto a 1104 punti. Il nostro obiettivo a 1100 punti é stato raggiunto. Oggi cercheremo di piazzare questo rally nel contesto generale, sviluppiamo delle previsioni per il prossimo futuro e aggiorniamo il nostro scenario per i prossimi mesi.
Cominciamo dalla fine. Il nostro scenario generale é invariato. Le borse sono in un bear market vale a dire in un ribasso di lungo periodo. Dopo il top di aprile avevamo previsto un movimento laterale ed ondulatorio di tipo distributivo fino alla fine dell'estate. Per l'S&P500 avevamo rozzamente definito un trading range tra i 1040 ed i 1150-60 punti giudicando il minimo annuale a 1010 punti una falsa rottura al ribasso. Un livello di equilibrio per questo indice é sui 1100 punti, poco sotto la media mobile a 200 giorni che ora é piatta a 1115 punti. Nei mesi precedenti avevamo fatto numerose ipotesi per un top individuando nel 20 di agosto, 1 settembre o 1 ottobre degli importanti possibili punti tornanti. Il 1. settembre é stato evidentemente un minimo. Secondo le nostre previsioni l'uscita da questo trading range deve avvenire al ribasso e causare una caduta dell'S&P500 sotto i 1000 punti per fine anno.
Adesso guardiamo le prospettive a medio termine. Per questo abbiamo bisogno di dividere l'analisi in due compartimenti. Uno grafico e ciclico ed uno strutturale.
I grafici degli indici ci mostrano che il rally degli ultimi ultimi quattro giorni ha cancellato la gamba di ribasso iniziata il 18 agosto ed é partito da una solida base di circa sei sedute di consolidamento. Il movimento é stato forte e dinamico é ha tutte le caratteristiche per poter continuare. Gli indicatori di momentum si sono appena mossi e, come il MACD, hanno appena fornito segnali d'acquisto. Ciclicamente l'S&P500 sta seguendo un ritmo di trenta giorni ed il fatto che abbia girato il 1. settembre ci mostra che ha intenzione di rispettarlo. Di conseguenza la probabilità é alta che questo movimento duri fino alla fine di settembre.
Con l'analisi strutturale possiamo ora vedere se i mercati hanno la forza e partecipazione necessari per seguire la strada tracciata dai grafici. Per questo guardiamo più da vicino cosa é successo settimana scorsa.
Le performance settimanali
degli indici azionari
sono state le seguenti:
Eurostoxx50 +4.31% a 2746 punti
DAX +3.08% a 6134 punti
SMI +3.52% a
6400 punti
FTSE MIB +4.15% a 20639 punti
S&P500 +3.75% a 1104.51
punti
Nasdaq100 +4.39% a 1870 punti
Venerdì gli indici hanno raggiunto gli obiettivi prefissati per questo rimbalzo e noi abbiamo prudentemente chiuso le posizioni rialziste e speculative a corto termine. Sia in Europa che in America é stata una seduta molto positiva grazie ad un report sul mercato del lavoro americano migliore delle attese. L'S&P500 ha chiuso a 1104.51 punti in rialzo del +1.32%. Advances/declines a 4676/1241 e nuovi massimi e minimi a 30 giorni a 859 su 93 mostrano una buona partecipazione. A livello settoriale sono stati i settori peggiori delle ultime settimane a condurre il rialzo. Per una volta guardiamo l'Europa e le performance settimanali dei subindici dell'Eurostoxx. I migliori sono stati auto (+6.46%), risorse di base (+6.38%), costruzioni (+5.61%), banche (+5.52%). Sembra a prima vista che gli investitori non abbiamo le idee in chiaro. Corrono a comperare quello che hanno venduto dieci giorni fà. Questo é tipico di un mercato in un movimento laterale e siamo convinti che resterà così. Questo non é un rialzo duraturo ma solo un'ulteriore oscillazione verso l'alto. Ora si tratta di capire fino a dove questo slancio potrebbe portarci. Torniamo in America. Venerdì il RSI sull'S&P500 é salito a 58.34, ed ora ci sono il 79% dei titoli sopra la media mobile a 20 giorni ed il 71% sopra quella a 50 giorni. A corto termine il mercato é ipercomperato. L'S&P500 sullo slancio ha superato la resistenza a 1100 punti ma secondo noi dovrebbe trattarsi di una momentanea falsa rottura ed ora il mercato deve consolidare. La volatilità VIX é precipitata a 21.31. Dal totale pessimismo (il fattore principale e scatenante di questo rally) stiamo arrivando ad una certa euforia. Di conseguenza nei prossimi giorni ci sarà una pausa ed un ritracciamento. Per darvi un'idea l'S&P500 potrebbe ridiscendere in tre sedute fino ai 1080 punti.
Se adesso uniamo i pezzi del nostro puzzle possiamo fare una previsione a medio termine. Il rialzo dovrebbe continuare fino a fine mese. Possibili obiettivo sono i 1130 punti di S&P500 (doppio massimo) o gli originali 1140-50 per completare il rialzo con un top. Oppure obiettivi superiori tipo i 1170 punti raggiunti a metà maggio. Sulla base del quadro odierno propendiamo per i 1150 punti di S&P500. Le borse europee dovrebbero quindi ancora apprezzarsi di un 4-5% fino a fine mese per poi riprendere definitivamente la via del ribasso.
Gli altri mercati finanziari sostengono la nostra tesi di una continuazione del rialzo per alcune settimane. Bund e USTreasury Bonds hanno avuto per mesi un rialzo interminabile facendo scendere i redditi delle obbligazioni a livelli incredibili. Solo da tre giorni questo movimento si é invertito. Secondo grafico e logica il ribasso dei prezzi delle obbligazioni dovrebbe continuare. Lo stesso vale per il franco svizzero, tipica moneta rifugio. È ora sopravalutata e solo da un paio di giorni sta di nuovo perdendo di valore. Anche qui la correzione deve continuare. Il cambio EUR/USD é tornato a 1.2895 ed un'obiettivo a 1.34 sembra possibile. I prezzi di petrolio (76.60 USD/barile) e materie prime in generale tornano a salire.
Un capitolo speciale va riservato all'oro. Negli ultimi mesi l'oro ha guadagnato terreno grazie al suo valore simbolico di bene rifugio. Con un USD forte dovrebbe perdere di valore, cosa che non si é verificata. Venerdì il prezzo é sceso a 1246 USD/oncia.
Se guardiamo il grafico dell'oro vediamo una fascia di resistenza a
1250/1260 USD (massimo annuale) con un possibile testa e spalle distributivo NON
confermato. Dal minimo del 28 di luglio c'é stato un rialzo con un chiaro trend
che costituisce un triangolo ascendente. Ora il prezzo dell'oro é
arrivato nell'angolo superiore e una decisione é imminente. Graficamente il triangolo ascendente si risolve normalmente al
rialzo (70% dei casi) ma in questo caso ci sono delle difficoltà o varianti di
interpretazione. Se non si considera il triangolo che ha solo un mese di vita ma si
guarda il testa e spalla o il triplo massimo potrebbe esserci una
rottura al ribasso nel 62% dei casi. La situazione é complicato ma esistono due aspetti chiari.
1. Una decisione sul trend a medio termine é imminente (2-3 giorni).
2. Una chiusura giornaliera sopra i 1260 USD é bullisch - una sotto
i 1236 é bearish con obiettivo iniziale e a 1160 USD. Ora bisogna tenere gli gli occhi aperti. Se come pensiamo il rimbalzo tecnico delle
borse diventa un rialzo di un mese, l'oro deve rompere al ribasso. La nostra previsione é quindi negativa. L'unico aspetto che ci rende insicuri é una considerazione di tipo fondamentale. Il rialzo delle borse deve corrispondere a prezzi delle materie prime in aumento e USD debole - questi fattori sono spesso a favore dei metalli preziosi. Ma se il rialzo dell'oro é stato causato dal tema "bene rifugio e sicurezza", ora il prezzo del metallo giallo deve correggere.
Lunedì 6 settembre i mercati finanziari americani rimarranno chiusi in occasione del Labour Day.
Di conseguenza lunedì in Europa succederà poco o niente.
Commento del 3 settembre
Ieri le borse europee non si sono mosse e gli indicatori tecnici sono rimasti invariati. L'unico lavoro che abbiamo dovuto fare ieri sera é stato di precisare gli obiettivi di questo rimbalzo tecnico. Se solo di rimbalzo tecnico si tratta. Sapete che questo movimento iniziato da una solida base ed esattamente sul punto tornante del 1. settembre potrebbe anche essere un rialzo di trenta giorni ma per il momento non lo sappiamo.
Ieri sera Wall Street si é ancora rafforzata con un rally nelle ultime due ore di contrattazioni ed una chiusura sui massimi giornalieri. L'S&P500 ha terminato a 1090.10 punti (+0.91%), a 10 punti dalla forte resistenza a 1100 punti. A questo punto il rialzo avrà un problema ma questo é un tema per settimana prossima.
Per ora il rialzo si sviluppa in maniera armonica. Ieri la MACD sull'S&P500 ha fornito un segnale d'acquisto mentre la RSI é salita a 54 punti. Ricordatevi quanto scritto nei giorni scorsi a proposito dei 60 punti. La seduta a New York é stata positiva con 4102 su 1756 advances/declines. Il numero di nuovi massimi e minimi a 30 giorni é stato di 541 a 138. Questo dato é ora di difficile interpretazione poiché gli indici si trovano nel mezzo del range degli ultimi 30 giorni (p.e. S&P500 1040-1120). Per misurare il "respiro" del mercato bisogna ora usare altri indicatori con il rapporto cumulato tra advances e declines o l'oscillatore di McClellan o il Summation Index. Questo tipo di analisi é però troppo complesso per questa rubrica e ci limitiamo ai risultati. I dati sono costruttivi e mostrano che un rialzo di 30 giorni é possibile. Attendiamo il fine settimana per fare una previsione.
Per ora ci limitiamo a confermare che l'S&P500 salirà a 1100 e gli indici europei seguiranno. A questo punto nell'ottica di un rimbalzo tecnico in contro tendenza conviene prendere i guadagni di posizion speculative rialziste e stare a guardare.
Gli altri mercati confermano il movimento delle borse. Il cambio EUR/USD é a 1.2820 ed i prezzi delle materie prime salgono. Il petrolio é a 76.50 USD/barile. L'oro é a 1250 USD, graficamente nell'angolo superiore di un triangolo e su una giuntura importante. Potrebbe fornire un segnale
decisivo per le borse con un certo anticipo. Studiate la chart che ne riparleremo nel fine settimana.
L'Eurobund future é caduto per la seconda giornata consecutiva (132.65 /-0.64) con una convincente candela rossa sul grafico. L'unica cosa che non ci piace é la continua rivalutazione del franco svizzero e la stabilità dello Yen. Non possiamo però avere tutto e dobbiamo accontentarci.
Stamattina i mercati azionari asiatici sono moderatamente positivi. Il Nikkei sale del +0.3%. Il future sull'S&P500 é sceso a 1087 punti (-2). Le borse europee inizieranno la seduta in positivo (+0.2% / Eurostoxx50 a 2724) e per stasera ci aspettiamo qualcosa di più. Importante sarà osservare la reazione degli investitori ai dati sul mercato del lavoro USA attesi alle 14.30. Ricordatevi che un mercato tecnicamente forte é in grado di incassare ed ignorare dati negativi.
Commento del 2 settembre
Ieri mattina, dopo la formazione di una solida base e sul punto tornante del 1. settembre, abbiamo deciso che era venuto il momento di comperare. Se doveva verificarsi l'atteso e previsto rimbalzo tecnico era giunto il momento. Gli speculatori e gli investitori sono arrivati alla stessa conclusione e ieri gli indici azionari sono schizzati al rialzo raggiungendo performance giornaliere intorno al +3%. Raramente un movimento del genere, specialmente se al rialzo, termina dopo una giornata. Spesso c'é una continuazione e anche se questo é solo un fugace rimbalzo in controtendenza ha ancora spazio verso l'alto. Il nostro obiettivo principale di un rimbalzo tecnico erano i 1100 punti di S&P500. Ieri sera questo indice leader ha chiuso a 1080.29 punti, in rialzo del +2.95%. Mancano quindi almeno ancora 20 punti. Esiste poi la variante positiva. Il rally é partito da una solida base ed esattamente sul punto tornante del 1. settembre. La durata tipica di questo movimento é di 30 giorni. Se questa costellazione é corretta il potenziale di rialzo é superiore e si potrebbe ritornare a parlare di un possibile triplo massimo a 1130 punti o del vecchio obiettivo a 1140-1150 punti. Dopo un giorno é però troppo presto per fare delle previsioni attendibili. A questo scopo dobbiamo attendere ancora alcune sedute e la chiusura settimanale. Inoltre dobbiamo esaminare la reazione dei mercati al rapporto sul mercato del lavoro USA atteso venerdì. Oggi parla Trichet é le sue parole saranno tese a sostenere i mercati finanziari.
Ieri i rialzisti hanno dominato la scena mentre i ribassisti sono spariti. Gli indici azionari sono brevemente scesi nella prima ora di contrattazioni ma poi sono saliti per tutta la giornata chiudendo sui massimi giornalieri e con forti volumi di titoli trattati. I guadagni di Eurostoxx50 e FTSE MIB hanno superato il 3%. Dopo cinque sedute con variazioni inferiori all'1% e giocate a ballare sui supporti, questa accelerazione dinamica verso l'alto ha sorpreso molti. Il rialzo é continuato in America ed ha toccato tutti gli indici e settori indistintamente. Chiaramente quei settori (banche +4.14%) e titoli (Bank of America +6.02%) che erano maggiormente ipervenduti sono quelli che hanno reagito di più. I dati tecnici della seduta sono ovviamente ottimi ed il numero di nuovi minimi a 30 giorni é evaporato a 188. La volatilità VIX é scesa a 23.89 ed abbiamo uno strano dato riguardante la CBOE Equity put/call ratio a 0.49. Vediamo alcuni segnali d'acquisto a corto termine forniti da indicatori tipo MACD. Le RSI sono tornate intorno ai 50 punti e come scritto nel commento del fine settimana dovrebbero salire ancora una decina di punti primo che il rally si esaurisca.
Riassumendo il rimbalzo tecnico in controtendenza é lanciato e ha ancora spazio verso l'alto. Noi manteniamo l'opinione che la tendenza a medio termine é negativa e quindi questo rally dovrebbe presto esaurirsi. Tecnicamente esiste però una variante che prevede un rialzo di 30 giorni. Di conseguenza non bisogna affrettarsi a vendere o andare short. È preferibile prima attendere lo sviluppo della situazione.
Gli altri mercati finanziari confermano il rialzo delle borse. Il cambio EUR/USD é salito a 1.2795 ed il franco svizzero ha perso di valore rispetto alla moneta europea. I prezzi delle materie prime salgono (con l'eccezione del gas naturale - vedi parte finale del commento del 28 agosto) ed il petrolio é tornato a 76.20 USD al barile. L'oro é fermo a 1246 USD/oncia e si trova sotto la forte resistenza a 1250-1260 ed al termine di un triangolo ascendente. Sospettiamo un'imminente rottura al ribasso ma non siamo sicuri e sconsigliamo short prima di chiari segnali. Il lungo rally dei bonds sembra terminato. L'Eurobund future é salito nell'ultimo mese da 127.40 punti ai 134.77 punti di martedì. Ieri é crollato a 133.29 e la discesa dovrebbe avere un seguito.
Stamattina i mercati asiatici si rafforzano ed il Nikkei guadagna l'1.3%. L'S&P500 future perde due punti a 1078. Dopo i forti guadagni di ieri le borse devono consolidare. Gli indici europei inizieranno la seduta in leggero calo (-0.3% / Eurostoxx50 a 2700 punti). Prevediamo prese di beneficio stamattina ed un recupero nel pomeriggio per una chiusura senza sostanziali variazioni.
Commento del 1. settembre
Dopo la deludente seduta di lunedì, ieri abbiamo avuto una giornata costruttiva. Malgrado premesse pessime i ribassisti non sono riusciti ad imporsi e le vendite sono evaporate in vicinanza o sui supporti. Si conferma l'impressione che gli indici azionari non hanno al momento argomenti per scendere ulteriormente. La domanda é ora se esistono forze sufficienti per trascinare l'atteso rimbalzo in controtendenza. Su questo abbiamo parecchi dubbi poiché pian pianino sta sparendo l'effetto di ipervenduto. Più tempo un indice passa ad un certo livello e più gli investitori si abituano facendo sparire quell'urgenza di comperare data dall'impressione che il mercato é sceso troppo in basso. Riassumendo non vediamo ragioni per un'accelerazione al ribasso ma per ora mancano gli argomenti per un rally. Speculando si può comperare adesso tentando di anticipare il movimento. Il rischio é che non succeda niente e le borse tra un paio di settimane sono ancora qui.
Ieri mattina il ribasso in Europa é durato meno di un'ora e poi lentamente ma costantemente le borse hanno recuperato per una chiusura in guadagno. In America la seduta é stata volatile ed all'inizio c'é stato l'atteso ed ulteriore (terzo) test del supporto a 1040 punti di S&P500. L'indice é sceso fino a 1040.88 punti per chiudere invariato a 1049.33 (+0.04%). È stata in generale una seduta positiva (advances/declines a 3101 su 2760) dove solo l'indice tecnologico Nasdaq100 (-0.26%) si é indebolito. Troviamo il Gotha della tecnologia (Intel, Cisco, Microsoft, Oracle, RIMM) nei 900 titoli che hanno toccato un nuovo minimo a 30 giorni e questo ci preoccupa. La borsa ha decisamente paura di un forte rallentamento economico e lascia cadere i titoli molto sensibili in questo campo. Il rialzo senza tecnologia é impossibile e quindi restiamo con il nostro scenario di un rimbalzo tecnico ma nulla più. 900 nuovi minimi sono tanti e mostrano che la pressione di vendita é presente. Tra l'altro l'altro settore ben rappresentato tra i nuovi minimi sono sempre le banche. Un'aspetto positivo a corto termine é il sentiment. Volatilità VIX é scesa a 26.05 mentre la CBOE Equity put/call é salita a 0.74. In generale vediamo molto pessimismo, fatto che dovrebbe poter alimentare l'atteso rimbalzo.
Oggi é il 1. settembre e se il punto tornante ha un'effetto le borse dovrebbero risalire da un'ovvio minimo. In questo caso l'ampiezza della base dovrebbe permettere una salita consistente.
Sugli altri mercati temi e tendenze non cambiano. Il franco svizzero continua a rivalutarsi e tocca nuovi records ogni giorno. Il cambio EUR/USD é invece costante a 1.27. Le obbligazioni continuano a salire. Ieri l'Eurobund future ha chiuso ad un nuovo massimo a 134.49. In fondo in mezzo a tutta questa evidente ricerca di sicurezza (compreso oro a 1248 USD/oncia) é sorprendente che le borse non cedono. Se solo per alcuni giorni gli investitori abbandonassero le loro reticenze, l'atteso rally delle borse si concretizzerebbe subito.
Stamattina le borse asiatiche tornano a rafforzarsi ed il Nikkei sale dell'1%. Il future sull'S&P500 guadagna 8 punti a 1056 punti. Le borse europee inizieranno le contrattazioni in rialzo del +0.8% (Eurostoxx50 a 2636 punti). Questo potrebbe essere l'inizio dell'atteso rialzo a corto termine.
Commento del 31 agosto
La giornata di ieri non ci é piaciuta. Non abbiamo visto niente di quello che ci aspettavamo e stamattina siamo piuttosto perplessi. Non abbiamo l'abitudine di cambiare opinione ad ogni colpo di vento anche perché non basta una seduta che non si svolge secondo i nostri desideri per cambiare lo stato degli indicatori tecnici. Ieri però l'S&P500 ha terminato a 1048.92 punti (-1.47%) e quindi non lontano dal supporto a 1040 punti. Il nostro scenario prevedeva ora un rimbalzo tecnico verso i 1100 punti prima della ripresa del trend ribassista a medio termine che, ricordiamo, é dominante. Esistono ora due possibilità. La prima é che il ribasso continui senza il previsto rimbalzo tecnico. La seconda é che gli indici hanno bisogno di fare una base più solida prima di risalire. Stiamo sempre tentando di far combaciare il punto tornante del 1. settembre con lo stato attuale del mercato. Tra oggi e domani potrebbe esserci un minimo significativo che, se si verificasse sul punto tornante, sarebbe poi seguito da un rialzo di circa 30 giorni ed in questo caso con un'obiettivo superiore ai 1100 punti. La soluzione la fornirà il mercato tra oggi e domani - tenete ovviamente d'occhio i 1040 punti di S&P500 e non siate sorpresi nel caso di una falsa rottura al ribasso seguita da un reversal.
Come detto ieri niente é funzionato come previsto. Gli indici azionari sono scivolati verso il basso per tutta la giornata, i bonds si sono rafforzati (nuovo massimo dell'Eurobund future a 134.41), l'Euro ha perso di valore mentre il franco svizzero si é rivalutato. Gli indici europei (con l'eccezione di SMI svizzero) hanno perso ca. il -0.6% dopo un'apertura a +0.4%. L'intonazione negativa é proseguita in America e come detto l'S&P500 ha chiuso sul minimo giornaliero a 1048 punti. Stranamente i volumi di titoli trattati sono stati mediocri. L'advances/declines é stata di 1204 a 4699 mentre i nuovi minimi a 30 giorni sono stati "solo" 439. Tra questi continuano ad apparire molte banche (Bank of America) e tecnologia (Cisco). Questi due nomi appaiono anche tra i minimi a 52 settimane. Notiamo anche il nome di Goldman Sachs! L'indice BKX delle banche é sceso a 42.98 (-2.74% / minimo di agosto a 42.70) ed é ora sull'orlo di un baratro. Se non si ferma qui precipita ancora del 10%. Con una RSI a 31.32 dovrebbe rimbalzare ma se effettivamente l'indice é molto debole può continuare lentamente a scendere infischiandosene dell'ipervenduto.
Interessante é osservare i Bullish Percent Index settoriali. Gli unici settori ancora in un un trend rialzista (indice sopra il 50%) sono Telecom, Utilities e Consumer Staples (consumi necessari). Un vero cocktail di titoli difensivi.
A livello di sentiment notiamo un forte pessimismo anche se la volatilità VIX, salita a 27.21 (+2.76) non mostra ancora panico (valori nettamente sopra i 30 punti).
Riassumendo il quadro a medio termine resta negativo ma sentiment e ipervenduto potrebbero ancora permettere l'atteso rimbalzo tecnico.Gli altri mercati finanziari non offrono sorprese. Stamattina il cambio EUR/USD é a 1.2660 e l'oro a 1234 USD/oncia.
La giornata odierna sarà difficile. I mercati asiatici sono in caduta ed il Nikkei crolla del -3.5%. Il future sull'S&P500 perde ancora 5 punti a 1040.50 punti. Si prospetta quindi un test del decisivo supporto a 1040 punti. I mercati europei inizieranno le contrattazioni in netto calo (Eurostoxx50 a 2585 / -1.2%) e difficilmente riusciranno a stabilizzarsi senza l'aiuto dell'America. Prevediamo quindi ulteriori perdite fino nel primo pomeriggio e poi si deciderà il futuro del mercato sul medio termine.
Aggiornamento del 30 agosto
Stamattina i mercati asiatici sono positivi. Il Nikkei si avvicina alla chiusura con una plusvalenza del +1.4%. Il future sull'S&P500 é a 1068.50 con un guadagno di 4 punti. Il cambio EUR/USD é a 1.2730 ed il franco svizzero si indebolisce. Di conseguenza il rally di venerdì sera dovrebbe oggi continuare. Le borse europee apriranno al rialzo del +0.6% (Eurostoxx50 a 2645) e dovrebbero riuscire a mantenere questo guadagno fino a sera.
I prezzi delle materie prime sono in ascesa con praticamente tutti i metalli sono in positivo. L'unica eccezione é l'oro che scende a 1236 USD/oncia. Sembra che il metallo giallo si muova con regole proprie e probabilmente in questa fase di rialzo delle borse sarà in difficoltà.
Confermiamo la nostra previsione per la settimana che prevede un saldo positivo di un 2-3%.
Dovrebbe però solo trattarsi di un'effimero rally all'interno di una tendenza a medio termine ribassista.
Commento del 28-29 agosto
Venerdì, dopo un paio di falsi allarmi, é finalmente partito l'atteso rimbalzo tecnico. È stata però una giornata strana. Gli investitori non hanno reagito ai dati economici, negativi e positivi ma hanno atteso il discorso di Bernake delle 16.00. Bernanke non ha affermato niente di diverso da quello che doveva dire. La Banca Centrale americana farà di tutto per sostenere l'economia - é questo il suo compito costituzionale. Fino a quel punto l'S&P500 era nuovamente sceso fino a 1040 punti (minimo a 1039.70 punti) e noi stavamo perdendo le speranze in una reazione. È stata una guerra dei nervi ma alla fine l'analisi tecnica ha prevalso. Dai supporti ed in una situazione di eccesso di vendite e di pessimismo, le borse sono tornate a salire e si é verificato tutto quanto avevamo discusso da giorni. I bonds sono calati, l'Euro ha recuperato, i prezzi delle materie prime sono saliti, i titoli delle banche hanno condotto il rally e gli indici americani hanno terminato la seduta sui massimi giornalieri. L'S&P500 é salito a 1064.59 punti (+1.66%). Lo scopo dell'analisi odierna é di cercare di determinare quali sono le probabilità che il nostro obiettivo a 1100 punti venga raggiunto. Cominciamo ad esaminare la settimana trascorsa.
Le performance settimanali
degli indici azionari
sono state le seguenti:
Eurostoxx50 -0.64% a 2630 punti
DAX -0.90% a 5951 punti
SMI -0.04% a
6183 punti
FTSE MIB -0.26% a 19817 punti
S&P500 -0.66% a 1064.59
punti
Nasdaq100 -1.87% a 1791 punti
Gli indici azionari sono scesi lunedì e martedì, hanno consolidato mercoledì e giovedì e si sono ripresi unicamente venerdì nel tardo pomeriggio. Questo non é bastato per una performance settimanale positiva ma almeno le borse hanno contenuto le perdite. Durante la settimana la pressione di vendita é diminuita e questo l'abbiamo visto bene nel numero dei titoli che hanno raggiunto un nuovo minimo a 30 giorni. Dai 2187 di martedì sono progressivamente scesi a 1727 e 555 per tornare venerdì a 671. Questi 671 sono però pochi considerando che molti indici hanno toccato un minimo mensile. Tra questi 671 troviamo però ancora tanta (troppa) tecnologia (Intel, Microsoft, Cisco, Apple) e grandi banche (Citigroup, Bank of America). Questo fatto ci preoccupa in un'ottica a medio termine e conferma l'impressione che avremo adesso solo un rally in controtendenza o rimbalzo tecnico ma nulla più. D'altra parte sembra che questo movimento ha ancora spazio verso l'alto. Le RSI si sono appena mosse (la RSI sull'S&P500 e solo a 42.61 e dovrebbe andare almeno a 60 prima che l'indice si blocchi) e la volatilità VIX é scesa a 24.45 (-2.92). Questo dato ci mostra che gli investitori sono abbastanza fiduciosi. Venerdì i migliori settori sono stati i peggiori delle ultime due settimane (Russell2000 +2.83% e banche indice BKX +2.53%). Questo significa che i traders comprano quei titoli otticamente troppo venduti e a basso prezzo - in genere questo tipo di strategia é legata a guadagni a corto termine.
Ci distuba il comportamento del Nasdaq100. L'indice venerdì é marginalmente sceso sotto il supporto a 1750 punti (minimo a 1747 punti) e la performance giornaliera é stata sotto la media (+1.28%). Intel ha annnunciato una riduzione della cifra d'affari prevista e prospettive in peggioramento a causa di un rallentamento delle vendite dei PC.
Riassumendo, dati tecnici e comportamento degli indici ci mostrano che lo slancio iniziale di questo rally é sostanziale e quindi stimiamo che le probabilità di una salita verso i 1100 punti sono alte. A medio termine invece il quadro resta negativo e abbiamo l'impressione che stia peggiorando. Di conseguenza lo scenario di un doppio massimo discendente a 1100 punti di S&P500 (17-18 agosto e forse settimana prossima) a seguito del doppio massimo a 1130 punti (21 giugno e 9 agosto) diventa una concreta possibilità. Questa combinazione di doppi massimi discendenti é molto negativa ed aprirebbe poi la strada all'attesa continuazione del bear market con un'obiettivo sotto i 1000 punti. A livello temporale vi abbiamo già presentato in precedenti commenti il punto tornante del 1. settembre. Tecnicamente perfetto sarebbe un massimo a 1100 punti per mercoledì prossimo. 31 punti d'incremento in tre sedute sono tanti ma l'impresa é fattibile.
Gli altri mercati finanziari hanno reagito venerdì confermando il rally di Wall Street. Il cambio EUR/USD é salito a 1.2760, YEN e CHF si sono indebiliti. I prezzi di materie prime e petrolio (76.65 USD/barile) sono saliti (unica eccezione il gas naturale che ha perso il 2.23% malgrado i consigli d'acquisto di alcuni siti italiani che si ostinano a non analizzare le charts) mentre le obbligazioni di Stato (USA e Germania) hanno perso sensibilmente di valore. L'oro é fermo a 1237 USD /oncia e per ora sembra senza tendenza.
Le prospettive a corto termine delle borse sono positive. Settimana prossima l'S&P500 dovrebbe salire verso i 1100 punti e gli indici europei dovrebbero seguire con gli stessi temi (p.e. banche a condurre il rally). Indici più speculativi e con un peso preponderante di finanza (Eurostoxx50 e FTSE MIB) dovrebbero comportarsi meglio di indici più conservativi (DAX e SMI). Fate attenzione che gli indici non raggiungeranno esattamente gli obiettivi indicati. Termineranno il rally o sotto gli obiettivi, o con una falsa rottura al rialzo. Siamo però convinti che le borse sono in un bear market ed in un ribasso a medio termine. Statisticamente i mesi di settembre ed ottobre sono i peggiori dell'anno. Oltre tutto le prospettive economiche si stanno deteriorando. Consigliamo quindi una strategia difensiva e pianifichiamo posizioni short.
Attendiamo però prima di andare short. Non siamo infallibili e possiamo sbagliare. Il rialzo iniziato venerdì potrebbe sorprendere in bene e far tornare in auge il vecchio obiettivo a 1140-50 punti di S&P500. Dopo una sola seduta di rally non siamo ancora sicuri del suo potenziale.
Commento del 27 agosto
Ieri le borse europee sono debolmente rimbalzate chiudendo la giornata con una moderata plusvalenza ma mostrando poca forza e partecipazione. L'andamento della seduta e gli scarsi volumi di titoli trattati mostrano che a questo livello i venditori sono restii a continuare la loro azione mentre ai compratori manca il coraggio di intervenire. In America vediamo più o meno la stessa situazione. Wall Street ha iniziato la seduta con un tono costruttivo che é presto sparito. Gli indici sono nuovamente scivolati verso il basso fino a metà seduta e poi non si sono più mossi. Per ore é regnata una calma surreale. Forse sono tutti in attesa dei dati sul PIL USA previsti oggi alle 14.30. Alla fine l'S&P500 si é fermato a 1047.22 punti (-0.77%).
Un dato che usiamo moltissimo, quello dei nuovi minimi a 30 giorni, mostra chiaramente l'assenza dei venditori in vicinanza dei 1040 punti di S&P500. 555 nuovi minimi (contro i 1727 di mercoledì ed i 2187 di martedì) sono improvvisamente pochissimi considerando che l'indice é sceso a 6 punti dal minimo toccato il giorno precedente. Per il resto non abbiamo niente da segnalare. A livello settoriale é mancato l'atteso recupero dei titoli bancari (indice BKX -0.71%). Con la RSI a 26.47 l'indice é però come una molla compressa pronta a scattare verso l'alto alla minima occasione o notizia positiva.
La nostra impressione generale é che le borse stanno costituendo una base per poi risalire verso l'alto nell'atteso rimbalzo tecnico. Temporalmente abbiamo un possibile punto tornante il 1. di settembre vale a dire mercoledì prossimo. Un punto tornante é una data dove gli indici possono raggiungere un minimo o un massimo per poi cambiare direzione. In teoria ci sono due possibilità. O le borse scendono per un minimo significativo ancora per un paio di giorni oppure c'é ora un rally che riporta l'S&P500 in quattro sedute sui 1100 punti per l'atteso doppio massimo discendente. Entrambe le soluzioni non ci piacciono. Da una parte non vediamo come l'S&P500 possa scendere sotto i 1040 punti (l'alternativa sarebbe un paio di giorni altalenanti con un minimo a 1040 punti) mentre un rally del 5% in 4 sedute sembra molto ottimistico. La soluzione verrà fornita dalla seduta odierna e dalla chiusura settimanale.
Sugli altri mercati finanziari la situazione é invariata. Il cambio EUR/USD é a 1.2720 ed il franco svizzero continua lentamente a rivalutarsi. L'Eurobund future ha raggiunto un nuovo massimo a 134.22 mentre l'oro ha perso un paio di USD scendendo a 1237 USD/oncia in quello che sembra un movimento casuale. Le materie prime tornano a rafforzarsi ed il petrolio é risalito a 74.80 USD/barile. L'unico aspetto veramente negativo é la discesa continua dei tassi d'interesse. I mercati obbligazionari stannno decisamente scommettendo su una recessione.
Stamattina a sorpresa i mercati asiatici si rafforzano ed il Nikkei guadagna il +0.85%. Il future sull'S&P500 risale a 1049 punti. I mercati azionari europei devono ancora scontare il calo di ieri sera a New York ed inizieranno le contrattazioni in calo del -0.4% (Eurostoxx50 a 2594 punti). Pensiamo che fino ad oggi pomeriggio succederà poco. Visto che le ultime sedute sono state condizionate dai dati congiunturali provenienti dagli Stati Uniti, tutti aspetteranno il PIL USA del secondo trimestre atteso alle 14.30 prima di prendere delle decisioni. Le stime sono state più volte riviste al ribasso e la previsione é ora a +1.4%. Potrebbe esserci una sorpresa positiva. Un'altro dato importante, la fiducia dei consumatori, arriverà alle 15.55.
Commento del 26 agosto
Ieri in America é partito l'atteso rimbalzo tecnico. Come sapete un mercato che riesce ad ignorare notizie negative é forte e vuole salire. Ieri sono stati pubblicati ancora due pessimi dati sulla congiuntura americana riguardanti gli ordini di beni durevoli e la vendita di nuove case. Gli indici azionari sono caduti a nuovi minimi mensili ma poi hanno lentamente recuperato per chiudere in positivo. Esistono ancora numerosi rischi ma tecnicamente si profila nei prossimi giorni una risalita degli indici azionari. Obiettivi indicativi sono i 2700 punti di Eurostoxx50 ed i 1100 punti di S&P500.
A dire il vero prevedavamo una certa reazione positiva per il mattino ma gli investitori europei non hanno avuto il coraggio. Hanno ignorato un dato positivo per l'economia tedesca (Indice Ifo in crescita) e lasciato nuovamente scivolare i corsi azionari verso il basso. A fine giornata le perdite sono oscillate intorno all'1%.
Come al solito molto più interessante é stata la seduta a Wall Street. L'S&P500 é sceso sul decisivo supporto a 1040 punti (minimo a 1039.83) e quando ormai tutti pensavano che la situazione era definitivamente compromessa é arrivato l'agognata reazione. Condotti dalla tecnologia gli indici sono tornati a salire e l'S&P500 ha chiuso a 1055.33 punti (+0.33%) facendo apparire sui grafici una solida candela bianca. Siamo sorpresi che l'indice sia dovuto scendere fino ai 1040 punti prima di fermarsi ma d'altra parte siamo soddisfatti di vedere che é arrivata l'attesa reazione positiva. Se la nostra analisi é corretta ora dovrebbo esserci un rally fino alla fine del mese e l'indice dovrebbe idealmente risalire fino ai 1100 punti per un doppio massimo. Giacché le borse sono in un ribasso a medio termine dovrebbero poi ricominciare a cadere.
Dei dati tecnici della serata mettiamo solo alcuni aspetti in evidenza. I nuovi minimi a 30 giorni sono scesi 1727 mostrando una diminuita partecipazione al ribasso e confermando la possibilità di un recupero. A livello settoriale abbiamo visto una buona performance di Nasdaq100 (+0.88%) e Russell2000 (+1.56%). Le banche invece hanno terminato la seduta ancora in perdita (BKX -0.41%) e questa é una fonte di seria preoccupazione. Senza la finanza é difficile che ci possa essere un rimbalzo tecnico del 4%. La volatilità VIX é caduta a 26.70 (-0.76).
Gli altri mercati sembrano confermare il cambiamento di direzione temporaneo delle borse. Il cambio EUR/USD é risalito a 1.2710 ed il petrolio a 73.70 USD. Sul grafico dei bonds futures é apparsa una prima solida candela rossa. L'oro continua a muoversi con regole sue ed é tornato a 1241 USD/oncia. Non sappiamo cosa potrebbe fare a corto termine anche se un test del massimo annuale a 1260 USD/oncia sembra logico.
Stamattina i mercati asiatici reagiscono tiepidamente ai buoni segnali provenienti da New York. Il Nikkei guadagna il +0.6% mentre il future sull'S&P500 sale a 1056 punti (+2). L'apertura in Europa sarà positiva (Eurostoxx50 a 2606 +0.5%) e molto importante per la nostra teoria di un rimbalzo tecnico sarà l'andamento giornaliero. La chiusura stasera deve mostrare una candela bianca sul grafico. Questo significa che dall'apertura c'é bisogno un'incremento.
Commento del 25 agosto
Le vendite di case in America sono scese nel mese di luglio del 27% e dopo questo dato le borse sono crollate. A fine giornata le minusvalenze degli indici sono oscillate tra un -1% ed un -1.8%, non tanto considerando la pessima notizia. Il problema é che le borse si stanno ormai indebolendo da due settimane e sono scese su importanti supporti a medio termine rompendoli. Per assurdo le prospettive a corto termine sono positive. Il crollo di ieri é stata contraddistinto da una netta reazione sul minimo che ha coinvolto bonds, divise e materie prime. Potrebbero esserci ancora alcuni giorni volatili e difficili ma poi si dovrebbe concretizzare un'anemica ripresa. A medio termine invece il quadro é ormai negativo. Noi prevedavamo originariamente un top ed il ritorno del trend negativo per il 20 di agosto. Temporalmente non abbiamo sbagliato di molto visto che questa gamba di ribasso é iniziata il 10 di agosto. Purtroppo non siamo riusciti ad identificare l'inizio di questo movimento visto che si é trattato di un doppio massimo poco chiaro. Ora le borse entrano in un periodo difficile con l'economia in rallentamento e che fornisce dati negativi. È quindi probabile che la tendenza ribassista rimanga ora fino a fine anno.
Ieri dopo la pubblicazione del dato relativo al mercato immobiliare USA l'S&P500 é caduto fino a 1046.58 punti per poi rimbalzare di una decina di punti verso l'alto. Il resto della seduta é stato relativamente tranquillo con purtroppo vendite nell'ultima ora di contrattazioni che hanno fatto ridiscendere l'indice a 1051.87 punti (-1.45%). Si é così avverato quanto previsto nel commento di venerdì mattina "Una discesa sui 1070 punti nei prossimi giorni é sicura, una rottura
fino ai 1060 punti possibile, un crollo fino ai 1050 punti teoricamente
immaginabile ma poco probabile." L'indice ha superato di una decina di punti i nostri obiettivi. La seduta é stata negativa con 1415 advances e 4490 declines. La RSI sull'S&P500 é scesa a 34.43 ed ormai solo il 26% dei titoli americani é sopra la media mobile a 20 giorni - a corto termine gli indici cominciano ead essere ipervenduti e sono usciti dal limite inferiore delle Bollinger Bands. A 30 giorni abbiamo avuto 80 nuovi massimi contro 2187 nuovi minimi. Il dato dei nuovi minimi é consistente e mostra una solida ma non massiccia partecipazione al ribasso. A preoccupare in un'ottica a medio termine sono i nomi che appaiono nella lista dei nuovi minimi a 52 settimane: Bank of America, Wells Fargo, Cemex, Dell, HWP, Yahoo. RIM, GAP, ecc.. Finanza e tecnologia conducono il ribasso. L'indice settoriale delle banche BKX ha toccato un minimo annuale ed é arrivato sul supporto di medio termine. La RSI é scesa a 28.25, valore visto l'ultima volta a gennaio 2009. Stranamente gli investitori sono relativamente tranquilli. La volatilità VIX é salita solo a 27.43 mentre a luglio di quest'anno aveva toccato un picco a 37.5. La CBOE Equity put/call ratio é tornata ad un normale 0.73 mostrando che il 0.39 di ieri era solo un'anomalia.
Riassumendo a corto termine gli indici dovrebbero ora stabilizzarsi ed eventualmente tentare un'anemico recupero. A medio termine però le prospettive diventano fosche.
Anche sugli altri mercati finanziari dovremmo aver toccato minimi e massimi significativi. Il cambio EUR/USD é sceso ieri a 1.2585, é rimbalzato poi fino a 1.2705 per tornare stamattina a 1.2645. Importante é però il cambio EUR/YEN che é crollato negli ultimi 5 giorni con una serie di consistenti candele rosse. Stamattina finalmente arriva una reazione e si vede una candela bianca sul grafico. Anche il calo dei prezzi delle materie prime sembra momentaneamente terminato e stamattina il prezzo del petrolio risale a 72.70 USD/barile. L'oro é a 1232 USD/oncia, sballottato tra USD forte ed investitori alla ricerca di un bene sicuro. Il Bund ieri ha toccato un picco a 134.26 con un'impressionante accelerazione che sembra di tipo esaustivo. Stamattina lo troviamo 133.85.
Oggi i mercati asiatici sono ancora in calo ed il Nikkei perde il -1.66% a 8845 punti. Il future sull'S&P500 sale di un punto mentre l'apertura dei mercati europei sarà ancora in calo del -0.4% (Eurostoxx50 a 2605). Prevediamo un leggero recupero fino nel primo pomeriggio quando arriveranno nuovi dati congiunturali dall'America. Alle 14.30 gli ordini dei beni durevoli ed alle 16.00 la vendita di case nuove. I dati in sé stessi sono poco importanti. Le borse saranno pronte a risalire quando saranno in grado di ignorare informazioni negative.
Commento del 24 agosto
Ieri non é successo molto. A fine giornata plusvalenze (in Europa) e minusvalenze (in America) sono rimaste moderata in sedute con scarsi volumi di titoli trattati e poca volatilità. Eppure stamattina siamo inquieti e per la prima volta da settimane abbiamo voglia di vendere. Il vantaggio dell'analisi tecnica é di obbligare chi la usa ad essere sistematico ed oggettivo. Un'aspetto emozionale é però inevitabile. Lo scivolare verso il basso di Wall Street ha un'aspetto minaccioso. Vediamo un lento deterioramento della situazione senza poter determinare un'aspetto decisivo per farci cambiare totalmente idea e prevedere una continuazione del ribasso.
Ieri in Europa le borse sono rimbalzate dai minimi di venerdì. In mancanza di altri stimoli non avevano alternative. Wall Street ha iniziato la seduta in positivo e l'S&P500 é balzato nella prima mezz'ora di contrattazioni fino ai 1081 punti. Poi non ha fatto che scivolare lentamente verso il basso con un contenuto aumento delle vendite sul finale. L'indice ha chiuso sul minimo giornaliero a 1067.36 punti. Non é la minusvalenza di -0.40% a spaventarci ma l'andamento della seduta e l'analisi settoriale. Si comportano bene i settori difensivi (farmaceutica, consumi necessari, utilities) mentre scendono continuamente i settori dipendenti dall'andamento congiunturale (sopra tutti i semiconduttori -1.25%). Un dato sorprendentemente positivo viene invece dai nuovi minimi a 30 giorni in diminuzione (996 contro i 1064 di venerdì). Tra questi però appaiono molti nomi importanti della tecnologia come Intel, HWP, AMD e Apple. La volatilità VIX é normalmente salita a 25.66 mentre un dato straordinario viene dal CBOE put/call ratio: 0.39. Perché così tanti calls in una giornata negativa? Qualcuno che ne sa qualcosa di più sta comperando? Un dato molto basso durante un rally indica speculazione ed eccesso di fiducia. Ma un numero così basso ora é inusuale. Una giornata non fà tendenza ma seguiamo da vicino lo sviluppo di questo rapporto.
Dagli altri mercati finanziari proviene la stessa immagine di malessere. Il cambio EUR/USD é caduto a 1.2650. Di positivo c'é che il franco svizzero ha smesso di rafforzarsi. I prezzi delle materie prime scivolano verso il basso con il petrolio calato a 73.40 USD al barile e l'oro a 1221 USD/oncia. Solo i prezzi delle granaglie salgono. Il bund rimane incollato al massimo annuale mentre l'USTreasury da segni di incertezza e potrebe aver raggiunto un top ma non cede.
Riassumendo abbiamo in America dei nuovi minimi mensili sui mercati azionari che preoccupano. L'S&P500 non ha però rotto i 1060 punti di supporto (ed il Nasdaq100 i 1800) e quindi la possibilità di un'ultima reazione verso i 1100 (o forse i 1130 punti) sussiste. Sui grafici appaiono costellazioni tecniche ribassiste non ancora confermate ma potenzialmente pericolose. In una situazione del genere bisogna evitare posizioni long.
Stamattina i mercati asiatici sono moderatamente negativi. Solo in Giappone c'é un netto calo con il Nikkei che perde l'1.3%. Il future sull'S&P500 scende a 1062 punti (-3). Le borse europee reagiscono ovviamente negativamente ed inizieranno le contrattazioni in calo del -0.6% (Eurostoxx50 a 2640). Torniamo quindi alle valutazioni di venerdì scorso. Se oggi non appare qualcosa di nuovo ed una certa forza in un qualche mercato determinante, é possibile che il ribasso acceleri cancellando la probabilità di un'ultima reazione del rialzisti.
Aggiornamento del 23 agosto
Stamattina le borse asiatiche sono in negativo. Il Nikkei cala del -0.7% al termine di una seduta senza spunti particolari. Il future sull'S&P500 é a 1072 punti con un premio di 2 punti rispetto alla chiusura di venerdì. Gli indici azionari europei inizieranno le contrattazioni in leggero guadagno (Eurostoxx50 a 2650 punti / +0.2%).Il cambio EUR/USD é fermo a 1.2715. Il prezzo dell'oro é a 1227. Come vedete non ci sono cambiamenti nel panorama generale.
Restiamo dell'opinione che questa settimana dovrebbe esserci un'ultimo tentativo dei rialzisti di recuperare le posizioni perdute. Tra oggi e domani gli indici dovrebbero consolidare ed una ridiscesa dell'S&P500 sul supporto a 1060 punti é ancora possibile. Non crediamo che il ribasso riprenda immediatamente ma per sicurezza tenete d'cchio il supporto a 1060 punti e sopratutto i decisivi 1040 punti. Buone indicazioni sulle intenzioni dei mercati a breve termine verranno anche da obbligazioni (sopratutto bund future) e divise (sopratutto franco svizzero).
Commento del 21-22 agosto
Settimana scorsa abbiamo assistito ad un fallito tentativo di rialzo dei mercati azionari. Gli indici si sono rafforzati fino a mercoledì senza riuscire a superare decisive resistenze. Giovedì sono stati pubblicati alcuni pessimi dati riguardanti l'economia americana che sembra ricadere in recessione. A questo punto le borse hanno ceduto di schianto terminando la seconda settimana consecutiva in perdita. Tra America ed Europa notiamo delle nette differenze. Le borse europee hanno perso più terreno di Wall Street dove il Nasdaq100 nelle ultime cinque sedute ha avuto una performance positiva. Difficile fondamentalmente spiegare perché Eurostoxx50 e DAX scendono più dell'S&P500 quando i problemi economici provengono dagli Stati Uniti.
In generale non pensiamo che sia già ripreso il bear market e che gli indici siano in una fase di ribasso a medio termine sostenibile. Crediamo piuttosto che le borse siano ancora in un movimento laterale di tipo distributivo. Non abbiamo ancora avuto una costellazione tecnica completa che mostri un ribasso. Per questa tendenza ribassista confermata ci sono due possibilità di base con alcune varianti.
La prima possibilità é che un ribasso potrebbe già essere iniziato ma verrà confermato solo con la rottura di decisivi supporti. L'S&P500 ha mostrato un doppio massimo a 1130 punti a giugno e nella prima decade di agosto. Solo se rompesse il decisivo supporto a 1040 punti il trend ribassista ed il ritorno bel bear market verrebbe confermato.
La seconda possibilità é invece che ci sia ancora uno o più tentativi di rialzo. L'S&P500 potrebbe tentare di risalire sui 1100 punti, massimo della settimana scorsa, fallire l'accelerazione al rialzo, formare un doppio massimo inferiore al doppio massimo dei 1130 punti e poi precipitare. Come variante potrebbe risalire fino ai 1130 punti per un triplo massimo e top definitivo e poi crollare.
Un elemento importante da considerare é quello temporale. Settembre é normalmente un mese negativo ed ottobre é spesso il peggior mese dell'anno. Di conseguenza un top dovrebbe verificarsi secondo noi nelle prossime 2-4 settimane. Se Obama vuole tentare insieme alla FED una manovra disperata per stimolare l'economia lo deve fare ora in maniera da ottenere degli effetti per novembre. La congiuntura in America sta rapidamente peggiorando e nelle prossime settimane si susseguiranno notizie negative. Di conseguenza c'é poco tempo per un'ultimo tentativo di rialzo.
Ma guardiamo cosa é successo settimana scorsa ancora di importante e vediamo in quale situazione tecnica si trovano i mercati.
Le performance settimanali
degli indici azionari
sono state le seguenti:
Eurostoxx50 -2.21% a 2644 punti
DAX -1.72% a 6005 punti
SMI -1.72% a
6185 punti
FTSE MIB -2.94% a 19870 punti
S&P500 -0.70% a 1071.69
punti
Nasdaq100 +0.38% a 1825 punti
Per la seconda settimana di fila gli indici azionari sono scesi e la struttura interna dei mercati si é deteriorata. Il ribasso é stato condotto ancora dai titoli finanziari che specialmente in Europa hanno fatto molto male. Gli indici settoriali di banche (-2.99%) e assicurazioni (-3.44%) mostrano vistose perdite. Il buon comportamento dell'indice tecnologico Nasdaq100 ha luci ed ombre. La tecnologia dei semiconduttori ed hardware/PC sembra già in ribasso mentre l'indice deve la sua buona performance relativa a software, servizi e biotecnologia. In generale i settori sensibili all'andamento congiunturale sono molto deboli. La pressione di vendita é aumentata ma non a livelli di ribasso dinamico e sostenibile. Venerdì i nuovi minimi a 30 giorni in America sono stati 1184. Il numero é consistente ma và esaminato. Trenta giorni prima l'S&P500 aveva toccato un minimo giornaliero a 1065 punti. Questo venerdì ha toccato i 1064 punti e quindi si tratta di un nuovo minimo di periodo. In un caso del genere quando il trend é ribassista i nuovi minimi dovrebbero essere intorno ai 2000 - di conseguenza 1184 sono pochi. Tra l'altro nelle prossime sedute questo numero avrà tendenza ad aumentare anche se l'S&P500 non si muove. Se fate la fatica di analizzare i grafici degli indici capirete la ragione. Per chiudere il capitolo dei nuovi minimi vediamo tra questi alcuni nomi di peso come le banche Citigroup e Bank of America e i tecnologici Intel ed Hewlett Packard. Questo conferma i risultati dell'analisi settoriale.
In generale gli indicatori a medio termine non sembrano mostrare un ribasso in sviluppo ma piuttosto una correzione. Buffa é stata la diminuzione di venerdì della volatilità VIX a 25.49 (-0.95) malgrado la seduta negativa. Restando a venerdì la CBOE put/call ratio é stata 0.61. Sembra che gli investitori non sono molto preoccupati dal calo degli indici.
Interessante é anche il comportamento degli altri mercati finanziari. Il cambio EUR/USD é caduto a 1.2710 e questo sviluppo và in parallelo (causa o conseguenza?) con il forte calo delle borse europee. Il Bund (Germania) future ha toccato un nuovo massimo annuale mentre la differenza di reddito con i PIGS torna ad aumentare segno che all'interno dell'Europa potrebbe scoppiare una nuova crisi legata al debito sovrano. Importante e forse determinante é invece il reversal sull'USTBonds future di venerdì. Le obbligazioni dello stato americano potrebbero aver raggiunto un massimo e questo apre la possibilità di un recupero settimana prossima di Wall Street. La materie prima sono scese di prezzo ed il petrolio é calato a 74.30 USD. Da mesi oscilla in un'ampio range 70-90 e crediamo che dovrebbe mantenerlo. L'oro é salito marginalmente a 1227 USD (+12 USD o l'1% rispetto alla settimana precedente). Non riusciamo a capire in quale direzione intende muoversi il metallo giallo.
Sulla base del comportamento dei mercati finanziari di settimana scorsa, della posizione degli indicatori e della struttra del mercato cerchiamo, tornando alla varianti esposte in apertura, di decidere cosa potrebbe succedere nella prossime settimane.
Secondo noi gli indici non sono già in una fase di ribasso a medio termine e non pensiamo che l'S&P500 possa scendere ora sotto i 1050 punti. È probabile che i 1063.90 punti toccati venerdì siano un minimo anche se una rottura marginale sui 1060 punti é ancora possibile. Il calo di giovedì e venerdì é stato piuttosto forte e dinamico e quindi ha bisogno di essere assorbito. Le borse dovrebbero quindi consolidare uno o due giorni. Secondo noi dovrebbe poi ancora esserci un tentativo di rialzo che potrebbe essere più o meno consistente a seconda degli interventi delle autorità politiche e monetarie. L'S&P500 dovrebbe risalire per un top tra i 1100 ed i 1150 punti. La nostra variante più probabile (50%) prevede una risalita fino ai 1100 punti. Che il ribasso continui subito settimana prossima é per noi legato ad una probabilità del 20%. Obiettivi superiori ai 1100 punti hanno invece il resto (30%). Le borse europee dovrebbero seguire lo stesso schema con una maggiore volatilità.
Vi ricordiamo che noi a fine aprile abbiamo dichiarato il ritorno del bear market. Gli investitori di lungo respiro dovrebbero essere ora fuori dal mercato o almeno sottoinvestiti. Al momento le borse sono in un movimento laterale di tipo distributivo e da mesi prevediamo l'inizio di un forte ribasso tra metà agosto e settembre. Questo momento non sembra ancora venuto ma per fine anno prevediamo un'S&P500 sotto i 1000 e non cambiamo opinione. Se nei prossimi giorni, come pensiamo, si concretizzerà ancora un rally, sarà una delle ultime occasioni per vendere e posizionarsi eventualmente short.
Commento del 20 agosto
Ieri dei dati economici americani estremamente negativi hanno fatto precipitare le borse. La notizia, arrivata alle 16.00, ha messo sotto pressione i mercati europei che non sono più riusciti a recuperare chiudendo sui minimi giornalieri. Le minusvalenze a fine giornata sono oscillate intorno al -1.8%. Non bisogna dare però un peso eccessivo al livello raggiunto dagli indici visto che gli investitori hanno avuto un tempo limitato per reagire e valutare la situazione. In un caso del genere normalmente si vende e poi si riflette.
Importante é invece analizzare cosa é successo a New York. La borsa é caduta toccando i minimi giornalieri dopo due ore dall'apertura. L'S&P500 é sceso sul supporto a 1070 punti (minimo a 1070.66 punti) che ha retto. Questa é la migliore notizia della giornata ma ce ne sono altre. L'S&P500 ha chiuso a 1075.63 punti (-1.69%) con volumi di titoli trattati in aumento. Dopo le vendite iniziali il mercato ha trovato rapidamente equilibrio e notiamo che la pressione di vendita é contenuta. I nuovi minimi a 30 giorni sono saliti solo a 752. Per fare un raffronto avevamo 783 nuovi minimi il 13 di agosto con l'S&P500 a 1079 punti. A corto termine le azioni sono ipervendute (33% delle azioni sopra la media mobile a 20 giorni) ma a medio termine vediamo equilibrio (50% sopra la MA a 50 giorni). La RSI sull'S&P500 é scesa a 41.84. I Bullish Percent Index sono per il Nyse 51.96 e per l'S&P500 54.60. Per quel che riguarda il sentiment la volatilità VIX é salita a 26.44, livello di nervosismo ma lontano dai pericolosi 30 punti. La CBOE Equity put/call ratio é aumentata a 0.75.
Riassumendo si é trattata di una seduta negativa (A/D a 1068 su 4848) ma il risultato finale é meglio di quanto temevamo. Gli indici non sono scesi sotto i supporti e sotto i minimi della settimana. La debolezza é stata diffusa ma contenuta, la partecipazione al ribasso limitata. Per il momento é impossibile dire se il rialzo di luglio ha ancora una possibilità di riprendere o se invece é il bear market che ritorna dopo il doppio massimo di inizio agosto.
Gli altri mercati finanziari hanno reagito secondo logica. I Bund e USTreasury Bonds futures sono saliti, il primo ad un nuovo massimo annuale a 132.60. Il cambio EUR/USD é calato a 1.2805 ma non é crollato. Il prezzo dell'oro, barometro in caso di crisi, é aumentato a 1232 USD (+4 USD) e quello del petrolio é fermo a 75.90 USD al barile. In generale nelle materie prime abbiamo visto dei leggeri cali di prezzo ma nessun cedimento netto.
Ieri parlavamo dei 1100 punti di S&P500 come resistenza decisiva per il rialzo. Oggi abbiamo i 1070 punti come supporto decisivo per un ribasso. Probabilmente la verità sta nel mezzo. Non vediamo un trend sostenibile ed i nostri tentativi di posizionarci in una direzione o nell'altra vengono fermati dagli stop. In generale la nostra opinione sul medio-lungo termine é invariata. Le borse sono in un movimento laterale é stanno distribuendo. All'interno di questo processo ci sono dei rally e delle cadute ma per saldo i movimenti sono limitati. Per l'ultima parte dell'anno bisogna essere short. Si sta però rivelando molto difficile trovare un top.
Oggi scadono le opzioni di agosto e potrebbe esserci una certa volatilità. Visto il reversal di ieri é probabile una continuazione oggi e quindi una seduta moderatamente in negativo. In assenza di dati economici rilevanti non dovrebbe però succedere molto e questo dovrebbe darci il tempo durante il fine settimana di rianalizzare la situazione con calma.
Stamattina i mercati asiatici sono deboli e forte é la minusvalenza sul Nikkei che scende dell' -1.9%. Il future sull'S&P500 é a 1073 (+1 punto). Le borse europee inizieranno la giornata invariate e per stasera non prevediamo sostanziali cambiamenti.
Leggete inoltre la nostra analisi (venerdì 20 agosto 11.00) riguardante l'S&P500 che fà un'esame approfondito sulla situazione tecnica di questo indice leader e presenta le varianti per il futuro.
Commento del 19 agosto
Ieri c'é stato un solo avvenimento tecnicamente rilevante. L'S&P500 é risalito per la seconda giornata consecutiva a 1100 punti senza riuscire a superare questa barriera e per poi venire respinto verso il basso. L'indice ha terminato così la seduta in positivo a 1094.16 punti (+0.15%) ma lasciando un certo senso di delusione. Poiché l'indice non riesce a superare la resistenza, aumentano le probabilità che debba scendere a prendere slancio prima di riuscire ad accelerare al rialzo. Il fatto che sul grafico appaiono però tre minimi ascendenti mostra che i compratori sono disposti ad intervenire al livelli sempre superiori. Di conseguenza ci sarà tra oggi e domani un terzo tentativo di far cadere la barriera dei 1100 punti. Se i dati congiunturali previsti alle 16.00 saranno accettabili (a questo punto gli investitori non hanno bisogno di molto - basta evitare una delusione) la giornata di oggi sarà positiva.
Ieri le borse si sono mosse senza una precisa tendenza. Abbiamo visto volatilità e reazioni alle minime futili notizie, segno che gli investitori sono a corto di idee e convinzioni. A fine giornata in Europa gli indici sono calati ma si sono fermati sul livello dell'apertura mattutina. La minusvalenza é quindi solo una conseguenza del calo di Wall Street martedì sul finale. A New York la seduta é iniziata bene e come detto l'S&P500 é salito fino a 1100 punti. La forza d'acquisto non é stata sufficiente per fare di più e gli indici sono ridiscesi quasi fino al punto di partenza. In generale é stata una seduta positiva (advances/declines a 3276 su 2573) che ha lasciato gli indicatori tecnici invariati. A livello settoriale abbiamo notato piccoli progressi dappertutto meno nel settore energetico. Oil (-0.85%), Oil services (-0.94%), e Natural Gas (-0.94%) hanno bloccato la salita del mercato. Ci sorprende l'aumento della volatilità VIX (24.59 +0.26) che potrebbe però essere solo una conseguenza dell'avvicinarsi della scadenza di venerdì delle opzioni.
In generale i mercati azionari continuano a comportarsi in maniera costruttiva ed abbiamo l'impressione che, come atteso, il rimbalzo si stia trasformando in rialzo. I 1100 punti di S&P500 sono la barriera decisiva da superare.
Gli altri mercati finanziari non ci offrono spunti supplementari d'analisi. Il rialzo di Bund e USTreasury Bond si é fermato ma non sappiamo se é solo una pausa o se si prepara un cambiamento di tendenza. Il cambio EUR/USD non si muove più ed é ora a 1.2815. Il prezzo dell'oro sale ogni giorni di un paio di USD ed é a 1228 USD. La nostra previsione di un ribasso é sbagliata e molto probabilmente vedremo un'attacco al massimo annuale. Teniamo però d'occhio il supporto sui 1210-1200 USD/oncia.
Stamattina i mercati asiatici si rafforzano ed il Nikkei guadagna l'1.3%. Il future sull'S&P500 é a 1091 punti e le borse europee riapriranno le contrattazioni con un guadagno del +0.4%. Con la scadenza delle opzioni che si avvicina é difficile prevedere lo sviluppo della giornata ma potrebbe esserci una sorpresa positiva.
Commento del 18 agosto
Ieri finalmente gli indici azionari hanno reagito ed i compratori sono tornati sul mercato. Le borse europee si sono tendenzialmente rafforzate per tutta la giornata accelerando sul finale grazie agli stimoli provenienti da New York. L'S&P500 é salito fino ai 1100 punti per poi cedere sul finale e terminare la seduta a 1092.54 punti (+1.22%). Non sappiamo ancora se questo movimento corrisponde alla ripresa del rialzo o é solo un rimbalzo da una situazione di ipervenduto. Per ora gli indicatori tecnici sono ancora piuttosto deboli e la partecipazione al rialzo é modesta.
Siamo soddisfatti che le borse sono risalite come prevedavamo da alcuni giorni. Analizzando nel dettaglio la giornata di ieri ci sono però ancora parecchie ombre. La prima riguarda la struttura del mercato. Ci saremmo aspettati un'incremento dei nuovi massimi a 30 giorni invece il rapporto é sorprendentemente in pari - 296 NH contro 253 NL. È chiaro che l'S&P500 ieri sul massimo é salito solo a 1100 punti e quindi é rimasto 29 punti sotto il massimo degli ultimi 30 giorni. Ma questi 29 punti sono solo un 3% e ci aspettavamo quindi un numero di nuovi massimi intorno agli 800-1000. La ragione é da ricercare nella rotazione tra settori. Il rialzo di luglio era condotto dai finanziari che invece ora faticano (indice delle banche USA BKX +0.37%). Si comportano invece bene materiali e materie prime. Forse questo fatto é da collegare con la Cina. Notiamo per inciso che la borsa cinese sale da inizio luglio e non ha avuto la correzione vista in America ed Europa nell'ultima settimana. Il secondo punto che non convince é il forte calo nell'ultima mezz'ora di contrattazioni, quella dominanta normalmente dagli investitori istituzionali.
In generale gli indicatori a corto termine stanno girando ma sono ancora su sell (come il MACD sull'S&P500). Vediamo però un ritorno degli investitori al tema crescita ed una maggiore fiducia e propensione al rischio. La volatilità VIX é ridiscesa a 24.33 e la CBOE put/call ratio ad un normale 0.63.
Gli altri mercati finanziari hanno confermato il movimento positivo delle borse. Il cambio EUR/USD é a 1.2840 ed il franco svizzero ha perso terreno. I futures su Bund e USTreasury Bonds sono scesi ed i prezzi delle materie prime compreso petrolio sono risaliti. L'oro é a 1224 USD e non dà l'impresione di voler ridiscendere come ci aspettavamo. Questa divergenza ci disturba e molto probabilmente abbiamo sbagliato le nostre previsioni. Se nei prossimi giorni l'oro non torna sotto i 1210 USD/oncia é probabile un'attacco verso i massimi annuali invece che una discesa verso i 1160 USD.
Riassumendo la giornata di ieri é stata positiva ma non basta una reazione di un giorno a fare un trend. Abbiamo ancora bisogno di conferme prima di essere sicuri che il nostro scenario di una ripresa del rialzo verso i massimi di luglio é corretta.
Stamattina i mercati asiatici si rafforzano ed il Nikkei sale del +0.8%. Il future sull'S&P500 non si muove. I mercati azionari europei devono scontare il cedimento in chiusura a Wall Street ed inizieranno le contrattazioni con una minusvalenza intorno al -0.3% (Eurostoxx50 a 2728). Si avvicina la scadenza delle opzioni di agosto (venerdì) e quindi é possibile che la volatilità giornaliera aumenti e si verifichino alcuni movimenti irrazzionali. Per saldo prevediamo fino alla fine della settimana un'ulteriore modesta salita degli indici azionari.
Commento del 17 agosto
Ieri i mercati azionari si sono stabilizzati. Gli indici europei non sono riusciti ad evitare una seduta negativa mentre Wall Street ha chiuso in pari. La situazione é molto semplice e con chiari riferimenti tecnici. Ieri l'S&P500 é sceso fino ai 1070 punti completando un classico ritracciamento del 50% secondo Fibonacci. Terminando a 1079 punti si trova a ridosso della resistenza a 1080 punti. Se riesce a rialzare la testa e concludere positivamente la giornata odierna il quadro tecnico migliora considerevolmente e quanto successo negli ultimi tre giorni é da considerarsi un consolidamento. Se invece l'S&P500 non reagisce positivamente ora rischia di cadere uno scalino più in basso e scendere fino ai 1050 punti. I grafici sono costruttivi e quindi la probabilità di un movimento verso l'alto é concreta. Non bisogna però dimenticare che é più facile che un trend continui piuttosto che il mercato cambi di direzione. A corto termine le borse sono in un trend ribassista e quindi per chi sceglie, come noi, di tentare l'avventura al rialzo, deve agire con stops stretti. Avendo netti supporto é abbastanza semplice agire correttamente.
Come detto la seduta ieri in Europa é stata negativa anche se gli indici hanno chiuso lontano dai minimi giornalieri. Sui grafici continua però la serie negativa di minimi e massimi discendenti tipica di un trend ribassista.
In America la reazione dei rialzisti é stata più convincente. La borsa ha iniziato male ma c'é stata subito una decisa reazione che ha riportato gli indici in positivo. Il resto della seduta é stato un'oscillare laterale dove i ribassisti non hanno pìù osato seri attacchi. L'advances/declines é positiva con un rapporto 3759 su 2122. I nuovi minimi a 30 giorni sono risaliti a 964 ma visto il nuovo minimo degli indici in apertura il dato é positivo. La volatilità VIX é scesa a 26.10 e la CBOE Equity puts/calls ratio si é fissata a 0.72. Gli indicatori tecnici mostrano che il mercato si é stabilizzato e la pressione di vendita é scemata. Il fatto che gli indici non abbiano più slancio verso il basso non vuole ancora dire che vogliano salire. Una moderata situazione di ipervenduto potrebbe aiutare una reazione verso l'alto ma questo non costituisce garanzia.
Vediamo cosa ci dicono gli altri mercati. Il cambio EUR/USD é salito a 1.2850. Questo fattore positivo é smorzato dalla forza del CHF che continua a rafforzarsi su USD e EUR. Bund e USTreasury Bonds futures toccano ogni giorno nuovi massimi annuali e non é quello che vorremmo vedere. I prezzi di materie prime e petrolio sono stabili e questo corrisponde al comportamento delle borse. Il prezzo dell'oro é salito ancora di un paio di USD a 1223USD/oncia ed anche questo sviluppo non corrisponde alle nostre attese.
Stamattina le borse asiatiche sono miste con il Nikkei che perde il -0.4%. Il future sull'S&P500 guadagna 3 punti e l'apertura in Europa sarà in positivo. L'Eurostoxx50 esordirà sui 2716 punti (+0.6%). Per noi la seduta odierna é decisiva. Pensiamo che oggi dovrebbero riapparire compratori e stasera gli indici dovrebbero terminare in positivo. Nel caso contrario prevediamo un'ulteriore ondata di vendite ed un'ulteriore discesa degli indici di un 2-3%. Riferimento é l'S&P500 a 1050 punti.
Aggiornamento del 16 agosto
Stamattina i mercati finanziari soddisfano solo in parte le nostre attese. Le borse asiatiche sono in negativo dopo la notizia che il PIL della Cina ha superato quello del Giappone. Il Nikkei ha risposto con un netto ribasso in apertura ma ora sta recuperando e la minusvalenza iniziale si é ridotta ad un -0.6%. Il future sull'S&P500 é a 1078 punti con un premio di un punto rispetto alla chiusura di venerdì. Il cambio EUR/USD risale a 1.2795 ma il franco svizzero continua rafforzarsi su EUR. Il prezzo dell'oro é a 1220 punti e sembra ignorare i nostri appelli per un massimo.
Gli indici azionari europei inizieranno le contrattazioni in leggero guadagno (Eurostoxx50 a 2714 punti / +0.2%). Restiamo dell'opinione che questa settimana dovrebbe svilupparsi un rimbalzo tecnico. Al momento però lo sviluppo é ancora altamente incerto e quindi bisogna essere molto prudenti con posizioni long. Queste vanno assicurate con stops poco sotto i minimi di settimana scorsa. Tecnicamente una discesa dell'S&P500 a 1060-1070 punti , come teorizzato a metà di settimana scorsa, é ancora possibile.
Commento del 14-15 agosto
Immagino che questo fine settimana i nostri lettori preferiscano festeggiare Ferragosto piuttosto che trascorrere il tempo a leggere tediose analisi tecniche. Di conseguenza vi anticipiamo le conclusioni. A corto termine i mercati azionari sono ovviamente in un trend ribassista che potrebbe essersi esaurito venerdì. Settimana prossima dovrebbe partire un rimbalzo, vista la limitata pressione di vendita, l'evidente situazione di ipervenduto e un sentiment molto negativo. Gli indicatori a medio termine restano positivi e gli investitori istituzioneli (Smart Money) non vendono. Quindi, malgrado le pessime informazioni prevenienti dall'economia e la negativa campagna mediatica (improvvisamente sembrano tutti diventati pessimisti) pensiamo che gli indici azionari debbano risalire. Il rimbalzo potrebbe svilupparsi in un rialzo ma al momento non lo sappiamo e non abbiamo nessun elemento tecnico di conferma. Dopo un'accurata analisi restiamo dell'opinione che i massimi toccati ad inizio agosto non siano l'atteso top ed il punto di ripartenza del bear market e quindi non possiamo ora che prevedere un'ultima gamba di rialzo. Se abbiamo ragione settimana prossima l'Euro deve recuperare su USD, il ribasso dei tassi d'interesse su Bund e US Treasury Bonds deve finire e l'oro ha toccato venerdì un massimo a 1218 USD/oncia e deve ora ridiscendere a testare il supporto a 1160 USD.
Chi é in vacanza può smettere di leggere qui e tornare a visitarci lunedì per il solito aggiornamento prima dell'apertura dei mercati. Vi ricordiamo che noi siamo da venerdì con il nostro portafoglio posizionati long su DAX, Eurostoxx50 e FTSE MIB.
Settimana scorsa le borse sono rimaste tranquille fino a martedì sera. Poi sono state comunicate le decisioni della FED in campo di politica monetaria. Prospettive negative per l'economia americana ed un sostegno da parte della banca centrale giudicato insufficiente, hanno scatenato mercoledì un'ondata di vendite e causato un forte calo degli indici. La debolezza é continuata giovedì e venerdì anche se le minusvalenze sono risultate contenute e gli indici azionari si sono stabilizzati.
Le performance settimanali
degli indici azionari
sono le seguenti:
Eurostoxx50 -2.61% a 2708 punti
DAX -2.38% a 6110 punti
SMI -0.43% a
6294 punti
FTSE MIB -2.89% a 20473 punti
S&P500 -3.78% a 1079.25
punti
Nasdaq100 -4.42% a 1818 punti
Venerdì Wall Street ha terminato la seduta sui minimi giornalieri ma ha contenuto le perdite. L'S&P500 ha chiuso in ribasso del -0.40% a 1079 punti. È stata un'altra seduta strana poiché il minimo é stato toccato due ore dopo l'apertura ed in chiusura. Tra questi due momenti l'S&P500 era tornato in positivo risalendo fino ai 1086 punti. I volumi di titoli trattati sono stati moderati. L'advances/declines é stata di 2256 su 3607 e i nuovi minimi a 30 giorni sono scesi a 783 contro i 1235 del giorno prima. La pressione di vendita sta quindi scemando e questo unito ad una situazione di ipervenduto a cortissimo termine (4 sedute in negativo e solo il 35.78% dei titoli sopra la media mobile a 20 giorni) costituisce una buona premessa per un consistente rimbalzo tecnico. Il nostro obiettivo a 1070 punti non é stato toccato ma forse non ce ne sarà bisogno. In generale durante tutta la settimana abbiamo notato una chiara rotazione dai settori di crescita (specialmente tecnologia) a quelli difensivi come farmaceutica ed alimentari. Questo movimento non si é visto solo in America ma sopratutto in Europa. Il miglior indice europeo é stato lo svizzero SMI aiutato dalla performance positiva di Nestlé (+3.86%) Novartis (+2.42%) e Roche (+0.64%). Tra i titoli in guadagno troviamo anche Swisscom (+0.75%) e questo ci porta al secondo tema dominante della settimana - i telefonici. Il miglior titolo del DAX é stato Deutsche Telekom (+3.25) e tra i cinque migliori titoli dell'Eurostoxx50 abbiamo tre telefonici e due alimentari. Su tutti spicca Telecom Italia con un settimanale +5.09%. Da mercoledì gli investitori hanno agito quindi sulla difensiva giocando lo scenario di un netto rallentamento economico. Non solo i titoli di crescita sono stati venduti in borsa ma sono state anche comperate una volta ancora le obbligazioni di stato di Germania ed America. A livello menetario il cambio EUR/USD é crollato a 1.2750 con un rafforzamento del dollaro americano ma una ancora più forte rivalutazione del franco svizzero. La materie prima hanno perso di valore ma con molte differenze. I prodotti agricoli sono saliti di prezzo mentre sono scesi energia e metalli. Il petrolio é calato del -6.4% a ca. 76 USD al barile.
L'oro ha guadagnato in cinque sedute solo il +0.84% (1215 USD/oncia) ma la rottura della barriera a 1210 USD (l'obiettivo esatto era a 1212 USD) sembra smentire il nostro scenario negativo. Abbiamo l'impressione che il forte calo delle borse potrebbe aver causato una falsa rottura al rialzo. Non vogliamo quindi ancora rinnegare lo scenario negativo e crediamo che l'oro debba ora ridiscendere verso il supporto a 1160 USD. Come per le borse l'inizio di settimana prossima sarà pero decisivo. Dobbiamo vedere debolezza e il prezzo del metallo giallo non deve più superare i 1218 USD toccati venerdì.
Sapete che noi prevedavamo un top delle borse per il 20 di agosto a 1180 punti di S&P500. Tra i 9 e l'11 di agosto abbiamo avuto un massimo significativo ed in questa fase l'S&P500 ha raggiunto i 1129 punti. La domanda che ci poniamo da alcuni giorni é se questo massimo é l'atteso top arrivato con dieci giorni di anticipo e una decina di punti sotto il nostro obiettivo alternativo a 1140 punti. Per numerose ragioni la risposta rimane negativa. Ammettiamo la nostra incertezza data da segnali tecnici contraddittori ed indicatori confusi. Ma per saldo pensiamo che manchi ancora una fase di rialzo ed un massimo definitivo sopra i 1140 punti di S&P500. Il doppio massimo a 1130 punti é stato troppo ovvio e sembra stato pilotato. Di conseguenza indicativamente pensiamo che il top potrebbe situarsi intorno al 1. di settembre sui 1150 punti. Questa previsione é solo indicativa e desidera mostrare in maniera concreta la nostra opinione. La costellazione tecnica si é però complicata e quindi ulteriori revisioni di questi obiettivi cammin facendo sono probabili.
Commento del 13 agosto
Oggi é venerdì 13 e nella casella email c'é la domanda di un lettore riguardante un possibile crash. Non siamo superstiziosi e possiamo subito rassicurarvi. Siamo piuttosto costruttivi sul prossimo futuro delle borse ed abbiamo l'impressione che il crollo di mercoledì sia stato solo un'incidente di percorso ed un'episodio isolato. Vediamo i problemi a livello economico e notiamo il pericoloso rallentamento economico che si sta concretizzando specialmente in America. La disoccupazione resta un grave problema. Questa é però una rubrica di analisi tecnica e per ora non vediamo ancora le premesse per una forte caduta dei mercati azionari. Sembra che il movimento laterale e di tipo distributivo dellle borse debba continuare e potrebbero esserci ancora sostanziosi rally.
La giornata di ieri é stata meglio delle attese. Pensavamo che gli indici azionari dovessero scendere ancora un 2% prima di tentare di stabilizzarsi. Invece ieri le borse europee hanno chiuso quasi in pari una seduta volatile e senza trend. Wall Street ha aperto le contrattazioni in forte calo e ne aveva tutte le ragioni. I deludenti risultati di Cisco hanno fatto cadere il titolo (-10%) mettendo la tecnologia sotto pressione. Le perdite si sono ovviamente concentrate in Network (-3.69%) e Hard Disk (-4.41%) mentre il resto del mercato é rimasto quasi indifferente. Ci ricordiamo momenti in cui cattivi risultati di colossi come Intel, Microsoft, Nokia o per l'appunto Cisco hanno provocato crolli di borsa con minusvalenze intorno al 3%. Invece ieri il mercato ha bene assorbito questo shock recuperando quasi subito. Alla fine l'S&P500 ha chiuso a 1083.61 punti, in calo solo del -0.63%. Il rapporto advances/ declines a 2428 su 3482 é costruttivo. Ci preoccupa per ora l'aumento dei nuovi minimi a 30 giorni a 1235. Tra questi vediamo però moltissimi nomi di tecnologia e vogliamo attendere un paio di giorni e la sparizione dell'effetto Cisco per vedere se questo é un'aumento isolato o se corrisponde ad una vera e propria pressione di vendita. A livello di sentiment vediamo un'aumento contenuto della volatilità VIX (25.73) mentre il CBOE Equity put/call ratio é normale a 0.62.
Gli indicatori a medio termine restano costruttivi e gli investitori istituzionali, compratori nelle ultime settimane, sono ora passivi.
Riassumendo non pensiamo che il crollo di mercoledì sia stato l'inizio di un ribasso ma piuttosto un'ulteriore correzione ed un'incidente di percorso. Il nostro scenario di un top per il 20 di agosto non é più valido. Vi avevamo però anticipato che avevamo delle varianti che facevano slittare il massimo a settembre. Pensiamo che i 1130 punti di S&P500 non siano stati la fine di questo rialzo e cercheremo durante il fine settimana di definire una nuova road map. A corto termine riteniamo probabile una risalita degli indici.
Gli altri mercati finanziari sembrano confermare questa nostra valutazione. Il cambio EUR/USD si é stabilizzato a 1.2860, il rialzo dei futures su Bund e USTB si é bloccato, i prezzi di materie prime e petrolio recuperano dopo la caduta degli ultimi giorni. Solo l'oro a 1215 USD/oncia ci preoccupa e non rispetta le nostre previsioni. O forse é meglio dire che la previsione di un massimo sui 1210 USD seguita da una ripresa del ribasso é sbagliata. Ne riparliamo durante il fine settimana.
Stamattina i mercati asiatici sono positivi ed il Nikkei risale del +0.5%. Non é molto ma almeno tornano i segnali verdi sul monitor. Il future sull'S&P500 sale di 6 punti ed i gli indici azionari europei inizieranno le contrattazioni in rialzo del +0.8% (Eurostoxx50 a 2744 punti). È troppo presto per archiviare la correzione ma questi segni di stabilizzazione sono incoraggianti.
Commento del 12 agosto
Ieri le borse sono crollate mandando in frantuni il nostro scenario di un top per il 20 di agosto. Evidentemente abbiamo sottovalutato la mancata accelerazione al rialzo sopra le ovvie resistenze (S&P500 a 1132 punti e Eurostoxx50 a 2850 punti) e non abbiamo dato abbastanza peso al deterioramento nella partecipazione segnalato dal rapporto nuovi massimi e nuovi minimi e citato nei nostri commenti. Ora siamo obbligati a rivedere la situazione e cercare di formulare un nuovo scenario per il futuro. Dopo solo una giornata di calo gli indicatori tecnici a medio termine non sono cambiati sostanzialmente e quindi dobbiamo sopratutto basarci sull'analisi grafica.
Prevedavamo un top per il 20 di agosto ed il mercato é crollato l'11. La prima domanda da porsi é se questo é l'inizio dell'atteso ribasso. Tendiamo a rispondere con un no. Il rialzo non sembra completo e nei giorni scorsi non abbiamo visto nessuna costellazione tecnica atta a definire un top. In particolare non abbiamo visto nessun movimento esaustivo. Di conseguenza pensiamo che la discesa attuale degli indici sia una correzione. Il movimento é stato però troppo intenso per essere solo una correzione minore di 1 a tre giorni in una fase di rialzo. Troppi danni sono stati arrecati al trend per poter riprendere settimana prossima. Di conseguenza prevediamo una continuazione della discesa fino al prossimo forte supporto prima di vedere una fase di consolidamento. Concretamente pensiamo che gli indici azionari debbano scendere ancora un 2% per poi stabilizzarsi. La cattiva notizia é che molto probabilmente il top si sposta a settembre.
Ieri le borse europee hanno iniziato la seduta con moderate minusvalenze e subito i venditori hanno preso il controllo della situazione. In ondate successive hanno spinto gli indici al ribasso e a fine giornata sono risultate minusvalenze superiori al 2%. Gli indici hanno chiuso vicini ai minimi giornalieri e con forti volumi di titoli trattati (considerando la stagione). Il cambiamento di direzione si é verificato su numerosi mercati finanziari e anche l'Euro é pesantemente caduto. A fine giornata il cambio EUR/USD era a 1.2905. Visto che la causa principale del calo delle borse era situata in America non fa molto senso che il dollaro americano si rafforzi ma questa é la logica della finanza. In America gli indici azionari hanno aperto con un gap verso il basso toccando il minimo già dopo due ore di contrattazioni. È stupefacente che poi non é successo più niente. L'S&P500 si é mosso in un range di pochi punti terminando la seduta a 1089.47 punti (-2.82%). Il supporto intermedio a 1088 punti (minimo del 30 di luglio) non é stato rotto. La seduta é stata pessima con 738 advances contro 5257 declines. Tutti i settori sono in perdita con estrema e preoccupante debolezza tra banche (BKX -4.32%) e semiconduttori (-4.26%). L'espansione dei nuovi minimi a 30 giorni é contenuta a 941 (contro solo 120 nuovi massimi) ma tra questi vediamo nomi importanti come Citigroup, Bank of America, JP Morgan, Intel, Hewlett Packard, Advanced Micro Devices. A livello di indici notiamo perdite sopra la media sul DJ Transportation (-4.32%) e sul Russell2000 (-4.02%). Alcuni indicatori forniscono segnali di vendita come il MACD sull'S&P500. Riassumendo per ora il rialzo é terminato. Gli indici stanno correggendo e questa discesa potrebbe trasformarsi in un ribasso ma non lo sappiamo ancora. La nostra valutazione odierna é che il potenziale di ribasso é limitato (S&P500 a 1070 punti) e che gli indici dovrebbero poi tornare verso l'alto in un movimento laterale.
Gli altri mercati finanziari confermano il crollo delle borse. Abbiamo già parlato del cambio EUR/USD sceso stamattina a 1.2890. Il 6 di agosto era salito fino a 1.3340 sfiorando il nostro obiettivo a 1.34-1.35. È buffo osservare come parecchi mercati si siano bloccati ad un passo dai nostri obiettivi senza tentare un'attacco alle resistenze e cambiando direzione alcuni giorni prima del previsto. I tassi d'interesse continuano a scendere e i futures su Bund e US Treasury Bond hanno toccato un nuovo massimo annuale. Prezzi di materie prime e petrolio sono in discesa ad anche l'oro perde terreno ridiscendendo sotto i 1200 USD/oncia (1199 USD).
Stamattina i mercati asiatici sono deboli ma contengono le perdite. Il Nikkei scende del -0.8% dopo aver toccato un nuovo MINIMO ANNUALE a 9065 punti. Il future sull'S&P500 é a 1083 punti dopo essere sceso fino a 1076 punti. Questo corrisponde ad un S&P500 sui 1086 punti contro la chiusura ieri sera a 1088. Di conseguenza le borse europee inizieranno le contrattazioni con leggere minusvalenze (-0.2% / Eurostoxx50 a 2718 punti). È probabile che nelle prime ore ci sia una reazione positiva. Dovrebbero poi riprendere le vendite e dalla loro intensità potremmo dedurre l'andamento delle borse fino a venerdì.
Commento dell'11 agosto
Ieri sera la FED ha comunicato nuove misure per stimolare un'economia americana in evidente rallentamento ma non é riuscita a convincere gli investitori. Gli indici azionari hanno recuperato dai minimi della giornata chiudendo però la seduta in perdita. Si profilano ora alcune giornate negative necessarie al mercato per digerire questa parziale delusione. Non sembra che i mercati siano alla fine di questo rialzo ma la fase finale si complica. Invece che avere un'accelerazione finale tecnicamente pulita e chiara avremo probabilmente un periodo relativamente lungo di incertezza con mercati azionari senza una chiara direzione.
Ieri é cominciata ad apparire una certa pressione di vendita. Gli indici azionari europei hanno aperto in negativo e malgrado alcuni tentativi sono sempre stati risbattuti verso il basso. Le minusvalenze a fine giornata si sono fissate all'1% e per una volta né rialzisti né ribassisti hanno trovato argomenti convincenti in loro favore. Si é purtroppo confermato quello che avevamo osservato il mattino: "Per noi é però evidente che il momentum del rialzo é in calo e non
sappiamo dove potrebbero andare gli indici nei prossimi due o tre
giorni." Tutti aspettavano il risultato della seduta della FED e nell'attesa ci sono state alcune vendite a casaccio ma nulla più.
La debolezza é continuata in America e l'S&P500 é sceso fino a 1111 punti prima di stabilizzarsi ed attendere le comunicazioni di Bernanke e colleghi. La reazione é stata parzialmente positiva. L'S&P500 é risalito fino a 1127 punti per chiudere stancamente a 1121.06 (-0.60%). È stata una seduta non solo negativa in termini di performance ma anche tecnicamente. L'advances/declines a 1411 su 4559 mostra parecchi titoli in calo. Ci preoccupa molto il rapporto nuovi massimi e minimi a 30 giorni. I NH sono stati pochissimi, 413. Una miseria considerando che l'S&P500 é salito a 4 punti dal massimo. Ma fattore più grave i NL sono saliti a 366 mostrando una certa pressione di vendita per la prima volta da metà luglio. Inoltre la tecnologia continua a sottoperformare (Nasdaq100 -0.83%) e ieri il settore dei semiconduttori, indicatore dello sviluppo economico, ha perso il -2.63%. Al contrario si sono rafforzati farmaceutica e utilities, settori difensivi. Sembra a prima vista che gli investitori si stiano allontanando da uno scenario di crescita per abbracciare uno scenario più prudente.
Riassumendo, al di là della moderata minusvalenza giornaliera, vediamo alcuni sviluppi preoccupanti che mostrano un cambiamento nel comportamento degli investitori. Questo non ha ancora influsso sugli indicatori tecnici che restano moderatamente positivi. Ci aspettano però delle sedute negative e dovremmo vedere se saranno solo la solita benefica correzione o se si svilupperanno in qualcosa di più negativo. Non crediamo visto che temporalmente il mercato non é ancora pronto per iniziare un ribasso.
Anche sugli altri mercati finanziari vediamo segni di incertezza. Il rialzo sul cambio EUR/USD si é bloccato e stamattina é tornato a 1.3095. I prezzi delle materie prime e petrolio (USD 79.30 - nuovamente sotto gli 80 USD) scendono insieme ai tassi d'interesse. I futures su Bund e USTreasury Notes a 10 anni sono nuovamente saliti ad un nuovo massimo annuale. Anche qui appare un quadro di rallentamento economico.
Stamattina le borse asiatiche sono sotto pressione. Alcuni dati economici provenienti dalla Cina mostrano una calo della crescita unito ad una lieve pressione inflazionistica. Il Nikkei perde il -2.75% ed il future sull'S&P500 cala di 8 punti. Logicamente l'apertura sui mercati europei sarà negativa. Prevediamo minusvalenze iniziali intorno all'1% (Eurostoxx50 a 2773 punti). È possibile a questo punto che i traders vadano a testare i supporti a corto termine (Eurostoxx50 a 2750 e S&P500 a 1100) e di conseguenza per stasera le perdite potrebbero aumentare.
Commento del 10 agosto
La seduta di ieri é stata positiva e possiamo parlare di ripresa del rialzo. Non bisogna però eccedere in ottimismo. Gli indici azionari sono sui livelli raggiunti già lunedì 2 agosto e quindi nelle ultime 5 sedute non si sono mossi. In generale restano bloccati sotto importanti resistenze. Da una parte non vediamo abbastanza forza d'acquisto per permetttere un'accelerazione al rialzo. D'altra parte non c'é pressione di vendita sufficiente per imporre un ribasso o una sostanziale correzione.
Ieri le borse europee hanno iniziato bene, gli indici sono ulteriormente saliti nella prima ora di contrattazioni e poi non é più succeso niente di significativo fino alla chiusura. L'S&P500 ha esordito sui 1125 punti ed ha chiuso due punti più in alto a 1127.79 punti (+0.55%). La giornata si é svolta senza sorprese e senza dare spazio di manovra ai day traders. Notiamo di positivo nuovi massimi marginali su alcuni importanti indici tipo il Nasdaq100 ed il DJ Transportation. L'S&P500 resta invece bloccato a ridosso dell'importante fascia di resistenza a 1132-1140 punti. In considerazione dei progressi degli indici siamo delusi dei nuovi massimi a 30 giorni fermi a 837. Il rialzo manca di partecipazione ed in queste condizioni un'accelerazione al rialzo diventa difficile. Gli altri indicatori si sono mossi poco e non in maniera univoca. Abbiamo sia segnali positivi che negativi ed evitiamo di fare un'elenco senza poterne trarre delle valide conclusioni.
Anche gli altri mercati finanziari forniscono segnali contradittori. Improvvisamente il dollaro si rafforza ed il cambio EUR/USD é sceso stamattina a 1.3150. Materie prime e petrolio calano ed oggi anche l'oro é in perdita a 1200 USD/oncia. Il franco svizzero perde di valore fatto che sostiene la tesi di una continuazione del rialzo.
Riassumendo sui mercati regna una strana calma proprio quando il rialzo aveva bisogno di proseguire con slancio per superare importanti resistenze. Gli indici azionari non sembrano voler cadere ma solo fermarsi con volumi di titoli trattati in calo. Forse gli investitori mancano di stimoli e chiari impulsi provenienti da economia e fondamentali o forse vogliono solo godersi le vacanze. Per noi é però evidente che il momentum del rialzo é in calo e non sappiamo dove potrebbero andare gli indici nei prossimi due o tre giorni.
Stamattina le borse asiatiche sono deboli (specialmente Cina e HongKong) ed il Nikkei perde il -0.3%. Il future sull'S&P500 scende di 5 punti. Di conseguenza le borse europee apriranno in calo del - 0.4% e l'Eurostoxx50 inizierà le contrattazioni sui 2815 punti, livello d'apertura di ieri. L'intonazione di fondo rimane positiva. Molti investitori si aspettano ulteriori stimoli economici da parte della FED americana. La seduta odierna é quindi importante ed i risultati che verranno resi noti stasera alla 20.15 verranno esaminati con attenzione.
Aggiornamento del 9 agosto
Stamattina i mercati asiatici sono deboli ed il Nikkei perde il -0.8%. Malgrado ciò il future sull'S&P500 sale di 2 punti. Gli indici azionari europei devono recuperare il buon comportamento di Wall Street di venerdì sera ed apriranno al rialzo dell'1% (Eurostoxx50 a 2816). Sembra quindi che il calo di venerdì sia stato un'episodio isolato ed il rialzo possa riprendere già da oggi.
Il cambio EUR/USD é a 1.3280 e l'oro é salito a 1207 USD.
Siamo molto indecisi sul potenziale residuo di rialzo. La struttura completa a cinque onde dell'S&P500 mostra che lo spazio verso l'alto é limitato e l'obiettivo potrebbe fissarsi in questo caso sui 1140 punti. Non prevediamo però un massimo prima del 15 di agosto con una data ideale intorno al 20. In caso di un'estensione al rialzo il massimo potrebbe essere rimandato di un mese ed in questo caso sia gli iniziali 1180 punti, sia un'obiettivo superiore ai 1200 punti sono possibili. Questi differenti scenari mostrano che potrebbe essere troppo tardi e non remunerativo buttarsi ancora adesso al rialzo e d'altra parte potrebbe essere troppo presto per cominciare ad aprire posizioni short. Per ora il trend é rialzista e preferiamo attendere segnali di debolezza prima di orientarci al ribasso malgrado fondamentali in rapido deterioramento.
Commento del 7-8 agosto
I dati resi noti venerdì alle 14.30 riguardanti il mercato del lavoro americano erano pessimi. Gli indici azionari hanno reagito negativamente e sono precipitati. Wall Street é caduta nelle prime due ore di contrattazioni e l'S&P500 é sceso dai 1125 punti di giovedì a 1107 punti. A questo punto però i ribassisti avevano già esaurito munizioni ed argomenti ed il mercato ha lentamente ma costantemente recuperato. L'S&P500 ha chiuso a 1121.64 punti con una minusvalenza di solo il -0.37%. Una cosa é sicura: un mercato che incassa così bene notizie molto negative é forte. Questo rialzo non é terminato qui ma ha ancora qualcosa da dire.
In generale la settimana scorsa é stata positiva e contrassegnata da rialzi e nuovi massimi. Il DAX ha toccato un nuovo massimo marginale annuale a 6387 punti venerdì. Il calo dell'ultima seduta della settimana non é riuscito a mutare il quadro generale. Le performance settimanali degli indici azionari
sono le seguenti:
Eurostoxx50 +1.38% a 2779 punti
DAX +1.82% a 6259 punti
SMI +1.94% a
6321 punti
FTSE MIB +0.30% a 21084 punti
S&P500 +1.82% a 1121.64
punti
Nasdaq100 +2.08% a 1902 punti.
Venerdì gli indici azionari europei hanno terminato la giornata con perdite tra il -0.84% (SMI) ed il -1.42% (Eurostoxx50). La nostra valutazione serale é stata che questo calo doveva essere l'inizio di una breve correzione di uno fino a tre giorni. La reazione positiva di New York potrebbe significare che la discesa é già terminata. Siamo oggi sicuri che il rialzo iniziato ai primi di luglio non é ancora terminato. Malgrado che su molti indici appare una struttura a cinque onde che potrebbe essere completa, ci manca la parte terminale ed esaustiva di questo movimento. L'S&P500 non ha provato a penetrare la fascia di resistenza a 1132-1140 punti e questo é anomalo. Non é così che termina un rialzo. Inoltre i dati tecnici mostrano ancora un'ambiente positivo. Venerdì le advances/declines sono state 2556 su 3326, valore ottimo considerando la giornata. I nuovi massimi a 30 giorni sono stati solo 492, dato un pò deludente ma non preoccupante se confrontato ai nuovi minimi che sono stati 318. A livello settoriale notiamo cali contenuti ed una plusvalenza nelle utilities (+0.13% / ovvia conseguenza del calo dei tassi d'interesse) e nei titoli auriferi (+0.97%). Buone notizie arrivano dagli indicatori di sentiment. La volatilità VIX é scesa a 21.77 (-0.36 punti o -1.63%) mostrando un'ulteriore aumento della fiducia degli investitori. Il dato é ottimo considerando la giornata negativa. La volatilità VIX (speriamo che avete studiato la chart come vi abbiamo invitato a fare nel commento di ieri sull'S&P500) é in un trend ribassista e sta rompendo gli ultimi supporti. È al livello più basso da metà maggio e se passa sotto i 20 punti potrebbe scendere fino a 15 punti. Questo tipo di considerazioni non é una garanzia per una continuazione esplosiva del rialzo delle borse ma mostra chiaramente la direzione.
La candela che appare ora sui grafici americani é un hammer che ha una probabilità del 60% di svilupparsi verso l'alto. Non é una certezza ma una buona probabilità da non combattere posizionandosi al ribasso.
Sugli altri mercati finanziari vediamo una continuazione di movimenti conosciuti. Il cambio EUR/USD é salito a 1.3280, nuovo massimo di questo rialzo iniziato a giugno. Il movimento dovrebbe continuare come previsto fin verso gli 1.34-1.35. I prezzi delle materie prime hanno reagito logicamente ai deboli dati congiunturali americani. L'indice CRB é sceso del -1.07% ed il prezzo del petrolio é calato a 80.40 USD al barile. Il prezzo dell'oro sembra invece seguire altre regole ed essere inversamente correlato all'USD. È salito a 1205 USD/oncia. Noi crediamo che a medio termine il prezzo dell'oro debba scendere. Dai 1260 USD di massimo annuale era calato fino a ca. 1160 USD. Ora sta rimbalzando ma dovrebbe esaurire presto questo movimento. Una salita sopra i 1210 USD ci obbligherebbe a rivedere il nostro scenario.
I prezzi delle obbligazioni continuano a salire. Il Bund futures ed il future sull'US Treasury Bond a 10 anni hanno toccato venerdì un nuovo massimo annuale. La nostra previsione di un rialzo dei tassi d'interesse é sbagliata. Gli investitori sembrano prediligere uno scenario deflazionista e di un rallentamento economico. Questo scenario corrisponde ai fondamentali. Non sappiamo però fino a quando le borse potrebbe combattere contro previsioni economiche negative. Bassi tassi d'interesse favoriscono investimenti in azioni fino a quando i risultati delle società (earnings) restano confortanti. Ad un certo momento però il calcolo non funzionerà più ed a quel punto le borse cadranno. Conoscete la nostra opinione e sapete che non maca più molto tempo a questo cambiamento di tendenza. Tra il 20 di agosto e settembre il bear market dovrebbe riapparire.
A questo punto é necessario un breve appunto di politica. Si avvicinano in America le elezioni di metà mandato. Obama é in difficoltâ ed é possibile (e purtroppo probabile) che tenti un passo popolare per ribaltare la situazione. Potrebbe rimandare un previsto aumento di tasse o intervenire tramite Fannie Mae sul mercato immobiliare annunciando sgravi per le famiglie in difficoltà nel ripagamento delle ipoteche. In generale ci aspettiamo una manovra favorevole alle borse sul corto termine. Per avere effetto l'annuncio deve avvenire entro metà settembre. Se così fosse potremmo finalmente avere quell'accelerazione al rialzo esaustiva che normalmente mette la fine ad un movimento rialzista come quello che sperimentiamo ora.
Per le prossime settimane restiamo positivi e rialzisti. Siamo però nella parte finale di questo movimento ed i rischi aumentano. Il nostro obiettivo restano i 1180 punti di S&P500 per il 20 di agosto. I nostri scenari per la fine di questo rialzo sono però molteplici ed il range per il top va dai 1140 punti ai 1220 punti. Di conseguenza più che di un'obiettivo in termine di punti preferiamo quello temporale. Abbiamo da due a sei settimane per posizionarci al ribasso.
Per ora i mercati azionari non sono ancora pronti a scendere.
Commento del 6 agosto
Ieri mattina avevamo previsto che gli indici azionari avrebbero bloccato la loro salita ed é quello che si é verificato. L'Eurostoxx50 ha toccato i 2850 punti di obiettivo (massimo giornaliero a 2849.45) per poi perdere lo slancio e chiudere a 2819 punti (-0.20%). L'America ha fatto il contrario scendendo nella prima ora di contrattazioni per poi recuperare e chiudere vicino al massimo giornaliero. Anche a Wall Street le differenze a fine giornata sono state minime. L'S&P500 ha chiuso a 1125.81, in ribasso del -0.13%. Analizzando i dati tecnici della seduta sembra che i compratori hanno perso slancio e coraggio e che quindi si profila un'altra pausa di consolidamento con un'eventuale ritracciamento. Ieri l'advances/declines é stata negativa con 2238 contro 3653. Abbiamo notato debolezza nei titoli a bassa capitalizzazione e nel Russell2000 che perdono più dell'1%. Gli investitori restano però tranquilli e fiduciosi - la volatilità VIX é scesa a 22.10 e la CBOE equity put/call ratio é ferma a 0.60. Ci preoccupano solo il numero di nuovi massimi a 30 giorni sceso ad uno scarso 748. Manca però pressione di vendita ed i nuovi minimi sono bassi (189). Di conseguenza confermiamo la nostra previsione che a corto termine gli indici non hanno abbastanza forza per superare di slancio le resistenze (Eurostoxx50 a 2850 punti e S&P500 a 1132-1140 punti). I dati odierni sul mercato del lavoro americano potrebbero dare una scossa al mercato e causare un ritracciamento. Il trend per le prossime settimane resta positivo.
Sugli altri mercati finanziari non vediamo cambiamenti significativi. Il rialzo dei prezzi delle materie prime si é fermato e solo il settore agricolo (+2.58%) continua la sua corsa verso l'alto grazie alle misure prese in Russia per contenere le esportazioni (avrete sicuramente letto del caldo e degli incendi in Russia che stanno decimando il raccolto). L'oro si bloccato sotto i 1200 USD/oncia (1194 USD) salvando per ora il nostro scenario negativo valido per le prossime settimane.
Attendiamo ora la chiusura settimanale e lo svolgimento del previsto consolidamento per precisare le nostre previsioni riguardanti la fase conclusiva di questo rialzo. Per ora restiamo con i 1180 punti di S&P500 per il 20 di agosto ma vi rimandiamo al commento del fine settimana per un'analisi più approfondita.
Commento del 5 agosto
Ieri in Europa abbiamo avuto un'altra seduta senza sostanziali variazioni anche se la tendenza di fondo é stata positiva. Il DAX ha toccato un nuovo massimo annuale marginale. Wall Street ha fatto ancora un piccolo passo verso l'alto. L'S&P500, chiudendo a 1127.24 (+0.61%), ha superato il precedente massimo di un paio di punti e si avvicina lentamente ai 1132-1140 punti, prossima forte zona di resistenza. Le probabilità sono alte che l'indice venga respinto verso il basso da questa barriera. Durata e consistenza di questo ulteriore consolidamento dovrebbero fornirci le indicazioni mancanti per definire con precisione l'obiettivo finale di questo movimento. Per ora manteniamo i 1180 punti di S&P500 per il 20 di agosto.
Tecnicamente non vediamo sostanziali variazioni nel trend e non abbiamo l'impressione che si stia esaurendo. Ieri in America abbiamo visto acquisti in tutti i settori ed il mercato si é mosso in maniera omogenea. Tutti gli indici settoriali si sono rafforzati con una spinta particolare proveniente dal Nasdaq e dalla biotecnologia. Gli indici non sono in ipercomperato (RSI sull'S&P500 a 61.70) anche se a corto termine abbiamo ora l'81.76% dei titoli americani sopra la media mobile a 20 giorni. Il rialzo potrebbe essere troppo esteso e ha bisogno una pausa visto che non é estremamente forte e dinamico. I dati relativi alla giornata di ieri forniscono un'immagine normale per un moderato rialzo: advances/declines a 4322 a 1640, volatilità VIX ridiscesa a 22.21, CBOE equity put/call ratio a 0.57. L'unico aspetto nuovamente preoccupante é il numero dei nuovi massimi a 30 giorni fissatosi a 1278. Ci saremmo aspettati qualcosa di più (ca. 2000).
Gli altri mercati finanziari si muovono in linea. Il cambio EUR/USD é bloccato a 1.3160 ma finalmente il CHF (franco svizzero) perde di valore mostrando un'atteggiamento meno prudente degli investitori. I prezzi delle materie prime continuano a salire. Come detto in precedenze però sembra che questo movimento sia da esaurimento. Un top sull'indice CRB potrebbe indicare un massimo sui mercati azionari. Il petrolio é sceso 1 USD e sembra aver terminato la spinta verso l'alto. L'oro é brevemente salito sopra i 1200 USD (massimo a 1203) e stamattina quota 1193 USD/oncia. Noi pensiamo che l'oro debba nei prossimi mesi perdere di valore pur essendo in un bull market secolare. Il rimbalzo in atto non dovrebbe far salire il prezzo sopra i 1200-1210 punti. Poi il calo dovrebbe riprendere per testare nuovamente il supporto a 1160 USD ed in seguito scendere a 1060 USD. Questo scenario é però a rischio se l'oro supera i 1210 USD/oncia.
Il bund continua a rafforzarsi. I tassi d'interesse non si comportano come pensavamo ma non sappiamo se ci troviamo di fronte ad un problema per i mercati azionari. Il rialzo di marzo ed aprile era avvenuto per esempio con tassi d'interesse in calo. Forse é il nostro scenario di obbligazioni come bene rifugio ed alternativa alle azioni che non é consistente.
Riassumendo la tendenza a corto termine é positiva. Molti indici sono però vicini ad importanti resistenze e notiamo segnali d'incertezza. Dopo un'ulteriore balzo di un'1% dovrebbe seguire una classica correzione di tre giorni. Non vediamo rischi di un'improvviso cambiamento di tendenza.
Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Giappone é la migliore borsa della regione ed il Nikkei guadagna il +1.6%. Il future sull'S&P500 é invariato. Gli indici azionari europei inizieranno le contrattazioni al rialzo del +0.4% (Eurostoxx50 a 2836), frutto della buona chiusura di Wall Street ieri sera. Questa plusvalenza dovrebbe restare fino a stasera ma non ci aspettiamo molto di più.
Stasera partecipo ad una manifestazione nella Svizzera francese e difficilmente avrò il tempo di scrivere un commento sull'andamento della seduta europea. Il commento tecnico del 6 agosto verrà pubblicato solo in tarda mattinata.
Commento del 4 agosto
La giornata di ieri non ci ha detto niente di nuovo. È servita per far trascorrere un giorno ed assorbire parte del balzo di lunedì. Tecnicamente non ne sappiamo di più di ieri mattina e le nostre previsioni sono invariate. Il rialzo deve continuare ma l'andamento rischia di essere molto irregolare.
Ieri le borse europee si sono comportate come da copione. La mattina abbiamo scritto "I mercati azionari europei apriranno le contrattazioni in rialzo del +0.2%. Se i segnali intravvisti ieri in America sono corretti oggi le borse dovrebbero marciare sul posto" ed effettivamente la sera gli indici erano praticamente invariati. Anche la seduta a New York é stata senza storia. Volatilità ridotta (9 punti di S&P500), nessuna tendenza giornaliera ed ovvia chiusura con una moderata minusvalenza. L'S&P500 ha terminato a 1120.46 punti (-0.48%) riappoggiandosi idealmente sul massimo di settimana scorsa. È inutile fare un'elenco degli indicatori tecnici che rimangono in territorio positivo senza entusiasmare. Notiamo unicamente che ieri sera il migliore settore é stato quello difensivo della sanità (+0.78%) con Pfizer (+5.56%) in evidenza. I nuovi massimi a 30 giorni hanno raggiunto le 1596 unità, valore positivo ma al di sotto delle nostre aspettative.
Vediamo movimenti più interessanti negli altri mercati finanziari. Il cambio EUR/USD é salito a 1.3215. Abbiamo riesaminato la chart e pensiamo che il movimento al rialzo potrebbe finire sugli 1.34. A questo livello potrebbe esserci l'atteso massimo sulle borse. Il Franco Svizzero perde di valore. I tassi d'interesse costituiscono un problema. Ieri i futures su Bund e USTB sono balzati verso l'alto e questo non é quello che volevamo vedere. Un'altro punto di domanda é costituito dai prezzi delle materie prime che hanno accelerato al rialzo settimana scorsa ma sembrano aver terminato ora questa movimento in maniera esaustiva. Se abbiamo un top sula materie prime quali saranno le conseguenze sulle borse? Il petrolio é salito in 4 sedute da 76 USD agli attuali 82.40 USD al barile. Oggi cercheremo di trovare una spiegazione a questo problema e decidere se esistono delle correlazioni sicure con il rialzo delle borse. In caso affermativo quest'ultimo potrebbe essere a rischio.
Riassumendo il rialzo dovrebbe continuare anche se oggi si prospetta e dovrebbe esserci un'ulteriore seduta di assestamento. La fase finale di questo movimento rischia però di essere molto irregolare. Gli indicatori tecnici forniscono ancora ora luce verde.
Stamattina le borse asiatiche sono in leggero arretramento e solo in Giappone si trovano decisamente sotto pressione. Il Nikkei perde il 2%. Il future sull'S&P500 scende di 4 punti. Ovviamento le borse europee iniziano le contrattazioni in ribasso (-0.5%). Non crediamo però che appariranno venditori in massa e pensiamo piuttosto che entro stasera gli indici recupereranno parte delle perdite iniziali. Sarebbe questo un comportamento tecnico ideale.
Terminiamo con una constatazione. La performance 2010 dell'S&P500 é ad oggi del +0.5%. Bisogna rendersi conto che malgrado parecchi sali e scendi l'indice non si é mosso. È difficile per un'analista tecnico definire delle tendenze quando gli indici oscillano e per saldo non si muovono.
Commento del 3 agosto
Ieri abbiamo potuto spuntare tutta la lista dei desideri che avevamo preparato per l'inizio di questa settimana: seduta positiva a sugellare la ripresa del rialzo, aumento dei tassi d'interesse rispettivamente discesa di Bund e US Treasury Bond, Euro forte e Franco Svizzero debole, nuova leadership settoriale. Dopo il balzo delle borse di ieri é evidente che il rialzo é ripreso ed ora si tratta unicamente di capire dove e quando si deve esaurire.
Ieri mattina gli indici azionari europei hanno esordito in positivo ed i compratori hanno dominato tutta la giornata. Tranne per una certa volatilità sul finale ed alcune fasi di stanca gli indici sono saliti costantemente chiudendo vicino ai massimi giornalieri e con performance superiori al 2%. In America l'andamento é stato parallelo. L'S&P500 é schizzato nella prima mezz'ora di contrattazioni sopra l'importante barriera dei 1120 punti e non é più ridisceso. Alla fine si é fermato a 1125.86 punti, in rialzo del +2.20%. Siamo stupiti dell'ampiezza e dinamica di questo movimento. Dopo il sano consolidamento di settimana scorsa ci aspettavamo una ripartenza netta del rialzo ma non in questa miniera. Non siamo molto convinti della qualità di quanto visto ieri. Superficialmente abbiamo a che fare con una netta accelerazione al rialzo. 4854 advances contro 1149 declines mostrano una forte partecipazione e la discesa della volatilità VIX a 22.01, livello più basso da maggio di quest'anno, attesta il ritorno di fiducia degli investitori. Scavando sotto le apparenze troviamo alcuni dati preoccupanti. I nuovi minimi a 30 sono saliti solo a 2607 - ci saremmo aspettati un dato nettamente superiore ai 3000. Inoltre il Money Flow é in calo con volumi di titoli trattati in ristagno. Notiamo quindi due importanti divergenze che possono sparire o, come osservato in precedenti occasioni, obbligare gli indici ad un tuffo verso il basso. Il vantaggio di questa situazione é che normalmente ci sono bisogno da 2 fino a 3 sedute indecise, prima che avvenga questo cedimento. Tornando ai numerosi aspetti positivi vediamo una sana rotazione tra i settori, Ieri energia e servizi correlati hanno spinto il rialzo in America. CBOE equity put/call ratio a 0.57 e RSI sull'S&P500 a 62.07 ci dicono che il movimento ha ancora spazio verso l'alto e non mostra ancora un'aspetto speculativo.
Gli altri mercati finanziari si sviluppano come previsto. Il cambio EUR/USD é salito a 1.3160. La debolezza del dollaro ha provocato un rally delle materie prime con il petrolio che é salito a 80.80 USD al barile. L'oro invece marcia sul posto (1182 USD/oncia). L'impennata dell'indice CRB delle materie prime potrebbe essere di tipo esaustivo.
Stamattina le borse asiatiche si rafforzano ma senza l'euforia vista ieri in Europa ed America. Il Nikkei sale dell'1.2%. Il future sull'S&P500 perde 2 punti. I mercati azionari europei apriranno le contrattazioni in rialzo del +0.2%. Se i segnali intravvisti ieri in America sono corretti oggi le borse dovrebbero marciare sul posto.
Azzardando un'ipotesi diremmo che ora le borse devono guadagnare ancora un'1% in un paio di sedute prima di una decisa correzione. Il punto di riferimento sono i 1132 punti (eventualmente i 1140 punti) di S&P500.
Aggiornamento del 2 agosto
Stamattina le prospettive sono buone. I mercati azionari asiatici sono al rialzo. Il Giappone ha iniziato molto bene ma sul finale di seduta sta perdendo terreno. Malgrado ciò il Nikkei guadagna ancora un +0.4%. Il future sull'S&P500 é a 1106 punti. Il cambio EUR/USD é a 1.3080 e notiamo consistenti aumenti di prezzo su numerose materie prime. Il future sull'US Treasury Bond é in calo.
Le borse europee inizieranno le contrattazioni con plusvalenze oscillanti intorno al +0.8% (Eurostoxx50 a 2765 punti). I mercati finanziari si presentano stamattina ben impostati come speravamo nel commento del fine settimana e le premesse sono molto buone per la prevista continuazione del rialzo.
Commento del 31 luglio - 1. agosto
Settimana scorsa gli indici azionari hanno svolto l'obbligata pausa di consolidamento. Per alcuni indici questo consolidamento é stato unicamente una pausa nel rialzo, per altri indici si é trattato di un vero e proprio ritracciamento. L'S&P500 ha seguito perfettamente le nostre previsioni salendo martedì fino a 1120 punti e cadendo venerdì fino a 1088 punti. A questo punto il gioco dei traders intorno ai 1100 punti era terminato (rileggete a questo riguardo il commento di una settimana fà) e l'indice ha potuto terminare la settimana sui 1100 punti (1101.60 punti). Adesso bisogna riprendere il nostro scenario di base. Se vi ricordate pensiamo che le borse siano in un bear market da fine aprile e questo trend negativo dovrebbe riapparire verso la fine di agosto - inizio settembre. Nel frattempo abbiamo previsto un rialzo a medio termine, che si sta sviluppando da due settimane e dovrebbe esaurirsi in un massimo intorno al 20 di agosto e sui 1180 punti di S&P500.
Settimana prossima il rialzo dovrebbe quindi riprendere e le prospettive in questo senso sono buone. Strutturalmente i mercati azionari sono solidi ed in un trend rialzista. Il ritracciamento di settimana scorsa non ha arrecato danni.
Abbiamo però due problemi. Non vediamo abbastanza forza d'acquisto per far salire dinamicamente l'S&P500 di un +7/8% in tre settimane. È quindi probabile che dobbiamo abbassare il target o allungare il periodo. Il rialzo potrebbe durare fino alla metà di settembre o esaurirsi sui 1140 punti di S&P500.
Il secondo problema é la figura grafica che si sta formando. Vediamo su molti grafici un cuneo ascendente che spesso si risolve con una breve accelerazione ed un reversal che sfocia in un ribasso. Già a metà luglio siamo stati catturati in un falso segnale d'acquisto e non vorremmo ripetere la stessa esperienza. In un movimento laterale di tipo distributivo questi falsi segnali sono abbastanza soventi. Per settimane gli indici ondeggiano intorno ad un prezzo d'equilibrio dando l'impressione di voler partire in una direzione o nell'altra. Alla fine poi ogni partenza risulta falsa e gli indici tornano al punto di partenza. Anche questa volta potrebbe essere il caso.
Settimana scorsa é stata contraddistinta da una sana pausa di consolidamento e questo si riflette nelle performance settimanali che sono le seguenti:
Eurostoxx50 +1.07% a 2742 punti
DAX -0.30% a 6148 punti
SMI -0.01% a
6200 punti
FTSE MIB +2.03% a 21021 punti
S&P500 -0.10% a 1101.60
punti
Nasdaq100 -0.61% a 1864 punti.
A livello europeo i settori trainanti sono stati quello bancario (+5.46%) ed assicurativo (+3.74%).
Dagli altri mercati vengono segnali misti. Il cambio EUR/USD si é stabilizzato sopra gli 1.30 e dovrebbe nel futuro muoversi verso gli 1.35. Purtoppo non é l'EUR che é forte ma il USD che é debole. Lo vediamo sul cambio EUR/CHF tornato a 1.3580. I tassi d'interesse continuano a scendere ed il US Treasury Bond é su un nuovo massimo annuale. Questo nuovo massimo ha due conseguenze. Fino a quando i tassi d'interesse restaranno così bassi ed in un tred ribassista non ci sarà nessun forte calo né crash di borsa. D'altra parte i tassi d'interesse segnalano rallentamento economico e deflazione. Questa é una combinazione che raramente ha portato qualcosa di buono. Se il rialzo delle borse riprende settimana prossima come ci aspettiamo i tassi d'interesse devono salire ed il CHF perdere di valore. In caso contrario abbiamo una forte divergenza ed un problema.
L'oro é risalito a 1181 USD/oncia. Si dovrebbe trattare solo di un rimbalzo e nelle prossime settimane il prezzo del metallo giallo dovrebbe ridiscendere sui 1160 USD e poi cedere di altri 100 USD.
Riassumendo esistono tutte le premesse per una ripresa del rialzo delle borse per settimana prossima. Molto dipenderà però dall'esordio di lunedì. È probabile che il risultato della prima seduta della settimana determini l'andamento delle prossime due fino a tre settimane.
Commento del 30 luglio
Ieri l'S&P500 é sceso durante la seduta sotto i 1100 completando lo scenario della correzione prevista nel commento del fine settimana. Per il momento manteniamo la previsione di una continuazione del rialzo delle borse a partire da settimana prossima. Importante però a questo punto é la chiusura odierna che corrisponde anche alla fine della settimana e del mese.
Gli indici azionari europei si sono ancora rafforzati fino all'apertura di New York. L'Eurostoxx50 é salito fino a 2801 punti facendo saltare lo stop della posizione short indicato nella sezione portafoglio. Ancora una volta il sito si é rivelato inadatto per condurre una transazione di trading. L'indice é rimasto lungamente a 2785 punti ed un tentativo di rompere la resistenza a 2790 punti era a quel punto programmato. Il trader avrebbe tolto lo stop loss poco prima dell'apertura a Wall Street analizzando i dettagli dell'apertura prima di prendere una decisione se chiudere la posizione. Il rapido calo del future sull'S&P500 gli avrebbe subito mostrato debolezza e la logica conseguenza sarebbe stato di mantenere aperto il short chiudendolo eventualmente un'ora dopo a 2765 punti. Tutto questo però non lo possiamo raccontare sul sito e pretendere che i clienti lo leggano e seguano. Ci scusiamo dell'errore ed eviteremo nel futuro posizioni speculative, a corto termine e con uno stop troppo stretto. L'operazione era corretta ma é stata condotta male.
L'S&P500 ieri é sceso fino a 1092.82 punti per poi reagire, risalire 12-13 punti e chiudere infine con una moderata minusvalenza del -0.42% a 1101.53 punti. Il test e rottura marginale del supporto a 1100 punti si é svolto come previsto. Strutturalmente il mercato ha soddisfatto le nostre attese. Advances/declines a 3004 su 2875 mostra equilibrio ed il numero dei nuovi massimi a 30 giorni a 1412 é sorprendentemente buono (contro nuovi minimi a 260). Per il resto niente di nuovo ed il mercato possiede le premesse per riprendere settimana prossima il rialzo. Oggi però dobbiamo ottenere la conferma che il mercato vuole formare base sui 1100 punti. Potrebbe ancora esserci una seduta negativa ma l'S&P500 non deve scendere sotto il minimo di ieri a 1092 punti. In questo caso si rischia una continuazione verso il basso. Prima di prendere posizioni bisogna quindi attendere la chiusura settimanale.
Dagli altri mercati finaziari provengono segnali misti. Stamattina il cambio EUR/USD sale a 1.3070. Sarebbe positivo se non fosse che l'USD é debole e non l'EUR forte. Il CHF (Franco svizzero) si rafforza e non é quello che vorremmo vedere. I prezzi delle materie prime sono saliti ed il petrolio é tornato a 77.40 USD/barile. Tutto bene se non fosse solo una conseguenza del USD debole. L'oro é fermo a 1168 USD/oncia. Prevediamo nelle prossime settimane una discesa fino a 1060 USD ma ne riparliamo il fine settimana. Ci preoccupano invece i tassi d'interesse. Il Bund é ricominciato a salire ed il US Treasury Bond é tornato sui massimi annuali. Questa é una chiara divergenza rispetto allo scenario di borse al rialzo. Affaire à suivre.
Stamattina i mercati asiatici sono deboli. In Giappone dati deludenti su disoccupazione e produzione industriale spingono il Nikkei al ribasso del -1.3%. Il future sull'S&P500 é a 1095 punti (-2). L'apertura in Europa sarà in calo del -0.3% (Eurostoxx50 a 2742). Gli indici azionari potrebbero perdere ancora alcuni punti durante la giornata ma la minusvalenza finale dovrebbe essere inferiore all'1%.
Commento del 29 luglio
Finalmente ieri gli indici azionari, dopo cinque giorni di rialzi, hanno terminato la seduta in negativo. Diciamo "finalmente per due ragioni. La prima é che per mantenere sano questo rialzo ci sono bisogno queste pausa di consolidamento. Investitori prendono i guadagni e vengono sostituiti da nuove forze. La seconda ragione é egoistica. Abbiamo previsto per questa settimana un breve ritracciamento verso i 1100 punti di S&P500 e non volevamo aver sbagliato. Ieri l'S&P500 é sceso a 1106.13 punti (-0.69%) con un minimo a 1103. Secondo l'analisi grafica non dovremmo trovarci nella situazione avuta a metà giugno. Vi ricordiamo che in quella occasione un rialzo si era bruscamente interrotto e l'S&P500 era caduto ad un nuovo minimo annuale. La caduta degli indici era stata però preceduta da una breve distribuzione di tre giorni unita ad un'indebolimento strutturale. Questa volta invece grafico e struttura indicano un forte probabilità di una breve discesa di al massimo tre giorni prima della ripresa del rialzo.
La seduta di ieri non fornisce grandi argoment di analisi. In genere le borse hanno iniziato bene per poi scivolare verso il basso. In America la pressione di vendita é stata contenuta. Abbiamo notato tutti i segni di una giornata negativa (advances/declines a 1785 su 4122, Russell2000 -1.72%, volatilità in aumento a 24.25, Money Flow in calo, ecc.) ma niente che lasci presagire una sostanziale accelerazione al ribasso. I nuovi massimi a 30 giorni sono scesi a 1071 ma visto che i nuovi minimi non si muovono (188) non c'é da preoccuparsi. Riassumendo sembra che la settimana potrebbe terminare in toni dimessi con due sedute leggermente negative. Volendo però fare una stima pensiamo che le minusvalenze fino a venerdì dovrebbero essere sull'1%. È anche possibile che il rialzo riprenda subito ma noi favoriamo la variante di una classica correzzione di tre giorni all'interno di una tendenza rialzista.
Gli altri mercati finanziari sono immobili. EUR/USD é bloccato a 1.3010. Dopo il calo di inizio settimana i prezzi delle materie prime e del petrolio sono stabili. L'oro é caduto ieri fino a 1156 USD/oncia ma stamattina lo ritroviamo a 1165 USD. A proposito di oro facciamo un breve inciso. Quando a metà maggio il prezzo aveva raggiunto i 1250 USD avevamo preannunciato un massimo significativo e l'inizio di una correzzione di mesi. Ora che l'oro ha quasi raggiunto il nostro primo obiettivo a 1150 USD pensiamo che questa fase negativa non sia terminata. Nei prossimi mesi pensiamo di vedere quotazioni inferiori ai 1000 USD/oncia.
Stamattina le borse asiatiche sono miste ed il Nikkei sembra essere uno degli indici peggiori con una perdita del -0.55%. Il future sull'S&P500 risale di 3 punti. L'apertura in Europa sarà positiva di circa il +0.3% (Eurostoxx50 a 2772 punti) e per stasera non prevediamo sostanziali variazioni.
Commento del 28 luglio
Durante un rialzo ci sono sembre delle pause e dei ritracciamenti. È difficile individuare con precisione quando intervengono questi movimenti in controtendenza. Normalmente ci si basa su indicatori come l'RSI che mostrano le situazioni di ipercomperato. Quando però il trend é intenso gli indici possono restare in ipercomperato per parecchio tempo. Molto di più di quanto normalmente i nervi di un traders ribassista sono in grado di sopportare.
Ieri il rialzo in Europa é continuato arrivando al quinto giorno consecutivo in positivo. Abbiamo notato i primi segni di stanchezza e gli indici hanno chiuso lontani dai massimi giornalieri. Complessivamente si é però trattato di una giornata positiva. Ci preoccupa unicamente la concentrazione del movimento nei titoli bancari. Il rally delle banche sembra da esaurimento e ha carattere speculativo. Terminerà presto ed a quel punto vedremo se altri settori saranno in grado di tirare il plotone.
In America la giornata si é giocata nelle prime due ore di contrattazioni. L'S&P500 é salito ad un nuovo massimo a 1120.95 punti per poi cadere in circa un'ora al minimo giornaliero a 1009.78. A questo punto tutti avevano raggiunto il loro scopo ed il mercato si é trascinato fino alla chiusura a 1113.84 punti di S&P500 (-0.10%). Nei prossimi giorni ci aspettiamo ancora l'atteso test del supporto a 1100 punti. Si fà però strada la possibilità che il mercato continui a salire senza questo pull back. Strutturalmente il mercato rimane forte e non é il rapporto advances/declines per una volta negativo (2472/3439) a cambiare sostanzialmente la situazione. Ieri i nuovi massimi a 30 giorni sono rimasti sopra i 3000 (3099) e la volatilità VIX é salita solo marginalmente a 23.12. Il Money Flow si appiattisce. Riassumendo vediamo segni che lo slancio dei rialzisti sta diminuendo ma niente che lascia presagire un ritracciamento sotto i 1100 punti. Sarebbe questo solo un normale sviluppo del mercato dopo i forti progressi delle ultime sedute ed lo sfondamento della barriera dei 1100 punti. Tecnicamente però questo test non é necessario.
Dagli altri mercati finanziari provengono importanti conferme. Il cambio EUR/USD si é stabilizzato sui 1.30 (ora a 1.3015) e potrebbe ora muoversi in direzione 1.35. Il franco svizzero sta vistosamente perdendo di valore confermando che gli investitori stanno lasciando un'atteggiamento troppo prudente. L'oro sta cadendo come previsto verso i 1150 USD/oncia (stamattina a 1161 USD) e ha rotto ieri l'importante supporto a 1180 cedendo poi di schianto.
Stamattina i mercati asiatici sono positivi ed il Nikkei ci soprende con una plusvalenza del +2.6%. Il future sull'S&P500 reagisce positivamente e guadagna 3 punti. Le borse europee inizieranno la seduta nuovamente al rialzo con guadagni di ca. il +0.8% (Eurostoxx50 a 2790 punti). Se le borse riescono a concludere anche questa seduta in positivo é possibile che il rialzo continui senza pausee almeno fino a quando non si presenterà una netta situazione di eccesso d'acquisti.
Commento del 27 luglio
Ci stiamo annoiando. I clienti sono partiti in vacanza, le mails diminuiscono, le chiamate su Skype si fanno sporadiche, i telefono rari. Le borse si muovono secondo le attese, i volumi calano insieme alle volatilità. Speriamo che non continui così per settimane ...
Ieri gli indici azionari europei si sono rafforzati. Hanno però chiuso la seduta poco sopra i livelli d'apertura e quindi chi ha dato un'occhiata agli schermi la mattina ed é tornato la sera non ha perso nulla. Più interessante é stata la seduta a Wall Street. Alcune prese di beneficio hanno inizialmente fatto scendere l'S&P500 a 1101 punti ma la barriera magica dei 1100 punti non é stata toccata. Poi dati positivi sul mercato immobiliare USA anno dato una scossa al mercato con l'indice che ha velocemente guadagnato 12 punti. Per il resto della giornata calma piatta e chiusura sul massimo giornaliero a 1115.01 punti (+1.12%). Nel commento del fine settimana avevamo previsto questa accelerazione al rialzo di 1-2%. Ora dovrebbe seguire un ritracciamento a testare il supporto a 1100 punti.
I dati tecnici sono buoni. L'advances/declines é stata nuovamente consistente (4754 su 1216). Ottimo il numero dei nuovi massimi a 30 giorni salito a 3151. Il rialzo tocca tutti i settori ed anche il Dow Transportation conferma. La volatilità VIX é ulteriormente scesa a 22.73. L'unico aspetto negativo sono gli scarsi volumi di titoli trattati ma questo é un fattore puramente stagionale. Gli indici non sono ancora in ipercomperato ma da un punto di vista puramente psicologico e di trading ora ci sarebbe bisogno di una pausa d'assestamento. Più corta sarà la pausa e piccolo il ritracciamento, e più forte é la forza d'acquisto ed il potenziale di rialzo.
Gli altri mercati finanziari si muovono in linea. Il cambio EUR/USD é salito stamattina a 1.3015. Per essere coerente con le nostre previsioni per le borse, il cambio dovrebbe salire nelle prossime settimane verso gli 1.35. L'oro é stabile a 1185 USD/oncia e qui ci aspettiamo una caduta fin verso i 1150 USD. Il petrolio é stabile sui 78 USD/barile.
Stamattina le borse asiatiche sono miste ed il Nikkei praticamente non si muove. Il future sull'S&P500 é sceso a 1107 punti che corrisponde a 1112 punti di cash. Le borse europee inizieranno la seduta con minime plusvalenze (Eurostoxx50 a 2750 punti ) e per stasera ci aspettiamo ina chiusura in negativo. Nei prossimi giorni si dovrebbe concretizzare una sana pausa di consolidamento con il ritorno dell'S&P500 sotto i 1100 punti. Una volta eseguiti gli ovvi stops ed eliminate le mani deboli il rialzo potrà riprendere.
Aggiornamento del 26 luglio
Stamattina i mercati finanziari sono ancora positivi. Le borse asiatiche si rafforzano ed il Nikkei sale del +0.75%. Il future sull'S&P500 guadagna 1 punto a 1101.50. Di conseguenza gli indici azionari europei inizieranno le contrattazioni con plusvalenze intorno al +0.8%. Per stasera non prevediamo sostanziali variazioni.
Il nostro commento del fine settimana e la previsione di una salita dell'S&P500 a 1180 punti sono basati puramente sull'analisi tecnica. Non devono indurre gli investitori ad una ingiustificata euforia. Le borse sono a questo punto nettamente sopravvalutate in un contesto economico negativo ed in peggioramento. Il rischio quindi di un'improvvisa caduta delle borse e cambiamento di tendenza sta aumentando. Fino a fine anno le nostre previsioni sono chiaramente negative. Le borse vivono un rally condotto da liquidità che potrebbe essere consistente ma effimero.
Ripetuto questo avvertimento possiamo d'altra parte confermare che al momento la tecnica indica per i giorni a venire una buona spinta verso l'alto. I traders devono giocare al rialzo. Gli operatori conservativi devono invece attendere il prossimo significativo massimo e prepararsi a posizionarsi al ribasso. Se questo massimo sarò a 1030, 1040 o 1080 punti (vedete a questo riguardo il video settimanale) di S&P500 in questo momento é molto difficile dirlo.
Commento del 24-25 luglio
Questa settimana mi ha telefonato un'aziana facoltosa signora per avere alcuni consigli riguardanti il suo portafoglio titoli. Dopo numerose vendite e rimborsi la signora ha parecchia liquidità. Durante la discussione é caduto questo suo commento: "Piuttosto che comperare obbligazioni che non rendono niente (il Bund a 10 anni rende 2.7%, ndr.) di Stati o società che possono fallire senza ridarmi un soldo, preferisco comperare azioni di compagnie solide che pagano un buon dividendo. Almeno so cosa possiedo." Questa é la chiave di lettura del rally attuale delle borse. Liquidità e mancanza di valide alternative d'investimento in un contesto economico di forte incertezza.
Una settimana fà le borse erano reduci dal forte calo di venerdì 16 luglio. Noi nei giorni precedenti avevamo formulato la previsione di una salita dell'S&P500 a 1180 punti per il 20 di agosto. Sabato scorso sembrava che avessimo sbagliato valutazione ed avevamo dichiarato che il rialzo di luglio era terminato (con il senno di poi questa presa di posizione é stata troppo affrettata). D'altra parte avevamo evitato di prevedere l'inizio di un ribasso. Non avevamo nessun elemento tecnico per sostenere questa tesi. Questa settimana gli indici azionari sono ripartiti verso l'alto fornendo numerosi segnali positivi in termine di partecipazione, rottura al rialzo di linee di trend discendenti, chiusure sopra medie mobili e sopra importanti resistenze. Le performances settimanali sono ovunque positive: Eurostoxx50 +2.87% a 2721 punti, DAX +2.09% a 6166 punti, SMI +0.27% a 6201 punti, FTSE MIB +2.19% a 20604 punti, S&P500 +3.55% a 1102 punti e Nasdaq100 +3.99% a 1875 punti. Gli indici azionari europei sembrano aver guadagnato meno ma questo é solo l'effetto di una seduta di ritardo rispetto all'America. Venerdì sera alle 22.00 l'Eurostoxx50 ha concluso su un virtuale 2740 punti.
Interessante é che il trend rialzista si sta intensificando. Venerdì in America i tre più importanti indici, Dow, S&P500 e Nasdaq hanno chiuso sopra la media mobile a 50 giorni e sul livello più alto di luglio. L'82% dei titoli americani é sopra la media mobile a 20 giorni, il 69% sopra quella a 50 giorni. Tutto il listino partecipa al movimento positivo che a corto termine potrebbe essere già troppo esteso se non fosse per le RSI che sono ancora sotto i 60 punti (S&P500 a 56.92 e Nasdaq100 a 57.56). Malgrado la rottura marginale delle resistenze i nuovi massimi a 30 giorni sono fortemente saliti a 2315 contro 259 nuovi minimi. Tra questi nuovi massimi troviamo nomi importanti (p.e. Ford, General Electric, Microsoft, ATT, Apache, Oracle, Nokia) e di differenti settori. L'advances/declines é stata positiva (4780 su 1132) con sostenuti volumi di titoli trattati. La volatilità VIX é scesa a 23.47 mostrando un netto ritorno di fiducia degli investitori. Tecnicamente quindi questo rialzo può e dovrebbe continuare. A corto termine potrebbero esserci sorprese. Gli avvenimenti sono dominati dai traders che usano l'analisi tecnica per giocare con la massa degli investitori. La chiusura dell'S&P500 sopra i 1100 punti obbligherà gli ultimi scettici a comperare e ci sarà un'effetto di risucchio che farà salire l'indice di ancora un 1% o 2%. Poi seguiranno le prese di beneficio e l'S&P500 tornerà sotto i 1100 punti, vecchia resistenza ed ora (troppo) ovvio supporto che troppi speculatori inesperti useranno come stop loss. A quel punto il rialzo potrà riprendere...
Gli altri mercati finanziari sostengono o non si oppongono al movimento rialzista delle borse. Il cambio EUR/USD si é stabilizzato sotto gli 1.30 (1.2900). Non é più il USD che perde di valore ma l'EUR che ne guadagna (anche contro CHF) e questo é positivo. Ottimi segnali provengono dai corsi delle obbligazioni che calano. I futures su US Treasury Bonds e Bund tedesco scendono finalmente in maniera sostanziale. Petrolio e materie prime venerdì sono leggermente scesi ma restano a livelli elevati. L'oro é a 1189 USD/oncia e noi sospettiamo che ora possa perdere una 5o di USD.
Riassumendo il rialzo di luglio dovrebbe continuare anche in agosto e noi rimettiamo sul tavolo l'obiettivo indicativo di 1180 punti di S&P500 per il 20 di agosto. Non dimentichiamo però il quadro generale. Le borse sono in un bear market ed in un contesto economico ostile. Da circa tre mesi sono in un movimento laterale di tipo distributivo ed il rally in atto sta unicamente facendo tornare gli indici verso il margine superiore di una teorica banda di oscillazione. Alcuni indici relativamente forti come DAX e Nasdaq100 hanno la possibilità di toccare nuovi massimi annuali marginali. Questo non é una sorpresa ma rientra in quanto previsto a fine aprile di quest'anno. Una ripresa del ribasso non é prevista prima di fine agosto.
Concludiamo ricordando e confermando quanto scritto nel commento di due settimane fà: "Per fine agosto l'S&P500 dovrebbe ancora essere sui 1100 punti." Le prossime settimane restano un'ottima ambiente per operazioni di scaltri traders. Gli investitori devono astenersi. Alta volatilità ed improvvisi cambiamenti di direzione rischiano di provocare l'esecuzione di stop loss piuttosto che la concretizzazione di consistenti guadagni.
Commento del 23 luglio
Ieri sorprendendo tutti, noi compresi, gli indici azionari sono ripartiti con forza al rialzo. Noi credavamo in un ritorno verso l'alto delle borse ma non pensavamo che il movimento potesse partire immediatamente e con questa foga. Pensavamo che l'S&P500, nostro indice di riferimento, dovesse restare bloccato per un pò di tempo tra i 1055 ed i 1100 punti. Ieri sera ha terminato la seduta a 1093.67 punti (+2.25%) con un massimo giornaliero a 1097.50 punti. Ora dobbiamo porci la domanda se questo movimento ha possibilità di continuare. La risposta é si.
Ieri mattina le borse europee hanno iniziato la seduta al ribasso con perdite intorno al 0.8%. Noi avevamo pronosticato un recupero ma mai ci saremmo immaginati di ritrovarci a fine giornata con plusvalenze intorno al +2.5%. Avevamo intravvisto dei segnali positivi ed incoraggianti ma nulla più. Come detto il rialzo é poi continuato in America e gli indici hanno terminato la giornata vicino alla resistenza. Il Nasdaq100 ha già fatto un piccolo passo oltre questa barriera. Nel commento di ieri vi avevamo resi attenti sul numero dei nuovi massimi a 30 giorni in significativa espansione (1008). Ieri sera il dato é salito ad un convincente 1721 contro 276 nuovi minimi. Il rialzo ha una sostanziale partecipazione e ha quindi una buona probabilità di continuare. Da non sottovalutare é l'aspetto psicologico. Un ritorno dell'S&P500 sopra i 1100 con dati economici negativi sarebbe una sorpresa ma una logica conseguenza del posizionamento degli investitori. Troppi sono sottoinvestiti o hanno speculato al ribasso in attesa della ripresa del bear market. Dall'analisi dei COT vi avevamo detto che le mani forti stavano tentando di far salire il mercato. Ora il rischio é che molti devono adattare le posizioni a questi nuovi sviluppi. Un superamento dei 1100 punti può provocare quell'effetto di risucchio che avevamo previsto ad inizio luglio. Rimettiamo quindi sul tavolo lo scenario originale che prevedeva una salita dell'S&P500 verso i 1180 punti per il 20 di agosto. Una settimana fà le nostre posizioni long prese in questa ottica sono state stoppate. Oggi preferiamo vedere come i mercati chiudono la settimana prima di prendere nuove decisioni d'investimento e confermare uno scenario rialzista.
Ieri sera l'advances/declines ha raggiunto i 5203 su 775. Un dato così forte provoca normalmente un'assestamento a cortissimo termine ma una continuazione in seguito. Oggi l'S&P500 potrebbe scendere un paio di punti ma settimana prossima un tentativo di superamento dei 1100 punti e nelle carte.
Gli altri mercati finanziari confermano la buona impostazione delle borse. I prezzi delle materie prime risalgono ed il prezzo del petrolio torna a 78 USD al barile. L'oro rimane sotto i 1200 USD a 1195 USD/oncia. Un investimento nel metallo giallo resta a medio termine poco interessante.
Stamattina i mercati asiatici sono al rialzo ed il Nikkei guadagna il 2%. Il future sull'S&P500 é invariato. I mercati europei devono digerire il rally di ieri ed inizieranno le contrattazioni in lieve calo (-0.3%). Con uno stimolo adeguato da parte di una qualche notizia congiunturale o risultati trimestrali di società, oggi potremmo gia assistere all'assalto delle resistenze. Il risultato é incerto ma esiste almeno una probabilità del 50% che nelle prossime sedute l'S&P500 superi i 1100 punti.
Corrigenda / 22 luglio
Nel commento odierno abbiamo fatto un'errore. Il CBOE Equity put /call ratio di ieri é 0.65 e non 0.38 che corrisponde alla volatilità. Il valore dei due giorni precedenti era però sotto la media (0.52 e 0.53) quindi il principio non cambia. Valori molto bassi di questo ratio indicano forti acquisti di puts e se la situazione persiste per parecchi giorni normalmente arriva una reazione positiva. Per analizzare questo indicatore é meglio utilizzare il valore relativo alle azioni (non quello degli indici o il totale) e guardare delle medie mobili (minimo 5 giorni fino a 10 giorni). Potete osservare la correlazione tra ratio e indice su questo grafico del sito indexindicators
Commento del 22 luglio
Ieri sono bastati alcuni commenti circospetti di Bernanke sulla politica monetaria e la situazione economica americana per rispedire le borse verso il basso. Abbiamo letto le grandi linee del discorso di Bernanke e notato niente di nuovo. La FED intende ancora intervenire a sostegno dell'economia ma fà notare che quando non sarà più necessario la politica monetaria molto espansiva deve terminare. Che i tassi d'interesse da 0% presto tardi devono risalire non deve stupire nessuno ma questo é bastato per invogliare gli investitori a vendere. Questa é un'altra dimostrazione della mancanza di tendenza dei mercati e della volubilità degli investitori.
Ieri le borse europee hanno nuovamente seguito l'America. Hanno iniziato bene la seduta ma poi sono mancati ulteriori acquisti. Gli operatori hanno atteso l'apertura di Wall Street per decidere che si poteva nuovamente vendere. Per saldo la sera sono risultate pluvalenze che servono solo ad interrompere la serie negativa ma nulla più.
La borsa di New York si é trascinata fino nel primo pomeriggio quando sono cominciate a circolare le copie del discorso di Bernanke. Gli indici erano a quel punto in pari ed hanno poi in mezz'ora perso l'1.5%. Un breve recupero sul finale e la seduta era terminata. L'S&P500 ha perso l'1.28% scendendo a 1069.59 punti. La giornata é stata negativa con 1656 advances e 4274 declines. Notiamo però due dati positivi. Il numero dei nuovi massimi a 30 giorni é salito a 1008 (contro 380 minimi) e tra questi notiamo nomi di peso e di differenti settori (Coca Cola, US Steel, Nokia, Caterpillar). Sembra che ci sia una leadership in grado di riportare gli indici verso l'alto. Inoltre il CBOE Equity put/call ratio é sceso ad un bassissimo 0.38. Un dato singolo é in genere insignificante ma in questo mercato senza trend basta forse questo piccolo segno di speculatione al ribasso e sentiment negativo per sostenere la tesi di un ritorno verso l'alto e sopratutto della solidità del supporto a 1050-1055 punti.
Gli altri mercati finanziari si comportano normalmente ed annotiamo solo il cambio EUR/USD tornato a 1.2780. Dopo il raggiungimento dell'ovvio obiettivo a 1.30 ci sono prese di beneficio. Non escludiamo più tardi un'ulteriore salita verso gli 1.35 ma per ora il cambio dovrebbbe assestarsi sui livelli attuali e sotto gli 1.30.
Riassumendo riteniamo che il range 1055-1100 sull'S&P500 dovrebbe restare valido per parecchio tempo. Non pensiamo che il calo di ieri debba sfociare in un'attacco del supporto e prevediamo un ritorno verso l'alto. A corto termine i movimenti sono però imprevedibili e basta la minima notizia per far sussultare gli investitori e muovere le borse. Sono però brevi balzi senza tendenza e senza gravi conseguenze.
Stamattina i mercati asiatici sono moderatamente negativi ed il Nikkei scende del -0.5%. Il future sul'S&P500 sale di 1 punto. L'Europa segue l'America ed inizierà le contrattazioni in calo del -0.8% (Eurostoxx50 a 2618). Pensiamo che per stasera gli indici europei devrebbero essere in grado di colmare parte della perdita.
Commento del 21 luglio
Continua l'andamento altalenante delle borse. Ieri malgrado delle buone premesse, l'Europa ha avuto la quarta seduta consecutiva in negativo. Le minusvalenze continuano a diminuire insieme ai volumi di titoli trattati ma la tendenza a corto termine sembra al ribasso. "Sembra" é il termine esatto poiché a livello di indicatori tecnici non abbiamo questa valutazione. Gli indicatori sono generalmente in territorio neutro e visto il movimento laterale delle ultime settimane cominciano a reagire fortemente alle minime oscillazioni dei mercati. Gli indici azionari sono in un movimento laterale ma si profila nelle prossime settimane, nelle costellazioni tecniche che si formano sui grafici, una fase di ribasso. A corto termine invece ci possono essere rally improvvisi ed intensi in grado di far vacillare la convinzione dei ribassisti e far saltare qualsiasi stop di posizione short.
Ieri i mercati azionari americani hanno iniziato le contrattazioni in forte perdita e l'S&P500 é sceso fino a 1056 punti. Da subito però sono riapparsi compratori che hanno tenuto il controllo della situazione fino a fine seduta. L'S&P500 ha chiuso 27 punti più in alto a 1083.48 (+1.14%). Non bisogna dare troppo peso a questa plusvalenza. Oggi Wall Street potrebbe riperdere questo guadagno. Basta una notizia negativa per far cambiare opinione ai traders. Solo nel caso di una rottura sopra i 1100 punti si potrebbe istaurare un trend rialzista di corta durata.
La seduta di ieri é stata positiva con 4649 advances contro 1230 declines. I nuovi massimi e minimi a 30 giorni si equivalgono (695 su 634) mostrando equilibrio. A livello di sentiment la volatilità VIX é scesa sostanzialmente (-2.04 a 23.93) mentre il CBOE Equity put/call ratio resta sotto la media a 0.53. Riassumendo é stata una buona seduta che non costituisce però l'inizio di una tendenza ma piuttosto una reazione ritardata alla caduta di venerdì scorso. Venerdì abbiamo detto "fine del rialzo ma non inizio di un ribasso" ed oggi restiamo della stessa opinione. A corto termine le borse vanno a casaccio spinte dal vento delle notizie e risultati delle imprese. Basandoci sull'ananlisi dei COT (Commitment of Traders) non pensiamo che le borse possano ora cadere. Da settimane i commercials comprano massicciamente e normalmente non abbandonano facilmente la partita.
Gli altri mercati finanziari non ci offrono nuove idee. Il cambio EUR/USD (1.2880) sembra aver esaurito la sua spinta verso l'alto. Il breve balzo sopra gli 1.30 di ieri non ha avuto seguito ed il cambio é stato respinto dalla resistenza ed obiettivo ad 1.30. L'oro ha perso alcuni USD a 1189. I tassi d'interesse non si muovono mentre i prezzi delle materie prime oscillano leggermente insieme al dollaro americano.
Stamattina i mercati asiatici sono misti ed il Nikkei é nuovamente in perdita anche se la minusvalenza é contenuta (-0.15%). Il future sull'S&P500 perde 3 punti. Le borse europee recuperano in apertura le perdite di ieri. Si prospetta un'inizio positivo (ca. +0.8% / Eurostoxx50 a 2654). Per stasera non siamo in grado di prevedre grossi cambiamenti.
Per i prossimi giorni le borse dovrebbero oscillare senza tendenza e fino a quando l'S&P500 resta nel range 1055-1100 non esiste ragione per intraprendere operazioni.
Aggiornamento del 20 luglio 23.00
Lunedì e martedì fino in tarda serata non siamo riusciti ad aggiornare il sito.
Ero in viaggio con il minuscolo Asus Eee PC che ha avuto un'inatteso difetto tecnico. Mi scuso con i lettori di questo imprevisto. Il prossimo commento tecnico viene pubblicato normalmente domani mattina, mercoledì 21 luglio verso le 08.30.
Commento del 17-18 luglio
Ieri i mercati azionari sono pesantemente caduti mettendo probabilmente la parola fine al rialzo di luglio. Per una volta i fondamentali hanno prevalso. Il pessimo dato riguardante la fiducia dei consumatori americani pubblicato alle 15.55 ha provocato un'ondata di vendite. I ribassisti hanno preso il controllo della situazione tenendolo fino a fine giornata. L'S&P500 ha chiuso vicino al minimo giornaliero a 1064.88 punti (-2.88%) con forti volumi di titoli trattati. La debolezza ha toccato tutti i settori ma ha colpito specialmente le banche (indice BKX -5.71%). Gli investitori sembrano agire in maniera irrazionale ed in parte seguendo solo l'istinto della massa. Settimana scorsa i titoli finanziari avevano spinto le borse verso l'alto con performances superiori al 10%. Ieri si é venduto a seguito di dati negativi riguardanti i consumi. Invece il settore dei consumer staples ha perso solo il -1.41%!
Malgrado il crollo di ieri la settimana non é stata così negativa. Senza il calo di venerdì sarebbe stata positiva.
Nel dettaglio abbiamo i seguenti dati:
Eurostoxx50 -1.18% a 2645 punti, DAX -0.41% a 6040 punti, SMI -0.42% a
6184 punti, FTSE MIB -1.57% a 20161 punti, S&P500 -1.21% a 1064
punti e Nasdaq100 -0.62% a 1803 punti.
Strutturalmente i mercati azionari non mostrano una chiara tendenza. Compratori e venditori sembrano equivalersi e solo sul corto termine prevale uno o l'altro campo. Venerdì é evidente che gli advances/declines (940 a 4962 o 1:5) sono stati molto negativi ma il numero di nuovi massimi e minimi a 30 giorni si equivalgono (515 a 550). Anche a 90 giorni (276 a 301) e a 180 giorni (215 a 168) la situazione non cambia. A livello di sentiment il nervosismo degli investitori aumenta ma la volatilità VIX (26.25) resta sotto la barriera dei 30 punti. L'unico dato strano é il forte calo della CBOE Equity puts/calls ratio a 0.41. Un numero così basso per alcuni giorni sostiene in seguito il mercato e provocano una reazione verso l'alto.
L'impressione generale é quindi che il rialzo di luglio é terminato ma é ancora troppo presto per parlare di ribasso. Il calo di venerdì avrà probabilmente un seguito ma sembra molto difficile che gli indici azionari debbano già scendere a testare i minimi annuali. Secondo noi il movimento laterale di tipo distributivo deve continuare e la decisa ripresa del bear market é attesa solo per settembre.
Sugli altri mercati finanziari abbiamo alcuni sviluppi che fatichiamo ad interpretare e far rientrare nello scenario generale. Il cambio EUR/USD ha raggiunto venerdì il nostro obiettivo a 1.30 chiudendo la settimana a 1.2930. Ìl dollaro é debole e questa potrebbe essere una conseguenza del rialzo dei US Treasury Bonds (massimo annuale sul future!) e quindi dei bassi tassi d'interesse. Stranamente il Bund tedesco non si comporta alla stessa maniera. Raggiunto il nostro obiettivo non sappiamo come potrebbe muoversi ora l'Euro. Un'estensione verso gli 1.35 é tecnicamente possibile ma fondamentalmente ingiustificata.
Materie prime e petrolio sono in calo seguendo la discesa degli indici azionari e non la debolezza del USD. L'oro é sceso a 1192 USD/oncia. Sembra che gli investitori stiamo scommettendo su un'ulteriore rallentamento economico ed un'eventuale ritorno in recessione.
Per concludere non sappiamo ora come potrebbe evolversi la situazione. Noi pensiamo che dal top di fine aprile le borse sono in un bear market di lungo periodo (due anni). Dopo un primo forte calo ed un deciso rimbalzo, verificatesi nei mesi scorsi, prevedavamo un movimento laterale estivo. Siamo ora in questo movimento laterale di tipo distributivo e la volatilità, la mancanza di un trend sostenibile e le reazioni irrazionali degli investitori sembrano confermare questo scenario. Diventa molto difficile prevedere i movimenti a corto termine visto che gli indicatori vengono sballottati senza riuscire a stabilizzarsi e mostrare una chiara direzione. È un'ambiente per traders e non per investitori. Questi ultimi devono orientarsi alla preservazione del capitale ed in un'ottica di bear market devono ridurre al minimo i rischi azionari.
Commento del 16 luglio
Ieri le borse si sono rafforzate fino nel primo pomeriggio. Poi dati congiunturali negativi negli Stati Uniti hanno fatto precipitare gli indici azionari e noi siamo riusciti a comperare ai livelli desiderati Eurostoxx50, FTSE MIB e S&P500 (vedi sezione "Portafoglio"). Poi in serata, dopo essere caduto fino a 1080 punti, l'S&P500 ha recuperato chiudendo leggermente in guadagno a 1096 punti (+0.12%). Tutto sembra andare secondo i nostri piani. Siamo però molto inquieti.
Ieri sulle charts americane é apparsa una figura di inversione di tendenza. Si chiama hanging man ed é una lunga candela con un piccolo corpo in cima. Non andiamo nei dettagli, per gli interessati basta fare una veloce ricerca in Internet. Se però stasera l'S&P500 chiude sotto i 1080 punti vendete tutto - si ricomincia a scendere. Altri due sviluppi ci piacciono poco. La volatilità VIX é salita per il terzo giorno consecutivo malgrado che gli indici azionari si siano rafforzati. Questa é una divergenza che mostra un'attività insolita nelle opzioni. Da ultimo c'é l'estrema debolezza del dollaro che é già iniziata ieri con un'accelerazione. Stamattina il cambio EUR/USD é a 1.2920. Riassumendo ci sono parecchi segnali che ci rendono nervosi e ci inducono a vedere dové l'uscita di emergenza. Sotto i minimi di ieri bisogna mettere degli stop per chiudere le posizioni long. Per ora però il cielo é ancora limpido (tranne la forte caduta stamattina del Nikkei) ed é possibile che non succeda niente. La tendenza a medio termine é ancora rialzista.
Tralasciando i punti sopra citati la giornata di ieri sembra sia stata solo una seduta di assestamento con contenute prese di benefici. Il fatto che le borse americane abbiamo recuperato malgrado dati congiunturali negativi é costruttivo. L'S&P500 resta a ridosso dei 1100 punti. A livello strutturale (advances/declines a 2563 su 3324, NH/NL a 30 giorni 849/260) non abbiamo nulla da segnalare. I parametri tecnici sono normali ed esistono le premesse per la continuazone del rialzo.
Stamattina ci sono parecchi notizie interessanti (BP, Goldman Sachs, Google). Sembra che in Asia sia iniziata un'ondata di vendita. Il Nikkei perde il -2.9% ma sugli altri mercati le minusvalenze sono contenute. Il future sull'S&P500 scende di 6 punti a 1088. I mercati europei inizieranno le contrattazioni in positivo (+0.2%) grazie ai residui effetti della buona chiusura di ieri a Wall Street. Se gli investitori sono nervosi come noi rischia di essere una seduta volatile. Tenete d'occhio i 1080 punti di S&P500!
Commento del 15 luglio
La nostra aggressiva previsione di ieri é stato oggetto di discussione tra clienti e colleghi. Quella che noi stessi abbiamo definito un'ipotesi di lavoro é stata ampiamente criticata nell'ottica di un dichiarato bear market. Come possiamo credere in un ribasso a lungo termine quando contemporaneamente prevediamo una risalita degli indici azionari quasi fino ai massimi annuali? Giusta osservazione - ma l'analisi tecnica é proprio fatta per fornire dei risultati oggettivi senza componenti psicologiche. Interessante nei commenti ricevuti é la mancanza di argomenti sostanziali contro la nostra teoria. Tutti concordano sul fatto che le borse sono in un trend rialzista a corto termine. Nessuno vede debolezza né ha argomenti per un cambiamento di tendenza ora. La nostra impressione é che potremmo aver ragione proprio per il fatto che tutti hanno impostato il portafoglio per un'imminente ribasso. Non c'é niente di meglio che lo scetticismo per nutrire un rialzo. Con la chiusura del fine settimana vedremo di riesaminare il nostro scenario bullish fino ad agosto.
Ieri in borsa é successo poco. Gli indici americani sono oscillati senza costrutto ed alla fine l'S&P500 ha chiuso in pari a 1095 punti. Ancora una volta il massimo giornaliero é stato a 1099 punti. Se non riesce oggi a superare questa barriera é probabile che venga respinto verso il basso. Bene ha fatto la tecnologia (Nasdaq100 +0.45% con buoni volumi di titoli trattati) mentre tra le banche abbiamo visto prese di beneficio (BKX -1.61%). Vi risparmiamo la lista dei dati riguardanti gli indicatori tecnici. Non c'é niente di importante. L'unico aspetto che non riusciamo a valutare é la volatilità VIX (24.89) che sale da due giorni. La teniamo d'occhio.
Calma piatta anche sugli altri mercati finanziari. Materie prime, petrolio, oro (1211 USD/oncia), Euro (EUR/USD a 1.2750) e Bonds non si sono mossi.
Stamattina i mercati asiatici sono in calo con il Nikkei in perdita del -1%. Il future sull'S&P500 é invariato. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con moderate minusvalenze (-0.4%). La giornata di oggi non dovrebbe offrire grandi emozioni.
Commento del 14 luglio
All'inizio di luglio, quando l'S&P500 aveva toccato un minimo annuale a 1010 punti, avevamo previsto una reazione positiva delle borse e detto che un rimbalzo era imminente. Non sapevamo cosa poteva scaturire da questo movimento positivo ma chiaramente ci aspettavamo un rialzo. Ieri sera l'S&P500, dopo sole 6 sedute, ha terminato a 1095.34 punti (+1.54%). Il rialzo ha superato la durata classica di un rimbalzo in controtendenza di 3 giorni e quindi si tratta di qualcosa di più consistente che potrebbe portare le borse sostanzialmente più in alto.
All'inizio di questa settimana prevedavamo una pausa nel rialzo ed eventualmente un ritracciamento. Questo sano consolidamento doveva, nelle nostre attese, assorbire la prima speculativa spinta verso l'alto e permettere una continuazione sostenibile del rialzo.
Invece non c'é stato consolidamento. Stamattina ci poniamo la domanda che tutti si pongono cercando invano di dare una risposta. Fino a dove possono salire questi indici e in che lasso di tempo. Riassumiamo quello che sappiamo di certo. Non si tratta di un'effimero rimbalzo ma di un sostanziale e sostenibile rialzo. La durata minima dovrebbe quindi essere di 30 giorni. Non dovrebbe aver esaurito il suo potenziale prima della fine del mese di luglio. Per varie ragioni iscriviamo sulla nostra lavagna il 20 di agosto come possibile top. Questa é però un'ipotesi in cerca di conferme. A corto termine gli indici entreranno in ipercomperato. Il primo a farlo sarà l'Eurostoxx50 la cui RSI ha toccato ieri i 64.54 punti. Sui 2800 punti sarà in ipercomperato e ci sarà una reazione. Potrebbe a questo punto esserci un consolidamento ma da come si mettono le cose difficilmente vedremo un cambiamento di tendenza. Di fianco alla data del 20 di agosto inseriamo 1180 punti di S&P500. Questa é la seconda ipotesi scaturita stamattina dalla nostre riflessioni. Sembra un'obiettivo molto lontano ma al momento, per mantenere il disegno coerente, non arriviamo ad altra soluzione (se non un nuovo massimo marginale sopra i 1220 punti!).
Secondo noi le borse sono in un rialzo a medio termine con obiettivi nettamente superiori ai livelli attuali. Il nostro obiettivo iniziale sull'S&P500 era a 1100 punti e verrà raggiunto oggi. Alle 14.30 verranno pubblicati i dati sulle vendite al dettaglio in America per giugno. La notizia sarà negativa ma se, come pensiamo, verrà ignorata dalla borse il nostro scenario verrà confermato.
Passiamo ora ad un breve commento della seduta di ieri.
Ieri le borse europee sono rimaste sotto il controllo dei rialzisti per tutta la giornata. La nostra previsione di una fase di consolidamento prima della prosecuzione del rialzo é stata spazzata via. La nostra attenzione é stata poi assorbita dal'America. L'S&P500 ha aperto bene, é salito fino a 1095 punti e li ha mantenuti fino alla chiusura. Strana seduta con una buona performance ma con poca volatilità. Il massimo giornaliero a 1099.46 mostra una certa soggezione nei riguardi della barriera psicologica a 1100 punti. Advances/declines a 5205 su 803 indica una seduta ottima con normali volumi di titoli trattati. I nuovi massimi a 30 giorni sono saliti a 1230, un buon numero visto che il 21 giugno l'S&P500 ha toccato i 1131 punti. La CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.52 (un primo segno di surriscaldamento ?) e la volatilità VIX, stranamente, é salita a 24.56. L'indice Russell2000, caduto lunedì, ieri ha recuperato (+3.41%). L'S&P500 ha ignorato i 1085 punti ed il rialzo sembra strutturalmente solido e possiede le premesse per continuare.
Dagli altri mercati finanziari arrivano conferme anche se non sempre convincenti. Il cambio EUR/USD é salito a 1.2710, Bund e USTB scendono, materie prime e petrolio si rafforzano aiutati dalla debolezza del dollaro. L'oro segue salendo a 1211 USD/oncia.
Ieri sera dopo la chiusura Intel ha pubblicato ottimi risultati trimestrali ed i mercati azionari reagiscono positivamente. Stamattina l'Asia si invola ed il Nikkei guadagna il +2.7%. Il future sull'S&P500 sale di 8 punti. L'inizio delle contrattazioni in Europa sarà all'insegna del rialzo. Prevediamo plusvalenze intorno al +0.7% (Eurostoxx50 a 2754). Il risultato della seduta odierna é di difficile previsione. Il rialzo é esteso e prese di beneficio possibili. Molto dipenderà dai molti dati congiunturali che verranno pubblicati fino alle 14.30.
Commento del 13 luglio
Ieri il rialzo si é bloccato. Le variazioni dei sei indici che regolarmente seguiamo si trovano in un range ritretto tra il +0.07% ed il +0.34%. La giornata si é quindi sviluppata secondo le previsioni del fine settimana e determinante per il prossimo futuro rimangono i 1085 punti di S&P500.
Le minime plusvalenze degli indici non devono ingannare. L'analisi strutturale della seduta di ieri mostra una frenata brusca. L'advances/declines in America é stata nettamente negativa con un 1936 su 3950. L'indice delle piccole e medie imprese Russell2000 é sceso del -1.24%. I nuovi massimi a 30 giorni non aumentano (722) e i primi due nomi della lista per capitalizzazione sono Citigroup e BP, non certo una garanzia di qualità.
Facciamo un passo indietro. S&P500 é salito fino a 1080 punti, caduto fino a 1070 per poi recuperare lentamente e chiudere come detto praticamente invariato con volumi di titoli trattati in calo. Lo slancio dei rialzisti é esaurito e per i prossimi giorni riteniamo difficile che l'indice possa salire. Continuiamo a credere in un moderato ritracciamento prima di un'ulteriore spinta verso l'alto. Questa previsione non é però basata su indicatori che sono sul corto termine in territorio neutro. Ci orientiamo piuttosto ad un'analisi del comportamento degli indici, degli andamenti giornalieri delle sedute ed esempi del passato. A dire il vero, per quel che riguarda le prospettive a medio termine, non é molto importante se adesso l'S&P500 scende di una ventina di punti per poi esaurire il rialzo a 1100 punti - o se l'indice sale direttamente a 1100 per poi fare una falsa rottura al rialzo toccando i 1120, e così via. Importante é sapere che esiste un certo potenziale residuo di rialzo. Solo un traders accorto può però sfruttarlo poiché é molto difficile intuire queste fluttuazioni a corto termine in un'ambiente distributivo. Il nostro compito sarà di sapere quando le borse saranno al massimo di questa parabola e pronte a riprendere la via verso il basso. Non sembra ancora essere il caso.
Oggi si prospetta un'altra giornata senza emozioni. I mercati asiatici sono leggermente deboli ed il Nikkei perde lo 0.25%. Il future sull'S&P500 scende di 2 punti. Il cambio EUR/USD é invariato a 1.2590 e l'oro bloccato intorno ai 1200 USD (1199 USD/oncia). Petrolio e materie prime sono marginalmente in calo. Gli indici azionari europei inizieranno le contrattazioni con minime plusvalenze (+0.1%) e fino a stasera non dovrebbe succedere niente.
Aggiornamento del 12 luglio
Stamattina le borse asiatiche sono miste. Il Nikkei perde a mezz'ora dalla chiusura il -0.35%. Il future sull'S&P500 scende di 4 punti. Il cambio EUR/USD é calato a 1.2595. La slancio dei rialzisti sembra esaurito e la seduta odierna potrebbe già essere caratterizzata da prese di beneficio. Le borse europee iniziano la seduta invariate o con leggeri guadagni.
Quanto vediamo stamattina sembra confermare l'analisi del fine settimana. Potrebbe esserci ancora un tentativo di salita dell'S&P500 fino ai 1085 punti ma le borse sono pronte per un ritracciamento.
Nella calura estiva i movimenti a corto termine sono dominati dai traders e dagli speculatori. Il vantaggio é che normalmente in questa fase l'analisi tecnica funziona bene...
Commento del 10-11 luglio
Oggi iniziamo dalle conclusioni della nostra analisi. In piena estate non vogliamo tediare tutti quelli che desiderano solo sapere dove saranno gli indici azionari nelle prossime settimane e se devono comperare o vendere. Cominciamo quindi dalla fine.
Abbiamo sviluppato differenti scenari che purtroppo divergono fortemente. Il rally in corso potrebbe esaurirsi lunedì e l'S&P500 cedere ad un nuovo minimo a 950 punti. Questo é lo scenario peggiore. Oppure il rialzo portrebbe continuare per un nuovo massimo marginale sopra i 1220 punti di S&P500. Ovviamente questo é lo scenario migliore. In mezzo a questi due ci sono numerose varianti che oscillano su una media di 1100 punti. Non sembra un gran che come previsione ma invece ci stiamo muovendo come su dei binari. Il prossimo scambio é a 1085 punti e a seconda della direzione che prenderà la locomotiva a questo punto sapremo dove andrà il viaggio. L'intenso rally di settimana scorsa ci ha mostrato che gli indici hanno ancora potenziale di rialzo. Il rallentamento di giovedì e venerdì collegato ad alcuni problemi di partecipazione e lievi divergenze su altri mercati ci inducono a credere che la settimana prossima le borse dovranno fermarsi e consolidare. Probabilmente vedremo un certo ritracciamento ma ci sembra estremamente improbabile che l'S&P500 possa tornare sotto 1040 punti. Per fine agosto l'S&P500 dovrebbe ancora essere sui 1100 punti. Chi vuol fare il bagno, godersi un pasto o guardare la partita di calcio può smettere qui. Gli interessati possono proseguire - ora segue l'analisi di dettaglio.
Settimana scorsa si é concretizzato l'atteso rialzo. Noi avevamo attribuito ad uno sviluppo positivo delle borse una probabilità complessiva dell'80%. Avevano previsto almeno un sostanziale rimbalzo con inizio tra lunedì e mercoledì e dato una probabilità del 90% ad una saldo settimanale positivo. L'unico errore veniale é stato di pensare che il rimbalzo sarebbe partito con un reversal day ed un'ulteriore tentativo dell'S&P500 di scendere verso i 1010 punti. Il rialzo é partito invece quasi immediatamente.
La performance settimanale delle borse é stata ottima. Il Club Med ha per una volta battuto tutti. Nel dettaglio abbiamo i seguenti dati:
Eurostoxx50 +6.30% a 2681 punti, DAX +3.96% a 6065 punti, SMI +3.95% a
6210 punti, FTSE MIB +7.36% a 20478 punti, S&P500 +5.41% a 1078
punti e Nasdaq100 +5.00% a 1814 punti. Finanza e banche hanno trascinato il rialzo. I cinque migliori titoli dell'Eurostoxx50 sono banche (con Intesa San Paolo a +13.05%) ed il miglior settore é anche quello bancario (+12.20%). A questo punto si può fare una prima osservazione. Sono state le peggiori borse da inizio anno (Spagna +10.15%), i peggiori settori ed i peggiori titoli (BP +13.29%) a performare meglio. Reazione tipica di un oversold rally - un rialzo da situazione di ipervenduto. Questa non é una buona premessa per la sostenibilità del movimento.
Venerdì Wall Street ha chiuso in positivo con un'accelerazione nelle ultime due ore di contrattazione. Si à ripetuto lo schema di giovedì che normalmente mostra la presenza di compratori istituzionali. I volumi di titoli trattati sono però in calo e le plusvalenze sono minori dei giorni precedenti. Anche l'advances/declines é positivo (4641 a 1275) ma in calo. L'impressione é che il momentum del rialzo é in diminuzione e il Money Flow in discesa costituisce una preoccupante divergenza. I nuovi massimi a 30 giorni si espandono ma lentamente (754) e con nomi di poco peso. Riassumendo il rialzo é partito molto bene e lo slancio con cui la resistenza a 1040 punti é stata superata ci induce a credere che esiste ancora un certo potenziale di rialzo. La barriera dei 1085 punti é però vicina e contemporaneamente lo slancio dei compratori diminuisce. La logica conseguenza é che l'S&P500 non dovrebbe poter superare la resistenza a 1085 punti ma deve ridiscendere a consolidare. Il ritracciamento potrebbe far scendere l'indice di una ventina di punti (massimo fino a 1040 punti) e poi il rialzo dovrebbe riprendere. I mercati europei dovrebbero seguire lo stesso schema.
Il comportamento degli altri mercati sostiene queste nostre previsioni a corto termine. Venerdì il cambio EUR/USD é sceso a 1.2640 - il rafforzamento della moneta europea si é bloccato. I prezzi di materie prime e petrolio (75 USD al barile) sono ancora leggermente saliti ma hanno perso lo slancio. L'oro oscilla senza tendenza intorno ai 1200 USD (1212 USD/oncia). I prezzi di USTreasury Bonds e del Bund tedesco sono scesi ma visto il rally delle borse e sopratutto delle banche ci saremmo aspettati molto di più.
La prima fase del rialzo é quindi terminata. Dovrebbe esserci una continuazione ma la nostra impressione é che all'inizio di settimana prossima le borse dovranno consolidare. Questo significa che si fermeranno ed eventualmente faranno un paio di passi indietro. Osservando il comportamento degli indici in questa fase potremo definire dei concreti obiettivi finali per il rialzo. La probabilità che gli indici ricomincino a scendere ora verso un nuovo minimo annuale é molto bassa. Le RSI sono tra i 50 ed i 60 punti e raramente girano a questo punto quando il mercato a medio termine é in un movimento laterale. La spinta iniziale del rialzo é stata così intensa che non può essere solo un rally da copertura di short anche se questa é stata la forza propulsiva di partenza.
I traders long possono realizzare guadagni all'inizio di settimana prossima. Noi chiuderemo il long sul DAX del portafoglio. Poi bisognerà aspettare un paio di giorni. Forse nella seconda metà di settimana prossima si presenterà una buona occasione d'acquisto.
In preparazione alla continuazione del bear market, prevista per settembre, é ancora troppo presto per andare short.
Commento del 9 luglio
Non sappiamo dove potrebbe portarci questo rally. All'inizio della settimana avevamo una netta situazione di ipervenduto in America ed ottime premesse statistiche e da parte del sentiment (umore degli investitori) per un poderoso rimbalzo. Il rimbalzo é durato ora dai 2 ai 3 giorni e se si tratta solo di un rimbalzo in controtendenza dovrebbe esaurirsi qui. Il movimento é stato però troppo intenso e dinamico per essere solo un rimbalzo. Volumi e partecipazione parlano di rialzo che dovrebbe portare gli indici più in alto. La nostra stima iniziale era di 1085-1100 punti di S&P500 contro la chiusura ieri sera a 1070 punti. Gli indici potrebbero salire sopra questo tipico ritracciamento di Fibonacci (62% = 1085 punti) ma per ora non lo sappiamo. Gli indicatori, tornati in territorio neutro, non ci aiutano a determinare il potenziale di rialzo - sappiamo solo che esiste. Dobbiamo quindi aspettare il primo pullback (vale a dire le prime sedute dove gli indici si fermano e fanno un paio di passi indietro). Qualità ed intensità di questa reazione ci forniranno le necessarie informazioni.
Ieri il rialzo in Europa é continuato come previsto il mattino. Le premesse erano buone e gli investitori hanno confermato la loro buona disposizione. Gli indici salgono malgrado notizie congiunturali poco entusiasmanti (parliamo dei dati e non delle stime del FMI). Questo é quello che ci aspettavamo in questa fase. Wall Street ha iniziato la seduta bene, é poi tornata al punto di partenza ed ha sonnecchiato per alcune ore nelle quali sembrava non succedesse niente. Nelle ultime due ore sono riapparsi i compratori e gli indici si sono nuovamente involati. L'S&P500 ha chiuso a 1070 punti (+0.94%) superando anche la teorica resistenza intermedia a 1065 punti. Advances/declines a 4458 su 1465 confermano la buona partecipazione al movimento. Il mercato sta tornando in equilibrio con 50% dei titoli sopra la media mobile a 200 giorni. Nuovi massimi e minimi a 30 giorni a 693/329 e CBOE Equity put/call ratio a 0.60 confermano il ritorno alla normalità. A livello settoriale la spinta delle banche é stata sostituita da altri settori tipo materie prime e chimica e questo é positivo.
Ieri abbiamo scritto che gli indici potevano salire ancora un 4%. Ora resta solo +3%. Durante il fine settimana potremmo migliorare questa stima iniziale.
Gli altri mercati finanziari marciano sul posto. Il trend positivo del cambio EUR/USD continua anche se i progressi sono minimi (stamattina 1.2685). I prezzi di petrolio e materie prime sono invariati. Il Bund perde terreno ma molto lentamente. Il quadro generale sostiene il rally delle borse e non vediamo divergenze.
Stamattina i mercati asiatici sono positivi ed il Nikkei guadagna il +0.6%. Il future sull'S&P500 é invariato. Gli indici europei inizieranno le contrattazioni con plusvalenze tra un +0.5% ed un +0.8%. Raramente il venerdì porta sconvolgimenti nel trend esistente e quindi per stasera prevediamo una chiusura sui livelli d'apertura. Eventuali prese di beneficio dopo questo intenso rally settimanale non devono però stupire.
Commento dell'8 luglio
La giornata di ieri per quel che riguarda le prospettive a medio termine dei mercati azionari é stata negativa. Si, avete letto bene - no, non siamo vittima del caldo. Abbiamo visto che gli indici azionari europei sono saliti dell'1%-2% (con un record per il FTSE MIB del +3.39%) e che in America il movimento si é rafforzato provocando una performance giornaliera sull'S&P500 del +3.13% (chiusura a 1060 punti). Il problema é che questo rally ha l'aspetto perfetto di un rimbalzo tecnico che andrà rapidamente a spegnersi rovinando la possibilità di una prosecuzione del movimento per settimane.
Guardiamo però ora la seduta di ieri a New York. Gli indici sono partiti bene e sono saliti costantemente per tutta la giornata chiudendo sul massimo e con forti volumi di titoli trattati. La resistenza a 1040 punti e barriera decisiva (neckline o linea di collo come ci ha suggerito per primo il lettore Marcello che ringraziamo) é stata superata di slancio obbligando i ribassisti a coprire posizioni short. L'advances/declines é molto positiva con 5009 su 877. La volatilità VIX é scesa a 26.84 ed il rapporto CBOE Equity put/call ratio si é fissato a 0.52, 0.10 sotto la media. La RSI sull'S&P500 é risalita a 45.16 mostrando che esiste spazio verso l'alto. Tutti questi dati parlano per una seduta di solido rialzo. Ed allora perché non siamo contenti? I problemi stanno nei dettagli. Il movimento é malsano con un'alta concentrazione in alcuni settori. I titoli bancari europei ieri sono esplosi al rialzo senza una ragione apparente. Anche in America il settore finanziario (indice BKX +5.63%) ha trascinato il rally. A livello di nuovi massimi e minimi vediamo che i nuovi minimi a 30 giorni sono ancora alti, 877. Tra questi notiamo ancora nomi importanti e parecchi titoli legati alla vendita al dettaglio. Nei commenti del fine settimana vi avevamo avvisati che ci sarebbe stato un rimbalzo ed é quello che abbiamo avuto ora. Questo rally causato da una situazione di ipervenduto ha poche probabilità di essere sostenibile. Manteniamo il nostro obiettivo sui 1100 punti di S&P500 e quindi pensiamo che le borse possano salire ancora un+4%. Ma in un'ottica di investitore questo movimento é da utilizzare per ridurre le posizioni azionarie e non per costituire un portafoglio azioni.
Anche l'andamento sugli altri mercati ci insospettisce. L'impressione generale che otteniamo stamattina scorrendo le charts é quella di traders e speculatori all'opera. Vediamo molti brevi movimenti o fiammate speculative senza una soluzione di continuità e senza chiare tendenze. Difficile se no spiegare perché ritroviamo stamattina l'oro a 1204 USD/oncia (+15 USD).
Il cambio EUR/USD é a 1.2650 e noi ripetiamo la nostra previsione di una salita fino a 1.30. Qui però il rialzo dovrebbe esaurirsi e con esso la spinta positiva per le borse europee. Bund e USTreasury Bonds sono leggermente scesi senza confermare il forte balzo delle borse. Anche petrolio e materie prime si sono messi poco.
Riassumendo pensiamo che il rialzo delle borse sia unicamente una reazione ad una situazione di ipervenduto ed un tipico bear market rally. Siamo contenti che i mercati si siano mossi secondo le previsioni - nel commento e video del fine settimana avevamo attribuito una probabilità dell'80% ad un rialzo dell'S&P500. Siamo però scettici sulle possibilità che questo movimento continui a medio termine e favoriamo un rapido esaurimento del rally un 2%-4% sopra i livelli attuali.
Stamattina i mercati asiatici reagiscono positivamente ed il Nikkei sale del +2.4%. Il future sull'S&P500 é praticamente invariato. I mercati azionari europei apriranno al rialzo dovendo recuperare la parte finale del rally di ieri sera a Wall Street. Le plusvalenze iniziali del +1% resteranno fino a sera. Con un'orizzonte di una settimana é troppo tardi per comperare e troppo presto per vendere.
Commento del 7 luglio

Il commento odierno é un pò tecnico, fatto non sorprendente visto che si tratta di una rubrica di analisi tecnica. Sapete che noi ci aspettiamo ora un rialzo da una base di 1000-1010 punti di S&P500 e siamo quindi ottimisti per quel che riguarda l'immediato futuro. Esistono però delle opinioni diverse che vanno considerate. I ribassisti vedono sul grafico dell'S&P500 una formazione a testa e spalle come quella che abbiamo disegnato. Vedete la spalla sinistra a 1150 punti, testa sul top a 1220 punti e la spalla destra a 1120 punti a giugno. Secondo questa teoria la formazione si é completata con la rottura al ribasso della neckline (non so come tradurre questo termine in italiano - se qualcuno potesse fornire un suggerimento ne sarei grato) a 1040 punti. La teoria dice che questa rottura deve essere testata con un ritorno ed é quello che dovrebbe essere successo ieri sera. L'S&P500 ha aperto bene, é salito fino ai 1042 punti e poi si é insaccato tornando in negativo per infine fermarsi a 1028 punti. Premettiamo che questa teoria ribassista é valida e va tenuta in considerazione - per questo che ne parliamo oggi. Noi abbiamo però alcune critiche. Per prima cosa la formazione della spalla sinistra é irregolare e "sporca". Normalmente l'inizio della spalla dovrebbe avvenire da una rottura al rialzo e non da un minimo come avvenuto ad ottobre dell'anno scorso. La lunghezza ideale per la formazione di una testa e spalla di medio termine é di 3-4 mesi e non di circa 8 mesi come in questo caso. Inoltre i volumi sono sbagliati. Dovrebbero essere alti nella spalla sinistra, meno forti sul top ed in diminuzione sulla spalla destra. Invece é esattamente il contrario. Infine su altri indici (come il Nasdaq100) questa formazione é ancora più "sporca". Ultimo appunto: il ritorno e test dei 1040 punti doveva avvenire in un lasso di tempo superiore (ca. una settimana) con scarsi volumi di titoli trattati e non come visto ieri con forti volumi.
Riassumendo la teoria dei ribassisti ci piace poco ma la dobbiamo tenere in considerazione.
Ora tutto si gioca tra i 1000 ed i 1040 punti. I ribassisti tenteranno ora di completare la formazione a testa e spalle con un nuovo minimo sotto i 1010 punti. Una rottura marginale é possibile - decisivo sarà però solo un passaggio sotto i 1000 punti alla fine di una seduta. I rialzisti si difenderanno e cercheranno di sventare la formazione ribassista spingendo l'indice sopra i 1040 punti. Noi tifiamo per i secondi.
Ieri le borse europee sono partite al rialzo raggiungendo verso le 16.00, quando l'S&P500 era a 1042 punti, guadagni superiori al 3%. In chiusura le plusvalenze hanno superato il 2%. Si é però trattato di una falsa partenza o di un rimbalzo fallito. Abbiamo già parlato dell'andamento della seduta in America. Strutturalmente advances/declines a 2631 su 3278 parlano di una seduta negativa. I nuovi minimi a 30 giorni sono stati 1439 con la tecnologia purtroppo ben rappresentata (p.e. Dell e AMD). Gli indici Russell2000 (-1.49%) e Transportation (-0.67%) hanno chiuso in negativo. La volatilità VIX é ridiscesa sotto i 30 punti (29.65) ed il CBOE Equity put/call ratio é alto a 0.78. Gli indici restano troppo venduti.
Gli altri mercati finanziari non forniscono indicazioni. Petrolio e materie prime sono stabili. Il cambio EUR/USD si muove come atteso in direzione 1.30 (stamattina a 1.26) e l'oro scende a 1189 USD/oncia. Bund e USTreasury Bonds sono stabili.
Riassumendo quella di ieri é stata una falsa partenza e gli indici hanno ancora bisogno di consolidare e fare base prima di poter eventualmente partire al rialzo. A livello grafico i ribassisti sono riusciti ad imporre lo schema della formazione a testa e spalle e sono in vantaggio. Prevediamo un test del supporto a 1010 punti.
Stamattina i mercati asiatici sono deboli. Il Nikkei, con un rally sul finale, contiene le perdite ad un -0.7%. Il future sull'S&P500 scende di 4 punti. I mercati azionari europei inizieranno le contrattazioni in calo dell'1%. Per stasera le minusvalenze potrebbero aumentare se il previsto test del supporto a 1010 punti di S&P500 si concretizza.
Commento del 6 luglio
Ieri i mercati finanziari americani sono rimasti chiusi in occasione della festa nazionale dell'Independence Day. Senza questo punto di riferimento in Europa é successo poco o niente. I mercati si sono trascinati fino a sera senza volumi e le minusvalenze sono più il risultato della calura estiva e della mancanza di stimoli che un vero segnale tecnico.
Approfittiamo di questo vuoto di notizie per spiegarvi meglio quello che ci aspettiamo nel futuro prossimo. I fondamentali economici sono negativi. Le economie occidentali stanno nuovamente rallentando e rischiano una seconda recessione. Questa ulteriore frenata congiunturale rafforza la deflazione. Le borse sono in un bear market di lungo periodo.
Nel fine settimana del 26-27 giugno il G20 ha provocato un cambiamento nelle opinioni degli investitori. Noi avevamo scritto "Il G20 durante il fine settimana non ha portato novità di rilievo. Gli
Stati vogliono ridurre deficits e debiti ma gli obiettivi sono talmente
vaghi da essere poco credibili." Questo desiderio di riportare ordine nei conti pubblici era anche un chiaro NO alla politica espansiva americana. Gli investitori non hanno più garanzie che in caso di difficoltà la FED americana intervenga innondando nuovamente il sistema di liquidità e comperando tutto quello che nessuno vuole più nei portafogli. È possibile che questo sia la causa dell'accelerazione al ribasso dell'ultima settimana.
Malgrado le negative premesse economiche siamo però convinti che ora arriverà un tipico rally condotto da liquidità e necessario per chiarire una situazione di eccessi di vendite (oversold liquidity rally). L'unica cosa sulla quale siamo incerti é come inizia questo movimento. La prima possibilità é che parte oggi. Ci sembra difficile poiché le giornate di giovedì e venerdì scorso non sembrano essere state sufficienti ad eliminare gli ultimi speculatori al rialzo. Per un rialzo sostenibile abbiamo bisogno che tra i compratori ci siano investitori e non speculatori pronti ad abbandonare il gioco dopo aver guadagnato un paio di punti. La seconda possibilità e quindi che ci sia ancora un movimento di panico verso il basso seguito da una robusta reazione con volumi di titoli trattati in aumento (key reversal day). In questa occasione l'S&P500 potrebbe brevemente bucare i 1000 punti (venerdì scorso ha chiuso a 1022 punti) e poi risalire. Questa variante piace molto agli analisti tecnici (e a noi) poiché crea delle premesse chiare per il rally successivo. La terza ed ultima possibilità é che si formi una base di alcuni giorni e poi il rialzo inizi lentamente. Gli analisti tecnici odiano questa variante poiché prima di essere sicuri che il movimento é iniziato hanno bisogno di conferme e prima che arrivano si rischia che gli indici siano già 3-4% più in alto.
Il primo ovvio obiettivo del rialzo saranno i 1040 punti di S&P500, vecchio forte supporto. Noi siamo però convinti che l'indice salirà più in alto. Per ora abbiamo un'obiettivo indicativo e basato sull'esperienza a 1080-1100 punti.
Da questi tre scenari potete comprendere quali sono ora le difficoltà nella scelta del punto d'entrata. Comprando ora si rischia di prendere uno stop se l'indice fà un'ultimo tuffo verso il basso. Se aspettiamo rischiamo che il mercato ci sfugga lentamente verso l'alto.
Stamattina i mercati asiatici recuperano terreno ed il Nikkei guadagna il +0.7%. Il future sull'S&P500 risale e segnala un premio di 2 punti rispetto alla chiusura di venerdì. Il cambio EUR/USD é fermo a 1.2550. Gli indici azionari europei recuperano le perdite di ieri ed iniziano le contrattazioni con plusvalenze intorno al +0.5% (Eurostoxx50 a 2522). Dobbiamo però aspettare l'America per sapere quali dei tre scenari sopra descritti ci aspetta.
Aggiornamento del 5 luglio
Oggi i mercati finanziari USA restano chiusi in occasione della festa nazionale dell'Independence Day. Senza gli impulsi provenienti dall'America ci aspettiamo una giornata tranquilla e senza sostanziali variazioni negli indici azionari. Avremo anche l'occasione di osservare cosa possono fare le borse europee senza l'influsso degli americani.
Nel commento del fine settimana abbiamo lasciato in sospeso lo scenario dell'inizio ora di una fase di rialzo. Ripetiamo che si tratta di una concreta possibilità segnalata da molti fattori ma senza nessuna conferma. Normalmente prima di investire e mettere a rischio il capitale nostro e dei clienti attendiamo conferme - di conseguenza ora non operiamo.
Stamattina la situazione si presenta senza sostanziali cambiamenti. I mercati azionari asiatici sono misti ed il Nikki giapponese guadagna il +0.5%. Questo basta a stimolare il future sull'S&P500 che sale di 3 punti. L'apertura delle borse europee sarà quindi invariata. Le spinte positive di stamattina compensano la deludente chiusura di venerdì a New York.
Dagli altri mercati finanziari non provengono stimoli. Il cambio EUR/USD é fermo a 1.2545 ed anche l'oro é bloccato a 1212 USD/oncia. I prezzi delle materie prime e petrolio sono in leggera ascesa.
Per stasere non prevediamo sostanziali variazioni degli indici. Probabilmente avremo una chiusura leggermente in positivo al termine di una seduta tranquilla ed insignificante.
Commento del 3-4 luglio
Da una settimana siamo alla ricerca di un minimo sui mercati azionari. Domenica scorsa l'S&P500 si trovava ancora sopra il supporto intermedio a 1065 punti e con sotto la solida base, che aveva tenuto in occasione di tre precedenti attacchi, a 1040 punti. Avevamo quindi previsto che questi supporto avrebbero tenuto e servito da base per un'ulteriore fase di rialzo. Questa tesi si é rivelata sbagliata. Avevamo sviluppato un'alternativa negativa che prevedeva una discesa fino ai 1020 punti prima di un nuovo tentativo di stabilizzazione.
Giovedì l'S&P500 é sceso fino ad un minimo annuale a 1010 punti ed ha terminato la settimana a 1022.58 punti. Lo scenario negativo si é concretizzato ed ora le borse hanno un'ulteriore possibilità di ripartire verso l'alto. Ma prima di parlare di prospettive vediamo in quali condizioni gli indici azionari sono arrivati venerdì.
La performance settimanale é stata negativa. L'Europa ha perso meno terreno che l'America. Nel dettaglio abbiamo i seguenti dati: Eurostoxx50 -3.99% a 2522 punti, DAX -3.90% a 5834 punti, SMI -4.80% a 5974 punti, FTSE MIB -4.32% a 19073 punti, S&P500 -5.03% a 1022 punti e Nasdaq100 -5.99% a 1728 punti. I due indici americani e l'SMI svizzero hanno toccato nuovi minimi annuali.
Le borse sono cadute fino a giovedì tentando poi di stabilizzarsi venerdì. In generale notiamo una netta situazione di ipervenduto in America (RSI sull'S&P500 a 20.28 e sul Nasdaq100 a 30.02) mentre in Europa esiste ancora spazio verso il basso. Interessante é vedere le % di titoli americani sotto le medie mobili: 24.30% sotto la media mobile a 20 giorni, 24.07% sotto la media mobile a 50 giorni e 27.72% sotto la media mobile a 27.72%. Questa distribuzione testimonia un bear market ed una tendenza negativa ma contemporaneamente mostra che troppi titoli sono lontani dalla media e probabilmente c'é bisogno un rally per colmare questo scompenso.
Venerdì in America abbiamo notato un certo rilassamento degli investitori ed una diminuzione della pressione di vendita. Il numero dei nuovi minimi a 30 giorni é stato di soli 1100 e durante tutta la settimana, con l'eccezzione di giovedì, questo numero non ha superato i 2000. La partecipazione al ribasso non é quantitativa ma qualitativa con numerose grandi società nella lista. Venerdì i primi quattro nomi per capitalizzazione tra i titoli con un nuovo minimo a 30 giorni erano General Electric, Intel, Exxon e AMD. La volatilità VIX é però ridiscesa a 30.12 (-2.74) ed il CBOE equity put/call ratio é tornato ad un normale 0.60. Insomma la crisi di fine giugno sembra superata.
Come una settimana fà abbiamo quindi buone premesse per un minimo e segnali di stabilizzazione. Non c'é però nessuna conferma dell'imminenza di un cambiamento di tendenza. Vediamo cosa ci dicono gli altri mercati.
Il cambio EUR/USD é risalito a 1.2560. La resistenza a 1.24 é superata ed il cambio ha buone probabilità di salire fino a 1.30. Non é solo un'indebolimento del dollaro ma un vero rafforzamento dell'Euro, segno che le tensioni sui mercati finanziari sono in diminuzione. L'Euro da due giorni si rafforza vistosamente anche contro Franco Svizzero. La distensione si nota anche sui tassi d'interesse. Bund tedesco e USTBonds americani sembrano aver raggiunto un massimo e perdono di valore. L'oro é caduto allontanandosi dai 1250 USD e si trova ora a 1211USD. Se questi sviluppi, come sembra, si trasformano in tendenza, dovrebbero favorire i mercati azionari. Potrebbero esserci ancora alcuni giorni di ritardo ma normalmente nel corso di settimana prossima gli indici azionari dovrebbero approfittarne.
Il nostro scenario generale prevedeva un movimento laterale di tipo distributivo fino a fine estate. Come più volte ripetuto le borse sono però in un bear market e fasi positive di mercato sono da considerare come rally in controtendenza. Secondo noi questi rally dovrebbero impedire ancora per mesi che le borse scendano sostanzialmente sotto i livelli attuali. Per questo ora stiamo cercando un minimo ed una base dalla quale gli indici possano ripartire verso l'alto. Gli indici europei rispettano finora questo scenario mentre l'America, con la rottura di questa settimana sotto i 1040 punti di S&P500 mette in dubbio la validità delle nostre previsioni per il secondo semestre.
Lunedì le borse americano sono chiuse in occasione dell'Independence Day. Vedremo se gli indici europei, senza l'influsso dell'America, saranno in grado di lanciare segnali positivi. Se settimana prossima non riappaiono i compratori, e possibile che il ribasso continua senza pause e noi dobbiamo rivedere le nostre previsioni di un'imminente rialzo. Per ora le premesse sussitono.
Commento del 2 luglio
Ieri il ribasso delle borse é continuato e c'é stato l'atteso colpo verso il basso. Questa accelerazione verso il basso con recupero sul finale ha molte caratteristiche di un minimo. Abbiamo avuto un reversal con forti volumi di titoli trattati ed notato panico tra gli investitori. L'unico aspetto che ci preoccupa e che i parametri decisivi hanno appena toccato il livello minimo per un bottom senza raggiungere valori estremi. La RSI sull'S&P500 é scesa sotto i 30 punti terminando però la seduta a 31.22. La volatilità VIX é salita fino a 37.58 (entrando nel range 37-40 citato ieri) ma ha poi finito la giornata a 32.86. Non siamo quindi convinti che questo sia un minimo definitivo. La ragione é anche di tipo fondamentale. Oggi alle 14.30 viene pubblicato l'importante rapporto sul mercato del lavoro USA. Il consenso parla di dati pessimi e molti temono e prevedono un'ulteriore caduta delle borse. Anche noi siamo nervosi anche se questa situazione é ideale per controllare la solidità del minimo. Molti operatori, in previsione di dati pessimi, potrebbero aver venduto ed essere già short. Se oggi Wall Street regge e reagisce bene a dati negativi sarebbe la migliore dimostrazione che un solido minimo é in posizione e le borse sono pronte a tornare verso l'alto. I venditori potrebbeo aver esaurito le munizioni ed é proprio quello che stiamo aspettando. Ultimo fattore da considerare é il lungo fine settimana legato alla festa americana dell'Indipendence Day. Molti operatori abbandonano già oggi il posto di lavoro e la giornata odierna diventa un'occasione ideale per gli speculatori d'assalto.
Ieri le borse europee hanno ancora perso parecchio terreno logica conseguenza della mancata tenuta del supporto a 1040 punti di S&P500 la sera prima a New York. La debolezza é continuata in Asia ed in Europa. L'unico aspetto positivo é che numerosi indici hanno raggiunto importanti supporti che potrebbero costituire minimo e base. Citiamo solo ad esempio l'Eurostoxx50 con un minimo giornaliero a 2502 punti, importante supporto a 2500 punti e chiusura a 2518 punti. L'attività dei venditori é proseguita in America e Wall Street sembrava precipitare nel nulla. Poi, al raggiungimento di un'ovvia situazione di ipervenduto, gli indici hanno reagito tornando verso l'alto. Questo non é bastato per una chiusura in positiva ma almeno per compensare le perdite. l'S&P500 é sceso fino a 1010 punti per chiudere a 1027.37 (-0.32%) - un'impressionante reversal con alti volumi di titoli trattati. I nuovi minimi a 30 giorni sono saliti a 2876, un numero preoccupante. Tecnologia e banche continuano a condurre il ribasso. Ieri però abbiamo assistito alla riscossa almeno della tecnologia con semiconduttori (+0.24%), Hardware (+0.28%) e Disk Drivers (+0.51%) in positivo. Confermiamo quindi che ieri le borse potrebbero aver visto un minimo. Il quadro generale non é però cristallino e necessita oggi di conferme.
Vediamo sviluppi interessanti sugli altri mercati finanziari. Il cambio EUR/USD é balzato verso l'alto e stamattina é a 1.2490. Il superamento della resistenza a 1.24-1.245 libera la strada all'atteso recupero verso gli 1.30. Vedremo se, come da logica, questo avrà conseguenze positive sulle borse europee. Il rialzo delle obbligazioni tedesche e americane sembra finito. USTN e Bund (con un'interessante massimo discendente) sembrano pronti a scendere e cedere il passo ad un rialzo delle azioni. Gli investitori ne hanno abbastanza di sicurezza a qualsiasi costo. I prezzi di petrolio e materie prime recuperano dopo giorni di perdite. L'oro ieri é crollato sotto i 1200 USD/oncia ma stamattina é tornato a 1206.
Stamattina le borse asiatiche faticano e l'area cinese é ancora in perdita. Il Nikkei invece si salva con una minima plusvalenza (+0.08%). Gli indici europei inizieranno la seduta in rialzo di ca. il +0.8%. Stamattina non ci aspettiamo molto di più. Poi gli operatori si bloccheranno fino alle 14.30 in attesa dei dati USA. A questo punto ci sarà un forte movimento che deciderà le sorti del mercato per le prossime settimane. Ideale sarebbe un calo iniziale seguito da un decisa reazione dei compratori. Allacciate le cinture di sicurezza!
Commento del 1. luglio
Ieri in Europa abbiamo assistito all'atteso debole ed anemico rimbalzo. Molti speculatori hanno solo considerato il supporto a 1040 punti sull'S&P500 che la sera prima aveva tenuto e sono arrivati alla conclusione che le borse avevano toccato un minimo. Una valutazione molto superficiale e pericolosa se il risultato sono acquisti senza conferme di una tendenza. Dall'America é poi arrivata la doccia fredda. Fino ad un'ora dalla chiusura gli indici sono oscillati in pari ma un'ondata di vendite sul finale ha provocato minusvalenze intorno all'1%. L'S&P500 é sceso ad un nuovo minimo annuale a 1028 punti chiudendo a 1030.71 punti (-1.01%). La buona notizia é che non si prepara un crash. Le borse stanno cercando un minimo per ripartire verso l'alto. Ritroviamo la stessa situazione che abbiamo avuto a metà maggio. La cattiva notizia é invece che gli indici non hanno ancora toccato il fondo. I 1030 punti non costituiscono nessun supporto né possibile estensione di un ribasso. Gli indici sono scesi senza panico e senza quell'esplosione di volumi tipica di un minimo. La pressione di vendita é contenuta con i nuovi minimi a 30 giorni a 1802. Il problema é che tra questi nuovi minimi ci sono parecchi titoli "pesanti" tipo Bank of America, Microsoft, Intel, Cisco, Pfizer, Exxon - in generale parecchia tecnologia e banche d'affari. A livello di sentiment gli investitori si avvicinano al panico ed al pessimismo totale. La volatilità VIX é salita a 35.54 - sul minimo prevediamo un valore tra i 37 ed i 40 punti. Il CBOE equity put/call ratio é a 0.87 mostrando che finalmente si comprano speculativamente puts.
Per quel che riguarda l'ipervenduto la RSI sull'S&P500 é a 31.86, vicina quei 30 punti che normalmente segnalano l'imminenza di un rimbalzo (il Nasdaq100 é a 31.14).
Sugli altri mercati finanziari vediamo segni di stabilizzazione ma non di ripresa. Il cambio EUR/USD é a 1.2225, l'oro a 1240 USD/oncia, i prezzi delle materie prime compreso petrolio hanno interrotto la discesa. Positivo é il comportamenzto del bund che mostra un massimo discendente, buon presupposto per un top.
Riassumendo i mercati azionari sono vicini ad un bottom (minimo) ma manca ancora il colpo finale verso il basso accompagnato da panico e volumi in aumento. Sia temporalmente che in termini di punti siamo vicini a questo momento ma attenderemo segnali chiari prima di impostare qualsiasi operazione al rialzo. Il rischio di un crash sembra svanito.
Stamattina le borse asiatiche sono in calo, il Nikkei perde circa l'1.8%. Il future sull'S&P500 scende ancora di 4 punti. Gli indici azionari europei inizieranno la seduta con forti perdite dell'ordine del -1.7% (Eurostoxx50 a 2528). Oggi sarà una seduta molto movimentata dal risultato incerto. Speriamo di vedere segnali di un minimo.
Commento del 30 giugno
Ieri le borse sono crollate e l'S&P500 ha toccato un nuovo minimo annuale a 1035.18 punti. In chiusura ha salvato il supporto a 1040 punti terminando a 1041.24 punti ma il quadro tecnico generale si é considerevolmente deteriorato. Un breve rimbalzo oggi senza volumi e partecipazione sarebbe la premessa ideale per un crash.
Sorprendentemente la pressione di vendita ieri é stata contenuta. Malgrado che l'S&P500 sia sceso fino a 1035 punti e quindi 7 punti sotto il minimo precedente a 1042 punti dell'8 di giugno, i titoli che hanno toccato un nuovo minimo a 30 giorni sono stati 1871 contro i 2348 della precedente occasione. La partecipazione al ribasso sembra quindi ridotta e non sono convinto che il movimento continui. Il Money Flow é stabile e non scende come in teoria dovrebbe in un ribasso. La CBOE put/call ratio é a 0.67 e la volatilità VIX é salita a 34.13. Gli investitori sono molto nervosi ma non sembra che stiano cedendo al panico. Graficamente ci sono le premesse per un'accelerazione verso il basso. Temporalmente e strutturalmente ho invece grossi dubbi. A corto termine i mercati sono vicini all'ipervenduto ed oggi dovrebbe concretizzarsi un rimbalzo. Sulla base della qualità di questo rimbalzo potrò dire se ieri abbiamo avuto un minimo o se si prepara un crash.
Stamattina i mercati asiatici sono deboli ma non in caduta libera. Il Nikkei perde il -2.00% ma il future sull'S&P500 risale di 6 punti. Il cambio EUR/USD é stabile a 1.2210. La tenuta dell'Euro é un'ulteriore indizio che i mercati cercheranno ora di costituire una base. Se ci riescono non lo so ancora. Anche i prezzi delle materie prime si stabilizzano dopo le perdite dei giorni precedenti. L'oro é stabile a 1241 USD/oncia.Riassumendo i mercati
azionari si trovano a fine semestre su un'importante giuntura temporale e
decisivi supporti. Esistono le premesse per una base ma l'alternativa di
un'accelerazione al ribasso per un crash é concreta - diciamo un 20%. Il
risultato della seduta odierna deciderà le sorti del mercato per le prossime
settimane. Le borse europee inizieranno le contrattazioni in leggero rialzo (ma
vista la volatilità e l'incertezza la situazione entro le 09.00 potrebbe
cambiare). In teoria dovrebbero terminare la giornata in positivo - qualsiasi
sia il trend per le prossime settimane. La qualità del rimbalzo sarà
decisiva.
Commento del 29 giugno
Il balzo di ieri delle borse europee non ci deve ingannare. È legato più che altro alle operazioni di chiusura semestrale dei portafogli che ad una sana domanda degli investitori. Già nei commenti di ieri sera riguardanti gli indici europei vi avevamo invitato a non dare troppo peso alle consistenti plusvalenze riscontrate in Europa. L'andamento della seduta a New York ha confermato questa nostra impressione. Gli indici sono stati volatili ed i movimenti irregolari ed erratici. Alla fine é risultata una leggera minusvalenza. L'S&P500 ha chiuso a 1074.57 punti (-0.20%). I parametri tecnici risultano invariati. I nuovi massimi e minimi a 30 giorni (738/505) confermano che la pressione di vendita é limitata. Noi manteniamo invariata la nostra valutazione e previsione per la settimana. Ci aspettiamo un consolidamento fino a mercoledì e poi una moderata salita degli indici. In questa fase é probabile che l'S&P500 testi nuovamente il supporto a 1065 punti ma una rottura ed accelerazione al ribasso sembra poco probabile. Favoriamo invece una performance settimanale leggermente positiva.
Oggi assisteremo ancora ad operazioni di window dressing. L'andamento degli indici sarà quindi irregolare e contraddistinto da una certa volatilità.
Sugli altri mercati finanziari vediamo movimenti contraddittori. L'Euro si indebolisce ed il cambio EUR/USD scende a 1.2250. Bund e USTreasury Bonds (obbligazioni di stato tedesche ed americane) si rafforzano mentre l'oro scende a 1241 USD/oncia. Questo sviluppo corrisponde normalmente ad un calo degli indici azionari e si scontra con la crescita di ieri di Eurostoxx50 e DAX superiore all'1%. C'é un'evidente divergenza che mettiamo in relazione con la chiusura semestrale e deve venire corretta nei prossimi giorni. Preoccupa la borsa cinese che perde tra ieri ed oggi quasi il 5%.
Stammattina le borse asiatiche sono deboli ed il Nikkei perde il -1.4%. Il future sull'S&P500 scende di 7 punti. Gli indici azionari europei inizieranno la seduta in netto calo (-1.5%) cancellando buona parte dei guadagni di ieri. Non pensiamo però che la situazione debba peggiorare e prevediamo una stabilizzazione sui livelli d'apertura ed eventualmente un parziale recupero.
Aggiornamento del 28 giugno
Il G20 durante il fine settimana non ha portato novità di rilievo. Gli Stati vogliono ridurre deficits e debiti ma gli obiettivi sono talmente vaghi da essere poco credibili. La tassa sulla banche é stata scartata e questo dovrebbe giovare al settore.
La settimana sarà caratterizzata dalla chiusura semestrale e dalle operazioni di window dressing, tradizionale pulizia dei portafogli prima della pubblicazione dei risultati a metà anno. Inoltre si avvicina la festa dell'Indipendenza americana del 4 di luglio - é probabile che venerdì i volumi di titoli trattati diminuiscano vista l'assenza anticipata di numerosi operatori.
Siamo convinti che gli indici azionari devono stabilizzarsi sopra i livelli raggiunti venerdì. Siamo però molto incerti per quel che riguarda il potenziale di rialzo. Molto nuvole si stanno addensando sul cielo delle borse e le più minacciose riguardano il debito e l'ulteriore rallentamento economico che potrebbe sfociare in una seconda recessione. Tecnicamente le borse sono abbastanza solide per impedire un'ulteriore calo ma non vediamo forza d'acquisto sufficiente per una ripresa dinamica. I primi giorni della settimana dovrebbero essere di consolidamento mentre nella seconda parte ci aspettiamo alcune sedute positive ma nessun rally. Per saldo e puramente a livello indicativo prevediamo un'S&P500 nuovamente sui 1100 punti per venerdì.
Stamattina le borse asiatiche sono miste ed il Nikkei perde circa il -0.5%. Il future sull'S&P500 sale di 1 punto. Il cambio EUR/USD é a 1.2390. Le borse europee inizieranno le contrattazioni al rialzo del +0.5% (Eurostoxx50 a 2642 punti) dovendo recuperare la costruttiva chiusura di New York di venerdì scorso. Crediamo che questa plusvalenza resterà fino a questa sera.
Commento del 26-27 giugno
Una settimana fà eravamo indecisi tra la prosecuzione del rialzo o l'inizio di una correzione causata dalla scadenza dei derivati di giugno. La decisione é poi arrivata lunedì e martedì mattina abbiamo potuto dare il consiglio di vendere le posizioni long in portafoglio.
Questa settimana ci troviamo nella stessa situazione con però premesse opposte. Le borse sono scese sostanzialmente per quattro giorni raggiungendo gli obiettivi ideali per una correzione. Venerdì hanno fornito gli attesi segni di stabilizzazione e sembrano pronte a ripartire verso l'alto. A questo punto é però necessario un'appunto d'analisi fondamentale. Molti di voi sanno che non siamo degli analisti tecnici puri e incuranti della realtà economica. Controlliamo costantemente che le nostre analisi abbiamo un riscontro nello sviluppo dell'economia reale. E quest'ultima sta mandando dei segnali chiari. La congiuntura sta rallentando é il rischio di un ritorno in recessione é concreto. Siamo in deflazione. Questo corrisponde al nostro scenario tecnico di un bear market. In questo contesto la tendenza di fondo dominante in borsa é ribassista e rialzi in questo trend sono da considerare come rimbalzi in controtendenza. Nel dubbio conviene seguire il ribasso o giocare i rialzi solo in maniera speculativa.
Settimana scorsa gli indici azionari sono sostanzialmente scesi, in Europa come in America. Le performances sono le seguenti: Eurostoxx50 -3.94% a 2629 punti, DAX -2.35% a 6070 punti, SMI -2.66% a 6275 punti, FTSE MIB -3.81% a 19961 punti, S&P500 -3.65% a 1076 punti e Nasdaq100 - 3.92% a 1838 punti. Sulla base dei futures notiamo che gli indici europei venerdì hanno recuperato parte del terreno perduto: l'Eurostoxx50 é risalito a 2645 punti ed il DAX a 6090 punti.
Importante é stata la seduta di venerdì che secondo le nostre previsioni doveva rappresentare un minimo come premessa per una ripresa del rialzo settimana prossima. L'andamento di venerdì non ha negato questa tesi ma non l'ha neanche confermata. Se gli indici, specialmente in America, avessero terminato la giornata con consistenti minusvalenze, avrebbero mostrato la chiara intenzione di proseguire il ribasso verso nuovi minimi annuali. Invece la reazione c'é stata anche se inferiore alle attese. L'S&P500 é sceso fino a 1067.89 punti (e quindi a 2 punti dal nostro limite massimo a 1065 punti) per poi reagire e chiudere la seduta in positivo (1076.76 punti / +0.29%) con volumi di titoli trattati in netto aumento. A Wall Street l'advances/declines é stata positiva (4440 su 1530 o circa 3 a 1), la volatilità in calo (VIX a 28.53) ed il CBOE equity puts/calls ratio normale (0.65). Il rapporto nuovi massimi e minimi a 30 giorni é costruttivo (664 su 755) considerando la discesa degli indici intraday. Molto bene si é comportato il settore finanziario (indice delle banche BKX +2.91%) che reagisce positivamente alla riforma USA.
Riassumendo la giornata di venerdì é stata positiva ma non decisiva. Il nostro scenario di una ripresa del rialzo settimana prossima ed una risalita dell'S&P500 verso i 1150 punti é ancora valido pur mancando di conferme. Non ci sono però neanche smentite!
A livello di sentiment constatiamo parecchio pessimismo che potrebbe giovare ai mercati azionari e sostenere un'ulteriore balzo verso l'alto. Infine la liquidità é talmente abbondante da favorire in ogni momento rally sui mercati azionari. Le borse verranno forse sostenute della speranza degli investitori che le autorità politiche e monetarie hanno la situazione sotto controllo. Purtroppo non é il caso.
Gli altri mercati finanziari supportano per ora le nostre previsioni positive. Il cambio EUR/USD é risalito a 1.2370 riavvicinandosi alla barriera magica degli 1.24. Un'Euro in recupero rimane premessa per un rally sostenibile delle Borse specialmente in Europa. I prezzi delle materie prime sono risaliti durante gli ultimi giorni di settimana scorsa ed il petrolio é tornato vicino agli 80 USD (78.80 USD/oncia). Il prezzo dell'oro ha nuovamente superato i 1250 USD (1254 USD/oncia) ed é sul massimo annuale e storico. Questa sembra una conseguenza della debolezza dell'USD e di una generale insicurezza piuttosto che un segnale di un'imminente caduta delle borse. Prevediamo al contrario la formazione di un massimo del prezzo dell'oro sui livelli attuali seguita da una consistente correzione.
A corto termine favoriamo quindi un ritorno degli indici azionari verso l'alto. Sarà però difficile sfruttare appieno queste oscillazioni considerando lo scenario generale. Ripetendo quanto abbiamo più volte spiegato, gli indici stanno distribuendo prima di ricominciare a scendere. Non pensiamo che la discesa si concretizzi prima di fine estate e per i prossimi mesi pensiamo che gli indici oscilleranno in maniera piuttosto irrazionale tra i massimi ed i minimi di quest'anno (con notevoli differenze tra indice ed indice). La prossima onda sembra rialzista ma potrebbe, vista la fragilità di questi movimenti a corto termine, spegnersi prima dei previsti 1150 punti di S&P500 (potenziale di rialzo di ca. il 7%).
Esiste una concreta probabilità che le nostre previsioni sono sbagliate. Questo significa che il ribasso riprende senza l'atteso intervallo positivo. Lo sapremo già lunedì ed abbiamo una chiara regola per decidere. Se l'S&P500 chiude sotto i 1065 punti scenderà poi almeno a testare i 1040 punti. Non crediamo che questo minimo e supporto sia in grado di resistere ad un'ulteriore attacco e l'S&P500 dovrebbe scendere fino ai 1020 punti prima di tentare un'ulteriore stabilizzazione e reazione.
Commento del 25 giugno
Approfittiamo del venerdì per dare un'occhiata alla Big Picture, lo scenario generale. I mercati azionari sono in un bear market, un ribasso di lungo periodo, che é tornato a dominare il 26 di aprile di quest'anno. Dopo una prima gamba di ribasso nel mese di maggio é seguito a giugno un rialzo in controtendenza che é terminato lunedì scorso. Da lunedì gli indici azionari scendono ma é ancora troppo presto per dire se é partita la seconda gamba di ribasso o se é solo, come pensiamo noi, un breve correzione del rialzo di giugno.
Questo quadro generale é importante per l'impostazione dei portafogli azionari. In un'ottica a un'anno e mezzo fino a due anni non bisogna possedere azioni o per lo meno aver ridotto l'esposizione azionaria ad un minimo concentrandosi su titoli forti. Chi invece vuole operare a medio termine, gestire attivamente il patrimonio ed effettuare delle transazioni della durata di alcune settimane con guadagni del 5-10% può seguire queste ondate cicliche di rialzi e ribassi. Giocare al rialzo in un bear market può essere però pericoloso. È sempre meglio seguire il flusso dominante della corrente.
Un'altro aspetto importante in questo momento é quello della liquidità. Ce n'é tanta e rende poco. Appena investitori e speculatori vedono una possibilità si buttano e provocano fiammate speculative su vari mercati. Le azioni non vengono risparmiate e questo provoca forti rialzi in controtendenza anche se le prospettive economiche sono negative e gli utili delle imprese in calo. Di conseguenza il tendenziale calo delle borse verrà con regolarità interrotto da forti e consistenti rally.
Ieri le borse sono ulteriormente calate e questa volta le perdite sono state pesanti. Tutti i mercati hanno chiuso praticamente sugli obiettivi che avevamo fissato per questa correzzione. Oggi il calo iniziato lunedì deve fermarsi o dovremo cominciare a parlare di ribasso di settimane con obiettivi nettamente inferiori dei livelli attuali. Gli indicatori tecnici non ci forniscono stamattina una soluzione. Mostrano borse che si indeboliscono restando strutturalmente abbastanza solide per una ripresa del rialzo. Vediamo alcune costruttive divergenze, per esempio sul Money Flow, che potrebbero permettere ora agli indici azionari di riprendersi. Secondo noi oggi l'S&P500 dovrebbe toccare un minimo. Ieri ha chiuso a 1073 punti (-1.68%). Noi ci aspettavamo idealmente una discesa fino ai 1075 punti ed un limite massimo a 1065 punti. Inutile stamattina fare grandi disquisizioni tecniche ponderando i pro ed i contro. Oggi i mercati ci diranno in quale direzione ci muoveremo nelle prossime settimane e lo scriveremo nel commento del fine settimana.
Il cambio EUR/USD é stamattina a 1.2315 e resta stabile malgrado il calo delle borse. È questo un segnale di forza che va seriamente preso in considerazione. Un ritorno sopra gli 1.24 potrebbe rappresentare quella iniezione di fiducia che hanno bisogno ora i mercati finanziari. Gli stessi segnali costruttivi li vediamo sulle materie prime e sul petrolio.
Stamattina i mercati asiatici sono in calo. Il Nikkei giapponese segue l'America e perde il -1.90%. Il future sull'S&P500 sale di 2 punti. Le borse europee inizieranno la seduta leggermente in positivo (+0.2%). Il risultato odierno é decisivo. Se, come pensiamo, settimana prossima le borse ricominciano a salire, oggi dobbiamo notare segnali di forza sotto forma di una reazioni dei rialzisti. Potrebbe esserci stamattina ancora un tuffo verso il basso ma per stasera speriamo in una plusvalenza.
Commento del 24 giugno
Il rialzo di giugno si é esaurito ma la tendenza rialzista a medio termine é ancora dominante. Nei prossimi giorni dovremo vedere se il calo degli indici degli ultimi giorni é un sano ritracciamento e consolidamento o se invece introduce un cambiamento di tendenza. Molto dipende da come gli indici azionari chiudono la settimana ed in quale posizione si troverà venerdì l'S&P500. Il 25 di giugno potrebbe essere un'importante punto tornante. Negli scorsi giorni abbiamo visto una moderata pressione di vendita ed il calo ha provocato solo limitati danni tecnici. Esiste quindi la concreta possibilità che il rialzo riprenda settimana prossima sorprendendo i ribassisti. Negli scorsi giorni le notizie economiche sono state pessime e malgrado ciò le perdite delle borse sono state contenute. Questo mostra borse strutturalmente solide ed in grado, se stimolate, di ripartire verso l'alto. L'inizio di un nuovo semestre é spesso contraddistinto da ondate d'acquisti provocate dai portfolio manager che si trovano a disposizione le liquidità affluite a fine giugno.
Non sappiamo ancora in quale direzione si svilupperanno le borse nelle prossime settimane ma stamattina volevamo mandare un chiaro messaggio. Aver venduto le posizioni long martedì non significa che ora prevediamo un ribasso. Il trend rialzista é, fino a prova contraria, ancora dominante. Quindi fate attenzione con speculazioni al ribasso e non siate sorpresi se gli indici ripartono al rialzo.
Ieri gli indici azionari hanno perso terreno ma meno di quanto ci si poteva aspettare. In particolare in America le minusvalenze sono stete circoscritte ad un -0.30% malgrado terribili dati sulle vendite di nuove case. L'S&P500 é sceso a 1092 punti con moderata pressione di vendita e normali volumi di titoli trattati. I parametri tecnici mostrano che questo ritracciamento potrebbe essere terminato settimana prossima. La situazione é però ancora incerta e le probabilità ancora troppo in equilibrio per rischiare posizioni in una o nell'altra direzione.
Sugli altri mercati finanziari la situazione rispecchia quella delle borse ed é contraddistinta da incertezza. Non si vedono però accelerazioni decisive ma costellazioni tipiche per dei consolidamenti. Il cambio EUR/USD é un tipico esempio. Dopo aver fallito la rottura sopra gli 1.24, l'Euro é caduto verso gli 1.22 senza però toccare il supporto sugli 1.2150. Stamattina torna a 1.2330. È probabile che oscilli su questi valori ancora per alcuni giorni prima che un'evento decisivo lo obblighi ad un salto in una o nell'altra direzione. L'impressione che fornisce il grafico é che questo balzo avverrà verso l'alto con ovvie conseguenze per le borse.
Stamattina notiamo i primi segni di stabilizzazione. I mercati asiatici si rafforzano ed il Nikkei guadagna il +0.30%. Il future sull'S&P500 risale di 3 punti e l'apertura in Europa sarà positiva. Attendiamo l'Eurostoxx50 sui 2720 punti (+0.6%). Per stasera questa plusvalenza dovrebbe restare se non aumentare.
Commento del 23 giugno
L'analisi tecnica raramente fornisce delle soluzioni chiare e nette. È sempre un soppesare di pro e contro, fattori negativi e positivi prima di prendere una decisione. Ieri mattina abbiamo consigliato di chiudere tutte le posizioni long considerando il rialzo di giugno come esaurito nel suo potenziale. Non avevamo nessun elemento chiaramente negativo, considerando i nuovi massimi mensili toccati lunedì mattina, né nessun segnale di vendita. Una volta però che gli obiettivi sono raggiunti in una situazione di ipercomperato, conviene abbandonare il rischio di posizioni aperte e prendere i benefici. I guadagni sono effettivi quando vengono realizzati e non sono solo sulla carta.
Ieri le borse europee si sono comportate come da logica terminando la seduta con moderate minusvalenze e poco sotto i livelli d'apertura del mattino. La seduta é stata volatile ma senza una chiara tendenza.
La sorpresa é invece arrivata dagli Stati Uniti. Wall Street ha aperto in positivo ed é poi rimasta fino nel primo pomeriggio indecisa con gli indici praticamente in pari. Poi sono iniziate le vendite. Il supporto a 1100-1110 é stato attraversato come se non esistesse e l'S&P500 ha terminato la seduta a 1095.31 punti, in ribasso del -1.61%. Che ci stupisce non é la perdita quanto la mancata reazione dei rialzisti che non hanno tentato nessuna difesa del supporto. Tecnicamente il mercato non sembra però sul punto di accelerare al ribasso. Evidentemente le advances/declines (1256/4734) sono negative. Però i nuovi minimi non si espandono (369 a 30 giorni), la volatilità VIX é salita solo di poco (27.05) ed i volumi di titoli trattati sono stati moderati. La chiusura sul minimo giornaliero preoccupa ma per ora consideriamo la giornata di ieri come una conferma dell'esaurimento del rialzo di giugno e non l'inizio di un ribasso. La debolezza si é concentrata nel settore energetico e dei trasporti, colpito da notizie negative e da un calo del prezzo del petrolio.
Il cambio EUR/USD é tristemente e stabilmente tornato sotto gli 1.24. Stamattina é a 1.2270 e non fornisce sostegno alle borse europee. L'oro é fermo a 1240 USD/oncia.
Riassumendo sappiamo ora che il rialzo di giugno si é esaurito e che la decisione di ieri di vendere é stata corretta e tempestiva. Non vediamo però abbastanza pressione di vendita per l'inizio di un ribasso e quindi pensiamo che i mercati potrebbero ora bloccarsi nell'atteso movimento laterale estivo. Attendiamo conferme dagli indicatori tecnici.
Stamattina i mercati asiatici sono in caduta ed il Nikkei giapponese perde ca. il -1.9%. Malgrado ciò il future sull'S&P500 risale di 2 punti. Gli indici europei inizieranno le contrattazioni con perdite intorno all'1%. Prevediamo oggi un lieve recupero ma una chiusura serale in negativo.
Commento del 22 giugno
Ieri i mercati azionari hanno reagito con una certa indifferenza e con prese di profitto alla notizia della probabile rivalutazione dello Yuan cinese. Malgrado che a livello tecnico non abbiamo nessun segnale negativo, sembra che il rialzo si stia imballando ed il potenziale verso l'alto potrebbe per il momento essere esaurito. Sugli indici europei sono stati raggiunti importanti obiettivi in una situazione di ipercomperato. Di conseguenza é giunto il momento di realizzare guadagni su posizioni long e osservare con attenzione lo sviluppo della situazione.
Ieri le borse europee hanno esordito sul massimo della giornata. Sono poi mancati ulteriori acquisti e gli indici sono scivolati ed ondate verso il basso. Alla fine sono rimaste plusvalenze superiori all'1% ma l'euforia del mattino era sparita. Notiamo che importanti obiettivi tecnici su DAX ed Eurostoxx50 sono stati raggiunti e contemporaneamente le RSI (Eurostoxx50 a 70.91) ci mostrano una situazione di ipercomperato. Almeno a corto termine il rialzo dovrebbe bloccarsi.
Esattamente lo stesso é successo in America. Dopo un buon inizio sono mancati compratori e gli indici sono scesi fino a mezz'ora dalla chiusura. Un breve rally sul finale ha permesso all'S&P500 di chiudere sopra il minimo giornaliero (1108.24 punti) ma in negativo (1113.20 / -0.39%). L'indice ha difeso con successo il supporto a 1100-1110 punti . Sul massimo giornaliero ha toccato i 1131 punti e quindi esattamente un ritracciamento del 50% del precedente ribasso. Rileggete il commento del 12-13 giugno per capire l'importanza di questo livello. La pressione di vendita é stata limitata con 2253 advances contro 3752 declines. Anche a livello settoriale non si vedono forti cedimenti. I 2571 nuovi massimi a 30 giorni suggeriscono che esiste ancora una consistente forza d'acquisto. Strutturalmente non abbiamo nulla da eccepire - gli indici possiedono ancora le premesse per continuare il rialzo. La stanchezza e svogliatezza notate ieri ci inducono però alla prudenza. Sembra che la parte migliore del movimento verso l'alto si é esaurita e da adesso lo sviluppo diventa incerto.
Ci preoccupa molto il mercato delle divise. Il cambio EUR/USD é stamattina a 1.2305. La salita sopra gli 1.24 potrebbe essere stata una falsa rottura al rialzo. Sapete che noi attribuiamo molta importanza allo sviluppo dell'Euro e questa debolezza é decisamente negativa ed influisce molto sulla nostra decisione di diventare prudenti. Anche l'oro ha fatto un deciso dietro front scendendo a 1237 USD/oncia. La rottura sopra i 1250 USD potrebbe anche qui essere stato un tentativo fallito d'accelerazione ed un falso segnale d'acquisto a medio termine.
Riassumendo non abbiamo segnali che il trend rialzista stia cambiando ma é possibile che si stia almeno a corto termine esaurendo. Se vi ricordate, dopo il top del 26 aprile avevamo come scenario a medio termine pronosticato una prima gamba di ribasso seguita da un rimbalzo del 50% ed un movimento laterale. Ieri sera l'S&P500 ha completato il rimbalzo. Se adesso segue l'atteso movimento laterale non é più interessante mantenere posizioni long.
Stamattina i mercati asiatici sono deboli ed il Nikkei perde ca. l' -1.1%. Come ieri in America non si vede una forte pressione di vendita ma piuttosto una certa stanchezza. Il future sull'S&P500 é invariato a 1111 punti. I mercati europei scenderanno in apertura ca. lo 0.8% perdendo buona parte dei guadagni di ieri. Chiudiamo stamattina tutte le nostre posizioni long su indici europei ed ETF. Questo non significa che prevediamo ora una discesa degli indici ma piuttosto che per ora il party é finito.
Aggiornamento del 21 giugno
Stamattina la notizia che la Cina é disposta a liberare il cambio dello Yuan rispetto al dollaro americano e permetterne quindi la rivalutazione, ha scosso i mercati finanziari. Le borse asiatiche sono in netto rialzo ed il Nikkei guadagna circa il +2.4%, I mercati europei inizieranno le contrattazioni in netto rialzo e all'apertura le plusvalenze dovrebbero raggiungere il +2% (Eurostoxx50 a 2794 punti). Il cambio EUR/USD é a 1.2455. Si profila un'inizio di settimana positivo che rispetta appieno le previsioni di una possibile accelerazione al rialzo. È molto probabile che gli indici azionari mantengano i guadagni iniziali fino a stasera.
Commento del 19-20 giugno
Settimana scorsa il rialzo é continuato e per il momento non si vedono segni di debolezza o del raggiungimento di un massimo significativo. La scadenza dei derivati di giugno si é svolta nell'ordine senza influire sul trend positivo. Se settimana prossima c'é una correzione non siamo in grado di predirla sulla base dei dati a nostra disposizione. Solo le statistiche ci indicano una concreta probabilità di alcune sedute negative.
La settimana scorsa si é conclusa per tutte le piazze borsistiche con performance positive. L'Europa si é rafforzata da un +0.32% per l'SMI ad un +5.55% per il FTSE MIB con i grandi indici (DAX +2.80% e Eurostoxx50 +3.74%) nel mezzo. Favoriti sono stati i titoli che maggiormente avevano perso nella precedente caduta ed avevano sofferto dell'Euro debole e dei problemi di indebitamento dei paesi del Club Med. Ottimi quindi i bancari.
Anche l'America ha però fatto bene con un +2.37% per l'S&P500 ed un +3.59% per il Nasdaq100.
La seduta di venerdì é stata di ordinaria amministrazione. Abbiamo visto volatilità ed un certo andamento irregolare per la chisura (DAX -0.11% contro FTSE MIB a +0.89%) ma nessuna crepa nel trend rialzista. Il momentum del rialzo é in diminuzione ma le RSI tra i 53.52 punti dell'S&P500 ed i 61.88 (DAX) / 63.44 (Eurostoxx50) degli europei mostra che il movimento potrebbe continuare senza una sostanziale pausa. Gli indici non sono ancora in ipercomperato. L'inizio di settimana prossima é avvolto nell'incertezza ma se dovessimo azzardare un'ipotesi diremmo continuazione del rialzo per un massimo significativo sui 1150 punti di S&P500 per giovedì o venerdì.
Venerdì i mercati americani hanno mostrato buoni dati tecnici e strutturali. Le borse sono salite con 3347 advances contro 2586 declines, 1367 nuovi massimi a 30 giorni, VIX in calo a 23.95 e CBOE put/call ratio a 0.63. L'S&P500 ha chiuso a 1117.51 punti (+2.37%) allontanandosi ulteriormente dal supporto a 1100-1110 punti.
Le uniche nuvole le vediamo su altre piazze e mercati finanziari. Ci preoccupa la Cina che da alcuni giorni si indebolisce. Venerdì l'indice ShanghaiB ha perso il -2.70% ed é stato respinto verso il basso da importanti resistenze.
Il cambio EUR/USD resta a ridosso degli 1.24 (chiusura a 1.2385) senza riuscire a fare il balzo liberatorio verso l'alto ed aprire la strada per una continuazione del rialzo verso gli 1.30.
I tassi d'interesse invece confermano ed i futures su Bund e USTreasuryBonds ridiscendono a livelli più consoni mostrando un diminuito bisogno di sicurezza da parte degli investitori. Materie prime e petrolio si rafforzano.
Un'ultimo punto di domanda é costituito dal prezzo dell'oro che ha raggiunto un nuovo massimo storico a 1256 USD/oncia. L'oro é in un bull market di lungo termine ma il fatto che acceleri ora al rialzo non é logico. Inutile sviluppare ora teorie. Abbiamo qui una divergenza con lo sviluppo positivo delle borse e dobbiamo vedere se questo avrà delle conseguenze.
Riassumendo il rialzo a medio termine delle borse é intatto e possiede a corto termine ancora potenziale di rialzo. Non sappiamo se ora si concretizza un ritracciamento - dobbiamo aspettare lunedì per vedere come gli investitori intendono affrontare la nuova settimana. Personalmente riteniamo più probabile un'accelerazione al rialzo (visti i forti "up volume" in America nella prima parte della scorsa settimana) piuttosto che l'inizio di una forte correzzione o, peggio ancora, la fine di questo rialzo a medio termine.
Commento del 18 giugno
Il rialzo continua senza pause e gli indicatori tecnici mostrare ancora via libera. Non abbiamo segni di ipercomperato né divergenze che ci indichino pericoli in avvicinamento.
Oggi scadono i derivati di giugno e rischia di essere una giornata volatile. Spesso, dopo una sostanziale salita degli indici del genere e la scadenza trimestrale dei futures e delle opzioni, segue un sostanziale ritracciamento. Non abbiamo però nessun segno premonitore in questo senso e non sappiamo se gli indici si preparano ad un movimento in controtendenza. Abbiamo lungamente discusso se non conviene oggi prendere i consistenti guadagni sulle posizioni long. Abbiamo però deciso che una simile azione anticiclica é ingiustificata. Tra i tanti pro e contra é stato un'informazione fornita dal mercato a far pendere l'ago della bilancia: stamattina il cambio EUR/USD é a 1.24.
Ieri gli indici azionari hanno terminato la giornata con minime plusvalenze. Considerando che la mattina avevamo previsto una seduta negativa, é un risultato molto positivo che rafforza il supporto a 1000-1110 punti di S&P500 (chiusura a 1116 punti). I mercati americani sono rimasti gran parte della giornata in negativo e solo con un rally sul finale sono tornati a mostrare una plusvalenza. I grafici e l'advances/declines (2993 a 2995) mostrano sostanziale equilibrio tra compratori e venditori. Il fatto però che i ribassisti non riescano neanche ad imporre una seduta di riflessione ci porta a pensare che il trend rialzista é forte malgrado l'indicatore ADX in calo. Gli indicatori di sentiment mostrano un certo eccesso di ottimismo ma siamo lontani dall'euforia. La volatilità VIX é scesa a 25.05. Riassumendo il rialzo é intatto ed esiste potenziale verso l'alto per un'ulteriore incremento degli indici di +2% fino ad un +4%.
Anche dagli altri mercati finanziari provengono segnali incoraggianti. Il cambio EUR/USD é stamattina a 1.24, Sapete che il superamento di questa resistenza é necessario per la continuazione del movimento verso gli 1.30 e costituisce premessa per la prosecuzione del rialzo delle borse. Materie prime e petrolio si rafforzano lentamente. L'unico punto di domanda é costituito dall'oro a 1244 USD/oncia. Il prezzo del metallo giallo si riavvicina al massimo annuale a 1250 USD e sembra in grado di accelerare al rialzo. Se guardiamo l'oro come bene rifugio in caso di gravi problemi dobbiamo farci alcune domande sul significato di questo rafforzamento. Esiste anchel'alternativa del rapporto USD debole - oro forte che in questo momento preferiamo.
Stamattina le borse asiatiche marciano sul posto ed il Nikkei perde circa il -0.2%. Il future sull'S&P500 é invariato. I mercati europei iniziano la seduta con moderate plusvalenze (+0.2% fino a +0.4%). Con la scadenza dei derivati di giugno la seduta sarà volatile ma per stasera non ci aspettiamo sostanziali variazioni. Se dovessimo osare una previsione diremmo 2750 punti di Eurostoxx50.
Commento del 17 giugno
Ieri abbiamo assistito ad una tipica seduta di consolidamento. Gli indici azionari hanno terminato la giornata con minime variazioni ed il quadro tecnico resta invariato. Le borse sono in una fase di rialzo che non sembra ancora terminato. Il movimento é solido e gli indici non sono ancora in ipercomperato. Il fatto che gli indici possano ancora salire non vuole necessariamente dire che lo facciano. Non abbiamo nessuna ragione per abbandonare questo rialzo che non ha ancora raggiunto i nostri obiettivi. Il nostro lavoro nei prossimi giorni sarà cercare eventuali segni di debolezza o di cambiamento di tendenza. Per ora l'unica preoccupazione é costituita dalla scadenza trimestrale di opzioni e futures di domani. Se il rally degli ultimi giorni é stato solo provocato da coperture di short é probabile che il rialzo si spenga settimana prossima. A livello ciclico non abbiamo nessuna indicazione in questo senso ma preferiamo tenere gli occhi aperti.
La seduta di ieri ha seguito su tutte le piazze finanziarie più o meno lo stesso copione. Prese di profitti ad inizio della seduta, andamento altalenante e chiusura senza grandi variazioni. L'S&P500 ha terminato a 1114 punti assolvendo il suo compito che era quello di restare sopra i 1110 punti confermando la rottura la rialzo del giorno precedente. Per il resto gli indicatori tecnici ed i dati strutturali non dicono niente di interessante - inutile elencarli. Notiamo solo il buon comportamento della tecnologia.
Non ci convince l'Euro. Il cambio EUR/USD, stamattina a 1.2270, resta sopra il supporto a 1.2150 ma non attacca la resistenza a 1.24. Senza un'Euro più forte il rally delle borse europee é destinato a spegnersi. Per il momento la salita dell'Euro é bloccata e non vediamo segni di un'imminente attacco verso l'alto.
Altro elemento di disturbo sono i tassi d'interesse USA che tornano a scendere. Guardando il grafico sembra che la discesa dei prezzi dei Treasury americani sia stata solo una correzzione da eccesso d'acquisti e non l'inizio di una consistente correzione.
I prezzi delle materie prime con petrolio ed oro (1233 USD/oncia) si rafforzano e sostengono il rialzo delle borse.
Riassumendo gli indici azionari sono in una fase di rialzo che non sembra ancora alla fine. Solo dopo la chiusura settimanale e la scadenza di opzioni e futures di giugno potremo però fare ulteriori fondate previsioni e stimare l'ulteriore potenziale di rialzo. L'S&P500 non ha ancora raggiunto i 1150 punti ma neanche superato i 1130 punti (vedi commento del fine settimana)!
Stamattina i mercati asiatici si indeboliscono. Il Nikkei scende del -0.6% mentre il future sull'S&P500 perde 5 punti. Come logica conseguenza le borse europee inizieranno le contrattazioni in negativo (-0.2%). Mancando il supporto dell'Euro prevediamo durante la seduta l'intensificarsi della pressione di vendita. La buona forma tecnica dovrebbe però impedire perdite superiori all'1%.
Commento del 16 giugno
Il rialzo delle borse continua e sembra rafforzarsi. Ieri gli indici azionari hanno accelerato al rialzo prendoci in velocità - avevamo previsto una rottura dell'importantissima resistenza a 1100-1110 punti sull'S&P500 per la seconda parte della settimana ed invece già ieri l'indice ha mostrato molta forza e con una performance giornaliera del +2.35% ha forato in maniera convincente questa barriera. Ora l'S&P500 ha ancora circa un 3% di spazio verso l'alto fino all'obiettivo a 1150 punti. Questo in termine di punti mentre a livello temporale i prossimi seri problemi potrebbero presentarsi dopo venerdì, giornata di scadenza trimestrale dei derivati.
Ieri le borse europee hanno ben incassato la deludente chiusura del giorno prima a Wall Street. Hanno iniziato la seduta in negativo ma subito i compratori hanno ripreso il controllo della situazione. In tarda mattinata le perdite erano colmate e per la sera gli indici mostravano guadagni intorno all'1%. Le borse che maggiormente avevano perso durante il ribasso di maggio stanno ora recuperando con slancio dando l'impressione che molto dell'attuale movimento sia dovuto a coperture di posizioni short. È quindi possibile che questo effetto svanisca con la scadenza dei derivati di giugno che avverrà questo venerdì. Se inoltre anche l'Euro non continuerà a rafforzarsi é possibile che il rally subisca una sostanziale pausa o addirittura sia terminato. Non lo sappiamo ancora ma é un'eventualità da prendere in considerazione. Avremo maggiori informazioni per una oggettiva valutazione osservando dove e come gli indici chiudono la settimana.
Per ora il semaforo é sul verde e la strada verso l'alto é aperta.
Ieri sera anche la borsa americana si é mossa con decisione al rialzo. Ci aspettavamo uno o due giorni supplementari di pausa sotto l'importante resistenza a 1110 punti di S&P500 ma già ieri sera gli americani hanno deciso di spazzarla via. Con volumi in aumento e advances/declines a 5115/919 (ottimo) l'S&P500 ha chiuso vicino al massimo giornaliero e sopra i 1110 punti a 1115.23 (+2.35%). Tutti i settori hanno partecipato al movimento con la tecnologia in prima linea. Siamo impressionati dall'incremento dei semiconduttori (+5.54%) tipico settore sensibile all'andamento economico. A corto termine vediamo un certo ipercomperato (77% dei titoli sopra la media mobile a 20 giorni) anche se le RSI, ferme tra i 50 ed io 60 punti, non confermano. La CBOE Equity put/call ratio scende a 0.56. Solo i nuovi massimi a 30 giorni deludono fermandosi a 1068.
La serata di ieri mostra un trend rialzista sano e non ancora maturo, senza segni di eccesso o stanchezza. Gli indici possono continuare a salire. Davanti a loro si profilano però due potenziali problemi. L'evidente obiettivo a 1150 punti di S&P500 e la scadenza trimestrale di opzioni e futures di venerdì. Spesso questa scadenza ha provocato dei seri ritracciamenti se non dei cambiamenti di tendenza. Se gli indici arrivassero a questa data vicino agli obiettivi previsti, in ipercomperato e senza l'ulteriore supporto di Euro e/o altri mercati finanziari, il rialzo potrebbe spegnersi.
Il cambio EUR/USD é salito a 1.2325. La prossima importante resistenza é a 1.24. Se superata vediamo a medio termine spazio fino agli 1.30. I tassi d'interesse su Bund e Treasury USA salgono confermando il ritrovato appetito al rischio degli investitori. I prezzi delle materie prime compreso petrolio salgono, l'oro é a 1234 USD/oncia.
Non vediamo divergenze con gli sviluppi positivi delle borse.
Stamattina i mercati asiatici sono al rialzo con il Nikkei che sale del +1.75%. Il future sull'S&P500 scende di 2 punti. L'apertura in Europa sarà positiva (+0.8% / Eurostoxx50 a 2736 punti). Dopo i forti guadagni dei giorni scorsi una pausa oggi sarebbe salutare. Fino a venerdì la tendenza dovrebbe rimanere al rialzo - poi vedremo...
Commento del 15 giugno
Talvolta i mercati azionari si muovono come su dei binari. Ci sono delle situazioni tecniche talmente ovvie e logiche che il risultato é praticamente certo fin dall'inizio. Nei giorni scorsi vi abbiamo più volte ampiamente parlato della resistenza a 1100-1110 punti di S&P500, della sua importanza e del suo probabile effetto. Se non rispediva gli indici verso il basso per un test del supporto a 1040 punti avrebbe almeno provocato un ritracciamento. Al primo tentativo però avrebbe resistito. Così é stato. E la buona notizia é che si tratta probabilmente di un ritracciamento. L'S&P500 dovrebbe nelle prossime settimane salire verso l'obiettivo a 1150 punti - ma lo sapremo con certezza solo stasera.
Ieri in Europa la giornata é iniziata e finita bene. Grazie alle positive premesse provenienti da New York (positiva chiusura venerdì), Asia e Euro (salito nettamente sopra la resistenza a 1.2150) le borse europee hanno aperto con rialzi superiori all'1% che sono riusciti ad incrementare i guadagni per la chiusura serale. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +1.71% conducendo il drappello del Club Med. Ma la prova del fuoco doveva avvenire la sera a Wall Street. L'S&P500 si é comportato come da copione. È salito fino a 1106 punti (in mezzo al range 1100-1110 !) e poi é stato respinto verso il basso per una chiusura leggermente negativa a 1089.63 punti (-0.18%). Pensiamo che questo sia solo un ritracciamento e non un nuovo tutto verso il supporto a 1040 punti. Il reversal giornaliero non é stata drammmatico e l'advances/declines (3606/2359) é positivo. L'espansione dei nuovi massimi a 30 giorni (1009 contro 218 nuovi minimi) mostra potere d'acquisto. A livello di settori abbiamo notato prese di beneficio su finanziari, materiali e petroliferi, che erano ben saliti i giorni precedenti, ma nessuna forte pressione di vendita. Il 62% dei titoli é sopra la media mobile a 20 giorni mentre solo il 29% é sopra quella a 50 giorni. A cortissimo termine quindi il mercato americano sembra leggermente ipercomperato mentre in un'ottica ha medio termine ha spazio verso l'alto (RSI sull'S&P500 a 46.82 conferma). Riassumendo la caduta di ieri delle borse USA sembra un sano ritracciamento e non la ripresa del ribasso. La resistenza a 1100-1110 punti potrebbe bloccare l'indice alcuni giorni ma poi il rialzo dovrebbe continuare in direzione dei 1050 punti.
Si ricomincia a parlare di indebitamento degli Stati europei. Ieri sera c'é stato un ulteriore downgrading del debito greco. Oggi é di nuovo la Spagna al centro delle discussioni con Germania e Francia che si affrettano a rassicurare i gli investitori con il loro sostegno. I mercati finanziari reagiscono abbastanza bene. Il cambio EUR/USD é ridisceso a 1.2210 dopo essere salito ieri fino a 1.23. Fino a quando resta sopra gli 1.2150 valo lo stesso discorso fatto per le borse. Un breve ritracciamento sulla via verso l'alto.
Stamattina i mercati asiatici si comportano abbastanza bene. Il Nikkei, dopo un'inizio in netto calo é ora positivo del +0.10%. Il future sull'S&P500 risale di 2 punti. I mercati azionari europei iniziano la seduta con un'ovvio calo del -0.6%. Stamattina potrebbero esserci ulteriori prese di beneficio ma per la sera le minusvalenze dovrebbero essere contenute. Prevediamo alcuni giorni di pausa sotto forma di sano consolidamento prima della ripresa del rialzo. Solo il comportamento stasera di Wall Street é però in grado di confermare quasto scenario.
Aggiornamento del 14 giugno
Stamattina sembra che i mercati azionari vogliano proseguire la corsa verso l'alto. Le borse asiatiche si rafforzano ed il Nikkei guadagna il +1.61%. Il future sull'S&P sale ancora di 6 punti. Gli indici europei iniziano le contrattazioni con rialzi superiori all'1% (Eurostoxx50 a 2670) e dovrebbero mantenere i guadagni fino a sera. La ragione del nostro ottimismo risiede nel cambio EUR/USD che é ora a 1.22. Il netto superamento della resistenza a 1.2150, se non si rivela in seguito un falso segnale, apre la strada verso l'alto almeno fino a 1.24 con un'obiettivo a medio termine a 1.30. Il rialzo delle borse a medio termine sembra in pieno svolgimento ma non dimentichiamo il possibile serio ostacolo a 1110 punti di S&P500.
Commento del 12-13 giugno
Per sapere a che punto sono ora i mercati azionari dobbiamo fare un paio di passi indietro. Il 26 di aprile le borse in generale hanno raggiunto un top di lungo periodo. Avevamo atteso questo massimo significativo per settimane pronosticandolo prima a 1200 punti di S&P500 per aprile (commento del 13-14 marzo) e poi a 1200-1270 punti entro la prima decade di maggio (commento del 10-11 aprile). Il nostro scenario sul lungo periodo pervedeva (e prevede ancora oggi) dal top del 26 di aprile la ripresa del bear market con la discesa degli indici per i prossimi 18-24 mesi. Nell'immediato prevedavamo una prima veloce caduta del 10% circa seguita da un sostanziale rimbalzo (ca.50% della prima gamba di ribasso) e poi un lungo movimento laterale di tipo distributivo. La ragione principale di questa distribuzione é la necessità di far cambiare opinione agli ottimisti e rialzisti che hanno provocato il rally dal minimo di 666 punti di S&P500 del 6 di marzo 2009 al massimo a 1220 punti del 26 aprile 2010. Questo forte rialzo di 14 mesi non può semplicemente trasformarsi in ribasso senza distribuzione.
Dal 26 aprile l'S&P500 é sceso ad un minimo a 1o40 punti il 25 di maggio. I fautori dell'analisi ciclica (un cordiale saluto a Massimiliano) notino il periodo di esattamente un mese. La prima gamba di ribasso é stata quindi del 14.75% contro gli inizialmente stimati 10% o 1100 punti. Il rimbalzo del 50% dovrebbe far risalire l'indice a 1130 punti. Un rimbalzo di 3/8 invece si situa a 1108 punti, perfettamente sulla resistenza grafica a 1100-1110 punti. Il nostro obiettivo del rimbalzo o rialzo a medio termine si situa in una prima fase a 1150 punti. Prendete nota di questi tre livelli. Saranno decisivi nelle prossime settimane e ne riparleremo più tardi nel commento. Concludiamo lo scenario sul lungo termine trattando il tema del lungo movimento laterale di tipo distributivo. Pensiamo che questa distribuzione debba durare almeno alcuni mesi e quindi non ci aspettiamo seri movimenti verso il basso e nettamente sotto i 1040 punti di S&P500 prima di settembre. Durante il movimento laterale l'S&P500 potrebbe andare a testare il massimo annuale e superarlo marginalmente.
Dipinto il quadro generale cerchiamo ora di capire cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane. Nel dettaglio facciamo delle previsioni sul completamento di questo rimbalzo o rialzo a medio termine.
Settimana scorsa le borse si sono finalmente mosse verso l'alto. Per fortuna perché anche noi cominciavamo a perdere la pazienza e la fiducia nel nostro scenario rialzista. Le performance settimanale sono convincenti. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +3.32% a 2638 punti, il DAX +1.83% a 6047 punti, l'SMI +2.03% a 6426 punti, il FTSE MIB +4.84% a 19660 punti. Anche l'America si é rafforzata con l'S&P500 a +2.51% mentre per una volta il Nasdaq100 accusa ritardo con un +0.82% a 1847 punti. Vedete che come più volte previsto in precedenti commenti, in questa fase positiva i paesi del Club Med si comportano meglio. Il recupero dell'Euro giova particolarmente alle Borse che maggiormente avevano subito la crisi debitoria europea.
Gli indici azionari si trovano ora ad alcuni punti in percentuale da forti resistenze. I dettagli li trovate nei commenti specifici dei singoli indici. Sono saliti sostanzialmente nelle ultime tre sedute della settimana. Strutturalmente gli indici sembrano però ancora fragili e la partecipazione al movimento é poco convincente specialmente a livello di volumi. Siamo sempre poco convinti dalla solidità dei minimi di maggio e quindi pensiamo che debbano ancora venir testati. Se l'S&P500 viene settimana prossima respinto dalla resistenza a 1110 punti siamo convinti che l'indice debba ridiscendere a testare i 1040 punti. A questo punto una rottura ed un minimo discendente (indicativamente 1020 punti) diventano molto probabili. Se invece l'S&P500 supera indenne i 1110 punti arriverà ai decisivi 1130 punti, livello importante secondo Fibonacci ma sul quale non esiste apparente resistenza. Superando i 1130 punti l'indice solidificherebbe il minimo a 1040 punti e si aprirebbe la strada fino ai 1150 punti, prossima forte resistenza. Gli indici europei seguiranno lo stesso schema. L'unica differenza sarà che gli indici precedentemente "deboli" come Eurostoxx50 e FTSE MIB avranno tendenza nel rialzo a sovraperformare.
Noi favoriamo lo scenario di una salita diretta fino ai 1150 punti di S&P500. Strutturalmente non abbiamo elementi validi per una presa di decisione. Nuovi massimi e minimi in America si equilibriano su bassi livelli. Ci incoraggiano però due fatti. Il segnale d'acquisto dell'indicatore MACD sull'S&P500 sostenuto da una divergenza positiva sul RSI ed un'interessante aumento del Money Flow. Inoltre la volatilità VIX é ridiscesa sotto il supporto a 30 punti (28.79) mostrando che gli investitori riprendono fiducia.
Il cambio EUR/USD é finalmente tornato sopra gli 1.20 chiudendo venerdì a 1.2110. Sapete che per noi il rafforzamento dell'Euro é una condizione necessaria per la continuazione del rally delle borse. Se il cambio supera la resistenza a 1.2150 la strada verso l'alto si riapre e noi diventiamo molto più fiduciosi sull'esattezza del nostro scenario rialzista. Finora manca questa conferma. Gli altri mercati si comportano secondo la logica. L'oro scende a 1226 USD/oncia, il petrolio risale a 74.80, i tassi d'interesse USD e tedeschi risalgono. Agli interessati consigliamo inoltre di dare uno sguardo ai grafici della borsa cinese considerata da molti un valido indicatore congiunturale. Gli indici salgono con forza e decisione da circa 8 sedute.
Riassumendo il rialzo si sta finalmente sviluppando come da aspettativa. Non possiamo però parlare di rialzo a medio termine poiché vediamo un rischio concreto di fallimento. La resistenza a 1110 punti potrebbe respingere gli indici verso il basso e costringerli ad un nuovo minimo marginale prima del definitivo inizio del bear market rally. Tutta questa volatilità rientra nel nostro scenario di una distribuzione a medio termine. Pensiamo però che il vero ribasso con valori dell'S&P500 sotto i 1000 punti si concretizzerà solo in autunno. I mesi estivi saranno riservati ai traders con indici azionari molto volatili in un'ampio range che per l'S&P500 potrebbe raggiungere il 20% o 200 punti.
Commento dell'11 giugno
Abbiamo passata giornate a scrivere commenti positivi e convincere i nostri lettori che le borse dovevano salire. Come al solito abbiamo ricevuto critiche poiché le nostre previsioni non si sono immediatamente concretizzate e le nostre posizioni in portafoglio sono state per parecchie giornate in perdita ed a rischio di essere stoppate. Investire necessita però di lavoro e pazienza. Se si é convinti di aver fatto il proprio lavoro coscenziosamente bisogna mantenere una linea ed un'opinione. Capita di sbagliare. Non bisogna però cambiare previsioni ogni due giorni ed ad ogni raffica di vento contraria.
Ieri i mercati azionari europei hanno nuovamente e sorprendentemente guadagnato terreno. Noi prevedavamo una salita degli indici dopo un'apertura in perdita ma non ci aspettavamo le solide plusvalenze che hanno raggiunto in serata il 2% (Eurostoxx50). Con il rafforzamento dell'Euro si sta verificando anche quell'effetto recupero che vi avevamo anticipato. Le borse precedentemente deboli dei paesi del Club Med si comportano finalmente molto meglio che il resto del mercato. Eurostoxx50 e FTSE MIB recuperano su DAX e SMI.
Finalmente ieri anche l'America ha seguito. I compratori hanno dominato la seduta e l'S&P500 ha chiuso a 1086.84 punti, in rialzo del +2.95%. I volumi di titoli trattati non convincono ma la struttura si. Con 5267 advances contro 744 declines la seduta é stata tutta improntata al rialzo con il settore energia (+5.02%) a trainare il movimento. Non parliamo però ancora di tendenza rialzista a medio termine poiché adesso l'S&P500 deve affrontare la famosa resistenza a 1100-1110 punti. Già un paio di volte l'indice é stato risbattuto verso il basso a contatto con questa barriera. Le premesse per un'attacco vittorioso ed una continuazione del movimento verso l'alto ci sono. In questo caso l'indice dovrebbe salire verso il nostro primo obiettivo a 1150 punti.
Gli altri mercati finanziari confermano la forza delle borse. Il cambio EUR/USD si é saldamente attestato sopra gli 1.20 e stamattina é a 1.2105. I prezzi delle materie prime e petrolio salgono mentre le quotazioni di Bund e Treasury (obbligazioni tedesche ed americane a 10 anni) scendono.
Stamattina i mercati asiatici si rafforzano ed il Nikkei guadagna circa l'1.5%. Il future sull'S&P500 é invariato. I mercati europei inizieranno la seduta in positivo (+0.5%) e dopo alcune ovvie prese di beneficio dovrebbero riuscire a rafforzarsi ulteriormente. Importanti dati sui consumi americani verranno pubblicati nel pomeriggio e determineranno il finale di seduta.
A livello di investimenti é molto probabile che ora gli indici salgano ancora almeno un +2-3%. Poi dovranno affrontare importanti resistenze e qui la facenda potrebbe complicarsi visto che la struttura tecnica a medio termine non convince. Ne parleremo durante il fine settimana.
Commento del 10 giugno
Ieri l'Europa é stata colpita da un'improssiva ventata di ottimismo e le borse hanno terminato la giornata con solide plusvalenze che hanno sfiorato il 2%. Questo movimento positivo si é logicamente esteso agli altri mercati finanziari e l'Euro si é rafforzato mentre le obbligazioni hanno perso di valore. Il rialzo ha accelerato sul finale grazie ad un'ottima apertura a New York.
Purtroppo dopo metà seduta, Wall Street ha deciso di cambiare direzione ed ha chiuso in perdita. L'S&P500 é sceso del -0.59% a 1055.69 punti e considerando che sul massimo l'indice ha raggiunto i 1077 punti si tratta di un importante reversal giornaliero avvenuto con solidi volumi di titoli trattati. Tecnicamente ci ritroviamo con i soliti segnali misti e la mancanza di un trend a corto termine. Le borse sono volatili e dominate da operazioni di tipo speculativo mentre gli investitori sembrano passivi. La seduta di ieri, reversal a parte, non é stata male. Advances/declines a 3001/2911 e volatilità VIX invariata a 33.73 ci dicono che le forze di compratori e venditori sono al momento in pari. Lo stesso ce lo mostra il grafico. L'S&P500 sembra voler restare invischiato nella fascia di supporto a 1040-1065 punti senza provare un nuovo minimo e senza la forza di risalire verso la resistenza sui 1100-1110 punti. La pressione di vendita, presente ma contenuta (nuovi minimi a 30 giorni scesi a 803) ci lascia presupporre che l'S&P500 stai provando a formare una base a 1050 punti per poi risalire verso l'alto nel tanto atteso rialzo a medio termine.
Stamattina l'altalena continua. Al rialzo di ieri in Europa ed al calo in America segue una giornata positiva in Asia. Il Giappone ha annunciato una crescita del PIL per il primo trimestre del 5% ed il Nikkei si rafforza di ca. l'1%. Il future sull'S&P500 risale di 5 punti a 1061 punti e, fatto molto importante per gli europei, ritroviamo il cambio EUR/USD a 1.2040. Le borse europee devono trovare un'equilibrio tra questi segnali misti ed inizieranno le contrattazzioni correggendo parte dell'esagerazione al rialzo di ieri. Apertura quindi in calo del -0.8%. Con questi mercati volubili, instabili e volatili é difficile fare una previsione per la giornata. Restiamo dell'opinione che l'Eurostoxx50 dovrebbe fare base sopra i 2500 punti per poi pian pianino tendenzialmente salire. Per oggi ci accontentiamo di una seduta in pari.
Commento del 9 giugno
I mercati azionari continuano a dare segni di debolezza ma non cedono. Malgrado i nuovi minimi annuali di alcuni mercati azionari europei particolarmente toccati dalla crisi creditizia, DAX ed Eurostoxx50 si indeboliscono ma non crollano dando sempre l'impressione di poter formare una base al livello attuale e poter ripartire. Gli indicatori tecnici non forniscono molte indicazioni al riguardo. La pressione di vendita é contenuta ed il pessimismo diffuso. Non notiamo però situazioni di eccesso che ci dicono chiaramente in quale direzione potrebbe muoversi ora le borse. Siamo in un bear market con la probabilità di un rialzo a medio termine in controtendenza. Con i trend sui differenti archi temporali che si incrociano e si combattono questa confusione é normale.
I cicli favoriscono ora una fase di rialzo a medio termine che fatica a svilupparsi.
Ieri le borse europee hanno iniziato relativamente bene la seduta considerando le cattive premesse provenienti da Wall Street. Sono poi immediatamente cadute con perdite che hanno ampiamente superato l'1%. Sono seguiti due tentativi di recupero, l'ultimo sul finale che ha permesso alla maggior parte degli indici di contenere le perdite giornaliere. Anche la seconda seduta della settimana si é conclusa in rosso e l'Eurostoxx50 é solo una sessantina di punti sopra il minimo annuale. Per credere in una ripresa ci deve ora essere una reazione. Non basta che le borse sopportino un flusso continuo di notizie negative ed una leggera costante pressione di vendita contenendo le perdite
Una reazione si é vista ieri sera a Wall Street. Gli indici hanno ondeggiato ma tendenzialmente sono saliti e l'S&P500 ha chiuso sul massimo giornaliero, con un guadagno del +1.10% a 1062 punti e con un buon volume di titoli trattati. I dati strutturali non ci piacciono. Advances/declines a 3269/2682 (non entusiasmante), nuovi massimi e minini a 30 giorni a 177/2348 (forte espansione dei nuovi minimi) e nuovi minimi settimanali a 6 mesi a 840 (peggioramento della struttura a medio termine) ci proccupano. D'altra parte l'indice é risalito con volatilità in diminuzione e questo mostra un certo ritorno di fiducia. CBOE equity puts/calls ratio a 0.82 ci dice che possiamo aver visto un minimo anche se i singoli dati giornalieri di questo indicatore significano poco se non segue una conferma. L'S&P500 sta cercando di uscire verso l'alto dal forte settore di supporto a 1040-1065 punti. Se questo tentativo fosse nei prossimi giorni coronato da successo avremmo fatto il primo importante passo verso una fase positiva di alcune settimane. Ieri tecnologia (Nasdaq100) e piccole imprese (Russell 2000) hanno chiuso in rosso. La mancata partecipazione al rialzo di questi due importanti settori é negativa e la situazione va seguita con attenzione.
Dagli altri mercati finanziari non provengono segnali particolari e non notiamo divergenze. Il cambio EUR/USD si é stabilizzato sopra gli 1.19 (ora 1.194o) ma resta debole. Il petrolio é in leggero rialzo a 72.40 USD e l'oro si é fermato a 1236 USD/oncia.
Stamattina i mercati asiatici sono deboli. Il Nikkei perde intorno al -1.3%. Il future sull'S&P500 scende a 1056 punti (-3.5 punti). L'apertura in Europa sarà positiva di un +0.5% dovendo scontare i progressi visti ieri sera in America. Prevediamo un'altra seduta molto volatile dall'esito incerto.
Fino nel primo pomeriggio le borse dovrebbero difendere la plusvalenza - poi dipenderanno dall'America.
Commento dell'8 giugno
Ieri per una volta non é stata l'Europa a deludere ma l'America. I mercati azionari europei hanno recuperato dopo un'apertura con forti ribassi ed un'Euro che era precipitato a 1.1875. Molti avevano temuto un'accelerazione al ribasso verso nuovi minimi annuali ma subito si é visto che le borse reggevano ed i venditori erano titubanti. Gli indici quindi, dopo un'inizio a quasi -2%, hanno lentamente recuperato ed a metà seduta erano tornati in attivo. Solo sul finale, visto che l'America faticava, gli indici azionari europei sono tornati in rosso. Visto le premesse del mattino il risultato finale é stato però costruttivo.
Deludente é stata invece la giornata a Wall Street. Venerdì in America abbiamo avuto solo l'1% di up volume. Statisticamente esiste una probabilità del 90% che ad una seduta così negativa ne segua una positiva - almeno sotto forma di rimbalzo tecnico. Invece l'S&P500 ha chiuso in perdita del -1.35% a 1050.47 punti, sul minimo della giornata e con volumi di titoli trattati in aumento. La RSI é scesa a 35.93, bassa ma non a livello di forte ipervenduto. Advances/declines a 1365 su 4592 mostrano una seduta negativa ma la pressione di vendita era contenuta. Il numero di titoli che hanno raggiunto un nuovo minimo a 30 giorni é salito a 1707, alto ma lontano da quei 3000 necessari per una continuazione sicura del ribasso. La volatilità VIX é salita a 36.57 mostrando investitori nervosi ma non in panico. L'S&P500 ha raggiunto un nuovo minimo annuale su base di chiusura giornaliera ed entra decisamente nella fascia di supporto finale a 1040-1055-1065 punti.
L'impressione generale é che un test del minimo annuale a 1040 punti é possibile ma la pressione di vendita non é sufficiente a scendere più in basso. Al contrario sentiment negativo ed ipervenduto sembrano essere abbastanza forti da imporre almeno un ritorno degli indici verso l'alto. Siamo però preoccupati poiché i danni strutturali cominciano ad essere importanti e più indici (transportation, banche) stanno cercando nuovi minimi annuali.
Stamattina sembra che le borse avranno una tregua. La notizia positiva é sicuramente il recupero dell'Euro. Il cambio EUR/USD risale a 1.1960. Le borse asiatiche sono in positivo ed il Nikkei sale del +0.2%. L'apertura dei mercati europei sarà in rialzo di un paio di punti anche grazie al future sull'S&P500 che guadagna 6 punti. È possibile che oggi diventi una giornata positiva e consigliamo di attendere a prendere qualsiasi decisione d'investimento per quel che riguarda il medio termine. La probabilità di un rialzo di alcune settimane sono ancora concrete ma il rischio di un'accelerazione al ribasso in cerca di nuovi minimi annuali sussiste. In una situazione del genere meglio non fare niente poiché si rischia solo di sbagliare.
Aggiornamento del 7 giugno
Stamattina il ribasso di venerdì é proseguito in Asia. Il Nikkei perde circa il 3.7%. Il future sull'S&P500 é ora a 1058 punti, in ulteriore calo di 7 punti. Il grosso problema resta però la debolezza dell'Euro. Il cambio EUR/USD é a 1.1915 dopo un minimo a 1.1875.
Le borse europee inizieranno le contrattazioni con perdite intorno al -2% (Eurostoxx50 a 2498 punti) e partendo da questa base bisogna domandarsi come la giornata potrebbe proseguire. Non lo sappiamo e non siamo in grado di valutare se gli indici azionari accelerano adesso al ribasso verso nuovi minimi annuali (Eurostoxx50 a 2448) o rimbalzano. Le borse americane indicano che questa probabilità é concreta e chi vende stamattina in Europa sul panico rischia stasera di pentirsene. Fino a quando non vediamo come procede il test dei minimi non abbiamo idea se questi possono reggere. Sappiamo unicamente che se i ribassisti non riescono anche questa volta ad imporre un'ulteriore discesa degli indici, la base per un rialzo a medio termine si irrobustisce e le probabilità di un movimento verso l'alto aumentano consistentemente.
Attendiamo quindi il risultato della seduta odierna.
Commento del 5-6 giugno
Scriviamo questo commento domenica mattina alle 10.30. Questo per dirvi che abbiamo avuto bisogno di parecchio tempo per valutare la situazione che si sta sviluppando contro le nostre previsioni almeno per quel che riguarda un'aspetto fondamentale e basilare - il mercato delle divise. Il cambio EUR/USD é sceso venerdì a 1.1965. Sembra che la storia dell'Ungheria sia sopratutto un litigio politico. Il nuovo governo ha voluto addossare le responsabilità di una difficile situazione economica al governo precedente, accusandolo di frode e drammatizzando il deficit dello Stato. Le voci di fallimento sono esagerate e possiamo già anticiparvi una prima notizia positiva. EUR/USD é attualmente a 1.2020 e quindi in netta risalita. Resta il fatto che un mercato in cerca di una base per un rialzo non dovrebbe crollare a questo modo. L'Euro risale con estrema fatica e cade al primo alito di vento - sembra che il ribasso debba continuare fino al prossimo supporto a 1.16-1.18.
Anche le borse faticano. Si sono rafforzate fino a venerdì quando cominciavamo già ad essere positivi e convinti dell'inizio dell'atteso movimento rialzista a medio termine. Poi venerdì é arrivato il crollo causata da Ungheria ma sopratutto da un negativo rapporto sulla disoccupazione americana. Ma vediamo innanzitutto come le borse sono arrivate fino a venerdì.
La performance settimanale é negativa e si vedono nettamente le traccie del calo dell'Euro. In Europa il DAX ha perso poco (-0.12% a 5938 punti) insieme all'SMI svizzero (-0.36% a 6299 punti). Maggiori sono le perdite dell'Eurostoxx50 (-2.31% a 2553 punti) e drammatiche quelle dell'italiano FTSE MIB (-3.71% a 18751). È interessante notare che il calo é unicamente conseguenza della pessima seduta di venerdì poiché fino a quel punto tutti gli indici erano in positivo. Lo stesso vale per l'America con l'S&P500 che é sceso del -2.25% a 1064.88 punti (solo venerdì -3.44%) ed il Nasdaq100 che ha perso il -1.10%.
Nel commento di una settimana fà abbiamo scritto: "I cicli ci mostrano un possibile
minimo per il 6 di giugno." Ora la chiusura di venerdì dell'S&P500 a 1064.88 punti é un minimo poiché tutti i valori inferiori sono stati toccati durante una seduta ma mai in chiusura (questo vale anche per i 1040 punti del 25 maggio). È quindi possibile che l'analisi ciclica sia giusta e che ora gli indici risalgano. Per sapere se questo scenario é ancora corretto malgrado il problema Euro vediamo come la dominante borsa americana ha terminato la settimana.
Venerdì gli indici azionari USA hanno perso tutti più del 3% con punte superiori al 5% per il Transportation ed il Russelll 2000. Advances/declines a 1 su 9, volumi di titoli trattati in netto aumento, chiusura sui minimi giornalieri e debolezza diffusa in tutti i settori mostrano un cedimento generale e sostenuto da una forte pressione di vendita. I nuovi minimi a 30 giorni sono aumentati a 827. L'impressione é quindi che il mercato stia accelerando al ribasso. Gli indicatori di sentiment ci mostrano però una probabilità che questo sia un minimo. La volatilità VIX é risalita a 35.48 mentre le RSI sono discese tra i 40 ed i 30 punti (S&P500 a 38.25) e quindi lentamente in ipervenduto. Malgrado il crollo di venerdì i minimi annuali e supporti decisivi hanno tenuto. La combinazione di tre fattori (ciclo, sentiment e supporti) ci dice quindi che venerdì il mercato potrebbe nuovamente aver toccato un minimo a corto termine ed essere pronto ad un'ulteriore rimbalzo verso l'alto. Questa però é una possibilità e solo all'inizio di settimana prossima e dopo un paio di sedute potremmo saperne di più.
Lo scenario di un rialzo a medio termine sarebbe ancora intatto se non ci fosse il problema Euro. Siamo molto irritati da questo calo che non rientra nel nostro scenario e ci rende molto insicuri. Pensiamo che un cambio sotto gli 1.20 é al momento ingiustificato. L'Europa ha il problema dell'indebitamento dei PIIGS e di numerosi paesi dell'Europa dell'Est ma si dimentica che un terzo degli Stati Americani (a cominciare dalla California) sono insolventi. Fino a quando però la finanza giocherà al ribasso sull'Euro le borse dei paesi maggiormente colpiti non recupereranno. Questa diffusa debolezza pesa su tutti i listini compreso quelli dei Paesi forti come la Germania. Il nostro scenario prevedeva un recupero dell'Euro che non si concretizza. Se la situazione non cambia velocemente sarannno le borse deboli a prevalere e strappare verso il basso tutti i mercati azionari mondiali. In questo caso dimentichiamo rialzo a medio termine e prepariamoci ad una ripresa diretta del bear market.
Ma lo scenario rialzista non é ancora morto e vediamo se troviamo sostegno altrove. Le obbligazioni di Germania e America sembrano come atteso aver raggiunto un massimo e di conseguenza i tassi d'interesse un minimo. Ora dovrebbe svilupparsi il movimento nell'altra direzione con il risultato che capitali dovrebbero affluire nei mercati azionari. La ricerca di sicurezza degli investitori sembra arrivata al capolinea e questo sviluppo rispetta le nostre attese.
Anche le materie prime ci dicono che il nostro rialzo a medio termine sui mercati azionari é in difficoltà ma ancora possibile. Il petrolio venerdì é ridisceso a 71.50 USD al barile (-4.15%) ma resta ben sopra i 68 USD toccati il 25 di maggio. Anche il prezzo dell'oro é risalito a 1219 USD/oncia ma non vuole più attaccare i 1250 USD/oncia toccati il 14 di maggio.
Riassumendo nessun mercato importante, tranne quello delle divise, mostra una rottura decisiva che potrebbe completamente annullare lo scenario di un rialzo a medio termine sui mercati azionari. La situazione si evolve però negativamente e molti mercati sono su livelli decisivi in una fragile situazione tecnica strutturale. Il rischio di un'accelerazione al ribasso é concreto.
A livello di investimenti chi ha preso posizioni rialziste nell'ottica di un rialzo a medio termine deve attendere l'inizio di settimana prossima prima di eventualmente decidere di abbandonare la partita. Il minimo ciclico del 6 di giugno potrebbe subire un'estensione fino al 10 giugno e quindi ci potrebbero essere ancora alcune sedute difficili (volatilità e nuovi minimi marginali) prima che una ripresa si concretizzi. Chi non ha posizioni invece é meglio che attenda che il mercato ci mostri chiaramente le sue intenzioni. Chi invece é posizionato in maniera da seguire il bear market dei prossimi due anni può stare a guardare.
È molto importante come i mercati finanziari riaprono lunedì. Guardate sopratutto il cambio EUR/USD e leggete l'aggiornamento che pubblicheremo lunedì mattina prima dell'apertura delle borse.
Commento del 4 giugno
Ieri le borse si sono rafforzate e tutti gli indici azionari sono saliti in territorio positivo. Non hanno però convinto. Probabilmente questa combinazione ci accompagnerà per le prossime settimane. Il tono di fondo (e stiamo parlando di tecnica e non di fondamentali) é rialzista con investitori che da una posizione estremamente pessimista stanno lentamente tornando sul mercato. I traders invece riducono al massimo i rischi ed entrano ed escono velocemente dal mercato creando volatilità ed un trend molto incerto. La rotazione tra temi e settori é costante e repentina.
Gli indicatori tecnici sono dibattuti tra i massimi di aprile ed i minimi di maggio con il risultato che ogniuno trova argomenti per uno scenario rialzista o ribassista. Al momento stanno generalmente risalendo da livelli depressi tornando in territorio neutrale e fornendo sporadici segnali d'acquisto. Siamo in una fase di rialzo all'interno di un bear market. Questo é importante ricordarselo per dosare i rischi e riposizionare i portafogli. Per fine anno le borse saranno più in basso di adesso ma nelle prossime settimane rischiano di salire lentamente subendo di tanto in tanto improvvisi e sostanziali ritracciamenti. Si può giocare questo effimero movimento al rialzo o utilizzarlo per prepararsi convenientemente alla continuazione del bear market. Ogniuno può e deve fare le sue scelte.
Ieri i mercati azionari europei sono partiti molto bene grazie agli stimoli provenienti da New York. Sono però subito mancati i compratori e gli indici si sono bloccati in un movimento laterale fino nel primo pomeriggio. Poi hanno perso parte dei guadagni visto che a Wall Street non succedeva niente di importante. A fine giornata le plusvalenze hanno superato l'1% ma la chiusura sui minimi giornalieri non ha convinto. L'effetto "debolezza Euro" continua. Il DAX sovraperforma ancora le borse del Club Med e non aiuta l'Eurostoxx50 che resta fragile.
Meglio ha fatto nuovamente l'America. Ha iniziato molto bene con l'S&P500 a 1105 punti. È poi scivolata verso il basso e tutti abbiamo avuto l'impressione che ancora una volta le resistenze (1104-1110 punti di S&P500) stavano risbattendo il mercato verso il basso. A metà seduta il mercato si é però stabilizzato (S&P500 a 1091 punti) e lentamente sono tornati i compratori. Alla fine l'S&P500 ha guadagnato il +0.41%. Gli indici restano in una posizione forte per continuare il rialzo. A livello settoriale continua la sovraperformance della tecnicogia (molto bene i semiconduttori) e del gas naturale (+2.93%).
L'impressione generale é che l'America crede nella moderata crescita economica mentre l'Europa é ancora preoccupata dai problemi dei deficit statali.
Ci preoccupa sempre l'Euro che non riesce a staccarsi dal supporto a 1.2150 (cambio EUR/USD). Ieri mattina é salito brevemente a 1.23 ma oggi lo ritroviamo a 1.2170. Questo restare sui minimi aumenta la probabilità di attacchi speculativi e di una nuova rottura al ribasso in direzione del minimo annuale a 1.2110. Non pensiamo che il ribasso dell'Euro debba continuare ma é ovvio che questa situazione pesa sulla borse europee ed in particolare su quelle del Club Med (compresa Italia).
Stamattina i mercati asiatici perdono alcuni punti ed il Nikkei scende del -0.3%. Il future sull'S&P500 é invariato. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con minime plusvalenze. Fino nel primo pomeriggio non dovrebbe succedere molto. Poi alle 14.30 i dati sul mercato del lavoro USA daranno il tono alla giornata.
Strano é il comportamento dell'oro che scende a 1203 USD/oncia. A metà maggio vi avevamo detto che i 1250 USD erano il punto d'arrivo del rialzo a medio termine e che sarebbe seguita una correzione. L'impressione é che questa correzione deve continuare e l'oro deve consolidare alcuni mesi prima di continuare il bull market. Probabilmente il rialzo a medio termine delle borse distoglie l'attenzione degli investitori dal metallo giallo. Il rialzo dell'oro riprenderà quando ricomincerà il ribasso delle borse. Se il nostro scenario generale é corretto dovremo aspettare alcuni mesi.
Commento del 3 giugno
Rispondiamo subito alla domanda principale che vi state ponendo. Si, molto probabilmente l'attesa fase di rialzo a medio termine é iniziata.
Ieri in Europa abbiamo avuto la ripetizione in forma ridotta della seduta di martedì. Gli indici azionari sono caduti il mattino (Eurostoxx50 fino a 2551 punti) senza però raggiungere i minimi del giorno precedente. E poi hanno di nuovo recuperato nel pomeriggio per una chiusura senza sostanziali variazioni. Come detto più volte queste immersioni servono a togliere dal mercato gli ultimi indecisi e costituire una solida base per il successivo rialzo. Non siamo in grado di dire quanto dura questo procedimento ma va utilizzato per accumulare posizioni. In genere poi la rottura al rialzo avviene in maniera improvvisa ed inaspettata.
Ieri sera la borsa americana é risalita dopo due sedute con consistenti perdite. Noi eravamo contenti di vedere finalmente il mercato muoversi nella direzione attesa ma non ci aspettavamo un risultato finale così solido e convincente. L'S&P500 ha chiuso a 1098.38 punti (+2.58%) e per tutta la serata i compratori hanno controllato la situazione. L'advance/decline ha raggiunto un' impressionante 5048 su 894. Il settore dell'energia (petrolio, servizi, gas) ha condotto il rialzo ma praticamente tutto il listino ha partecipato. Un'osservatore attento ed un lettore regolare dei nostri commenti nota però che l'S&P500 si é fermato sotto i 1100 punti senza attaccare la decisiva resistenza a 1104-1110 punti. Di conseguenza non abbiamo ancora l'atteso segnale d'acquisto.
L'osservazione é corretta se non si analizza la situazione stamattina. Il future sull'S&P500 é salito di altri 7 punti a 1104 punti, il Nikkei sta guadagnando circa il 3%, il cambio EUR/USD é salito a 1.2305 e l'apertura dei mercati europei é prevista in netto rialzo. Le indicazioni sull'Eurostoxx50 si fissano a 2660 punti con una plusvalenza iniziale del +2.3%.
Difficile dire se questo balzo sarà sostenibile e duraturo. Non sappiamo quindi ora se bisogna rincorrere gli indici verso l'alto o se ci saranno ulteriori possibilità d'acquisto. Da settimane vi stavamo preparando a questo movimento di rialzo a medio termine e speriamo che vi siate potuti preparare convenientemente.
Commento del 2 giugno
Ieri é stata una giornata sorprendente sotto numerosi punti di vista. La mattina i mercati azionari europei ci hanno sorpreso crollando di quasi il 2.7% a seguito di un nuovo minimo del cambio EUR/USD (1.2110). Dopo un paio d'ore però la tempesta era passata ed i maggiori indici avevano recuperato tutte le perdite. L'Eurostoxx50 ha chiuso con una leggera minusvalenza del -0.15% a 2606 punti con un minimo giornaliero a 2539. Ci resta un'amaro in bocca poiché indici strutturalmente forti non dovrebbero crollare in questa maniera senza ragione apparente che un diffuso nervosismo.
Lo stesso é successo in America. Fino ad un'ora dalla chiusura gli indici avevano avuto un'andamento altalenante e si trovavano più o meno in pari. Nell'ultima ora di contrattazioni é arrivata un'ondata di vendite che ha fatto cadere l'S&P500 a 1070.71 punti con una netta perdita del -1.72%. Questa chiusura sul minimo della giornata e con moderati volumi di titoli trattati ci piace poco anche se nessun importante supporto é stato rotto. Dopo la seduta negativa di venerdì avremmo però preferito un risultato positivo per sostenere il nostro scenario rialzista a medio termine. Qui invece la probabilità che la formazione di una base diventi una faccenda lunga e complicata aumentano.
La debolezza in America si é concentrata nel settore petrolifero e dei servizi. La catastrofe del golfo del Messico non colpisce solo BP (-17% a Londra) ma tutto il settore. Il calo é stato é stato diffuso con 1117 advances contro 4928 declines. La volatilità ricomincia a salire (VIX a 36.66) segno del nervosismo degli investitori. La forte volatilità giornaliera e questi repentini cambiamenti di direzione con ondate di vendite ed acquisti testimoniano l'incertezza degli investitori e sono segno normalmente della formazione di una base. Pensiamo che purtroppo tutta la settimana potrebbe avere questo andamento e non escludiamo al limite un test dei minimi di maggio. Per ora la pressione di vendita sembra limitata (ieri sera a New York il rapporto nuovi massimi e minini NH/NL a 30 giorni é stato 220 a 528) ma il peggioramento del quadro a medio termine (NH/NL settimanali a 6 mesi a 115 su 229) ci preoccupa.
Stamattina sembra tornare una certa calma anche se i mercati europei all'inizio subiranno la pessima chiusura di New York. Il cambio EUR/USD si é stabilizzato a 1.220 dopo il minimo ieri a 1.2110. L'oro é stabile a 1124 USD/oncia ed il calo del prezzo del petrolio si é fermato a 72.40 USD al barile. I mercati asiatici sono deboli ed il Nikkei ha chiuso con una perdita di circa l'1%. Il future sull'S&P500 sale di 3 punti a 1073. Le borse europee apriranno in ribasso di ca. l'1.5% (Eurostoxx50 a 2570). Non sappiamo come potrebbe svolgersi la seduta odierna - logico sarebbe un test dei minimi di ieri (Eurostoxx50 a 2539) rispettivamente un test del supporto a 1050-1065 punti sull'S&P500. Al momento però non vediamo ragioni particolari per un risultato fortemente negativo a fine giornata.
Commento del 1. giugno
Ieri Londra e New York sono rimaste chiuse. Senza le due più importanti piazze finanziarie anglosassoni le borse europee non hanno osato muoversi ed i volumi di titoli trattati sono stati insignificanti. Anche le performances a fine giornata sono state minime e casuali. I movimenti sono stati bloccati in uno stretto range tra un +0.35% (FTSE MIB) ed un -0.15% (Eurostoxx50). Da un punto di vista tecnico non abbiamo nulla da segnalare. La settimana e le cose serie iniziano oggi.
Stamattina il quadro é negativo. Preoccupazioni riguardanti la crescita economica in Cina hanno messo pressione sui mercati asiatici. Il Nikkei scende dello -0.7% (alle 07.30) ed il future sull'S&P500 cala a 1085 punti cancellando i guadagni di ieri. il cambio EUR/USD é invece stabile a 1.2280, livello già raggiunto ieri in serata.
L'apertura in Europa sarà negativa. È ancora molto presto per fare una stima poiché i futures sono ancora chiusi ma ci aspettiamo minusvalenze intorno al -0.5%.Dovremmo però aspettare fino nel primo pomeriggio per capire in quale direzione intendono muoversi questa settimana i mercati finanziari.
Aggiornamento del 31 maggio
Stamattina i mercati asiatici si rafforzano ed il Nikkei sale di ca. il +0.3%. Anche sul fronte delle divise torna la calma. Il cambio EUR/USD risale a 1.2330. Il future sull'S&P500 guadagna 6 punti. Si prospetta di conseguenza un'apertura in Europa in positivo (DAX) o invariata (Eurostoxx50). Con Londra e l'America chiusa per il Memorial Day oggi succederà poco e ritroveremo stasera le borse praticamente invariate.
Commento del 29 - 30 maggio
Una settimana fà avevamo scritto che il minimo raggiunto dall'S&P500 a 1055 punti il venerdì 21 maggio era definitivo. Nell'analisi di dettaglio avevamo per fortuna aggiunto questa possibilità: "Un'ulteriore test del minimo del 21 di maggio é possibile ma dovrebbe
essere un tentativo debole e senza conseguenze."
Martedì 25 maggio l'S&P500 ha toccato intraday un nuovo minimo marginale a 1040 punti terminando poi la seduta in positivo. Anche questa volta abbiamo parlato di bottom (minimo) e dell'inizio dell'attesa fase di rialzo a medio termine. Il prosequio della settimana sembra darci ragione. Con un tocco di ironia possiamo dire che a furia di prevedere un minimo presto o tardi avremo ragione. L'S&P500 ha terminato la settimana a 1089 punti. Nel commento odierno cerchiamo di stabilire se questo giovane e precario rialzo ha le premesse e le probabilità per continuare.
La scorsa settimana si é conclusa con performances positive. Ancora una volta l'Europa ha fatto meglio dell'America. L'Eurostoxx50 ha guadagnato il +1.55% a 2614 punti, il DAX +2.01% a 5946 punti e l'SMI +1.86% a 6321 punti. Solo il FTSE MIB ha perso terreno (-0.30%) a 19475 punti a causa dello stacco dei dividendi. In America le plusvalenze sono state minori sotto l'influsso della negativa seduta di venerdì. L'S&P500 ha guadagnato il +0.16% a 1089 punti mentre il Nasdaq100 é salito del +1.62% a 1852 punti.
La settimana é stata contraddistinta dal minimo e reversal di martedì 25, i breakaway gaps di mercoledì, il forte rialzo di giovedì ed il consolidamento di venerdì. Il minimo di martedì ha una forte probabilità, insieme a quello del venerdì precedente, di costituire una solida base per un rialzo a medio termine. I valori di ipervenduto a medio termine toccati martedì, il forte panico mostrato dagli indicatori di sentiment così come le costellazioni da esaurimento notate su numerosi mercati (borse azionarie, materie prime e tassi d'interesse) ci inducono a credere che questo bottom é solido e significativo. Per il momento invece la risalita é di dubbia qualità. Non sappiamo ancora se il movimento verso l'alto iniziato mercoledì é solo un rimbalzo tecnico di al massimo tre giorni o se é l'inizio dell'atteso rialzo a medio termine. Due elementi ci piacciono poco.
I volumi nel rialzo sono stati scarsi. La mancanza di volumi puntano verso lo scenario del rimbalzo. Ricordiamoci però che il prezzo é più importante dei volumi, che tutto il rialzo da marzo 2009 ad aprile 2010 é stato effettuato con volumi modesti e che il lungo fine settimana del Memorial Day (lunedì 31 maggio) potrebbe aver tenuto lontani parecchi investitori.
Ci preoccupa molto invece il cambio EUR/USD che venerdì sera é ridisceso a 1.2270. Il calo delle borse di maggio ha due ragioni ufficiali. La crisi dell'Euro scaturita dal caso Grecia ed il calo dei prezzi delle materie prime come conseguenza di dubbi sulla tenuta della ripresa in Cina. Il secondo tema sembra momentaneamente accantonato - i prezzi delle materie prime con il petrolio in testa si stanno riprendendo. L'Euro invece resta sotto pressione mostrando che gli investitori continuano ad essere preoccupati della situazione debitoria del Club Med (Grecia, Spagna, Portogallo, Italia). Il cambio EUR/USD ha toccato in settimana un minimo a 1.2145 ma non riesce a risalire. Una rottura di questo fragile supporto sugli 1.2150 provocherebbe una frana fino a 1.16-1.18 con ovvie conseguenze negative per le borse, specialmente in Europa. La nostra previsione di un rialzo a medio termine degli indici azionari é legata ad un rialzo dell'Euro in direzione 1.30-1.35 contro USD. Tecnicamente questo é possibile ma l'esito di questo tentativo di rialzo é incerto. Spesso usiamo l'USD Index (86.71) per fare delle previsioni. Questo indice ha toccato gli 87.46 il 18 maggio in una situazione di ipercomperato. Da allora sembra formare un massimo e distribuire ma la decisiva rottura al ribasso (dollaro debole) manca. L'indice dovrebbe ridiscendere sotto gli 85 punti per fornire l'impulso decisivo.
Venerdì l'S&P500 ha perso il -1.24% chiudendo nuovamente sotto i 1100 ed i 1090 punti a 1089.41 punti. Non sappiamo come catalogare questa seduta. Dovrebbe essere stata una giornata di consolidamento anche se la perdita in termine di punti é stata pesante. Con il lungo fine settimana davanti il calo era attendibile e non vogliamo dargli troppo peso. L'analisi strutturale non ci fornisce elementi d'analisi. L'inizio di settimana prossima é decisivo.
Se l'Euro si rafforza e l'S&P500 riesce a passare sopra i 1110 punti un rialzo a medio termine con obiettivo minimo a 1150 punti (con eventualmente un'attacco verso i 122o punti) per l'S&P500 é molto probabile. In caso contrario é possibile che il movimento verso l'alto di settimana scorsa é stato solo un rimbalzo tecnico e quindi gli indici azionari ridiscenderanno a testare i minimi annuali. La formazione di una base diventerebbe quindi più lunga e complessa.
A questo riguardo abbiamo un dubbio. I cicli ci mostrano un possibile minimo per il 6 di giugno. Se leggete i commenti di S&P500 e Nasdaq100 notate che definiamo i minimi di settimana scorsa come troppo ovvi e di conseguenza dubbi. Esiste quindi il rischio di un nuovo attacco dei ribassisti che sfocia in un nuovo minimo marginale per la fine di settimana prossima. Questa sviluppo ci sembra improbabile ma é quello che risulta dall'analisi ciclica - ed i grafici lasciano aperta questa possibilità.
La probabilità di una continuazione del ribasso é scarsa. Nel ribasso di maggio il mercato ha subito parecchi danni strutturali e notiamo un notevole peggioramente dei rapporti nuovi massimi e minimi. Non pensiamo però che questo sia sufficiente a provocare una continuazione immediata del bear market. Sapete che noi siamo negativi per quel che riguarda il lungo termine (rileggete a questo riguardo i commenti del 28 e del 10-11 aprile). Adesso però ci aspettiamo un periodo di distribuzione di alcuni mesi e nell'immediato un rialzo a medio termine della durata di alcune settimane. Fino a prova contraria manteniamo la nostra road map.
A livello di investimenti siamo cautamente long sul medio termine. Cautamente significa che abbiamo posizioni al 50% e non abbiamo ancora dichiarato il trend rialzista a medio termine come valido ed attivo. Speriamo nel corso di settimana prossima di avere conferme a livello strutturale o dall'Euro in maniera da completare le nostre posizioni long. In caso contrario non escludiamo di chiudere tutte le posizioni e di vendere gli ETF long al meglio. Se non si é convinti di un trend é meglio non mettere capitali a rischio. Un buon investitori é quello che riesce a minimizzare le perdite e lasciar correre i guadagni.
Commento del 28 maggio
La combinazione di exhaustion gap al ribasso e breakaway gap al rialzo é stata una costellazione grafica fortissima che ha scatenato il rally di ieri. Rialzo sorprendente poiché nato sul pessimismo di molti che la mattina parlavano ancora di catastrofi imminenti e fallimenti bancari. Su quasi tutte le piazze borsistiche abbiamo vissuto una giornata euforica con performance tra il 3.1% (DAX) ed il 4.54% (FTSE MIB). Non sappiamo ancora però se questo balzo é l'inizio di un rialzo a medio termine, come inizialmente previsto, o solo un'intenso rally in controtendenza. Per saperlo abbiamo bisogno di tempo e vedere dove si fissa la chiusura settimanale. Un rally in controtendenza può durare fino a tre giorni e quindi oggi é possibile che ci sia ancora una seduta positiva.
Nel movimento di ieri vediamo due problemi. La mancanza di una forte espansione dei volumi di titoli trattati (specialmente in America) e il mancato rafforzamento dell'Euro. Stamattina il cambio EUR/USD é a 1.2330 dopo che ieri é salito "solo" fino a 1.2370.
La seduta di ieri a Wall Street é stata interessante ma non decisiva ai fini del nostro scenario rialzista. L'S&P500 si é rafforzato durante tutta la seduta ed i compratori hanno permanentemente avuto il controllo della situazione. Siamo delusi dei volumi, che sono saliti solo moderatamente, mentre siamo soddisfatti del rapporto advances/declines salito ad un raro 5563 su 539. A corto termine esiste ancora spazio verso l'alto poiché gli indicatori danno ancora una situazione di eccesso di vendite. È interessante notare che indicatori abbastanza sensibili come il MACD sono ancora su sell e risalgono solo ora da livelli depressi. Nuovi massimi e minimi sono in equilibrio a 199 su 198.
Per le prossime sedute ci sono due importanti aspetti da considerare. L'S&P500, chiudendo a 1103 punti, é entrato in un settore molto delicato. Ha superato marginalmente la fascia di resistenza a 1090-1100 punti ed é a ridosso dei 1110 punti, livello di ritracciamento classico per un rimbalzo tecnico. Lunedì Wall Street é chiusa in occasione del Memorial Day. Prima di un fine settimana lungo i traders riducono i rischi e chiudono posizioni. Di conseguenza oggi l'S&P500 non salirà sopra i 1110 punti e potrebbe perdere un paio di punti, vittima di prese di beneficio.
Riassumendo non sappiamo ancora se il movimento attuale é un rally in controtendenza, che finirà entro martedì prossimo, o l'inizio di una fase di rialzo a medio termine. Oggi possiamo avere ancora una seduta positiva ma le plusvalenza in America dovrebbe essere inferiore all'1%. Di conseguenza chi ha posizioni speculative al rialzo dovrebbe stamattina giocare sul sicuro e realizzare i guadagni. Avrà poi tempo fino a martedì mattina per prendere ulteriori decisioni.
Stamattina i mercati asiatici sono positivi ma non euforici. Il Nikkei sale poco più dell'1%. Il future sull'S&P500 perde 2 punti. I mercati azionari europei inizieranno le contrattazioni al rialzo del ca. +0.4%. Visto l'Euro poco tonico non pensiamo che oggi esista ulteriore potenziale verso l'alto.
Commento del 27 maggio
Raramente la formazione di un top o un bottom é una faccenda semplice. La nostra previsione attuale é che le borse dovrebbero iniziare una fase positiva a medio termine all'interno di un bear market. La tendenza di lungo periodo é ribasssita ma per le prossime settimane ci attendiamo un rialzo. Il quadro tecnico però é di difficile interpretazione e gli indicatori che mostrano una continuazione del ribasso si sovrappongono a quelli che indicano una forza emergente e la probabilità di una risalita degli indici. Psicologicamente é un combattimento difficile poiché al momento siamo bombardati da notizie negative (se non catastrofiche) e non troviamo ragioni fondamentali per un rimbalzo. Anche per l'analista tecnico l'immagine non é chiara e bisogna ricordarsi che il nostro lavoro é un soppesare di possibilità e probabilità.
Sappiamo per esempio che il cambio EUR/USD é un'elemento decisivo. Un nuovo minimo sotto gli 1.2150 avrebbe conseguenze molto negative. Ieri sera con il cambio a 1.2190 cominciavamo a fare piani di ritirata dalle nostre posizioni long. Stamattina però abbiamo ritrovato un'incoraggiante 1.2270 e abbiamo subito saputo che il nostro scenario rialzista era ancora valido. E bastata poi una scorsa sugli schermi per ottenere una conferma. Il future sull'S&P500 é in rialzo di 12 punti (+1.0%) ed oggi sarà un'ulteriore giornata di consolidamento con un tono positivo.
Tornando al commento introduttivo un minimo solido ha bisogno di alcuni giorni per formarsi e durante queste sedute c'é parecchia volatilità che testimonia in combattimento in atto tra ribassisti che non mollano e rialzisti che riappaiono dopo una lunga pausa. È stato il caso anche ieri.
Ieri mattina gli indici azionari europei sono partiti immediatamente al rialzo e fino alle 16.00 i compratori hanno dominato la scena accumulando plusvalenze superiori al 2%. Poi l'America si é indebolita e l'Europa ha seguito chiudendo la seduta sui minimi della giornata e lasciando perplessi e amareggiati i rialzisti come noi. L'S&P500 ha terminato la seduta in ribasso del -0.57% con un tuffo sul finale. La chiusura sul minimo é negativa e deludente. Il dettaglio però mostra un'altra realtà. L'advances/declines era positiva (3439 contro 2581) ed importanti indici settoriali come il Transportation (+1.14%) ed il Russell2000 (+0.41%) si sono rafforzati. La volatilità VIX si é attestata a 35.02, lontana dai 40 punti dei giorni scorsi. Tutto sommato una seduta negativa specialmente per la tecnologia (-1.06%) ma poca pressione di vendita (nuovi minimi a 30 giorni a 399).
Come detto stamattina alle 07.30 la situazione si sta sviluppando positivamente. Il Nikkei sale dell'1% come la maggior parte dei mercati asiatici. Il future sull'S&P500 é a 1073 punti e, pur non avendo nessun punto di riferimento per l'Europa, riteniamo che l'apertura sarà in leggero rialzo.
I mercati sono in bilico tra rialzo e ribasso e consigliamo prudenza. Non bisogna prendere rischi eccessivi e limitarsi ad aprire posizioni long parziali con la prospettiva di aumentarle quando avremo maggiore sicurezza che il cambiamento di tendenza da ribasso a rialzo si é concretizzato.
Teniamo d'occhio l'Euro e le obbligazioni di Stato tedesche e americane. Le prime sono sui massimi e dovrebbero adesso indebolirsi. Le seconde scendono già da alcuni giorni e sostengono il nostro scenario positivo per le Borse. Anche petrolio e oro (1217 USD/oncia) sono in recupero.
Commento del 26 maggio
Ieri le borse europee sono cadute, messe sotto pressione da numerose notizie negative (banche spagnole, piani di risparmio di numerosi stati europei compresa l'Italia, conflitto coreano, ecc). Sono cadute ma non sono crollate. Come annotato ieri sera é stata una seduta strana con un'apertura molto debole ma nessuna accelerazione al ribasso o continuazione. Le borse sono rimaste in un volatile movimento laterale senza tendenza ed hanno chiuso sui massimi della giornata con moderati volumi di titoli trattati. È evidente che i nuovi minimi annuali su molti indici sono un segnale negativo ma abbiamo trovato anche aspetti positivi. Il gap d'apertura ha tutte le caratteristiche di un exhaustion gap, accelerazione tipica in una fase di esaurimento e prima di un cambiamento di tendenza. Inoltre nei commenti e negli indicatori di sentiment abbiamo visto molto nervosismo se non panico. Quando tutti gridano alla catastrofe imminente - o succede effettivamente qualcosa di molto grave o esistono buone premessse (come ora) per un bottom. Infine gli indici azionari sono ipervenduti, fatto che dovrebbe scatenare almeno a corto termine una reazione verso l'alto.
La sorpresa (per molti ma non per noi) é arrivata dagli Stati Uniti. La seduta é iniziata malissimo con l'S&P500 che é sceso ad un nuovo minimo annuale a 1040 punti con una minusvalenza del 3%. Il mercato però si é subito stabilizzato ed é iniziato un lento recupero che si é trasformato sul finale in una cavalcata. L'indice ha recuperato tutta la perdita chiudendo praticamente invariato a 1074 punti (+0.04%). Strutturalmente la seduta non é stata positiva con 2107 advances contro 3901 declines e 2843 nuovi minimi a 30 giorni. Il reversal é stato però deciso ed impressionante e si rispecchia sulla volatilità VIX, scesa a 34.61 (massimo a 43.74) e sul CBOE Equity put/call ratio calato ad un normale 0.69. Dopo venerdì abbiamo avuto una seconda netta reazione giornaliera che ci mostra che sui 1050 punti ci sono compratori ed una forte base. Non sappiamo ancora se da questa base si può sviluppare l'atteso e previsto rialzo a medio termine. Per questo abbiamo bisogno ancora di conferme ma ora le premesse sono buone.
Gli altri mercati finanziari non ci dicono molto. Le caduta dei prezzi delle materie prime é stata stoppata ma non sappiamo se questa fermata é definitiva e se inizia un movimento verso l'alto.
Il cambio EUR/USD stamattina é di nuovo a 1.2290 - non é più sceso ma non recupera. Il prezzo dell'oro é invece tornato sopra i 1200 USD/oncia (1205).
Riassumendo esistono ora tutte le premesse per una fase positiva delle borse che potrebbe essere un breve rimbalzo fino all'atteso sostanziale rialzo a medio termine. Lo scenario positivo presentato durante il fine settimana é ancora valido. Dobbiamo ora vedere se le borse riescono nei prossimi giorni a rafforzarsi ed in caso affermativo quanto migliorano da un puntio di vista strutturale. Siamo ottimisti ma non ci lasciamo trascinare dall'euforia per il piccolo e limitato successo di ieri sera.
Stamattina anche le borse asiatiche reagiscono positivamente. Il Nikkei guadagna lo 0.8% ed i futures americani salgono ancora di alcuni punti. L'apertura in Europa sarà positiva con plusvalenze tra l'1.5% ed il 2%. La giornata odierna dovrebbe cancellare le perdite di ieri.
Commento del 25 maggio
Ieri abbiamo avuto una tipica seduta di consolidamento fino a mezz'ora dalla chiusura di Wall Street e quindi fin verso le 21.30. I mercati azionari europei si sono mossi senza una direzione precisa e svogliati con bassi volumi di titoli trattati. La minusvalenza alla chiusura é risultata contenuta con la nota eccezione del FTSE MIB.
In America lo scenario si é ripetuto ma un'improvviso e violento sell off (ondata di vendite) nell'ultima fase delle contrattazioni ha spinto gli indici decisamente in territorio negativo. L'S&P500 ha chiuso a 1073.65 punti (-1.29) con debolezza concentrata nei servizi petroliferi e nel settore finanziario.
Di tutto questo non vediamo molto nei dati strutturali. L'advances/declines é negativa (2116 a 3876) ma contenuta vista la perdita dell'indice. I nuovi massimi e minimi a 30 giorni sono pochi (119/703), la volatilità VIX era in calo (38.32 / -1.78 punti) così come il CBOE Equity put/call ratio (0.64). La tecnologia si é comportata relativamente bene con il Nasdaq100 che scende solo del -0.41%. Il quadro generale é quello di una normale seduta di consolidamento con volumi di titoli trattati in calo.
Ci preoccupa invece quello che vediamo stamattina. La crisi tra le due Coree mette sotto pressione le borse asiatiche ed il Nikkei attualmente (07:30) perde il 3%. Il future sull'S&P500 scende a 1052 punti (-14 punti) e testa quindi i minimi di venerdì scorso. Il cambio EUR/USD torna a 1.2305 a mentre l'oro risale a 1092 USD/oncia. Nel commento del fine settimana avevamo detto che un test del minimo di venerdì scorso, nell'ambito della formazione di una base e consolidamento prima del definitivo inizio del rialzo, era possibile ma l'accelerazione al ribasso che si profila stamattina é decisamente negativa. Gli indici stanno scendendo troppo, troppo velocemente e troppo presto.
Non possiamo ora che osservare gli avvenimenti della giornata prima di eventualmente dover rivedere le nostre previsioni. Le borse europee inizieranno le contrattazioni in netto calo (-3.0% / Eurostoxx50 sui 2475 punti) e se non si stabilizzano nelle prime ore di contrattazzioni rischiano un'accelerazione al ribasso che potrebbe assumere vaste proporzioni. Questo forte calo non rientra nel nostro scenario tecnico ma l'evidenza dei fatti ci impone una certa prudenza.
Aggiornamento del 24 maggio
Stamattina i mercati asiatici si sono rafforzati con l'eccezione del Nikkei che scende del -0.27%. I futures americani sono indifferenti e non si muovono. L'apertura in Europa sarà positiva con plusvalenze iniziali intorno al +0.5%. Visto il calo dell'Euro (EUR/USD a 1.2510) non ci aspettiamo balzi spettacolari ma una seduta volatile ed una chiusura di poco positiva. I mercati hanno ancora bisogno di assorbire il minimo di venerdì e senza particolari stimoli consolideranno alcuni giorni.
Commento del 22 - 23 maggio
Venerdì le borse dovrebbero aver raggiunto l'atteso minimo di medio periodo. Nelle ultime due settimane le nostre previsioni sono state imprecise a causa di due eventi che hanno confuso i nostri indicatori tecnici e rivoluzionato la nostra road map. Il crash del 6 di maggio ci ha obbligato a spostare il possibile obiettivo di questa prima gamba di ribasso dagli originali 1100 punti ai 1065-1050 punti di S&P500. Il minimo venerdì é stato a 1055.90. A livello temporale pensavamo che un minimo potesse essere raggiunto il 14 di maggio. Come alternativa avevamo preso in considerazione il 21 di maggio, giorno di scadenza delle opzioni. Il pacchetto di salvataggio dell'Euro da 750 miliardi deciso nella notte del 9 maggio aveva scatenato una fortissima reazione verso l'alto con la conseguenza che avevamo considerato erroneamente il 6-7 di maggio come minimo di medio periodo. Adesso possiamo rimettere ordine nei dati. Il minimo é stato raggiunto venerdì 21 a 1055.90 punti di S&P500. Manca ancora una conferma e non abbiamo ancora segnali d'acquisto forniti dagli indicatori. Questa previsione ha però un'alta probabilità di essere corretta. Ora segue una fase di rialzo a medio termine.
Settimana scorsa le borse hanno ancora perso terreno ma finalmente l'Europa sembra uscire dal periodo nero grazie al recupero della moneta europea. Il FTSE MIB italiano é stato l'indice con la migliore performance settimanale (-1.24% a 19535 punti), seguito da Eurostoxx50 (-2.27% a 2574 punti), SMI (-3.45% a 6206 punti) e DAX (-3.76% a 5829 punti). Le perdite sono state più forti in America con l'S&P500 che ha perso il -4.23% a 1087 punti ed il Nasdaq100 con un -4.42% a 1822 punti. La debolezza dell'euro é stata un tema fino a metà settimana ma poi vedete che il ritorno dal cambio EUR/USD sopra gli 1.2450 (chiusura venerdì a 1.2570) ha permesso un buon recupero dell'Eurostoxx50 e delle borse dei paesi del Club Med. Giovedì e venerdì é stata la debolezza della Borsa cinese e la relativa caduta dei prezzi delle materie prime a causare l'ultima accelerazione al ribasso delle borse.
La seduta di venerdì é importante poiché dovrebbe aver segnato l'atteso minimo. Le borse europee si sono indebolite durante la mattinata e poi hanno atteso l'apertura a New York, memori di quanto successo la settimana precedente. Wall Street ha iniziato malissimo scendendo subito sui minimi della giornata. Ma poi é arrivato l'atteso reversal con alti volumi di titoli trattati. Gli indici hanno reagito su ovvi supporti e da una situazione di forte ipervenduto ed investitori in panico. L'S&P500 é risalito di 34 punti per chiudere a 1087.69 punti (+1.50%) vicino al massimo giornaliero (1090 punti).
I dati strutturali e di sentiment sono ancora negativi con 2906 nuovi minimi a 30 giorni, volatilità VIX a 40.10, e 18.13% dei titoli sopra la media mobile a 50 giorni. L'advances/declines a 4454 su 1586 mostra però che la reazione sul minimo é stata violenta e positiva. Molto bene hanno fatto materials (+2.46) grazie ad un recupero dei prezzi delle materie prime e banche (+3.98%) che non sembrano risentire più di quel tanto della riforma finanziaria USA.
Dagli altri mercati finanziari vediamo numerosi estremi e reversal che sembrano confermare il minimo sulle borse. IL cambio EUR/USD é risalito come detto a 1.2570 dopo un minimo mercoledì a 1.2145. Le materie prime (energia e metalli) hanno avuto una serie di vendite da panico ma dovrebbero aver visto un minimo (il petrolio é crollato in 7 sedute da 83 a 70 USD per fermarsi finalmente venerdì a 72 USD al barile). I prezzi delle obbligazione di Stato tedesche ed americane hanno accelerato drammaticamente al rialzo e dovrebbero aver toccato venerdì un picco. Insomma, su molti fronti vediamo movimenti di esaurimento che sembrano sfociati in importanti massimi o minimi.
L'oro questa settimana si é indebolito a 1175 USD/oncia. Come atteso i 1250 USD sono stati un'importante massimo che terrà per mesi. Il bull market secolare sull'oro é ancora valido ma adesso fà una pausa di consolidamento.
A partire da settimana prossima dovrebbe quindi iniziare un rialzo della durata di alcune settimane. Dobbiamo prima osservare ed analizzare alcuni giorni di contrattazioni prima di poter fissare obiettivi temporali ed in termine di punti. Un'ulteriore test del minimi del 21 di maggio é possibile ma dovrebbe essere un tentativo debole e senza conseguenze.
A livello di investimenti bisogna capire bene in che situazione si trovano le borse. Sono tornate in un bear market che ci accompagnerà per i prossimi due anni. Dal top del 26 di aprile abbiamo ora avuto la prima gamba di ribasso. Adesso segue un recupero ed una fase di rialzo a medio termine che ha il potenziale di far risalire certi indici a nuovi massimi annuali marginali. Chi vuole operare attivamente in un'ottica a medio termine (settimane fino a due mesi) deve comperare ed essere long. Tutti gli altri possono stare a guardare e prepararsi eventualmente a ridurre ulteriormente le posizioni azionarie.
Sconsigliamo di mantenere ora posizioni speculative short. I minimi di venerdì scorso 21 maggio dovrebbero essere validi per mesi.
Lunedì in Svizzera é giornata di festa (Pentecoste). La borsa svizzera ed i nostri uffici restano chiusi. Pubblicheremo normalmente i nostri commenti visto che le altre Borse europee e l'America sono aperte.
Lunedì in Italia avvengono numerosi stacchi di dividendo. In teoria questo dovrebbe avere come risultato un calo del FTSE MIB di circa 400 punti o il 2%. Non abbiamo esperienza di questo effetto che non appare, se non in maniera molto diluita, su altri indici. Non sappiamo quindi se effettivamente il FTSE MIB esordirà lunedì mattina sui 19150 punti e quali potrebbero essere gli effetti sugli ETF e CFD ma questa potrebbe essere un'occasione d'acquisto.
Commento del 21 maggio
La giornata di ieri é stata un disastro con perdite che sono oscillate in Europa intorno al -2% mentre in America gli indici sono scesi circa del -3.9%. Il panico comincia a serpeggiare e le voci incontrollate (fallimento di una grossa banca - scenario tipo Lehman) si susseguono. In queste occasioni bisogna mantenere al calma ed analizzare obiettivamente la situazione. L'analisi tecnica é uno strumento ideale.
Cominciamo quindi, per alzare il morale dei lettori, dagli aspetti positivi. Il cambio EUR/USD si comporta come da previsioni. Stamattina é a 1.2620 e quindi si conferma la nostra valutazione che la rottura sotto gli 1.2450 é stata falsa e ora il cambio deve rimbalzare verso gli 1.30. È questa una ventata di ossigeno per le borse europee. Non é più quindi la debolezza dell'Euro a spingere al ribasso le borse ma qualcosa d'altro. Abbiamo notato vendite di liquidazione in numerose materie prime. Ieri sera il prezzo del petrolio, sceso di 20 USD da inizio maggio, é ulteriormente crollato ed il future era sceso sotto i 65 USD - stamattina si é risollevato ed é a 70.46 USD (!). La caduta dei prezzi dell'energia potrebbe essersi esaurita ieri.
Tornando ai mercati azionari notiamo parecchio panico che normalmente segnala un minimo imminente. Ieri sera a New York la VIX é schizzata a 45.79 mentre il CBOE equity put/call ratio é salito a 0.96 (un valore sui 0.62 é l'equilibrio). Per gli specialisti ci sono però indicatori migliori come il Capitulative Breadth Indicator (calcolato sui volumi e sul rapporto advances/declines che ieri sera ha raggiunto un terribile 409 a 5724) e che é sceso a 4 punti. Un valore sotto i 10 punti ha sempre segnato la fine di un ribasso e scatenato un consistente rimbalzo. L'unico problema é che il ribasso pùò durare ancora alcuni giorni (da 1 a tre). Gli indici azionari sono in ipervenduto con la RSI sull'S&P500 scesa a 29.81 (valori sotto i 30 punti scatenano normalmente una reazione verso l'alto).
Torniamo alla giornata di ieri che é stata pessima. A New York l'S&P500 é caduto a 1071 punti (-3.90%) con un'accelerazione sul finale ed una chiusura sul minimo giornaliero. L'advances/declines ha superato l'1 a 10, ci sono solo 16% dei titoli sopra la media mobile a 50 giorni, ed abbiamo avuto 2721 nuovi minimi a 30 giorni. L'indice ha rotto il supporto a 1100 punti e si dirige verso il minimo del 6 di maggio. Interessante a questo riguardo é rileggere la previsione fatta nel fine settimana successivo: "Da un punto di vista puramente indicativo (ripetiamo che questa stima é un tentativo molto azzardato ma utile per avere un punto di riferimento) il minimo dovrebbe essere raggiunto intorno a venerdì 14 maggio sui 1065 punti di S&P500". Era poi arrivato il pacchetto di salvataggio dell'Euro da 750 Mia. di EUR e le borse avevano rimbalzato del 10% verso l'alto. Noi, impressionati da questa risalita e con gli indicatori tecnici scombinati, avevano corretto le nostre previsioni, ma si é trattato di un'errore.
Riassumendo siamo convinti che le borse siano vicine ad un minimo di medio periodo. Si può cominciare a comperare ora con il rischio di avere ancora un paio di sedute di panico. Oggi é giornata di scadenza di opzioni e molti movimenti potrebbero dipendere da questo.
Stamattina il Nikkei giapponese perde il 2.3% ed i futures americani risalgono del 0.4%. Le borse europee inizieranno in calo (-0.5%) ma sopra i minimi di ieri (Eurostoxx50 a 2536 contro il minimo di ieri a 2516). Non escludiamo che oggi possa esserci ancora un movimento di panico verso il basso. La giornata di venerdì favorisce queste svendite nell'incertezza. A medio termine sono però questi corsi per comperare e non per vendere!
Commento del 20 maggio
I tedeschi fissano nuove regole per le vendite a vuoto con lo scopo di combattere la speculazione e le borse precipitano. I politici tentano di ingannare l'opinione pubblica dando la responsabilità dei problemi attuali alla speculazione. Un'argomento populista e falso che sembra ritorcersi contro di loro.
Anche noi non utilizziamo il falso argomento dei divieti tedeschi per spiegare il calo delle borse di ieri. Gli indici azionari europei sono caduti per via della debolezza dell'Euro e premesse negative provenienti dagli Stati Uniti. Inoltre i dati congiunturali pubblicati negli ultimi giorni sono stati piuttosto negativi e la caduta dei prezzi delle materie prime, petrolio in testa, non sono incoraggianti. Non sorprende quindi il fatto che le borse siano alla ricerca dei minimi dell'anno. Vediamo però segni di una stabilizzazione.
Ieri le borse europee sono pesantemente cadute fin verso le 10.30 scendendo sotto i minimi di venerdì scorso e cancellando i guadagni del giorno precedente. La sera, malgrado una caduta dell'S&P500 fino al supporto a 1100 punti, non hanno più continuato la discesa ma si sono stabilizzate su bassi livelli. Il sostegno é arrivato dall'Euro che, dopo aver toccato un minimo a 1.2140, é risalito sopra gli 1.23.
A New York l'S&P500 é caduto fino ai fatidici 1100 punti che hanno retto. Da questa base l'indice é risalito fino alla chiusura a 1115 punti (-0.51%). Strutturalmente é stata una seduta negativa con 1399 advances contro 4655 declines. I nuovi minimi a 30 giorni sono saliti a 1130. La tecnologia ha generalmente sottoperformato malgrado il buon risultato dei semiconduttori (+0.57%). Pesa invece la debolezza del petrolio (energia -1.14%). Gli indici cominciano ad entrare in ipervenduto (RSI tra i 30 ed i 40 punti). In generale abbiamo l'impressione che le borse stiano raggiungendo un minimo a corto termine e dovrebbero rimbalzare verso l'alto. La reazione di ieri sera non é stata però sufficientemente forte per stabilire un solido minimo e strutturalmente non vediamo divergenze tali da sostenere un solido rimbalzo. Di conseguenza crediamo che l'S&P500 potrebbe ora risalire ma ha prima bisogno di costituire una base più solida. Probabilmente il supporto a 1100 punti deve essere nuovamente testato.
Ieri sera il cambio EUR/USD é brevemente risalito sopra gli 1.24 e speravamo stamattina di vederlo ancora più in alto. Invece lo ritroviamo a 1.2355 e questo riduce la nostra aspettativa di un sostanziale rimbalzo sulle borse europee. I prezzi delle materie prime sono generalmente in calo e l'oro é tornato sotto i 1195 USD/oncia. Gli ultimi dati sull'inflazione parlano di deflazione strisciante. Questo fatto unito alla forza del USD ed al raggiungimento dell'obiettivo a medio termine a 1250 USD hanno provocato la correzione.
Stamattina le borse asiatiche sono in negativo ed il Nikkei giapponese aumenta le perdite proprio sul finale di seduta e cade più dell'1.7%. Il future sull'S&P500 subisce il colpo e scende di 5 punti. Le borse europee sembrano indecise se onorare il recupero di ieri sera a Wall Street o lasciarsi impressionare dall'Asia. Inizieranno le contrattazioni con plusvalenze intorno al +0.4%. Se l'Euro regge prevediamo un tentativo di recupero ed una seduta in positivo. Il previsto test del supporto a 1110 sull'S&P500 ci impedisce però di prendere posizioni per il nostro portafoglio.
Commento del 19 maggio
Ieri sera il cambio EUR/USD é caduto ad un minimo a 1.2150 e questo ha condizionato tutta la giornata e mandato per il momento in frantumi le nostre previsioni per un recupero delle borse. Abbiamo l'impressione che il calo dell'Euro sia un movimento esaustivo e presto la moneta europea dovrebbe trovare un minimo e risalire. Pensavamo che questa reazione si sarebbe concretizzata con la rottura del supporto a 1.2450 che avevamo definita come "falsa". Sembra però che ci siamo sbagliati.
Ma facciamo un passo indietro. La seduta in Europa é stata positiva con plusvalenze tra l'1% ed il 2.4%. La buona chiusura di venerdì a Wall Street e un momentaneo recupero dell'Euro la mattina hanno aiutato le borse europee. La delusione é arrivata dall'America dove l'S&P500 é sceso a 1120 punti (-1.42%) senza mai veramente riuscire a reagire. È stata una seduta nervosa controllata dai venditori. Il settore bancario (BKX -3.72%) é stato particolarmente sotto pressione. Advances/declines di 1 a 10 sull'S&P500 ci mostrano una evidente pressione di vendita e la volatilità VIX, salita a 33.55 mostra un netto nervosismo e malessere degli investitori. Logico dopo il crash del 6 di maggio. Facciamo fatica a valutare le oscillazioni a corto termine delle borse poiché supporti e resistenze sono lontani e le forti oscillazioni delle ultime settimane hanno scombinato gli indicatori che mandano segnali contraddittori. Guardiamo quindi Euro e Bonds tedeschi, che sembrano sul punto di esaurire il trend, per avere chiari segnali riguardanti le borse. Lo sviluppo generale é però poco incoraggiante ed il crollo del prezzo del petrolio (-16 USD da inizio maggio) preoccupa nell'ottica di una tenuta dela ripresa economica. Anche il prezzo dell'oro é in caduta e dopo aver toccato i 1250 USD/oncia alcuni giorni fà (livello che avevamo definito un possibile massimo a medio termine) si ritrova stamattina a 1209 USD.
Stamattina le borse asiatiche sono in calo ma contengono le perdite. Il Nikkei scende attualmente del -0.5%. Il future sull'S&P500 perde ancora 4 punti ed il cambio EUR/USD boccheggia a 1.2210. Oggi le borse europee rischiano di perdere tutti i guadagni di ieri. Le minusvalenze all'apertura si fisseranno tra un -1% ed un -2%. Pensiamo che questa volatilità serva a formare una base e continuiamo a favorire un prossimo recupero delle borse. Teniamo d'occhio il cambio EUR/USD e l'S&P500 (forte supporto a 1100 punti) per cercare di indovinare l'inizio di un movimento verso l'alto.
Commento del 18 maggio
Ieri gli indici azionari hanno terminato la giornata con minime variazioni. Non é stata però una giornata tranquilla. Tutte le borse hanno iniziato la seduta in calo, anche forte, facendoci dubitare del nostro scenario positivo per la settimana. Ma alla fine, con nostra soddisfazione, tutti gli indici sono tornati sul verde - una minima ma significativa plusvalenza.
Molto combattuta é stato l'andamento a Wall Street. L'S&P500 é sceso di venti punti fino a 1115 punti prima di reagire e tornare alla fine a 1136 punti. Gli indicatori tecnici sono confusi e non forniscono delle chiare indicazioni. Dopo le forti oscillazioni delle ultime due settimane sappiamo che esiste parecchio spazio sia verso il basso che verso l'alto ma non si capisce in quale direzione potrebbero muoversi gli indici a corto termine. Le RSI sono tra i 40 ed i 50 punti mostrando sostanziale equilibrio. Anche le advances/declines ed i rapporti nuovi massime e minimi non mostrano se é più forte la pressione di vendita o la forza d'acquisto. Le volatilità (VIX a 30.84) restano alte a testimonianza di investitori ancora molto nervosi. Noi ci basiamo sull'analisi grafica e su un'Euro ipervenduto per la nostra previsione positiva per la settimana. A corto termine pensiamo che i mercati azionari potrebbero stabilizzarsi sui livelli attuali ed eventualmente risalire. Per questa ragione abbiamo ieri chiuso tutte le operazioni short sugli indici. Pensiamo che é iniziato l'atteso movimento laterale e per il momento non c'é più molto da fare. Preferiamo quindi portare a casa i guadagni e stare a guardare. Trovate un riassunto aggiornato di tutte le operazioni nella sezione portafoglio. Sono state divise fra ETF e indici (futures).
Ieri il cambio EUR/USD é sceso fino a 1.2235 per finalmente risalire sopra gli 1.23. Stamattina é a 1.2340 e noi speriamo che torni sopra il vecchio supporto a 1.2450. Se così fosse il caso, le borse europee reagirebbero positivamente e indici come l'Eurostoxx50 e il FTSE MIB potrebbero sovraperformare.
Da giorni il prezzo delle materie prime é in calo. Il petrolio da inizio maggio é caduto da 90 a 75 USD. Il calo dei prezzi di energia e metalli é da mettere in relazione alla caduta degli indici azionari cinesi. Il bear market cinese, un pericoloso segnale che vi abbiamo segnalato settimane fà, sembra dover proseguire e getta un'ombra negativa sulle prospettive a medio termine delle borse occidentali.
Stamattina la Borsa di Tokio chiude in pari ed il future sull'S&P500 scende di 1 punto. Gli indici azionari europei devono recuperare la buona chiusura ieri sera a New York ed inizieranno le contrattazioni in rialzo del +0.8% fino a +1%. Pensiamo di ritrovare queste plusvalenze stasera alla chiusura.
Aggiornamento del 17 maggio
Stamattina sembra che le borse si preparino a continuare il ribasso.
Gli indici azionari asiatici perdono intorno al 2% ed il future sull'S&P500 é in calo di 10 punti indicando un valore teorico dell'indice a 1125 punti. Il cambio EUR/USD é sceso a 1.2280 ed il prezzo dell'oro é risalito a 1241 USD/oncia.
Gli indici azionari europei inizieranno le contrattazioni in calo dell'1% - tutto sembra parlare contro la nostra tesi, presentata ieri, di una risalita delle borse in settimana.
Importante sarà il comportamento degli investitori stamattina. Dopo una prima ondata di vendite (discesa fin verso le 10.00) vedremo se gli indici reagiranno positivamente come pensiamo o se invece il pessimismo si diffonde ulteriormente. In questo momento la continuazione del ribasso é lo scenario tecnico più probabile (é sempre più probabile che un trend continui rispetto ad un reversal) ma attendiamo conferme. L'Euro é stravenduto e anche teorizzando un cambio a 1 su USD entro la fine dell'anno non può continuare a scendere con questo ritmo senza una reazione.
Commento del 15 - 16 maggio
Settimana scorsa si é conclusa male ma si é trattato ugualmente di 5 giorni di contrattazioni con un saldo positivo.
Il rimbalzo dal minimo di venerdì scorso (7 maggio) é stato notevole specialmente in Europa (DAX +5.98%, Eurostoxx50 +5.38%, SMI +3.59%) mentre in America le differenze sono state più contenute (S&P500 +2.32% e Nasda1q100 +3.12%).
Al balzo di lunedì provocato del piano di salvataggio europeo da 750 miliardi sono seguiti i dubbi e la caduta del cambio EUR/USD a 1.2360 testimonia le incertezze che ancora gravano sulla tenuta della moneta europea.
I mercati azionari restano dominati dall'emotività e la volatilità é in aumento. Questo comportamento dovrebbe continuare nelle prossime settimane e sarà difficile distinguere tra i fondamentali economici e societari e la cacafonia di dichiarazioni più o meno catastrofiche che si sussegueranno. Conoscete la nostra opinione - dal raggiungimento del top il 26 di aprile gli indici azionari dovrebbero tendenzialmente scendere per i prossimi due anni. Non sarà però un movimento lineare.
Noi avevamo previsto dopo il top di fine aprile una prima gamba di ribasso che si é ora conclusa il 6 di maggio. A questa prima gamba di ribasso doveve seguire un consistente rimbalzo a suggellare l'entrata dei mercati azionari in un movimento laterale di alcuni mesi. Abbiamo l'impressione che anche questo rimbalzo si é concluso a metà di settimana scorsa. Il rimbalzo é stato abbastanza consistente per dirci che il minimo del 6 e 7 di maggio é significativo e rischia di tenere per settimane. Per il prossimo futuro dobbiamo quindi rassegnarci ad un movimento laterale e volatile tra il massimo del 26 di aprile ed il minimo del 6 - 7 di maggio. Pensiamo che tutti i catastrofisti che prevedono ora una disintegrazione dell'Euro e una continuazione immediata e dinamica del ribasso delle borse si sbagliano. Settimana prossima gli indici azionari dovrebbero nuovamente rimbalzare verso l'alto di alcuni punti in percentuale. Se l'Euro riuscisse a stabilizzarsi (riprenderemo il tema dopo) riteniamo probabili nelle prossime settimane nuovi massimi annuali marginali su alcuni indici relativamente forti come il DAX o il Nasdaq100.
La seduta di venerdì scorso é stata una sorpresa per l'ampiezza delle perdite accumulate in alcuni mercati azionari europei. La debolezza dell'Euro ha provocato il crollo delle borse dei paesi del Club Med e dei titoli bancari pesando fortemente sull'Eurostoxx50 che é sceso del -4.71%. Come sapete noi ci aspettavamo una discesa dell'S&P500 di 40-50 punti e questo forte calo europeo, anche se logico, ci sembra eccessivo.
La seduta in America é stata invece, nella nostra ottica personale, perfetta. L'S&P500 é scesa fino a 1126 punti per poi stabilizzarsi, recuperare e chiudere a 1135 punti (-1.88%). Il ritracciamento di 40-50 punti é così terminato e settimana prossima é molto più probabile rivedere i 1170 punti che livelli inferiori ai 1125 punti. La seduta di venerdì é stata debole con un'advance/decline a 3 su 17 ed un'aumento dei volumi di titoli trattati. Non abbiamo però visto panico o accelerazioni al ribasso ed anche la pressione di vendita sembra contenuta (nuovi minimi a 30 giorni a 345). Di conseguenza strutturalmente non appare niente che possa impedire quello che mostra il grafico vale a dire un ritorno verso l'alto. Il comportamento ora dei mercati assomiglierà a quello di un'onda che si propaga lungo un filo. Un forte impulso iniziale che significativi alti e bassi e poi una diminuzione dell'ampiezza dell'onda in attesa del prossimo impulso.
L'unico aspetto che non riusciamo a valutare é quello delle divise. Il cambio EUR/USD é sceso venerdì a 1.2360 chiudendo la contrattazioni sul minimo giornaliero e annuale. Esisteva un forte e determinante supporto a 1.2450 che sembra ora rotto. Questa potrebbe essere una falsa rottura al ribasso. Questo sarebbe lo scenario perfetto a completamento delle nostre attese riguardanti i mercati azionari che dovrebbero stabilizzarsi sui livelli attuali. Una falsa rottura al ribasso e un immediato ritorno sopra gli 1.2450 e idealmente verso gli 1.30 é il nostro scenario favorito. Se il calo dell'Euro é per il momento terminato anche la sottoperformance di Eurostoxx50 e FTSE MIB dovrebbe scemare.
L'unico problema é una continuazione del ribasso dell'Euro (e quindi che lo scenario di una falsa rottura la ribasso é sbagliato). In questo caso il prossimo obiettivo verso il basso dovrebbe essere costituito dagli 1.18-1.16 di novembre 2005. Ripetiamo però che se il nostro scenario riguardante gli indici azionari é corretto il ribasso dell'Euro é momentaneamente terminato.
Venerdì l'oro era in calo (1232 USD/oncia) e questo potrebbe sostenere le nostre tesi sull'Euro e borse. I 1250 USD sembrano un massimo di medio periodo ma attendiamo conferme.
Riassumento siamo pessimisti sulle borse per quel che riguarda il lungo periodo (2 anni).
A medio termine invece (orizzonte di alcuni mesi) é probabile che i valori massimi toccati a fine aprile ed i minimi di maggio siamo il limite di un largo trading range che potrebbe resistere fino in autunno. A corto termine (alcuni giorni) gli indici azionari dovrebbero risalire.
Commento del 15 maggio
Pubblicheremo il commento esteso del fine settimana domenica mattina.
Possiamo però preannunciare i fatti salienti. Giovedì mattina avevamo previsto, nell'ambito di un movimento di assestamento, una discesa di 40-50 punti di S&P500. Dai 1171 punti della chiusura di mercoledì, l'S&P500 é sceso ieri sera fino ad un minimo di 1126.14 punti (-45 punti) e dovrebbe aver completato questo movimento. Effettivamente l'S&P500 ha poi recuperato in chiusura di seduta a 1135.68 punti (-1.88%). La discesa dovrebbe essere terminata e settimana prossima gli indici azionari dovrebbero risalire. Questo vale anche per le borse europee. A dire il vero il forte calo dell'Euro ci ha sorpreso ed di conseguenza il calo degli indici azionari europei é stato più intenso del previsto.
Commento del 14 maggio
Ieri abbiamo avuto due fatti rilevanti. L'effetto Euro ha ancora
avuto un'influsso sulle borse del Club Med che hanno sottoperformato. IL
DAX si é apprezzato del +1.11% mentre l'Eurostoxx50 non si é mosso
(-0.01%) e il FTSE MIB é sceso del -0.72%. Questo effetto dovrebbe
continuare visto che stamattina il cambio EUR/USD é sceso a 1.2550.
Ieri
sera é iniziato l'atteso pullback dell'S&P500 che ha perso 14 punti
scendendo a 1157.43 (-1.22%). Come sapete ci aspettavamo un
ritracciamento di 40-50 punti ed é quello che si sta verificando.
La
seduta non ha fornito molti spunti di interesse. Abbiamo visto una
moderata pressione di vendita con volumi di titoli trattati in calo ed
un'advances/declines di 4 a 6. I nuovi massimi e minimi restano bassi
(571/152) senza fornire indicazioni sui movimenti futuri. La volatilità
VIX é risalita a 26.68 e la CBOE Equity put/call ratio a 0.57.
L'impressione generale é quindi quella che la discesa dovrebbe
continuare come preannunciato ieri mattina.
Le conseguenze per le borse europee sono ovvie. Oggi avremo una seduta
negativa e la sottoperformance delle borse "mediterranee rispetto a DAX e
SMI dovrebbe continuare. L'obiettivo si situa sui 1120-1130 punti di
S&P500 (1170 - gli annunciati 40-50 punti).
Aggiornamento delle 18.00:
Sono in un'hotel di Rimini e stamattina non sono riuscito a terminare e
pubblicare il commento tecnico. La batteria si é scaricata ed il mio
trasformatore svizzero non é adatto alle prese italiane - alla reception
non avevano un'adattatore. Mi scuso con i lettori dell'inconveniente.
Oggi le borse europee sono pesantemente cadute con il cambio EUR/USD che
é sceso sotto gli 1.24. Malgrado il panico restiamo dell'opinione che
questo é solo un ritracciamento ed i maggiori indici azionari non
dovrebbero ridiscendere a testare i minimi di settimana scorsa. Potremo
dire qualcosa di più solo dopo la chiusura a Wall Street. Per ora
l'S&P500 perde il -2.67% a 1127 punti.
Commento del 13 maggio
Ieri le borse sono ripartite al rialzo. In teoria potrebbe essere stato il terzo giorno di un rimbalzo tecnico e oggi potrebbe riapparire la tendenza ribassista. Le probabilità in questo senso sono però basse e questo l'avrete già capito dopo aver letto i commenti tecnici di ieri sera sui mercati europei. Malgrado che alcuni importanti indici come l'Eurostoxx50 abbiano terminato la seduta poco sopra i livelli già raggiunti lunedì, abbiamo visto molta forza e convinzione nei compratori. Sopratutto il DAX ci ha impressionato e non crediamo più di essere in un ribasso ma probabilmente nella fase seguente che avevamo preannunciato nel commento del fine settimana. È probabile che venerdì scorso gli indici azionari hanno terminato la prima gamba di ribasso o correzzione ed ora tornano verso l'alto per completare il top. In teoria questo movimento doveva come ampiezza essere il 50% del precedente impulso verso il basso. I mercati sono però diversi ed ogniuno avrà una reazione verso l'alto più o meno ampia. Dopo tre giorni di risalita e con gli indicatori tecnici in subbuglio non osiamo ancora fare previsioni precise. Alcuni indici "forti", come evidentemente il DAX, potrebbero andare a testare nuovamente il massimo annuale.
Ieri sera anche la borsa americana si é rafforzata e l'S&P500 ha chiuso a 1171.67 punti (+1.37%). Chi ha letto con un minimo d'attenzione il commento tecnico di ieri sull'S&P500 conosce il significato di questa rottura al rialzo. È probabile che il movimento verso l'alto continui. Abbiamo visto una seduta molto positiva con un'advances/declines sull'8 a 2. Gli indicatori di sentiment ci mostrano che gli investitori hanno ritrovato la calma e credono nel rialzo. Il CBOE equity put/call ratio é ridisceso a 0.51 mostrando già una certa tendenza alla speculazione. Tutti i settori hanno partecipato al movimento. L'impressione generale é di ritrovarci all'interno di una sano movimento rialzista e non alla fine di un rimbalzo. Ovviamente mancano ancora le conferme. I nuovi massimi a 30 giorni sono fermi a 600 e l'indicatore MACD (abbastanza sensibile) é ancora fermo su sell. Ma il quadro generale é positivo.
Un grosso punto di domanda resta il comportamento dell'Euro. Il cambio EUR/USD é stamattina a 1.2670 e non riesce a risollevarsi. In questo comportamento c'é una logica. Il piano di salvataggio da 750 miliardi di EUR favorisce banche ed economia privata a scapito del pubblico e dei cittadini. È quindi comprensibile che la borsa festeggia mentre la fiducia nell'Euro resta bassa. Si ignorano così le conseguenze a medio termine dei piani di austerità di Grecia e Spagna (= recessione) ma sappiamo ormai che gli investitori sono animali emozionali.
L'oro é salito a 1237 USD/oncia. Pensiamo che ora il residuo potenziale di rialzo prima di una sostanziale correzzione é basso (massimo 1250 USD) e consigliamo prudenza.
Stamattina anche le borse asiatiche si rafforzano ed il Nikkei guadagna il +2.18% a 10620 punti. I futures americani sono invariati e le borse europee inizieranno le contrattazioni in rialzo dell'1%.
Nel prossimo futuro prevediamo ora un movimento laterale con ampie oscillazioni tra i massimi del 26 aprile ed i minimi di venerdì scorso. È difficile al momento essere più precisi e cercheremo durante il fine settimana di mettere ordine nei vari segnali forniti dagli indicatori.
A livello di investimenti é meglio chiudere tutte le operazioni speculative al ribasso. È probabile che nel secondo semestre dell'anno gli indici scendano a nuovi minimi annuali ma é difficile dire fino a dove risaliranno ora e quanto tempo dovrà passare per completare il top.
Ore 09.45: Dopo un'attento esame della situazione riteniamo possibile e probabile che gli indici tornino alcuni punti in percentuale verso il basso nei prossimi giorni. La spiegazione la forniamo nel commento tecnico sull'S&P500 che pubblichiamo intorno alle 10.15. Si tratterà di un movimento a corto termine di assestamento e non della ripresa del trend ribassista.
Commento del 12 maggio
Non sappiamo ancora se la risalita degli indici azionari di lunedì ed in parte martedì é un rimbalzo all'interno di un trend ribassista o l'annunciato ritracciamento del 50% della prima gamba di ribasso che in questo caso si sarebbe terminata venerdì scorso. La soluzione di questo quesito ha delle evidenti implicazioni. Se si tratta di un rimbalzo, come noi crediamo, il ribasso deve riprendere e gli indici testare i minimi di settimana scorsa. Il ritracciamento permetterebbe alle borse di continuare il rialzo dopo oggi.
La nostra opinione é che il ribasso deve riprendere e per il momento sembra che abbiamo ragione. Tecnicamente la situazione non é ancora decisa e per questo evitiamo oggi di coprirvi di dati tecnici contrastanti.
Ieri gli indici azionari europei hanno terminato la giornata misti. Abbiamo avuto plusvalenze e minusvalenze ma sopratutto un forte recupero dai minimi giornalieri ed una chiusura sui massimi. In America l'S&P500 ha iniziato male e sul minimo giornaliero a 1147 punti. L'indice é poi salito fino a 1170 punti e nettamente sopra il massimo del giorno prima a 1164 punti. A questo punto temevamo di aver sbagliato la nostra valutazione - sapete che nella rubrica portafoglio abbiamo proposto un'operazione short. Poi i compratori sono spariti e l'indice é scivolato verso il basso chiudendo a 1155.79 punti (-0.34%). Abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Advances/declines a 3508 su 2569 mostrano una seduta positiva ma i volumi di titoli trattati in netto calo segnalano che il rimbalzo potrebbe essere alla fine.
Stamattina la situazione si evolve ulteriormente a nostro favore. I mercati asiatici sono in perdita, il Nikkei scende del -0.52% a 10357 punti ed i futures americani scendono del -0.6%. I mercati azionari europei apriranno in calo del -0.5% (DAX) fino ad un -1% (Eurostoxx50).
Il cambio EUR/USD é caduto stamattina a 1.2630 mentre l'oro sale a 1233 USD/oncia, nuovo massimo storico e sopra il nostro obiettivo e precedentre massimo di dicembre 2009 a 1126 USD. Questo ci mostra che i problemi dell'Euro e dell'indebitamento di molti Stati non sono superati e continueranno a pesare negativamente sulle borse.
In generale sembra che il ribasso possa riprendere come da noi previsto. Non abbiamo però ancora conferme definitive. Chi ha posizioni short le deve mantenere e sconsigliamo caldamente acquisti in controtendenza.
Commento dell'11 maggio
Il piano di salvataggio dell'Euro da 750 miliardi di EUR ha scatenato un primo entusiasmo degli investitori e fatto esplodere le borse europee al rialzo. Non ci ricordiamo una giornata simile con plusvalenze che hanno superato il 10%. La solida Germania ha visto salire il DAX del +5.3%, l'Eurostoxx50 ha guadagnato il 10.3% mentre i paesi del Club Med hanno fatto ancora meglio (Italia +11.2% e Spagna +14.4%). Tecnicamente si é trattato sopratutto di coperture di posizioni short e di un rimbalzo da una situazione di forte ipervenduto a corto termine. Questo eccesso é ora corretto e le RSI sono tornate tra i 40 ed i 50 punti dopo essere scese settimana scorsa sotto i 30 punti.
La nostra modesta opinione é che il piano dell'EU é una catastrofe ed un grave errore politico e finanziario - ne siamo convinti. D'altra parte esistevano poche alternative dopo anni di sperperi e condotta allegra delle finanze statali. Questa però é una rubrica di analisi tecnica e finanziaria e quindi evitiamo le polemiche. Crediamo però che i mercati arriveranno alla nostra stessa conclusione con logiche conseguenze negative. Ma cerchiamo ora di capire come si svilupperanno i mercati nel prossimo futuro.
Ieri sera anche l'America ha reagito positivamente e l'S&P500 si é rafforzato del +4.40% risalendo a 1159 punti. Anche qui il movimento sembra di copertura di short e dubitiamo che abbia un seguito. Il fatto però che l'S&P500 sia riuscito a chiudere nuovamente sopra i 1150 punti ci disturba. L'impressione é che le borse potrebbero ritrovare equilibrio su questi livelli e mettersi con anticipo nel previsto movimento laterale. Ieri sera i nuovi massimi e minimi a 30 giorni si sono fermati ad un misero 268 su 273 malgrado che l'advance/decline abbia mostrato un'impressionante 9 a 1. La volatilità VIX é ridiscesa a 28.84 e il CBOE Equity put/call ratio a 0.63. La nostra impressione é che il forte rimbalzo di ieri ha bloccato il ribasso ma non sarà in grado di svilupparsi ulteriormente verso l'alto. Con gli indicatori tecnici inpazziti e le borse in balia di decisioni politiche e monetarie di dubbia qualità dobbiamo fidarci dei pochi segni che vediamo per intuire le prossime mosse del mercato. Lasciando da parte il movimento pazzesco di ieri vediamo molti segni preoccupanti.
L'Euro ha reagito ieri bene salendo in mattinata nettamente sopra gli 1.30 contro dollaro. Il scetticismo sembra però già prevalere visto che il cambio EUR/USD stamattina é ricaduto a 1.2750. Anche l'oro é tornato a 1203 USD/oncia e manda segnali d'allarme.
Vi abbiamo più volte parlato della Cina. Ieri mattina, ignorata da tutti, la borse cinese ha chiuso in perdita e stamattina il ribasso continua. Il trend sembre definitivamente ribassista sul medio termine con ovvie conseguenze sulle prospettive dei mercati azionari occidentali.
Anche i tassi d'interesse ricominciano a salire. Forse é tempo che gli investitori rivedano le loro idee sulla qualità degli Stati come debitori e pretendano un maggior premio rischio. Niente a che fare con inflazione o crescita economica - i tassi possono salire poiché la remunerazione del capitale é troppo bassa rispetto ai rischi. Anche questo é veleno per le borse.
Stamattina a 15 minuti dalla chiusura del mercato il Nikkei perde l'1.2%. I futures americani scendono del -0.6%. Non abbiamo ancora punti di riferimento ma pensiamo che i mercati europei stamattina inizieranno le contrattazioni in calo dell'1%.
Chi, come noi, é ancora impegnanto in operazioni al ribasso deve unicamente attendere lo sviluppo della situazione. Non pensiamo che il rialzo di ieri continui e già oggi prevediamo una seduta negativa. Noi riteniamo, fino a prova contraria fornita dagli indicatori tecnici, che la tendenza a medio termine resta negativa. Non sappiamo se conviene aprire già oggi operazioni short senza la conferma che il balzo di ieri é stato unicamente un rimbalzo tecnico. Consigliamo agli investitori di aspettare e a tutti quelli che sono short di mantenere la calma.
Aggiornamente del 10 maggio
Durante il fine settimana l'Unione Europea in collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale ha preparato un piano di sostegno per l'Euro ed i paesi dell'Unione in difficoltà finanziarie. Il piano é ancora nebuloso e poco concreto, molte sono le dichiarazioni di intenti. Ma la cifra messa teoricamente a disposizione di 750 miliardi di Euro é abbastanza per impressionare gli speculatori ribassisti ed indurli alla prudenza.
Il cambio EUR/USD risale stamattina a 1.2980 e le borse asiatiche reagiscono positivamente. Il Nikkei ha chiuso la seduta in rialzo del +1.5%.
In Europa si profila un forte rimbalzo tra il +3% (DAX) e +5% (Eurostoxx50). Difficile essere più precisi poiché i futures sono molto volatili. Importante però sarà solo il risultato a fine giornata. Dopo le prime frenetiche ore dove gli speculatori dovranno coprire le posizioni short arriveranno gli investitori e solo questi sono importanti per lo sviluppo a medio termine.
Noi siamo scettici e ad istinto restiamo ribassisti. Le autorità politiche e monetarie agiscono sembra alla stessa maniera. Fanno debiti per coprire altri debiti - guadagnano tempo ma non affrontano i problemi alla radice. Secondo noi dopo un rimbalzo di alcuni giorni il ribasso riprenderà ma per ora non abbiamo nessun sostegno tecnico a questa tesi.
Per evitare errori in situazioni di simile incertezza conviene attendere. Noi venerdì sera abbiamo venduto l'ETF short sull'Eurostoxx50. Con il resto delle posizioni short, prese in un'ottica a medio termine, attendiamo lo sviluppo della situazione e la risposta delle borse.
Commento tecnico dell'8 - 9 maggio
Questa settimana le borse mondiali sono crollate e questo intenso calo ha molte connotazioni di un crash. Le performance settimanale riflettono perfettamente lo sviluppo negativo della situazione. In America l'S&P500 ha perso il -6.39% ed il Nasdaq100 il -7.59%. In Europa solo gli indici forti o conservativi (DAX -6.86% e SMI -6.21%) si sono salvati mentre le borse del Club Med (Grecia, Spagna, Portogallo, Italia) hanno subito perdite drammatiche che si riflettono nell'Eurostoxx50 (-11.24%).
Il crollo é stato, come da noi preventivato, brutale, repentino ed in parte imprevisto nella sua tempistica. Nel commento del 28 aprile abbiamo ufficialmente dichiarato che il top del lungo rialzo da marzo 2009 era stato raggiunto e che era iniziata una fase di mercato negativa. Inizialmente la nostra previsione era di una correzione di circa il 10%. Già nel commento del fine settimana scorsa avevamo notato un forte nervosismo e preso in considerazione l'eventualità che gli investitori, troppo ottimisti ed esposti al rialzo, potevano panicare presi di sorpresa dallo sviluppo negativo della situazione. Nel nostro video avevamo definito un'obiettivo "normale" di 1150 punti di S&P500 con una possibile estensione a 1100 in caso di panico ed accelerazione dinamica del movimento. L'S&P500 ha terminato la settimana a 1110 punti. Infine mercoledì mattina 5 maggio (basta scendere alcune righe per rileggerlo) abbiamo presentato la possibilità di un crash che si é poi verificato a New York giovedì sera.
Questo però é già il passato. Vediamo ora in che stato le borse hanno chiuso venerdì e tentiamo di fare delle previsioni per il futuro.
Le borse sono molto deboli e non vediamo ancora nessun segno che abbiamo toccato un bottom anche se numerosi indici sono su nuovi minimi annuali, lontani dalla medie mobili a 50 giorni, in parte anche nettamente sotto quelle a 200 giorni ed in una situazione a corto termine di ipervenduto. Venerdì Wall Street ha ancora perso terreno e l'S&P500 ha lasciato nuovamente il -1.53% sul terreno. Il Nasdaq100 ha fatto peggio scendendo del -2.34%. I titoli con nuovi minimi a 30 giorni sono stati 1788, non molti ma abbastanza considerando il crash del giorno precedente (con 4978 nuovi minimi). L'advances/declines é stata di 1588 su 4521 (1:3) ed i volumi di titoli trattati sono stati altissimi e superiori a quelli del giorno precedente. La pressione di vendità é forte.
Diciamo subito che indovinare un minimo di un crash é praticamente impossibile ma si può provare ad indovinare. Non so perché il mercato é crollato giovedì. Come analista tecnico mi interessa solo un semplice fatto: l'S&P500 é sceso fino a 1065.79 punti e questo significa che esiste spazio verso il basso fino a questo livello. I 1100 sono un buon punto di riferimento ma supporto ora é a 1065 punti. Per avere un minimo ci vuole panico. Questo si misura con indicatori di sentimento come la volatilità VIX. Questa é salita venerdì a 40.95 dopo i 32.80 (con picco giornaliero a 40.71) di giovedì. Il valore é molto alto ma dobbiamo paragonarlo agli 80 toccati ad ottobre 2008. Gli investitori sono estremamente nervosi ma il panico può ancora aumentare. Lo stesso vale per in nostro amato CBOE equity put/call ratio che venerdì é salito a 0.80. Nei crolli del bear market il rapporto ha superato l'1 mostrando massicci acquisti di opzioni puts a scopo speculativo o di assicurazione. Adesso non siamo ancora a questo punto. Pensiamo quindi che gli indici abbiamo già completato la maggior parte di questa prima gamba di ribasso ma non hanno ancora toccato il minimo. Esiste ancora spazio verso il basso.
L'unica notizia positiva é che il ribasso non dovrebbe più durare molto. Abbiamo affrontato l'argomento durata nel commento sull'Eurostoxx50 del 5 maggio ma poi gli avvenimenti si sono susseguiti con un ritmo incalzante e non abbiamo ripreso il tema. Lo facciamo ora confermando le nostre previsioni di un possibile minimo per la fine di settimana prossima. Ciclicamente un'estensione di una settimana fino al 21 maggio é possibile ma diventa poco probabile visto la dinamica del calo vista negli ultimi giorni.
Da un punto di vista puramente indicativo (ripetiamo che questa stima é un tentativo molto azzardato ma utile per avere un punto di riferimento) il minimo dovrebbe essere raggiunto intorno a venerdì 14 maggio sui 1065 punti di S&P500 (-4% / 5% dai livelli attuali).
Gli altri mercati finanziari confermano il calo delle borse. Petrolio (in settimana -10USD a 78.30 USD al barile) e materie prime sono scesi. L'oro, in questo momento bene rifugio per eccellenza, sale verso il nostro obiettivo a 1220 USD/oncia (venerdì a 1208 USD). Confusa é invece la situazione sui cambi. Con il crollo di Wall Street é apparsa anche pressione di vendita sull'USD ed il cambio EUR/USD é risalito a 1.2750. Difficile dire se questa é una prima divergenza o solo la conseguenza di una calo delle Borse che non si limita più solo l'Europa.
Cosa fare ora a livello di investimenti? Questo calo era stato da noi correttamente e con ampio anticipo previsto e di conseguenza dovreste aver impostato i vostri investimenti preventivamente in maniera molto difensiva. Chi non l'ha fatto é forse meglio che attenda la prossima positiva fase di mercato per alleggerire le posizioni azionarie. Chi ha seguito i nostri consigli nella rubrica portafoglio é impegnato in operazioni al ribasso ed ha realizzato già alcuni cospicui guadagni. Settimana prossima chiuderemo i short.
Dopo la fine di questo ribasso ci aspettiamo un rimbalzo che in maniera molto approssimativa stimiamo ad un 50% del calo precedente. Poi gli indici dovrebbero rimanere bloccati per alcuni mesi in un movimento laterale di tipo distributivo. Sul lungo termine prevediamo la continuazione del ribasso e sconsigliamo investimenti in azioni.
Per meglio comprendere riguardate il video di commento dell'S&P500 del 2 maggio. Lo trovate fino a domani sul sito o nell'archivio direttamente su YouTube cercando "longshortinvest".
Commento tecnico del 7 maggio
Panico e crash. Sono queste le parole esatte per definire gli avvenimenti di ieri.
Nel commento del 5 maggio abbiamo descritto la costellazione tecnica che ha creato questo disastro e vi abbiamo avvisato: "Quello che stiamo cercando di dirvi é che la situazione é tecnicamente
molto pericolosa e che questo movimento POTREBBE svilupparsi in un
crash." Questo é quello che sta succedendo.
Non perdiamo tempo ad elencare e spiegare gli avvenimenti di ieri poiché troverete abbastanza informazioni nei media. Ci limitiamo all'aspetto tecnico e borsistico.
Già ieri in Europa i mercati azionari sono pesantemente caduti con crash in alcuni mercati tipo il FTSE MIB e il settore bancario. A fine giornata però le perdite sono state sui maggiori indici limitate - DAX e SMI sono scesi meno dell'1%.
La novità é stato il crollo di New York con l'indice Dow Jones che ha perso nel primo pomeriggio il 9.2% corrispondente a 998 punti. La maggiore perdita nella storia di questo indice. Per fine giornata c'é stato un forte recupero e l'S&P500 ha chiuso a 1128 punti, in calo del -3.24%.
Per settimane vi avevamo spiegato e ripetuto che gli investitori erano troppo fiduciosi ed eccessivamente esposti al rialzo. Il CBOE equity put/call ratio era stato per lungo tempo sotto i 0.50 mostrando eccessivi e speculativi acquisti di opzioni calls. Ora stanno tutti cercando di uscire ma la stragrande maggioranza di loro é ancora catturata in questo mercato e sono in perdita. Ulteriori cadute nei prossimi giorni sono programmate.
Tecnicamente é molto difficile prevedere lo sviluppo di un crash. Se un calo del genere si presenta alla fine di un ribasso é normalmente un movimento esaustivo e prepara un forte e solido minimo. Gli ultimi speculatori e le mani deboli vengono brutalmente eliminati dal mercato.
Oggi ci troviamo invece nella situazione opposta. Il crollo di ieri si presenta all'inizio di una fase negativa che segue il lungo e consistente rialzo da marzo 2009 ad aprile 2010. Di conseguenza ci sarà una continuazione del ribasso.
Noi prevedavamo dopo il top una prima decisa e brutale correzione verso il basso seguita da un movimento laterale. Per l'S&P500 avevamo previsto un'obiettivo a 1150 punti o una variante a 1100. Ieri l'S&P500 si é spinto fino ai 1065 punti (!) per infine chiudere a 1128 punti. È evidente che dobbiamo ora rivedere i nostri scenari (per quel che riguarda gli obiettivi - non l'andamento) ma non possiamo farlo dopo una giornata di panico. Dobbiamo attendere un'assestamento del mercato. Solo durante il fine settimana potremmo dire qualcosa di più preciso.
Mancando riferimenti tecnici possiamo solo tentare previsioni sulla base degli indicatori di sentimento. Le borse toccheranno un minimo solo quando ci sarà veramente panico. Ieri la volatilità VIX é esplosa a 32.80 punti con un picco a 40.71. Tantissimo rispetto ai 15.23 toccati il 12 di aprile (rileggete il commento del 13 aprile - molto istruttivo!) ma poco rispetto ai valori superiori agli 80 punti raggiunti ad ottobre 2008. Siamo sorpresi che la CBOE equity put/call ratio é salita ieri solo a 0.71. Quasi nessuno ha comperato puts, segno che la gran parte degli speculatori rialzisti é ancora ferma sulle posizioni in attesa di uscire. La situazione resta molto pericolosa ed il potenziale verso il basso sussiste.
Naturalmente il crash delle borse tocca anche gli altri mercati finanziari. L'EUR/USD é stamattina a 1.2680 mentre l'oro é salito a 1198 USD/oncia. I corsi delle obbligazioni di Germania e USA sono esplosi al rialzo spinti da acquisti di investitori alla ricerca di sicurezza.
Ora non dobbiamo però solo guardare il cambio tra EUR e USD per prevedere il futuro. Il crollo di ieri a Wall Street ci mostra che esistono problemi più profondi che non solo la Grecia. Il forte calo dei prezzi delle materie prime e del petrolio ci indica che forse la ripresa economica non é così robusta come i politici vorrebbero farci credere.
Stamattina il Giappone ha perso il -3.10% e le altre borse della regione subiscono perdite simili. I futures americani sono invariati. Le borse europee inizieranno la seduta al ribasso di ca. il 2% (DAX a 5800 punti). La situazione é però incerta con forte volatilità già in preborsa. Stimiamo che oggi le borse non saranno in grado di recuperare. Venerdì nessuno oserà opporsi al trend negativo e le vendite dovrenno continuare a dominare gli avvenimenti.
Per oggi non abbiamo consigli. Avete avuto settimane per prepararvi a questo ribasso ampiamente preventivato. Quello che succederà nei prossimi giorni é difficilmente prevedibile e operando nel panico si rischia solo di sbagliare. Manteniamo le posizioni short e restiamo a guardare.
Commento tecnico del 6 maggio
Ieri il ribasso delle borse é continuato su notizie riguardanti un possibile downgrading del debito del Portogallo. Questa fase negativa si sta sviluppando esattamente secondo le attese. Per i prossimi giorni il movimento verso il basso dovrebbe rallentare e rimbalzi tecnici in controtendenza sono possibili. Indicatori a corto termine mostrano che i mercati sono ipervenduti e lottano contro i limiti inferiori delle Bollinger Bands. Di conseguenza basterà una qualsiasi notizia positiva per dare del sollievo ai mercati. Consigliamo quindi a chi avesse speculato al ribasso per veloci guadagni di chiudere le posizioni.
A medio termine il ribasso continua e noi stiamo lavorando per trovare un possibile minimo a questo movimento. I vari indici azionari sono scoordinati tra di loro e quindi é difficile definire obiettivi. Cerchiamo di farlo nei commenti sui singoli mercati ma sono forti approssimazioni. Abbiamo invece delle prime stime temporali. Sulla base dei cicli e dell'intensità del movimento in atto un minimo potrebbe essere raggiunto verso la fine di settimana prossima. Un ritardo di una settimana à possibile visto che il top é stato raggiunto il 26 di aprile e sembra difficile che l'ipercomperato possa scaricarsi in meno di un mese senza aspettare almeno il ciclo mensile sull'S&P500.
Le premesse per un panico ed un'accelerazione verso il basso rimangono. Molti investitori che hanno comperato negli ultimi tre mesi sono stati sorpresi dal forte e repentino calo e sono ancora ingaggiati con posizioni ora in perdita (lo vedete dalla posizione degli indici rispetto alle medie mobili). Potrebbero perdere i nervi e vendere improvvisamente al meglio creando un'effetto a valanga. Ieri il calo é stato ordinato e concentrato in settori e mercati specifici - stimiamo la probabilità di questo crash come bassa.
Ieri contro le nostre aspettative, i mercati azionari americani hanno nuovamente perso terreno. Il calo é stato limitato (S&P500 -0.66% a 1165 punti) e gli indici hanno chiuso lontani dai minimi. Ma le informazioni positive si fermano qui. Il numero dei nuovi minimi a 30 giorni é salito a 2770 punti e praticament tutti i settori (con l'eccezzione dell'health care - vedi SMI svizzero!) hanno partecipato al movimento. Preferiamo non rincorrere questa discesa degli indici americani poiché i 1150 punti di S&P500 costituiscono forte supporto.
Gli altri mercati finanziari si comportano secondo la logica. Il cambio EUR/USD ha rotto il supporto a 1.30 e quota stamattina 1.2820. Pensavamo di poter vedere a questo livello almeno un rimbalzo. Questa mancanza di reazione é preoccupante ed ora EUR/USD potrebbe cadere fino a 1.2450 con ovvie conseguenze sulla borse europee. L'oro é risalito a 1176 USD/oncia. Le obbligazioni di stato USA e tedesche continuano a rafforzarsi mostrando il bisogno degli investitori di sicurezza - pian pianino non sanno più cosa comperare. Gli indici di borsa cinesi stanno muovendosi verso il basso ed hanno rotto la maggior parte dei supporti. Ripensate a quanto scritto durante il fine settimana...
Stamattina regna nuovamente la calma. Dopo giorni di festa stamattina riapre il Nikkei giapponese con logiche perdite che superano il 3%. Sugli altri mercati della regione le minusvalenze sono inferiori all'1%. I futures americani sono invariati e l'apertura in Europa é prevista con minime plusvalenze. Le premesse per un rimbalzo tecnico ci sono ma non aspettatevi troppo.
Concretamente consigliamo agli speculatori di chiudere posizioni short su SMI e FTSE MIB. Il primo poiché in questa fase avrà ora tendenza a sovraperformare e perdere meno degli altri indici. Il secondo poiché ieri ha toccato un nuovo minimo annuale e la distanza dell'indice dalla media mobile a 200 giorni giustifica ora un consistente rimbalzo.
Commento tecnico del 5 maggio
Ieri le borse sono pesantemente cadute con il problema dell'indebitamento statale che continua a preoccupare gli investitori. Il problema é serio poiché non esiste un'antidoto. Governi e banche centrali hanno esaurito negli anni scorsi il bagaglio di mezzi a disposizione per combattere le situazioni di crisi ed ora le borse potrebbero cadere in balia del panico.
Tecnicamente le borse sono solo all'inizio di una fase negativa. Partono da una situazione di ipercomperato e con investitori troppo fiduciosi ed eccessivamente esposti al rialzo. Di conseguenza esiste il rischio che il movimento ora acceleri verso il basso superando i limiti normali di una correzione. Ieri in Europa abbiamo già osservato segnali di panico e di investitori pronti a vendere a tutti i costi. Il fatto é che dai massimi di aprile il calo é stato repentino cancellando in alcune sedute i guadagni di tre mesi. La stragrande maggioranza degli investitori che si sono impegnati al rialzo negli ultimi mesi é ancora ingaggiata ed ha ora posizioni in perdita. Tutti gli indici azionari europei sono scesi sotto la media mobile e 50 giorni ed attaccano (o hanno già superato) la media mobile a 200 giorni. In America solo ieri S&P500 e Nasdaq100 sono scesi sulla media mobile a 50 giorni con la volatilità in netto aumento. Quello che stiamo cercando di dirvi é che la situazione é tecnicamente molto pericolosa e che questo movimento POTREBBE svilupparsi in un crash. La giornata di oggi é molto importante. Oggi le Bollinger Bands dovrebbero costringere gli indici a fare una pausa. Il ribasso di ieri é stato eccessivo e tecnicamente i mercati hanno ora bisogno di un paio di giorni per riassorbirlo. Inoltre molti indici si trovano su importanti supporti di medio termine che normalmente dovrebbero imporre almeno un rimbalzo tecnico. E non da ultimo stamattina il cambio EUR/USD é a 1.2950! La barriera degli 1.30 é stata rotta e se il calo non si ferma qui si rischia una debacle dell'Euro con un possibile cambio a 1 sul medio termine.
Ma torniamo alla seduta ieri a New York. L'S&P500 ha chiuso a 1173 punti, im ribasso del -2.38%. Il minimo della giornata é stato a 1168.12 punti, toccato una mezz'ora prima della chiusura. Advance/declines a 2 su 8 e forti volumi di titoli trattati ci mostrano che la pressione di vendita é stata intensa. Questo viene confermato dall'aumento dei nuovi minimi a 30 giorni a 1800! Abbiamo notato debolezza in tutti i settori ed anche la forte tecnologia ha ceduto di schianto. Le RSI sono sui 45 punti per gli indici di riferimento - questo significa che esiste ancora spazio verso il basso e non c'é ancora nessuna segno di ipervenduto. I titoli sopra la media mobile a 20 giorni sono scesi a 38.47%.
Riassumendo il ribasso in America dovrebbe continuare. Oggi esistono le premesse per un breve rimbalzo tecnico. L'intensità (o la mancanza) della reazione ci darà gli elementi per stimare con precisione il potenziale di ribasso.
Dagli altri mercati finanziari provengono segnali misti. Abbiamo già parlato delle divise. I prezzi delle materie prime scendono compreso l'oro che cala a 1168 USD/oncia. La discesa del prezzo dell'oro é strana se il problema é veramente quello dell'indebitamento degli Stati (?) ma spiegabile con la forza del dollaro. Salgono anche i corsi delle obbligazioni di Germania e Stati Uniti e questo contrasta con le nostre previsioni.
Stamattina sembra tornare la calma. Le borse asiatiche hanno perso intorno a -1.5% ma non sono crollate. I futures americani sono invariati mentre l'apertura in europa é prevista leggermente al rialzo. Tecnicamente oggi esistono le premesse per un rimbalzo ma il debole EUR e la labile situazione psicologica di molti investitori potrebbe far riapparire la pressione di vendita. Questa nostra indecisione non é il solito tentativo di dire "o sale o scende" ma la conseguenza di uno sviluppo della situazione che a corto termine dipende molto dall'umore degli investitori ed é quindi poco prevedibile.
A medio termine il ribasso é destinato a continuare e di conseguenza bisogna mantenere le posizioni short. A corto termine chi é impegnato in operazioni di trading può invece prendere benefici. Sconsigliamo caldamente acquisti o tentativi di operazioni long in controtendenza.
Commento tecnico del 4 maggio
Ieri il salvataggio della Grecia concretizzatosi durante il fine settimana non ha portato l'effetto sperato in Europa. I mercati europei hanno reagito timidamente e, sorprendendo molti, la mattina si sono indeboliti. Poi pian pianino é tornata la fiducia e gli indici azionari hanno recuperato grazie all'America. Le minime plusvalenze a fine giornata lasciano la situazione tecnica invariata. Dopo il calo di settimana scorsa é iniziato un tentativo di stabilizzazione che potrebbe per alcuni giorni provocare un rimbalzo. La debolezza dell'Euro (stamattina cambio EUR/USD a 1.3190) ci mostra però che gli investitori restano scettici e prudenti. La costante sovraperformance del DAX rispetto all'Eurostoxx50 é una chiara dimostrazione che la crisi del Club Med non é superata. Dubitiamo che questa differenza di forza relativa possa sparire a corto termine.
Molto meglio é andata la seduta a New York. L'S&P500 é risalito a 1202.26 punti (+1.31%) cancellando buona parte delle perdite di venerdì. Il rapporto advances/declines a 7:3 é buono ma i volumi di titoli trattati mediocri ci inducono per ora a credere allo scenario di un rimbalzo. Il numero di nuovi massimi a 30 giorni é misero (962) mentre i nuovi minimi aumentano di poco a 668. Manteniamo la nostra opinione di una moderata correzzione in controtendenza visto che strutturalmente il mercato resta solido e gli speculatori non sembrano voler mollare (CBOE equity puts/calls ratio a 0.53).
Gli altri mercati finanziari si sviluppano come previsto e da logica. L'Euro non recupera ed il prezzo dell'oro continua lentamente a salire verso la resistenza ed obiettivo a 1200-1220 USD/oncia (stamattina a 1180 USD). Nell'ottica di quanto scritto durante il fine settimana seguiamo con interesse il bonds tedesci ed americani che ieri sono caduti. I tassi d'interesse salgono e si sviluppano come atteso. Non é però il movimento di una giornata a cambiare qualche cosa - ne riparleremo a fine settimana.
Stamattina con il Giappone ancora chiuso i mercati finanziari asiatici si sono moderatamente indeboliti (-0.5%) con l'eccezzioen delle Thailandia che dopo settimana di tumulti e disordini sembra poter ritrovare la calma. I futures americani sono in leggero calo (-0.1%). Le borse europee non sembrano voler seguire l'America ed inizieranno la seduta invariate. Noi ci aspettavamo alcuni giorni di rimbalzo (fino max. a mercoledì) ma forse siamo stati troppo ottimisti. Se oggi gli indici azionari europei non riuscissero a salire sarebbe una chiara conferma di debolezza.
Aggiornamento del 3 maggio
L'Europa ed il Fondo Monetario Internazionale hanno deciso durante il fine settimana di sostenere la Grecia con prestiti di 110 miliardi di EUR su tre anni. In cambio la Grecia deve affrontare un duro programma di risparmio che la getterà in una profonda recessione economica.
Evitiamo grandi commenti su questa manovra che costituisce l'inizio della fine dell'Unione Europea. A noi interessano le conseguenze sui mercati azionari.
Per ora le reazioni sono limitate. Il cambio EUR/USD scende stamattina a 1.3240 mentre l'oro sale a 1178 USD/oncia. Le borse europee inizieranno le contrattazioni con ribassi tra lo 0.3 (DAX) ed il 0.8%. Il calo é in linea con la pessima chiusura di Wall Stret di venerdì e con il comportamento negativo stamattina delle borse asiatiche. Sembra quindi che i mercati finanziari non vogliano accogliere positivamente la manovre finanziaria in favore delle Grecia. Regna lo scetticismo.
Non facciamo previsioni sullo svolgimento delle giornata. Per i prossimi giorni siamo però ovviamente negativi. Se non si concretizza un rimbalzo di fronte a questa energica presa di posizione dei politici e delle autorità monetarie non sappiamo cosa potrebbe ridare fiducia negli investitori in maniera da indurli ad investire ancora adesso in azioni.
Commento del 1-2 maggio
Settimana scorsa le Borse hanno raggiunto l'atteso top. Da mesi ci stavamo preparando a questo momento. Gli indici azionari hanno raggiunto gli obiettivi previsti - forse alcuni giorni prima del momento ideale ed alcuni punti sotto il range fissato ma siamo ugualmente soddisfatti del risultato. Ora si tratta di tracciare una road map per il prossimo futuro e gettare uno sguardo in avanti descrivendo un possibile scenario per i prossimi mesi. All'orizzonte dei mercati finanziari si presentano alcuni problemi che potrebbero influenzare sostanzialmente l'andamento degli indici azionari ed oggi cercheremo di presentarveli.
La scorsa settimana é stata negativa su tutte le piazze finanziarie. Le minusvalenze sono questa volta piuttosto pesanti. In America l'S&P500 ha perso il -2.51% ed il Nasdaq100 il -2.66%. L'Eurostoxxx50 é sceso per la terza settimana consecutiva perdendo il -3.47%. Il DAX come al solito si é "salvato" con un -1.98%. L'SMI svizzero, il primo indice sul quale siamo andati ufficialmente short, ha perso il -2.23%.
La performance negativa in Europa é sopratutto da imputare alla crisi greca o per meglio dire di quella del Club Med (paesi indebitati dell'area mediterranea che comprende Grecia, Portogallo, Spagna ed Italia). Questo problema si sta espandendo e non pensiamo che l'accordo raggiunto durante il fine settimana sia la soluzione. È possibile che all'inizio di settimana prossima le borse reagiscano positivamente ma sarà un fuoco di paglia. Il salvataggio della Grecia costituisce un pericoloso precedente e non una soluzione definitiva. I debiti e la situazione finanziaria precaria restano ed gli investitori lo sanno. Difesa la Grecia a corto termine la pressione si sposterà altrove.
I peggiori settori dell'Eurostoxx50 sono stati assicurazioni (-5.39%) e banche (-4.50) e questo coincide con le ragioni della crisi.
Settimana scorsa anche l'America ha perso terreno. Il calo si é concentrato su due giornate, martedì e venerdì. Nell'ultimo giorno della settimana le minusvalenze sono state sostanziali (S&P500 -1.67% e Nasdaq100 -2.07%). Gli indici hanno chiuso sui minimi della giornata e l'advances/ declines é stata negativa (1387 su 4708 o 2:7). Wall Street si é indebolita senza l'influsso dell'Europa e sembra per una volta essere in grado di sviluppare una dinamica propria. Detto semplicemente crediamo che Wall Street stia correggendo per altre ragioni che non la crisi europea. Il fatto più importante é però che strutturalmente la borsa resta solida e manca ancora pressione di vendita. Di conseguenza pensiamo che l'S&P500 possa correggere ma non iniziare una sostanziale fase di ribasso. Dal valore raggiunto venerdì (1186 punti) vediamo per ora e a corto termine solo un'obiettivo a 1150 punti. È improbabile che si sviluppi ora un ribasso sostanziale senza un certo periodo di distribuzione.
Gli altri mercati finanziari mandano segnali di nervosismo degli investitori. Il cambio EUR/USD é salito venerdì sera a 1.3290. Debolezza del USD o forza dell'EUR? Puntiamo sulla prima variante che sostiene la tesi di una debolezza intrinseca dei mercati azionari americani. Il prezzo del petrolio é salito a 87.40 USD (massimo annuale a 88 USD) e sembra indicare che gli investitori scommettono ancora su un'economia in crescita. Il prezzo dell'oro a 1179 USD/oncia prosegue il previsto rialzo in direzione dei 1200-1220 USD. I corsi delle obbligazioni dei paesi AAA aumentano ma potrebbero essere arrivati ad un massimo. Riprendiamo dopo l'argomento.
Riassumendo a corto termine l'America sembra aver iniziato una correzione. Gli indici azionari non salgono più a notizie positive e calando invece su quelle negative. Gli indici sembrano pronti a riassorbire la situazione di ipercomperato a medio termine. Non crediamo però che questo si sviluppi in una sostanziale discesa visto che strutturalmente gli indici restano solidi.
Le borse dovrebbero ad inizio settimana aver raggiunto un massimo e top di lungo periodo. Il lungo rialzo da marzo 2009 (666 punti di S&P500) si é concluso a 1220 punti. Da adesso le borse dovrebbero scivolare verso il basso. Se seguono gli esempi del passato esiste la possibilità che questa fase negativa duri due anni (si avete letto bene - 2 anni o 24 mesi). Dopo una prima moderata correzione dovrebbe esserci un periodo di distribuzione (da due fino a 6 mesi) prima della ripresa del ribasso. Indici forti come l'S&P500 potrebbero in questa fase ritornare a testare i massimi annuali ed eventualmente raggiungere nuovi massimi marginali (per esempio 1240 punti). Vi ricordiamo che a maggio iniziano i sei mesi statisticamente negativi per le borse (secondo il motto: sell in may and go away).
Oltre al problema dell'indebitamento degli Stati vediamo due altri possibili focolai di crisi.
1. Cina: Tecnicamente gli indici azionari cinesi (Shanghai A e B e HongKong) mostrano strutture grafiche negative (cuneo discendente o triplo massimo) con un forte rischio di rotture ed accelerazioni al ribasso. Questo risultato dell'analisi tecnica si scontra contro le previsioni degli economisti che indicano un'economia solida ed in forte crescita. Se le chart hanno ragione la Cina va incontro a gravi difficoltà che avranno sicuramente conseguenze negative sulle economie dei paesi occidentali.
2. Tassi d'interesse: Negli ultimi mesi i corsi delle obbligazioni di Stato dei paesi finanziariamente meglio messi tipo Germania e Stati Uniti si rafforzano. Il bund tedesco continua a salire e dovrebbe aver raggiunto un massimo importante e significativo. La chart dell'US Treasury Bond a 10 anni mostra un triplo massimo ed il forte rischio di un reversal. Finora le borse sono state sostenute da bassi tassi d'interesse. Se questa tendenza fosse, come sembra, arrivata alla fine e nei prossimi mesi i tassi d'interesse sono destinati a salire le borse vanno incontro a grossi problemi.
Per terminare confermiamo che lunedì 26 aprile le borse hanno raggiunto un top. Gli indici azionari hanno ora visto i massimi dell'anno. A corto termine si prospetta una correzione a sancire la fine del rialzo e l'inizio di una lunga fase negativa. Visto il lungo e sostanziale rialzo da marzo 2009 ad aprile 2010 gli indici azionari hanno bisogno un periodo di distribuzione e di tempo per indebolirsi strutturalmente. Poi saranno pronti a proseguire la strada verso sud.
A corto e medio termine siamo generalmente short sulla maggior parte dei mercati azionari. Per dettagli leggete i commenti dei singoli indici o seguite le nostre posizioni nella rubrica portafoglio.
Gli investitori dovrebbero ora assumere un'atteggiamento difensivo. Non siamo ancora sicuri che dal top si sviluppi un forte ribasso e che riappaia il bear market secolare. Non bastano un paio di giorni per avere conferme. Sia fondamentalmente che tecnicamente non vediamo però spazio verso l'alto - le conseguenze di questa affermazione sono evidenti.
Commento del 30 aprile
Ieri le borse europee hanno finalmente reagito dopo le pesanti perdite di inizio settimana. Nei commenti di ieri vi avevamo preparati a questo rimbalzo - interessante però era osservare come si sarebbe sviluppato. Come spesso succede abbiamo aspetti contrastanti. Da una parte é positivo che le plusvalenze a fine giornata siano stati consistenti e sufficienti per cancellare le perdite di mercoledì. Inoltre gli indici hanno generalmente chiuso sui massimi della giornata dando l'impressione che esista ancora spazio verso l'alto. D'altra parte il rimbalzo manca di conferme nella sua forza e qualità ed avrebbe potuto essere più consistente visti gli ottimi impulsi provenienti da New York. Un grosso punto di domanda é costituito dalla reazione del cambio EUR/USD che non si muove e stamattina é a 1.3240. Di conseguenza il movimento di ieri é molto probabilmente quello che dovrebbe essere - un breve rimbalzo all'inizio di una tendenza ribassista a medio termine. Se abbiamo ragione é possibile che oggi gli indici europei inizino le transazioni in territorio positivo ma a questo non dovrebbe più esserci un seguito.
Passiamo ora a New York. I mercati azionari americani si trovano in una migliore situazione rispetto all'Europa. Strutturalmente l'America é solida ed avevamo subito detto che il potenziale di ribasso era limitato. Crediamo che l'S&P500 ha toccato lunedì un massimo e top ma non é ancora in una fase di ribasso.
Ieri sera l'S&P500 ha guadagnato nuovamente l'1.29%. Il segno positivo non ci sorprende ma siamo perplessi di fronte alla consistenza del guadagno. La seduta é stata strutturalmente positiva con advances/declines a 3:1, 1147 nuovi massimi a 30 giorni (contro solo 378 nuovi minimi), volatilità in calo e CBOE Equity put/call ratio a 0.50. I volumi di titoli trattati invece sono stati mediocri e gli indici non hanno superato nessuna importante resistenza. Di conseguenza la seduta potrebbe ancora essere classificato come un (consistente) rimbalzo ed il segnale negativo generato dal forte calo di martedì é ancora valido. Importante ora é la chiusura settimanale. Oggi abbiamo bisogno di una seduta al ribasso per confermare il nostro scenario generalmente negativo.
Sugli altri mercati finanziari vediamo solo logici sviluppi. Abbiamo già parlato del cambio EUR/USD. L'oro stamattina é a 1171 USD/oncia confermando appieno le nostre previsioni. Con la rottura della resistenza a 1160 USD é iniziata una nuova gamba di rialzo con obiettivo i massimi annuali a 1200-1220 USD. Il rialzo dei metalli preziosi ci conferma che i problemi di indebitamento restano e la fiducia nei mercati azionari é labile.
Teniamo d'occhio la Cina. Questo paese dovrebbe essere il motore della crescita mondiale con straordinari aumenti del PIL. Gli indici azionari però non confermano. Abbiamo dappertutto (compreso Hong Kong) costellazioni tecniche negative (triplo massimo o cuneo discendente) con forti probabilità di rotture ed accelerazioni al ribasso. Ne riparliamo nel commento del fine settimana.
Stamattina i mercati asiatici sono positivi. Il Nikkei guadagna più dell'1%. I futures americani scendono del -0.2% e le borse europee inizieranno le contrattazioni sui livelli di chiusura di ieri (+0.1%). Le premesse sono per una seduta positiva ma la tecnica parla per una ripresa del ribasso. Come analisti tecnici non possiamo che sperare in una giornata negativa.
Commento del 29 aprile
Ieri il ribasso in Europa é continuato insieme al flusso di cattive notizie provenienti da Grecia, Portogallo e Spagna. In tarda mattinata gli indici azionari europei sembrano però aver toccato un minimo, confermato da forti volumi di contratti futures trattati, che potrebbe reggere fino al fine settimana. Le borse sono rimbalzate con forza fino nel primo pomeriggio. Poi un'apertura poco convincente di New York ha fatto scivolare gli indici nuovamente verso il basso. Il colpo finale é arrivato verso le 17.30 con la notizia del donwgrading del debito spagnolo.
In giornate molto volatili come quelle di ieri é importante osservare il comportamento giornaliero. Ripetiamo che l'impressione é che sui minimi del mattino la reazione degli investitori é stata convincente e quindi si prepare un timido rimbalzo verso l'alto.
In America abbiamo avuto la tipica seduta FED. Così chiamiamo le giornate nelle quali la banca centrale americana si riunisce e comunica le sue decisioni in materia di politica monetaria. Quando lascia i tassi invariati la statistica indica un'alta probabilità di una seduta positiva. Ieri ha poi aggiunto la tipica frase che indica l'intenzione di mantenere i tassi d'interesse al 0% ancora per parecchio tempo e l'S&P non ha potuto che salire.
L'S&P500 ha chiuso a 1191 punti in rialzo del +0.65% con i finanziari (+1.45%) a condurre il movimento. Per una volta invece la tecnologia ha sottoperformato e il Nasdaq100 ha chiuso in pari. Anche qui dobbiamo ripetere quanto scritto ieri a proposito della struttura del mercato americano. Le borse USA sembrano toccate solo marginalmente dal problema greco e dell'Euro e sono strutturalmente ancora solide. Per ora il rialzo é terminato ma non si può ancora parlare di correzione o ribasso. Per questo la pressione di vendita é insufficiente. Ieri a fronte di 581 nuovi massimi a 30 giorni abbiamo avuto 774 nuovi minimi. Un'aumento marginale insufficiente a spingere gli indici sostanzialmente verso il basso. E se l'America non cede é impossibile che la caduta degli ultimi giorni degli indici azionari europei prosegua dinamicamente.
Tralasciando il risultato la seduta ieri a Wall Street é stata tranquilla e senza la volatilità vista in Europa. Abbiamo un lieve indebolimento generale degli indicatori tecnici e il MACD resta su vendere ma niente di più. Azzardando un'ipotesi ci aspettiamo una chiusura settimanale sui livelli attuali.
Ieri il cambio EUR/USD é sceso fino a 1.3115 ma stamattina lo ritroviamo a 1.3230. Osserviamo con interesse il mercato delle divise. Il supporto a 1.30 é molto importante. Una volta raggiunto potrebbe non essere superato e servire per una forte fase di rivalutazione dell'Euro. Dobbiamo seguire questo possibile scenario con attenzione poiché la conseguenza sarebbe un recupero delle borse europee.
L'oro ha superato i 1160 USD/oncia e quota stamattina 1166 USD. È logico che investitori nervosi e in perdita di fiducia abbandonano monete dal valore incerto per comprare metalli preziosi. La tendenza dell'oro é al rialzo ed il prossimo obiettivo a 1200-1220 USD.
Stamattina il Giappone era chiuso. Le borse asiatiche sono miste mentre l'Australia perde lo 0.8%. I futures americani scendono di poco (-0.1%). Le borse europee aprono con limitate plusvalenze (+0.2%) ma prevediamo per stasera che questi guadagni iniziali aumentino.
Sui mercati europei la tendenza a medio termine é negativa. Rimbalzi vanno utilizzati per ridurre le posizioni. Oggi consigliamo di restare a guardare ed osservare attentamente la reazione dei rialzisti.
Commento del 28 aprile
Ieri abbiamo avuto il top. A chi non capisse di cosa stiamo parlando suggeriamo di rileggere il commento del 10-11 aprile.
Il rialzo da marzo 2009 é probabilmente terminato ed ora inizia un lungo periodo negativo. La prima fase consiste in una sostanziale correzzione. Ieri su molte chart é apparso una evening doji star, termine tecnico per definire quella seduta con perdite superiori al 2% e giocata al ribasso fin dall'apertura che aspettavamo da settimane. Questa costellazione tecnica ha una continuazione negativa nei tre quarti dei casi. Ieri é avvenuta al termine di un rialzo di tipo esaustivo e con investitori troppo ottimisti. Lo sviluppo di questa seduta negativa in una sostanziale correzzione é praticamente sicuro. Da anni tentiamo di indovinare con precisione questo momento ma ogni volta, ieri compreso, veniamo sorpresi. Riusciamo ad individuare la finestra temporale ed il range che costituisce l'obiettivo del rialzo ma il momento esatto del massimo e reversal non traspare dagli indicatori tecnici. Notiamo per settimane eccessi e divergenze (RSI sopra i 70 punti, mancanza di ritracciamenti, CBOE Equity put/call ratio sotto i 0.50, money flow in calo, ecc.) ma il giorno preciso é sempre legato ad un'avvenimento particolare (catalizzatore - downgrading del debito di Grecia e Portogallo) e non prevedibile.
Ieri le borse europee sono crollate e l'America ha seguito. L'S&P500 é sceso a 1183.71 punti perdendo il -2.34%. L'advance/decline a 1036 su 5098 ci mostra che la debolezza é stata diffusa ed il numero di titoli che toccano nuovi minimi é salito finalmente a 661. La volatilità VIX é esplosa a 22.81 mostrando che gli investitori sono molto nervosi ma ancora lontani dal panico. Stranamente la CBOE Equity put/call ratio é salita solo a 0.57. Il problema Grecia riguarda sopratutto l'Europa e abbiamo l'impressione che Wall Street rimarra meno toccata. È probabile che questa prima correzzione sia modesta in America (tipo 1050 punti di S&P500) e più severa in Europa.
In generale i mercati finanziari mostrano tutti gli elementi di uno stress. Le obbligazioni di Stato tedesche salgono ad un massimo annuale mentre lo spread con paesi a rischio come Grecia e Portogallo sale alle stelle. Il cambio EUR/USD scende a 1.3190 mentre l'oro supera la resistenza a 1160 USD (stamattina a 1164 USD) iniziando l'attesa nuova gamba di rialzo in direzione 1220 USD. I prezzi delle materie prime invece scendono (metalli prezioni a parte). Tutti questi sono sviluppi logici della situazione e confermano il ribasso delle borse. Importante é ora capire cosa succederà nei prossimi giorni.
Stamattina le borse inizieranno un tentativo di stabilizzazione dopo le forti perdite di ieri. Il Nikkei giapponese ha perso come le altre piazze finanziarie scendendo del -2.57%, i futures americani risalgono del +0.1%. Le borse europee inizieranno la giornata con un lieve calo (-0.4%) rimasuglio della negativa chiusura ieri a Wall Street. Lo svolgimento della giornata dipende dagli sviluppi riguardanti il dossier Grecia. Gli investitori sono molto nervosi ed oscilleranno tra speranza e disperazione. Ci saranno corte reazioni positive seguite nei prossimi giorni da cadute sempre più in basso. Difficile indovinare il momento giusto per vendere.
Siamo short da giorni sull'SMI mentre ieri abbiamo ottenuto segnali di vendita a medio termine su Eurostoxx50 e FTSE MIB. Il DAX resiste. Anche in America la situazione é fluida. L'unico indice ancora al rialzo é il Nasdaq100.
A livello di investimenti le conseguenze sono ovvie. L'inizio di questa correzione era annunciato da settimane. Gli investitori si sono preparati a questo movimento riducendo le posizioni azionarie in anticipo, assicurandosi o vendendo adesso secondo un piano preciso. Chi invece vuole posizionarsi ora al ribasso lo deve fare nei prossimi giorni in un'ottica a medio termine. Abbiamo davanti a noi giornate molto volatili e sarà impossibile trovare il punto ideale per vendere. Ogni rimbalzo é però una buona occasione.
Commento del 27 aprile
Ieri le borse europee hanno iniziato la seduta al rialzo grazie alle buone premesse fornite dal nuovo massimo annuale raggiunto dagli indici azionari americani venerdì sera. Fino a sera gli indici sono oscillati ed il DAX ha anche toccato un nuovo massimo annuale. Per la chiusura però le borse sono tornate al punto di partenza. Solo quelle "deboli" come l'SMI o il FTSE MIB sono arretrate maggiormente pur chiudendo in positivo.
In America l'S&P500 ha perso il -0.43% a 1212 punti. Il numero di titoli che hanno toccato nuovi massimi a 30 giorni si é fissato in un ottimo 2449 ed il rapporto advances/declines é stato di 9:10. La debolezza é stata quindi molto contenuta e si é concentrata nel settore finanziario con le banche (indice BKX) a -3.11%. Il caso Goldman Sachs e le discussioni in parlamento riguardanti la riforma del settore hanno pesato negativamente.
Tecnicamente la seduta di ieri ha l'aspetto di una normale giornata di assestamento con minime prese di beneficio e modesti volumi di titoli trattati. I parametri tecnici restano invariati specialmente sul medio termine.
Stamattina regna la calma. Il Nikkei si é rafforzato di un +0.25% ed i futures americani seguono (+0.1%). Il cambio EUR/USD é fermo a 1.3380 in attesa di sviluppi sul dossier Grecia. L'oro (1154 USD) é tranquillo a ridosso della resistenza a 1160 USD/oncia. Con queste premesse é ovvio che i mercati azionari europei inizieranno la seduta scontando il calo di ieri sera a New York e quindi vedremo delle contenute minusvalenze (-0.2%).
Non vediamo niente all'orizzonte che possa muovere oggi i mercati e quindi prevediamo una chiusura stasera praticamente invariata.
Aggiornamento del 26 aprile
Il salvataggio della Grecia é ancora in discussione con Germania e Francia che pongono condizioni. Molti paesi vogliono sostenere la Grecia temendo nel futuro di essere nella stessa situazione. È assurdo prestare soldi a qualcuno che non sarà mai in grado di ripagarli ma i politici non vedono alternative. Si discuterà del problema ancora per un paio di settimane influenzando Euro e borse europee.
Il cambio EUR /USD stamattina é fermo a 1.3380. Le borse europee inizieranno la contrattazioni al rialzo onorando i nuovi massimi toccati venerdì sera da Wall Street.
Le plusvalenze dovrebbe oscillare sul +0.9% (DAX a 6320 e Eurostoxx50 a 2944). Il DAX é sul massimo annuale e potrebbe essere risucchiato verso l'ato dai derivati toccando i 6350 punti. Per stasera però prevediamo che torni al punto di partenza.
Commento del 24-25 aprile
Venerdì gli indici azionari americani hanno chiuso sui massimi annuali. L'S&P500 ha terminato la seduta a 1217 punti entrando decisamente nel range 1200-1270 punti che costituisce il nostro obiettivo per questo lungo rialzo da marzo 2009.
Se osserviamo però le performances settimanali otteniamo un'immagine molto diversa di quella abituale di un rialzo solido ed omogeneo in Europa ed in America.
Se Wall Street ha proseguito la sua corsa verso l'alto indisturbata (S&P500 + 2.11% a 1217 punti e Nasdaq100 +2.11% a 2055 punti) in Europa abbiamo assistito ad una brusca frenata di alcune piazze finanziarie particolarmente toccate dalla crisi della Grecia. Il tedesco DAX (+1.27% a 6259 punti) é riuscito a seguire l'America mentre l'Eurostoxx50 (-1.07% a 2918 punti) é calato sotto il peso dei titoli bancari e "mediterranei". Male ha anche fatto la Svizzera (-1.82% a 6768 punti) che mal digerisce la forza del franco svizzero.
A questo punto facciamo un breve inciso di tipo fondamentale per esprimere la nostra opinione su due fatti importanti per il futuro delle borse.
La crisi greca é economicamente irrilevante. La Grecia costituisce il 2% del PIL europeo e potrebbe tranquillamente fallire. Il problema sono le conseguenze sul sistema. Quindi la Grecia verrà salvata poiché i politici temono un'effetto domino. In questa maniera non si risolve niente ma si guadagna tempo. Questo significa che a corto termine le ripercussioni sulle borse saranno limitate. Nei prossimi anni andiamo incontro ad una catastrofe poiché in questa maniera i debiti non fanno che aumentare. Non pensiamo però che questo tema sarà in grado di destabilizzare ora le borse. Se questa tesi é corretta é probabile che il cambio EUR/USD non scenda sotto gli 1.30.
Più grave é la causa della SEC contro la Goldman Sachs. I mercati azionari dicono che il problema é superato. Noi invece pensiamo di no poiché la Goldman Sachs é colpevole. Come nel caso UBS anche questa accusa é in grado di destabilizzare il sistema - se ne parlerà ancora per mesi e la situazione diventerà sempre peggio per Goldman Sachs e la banche d'affari in generale. Siamo convinti che questo capitolo non é chiuso. Non sappiamo però quali potrebbero essere le conseguenze sui mercati finanziari. Nel caso possono solo essere negative.
Torniamo all'analisi tecnica. L'S&P500 e le borse americane in generale sono nella fase finale ed esaustiva del rialzo e come previsto non riescono più a correggere malgrado la costante situazione di ipercomperato. Da settimane i paramentri tecnici sono invariati con RSI sopra i 70 punti, e l'85% dei titoli sopra la media mobile a 50 giorni. Venerdì malgrado i nuovi massimi degli indici i numero di titoli che hanno raggiunto un nuovo massimo a 30 giorni é salito "solo" a 2176, un buon valore ma sotto i 3000 che hanno caratterizzato l'inizio di nuove dinamiche gambe di rialzo. Gli investitori restano molto ottimisti e lo vediamo non solo dalla bassa volatilità (VIX a 16.62) e dal rapporto CBOE Equity put/call ratio (venerdì a 0.48) ma anche dalle numerose inchieste condotte tra i gli investitori istituzionali e dall'opinione espressa dalle lettere finanziarie.
Di conseguenza non possiamo che confermare la nostra previsione di un top delle borse entro la prima decade di maggio. Il 10 maggio é un lunedì e giovedì 13 é l'ascensione. Di conseguenza il termine potrebbe anche slittare fino al 14. Come parametro di riferimento manteniamo i 1200-1270 punti di S&P500. Il DAX dovrebbe toccare un top sopra il massimo annuale raggiunto finora (6310 punti) visto che venerdì ha chiuso a 6259 punti.
Più difficile é fare una previsione riguardante l'Eurostoxx50. L'aiuto concreto alla Grecia potrebbe subire alcune settimane di ritardo con il risultato che l'Eurostoxx50 potrebbe sottoperformare ancora per un pò. Il grafico lascia aperta questa possibilità. Dai 2918 punti della chiusura di venerdì ai 3044 di gennaio c'é un 4.3%. Per logica matematica diremo che un nuovo massimo annuale é poco probabile e la resistenza a 3044 punti non verrà quindi superata.
Sugli altri mercati finanziari i movimenti rilevanti si concentrano nelle divise. Il cambio EUR/USD é sceso venerdì fino a 1.32 prima di rimbalzare con forza e risalire a 1.3395. Il rapporto tra Euro in calo e debolezza relativa di Eurostoxx50, FTSE MIB e Co. é evidente e proseguirà anche nel futuro. L'oro é salito a 1157 USD/oncia e si riavvicina alla forte resistenza a 1160 USD. Pensiamo che questa verrà superata e l'oro dovrebbe continuare a guadagnare di valore. Il prossimo obiettivo del rialzo é sui 1220 USD ed il massimo annuale a 1226 USD. I prezzi delle materie prime generalmente salgono ed in parte seguono le borse ed (inversamente) lo sviluppo del dollaro. Questo rapporto dovrebbe continuare ed un top sulle commodities potrebbe aiutarci a trovare con precisione il top delle borse.
Riassumendo gli indici azionari sono ancora in un trend rialzista. Non sembra che un top sia imminente e quindi il previsto massimo dovrebbe essere a maggio. I mercati europei subiscono la conseguenze della sceneggiata greca. È un fattore che tecnicamente non possiamo prevedere. Costituisce solo un'elemento di disturbo e non muta sostanzialmente il quadro tecnico. Pensiamo che settimana prossima almeno il DAX continuerà a rafforzarsi seguendo l'America. È possibile e probabile che anche l'Eurostoxx50 segua - la sottoperformance di settimana scorsa dovrebbe essere solo un'incidente di percorso che potrebbe però ripetersi.
A medio termine bisogna prepararsi all'atteso top. Per sapere cosa ci aspettiamo rileggete la parte finale del commento del 17-18 aprile.
Chi é ancora massicciamente investito in azioni deve assumere un'atteggiamento difensivo. Chi invece vuole posizionarsi in un'ottica a medio termine può cercare di seguire gli ultimi sprazzi di questo rialzo cosciente del fatto che un reversal potrebbe presentarsi improvvisamente e brutalmente entro la metà di maggio. Volendo si può cercare di anticipare il movimento verso il basso cominciando ora a posizionarsi short. È una strategia che necessita di pazienza e funziona bene solo se si può fare lentamente media verso l'alto. Chi vuole invece andare short con una certa sicurezza e solo con un'operazione attende conferme di una cambiamento di tendenza.
Commento del 23 aprile
Abbiamo l'abitudine di fare un'analisi tecnica inglobando i movimenti di diversi mercati azionari e questo ci sta creando un problema. Normalmente le differenze di comportamento tra i vari indici che analizziamo si limita a delle sfumature. In genere facciamo riferimento sopratutto alle borse americane che sono quelle a maggiore capitalizzazione, con i più grandi volumi e le maggiori informazioni tecniche strutturali.
Da alcuni giorni le performance degli indici divergono fortemente e la ragione é da ricercare nella Grecia e nell'Euro. Indici particolarmente toccati dal problema si indeboliscono mentre il Nasdaq100 (tecnologia) in America ieri sera ha toccato un nuovo massimo annuale. Da inizio anno l'S&P500 ha guadagnato il +8.4% mentre l'Eurostoxx50 ha perso il -0.6%. Questa divergenza può creare delle disparità di performance ma non generare sviluppi completamente opposti. Non é possibile che in Europa inizi un ribasso a medio termine mentre in America il rialzo continua indisturbato come visto ieri sera (S&P500 +0.23%). Questi sviluppi discordanti possono sussistere per dei giorni ma in tempi più lunghi é sicuro che America ed Europa devono ricominciare a muoversi in parallelo.
Con la giornata di ieri abbiamo avuto un segnale di venduta sull'SMI svizzero, una pessima performance di Eurostoxx50 e FTSE MIB che si avvicinano pericolosamente ad importanti supporti ed un calo contenuto del DAX che mantiene intatto il trend rialzista.
In America invece, dopo un pessimo inizio dovuto alle negative premesse dell'Europa, gli indici hanno lentamente ma costantemente recuperato per chiudere in positivo. L'S&P500 (1208 punti) é a 6 punti dal massimo annuale mentre il Nasdaq100 ha già superato questo livello (2045 - a 5 punti dal nostro primo obiettivo del rialzo a 2050 punti) . Advance/decline a 3897 su 2139 e nuovi massimi a 30 giorni a 1630 ci mostrano la solita immagine di un solido rialzo nella sua fase esaustiva. A livello settoriale rivediamo la già notata debolezza nel settore della sanità (-1.15%) e dei farmaceutici (-1.35%) ma per il resto vediamo parecchi nuovi massimi annuali. In America quindi non notiamo nessun segno di debolezza strutturale premonitore per un'eventiuale calo degli indici. Il rialzo continua.
L'Euro continua ad indebolirsi e stamattina il cambio EUR/USD é a 1.3230. Ovviamente il problema dell'indebitamento della Grecia continua a pesare ma questo non é una sorpresa. Da mesi abbiamo un'obiettivo indicativo di 1.30 e ormai non siamo lontani. La debolezza dell'Euro pesa sulle borse (Grecia, Spagna, Italia, ecc.) e settori coinvolti (banche) ma é difficile immaginarsi un ribasso generale senza che questa debolezza si espanda in altri settori ed in America. Tecnicamente i movimenti verso il basso di questa settimana sono dei ritracciamenti tecnici e non l'inizio dell'atteso ribasso. È invece molto probabile che questa nervosa reazione degli investitori corrisponda alla formazione dell'atteso top. Mercati forti ignorano le cattive notizie - mercati che si indeboliscono hanno invece questi tipici improvvisi crolli. Per il futuro bisogna posizionarsi al ribasso ma c'é ancora tempo.
Stamattina le borse asiatiche sono in negativo con il Nikkei che scende del -0.4%. I futures americani perdono un paio di punti. Gli indici europei inizieranno la seduta odierna in rialzo dell'1%. L'andamento altalenante continua. Un'investitore deve per ora stare a guardare. Queste forti oscillazioni a corto termine corrispondono alla formazione di un massimo e sono difficili da essere sfruttate senza essere spesso stoppati. La navigazione a vista é permessa solo a traders esperti.
Commento del 22 aprile
I movimenti giornalieri delle borse europee stanno diventando imprevedibili. Nelle ultime quattro sedute abbiamo avuto tre sorprese con forte volatilità e movimenti che hanno superato l'1%. Performances positive e negative si susseguono senza costanza con il risultato che non ci sono due sedute di fila con lo stesso risultato - manca un trend a cortissimo termine. Sembra quindi che il rialzo stia abbandonando il comportamento di un movimento esaustivo senza ritracciamenti per entrare in una fase laterale di tipo distributivo con maggiore volatilità. Il nervosismo e l'incertezza degli investitori aumenta. Non sembra che questo sia solo una conseguenza di una serie di eventi inattesi (Goldman Sachs, eruzione vulcanica, Grecia e debolezza dell'Euro) ma un vero e proprio mutamento nel tipo di trend.
Sappiamo che l'America é determinante e per il momento a Wall Street regna ancora la calma. Ieri sera l'S&P500 non si é praticamente mosso (1205.93 punti / -0.10%) ma sotto la superficie notiamo alcuni interessanti sviluppi che vanno seguiti con attenzione. Per esempio il settore della sanità (health care) sembra entrato in un ribasso mentre le banche (indice BKX) potrebbero aver ieri esaurito il rialzo con un classico reversal giornaliero. Anche allargando lo sguardo vediamo alcuni sviluppi inquietanti. Il Giappono ha toccato un massimo annuale il 5 di aprile con il Nikkei sui 11'400 punti. Da quella data la borse tendenzialmente scende ed il Nikkei stamattina cade nuovamente sotto gli 11'000 punti (-1.2%). Anche gli indici delle materie prime faticano e sono ancora sotto il massimo annuale toccato a gennaio (una chart come quella dell'Eurostoxx50).
L'atteso top generale delle borse potrebbe essere vicino.
Ma torniamo alla seduta di ieri sera a Wall Street. Come precedentemente detto le borse americane non cedono e la struttura interna resta solida anche se non entusiasmante. Con 1566 nuovi massimi a 30 giorni la partecipazione verso l'alto é modesta ma sufficiente a sostenere gli indici. Manca completamente pressione di vendita. Volatilità e put/call ratio salgono da livelli depressi. Alcuni indicatori forniscono deboli segnali di vendita (MACD). L'immagine generale é quella di mercati in perdita di slancio ma non ancora sul punto di cambiare direzione. Sembra ormai che l'obiettivo di riferimento a 1270 punti di S&P500 diventa troppo ambizioso ma nuovi massimi marginali sono comunque possibili.
A livello di divise continua la debolezza dell'Euro. Il cambio EUR/USD é stamattina a 1.3390 e non vediamo impedimenti al raggiungimento del nostro obiettivo a medio termine a 1.30. Questo dovrebbe avere implicazioni negative sullo sviluppo delle borse europee. Materie prime, oro e petrolio non si muovono.
Stamattina le borse asiatiche sono deboli con il Nikkei in calo dell'1.2%. I futures americani perdono lo -0.2% e l'apertura sul vecchio continente sarà in negativo (-0.1%). Per la seduta odierna non osiamo fare previsioni. Pensiamo che il calo di ieri é stato ingiustificato e quindi logico sarebbe stasera un risultato positivo. Finora però il trading questa settimana é stato deludente. Siamo stati stoppati tutti i giorni a dimostrazione che facciamo fatica a "leggere" e prevedere lo sviluppo giornaliero.
A livello di investimenti pensiamo che nelle prossime settimane ci sarà poco da guadagnare nel senso che i movimenti a livello di indici saranno per saldo limitati. Eventuali sorprese dovrebbero esserci piuttosto verso il basso dove esiste parecchio spazio vista l'eccesso di ottimismo degli investitori.
Commento del 21 aprile
Ieri le borse sono balzate nuovamente verso l'alto e la situazione tecnica é tornata ad essere quella di metà di settimana scorsa. I mercati sono ipercomperati, con una partecipazione insufficiente per lo sviluppo di una nuova sostenibile gamba di rialzo ed investitori troppo fiduciosi ed sbilanciati.
Il calo di venerdì scorso ed in parte di lunedì sembrano essere stati solo un'incidente di percorso ed il rialzo può continuare nella sua fase finale ed esaustiva. Siano nuovamente confrontati con la domanda che ci assilla da settimane. Conviene ancora saltare sul treno in corsa e cercare di sfruttare gli ultimi punti verso l'alto? E la risposta é sempre la stessa - dipende dal profilo di rischio di ogniuno, dall'attuale portafoglio titoli e dalla tempistica. La seduta di venerdì scorso ci ha mostrato che quando il mercato gira la discesa può essere veloce, profonda ed in grado di cancellare in alcune ore i guadagni di settimane.
Ieri mattina avevamo previsto una seduta moderatamente positiva in Europa. Le borse si sono invece impennate cancellando buona parte delle perdite accumulate nelle due sedute precedenti. In America abbiamo assistito alla solita strana seduta con pochi movimenti. L'S&P500 é oscillato nelle prime due ore di contrattazioni ma poi si é fissato sui 1207 punti e li ha mantenuti con minime variazioni fino alla fine (1207.17 / +0.81%). I nuovi massimi a 30 giorni sono saliti a 1198 mentre i nuovi minimi sono fermi a 182. Il potere d'acquisto é limitato ma vista la totale assenza di pressione di vendita questo basta a spingere gli indici verso l'alto. La volatilità ridiscende a livelli recond (VIX a 15.73) mentre la CBOE equity put/call ratio resta bassa (0.52).
L'advance/decline (4916 / 1151) e buoni volumi di titoli trattati mostrano una seduta dominanta dagli acquisti.
Riassumendo il trend rialzista é riapparso e gli indici azionari si ritrovano nella fase finale del lungo rialzo da marzo 2009. Siamo nella parte inferiore del range che abbiamo fissato come obiettivo (1200-1270 punti di S&P500) e mancano ancora una ventina di giorni per completare la finestra temporale per un top. È molto probabile che gli indici riusciranno a salire ancora alcuni punti in percentuale.
Il cambio EUR/USD é nuovamente sceso a 1.3415. Malgrado il rafforzamento del dollaro americano il prezzi delle materie prime sono leggermente saliti, l'oro ha guadagnato 5 USD a 1142 USD/oncia ed il petrolio é tornato a 85.40 USD/barile. Non vediamo divergenze in grado di fornirci indicazioni sullo sviluppo dei mercati azionari.
Ieri sera dopo la chiusura Apple ha presentato degli ottimi risultati trimestrali ed il futures sul Nasdaq100 sale stamattina del +0.7%. Quello sull'S&P500 segue con un +0.3%. Dopo giorni di debolezza anche il Nikkei reagisce e sale stamattina del +1.7%.
Ovviamente anche la seduta in Europa inizia sotto i migliori auspici con una plusvalenza intorno al +0.3%. Al momento non vediamo niente in grado di bloccare questo movimento e prevediamo per stasera una chiusura con moderati guadagni.
Commento del 20 aprile
La giornata di lunedì ci ha mostrato che il calo di venerdì non é l'inizio di un ribasso. Ieri i mercati azionari europei si sono stabilizzati ad un livello leggermente inferiore a quello di venerdì senza mostrare diffusa debolezza. Probabilmente senza i rimasugli del caso Goldman Sachs e l'eruzione del vulcano islandese (debolezza del settore dei trasporti), le minusvalenze sarebbero risultate minime. La Grecia rimane tema di discussione.
Al termine della seduta europea, dove compratori e venditori si sono lasciati in una situazione di patta, i nostri occhi erano puntati sull'America. Wall Street ha aperto indecisa, é caduta in territorio negativo per poi decidersi per una seduta positiva nelle ultime due ore di contrattazioni. La plusvalenza dell'S&P500 (+0.45% a 1197 punti) mostra però un'immagine troppo positiva della situazione. Tecnologia e trasporti (-0.80%) hanno chiuso in passivo una giornata dove gli advances/declines negativi (2473/3533) ci mostrano un quadro non entusiasmante della struttura tecnica. La plusvalenza del settore bancario ci mostra però che il caso Goldman Sachs non é in grado di spingere gli indici verso il basso.
Il quadro tecnico mostra che il rialzo é in difficoltà. I nuovi massimi a 30 giorni sono scesi a 617 mentre i nuovi minimi salgono a 567. Alcuni indicatori danno segnali di vendita a corto termine (MACD) ma questo più che altro é una conseguenza del calo di momentum più che di un vero ìmpulso verso il basso.
Durante il fine settimana avevamo concluso la nostra analisi dicendo che il rialzo era intatto. La giornata di ieri ha confermato questa valutazione. La slancio dei rialzisti e la fiducia degli investitori sembra però aver subito danni. A livello di investimenti notiamo una fuga dai temi a rischio ed una certa ricerca di sicurezza. Il dollaro si rafforza insiemo alla obbiligazioni di stato. Il prezzo del petrolio ha leggermente recuperato a 84.75 USD ma i prezzi delle materie prime sono scesi. L'oro é fermo a 1137 USD/oncia.
Riassumendo i mercati restano ipercomperati e sopravvalutati, con partecipazione insufficiente per una nuova gamba di rialzo (solo nuovi massimi marginali sono possibili) ed investitori troppo fiduciosi ed esposti al rialzo. La fase esaustiva di questo movimento si avvicina alla fine e potrebbe già da ora tramutarsi in un movimento laterale di tipo distributivo senza accelerazione finale. L'obiettivo a 1270 punti di S&P500 sembra ormai irraggiungibile ma a queste condizioni é meglio attendere ancora alcuni giorni di contrattazioni prima cambiare ed adattare i nostri scenari.
Dopo i forti cali di ieri stamattina l'Asia é in equilibrio. Il Nikkei é ora in calo del -0.16% dopo un buon inizio. I futures americani sono invariati. La borse europee inizieranno la giornata in rialzo del +0.3%. Pensiamo che saranno in grado di mantenere questa plusvalenza fino a stasera ma sarà difficile vedere molto di più.
Commento del 17-18 aprile
Venerdì scorso la lunga serie di rialzi é stata bruscamente interrotta da una seduta negativa. Gli indici azionari europei hanno subito perdite che hanno raggiunto il 2% (Eurostoxx50 -2.09%) mentre in America le minusvalenze sono state più contenute (S&P500 -1.61%).
Questa caduta ha avuto delle conseguenze sulle performances settimanali che specialmente in Europa sono state, per la prima volta da febbraio, negative. Nel dettaglio il DAX é sceso del -1.10% a 6180 punti, l'Eurostoxx50 -1.47% a 2949 punti, S&P500 -0.19% a 1192 punti mentre il Nasdaq100 si é rafforzato del +0.92% a 2012 punti.
A questo punto vorrei fare una breve valutazione sull'avvenimento che ha causato la caduta dei mercati di venerdì. La causa della SEC contro la Goldman Sachs. Le banche d'affari manipolano i mercati finanziari e speculano a proprio favore anteponendo i propri interessi personali a quelli dei clienti. Questo comportamento scorretto diventa illegale quando i clienti vengono coscientemente danneggiati per provocare dei guadagni o vantaggi a terzi. La Goldman Sachs ha spesso agito al limite (o oltre) della legge ma si pensava che le protezioni nelle alte sfere della politica e le connessioni con gli organi di controllo permettessero alle grandi banche d'affari di proseguire queste pratiche discutibili senza limiti e conseguenze. Le sorpresa é quindi che la SEC abbia finalmente deciso di mettere sotto accusa questo comportamento attaccando oltre tutto la più potente organizzazione di questa ragnatela. Moralmente é sicuro che Goldman Sachs é colpevole. Vedremo se la SEC riuscirà ad incastrarla anche penalmente. Ma la grande novità é la rivolta dell'organo di controllo (SEC) allo strapotere ed arroganza di queste banche che ormai si permettono di tutto credendosi talvolta al di sopra del potere dello Stato.
Per questo ritengo che questa causa é in grado di destabilizzare il mercato azionario malgrado che i danni riportati dalle borse venerdì sono stati limitati ed assolutamente insufficienti per dichiarare il lungo rialzo come terminato. Vedremo settimana prossima come si sviluppa la situazione.
Torniamo all'analisi tecnica. Fino a giovedì il rialzo delle borse é continuato e gli indici hanno toccato i soliti nuovi massimi marginali. Abbiamo notato un'accelerazione al rialzo e forza relativa nel comparto tecnologico ma le plusvalenze sono rimaste contenute.
Gli indici continuano ad essere ipercomperati. Per tutta la settimana la RSI sull'S&P500 ha superato i 78 punti e solo venerdì é caduta a 60.93. In America la % di titoli sopra ma media mobile a 20 giorni é scesa al 68% ma resta dell'83.11% sopra la media mobile a 50 giorni e dell'83.72% a 100 giorni.
Gli investitori sono sempre molto fiduciosi e sbilanciati al rialzo. La volatilità VIX é scesa fino a giovedì sui 15 punti per balzare venerdì a 18.36. La CBOE equity put/call ratio é scesa mercoledì ad un record storico di 0.32 per risalire infine a 0.53.
La partecipazione al rialzo resta moderata ed insufficiente per grandi balzi verso l'alto. Venerdì i nuovi massimi a 30 giorni sono scesi a 1039 ma i nuovi minimi sono saliti solo a 409. Manca ancora la pressione di vendita necessaria ad innescare una sostanziale correzione o un ribasso.
Resta da valutare la giornata di venerdì. La seduta é stata pessima in Europa ma non bisogna dare troppo peso a questo calo. Gli investitori europei hanno avuto solo un'ora per valutare le conseguenze del caso Goldman Sachs e hanno preso l'unica decisione possibile: vendere.
In America invece si é visto che nel corso della giornata il calo si é spento e gli indici hanno recuperato. La debolezza si é concentrata nel settore finanziario (banche -3.46% e brokers -3.33%) mentre per il resto non notiamo forti cedimenti. Senza continuazione del ribasso o conferme possiamo catalogare questa seduta come incidente di percorso o presa di beneficio dovuta a singola notizia negativa. Vedremo come si sviluppa la situazione ma per ora il rialzo é intatto.
Gli altri mercati finanziari hanno reagito di conseguenza al calo delle borse ma non vediamo comportamenti particolari o eccessivi. I Bonds ed il dollaro (USD Index a 80.82 e cambio EUR/USD a 1.3510) si sono rafforzati mentre l'oro é calato a 1136 USD/oncia. I prezzi delle materie prima e del petrolio sono scesi moderatamente.
Difficile cambiare le nostre previsioni dopo un moderato calo di una seduta. In linea di principio riteniamo che il rialzo non é ancora esaurito. Il trend positivo dovrebbe riprendere settimana prossima e come sapete abbiamo un'obiettivo massimo a 1270 punti di S&P500 per la prima decade di maggio. D'altra parte é possibile che i massimi toccati dagli indici azionari giovedì scorso costituiscano la fine del rialzo. L'S&P500 ha raggiunto i 1213.92 punti ed é quindi nel range previsto (1200-1270). La rottura di venerdì non é stata però netta e quindi abbiamo bisogno di conferme. Le regole sono conosciute - il rialzo sarà terminato se abbiamo un ritracciamento che supera i tre giorni di durata, una seduta estremamente negativa con eventualmente un reversal (apertura al rialzo con chiusura in negativo e sui minimi della giornata / S&P500 con una perdita superiore al 2%) o la rottura di un determinate supporto a medio termine (p.e. 1150 punti sull'S&P500).
Lunedì 19 aprile a Zurigo c'é la festa delle corporazioni (Sechseläuten). Alle 6 di sera sulla piazza del Bellevue viene bruciato l'inverno sotto le sembianze di un pupazzo di neve (Böögg).
I nostri uffici rimangono chiusi. Il nostro servizio invece non subisce interruzioni.
Commento del 16 aprile
Ieri il motore del rialzo si é imballato. Niente di particolare, solo un paio di colpi a vuoto che ad un'osservatore esterno non sono saltati all'occhio.
Come previsto nei nostri commenti mattutini, le borse europee hanno aperto bene (ma forse non così forti come molti si aspettavano), sono oscillate alcune volte in concomitanza con la pubblicazione di dati ed hanno terminato la giornata sul livello del mattino vale a dire con moderate plusvalenze.
L'S&P500 si é mosso durante tutta la giornata in un range di soli 5 punti chiudendo invariato a 1211 punti (+0.08%). Il mercato é stato trascinato da tecnologia (Nasdaq100 +0.48%) e trasporti. Ed allora dov'é il problema? Nella volatilità che sta crescendo, sia in Europa che in America. Ieri sera la volatilità sull'S&P500 VIX é salita a 15.89 (+1.92%) insieme ai volumi di titoli trattati. Oggi scadono le opzioni di aprile e potrebbe diventare una seduta movimentata.
Per il resto Wall Street ha mostrato un'immagine conosciuta. Advances/declines a 3154/2817, 2316 nuovi massimi a 30 giorni, CBOE Equity put/call ratio a 0.37. Insomma il solito mercato ipercomperato e con investitori euforici e troppo esposti al rialzo. Sembra che la paura di perdere qualcosa di questo rialzo stia facendo salire gli ultimi investitori sul carrozzone.
Sul fronte delle materie prime e dei cambi regna la calma. Ieri l'EUR/USD era fermo mentre stamattina scende a 1.3545. L'oro é bloccato sotto la resistenza a 1160 USD/oncia e quota 1154 USD. Indice delle materie prime CRB e petrolio sono invariati.
Stamattina i mercati azionari asiatici sono deboli con giustificazioni strane (disoccupazione in America e mercato immobiliare cinese). Le perdite si aggirano sull'1% mentre il Nikkei scende ora dell'1.57%. I futures americani seguono calando del -0.5%. È questo uno sviluppo inaspettato e non vorremmo che a sorpresa questo calo si tramutasse in valanga. Vista la situazione tecnicamente estrema in cui si trovano le borse questo é possibile. I mercati azionari europei inizieranno la seduta in calo (-0.5%) e teoricamente non ci aspettiamo molto di più. Per stasera prevediamo solo il segno meno davanti alla performance giornaliera.
Se ci fossero cambiamenti nella situazione che impongono cambiamenti nell'impostazione degli investimenti pubblicheremo un'aggiornamento alle 12.00.
Commento del 15 aprile
I parametri tecnici dei mercati azionari sono in territori inesplorati. Ieri sera la CBOE Equity put/call ratio é scesa a 0.32, livello mai raggiunto dalla pubblicazione ufficiale di questo dato nel 2003. Con il balzo di ieri sera (+1.11%) l'S&P500 sta facendo il più intenso rally della storia senza una correzione di almeno tre giorni.
Il trend dominante a medio termine resta rialzista ed i mercati non mostrano segni evidenti di fatica o la voglia di cambiare direzione. Stanno esaurendo questo lungo movimento positivo dal minimo di marzo 2009 ma visto che tecnicamente abbiamo in molti indicatori valori estremi e comportamenti anomali é difficile dire come terminerà questa fase esaustiva. Possiamo solo assicurarvi che comperare adesso può essere estremamente pericoloso poiché, tra l'altro, questa costellazione di valori di indicatori é stata osservata spesso in vicinanza dei crash. La valutazione dei mercati é ricca, le azioni sono probabilmente sopravvalutate. Se a questo aggiungete il rialzo dei tassi d'interesse a lungo termine sul dollaro (USTreasuryBonds vicino alla soglia critica dei 4.80%) avete una miscela esplosiva.
Dopo questa premessa ritorniamo agli avvenimenti di ieri.
Gli indici azionari europei si sono rafforzati oscillando secondo gli umori di Wall Street. Le plusvalenze a fine giornata si sono aggirate sul +0.6% con alcune eccezioni tipo il FTSE MIB. Non sprechiamo però ulteriore tempo in Europa poiché gli avvenimenti importanti riguardano l'America. Gli indici azionari hanno accelerato al rialzo e l'S&P500 ha chiuso nettamente sopra la barriera psicologica dei 1200 punti (1210.65 / +1.12%). Il consistente balzo verso l'alto é stato effettuato con volumi di titoli trattati in aumento ed ha permesso alla maggior parte deli indici di toccare nuovi massimi annuali. L'advances/declines a 4797/1265 ed il numero di nuovi massimi a 30 giorni a 2532 punti mostrano una solida partecipazione. A livello settoriale notiamo il solito buon comportamento delle banche (BKX +3.40%) e la salita dei semiconduttori (+4.30%) grazie ai buoni risultati del leader Intel. Su parecchi titoli notiamo dei gaps d'apertura che potrebbero essere dei segni di esaurimento. Lo sapremo solo se verranno velocemente richiusi grazie ad un reversal. Riassumendo abbiamo avuto una buona seduta che rientra nel nostro scenario generale. Avevamo avvisato che le probabilità che il rialzo si bloccasse a 1200 punti di S&P500 erano scarse. Continuiamo ad osservare il mercato da vicino in cerca di segnali di debolezza ma al momento non ne vediamo. Invece il livello di surriscaldamento del movimento continua ad aumentare e supera nettamente i valori di guardia. Forse il rialzo terminerà con un'accelerazione finale ed il botto.
Divise ed oro stranamente non si muovono. Il cambio EUR/USD é bloccato a 1.3640 e l'oro resta sotto la resistenza a 1160 USD/oncia (1155). Il prezzo del petrolio invece ha fatto un balzo verso l'alto di circa 2 dollari dopo una settimana in cui non faceva che scivolare verso il basso. Sul future notiamo uno dei tanti gap.
Stamattina i mercati asiatici si rafforzano ma meno del previsto. Il Nikkei sale del +0.55% mentre i futures americano scendono del -0.2% dopo l'abbuffata di ieri sera. L'apertura in Europa sarà positiva (+0.3%) ma gli indici dovrebbero fermarsi sotto i massimi di ieri (DAX a 6295 e Eurostoxx50 a 3020). Non abbiamo idea di cosa potrebbe succedere oggi. È probabile che fino alla scadenza delle opzioni di aprile di venerdì l'intonazione di base resti positiva. Tornando all'inizio del nostro commento vogliamo però vedere come il mercato digerirà il put/call ratio a 0.32.
Commento del 14 aprile
Da giorni la situazione tecnica dei mercati é invariata e la mattina, quando ci troviamo davanti ai grafici, troviamo la stessa immagine. L'S&P500 subisce prese di benefico nella prima parte della seduta per poi recuperare e chiudere su un nuovo massimo marginale che normalmente consiste in un paio di punti di incremento. Lo svolgimento della seduta in Europa invece segue quello dell'America. Ad un'apertura positiva, risultato del nuovo massimo marginale a Wall Street, seguono alcune vendite più o meno intense ed un recupero sul finale.
Ieri l'S&P500 ha terminato a 1197.30 (+0.07%) con un'incremento minimo ed un massimo giornaliero a ridosso dei 1200 punti. Anche a livello di indicatori tecnici l'esame comincia a diventare monotono visto che non appaiono sostanziali cambiamenti. Ieri in America abbiamo avuto l'84% dei titoli sopra la media mobile a 50, 100 e 200 giorni, 1426 nuovi massimi a 20 giorni contro 288 nuovi minimi, RSI sopra i 70 punti e CBOE Equity puts/calls ratio a 0.32. Il mercato americano resta ipercomperato ma non mostra nessuna intenzione di formare un top e bloccarsi in un movimento laterale. Di correzzioni o ribassi neanche parlarne.
A questo punto una precisazione ed aggiornamento della situazione si impone. Noi prevediamo un massimo significativo nei prossimi 25 giorni tra i 1200 ed i 1270 punti di S&P500. Poiché sugli attuali 1200 punti non vediamo nessun segno che il trend rialzista stia abbandonandoci, é probabile che l'indice salga sopra i 1200 punti. Un'estensione fin verso i 1250 punti diventa ora uno scenario molto pr0babile. Le conseguenze per gli indici europei sono immaginabili.
Stamattina l'Euro recupera ed il cambio EUR/USD risale a 1.3650. Per il momento i meccanismi che collegano borse, divise e materie prime funzionano molto bene. Dollaro forte significa pressione sui prezzi delle materie prime compresi energia. Il cambio EUR/USD potrebbe risalire fin verso gli 1.38 prima che la tendenza negativa riappaia con il conosciuto obiettivo a 1.30.
L'oro resta sotto la resistenza a 1160 USD/oncia (stamattina a 1155). Una probabile rottura di questa resistenza aprirà la strada per una salita del prezzo fino ai 1220 USD/oncia.
Riassumendo, visto il comportamento degli indici azionari in questo inizio di settimana, é poco probabile che un top sia imminente e quindi una continuazione di questo asfittico ma costante rialzo é probabile. Un'obiettivo di riferimento diventano i 1250 punti di S&P500 ricordandosi però che il range va dai 1200 ai 1270.
Stamattina i mercati asiatici si raffrorzano ed il Nikkei guadagna ora circa il +0.4%. I futures americani salgono del +0.3%. Esistono le premesse per una buona apertura in Europa che dovrebbe situarsi sul +0.4% cancellando le perdite di ieri (Eurostoxx50 sui 3004 punti). Con la tecnologia forte pensiamo che oggi l'S&P500 proverà a superare i 1200 punti nella prima parte della seduta permettendo una buona chiusura in Europa.
Commento del 13 aprile
Ieri mattina il quadro generale era molto positivo. I mercati asiatici avevano chiuso al rialzo e l'Euro era molto forte dopo le notizie positive (?) riguardanti il pacchetto di aiuti alla Grecia. Sembrava che anche le borse europee fossero pronte ad involarsi e le nostre frasi "il potenziale di rialzo per il resto della seduta é molto ridotto" e "Penso che la seduta sarà positiva ma non credo ci saranno grandi variazioni tra le 09.00 e le 17.45 di stasera" sembravano più una speranza che una previsione con fondamento. È invece chiaro che la situazione di ipercomperato e la scarsa partecipazione al rialzo non permettono più grandi progressi e consistenti accelerazioni giornaliere. Nei prossimi giorni la domanda che dovremo regolarmente porci é quella di sapere se siamo di fronte ad un massimo.
Ieri la borse europee, dopo un buon inizio, sono arretrate e tornate al punto di partenza . Abbiamo un segno che i venditori sono presenti ma non si può parlare di reversal o seduta negativa. Stessa cosa negli Stati Uniti dove l'S&P500 é riuscito ancora a guadagnare un +0.18%. L'indice é salito fino ai 1199 punti per poi ridiscendere. La seduta é stata molto noiosa con meno di 5 punti tra massimo e minimo giornaliero. È stata però una seduta da record non solo per il nuovo massimo annuale marginale. La volatilità VIX é scesa sotto i 16 punti (15.58) mentre la CBOE Equity puts/calls ratio é scesa a 0.40. Nell'analisi tecnica la storia si ripete e quando vediamo un valore estremo torniamo indietro nel passato a vedere periodi simili. Negli ultimi dieci anni ci sono stati solo 4 giorni con valori inferiori ai 0.40 e sono stati alla fine dicembre 2003 e a metà gennaio 2004. A gennaio 2004 era finita la prima consistente gamba di rialzo dopo il bear market del 2000. Era seguito un movimento laterale di tipo correttivo con una discesa dal massimo di circa il 10%.
In America i nuovi massimi a 20 giorni sono saliti a 1949. Crescita interessante ma lontana da quei 3000 necessari per un'accelerazione al rialzo. I nuovi minimi ristagnano a 316.
Ieri abbiamo notato che gli indici più legati al bacino mediterraneo come l'Eurostoxx50 (molta Spagna e banche) o il FTSE MIB si sono comportati meglio del resto. Questa é una logica conseguenza del recupero dell'Euro e se la nostra previsione riguardante la moneta europea é corretta, dovrebbe trattarsi di un fenomeno passeggero.
Stamattina il cambio EUR/USD é ridisceso a 1.3580 dopo il picco ieri a 1.37. Il rimbalzo potrebbe eventualmente far risalire il cambio fin verso agli 1.38 ma siamo convinti che in seguito l'Euro dovrebbe tornare ad indebolirsi in direzione degli 1.30.
Il dollaro forte ha messo una certa pressione sulle materie prime e l'oro ha perso una decina di USD l'oncia. Tutto logico e normale - non vediamo nessuna divergenza.
Riassumendo i mercati azionari stanno cercando il top ma non abbiamo l'impressione che l'abbiano raggiunto ieri. Questo é possibile ma poco probabile.
In America inizia la earnings season - il periodo di pubblicazione dei risutati trimestrali. Alcoa (alluminio) ha deluso. I mercati asiatici stamattina sono deboli con il Giappone che perde più dell'1%. I futures americani sono in calo del -0.3% ed i mercati europei esordiranno con minusvalenze intorno al -0.3%. Non ci aspettiamo per stasera sostanziali variazioni. L'unico motivo di interesse sarà osservare se cambia qualcosa rispetto al solito. Ci piacerebbe vedere una certa pressione di vendita con una chiusura sui minimi giornalieri e per una volta un pò di incertezza in America senza il solito rally dell'ultima ora che permette agli indici di chiudere in attivo e con un nuovo massimo marginale.
Aggiornamento del 12 aprile - 07.30
Durante il fine settimana si é concretizzato l'appoggio alla Grecia che riceve linee di credito per il rifinanziamento del debito pubblico di 45 Mia a condizioni favorevoli. L'Euro reagisce positivamente ed il cambio EUR/USD sale a 1.3660. Le borse asiatiche si rafforzano e il Nikkei mostra attualmente una plusvalenza del ca. +0.7%. I futures americani salgono del +0.3%. Stimiamo che l'apertura odierna in Europa sarà in rialzo del +0.6% /+0.8%. Il potenziale di rialzo per il resto della seduta é molto ridotto.
Commento del 10 - 11 aprile
Settimana scorsa gli indici azionari si sono ancora rafforzati - di poco ma la performance settimanale é ancora positiva. L'America (S&P500 +1.38% / Nasdaq100 +1.79%) si é comportata meglio dell'Europa (DAX +0.23%, Eurostoxx50 +0.50% e SMI +0.00%). Malgrado che gli indici siano da settimane in ipercomperato, con partecipazione al rialzo scarsa ed investitori troppo fiduciosi, non appare debolezza né si concretizza una correzione. L'S&P500 non ha più neanche mostrato una seduta negativa con perdite superiori all'1%. Tentiamo oggi di fare il punto della situazione, capire in quale condizione si trova il mercato e fare delle previsioni per il futuro.
A questo punto é interessante fare un passo indietro. Se rileggete il commento del 13 / 14 marzo parlavamo di trend rialzista a medio termine con obiettivi per l'S&P500 a 1200 punti e per l'Eurostoxx50 sopra i 3044 punti da raggiungere ad aprile o al più tardi a maggio. Venerdì il primo indice ha chiuso a 1194 punti ed il secondo a 2993 punti.
Quattro settimane fà avevamo previsto una correzione come scenario più probabile prima della ripresa del rialzo. L'alternativa poteva essere un movimento laterale di alcune settimane prima della continuazione del movimento verso l'alto. Quello che abbiamo avuto é un misto delle due soluzioni. Le borse non hanno corretto (ed in questo abbiamo sbagliato) ma sono continuate a salire verso gli obiettivi moderatamente, senza pause, senza sbalzi e senza accelerazioni al rialzo.
Questa settimana l'S&P500 si é rafforzato tutti i giorni ma la performance non ha mai superato il +0.80%. Questo significa che le borse sono nella parte finale del lungo rialzo da marzo 2009 e stanno esaurendo il trend. Non ci saranno più sostanziali correzioni fino alla fine di questo rialzo.
Appurato che gli indici sono nella parte esaustiva del trend si tratta di fare ora delle previsioni temporali e numeriche per sapere dove potrebbe trovarsi un massimo.
Basandoci su esempi del passato (durata massima di un trend nella parte finale ed in umore esaustivo) il trend potrebbe esaurirsi tra l'inizio di settimana prossima e la prima decade di maggio. Usando differenti tecniche e sistemi di stima otteniamo possibili obiettivi del rialzo tra i 1200 punti ed i 1270 punti di S&P500. Il range é abbastanza ampio (5%) e quindi cerchiamo di restringere il campo delle possibilità.
Prima di tutto cerchiamo di capire se il trend si sta esaurendo ora (1200 punti / 12 aprile). Non sembra. Venerdì il mercato azionario americano presenta la solita immagine tecnica senza aumento della pressione di vendita. Nel dettaglio abbiamo avuto un rapporto advances/declines a 7:4, 1249 nuovi massimi a 20 giorni (pochi malgrado nuovi massimi annuali su quasi tutti i rilevanti indici azionari USA), 71.76% dei titoli sopra la media mobile a 20 giorni e 84.82 sopra quella a 50 giorni, volatilità VIX sui minimi annuali (16.14) e CBOE Equity puts/calls ratio a 0.48. rapporto . Non vediamo quindi niente che potrebbe indicarci che un massimo é vicino - inoltre i 1200 punti sono barriera psicologica ma non resistenza. I nuovi minimi a 20 giorni erano a 243 mostrando la mancanza di titoli o settori in calo in controtendenza. Difficile quindi che il massimo sia imminente.
Non possiamo quindi che avere pazienza ed attendere. Il rialzo sarà finito appena appare una seduta fortemente negativa (ca. -2% con un'eventuale reversal) con pressione di vendita e conferme su altri mercati finanziari. Sarà facile individuare il top appena si verificherà.
Al top non seguirà un'immediato ribasso. Il rialzo dal minimo del 6 di marzo 2009 é stato troppo lungo ed intenso per essere cancellato immediatamente e sostituito da un trend ribassista. Prevediamo quindi un sostanzioso movimento laterale di tipo distributivo con una serie di massimi discendenti. Questo periodo potrebbe durare dei mesi. Solo in seguito riapparirà un trend ribassista che a questo punto rischia di essere intenso e duraturo. Per intenderci gli indici potrebbero tendenzialmente scendere per un paio d'anni. Questo é uno scenario a grandi linee. Preferiamo per ora non accennare a possibili obiettivi.
Abbiamo parlato prima di movimento laterale di tipo distributivo. Abbiamo il sospetto che l'SMI svizzero sia già entrato in questa fase con almeno un mese di anticipo sugli altri indici. Se questa astrusa ipotesi é corretta il top generale dovrebbe essere temporalmente vicino. L'SMI infatti ha raggiunto un nuovo massimo annuale a metà febbraio contro la metà marzo di S&P500 e DAX.
Sul medio termine riteniamo che i ribassisti devono avere ancora pazienza ma non troppa. Al più tardi nella seconda metà di maggio verrà il loro turno.
A livello di indici dovrebbe proseguire il comportamento osservato nelle ultime settimane. La fine del rialzo verrà condotta da S&P500, Nasdaq100 e DAX. L'Eurostoxx50 seguirà a fatica, l'SMI non dovrebbe più rafforzarsi mentre il FTSE MIB rischia di non più tornare sopra i 23400 punti.
Lunedì mattina pubblicheremo un'aggiornamento con le ultime notizie e previsioni per la giornata.
Commento del 9 aprile
Ieri mattina sembrava che le borse volessero iniziare una correzione e molti speculatori hanno gettato la spugna e venduto posizioni aperte in un'ottica di un veloce guadagno. Noi siamo rimasti a guardare. Il messaggio mandato dall'America il giorno prima era chiaro - nessuna pressione di vendita. E senza gli Stati Uniti é difficile che un calo in Europa si sviluppi. Ed effettivamente con l'apertura di Wall Street anche le borse europee hanno recuperato. Ieri mattina avevamo previsto una seduta negativa con minusvalenze inferiori all'1% ed effettivamente alla chiusura le performance sono oscillate tra un -0.81% (DAX) ed un -1.09% (Eurostoxx50) con una punta negativa a -1.43% per il FTSE MIB.
A questo punto é necessaria un'osservazione. È difficile sfruttare queste oscillazioni tramite delle transazioni indicate la mattina su un sito in Internet. Questo anche se siamo in grado di interpretare correttamente gli umori del mercato. Ieri l'Eurostoxx50 ha aperto in calo a 2966 punti. È sceso fino a 2923 punti per chiudere a 2942. Stamattina riapre però a 2960 punti. Chi opera facendo trading durante la giornata può seguire queste oscillazioni. Chi invece opera solo ad inizio seduta avrebbe venduto a 2966 per ritrovarsi stamattina a 2960 senza niente in mano. Detto questo torniamo all'analisi tecnica.
Il quadro generale resta invariato. A medio termine i mercati sono ipercomperati (84% dei titoli USA sopra la media mobile a 50 giorni) mentre dopo la giornata di ieri la situazione a corto termine si é in parte normalizzata. I mercati americani restano determinanti e a Wall Street mancano i venditori. I 370 nuovi minimi a 20 giorni di ieri sono insufficienti per provocare una calo degli indici. D'altra parte gli 878 nuovi massimi mostrano anche l'assenza di convinzione dei compratori. Fino a quando non appare qualcosa di nuovo gli indici continueranno ad oscillare lateralmente con uan lieve tendenza a raggiungere nuovi massimi marginali. Il trend di base resta rialzista con un momentum ed una forza in calo.
Gli investitori sono sempre molto ottimisti (volatilità VIX a 16.48 e CBOE Equity puts/calls ratio a 0.47) ma fino a quando non vengono sorpresi in negativo non abbandoneranno il mercato. Scusate, ci siamo dimenticatio di dire qualcosa sulla seduta di ieri a New York. Gli indici hanno iniziato in negativo (ca. -0.6%) ma hanno prontamente recuperato terminando la seduta con plusvalenze intorno al +0.3%. Sui grafici appare una piccola serie di tre massimi e minimi discendenti che significano però poco se oggi non si concretizza una seduta negativa con una chiusura sul minimo giornaliero.
Stamattina regna la calma. I mercati asiatici si sono rafforzati (Nikkei +0.3%), i futures americani sono invariati mentre l'apertura in Europa sarà al rialzo di +0.6% fino a +0.8% a seconda gli indici. Il cambio EUR/USD si é stabilizzato a 1.3345 mentre l'oro si é rafforzato a 1151 USD/oncia. Il rialzo dell'oro riprende e se il prezzo riesce a superare la forte resistenza a 1160 USD dovrebbe salire verso i 1220 USD/oncia, massimo storico.
Non abbiamo una chiara previsione per la giornata. Pensiamo che l'Europa dovrebbe guadagnare alcuni punti dopo una buona apertura ma poi attenderà l'America. Dopo il tentativo fallito di ribasso di ieri oggi i venditori staranno tranquilli. I rialzisti invece non sembrano di aver la forza di imporre nuovi massimi in America. Di conseguenza l'Europa dovrebbe terminare la settimana sui livelli d'apertura di stamattina mentre Wall Street dovrebbe essere invariata.
Un'eventuale correzione é nuovamente rimandata a settimana prossima.
Commento dell'8 aprile
Ieri le Borse hanno perso terreno ma probabilmente questa giornata negativa é un normale ritracciamento e non l'inizio di una profonda correzione.
Come sapete stiamo sistematicamente cercando dei segni di debolezza strutturale in grado di imporre un cambiamento di tendenza a questi mercati che seguono dal 7 di febbraio un trend rialzista a medio termine. Sembra stupido doverlo dire ma una premessa per un ribasso é la presenza di venditori. Non basta che la forza dei compratori diminuisca, ci vuole un'aumento della pressione di vendita. Non vediamo niente che ci mostri un'aumento dell'attività dei venditori.
Ieri gli indici azionari europei ed americani sono scesi tra lo -0.5% ed il -0.6%. L'S&P500 é calato di 7 punti a 1182 (-0.59). L'immagine tecnica che otteniamo é però la solita con 1241 nuovi massimi a 20 giorni, l'84% dei titoli sopra la media mobile a 50 giorni, CBOE Equity puts/calls ratio a 0.52 e volatilità VIX a 16.62. Purtroppo il numero dei nuovi minimi a 20 giorni é fermo a 279 ed anche l'advances/declines (2290/3727) mostra poca pressione di vendita. L'unico aspetto interessante per i ribassisti é l'aumento dei volumi di titoli trattati - forse questo é solo l'inizio di una moderata correzione e nei prossimi giorni il calo potrebbe intensificarsi. Considerando la costante situazione di ipercomperato é questa una possibilità sempre presente.
Un'ultima considerazione riguarda l'appetito al rischio degli investitori: Russell2000 (-0.29%) e Nasdaq100 (-0.23%) continuano a sovraperformare mostrando che il tema crescita é ancora attuale.
L'Euro é ancora debole (EUR/USD a 1.3330) e questa é una premessa per alcuni giorni di prese di beneficio. Noi crediamo che l'Euro dovrebbe scendere fino agli 1.30 e questo movimento dovrebbe almeno impedire un'ulteriore rafforzamento degli indici azionari europei.
Con la forza del dollaro l'oro (1146 USD/oncia) continua logicamente a rafforzarsi. Sta uscendo dal movimento laterale e dovrebbe salire verso la resistenza a 1160 USD.
Stamattina la moderata debolezza delle Borse prosegue. Il Nikkei scende a 11175 punti (-1.04%) mettendo pressione sui futures americani (-0.2%). L'apertura in Europa é prevista in calo del -0.3%. È possibile che nei prossimi giorni si delinei una moderata correzione ma questa é una pura speculazione basata unicamente sui fatti conosciuti (ipercomperato, scarsa partecipazione, eccesso di fiducia degli investitori) ma senza ulteriori conferme tecniche.
Il trend rialzista a medio termine non é in pericolo. Solo traders smaliziati possono permettersi ora di tentare operazioni al ribasso.
Commento del 7 aprile
Ieri il quadro generale é rimasto invariato. Gli indici azionari europei ed americani hanno guadagnato un paio di punti mostrando più che altro la totale mancanza di voglia di scendere. Ogni tentativo dei ribassisti di mettere una certa pressione di vendita viene subito respinto. A livello economico qualsiai notizia positiva viene presa a riprova della consistenza della ripresa congiunturale. Dati negativi invece servono ad assicurare l'investitore che le banche centrali manterranno per lungo tempo i tassi d'interesse bassi. È evidente che al momento regna una certa e pericolosa euforia. Abbiamo visto in parecchie precedenti situazioni come si sviluppa un quadro del genere. Dopo un lungo rialzo e quotazioni che raggiungono livelli fondamentalmente inaccettabili segue una profonda correzione o un ribasso. Il problema é che nessuno sa quando il trend potrebbe finire. E la fase finale potrebbe avere due visi: un'accelerazione esponenziale per esaurire il trend o alcuni mesi di distribuzione. Per ora sembra che sia il secondo scenario a delinearsi.
Ieri l'S&P500 é salito di 2 punti a 1189 (+0.17%). I mercati restano ipercomperati con 85.90% dei titoli sopra la media mobile a 50 giorni. Solo 1530 titoli hanno toccato nuovi massimi a 20 giorni ma in mancanza di pressione di vendita (245 nuovi minimi) questo é abbastanza per sostenere i mercati. Specialmente quando la propensione al rischio degli investitori é alta (nuovo massimo del Russell2000 / +0.55%, Banche +2.43% e Reit's +2.12%). Gli investitori sono molto ottimisti e sbilanciati al rialzo (VIX a 16.23! e CBOE Equity puts/calls ratio a 0.46) ma come detto e ripetuto questo non sembra bastare a sbilanciare i mercati.
L'unico aspetto che comincia a diventare preoccupante ed appare lentamente nei media é il rialzo dei tassi d'interesse. Il USTBond a 10 anni sfiora la rendita del 4% (ieri 3.97%) ed un'aumento del costo del denaro é veleno per le Borse. Quando raggiunge un livello critico molti investitori istituzionali cominciano a vendere. Se però i tassi decennali al 4% costituiscono la frontiera non lo sa nessuno.
L'Euro debole (EUR/USD a 1.3380) non sembra impensierire le borse anche se la debolezza delle borse di ieri nel primo pomeriggio é stata imputata al solito problema Grecia. Il dollaro debole spinge però i prezzi delle materie prime verso l'alto sostenendo la borsa. Come vedete c'é in questo momento sempre una ragione per far salire i corsi delle azioni.
Stamattina le borse asiatiche sono in leggero aumento (Nikkei +0.09%), i futures americani perdono un paio di punti (-0.2%) e le borse europee inizieranno le transazioni sui livelli di ieri. L'agenda economica mostra numerosi appuntamenti importanti ma niente che potrebbe sbilanciare i mercati. Prevediamo una seduta poco volatile e per saldo indici invariati o leggermente meglio.
Lo scenario per le prossime settimane é conosciuto. Una probabile continuazione del rialzo a piccolo trotto con nuovi massimi marginali con la concreta probabilità di una improvvisa, rapida e profonda correzione. Non sembra però che l'attuale situazione di ipercomperato e scarsa partecipazione é sufficiente a sbilanciare il mercato. Ci vuole qualcosa d'altro che al momento non riusciamo a determinare - forse un rialzo dei tassi d'interesse...
Commento del 6 aprile
Ieri le borse asiatiche ed americane erano aperte mentre l'Europa festeggiava ancora il lunedì di Pasqua. Sia in Asia (Nikkei +0.47%) che in America (S&P500 +0.79% a 1187 punti) l'intonazione é rimasta positiva. L'impressione é che gli investitori sono incuranti delle valutazioni eccessive, della situazione di ipercomperato e della insufficiente partecipazione. Segni concreti di una ripresa economica fanno salire i prezzi delle materie prime e stimolano ulteriormente la salita dei corsi azionari malgrado che moltissimo di un possibile miglioramento congiunturale sia già scontato nei prezzi attuali. Questo ha anche come conseguenza di far salire i redditi delle obbligazioni (ieri sera il UB Treasury Bond ha toccato i 4% di rendimento) rendendo ancora più precario il livello raggiunto dagli indici azionari.
La seduta di ieri sera a New York ha ribadito quello che sappiamo. Gli indici sono ipercomperati (RSI sull'S&P500 a 73.94) con partecipazione insufficiente (1562 nuovi massimi a 20 giorni malgrado nuovi massimi sulla maggior parte degli indici compreso Russell2000 / volumi di titoli trattati più bassi dell'anno) ed investitori molto fiduciosi (VIX a 17.02 e CBOE Equity puts/calls ratio a 0.43). I mercati sono arrivati sul punto tornante del 6 di aprile su un massimo e senza dar l'impressione di voler correggere o cambiare tendenza. A questo punto la probabilità é alta che il rialzo continui senza l'attesa sana correzione per un massimo definitivo ed un top.
Cosa significa questo? Significa che tecnicamente ci sono le premesse per un significativo cambiamento di tendenza seguito da un ribasso ma se questo inizia oggi o solo tra un mese é impossibile dirlo. Se il rialzo continua avremo "solo" nuovi massimi marginali e nessuna accelerazione al rialzo. È possibile che dalla base attuale il movimento positivo continui ancora alcune settimane con guadagni medi per settimana dell'1-1.5%. D'altra parte é praticamente certo che quando la tendenza cambiarà il ribasso sarà profondo e veloce correggendo in poco tempo buona parte degli eccessi attuali. In termini di punti questo significa che in una decina di giorni gli indici ridiscenderanno almeno sulla media mobile a 50 giorni. L'S&P500 ha chiuso ieri a 1187 punti con la media mobile a 50 giorni a 1121 punti.
Come accennato nell'introduzione i prezzi delle materie prime (specialmente energia e metalli) stanno salendo sostenendo il rialzo delle borse. Il petrolio ha superato gli 85 USD al barile mentre l'oro é a 1128 USD l'oncia.
Come previsto (sembra che ultimamente siamo più bravi a prevedere le divise che gli indici azionari) l'Euro ha ricominciato a perdere di valore e si trova stamattina a 1.3420 su USD. Vedremo se questo rallenta il rialzo degli indici azionari europei.
Stamattina assistiamo in Asia a prese di beneficio. Il Nikkei cala del -0.74%. I futures americani perdono lo 0.3%. Le borse europee inizieranno le contrattazioni in rialzo del +0.4%. Difficile dire dove potrebbero trovarsi a fine settimana. Se il rialzo continua come sembra, dovrebbero venerdì arrivare ad un livello marginalmente superiore di quello attuale. Se invece oggi si concretizza un cambiamento di tendenza (ma per ora non sembra) la minusvalenza nei prossimi giorni dovrebbe essere sostanziale.
Gli investitori possono stare a guardare. Chi invece é ancora short deve prendere una decisione: una concreta possibilità di un'ulteriore moderato rialzo contro l'eventualità di un sostanziale e veloce ribasso.
Commento del 3 aprile
Abbiamo avuto un'altra settimana positiva. Gli indici azionari hanno segnato un'incremento superiore all'1% in Europa (Eurostoxx50 +1.03%, DAX +1.67%) mentre in America si sono fermati intorno all'1% (S&P500 +1.06%) con una sottoperformance della tecnologia (Nasdaq100 +0.53%). Ancora una volta il conservativo SMI svizzero ha deluso con un -0.08%. È questa anche una conseguenza del recupero dell'Euro ma riprendiamo dopo questo argomento. La performance settimanale positiva é stata raggiunta con un balzo giovedì primo aprile. I primi tre giorni della settimana erano trascorsi senza scossoni.
Il rialzo di giovedì é stata una sorpresa. Spesso l'inizio di un nuovo trimestre é positivo visto che i portfolio manager hanno liquidità a disposizione che deve essere investita. Pensavamo però che prima del lungo fine settimana pasquale nessuno osasse prendere nuove posizioni.
Tecnicamente e fondamentalmente la situazione é invariata. Gli indici azionari sono ipercomperati, con partecipazione insufficente per permettere una sostenibile accelerazione al rialzo e investitori troppo ottimisti e fiduciosi. Sappiamo inoltre che fondamentalmente questi mercati sono sopravvalutati. Riteniamo però giusto ripetere un principio. Gli aspetti sopra elencati costituiscono una valida premessa per una correzione. Esiste la possibilità che i mercati correggano ma valutare quanto concreta é questa possibilità é difficile. Molto dipende dalla forza del trend riazista a medio termine. Qui ripetiamo ormai da un mese che il trend é solido e sostenibile ma avrebbe bisogno di una sana pausa di consolidamento e di un ritracciamento del -3% fino ad un -5%. Questa situazione, con mercati che raggiungono ogni settimana nuovi massimi marginali, può persistere per settimane. Più il mercato sale e più aumenta la pressione psicologica su quelli che non partecipano. Chi é short deve coprire, chi é sottoinvestito deve comperare. È il principio che alimenta il motto "the trend is your friend" - la tendenza é la tua amica. Sappiamo unicamente che più questa tendenza dura senza consolidare e più gli indici si staccano dalla realtà e più forte e doloroso sarà in seguito il ritorno alla normalità. Nessuno però osa ancora abbandonare il treno in corsa. Numerosi indici settimana scorsa hanno toccato nuovi massimi annuali (DAX, S&P500, Nasdaq100) mentre le autorità politiche e monetarie continuano a diffondere messaggi di fiducia.
I dati tecnici cambiano poco di settimana in settimana. L'S&P500 ha la RSI a 70.33 e la volatilità a 17.47. Il CBOE equity puts/calls ratio era giovedì a 0.53 con la media mobile a 5 giorni allo stesso livello. Giovedì in America i nuovi massimi sugli indici sono stati raggiunti con uno dei livelli più bassi di titoli trattati dell'anno (NYSE 928 Mio di titoli). I titoli con nuovi massimi a 20 giorni sono stati solo 1142. A questa scarsa partecipazione al rialzo si contrappone la mancanza di pressione di vendita - solo 384 sono stati i titoli USA con nuovi minimi a 20 giorni.
D'altra parte vediamo una sana rotazione tra i settori. Una settimana fà commentavamo con preoccupazione il calo dell'indice dei prezzi delle materie prime CRB. Questa settimana é il comparto dell'energia e dei materiali di base ad aver sostenuto Wall Street. Logico sviluppo visto che il prezzo del petrolio é salito a 84.40 USD al barile, livello più alto dell'ultimo anno.
Sul fronte delle divise abbiamo assistito alla riscossa dell'Euro. Il 1. d'aprile il cambio EUR/USD é salito fino a 1.3590 dando la spinta decisiva al rialzo in Europa. Venerdì 2 aprile le borse erano chiuse ma non il mercato dei cambi. EUR/USD é ridisceso a 1.35 ed all'inizio di settimana prossima mancherà la spinta al rialzo fornita dell'Euro forte. Se sparisce anche l'effetto liquidità ci domandiamo cosa resta per sostenere questo rialzo. Ottimismo ?
Il dollaro debole ha inotre causato l'ovvio aumento dei prezzi delle materie prime. Se ora il dollaro, come prevediamo, si rafforza, questo effetto positivo per le borse dovrebbe sparire.
Un'ultimo appunto riguardante la giornata di venerdì. I futures hanno accolto inizialmente bene i positivi dati economici pubblicati in America. A fine giornata però erano tornati al punto di partenza con l'S&P500 indicativamente a 1178 punti.
Riassumendo é difficile dire quando si concretizzerà la prevista correzione. Il movimento verso l'alto ha sempre minori probabilità di proseguire indisturbato ma fino a quando non inciampa in un problema, é il trend rialzista che continuerà a dominare. Siamo tranquilli per quel che riguarda la posizione short in America. L'abbiamo aperta a 1175 punti e malgrado nuovi massimi annuali e balzi verso l'alto, l'indice é a 1178 punti.
Più difficile giudicare lo sviluppo in Europa. Abbiamo più volte detto che la situazione di ipercomperato in Europa é meno estrema e teoricamente esiste ancora spazio verso l'alto. Se gli indici volevano usare questo spazio molto dipendeva dall'Euro. Ora che il rimbalzo dell'Euro sembra terminato é possibile che anche il rialzo delle Borse sia alla fine. Lo potremo dire con maggiore convinzione solo martedì prossimo.
Tre settimane fà avevamo pronosticato una correzione all'interno di un trend rialzista a medio termine. Questa correzione era per noi una premessa per far continuare la tendenza verso nuovi massimi annuali anche su indici ritardatari come l'Eurostoxx50 (puntualizziamo: l'indice ha chiuso giovedì a 2978 punti contro il massimo di gennaio a 3044 punti). Ora che la correzione é mancata é possibile che il prossimo massimo sia definitivo e concluda il rialzo dal minimo di marzo 2009. Le implicazioni di questa affermazione sono importanti. Il prossimo massimo potrà essere un top al quale seguirà una sostanziale fase negativa. Non parliamo piu di ritracciamento né di correzione ma di sostanziale ribasso. Ma prima dobbiamo vedere se, quando e come gli indici azionari ripartono verso il basso.
Auguriamo ai nostri lettori una Buona Pasqua.
Il prossimo commento sotto forma di aggiornamento verrà pubblicato martedì mattina 6 aprile.
Commento del 1. aprile
Ieri le Borse si sono mosse casualmente grazie ad alcune notizie congiunturali. Mancava però una tendenza e la voglia degli operatori di intraprendere qualcosa di nuovo. Qualsiasi tentativo di salire o scendere é stato velocemente rintuzzato quasi che nessuno volesse una chiusura degli indici distante da quella del giorno precedente. L'impressione é quella di mercati che volevano chiudere sui massimi trimestrali in maniera da non toccare la performance raggiunta.
A questo punto il quadro che si presenta ha la sua logica: DAX in positivo e Eurostoxx50 in negativo - Wall Street che si indebolisce di un -0.3% fino ad un -0.5% per recuperare stamattina (almeno guardando i futures) e borse asiatiche in rialzo.
Tecnicamente il quadro é invariato. Gli indici sono in ipercomperato anche se a corto termine parte di questi acquisti eccessivi vengono lentamente riassorbiti dal movimento laterale e dal tempo che scorre. In America abbiamo il 60% dei titoli sopra la media mobile a 20 giorni ma ancora l'80% sopra quella a 50 giorni. I valori di RSI scendono ma per l'S&P500 sono ancora a 66.32. In queste sedute prepasquali sta diminuendo la forza d'acquisto e la pressione di vendita accrescendo l'impressione che anche oggi non succederà molto. L'indicatore MACD fornisce su alcuni mercati segnali di vendita a corto termine. Aspettiamo però delle conferme poiché questo indicatore é spesso fallace e fornisce in movimenti laterale falsi segnali. Funziona bene solo in trending markets.
Il mercato delle divise é invece più attivo e interessante. Il cambio EUR/USD é salito fino a 1.356 prima di tornare verso il basso. Ora é a 1.3510. Noi pensavamo che non potesse superare stabilmente gli 1.35 e questa forza marginale della moneta europea ci sorprende un pò. L'Euro forte potrebbe sostenere i mercati europei ed essere un elemento di disturbo ad una eventuale correzione delle borse. Vedremo nei prossimi giorni se questo movimento al rialzo dell'Euro resta un rimbalzo o si trasforma in tendenza. La nostra opinione é che il rialzo del dollaro deve continuare in direzione degli 1.30.
Ieri il petrolio era molto forte tornando a 82.40 USD al barile. Stranamente questo non é bastato a far salire l'indice CRB delle materie prime che si indebolisce. L'oro continua ad oscillare senza tendenza ed é a 1112 USD/oncia.
Stamattina le borse asiatiche si sono involate (Nikkei +1.43%) ed i futures americani risalgono del +0.3% cancellando la perdite di ieri sera. I mercati europei sembrano apprezzare ed inizieranno la seduta con plusvalenze intorno al +0.5% (DAX a 6180 e Eurostoxx50 a 2950). A seconda di come si sviluppa la giornata ed in particolare il cambio EUR/USD questa potrebbe essere una buona occasione per riaprire posizioni short.
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